sabato 20 gennaio 2018

Segnalazione "Pirro, il distruttore" di Angelo Berti

Segnalazione "Pirro, il distruttore" di Angelo Berti

Buon weekend, amici dei mondi fantastici! Oggi vi porto "nel bel mezzo delle guerre dei diadochi, periodo nel quale i generali di Alessandro Magno si combatterono per la conquista del suo impero, ormai dissolto", con il romanzo "Pirro, il distruttore", di Angelo Berti, edito da Italian Sword&Sorcery Books, la nuova etichetta digitale dell'associazione culturale Sword&Sorcery, diretta da Francesco La Manno.

A seguire, troverete anche un interessante presentazione del progetto, da leggere per tutti gli appassionati del genere!

Titolo: Pirro il distruttore
Autore: Angelo Berti
Copertina: Francesco Saverio Ferrara
Curatore: Francesco La Manno
Editing: Annarita Guarnieri e Francesco La Manno
Grafica e impaginazione: Mala Spina
Editore: Italian Sword&Sorcery Books
Collana: Polifemo 1
Formato: digitale
Pagine: 220 circa
Prezzo: 4,99 euro
ISBN: 9788894323009
Con un saggio di Francesco La Manno.
Disponibile in formato digitale (Amazon).
Gratuito per gli abbonati.

Sinossi: Pirro è la Cascata di Fuoco che distruggerà le genti.
Benvoluto dagli dei e temuto dagli uomini, imparerà le arti della guerra dai migliori della sua epoca.
Protetto dalla Goeteia e affiancato dalla misteriosa Lilitu, costruirà pezzo per pezzo il trono sul quale sedersi per governare il mondo.
Fino all’avversario più ostico.
Roma.

Biografia autore: 
Angelo Berti è nato nel 1963 a Cortemaggiore, in provincia di Piacenza, vive a Ravenna.
Dopo gli inizi dedicati alla poesia, raggiunta una presunta maturità, si è dedicato alla narrativa Fantasy, pubblicando la saga di Jagalor.
A seguito di un romanzo storico ambientato nel 1943, Le Preghiere di una madre, ha pubblicato un altro Fantasy, Drow e la saga de I Figli della Geenna, due romanzi ad ambientazione Fantastorica, di cui il terzo e ultimo episodio è da pubblicare.
Dopo L’Isola del Ghiaccio, un romanzo Storico Mitologico di ambientazione Norrena, è tornato al Fantasy con Debito d’Onore, un Urban Fantasy ambientato in Emilia Romagna firmato con lo pseudonimo A.P.Hughes.
Invitato da Vincent Books a contribuire alla Collana Miskatonic, riservata ai migliori autori italiani di fantastico, ha pubblicato il racconto lungo Heterochromia, il suo primo Horror-Thriller.
Il suo nono romanzo, Nonaroth, pubblicato con Watson Edizioni è una ambiziosa fiaba Dark-Fantasy che sta riscuotendo molto interesse.
Pirro il Distruttore è il suo decimo romanzo.
Ha collaborato con il Blog True Fantasy, con la Locanda di Mastro Angelo, e ha diretto per un anno il blog Fantasy Planet.
Ultimamente collabora con Italian Sword & Sorcery e HFI – Heroic Fantasy Italia, con saggi e interviste ai più popolari autori di Fantastico nazionale e internazionale.

PRESENTAZIONE

Questo volume sancisce la nascita ufficiale di Italian Sword&Sorcery Books da una costola dell’Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery, prima etichetta italiana interamente dedicata alla pubblicazione di opere di fantasia eroica. Coloro che ci seguono sono a conoscenza del fatto che ormai da anni ci occupiamo di diffondere questo genere in Italia mediante interviste, saggi, recensioni, articoli, racconti e romanzi. Hyperborea, sito web quotidianamente aggiornato, vede la partecipazione di importanti studiosi e scrittori non solo italiani ma anche stranieri come Howard Andrew Jones e Seth Lindberg.


Il nostro obiettivo è quello di continuare il movimento letterario nato quasi un secolo or sono dalla penna di Robert E. Howard, antesignano dello sword and sorcery e ideatore di personaggi immortali come Conan il Cimmero, Kull di Valusia, Solomon Kane e James Allison, e da alcuni suoi colleghi (Clark Ashton Smith, Henry Kuttner, C.L. Moore e Norvell W. Page), che ebbero grande successo sulle riviste pulp dell’epoca come Weird Tales e Unknown Worlds.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale c’è stata una battuta d’arresto a causa della chiusura di queste riviste, ma tra gli anni ’60 e ’80 l’heroic fantasy è tornato in auge in America soprattutto grazie allo Swordsmen and Sorcerers’ Guild of America (SAGA), un’associazione di scrittori fondata da Lin Carter, Lyon Sprague de Camp e John Jakes, i quali avevano in animo di riportare alla luce questo genere letterario e, dal 1973-1981, sono state pubblicate cinque antologie con la Ballantine Adult Fantasy.

Altre importanti antologie di sword and sorcery sono state uscite tra il 1977 e il 1979 da Andrew J. Offutt con il titolo di Swords Against Darkness (Zebra Books) e hanno visto partecipare autori del calibro di Poul Anderson, David Drake, Ramsey Campbell, Andre Norton e Manly Wade Wellman.

In questo periodo storico sono venute anche alla luce opere fondamentali come la saga di Kane, di Karl Edward Wagner; il ciclo di Elric di Melniboné, di Michael Moorcock; le Cronache di Ambra di Roger Zelazny e le storie di Imaro, di Charles Saunders (ancora inedite in Italia).

Dagli anni ’80 in avanti, lo sword and sorcery ha nuovamente perso terreno, dato che il grande pubblico ha cominciato a prediligere l’high fantasy. Nonostante ciò alcuni autori hanno continuato a pubblicare opere di questo genere, ottenendo un grande successo. Tra essi spiccano David Gemmell con la saga dei Drenai, delle Sipstrassi, dei Rigante e quella sulla guerra di Troia; Harry Turtledove con i cicli di Videssos e Glenn Cook con The Black Company (mai tradotta in italiano).

Volgendo lo sguardo al nostro Paese, dobbiamo rilevare che vi è stato un analogo movimento a quello americano, che si è fatto notare tra il pubblico per la qualità delle opere prodotte e anche dai critici d'oltreoceano. Si tratta dell’Italian SAGA la cui prima apparizione risale al 1979, con la pubblicazione per Fanucci di Heroic Fantasy, un’antologia di racconti di sword and sorcery curata da Gianfranco de Turris, Sebastiano Fusco e Gianni Pilo in cui, accanto agli autori americani più famosi, apparivano le storie di Adalberto Cersosimo, Luigi de Pascalis, Massimo Pandolfi e Gianluigi Zuddas. A esse ne sono seguite altre che hanno visto la partecipazione tra gli altri di scrittori come Franco Forte, Donato Altomare, Mariangela Cerrino, Enzo Conti, Adalberto Cersosimo, Tullio Bologna, Adolfo Morganti e tra i saggisti Giuseppe Lippi, Domenico Cammarota e Alex Voglino.

Questo movimento è andato scemando negli anni e oggi purtroppo le pubblicazioni di sword and sorcery latitano e tra i pochi autori che continuano a scrivere libri di questo genere letterario vi sono Andrzej Sapkowski con la sua saga di The Witcher, Howard Andrew Jones con The Chronicles of Sword and Sand e Ahmed Saladin con Il Trono della Luna Crescente. Mentre l’opera di divulgazione viene svolta da siti e blog come Black Gate.

Sul mercato odierno dominano altri sottogeneri del fantasy come l’urban fantasy, lo young adult, il paranormal romance, l’high fantasy e ultimamente il grimdark fantasy. In particolare quest’ultimo è andato a sostituire lo sword and sorcery, attraendo il pubblico di adulti, senza tuttavia avere le caratteristiche per esserne all’altezza. Non si può inoltre non evidenziare che spesso molteplici romanzi pubblicati sotto l’etichetta di fantasy storico in realtà non hanno alcun elemento fantastico e sono destinati solo una mera operazione commerciale volta ad acquisire gli appassionati di entrambi i generi.

Ora, avendo riguardo di quanto affermato dianzi, la situazione non è rosea. Tuttavia crediamo fortemente che lo sword and sorcery non sia morto e che meriti maggiore attenzione da parte dei lettori, atteso che una preponderante fetta di essi non conosce nemmeno le principali opere, i più importanti autori e gli elementi distintivi del predetto genere di speculative fiction.

La rivalutazione della spada e stregoneria non può avvenire solo attraverso alcune sporadiche pubblicazioni, poiché qualche libro non ha la forza di modificare i gusti del grande pubblico e nemmeno di andare a toccare la sensibilità dei palati più raffinati.

Proprio per questo abbiamo fondato l’Associazione Culturale Italian Sword&Sorcery, il cui obiettivo è quello di coinvolgere editori, scrittori, critici, giornalisti, intellettuali, illustratori e comunque appassionati del genere.

Da una costola di essa è nata Italian Sword&Sorcery Books, etichetta digitale indipendente interamente volta alla pubblicazione di opere di fantasia eroica, scritte da italiani. Al riguardo, non vogliamo limitarci a essere dei meri epigoni dei maestri che ci hanno preceduto, ma vogliamo continuare a percorrere questo sentiero cercando comunque di innovarlo, attraverso nuovi stili e contaminazioni.

In ogni volume di Italian Sword&Sorcery Books saranno presenti anche un’introduzione e almeno un saggio finale che contribuiranno a chiarire meglio agli appassionati la natura e le caratteristiche dello sword and sorcery, fornendo degli spunti critici di approfondimento e di riflessione.

La collana Polifemo comprenderà tutte quelle opere che possono definirsi di fantasia eroica mediterranea, ovvero racconti e romanzi in cui i nostri eroi, o meglio antieroi, si troveranno ad affrontare incredibili avventure intrise di mistero e magia perfidi negromanti, demoni infernali, mostri aberranti in un’ambientazione che richiama i miti, le tradizioni e i territori del mare Nostrum.

Angelo Berti è il primo ad aprire le danze. Ha già all’attivo molteplici pubblicazioni e da anni è diventato una figura di riferimento non solo del fantasy ma di tutta la narrativa dell’immaginario per la sua attività di divulgatore e di conferenziere. Oltre a ciò, è da sempre membro di Italian Sword&Sorcery e ha creduto in questo progetto sin dalla sua nascita.


Ora, veniamo all’ebook.

Pirro il distruttore è un romanzo con ambientazione storica in cui vengono narrate le gesta del condottiero Molosso in chiave sword and sorcery, con elementi ucronici e retrofuturistici.

Angelo ci conduce nel bel mezzo delle guerre dei diadochi, periodo nel quale i generali di Alessandro Magno si combatterono per la conquista del suo impero, ormai dissolto. In questo mondo antico, affascinante e orientaleggiante non è il più forte a prevalere ma il più scaltro. Infatti non sono sufficienti poderosi eserciti e sagaci strateghi per vincere le battaglie, dato che valgono molto di più i complotti orditi per spodestare dei sovrani e per conquistare i regni.

Qui emerge il protagonista, Pirro. Figlio di Eacide, re dell’Epiro e di Ftia si troverà sin dalla nascita lontano dalle sue terre, esiliato per le continue lotte di potere e per le sedizioni di un popolo assai restio al dominio prolungato dello stesso governante. La sua vita sarà caratterizzata da una continua presenta soprannaturale che gli permetterà di salvarsi in più occasioni ma lo vedrà diventare un burattino nelle mani degli dei.

Dotato di un’intelligenza e di un’ambizione sfrenata, il Molosso apprenderà a menadito l’arte della guerra e dell’intrigo, ma non solo. Verrà a conoscenza delle segrete tecnologie di Alessandro Magno. In tale circostanza si palesa l’elemento retrofuturistico, atteso che questi strumenti bellici non sono mai stati utilizzati in quell’epoca storica. Gli elefanti non potranno essere messi a confronto con il dirompente impatto delle Macchine della Morte, le quali, grazie alle loro poderose lame rotanti, faranno a pezzi gran parte dell’esercito romano durante la battaglia di Eraclea.

Il soprannaturale giocherà un ruolo fondamentale nell’economia della storia atteso che Pirro vedrà una presenza costante del divino e verrà istruito sin dalla giovane età nell’arte della stregoneria da Borea. Peraltro, a seguito del suo esilio forzato da Tolomeo, verrà affiancato da Lilitu, incantatrice orientale bellissima e crudele la cui natura rimarrà celata sino alla fine e dotata di poteri occulti che da soli potranno modificare le sorti delle battaglie.

Detto questo, ritengo che in Pirro il distruttore siano presenti tutte le valenze tipiche dello sword and sorcery: l’avventura, il mistero, il combattimento, le battaglie eroiche, la stregoneria, il mito e l’erotismo. Pertanto, ora, vi consiglio di mettervi comodi e di iniziare a leggere questo romanzo, lasciando a un maestro come Angelo Berti la possibilità di condurvi in un mondo antico e meraviglioso.


venerdì 19 gennaio 2018

Segnalazione "Il ballo degli infami" di Jack Sensolini

Segnalazione "Il ballo degli infami" di Jack Sensolini


Bentrovati, viaggiatori! Oggi vi porto nel mondo di Jack Sensolini, autore del romanzo fantastico "Il ballo degli infami", edito da Watson Edizioni. Pronti per scoprirlo?


Titolo: Il Ballo degli Infami
Autore: Jack Sensolini
Editore: Watson editore
Genere: Grimdark
Formato: Cartaceo/ Digitale
Pagine: 418
Prezzo: 15€ cartaceo / 1.99 ebook


Trama: Si sa: i re e gli eroi scolpiscono il proprio nome nella storia, gli infami muoiono. Dimenticati. Ma in quella tempesta di follia e potere che avvolge il regno di Abadonia, gli infami sono anche quelli che lottano e sputano sangue fino all'ultimo respiro.
Gli infami hanno visto Darcan dei Carte soggiogare un pezzo dopo l'altro tutti i domini sull'orlo della rivolta, in un'eterna partita al Gioco dell'Orda contro le sue mancanze di re, di padre e di uomo. Celebre anche come il Re di Cuori, per molti è soltanto il Re Cane.
Gli infami c'erano, quando Domdraco ha preso vita dalle leggende per difendere Dom e i suoi cittadini dai soprusi. Sono rimasti quando il Principe Ereditario ha assunto il comando dell'Arma abadoniana senza le qualità per farlo, trascinandola in un inferno.
E in quell'inferno gli infami ci sono tutti piombati dentro, e hanno ballato: fratello Gheorg ha intravisto un frammento del Grande Sogno e denunciato per primo il tradimento che ha provocato la guerra. Caio il Senzanome, leggendario generale del Primo Reggimento, maledice il giorno in cui dovrà separarsi dalla spada: un uomo la cui fedeltà al Sovrano viene prima di tutto, perfino della propria vita e di quella dei suoi figli. Suo figlio, appunto: il capitano Econ, il Cavaliere Volante osannato nelle ballate ed eroe suo malgrado, schiacciato dalla sua stessa fama e costretto a confrontarsi con quella del padre. Gustav CaneSecco ed Eduin il Bifolco, veterani che hanno sempre scelto la propria pelle, piuttosto che la gloria.
Su questo affresco di amore, odio, tradimento e morte, ballano gli infami.


«Se siamo fatti del sogno di Dio, il nostro doveva essere un incubo.»

Recluta sopravvissuta all'assedio di Fosse dell'Oblio  
Sudava talmente tanto che se avesse pianto nessuno se ne sarebbe accorto. E un tempo l'avrebbe fatto. Sicuro come la morte, che l'avrebbe fatto. Magari non la sua. Meglio quella degli altri. 
Ma adesso era un oligarca del santissimo ordine doselita, non un semplice giovanni. Per quanto possibile, doveva sforzarsi di nascondere le sue bassezze. 
Il sole stava tramontando a ovest, incauto come un bandito scoperto con la refurtiva. Sputò i suoi ultimi dardi di fuoco tra i rami della Foresta dei Mille Faggi, prima di tuffarsi nel cratere senza fondo della Ferita. Oligarca Gheorg vide il capitano Econ sollevare il braccio e ordinare ai suoi di fermarsi. 
«Forza, marmaglia. Da qui in avanti dovremo proseguire a piedi. Via le armature: se ci sentono arrivare siamo morti.» 
Cinquanta soldati smontarono dai cavalli tra borbottii e mugugni. Prepararono fiaccole, corde e rampini. Si erano tolti le corazze di bronzo, ora protetti solo dalle tenebre e dalla stoffa dei loro vestiti. 
Gheorg deglutì la paura e congedò il suo mulo con una carezza sul muso, poi si avviò a passo lento verso Econ.
Il romanzo è disponibile per l'acquisto su tutti gli store di libri e ebook (Amazon, casa editrice Watson). Potete seguire l'autore sul suo profilo Facebook! ;)



mercoledì 17 gennaio 2018

Recensione "I mondi del fantasy VII" - a cura di Micol Fusca

Recensione "I mondi del fantasy VII", a cura di Micol Fusca

Bentrovati, amici dei mondi fantastici! Oggi, è proprio il caso di dirlo, scoprirete taaanti mondi fantastici, ben diciotto, quanti sono i racconti inseriti nella settima antologia curata da Limana Umanìta. Stavolta però non sarò io a guidarvi in questo viaggio, bensì Micol Fusca, giovane scrittrice, che ha partecipato all'antologia con il racconto "Respiro". Cedo a lei la parola, per scoprire cosa ne pensa di questo volume! :)

Ricordo che l'antologia IMDF VII (come tutte le precedenti) è acquistabile sul sito della casa editrice Limana Umanita!

I Mondi del Fantasy VII -Recensione di una scrittrice “ quasi” per caso.

L’Antologia I Mondi del Fantasy VII, edita da Limana Umanìta, si compone di diciotto diversi racconti scritti da altrettanti autori. Offre una panoramica completa del fantastico nelle varie declinazioni: da quelle più classiche alle moderne.

Se vi chiedete perché mi definisco una scrittrice “quasi” per caso è presto detto. Quella con I Mondi del Fantasy VII è stata la mia esperienza di pubblicazione. Ho preso coraggio e ho deciso di condividere con altri alcuni dei miei “mondi”. Non mi considero un giudice tecnicamente preparato, ma posso offrirvi il mio parere di lettrice appassionata.
Ho scoperto le raccolte antologiche dopo un periodo di astinenza da lettura: la vita ci offre nel piatto quello che c’è, uno deve adattare i propri ritmi alle necessità contingenti. Perché privarsi di una buona lettura per la mancanza di tempo? Sono riuscita a trovare il giusto compromesso: belle storie in grado di farmi sognare per l’intera giornata.
Ho detto molte volte di dover ringraziare gli autori che ho conosciuto grazie a questa esperienza, perché mi hanno insegnato molto e mi sono di supporto. Il passo successivo, che spero di compiere al più presto, è quello del confronto con il lettore. Sono certa di avere molto da apprendere da tutti. Ringrazio il “padrone di casa” Alessio del Debbio per avermi offerto quest’occasione (Grazie a te! NdAle).

Le mie perifrasi sono, sempre, indecentemente lunghe. Veniamo al sodo.
Confesso che appena avuta in mano l’antologia non ho letto il primo racconto: “Respiro” di Micol Fusca. E’ il mio. L’ambientazione è piuttosto classica, elfi, maghi, guerrieri, dame e cavalieri. Quello che volevo condividere è un concetto di “amore” assoluto, svicolato da ogni dogma. Spero di esserci riuscita.

Lunedì 18 dicembre: “Il tempio del destino” di Alessio Del Debbio. Ambientato in una Toscana medioevale, dove la “strega” incute paura. Una storia di amore atipico: lo scoprirete leggendo il finale. Un bellissimo messaggio. Ha saputo toccare la parte meno “nera” di me: per intenderci, quella che non vorrebbe trasformare in un rospo il vicino di casa.


Martedì 19 dicembre: “Stragi e popcorn” di Francesca Cappelli. Sono stata trasportata in una galassia lontana, crocevia di mondi e dimensioni. La vicenda è ambientata in cinema spesso teatro di scontri e improbabili incidenti diplomatici. Una sola considerazione. Qualcuno di voi ha assistito alla premiere di Star Wars The Last Jedi? Conosco gente che è partita all’assalto armata fino a denti.

Mercoledì 20 dicembre: “Il sapore della morte” di Alberto Pierantoni. Un racconto che ci riporta con i piedi a terra, alla fantasy che abbiamo imparato a conoscere da bambini. Dimenticare la protagonista è difficile. Kristen riesce a mutare la sua maledizione in un destino, accogliendola dentro di sé. Uno strano inno alla “vita”: l’accettazione di sé.

Giovedì 21 dicembre: “Il settimo custode” di Giuseppe Gallato. Un urban fantasy che incuriosisce dalle prime righe. Il protagonista ci conduce per mano alla scoperta di un mistero in una vicenda che sfuma nell’onirico. Oppure, no? Realtà o sogno?

(Foto di Debora Aprile)

Venerdì 22 dicembre: “Anime colorate” di Serena Artuso. Connessione cosmica? Un particolare, un nome, accomuna il suo racconto al mio. In Anime Colorate il bene e il male si mischiano al punto da creare nuovi “colori”. Bellissima la “tavolozza” utilizzata.

S. Stefano (26 dicembre): “A tua immagine e differenza” di Alberto Tivoli. Le atmosfere appartengono allo steampunk. Lo stile di Alberto è molto personale, ricercato. La mia interpretazione: un odio puro, una vendetta oltre ogni limite umano. Trascende il sentimento.

Giovedì 28 dicembre: “Vano doccia” di Luca Simioni. Altro urban fantasy che ha saputo regalarmi divertimento allo stato puro. Lo stile è ironico al punto giusto e riesce a non essere dissacratorio nonostante il tema trattato. Sono felice di avere una vasca da bagno.

L’alba di venerdì 29 dicembre: “L’altra dimensione” di Alessandra Leonardi. L’ambientazione italiana trasporta in una Roma dove strane ed esilaranti creature cercano di evadere. Mi è piaciuta la “corte dei miracoli” di Alessandra. Anche in questo caso, mi sono divertita dalla prima all’ultima riga.

Ultimo sabato 2017: "Il vecchio Oak" di Marco Losi. Ho già definito questo racconto un’inquietante favola ecologista. Come disse il Sommo Poeta della Selva Oscura: Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!”

E’ arrivato gennaio: “Il giorno della protesta” di Marco Lovisolo. A mio avviso non del tutto “fantasy”. Descrive con minuzia le leggi di un governo alquanto bizzarro. Perché, non “fantasy”? Con i governi che troviamo in giro per il mondo (Italia compresa) i garbugli del suo sono una passeggiata.

Giovedì 4 gennaio: “L’ultimo branco” di Claudio Ovo Lei. All’apparenza tenero pone delle riflessioni sulla natura della morale.  Un’originale prospettiva del Karma. E’ l’unica storia dell’antologia ad avere come protagonista un fido amico a quattro zampe.

Venerdì 5 gennaio: “Franco il Nero” di Mirko Morotti. L’ambientazione è molto dark e porta subito al centro della vicenda. L’autore accosta due figure del nostro comune immaginario dando loro un nuovo volto. Io, non ci sono arrivata subito: avevo compreso da principio la natura del “mostro”, non quella di Franco. Mi sono servite le ultime righe e l’effetto sorpresa è stato assicurato.


Sabato 6 gennaio: “Il disegno grigio” di Sagas Original Works. Il lettore è catapultato fin dal primo istante in un dungeon  dalle note classiche, dove regna l’inquietudine. Nessun mostro se non il “sentore” di qualcuno in agguato. Qualcuno pronto a balzare addosso all’improvviso. Nel finale aleggia un velo di mistero: la protagonista è legata alla sua, apparente, nemesi da un passato comune?

Domenica 7 gennaio (grazie a Dio domani è il primo giorno di scuola): “Sogno in nero” di Massimo Tivoli. Andrea e Baltazar ci coinvolgono nel mondo dello spiritismo afro-brasiliano: attenzione, è buona regola non giocare con il fuoco. Meglio non avvicinarsi alle forze oscure. E’ un “dare” “avere” che alla fine contenta solo una delle parti. Una schiavitù da cui non c’è possibilità di ritorno.

Lunedì 8 gennaio: “La vedetta” di Marco Scaldini. Lineare, di immediata comprensione. Un monito a non fissare mai la stessa porzione di cielo: il pericolo potrebbe avanzare dall’altra. Il racconto permette di entrare in empatia con la protagonista grazie all’ottima scrittura che permette di conoscere i suoi sentimenti e la sua storia personale. Un classico ben riuscito.

Martedì 9 gennaio (aspettando all’uscita della scuola sotto il diluvio): “Il Re Pescatore” di Alessandro Fresta. Ho apprezzato particolarmente questo racconto grazie allo stile dell’autore. Leggero come una piuma, capace di far nascere un sorriso. Come altri del gruppo autori ho riconosciuto in lui una “penna” simile a quella di Benni. La strana vicenda del Signor Cecil avvicina all’aldilà in modo inaspettato.

Mercoledì 10 gennaio, ultimo racconto (raggiunta la cima dell’Everest): “Ruggine” di Marco Bertoli. Torna un fantasy animato da guerrieri, donzelle (di dubbia reputazione) e maghi. Il racconto è ben ritmato, originale e offre un punto di vista totalmente diverso da quanto atteso dopo la lettura della premessa. Ho commentato nel lunghissimo post che noi autori ci siamo rimbalzati in una strana partita di ping pong (un delirio di palette pronte a colpire la pallina) che il colorito eloquio utilizzato in alcuni intercalari mi ha fatto sbellicare dalle risate.

Magnifiche vacanze di Natale, vero? I Mondi del Fantasy VII, una tazza di tisana e i gatti. Ah, giusto…una figlia adolescente che contende il divano.
Spero che la mia recensione, per quanto “casereccia”, abbia stimolato il vostro appetito di pagine stampate e auguro buona lettura. A mio modesto parere l’antologia offre molto. Non solo per l’indubbia qualità dei racconti inseriti, ma perché svela un intero arcobaleno di Mondi.
Un saluto, Micol.

(Recensione a cura di Micol Fusca)


lunedì 15 gennaio 2018

Intervista a Mala Spina

INTERVISTA A MALA SPINA

Buon lunedì, viaggiatori di mondi fantastici! Dopo aver parlato dei suoi libri della saga Victorian Horror Story (qua gli articoli precedenti su "Mostri di Londra", qua su "Orrore a Whitechapel", e qua su "Fantasmi sul Tamigi" e "Demoni da Highgate"), oggi abbiamo la possibilità di chiacchierare un po' con Mala Spina, la poliedrica autrice toscana che ha creato Miss Patel, Peter Doyle e gli altri personaggi che animano la Londra vittoriana! ;)

INTERVISTA A MALA SPINA

Ciao Mala Spina,
benvenuta sul blog “i mondi fantastici”. Parlaci un po’ di te: chi sei, dove vai, cosa fai? Come sei approdata alla scrittura?


Sono una a cui piace raccontare storie e ne ho tante che aspettano di venire in superficie.
Ho iniziato a scrivere colpa dei PBEM. Molti anni fa (e sono volutamente generica perché sono davvero tanti!) erano giochi di narrazione via email molto in voga. In pratica, una storia veniva portata avanti a turno da un gruppo di giocatori/scrittori seguendo alcune regole comuni. Dopo qualche anno di scrittura “ludica” mi è arrivata la prima idea di senso compiuto per un lungo racconto ed era... di fantascienza.

Cosa ti piace leggere? Quali sono i tuoi libri preferiti?

In generale mi piacciono molto i romanzi d’avventura, in tutte le forme possibili. Sono passata per il lungo periodo delle saghe chilometriche di fantasy epico di David Eddings e Terry Brooks, c’è stato quello dei libri horror di Koontz e King, c’è tutt’ora la mia ventennale passione per Lyon Sprague de Camp. Se mi puntassero una pistola alla testa e mi obbligassero a scegliere solo pochissimi libri... credo che punterei su “Stregone suo malgrado” di Stasheff, “L’anello del Re Tritone” di de Camp e probabilmente “Cose Preziose” di King. Il motivo è che periodicamente e per qualche strana ragione mi torna la voglia di leggerli di nuovo.

Come mai “Mala Spina”? C’è un segreto, un aneddoto dietro questo nome d’arte?


Mala Spina era uno dei miei nickname storici. Oltre a questo, quando ho iniziato a scrivere seriamente tre anni fa, lavoravo per un editore e non volevo assolutamente che qualcuno venisse a ficcare il naso nei miei progetti di scrittura. Aggiungici un po’ di timidezza generica e il fatto di avere un cognome antipatico nella realtà ed ecco come mai ho iniziato a usare il mio vecchio nickname anche nelle pubblicazioni.

Sei una scrittrice poliedrica, che si diverte a giocare con il fantastico, presentandocelo sotto sfumature diverse, che vanno dal dark all’horror per sfociare nel grottesco. Ti piace sperimentare?

Certo! Dopo aver passato l’ultimo anno nella mia fase horror-dark fantasy sono decisamente entrata in una nuova mala-evoluzione: lo Steampunk e anche una deriva Romance-Thriller. Il Fantasy rimane la mia prima passione ma non la sola.

Come è nata la serie “Victorian Horror Story”? Cosa volevi raccontare con questa storia?


Anche Victorian Horror Story è stato un esperimento. In quel periodo avevo letto un paio di libri ambientati nella Londra Vittoriana e in più ero fresca della visione del serial “Penny Dreadful”. Tutto è iniziato da Ginny e dall’idea di avere una protagonista che ci facesse vedere il volto nascosto di Londra. Quando le protagoniste vengono morse da un vampiro o similari si trasformano in vampire supersexy ma se le cose andassero diversamente? Volevo esplorare una Londra oscura evitando le solite figure classiche dei romanzi paranormali a base di vampiri e licantropi, volevo cacciatori di mostri che ricordassero “La lega degli straordinari gentlemen”, e volevo una storia mooolto complicata per la mia protagonista, altrimenti non ci sarebbe stato il divertimento.

È stato difficile documentarsi e muoversi nella Londra di fine Ottocento?

Nonostante si tratti di una Londra fantastica ho cercato di ricostruirla in modo credibile o almeno plausibile per le finalità della trama. Oltre alle mie letture di romanzi gotici con una buona o ottima ricostruzione storica, fumetti in tema (“From Hell”, “La lega degli straordinari gentlemen” e alcune uscite Cosmo), film e telefilm, mi sono stati d’aiuto i siti di informazione orientati proprio a quel periodo storico, mappe interattive della Londra vittoriana per gli spostamenti e i luoghi, perfino un video di un ‘ra e mezzo su Youtube con l’intero percorso interno del cimitero di Highgate. Il problema più grosso? Districarsi tra i titoli nobiliari!

Parlaci dei personaggi di “Victorian Horror Story”? Due parole per definire i protagonisti e poi dicci se hai un tuo preferito.


Gli abitanti della villa di Bishop Road hanno dei segreti e mi è piaciuto giocare su quello che sembrano alla protagonista (e quindi a chi legge) e ciò che sono realmente. Ho giocato sui loro rapporti ambigui e su come si evolvono con l’arrivo di Ginny a scombinare i delicati equilibri tra loro. I miei preferiti sono due: uno è Johnny il Nero, di cui prima o poi dovrò fare un’illustrazione, e il secondo è Peter Doyle. Il motivo è che farli parlare è stato facile e la voce di ognuno di loro veniva fuori da sola senza nessuno sforzo di immedesimazione. Oltretutto di loro non si sa molto e sono i soggetti ideali per iniziare altre storie.


Con “Altro Evo” invece siamo in un mondo fantasy più classico. Parlaci di questo progetto, è concluso? È ancora in evoluzione?

Altro Evo è il mio primo progetto di scrittura e lo avevo pensato per avere un’“uscita d’emergenza”, per modo di dire. Lo avevo studiato fin dall’inizio in modo che fosse composto di episodi indipendenti (a differenza di Victorian Horror Story) così, se per qualche ragione non avessi più potuto portare avanti la serie, non ci sarebbero state storie rimaste a mezzo. Ho pubblicato i primi quattro episodi, ma in realtà dovrebbero essere sei per completare il quadro e risolvere tutti i punti misteriosi. Il quinto episodio è scritto al 40% e al momento non ho idea di quando lo finirò.

Infine “Il Mangia Peccati”. Di cosa tratta questa storia (che ha un’ambientazione ben delineata)?

Il Mangia Peccati si svolge nello stesso universo di Victorian Horror Story, solo qualche anno prima e in Italia, più precisamente in Toscana.
Il tutto è nato da una coincidenza di fattori. Mio nonno mi aveva lasciato una raccolta di bellissime riviste risalenti al 1890-1892 (la Tribuna Illustrata), avevo un periodo in cui ero fissata con l’horror e il weird, inoltre volevo ambientare il tutto in una zona che mi è piaciuto visitare qualche tempo fa: la Garfagnana.
L’obiettivo era scrivere una commedia orrorifica, un genere bislacco che non ha poi tantissimi esempi perché non è facile unire humor a temi horror. Quindi è nato Martino, il protagonista sfortunato la cui famiglia ha una tradizione da Mangia Peccati e che ricorda molto Shaun di “Shaun of the dead”. Si sono uniti compagni altrettanto bizzarri che hanno fatto da comprimari e ho unito il tutto con una trama alla Lovecraft.
Quando si muore senza confessione i peccati seguono l'anima, ma a volte sono così immondi da rimanere indietro.
In casi come questi ci vuole... un professionista.

Ti piacerebbe vivere in uno dei mondi da te creati?

Solo se posso esserne protagonista!

Progetti futuri?

Riuscire a concludere il racconto su cui sto lavorando in questo periodo: una commedia steampunk a base di dirigibili e automi impazziti. Possibilmente riuscire a finire il quinto volume di Altro Evo e magari iniziare il thriller storico cui sto pensando da un po’. Poi smetterò di dormire per riuscire a far tutto.

Grazie per essere stata ospite del blog “I mondi fantastici”.


Grazie a te, Alessio!

Ricordo a tutti che Mala Spina ha uno splendido sito, in cui potete curiosare in tutta la sua produzione fantastica, horror e quant'altro produrrà! ;)

sabato 13 gennaio 2018

Segnalazione "Il ritorno dei berserker" di Pietro Ferruzzi

Segnalazione "Il ritorno dei Berserker" di Pietro Ferruzzi

Il Ritorno dei Berserker è un romanzo autoconclusivo appartenente al ciclo di storie L’Era della Luna Rossa, ambientato nelle terre di Oppas. Pietro Ferruzzi ci regala una meravigliosa avventura tra magia, emozioni, sentimenti e azione.

La Dea Aetherea cerca di preservare Oppas e la sua popolazione da una fine lenta, certa e dolorosa, dovuta al ritorno dei Berserker, un’antica e feroce razza maledetta dal Dio Voden centinaia di anni prima e intrappolata da allora in un’altra dimensione. Tramite le criptiche visioni della Gran Sacerdotessa Alison, la Dea cercherà di avvertire la famiglia reale e i suoi alleati; li invierà in lungo e in largo per scovare i piccoli tasselli del puzzle della vittoria.
La storia si dirama in diverse situazioni proponendo un intreccio fitto e mai pesante.
I personaggi seguiranno non solo un percorso fisico ma soprattutto un viaggio interiore, scoprendo la propria forza, il coraggio, la passione, la famiglia e la voglia di vivere il mondo. Le tematiche di cui il libro è portavoce spingono alla riflessione sull’importanza degli affetti, la necessità di affrontare i problemi con coraggio e resilienza, il grande apporto del sostegno reciproco, della fiducia in se stessi e nelle persone che individuiamo come compagni e amici. Il messaggio dell’autore arriva forte e chiaro tramite parole semplici, pienamente comprensibili non solo al pubblico adulto (lettura consigliata dai 10-12 anni in su).

Un’avventura da leggere tutta d’un fiato e fa sentire catturati dalle situazioni; un fantasy dal gusto classico elaborato con un stile moderno, dalla lettura ritmata e scorrevole.

Autore: Pietro Ferruzzi
Titolo: Il Ritorno dei Berserker
Sottotitolo: L’Era della Luna Rossa
Genere: Fantasy
Sottogenere: Epic/ Sword and Sorcery
Casa Editrice: Immagina Di Essere Altro (IDEA), progetto editoriale giovani per il fantasy

Ambientazione: Le Terre di Oppas sono un mondo di fantasia dell’autore; costruito e narrato in un periodo storico simile al nostro medioevo con contenuti magici.
La bellissima copertina è stata realizzata da Alessandro Grillea.
Il libro è disponibile su tutti gli store di libri e ebook (Amazon, IBS).
«Non puoi sapere tutto, la conoscenza è come un mosaico, fatta di piccole e innumerevoli tessere, ognuno ne porta un pò con sé, nessuno è in grado di contenerle tutte».
Quarta di Copertina: Quando la guerra degli Dèi sfocia in un massacro tra mortali, la conoscenza di se stessi è il fattore determinante tra la vita e la morte. La Dea Aetherea guiderà le forze alleate contro le schiere di Berserker maledette dal Dio Voden.
Scontri, combattimenti, battaglie campali, emozioni, valori e cooperazione tra razze ci accompagneranno in una storia dal gusto epic fantasy con sfumature di modernità.


L’autore
Pietro Ferruzzi è nato a Firenze nel 1976. Laureato in Biologia, con un Dottorato di Ricerca, lavora ad oggi nel campo della Ricerca Clinica.
Appassionato di sport e scienza decide di aprire un piccolo blog dove riversare pensieri e inserire articoli sul suo mondo.
Nel 2012 crea le terre di Oppas per dedicare un racconto al suo primo genito, la storia diventa poi il suo primo romanzo epic fantasy autoconclusivo “L’Era della Luna Rossa: Il Sigillo di Aetherea”, pubblicato dalla Casa Editrice Campanila nel 2016.
Apre una pagina facebook dedicata al suo romanzo dal nome L’Era della Luna Rossa: Il Sigillo di Aetherea, che aggiorna secondo la disponibilità lavorativa e ad oggi ha un discreto successo. Riscontrato un certo interesse nel pubblico e ispirato dalla positività del fantasy nella sua vita, inizia a scrivere il secondo romanzo autoconclusivo, sempre legato a “L’Era della Luna Rossa”, dal titolo: Il Ritorno dei Berserker.

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