lunedì 21 agosto 2017

Il covo della ladra: libreria del giallo e del fantastico

Il covo della ladra: libreria del giallo e del fantastico

Salve, amici dei mondi fantastici! Oggi vi segnalo una bellissima iniziativa per tutti gli amanti dei libri, in particolare di giallo e fantastico! Mariana Marenghi, alias la Ladra di Libri, del celebre blog, sta per aprire una libreria a Milano, in una zona che, ahimè, non ne ha: la zona tra Via Padova e Viale Monza. Per realizzare questo bellissimo progetto, Mariana ha lanciato anche una campagna di crowfunding sul portale Eppela. Vi invito a scoprirlo e, se vorrete, a contribuire, anche con una piccola cifra. Sostenere la cultura è importante e tutti, nel nostro piccolo, possiamo darci da fare! 

Ecco il progetto del Covo della Ladra: la nuova libreria del giallo e del fantastico a Milano!



Una libreria per il quartiere. Un quartiere per una libreria

Un giorno di qualche mese fa, in un post su una social district di quartiere, lanciavo l’idea di realizzare una libreria indipendente, in cui il libro fosse un pretesto per creare un luogo in cui dare vita a corsi, incontri, laboratori, letture, incontrate autori, case editrici, scrittori di professione. Insomma un piccolo mondo fatto di libri e lettori, in una zona della città che non ha librerie, tra Via Padova e Viale Monza.

Nasce così il Covo della Ladra, una piccola libreria del giallo. Piccola ma intensa. Non immaginatevi uno di quei luoghi lineari e ultramoderni, in cui tutto è bianco e nitido. Immaginatevi, invece, una di quelle librerie un po' retrò, che traboccano di libri, in cui si respira odore di pagine nuove (ma anche un po’ vissute), dove potersi bere una tazza di americano non perché c’è la caffetteria ma perché te la offre La Ladra, con gli angoli un po’ confusi, dove si può stare anche senza dover comprare. Insomma, una parentesi di mondo fatta di romanzi gialli, noir e…un pizzico di fantasy, per grandi e piccini.

Il Covo della Ladra è una libreria che vuole mantenere un forte grado di indipendenza, scovando edizioni ed autori che non sempre rispondono alle consuete dinamiche di mercato. E fa questo, senza snaturare il suo ruolo di "punto di riferimento" per gli amanti del genere, ovvero una libreria dove poter trovare anche l'introvabile. 

Il Covo della Ladra, però, è anche un luogo del quartiere e che da questo vive e trae spunto. La Libreria lavora in stretta connessione con il quartiere che la ospita, le realtà che lo abitano e i cittadini che lo vivono, promuovendo eventi, iniziative culturali e attività in stretta connessione con Via Padova e il suo district.

Il Covo della Ladra è un luogo senza tempo, che corre contro il tempo e che non ha paura di pensare al futuro.


La nascita di un'idea

Il 1° novembre 2016, in una viuzza laterale della vitale Via Padova, nasceva un’idea: quella di aprire una libreria in un quartiere che di librerie non ne aveva da tempo. 

Quest’idea muoveva i primi passi da un piccolo sogno che una bambina, poi adolescente, aveva fatto mentre trascorreva i suoi pomeriggi dopo scuola tra gli scaffali della libreria del nonno, a Como. Un sogno che, quel 1° novembre comincia a prendere la forma di un blog letterario, Ladra di Libri, dove si leggono e recensiscono romanzi, saggi e pubblicazioni di ogni genere, dove si intervistano autori e si va on line con due appuntamenti podcast a settimana.  Un blog che, piano ma non troppo, è cresciuto in meno di un anno e ha avuto la forza e la costanza di fare del libro il vero protagonista.



Via Padova. La Milano senza librerie

A Milano c'è una via da tutti conosciuta come quartiere multietnico, poliedrico, dalle molteplici anime e dalle profonde radici storiche. 
Si chiama Via Padova ed è ai margini nord della città, tra le arterie che portano fuori Milano, lo storico Naviglio Martesana e Piazzale Loreto. 
Quando si cammina per i suoi marciapiedi, si incontra l’umanità, nel bene e nel male, in ogni sua sfumatura. Ma si ha anche il privilegio di sentirsi parte di qualcosa di molto più grande, di qualcosa che ha il potere di riunire tutte le culture in 4 chilometri di negozi, artigiani, creativi, artisti e semplici cittadini. 
Via Padova è un pezzo di storia della città ed è il fulcro attorno al quale si gioca il futuro di Milano, la sua capacità di diventare moderna, di accettare tutti i suoi abitanti e di farsi accettare da loro. 


Via Padova, e il quartiere che si crea con la limitrofa Viale Monza, non ha librerie. Non le ha più da molti anni. Ma chi lo ha detto che non ne senta, invece, il bisogno?



I libri a scaffale

Il Covo della Ladra è una libreria dedicata al giallo, al noir ed al fantasy. Un genere dalla lunga storia, soprattutto a Milano, e un buon pretesto per dare vita ad una nuova amicizia, tra libri e lettori. A scaffale sono presenti i titoli d’ultima uscita, i classici del genere ma anche un’attenta selezione tra gli editori indipendenti e gli esordienti. Nel Covo si possono trovare libri in lingua (da marzo 2018), libri di saggistica ed edizioni in selfpublishing. 

Al piano superiore, da gennaio 2018, sarà possibile acquistare direttamente al versione ebook per il proprio reader, e scaricarla contestualmente, grazie alla creazione di una postazione di ebook supply. In libreria sono attive anche le ordinazioni di libri introvabili, fuori stampa o rari grazie al servizio di Book seekers, attivo anche da WApp e sito. Il Covo della Ladra sarà anche un ebook store, dove poter trovare molti titoli tra quelli presenti a scaffale.



Una libreria di eventi e letture

Il Covo della Ladra non è solo libri. Intorno all’oggetto libro ruotano presentazioni, incontri con gli autori, con gli editori e i protagonisti principali della scena letteraria di genere, con un particolare legame con la città di Milano e le sue eccellenze. 
Ma non solo: corsi, laboratori, letture animate e la collaborazione costante con le principali realtà del territorio. 

La libreria ha bisogno dell'aiuto dei suoi lettori

Anche se con le nostre sole forze ce la potremmo fare, il nostro obiettivo è quello di farcela insieme, perché questa libreria possa essere veramente anche dei propri lettori. Non per altro, ai contributori più generosi, dedicheremo una pubblicazione a tiratura limitata della prima avvenuta del ladro per eccellenza, Rocambole. A tutti invece, una dedica speciale in libreria e tanti libri in regalo.

Le spese non sono molte, ma vogliamo che tutto sia perfetto: dall'arredo, ai software gestionali che ci aiuteranno a gestire il magazzino e le vendite. Soluzioni che renderanno la libreria più confortevole e più efficiente, ma soprattutto in grado, sin da subito, di offrirvi un calendario di eventi e di attività di qualità e interesse. 

Tutte queste soluzioni, e il procedere dei lavori lo potete monitorare, seguire nel loro progress realizzativo e nella loro progettazione, ogni settimana, grazie alla sezione dedicata al Covo della Ladra sul sito..

Ecco il perché di un crowdfounding!

Ad ottobre, la porta del nostro Covo la aprirete voi. La Ladra e i suoi amici saranno lì, accanto a voi, con un libro in mano ed un regalo speciale per quanti ci avranno aiutato a dare a questo quartiere la sua libreria.




Chi c'è dietro al progetto.
Mariana Marenghi, classe '81, la passione per la lettura, due figli, un passato tra archivi e biblioteche. 
Da grande è social media specialist e copy, dirigendo, dal 2010, la piccola agenzia Su Due Piedi, grazie alla quale, nel 2016 lancia il progetto on line Ladra di Libri, un blog-lit - oggi più un magazine - legato al mondo dell'editoria e dei lettori. Autrice e voce delle puntate in podcast dello stesso magazine. 
Con lei, le voci, i volti e "la penna" di alcuni cittadini illustri del quartiere che appoggiano questa "impresa" e stanno aiutando la Ladra nel suo progetto, sia materialmente, sia moralmente. 



sabato 19 agosto 2017

Segnalazione "L'obelisco dei divoratori" di Gianluca Villano

Segnalazione "L'obelisco dei divoratori" di Gianluca Villano


Bentornati nel mondo di Logren Arbor! Dopo avervi presentato "Il divoratore d'ombra" (articolo di ieri), ecco il secondo capitolo dell'appassionante saga epic fantasy creata da Gianluca Villano: "L'obelisco dei divoratori". Pronti per questo nuovo viaggio?




Titolo: Saga della Corona delle Rose – L’Obelisco dei Divoratori Vol.2
Autore: Gianluca Villano
Editore: Youcanprint
Genere: Fantasy Epico
Pagine: 326
Prezzo: 18,00 €
ISBN: 9788892654747

Trama: Dopo la rivelazione del vero Profeta e la distruzione di Muelnor, il mondo di illusioni e menzogne creato dall'Haor crolla progressivamente. La guerra all'Haorian non può più essere rimandata. Logren, così come il capitano Pellin e i seguaci della Nuova Dottrina si preparano allo scontro finale. Dentro se stessi dovranno trovare la fede per sperare nel sostegno di Horomos e il coraggio per affrontare l'Iniquo.

Disponibile su tutti gli store di libri (Amazon, Youcanprint).


«Logren! Logren, dove sei?».     
Era affacciata sull’orlo dell’abisso, su uno sperone di roccia che spuntava da una parete priva di appigli sicuri; la donna si stringeva le gambe al petto, cercava di tenersi il più lontana possibile dal baratro, ma non sembrava una sprovveduta: il suo corpo irradiava una luminescenza candida e ovattata che s’adombrava man mano che sfiorava le tenebre circostanti; indossava abiti leggeri e ariosi, la forma del suo corpo era elegante, ispirava grazia e gentilezza. Come c’era finita in quel guaio? 

Logren lanciò uno sguardo più attento, ma non riuscì a scorgere sentieri che giungessero fino a lei, né scale, né corde; non sembrava ferita e non c’erano segni di frane. Era prigioniera e non sembrava accorgersi delle scure bestie che le si avvicinavano da tutte le direzioni: sembravano umanoidi dal corpo di pietra, con riflessi argentei prodotti dal baluginio di lampi lontani; si spostavano in modo scomposto e disarticolato, come se non avessero il pieno controllo del corpo. Logren non aveva mai visto niente del genere, nemmeno nei suoi incubi più spaventosi!
«Devi salvarla!» esordì una voce. 
“Chi ha parlato?”. Ancora una voce femminile, ma più autorevole e non proveniva dal baratro; si girò intorno, ma non riuscì a vedere nessuno. 
«Tu solo puoi aiutarla!» aggiunse.
«Perché?!» gridò Logren, continuando a guardarsi intorno, con il cuore che prese a battergli forte. «Chi è che mi parla?!». 
«Aliendar!» urlò la donna nel precipizio, con tono implorante. 
“Aliendar… profeta” si ripeté Logren, ricordando le parole di Nahily, la giovane e bella Debenlore che lo aveva accolto al risveglio nella casa di Miitha. Poteva essere lei, laggiù, ma non poteva esserne certo; a ogni modo doveva raggiungerla, e al più presto! Ma Logren si trovava sul versante opposto, poteva percorrere tutto il ciglio del baratro fin sopra di lei, ma da quel punto li separavano più di dieci metri di parete liscia. “Se solo ci fosse il Bianco Rapace...”. Alzò lo sguardo verso l’alto, il cielo era livido di tempesta e le nubi si muovevano veloci in un misterioso universo d’oscurità. Ma dov’era finito? Cos’erano quegli ammassi gonfi dalle trame cupe che lo sovrastavano? Tra quegli spazi sconfinati sperò d’intravedere raggi sfolgoranti, ma lo sguardo sfociò nel vuoto di un buio vorace e freddo. Era solo! 
“Il Sigillo!” aveva il Sigillo dell’Unicorno! Si guardò la mano sinistra e si accorse che il bracciale-guanto di Handrya, la Levatrice dell’Asher, stava scomparendo. 
«Logren?! Ti prego, ho paura» disse la donna con voce supplichevole, portandosi le mani davanti agli occhi per non vedere, forse consapevole di ciò che stava per travolgerla. 
“Ti prego” quell’invocazione… Nahily; lei aveva usato quelle parole, in un tempo non troppo lontano. Doveva farsi venire un’idea, ma evitò di perdere lo sguardo tra le vertiginose propaggini; credeva di aver superato quella paura, lui e il Bianco Rapace avevano sorvolato per ben due volte l’abisso, nel Pozzo Imbuto e dalla piattaforma del Tempio degli Adoratori, eppure le gambe gli tremavano ancora, aveva la netta sensazione che il vuoto lo volesse afferrare per trascinarlo nel baratro. 
Fissò le forme che risalivano dal nulla e le riconobbe, in un’improvvisa e misteriosa rivelazione: Divoratori, e a centinaia! Sbucavano da cupi anfratti nelle pareti e si muovevano con la stessa determinazione dei ragni; le erano quasi addosso. 
Lui era il Profeta! Era il solo in grado di salvarla, ma allora perché si sentiva così impotente? Non poteva continuare a esitare o l’avrebbe persa per sempre senza scoprire chi fosse davvero. 



Biografia dell’autore: conosciamo Gianluca Villano.
Tutto ebbe inizio all’età di 10 anni, quando frequentavo la quarta elementare: rimasi rapito dal cartellone pubblicitario di un film che si proiettava al cinema (La foresta di smeraldo). All’inizio fu come un gioco, scrivere racconti dove io ero il protagonista, dove potevo sognare di avventure e imprese folli e fare l’eroe, poi scrivere divenne una parte essenziale della mia vita, una necessità, un bisogno, un modo incredibile per liberare la fantasia.
Aprile 1996. Pubblicati Articoli su rivista fantasy nazionale Kaos (n°35): “Arachin, Signore dei Ragni”, “La progenie del caos: Bakland e Sorkron”.
Agosto 2002. Pubblicato romanzo fantasy “La Rosa dei Nirb”, edito da I Fiori di Campo (Pv).

Giugno 2003. Poesia “La Rosa e le spine”, pubblicata su Antologia Poesie del Nuovo Millennio, edito da Giuseppe Aletti Editore (Rm).
Novembre 2003. Poesia “Il Bacio di un Angelo”, pubblicata su Antologia Premio Pablo Neruda 2003, edito da I Fiori di Campo (Pv).
Dicembre 2003. Poesia “A Valentina”, pubblicata su Antologia Tra un fiore colto e l’altro donato, edito da Giuseppe Aletti Editore (Rm).
Dicembre 2003. Scheda biografica inserita nell’Enciclopedia dei Poeti Italiani Emergenti, edito da Giuseppe Aletti Editore (Rm).
Aprile 2005. Romanzo fantasy “Il Muro d’Ombra”, edito da I Fiori di Campo (Pv)
Ottobre 2008. Pubblicazione romanzo fantasy “Il Sigillo dell’Unicorno”, edito da Il Filo (Rm).
25 Ottobre 2009. Giardini Naxos. Menzione d’Onore a Il Sigillo dell’unicorno conferita dall’Accademia Internazionale Il Convivio, Premio “Poesia Prosa e Arti Figurative 2009”.
Febbraio 2016. Pubblicazione romanzo fantasy “Il Divoratore d’Ombra”, primo volume della Saga della Corona delle Rose, edito da Youcanprint.
2016. Pubblicazione racconto horror “Il Segreto del Cobra”, primo volume della Saga di Cobra, edito da Youcanprint.
Marzo 2017. Pubblicazione romanzo fantasy “L’Obelisco dei Divoratori”, secondo volume della Saga della Corona delle Rose, edito da Youcanprint.

Luglio 2017. Pubblicazione racconto horror “Transilvania”, edito da Youcanprint.

venerdì 18 agosto 2017

Segnalazione "Il divoratore d'ombra" di Gianluca Villano

Segnalazione "Il divoratore d'ombra" di Gianluca Villano


Bentornati, lettori! Oggi vi presento "Il divoratore d'ombra", romanzo epic fantasy di Gianluca Villano, primo capitolo della saga della Corona delle Rose, che ci terrà compagnia anche domani con un secondo articolo, dedicato al secondo libro. Iniziamo intanto a conoscere il mondo creato da Gianluca Villano e i suoi divoratori!


Titolo: Saga della Corona delle Rose – Il Divoratore d’Ombra Vol.1
Autore: Gianluca Villano
Editore: Youcanprint
Genere: Fantasy Epico
Pagine: 272
Prezzo: 15,00 €
ISBN: 9788893325240

Disponibile su tutti gli store di libri (Amazon, Youcanprint).


Trama: Crios e Logren sono amici d’infanzia, cresciuti insieme nell’Asher, il vecchio asilo delle Levatrici. Crios, il giovane Oblato, è vigoroso e bello, sta per essere consacrato, attraverso una Cerimonia Solenne, come Divoratore d’Ombra, mentre Logren, mite, sensibile, ha una grande interiorità che rischia di farlo vacillare tra raziocinio e fantasia. Ma sarà solo l’immaginazione di Logren a fargli vedere cose che gli altri non riescono a percepire? Sarà la fervida fantasia a fargli avere sogni e visioni tanto intense e vivide da turbarlo anche nella veglia? Coinvolti in mirabolanti avventure e misteri soprannaturali, i due protagonisti scopriranno l’inesorabile fato che avanza.

“Il Vento Ancestrale” 
Il Vento scese dalle montagne e si propagò nella valle ricoprendo una vegetazione adombrata dal crepuscolo; il passaggio fugace e devastante di una tempesta d’inizio autunno aveva incupito un paesaggio altrimenti maestoso; complici le nubi, compatte e ancora livide, i colori erano smorti e opachi mentre specchi d’acqua, come polle di un acquitrino, disseminavano la distesa erbosa; una leggera bruma sembrava voler cancellare ogni traccia di quel mondo, ma per ora riusciva soltanto a velarlo di mistero.  
Solcando il terreno a ridosso di lievi alture, diradandosi e quasi svanendo sopra gli avvallamenti, il Vento sfiorò le propaggini di una città incastonata nel sottosuolo: c’erano ponti, ballatoi, archi fittissimi e piazzole sorrette da pilastri; ma all’altezza del terreno spuntavano soltanto cuspidi e guglie di palazzi dall’architettura spigolosa e tetra: i mattoni che li costituivano erano neri e la malta che li univa, metallo brunito. 
Fiancheggiava quel luogo un’altura coperta da case lasciate all’incuria: assi di legno, muri scrostati e muschio si mescolavano a strutture scricchiolanti e disarticolate; le abitazioni erano così vicine le une alle altre da sembrare fuse insieme; dai pochi tetti a falde scure si delineavano comignoli che vomitavano un fumo denso inframmezzato da riccioli scintillanti, segno che nell’oscurità di una realtà decadente e precaria sopravviveva ancora la vita. Sulla sommità si ergeva un maniero apparentemente abbandonato: nessun baluginio ne rivelava i contorni, nessun movimento ne tradiva la portata della minaccia, perché quel luogo emanava un’aura di gelo più forte di qualunque abisso ghiacciato. 
Abbandonando la bruma ai confini della cittadella, il Vento si avvicinò per esplorarne gli anfratti e i vicoli più reconditi, ma il verso di un rapace attirò la sua attenzione altrove: l’Angelo che l’aveva richiamato dalle alte vette della Dorsale sorvolava la vicina Foresta d’Argento nelle sembianze di un falco dalle candide piume screziate d’argento e sembrava interessato a ciò che stava accadendo nel sottobosco. 
Da quel punto l’aria trasportò l’odore di prede e predatori, la vibrazione della paura e la promessa di un conflitto imminente; il Vento attraversò la pianura tagliando la nube biancastra, s’inoltrò nella fitta vegetazione e dopo poco fu testimone di una scena inattesa: un carro blindato sfrecciava fra gli alberi come se i cavalli fossero impazziti; lo schiocco ripetuto e sconsiderato di una frusta irrompeva nel tramestio di zoccoli e clangori metallici come il susseguirsi dei tuoni di una tempesta troppo vicina. 
Quattro criniere con sfavillanti borchie d’argento nei finimenti incalzavano la via battuta con impeto crescente, quattro ombre nere che sfuggivano a un avversario che non dava tregua; lo fiancheggiavano numerosi cavalieri dalle livree d’un cupo amaranto e aprivano la corsa due figure su destrieri agili e sicuri, cavalcature che il Vento aveva visto nascere dall’incubo ghiacciato delle regioni del nord; coloro che le galoppavano erano demoni travestiti da uomini.

Biografia dell’autore: Conosciamo Gianluca Villano!
Tutto ebbe inizio all’età di 10 anni, quando frequentavo la quarta elementare: rimasi rapito dal cartellone pubblicitario di un film che si proiettava al cinema (La foresta di smeraldo). All’inizio fu come un gioco, scrivere racconti dove io ero il protagonista, dove potevo sognare di avventure e imprese folli e fare l’eroe, poi scrivere divenne una parte essenziale della mia vita, una necessità, un bisogno, un modo incredibile per liberare la fantasia.
Aprile 1996. Pubblicati Articoli su rivista fantasy nazionale Kaos (n°35): “Arachin, Signore dei Ragni”, “La progenie del caos: Bakland e Sorkron”.
Agosto 2002. Pubblicato romanzo fantasy “La Rosa dei Nirb”, edito da I Fiori di Campo (Pv).
Giugno 2003. Poesia “La Rosa e le spine”, pubblicata su Antologia Poesie del Nuovo Millennio, edito da Giuseppe Aletti Editore (Rm).
Novembre 2003. Poesia “Il Bacio di un Angelo”, pubblicata su Antologia Premio Pablo Neruda 2003, edito da I Fiori di Campo (Pv).
Dicembre 2003. Poesia “A Valentina”, pubblicata su Antologia Tra un fiore colto e l’altro donato, edito da Giuseppe Aletti Editore (Rm).
Dicembre 2003. Scheda biografica inserita nell’Enciclopedia dei Poeti Italiani Emergenti, edito da Giuseppe Aletti Editore (Rm).
Aprile 2005. Romanzo fantasy “Il Muro d’Ombra”, edito da I Fiori di Campo (Pv)
Ottobre 2008. Pubblicazione romanzo fantasy “Il Sigillo dell’Unicorno”, edito da Il Filo (Rm).
25 Ottobre 2009. Giardini Naxos. Menzione d’Onore a Il Sigillo dell’unicorno conferita dall’Accademia Internazionale Il Convivio, Premio “Poesia Prosa e Arti Figurative 2009”.
Febbraio 2016. Pubblicazione romanzo fantasy “Il Divoratore d’Ombra”, primo volume della Saga della Corona delle Rose, edito da Youcanprint.
2016. Pubblicazione racconto horror “Il Segreto del Cobra”, primo volume della Saga di Cobra, edito da Youcanprint.
Marzo 2017. Pubblicazione romanzo fantasy “L’Obelisco dei Divoratori”, secondo volume della Saga della Corona delle Rose, edito da Youcanprint.
Luglio 2017. Pubblicazione racconto horror “Transilvania”, edito da Youcanprint.

I suoi contatti: 
Pagina Facebook: saga della Corona delle Rose
Blog dell’autore: Storie di Arbor
Twitter dell’autore



mercoledì 16 agosto 2017

Recensione "Ostilium" di Stefano Mancini

Recensione "Ostilium" di Stefano Mancini

Torna il mitico Stefano Mancini sul blog "i mondi fantastici", e non poteva essere altrimenti dato che ho appena terminato la lettura di "Ostilium", il suo romanzo dark fantasy edito da Dark Zone. Come sempre, un altro ottimo romanzo, ormai non c'è più gusto a commentare i suoi libri, sono tutti belli! :-) 

Scherzi a parte, questo libro è un po' diverso dagli altri di cui vi ho parlato (e che trovate spulciando il blog o cliccando sul tag Stefano Mancini in fondo all'articolo): prima di tutto si tratta di un romanzo autoconclusivo (come Pestilentia, recensito qua), quindi non fa parte di saghe o trilogie, e poi affronta l'argomento dei demoni. Infine, direi, l'atmosfera è abbastanza cupa, anche se non ai livelli di Pestilentia (ambientato in un mondo post-apocalittico): siamo comunque in una situazione di tensione, con gli uomini che vivono alla mercé dei demoni, gli elfi e i nani quasi scomparsi o nascosti.

Nei libri precedenti, l'autore ha parlato di elfi e nani, di uomini e maghi, stavolta il pericolo è rappresentato dai demoni, che vengono da un altro mondo e stanno ovviamente cercando il modo di tornare. Soltanto l'Ostilium li separa dalla nostra realtà (o, quantomeno, dalla realtà in cui vivono i personaggi del libro), un portale creato dagli elfi mooolto tempo prima, quando ancora gli orecchie-a-punta vivevano in questo mondo: con sacrificio e spirito di abnegazione, gli elfi sigillarono il portale, confinando i demoni in un'altra realtà. Troppo bello così? Eh sì, perché l'Ostilium prima o poi si romperà e allora i demoni potranno fare ritorno, a meno che il portale non venga sigillato di nuovo.
"La lotta ai demoni ha richiesto un prezzo elevatissimo. Decine di cercatori che mi hanno preceduto sono morti e io ora rimango l'ultimo depositario di tutta la loro conoscenza. Se fallisco io, non ci sarà più nessuno a portare avanti la nostra missione. Quando Galor è morto, ho visto questi ultimi vent'anni passarmi davanti agli occhi in un istante e ho quasi sentito le anime dei cercatori che mi avevano preceduto gridare il loro dolore e la loro rabbia."
Ecco allora che i nostri protagonisti si mettono all'avventura. E no, non si tratta di un mago e di un aiutante cavaliere, bensì di un oste e di un boia, che presto verranno aiutati da una guida furbetta e scapestrata. Keldrak, l'oste della taverna di Visaara, è molto più di un oste, è infatti l'ultimo membro ancora in vita della setta dei Cercatori, che ha il compito di cercare l'Ostilium per poterlo sigillare nuovamente e scongiurare così il pericolo di un'invasione. In questo viaggio si fa accompagnare dal boia del paese, un uomo taciturno, assieme al quale aveva combattuto anni addietro, quando erano ancora giovani, un boia che forse si è stufato di tagliare teste e svolgere quel lavoro infame e vuole qualcosa di più dalla vita. Per sé, prima di tutto. Il boia, un personaggio positivo, che sorprende persino vedere con quanta dedizione si dedichi alla causa, con quanta generosità d'animo non esiti a mettere in gioco la vita, pur di proteggere Keldrak e permettergli di raggiungere l'Ostilium.


E poi c'è Blythe, il personaggio femminile, istrionico e simpatico, aggiunge quella giusta dose di spensieratezza al viaggio, sebbene in realtà il suo atteggiamento facilone è solo una maschera dietro alla quale si celano dolorosi ricordi. I demoni hanno sconvolto la vita di molte persone nel mondo, e Blythe è decisa a fargliela pagare.

"La vita non è una linea retta, è costellata di bivi e diramazioni. Ogni giorno ci si presenta la possibilità di scegliere una strada invece di un'altra. E sono quelle scelte a determinare il nostro futuro. Quei tre hanno fatto le scelte sbagliate, hanno osato mettersi contro di me e per questo ne pagheranno le conseguenze. La pietà è un sentimento che non comprendo e che lascio ai deboli. Io non ne avrò."
Non sarà un viaggio semplice, come in tutti i viaggi. Ci sono impedimenti, battute d'arresto, equivoci, a volte si incontrano amici e viandanti bendisposti a condividere il cammino, altre volte ci si imbatte in nemici, ostili... demoni! Non mancheranno scontri, violenza e sangue, senza ovviamente scadere in scene splatter, né colpi di scena. Perciò leggete con calma questo libro, assaporatevi ogni pagina, ogni riga, perché la verità non è mai una sola, ha tante facce, quante quelle dell'Ostilium. Pronti per il viaggio? Riempite lo zaino e seguite Keldrak e il boia (che non ha nome!), ma occhio ai demoni. Potrebbero essere già tra di noi! :)

Buona lettura con questo bel romanzo di Stefano Mancini!