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venerdì 1 aprile 2022

Segnalazione "Cronache del Reame Incantato – Il Portale Magico" di Alberto Chieppi

 Segnalazione "Cronache del Reame Incantato – Il Portale Magico" di Alberto Chieppi

Salve, amici lettori: oggi vi segnalo una lettura imperdibile! Finalmente è uscito il terzo volume delle Cronache del Reame Incantato: Il portale magico, una serie fantasy scritta da Alberto Chieppi e edita da DZ Edizioni. 

Ricordate i volumi precedenti?! Male! Li trovate qua sul blog, segnalati e recensiti! ^_^

Disponibile sul sito della Dark Zone.



Quarta di copertina: Dopo aver scoperto che la sua vita si basa su una serie di menzogne ben orchestrate, Sirio è costretto a scendere a patti con uno dei suoi più acerrimi nemici. Nel frattempo il Reame Incantato viene stretto nella morsa di Paladin e degli Spector, la città di Kaleidos viene presa d’assedio e persino Sanctuaria e Sepulchria rischiano di cadere nelle mani del tiranno. 

Sam si vede così costretto a escogitare ogni sorta di piano per sfuggire alle grinfie del Cancelliere, a combattere e a nascondersi da maghe senza scrupoli e creature demoniache al servizio degli Spector.

In questo nuovo capitolo delle Cronache del Reame Incantato, fra duelli magici in mezzo ai grattacieli, sortilegi dagli esiti imprevisti, matrimoni e nuovi alleati, Sirio e Sam, i due protagonisti, dovranno iniziare a fare i conti con un passato lontano in cui si nasconde la chiave del mistero che lega le loro esistenze. 

Saranno pronti ad affrontare le conseguenze di una verità a lungo cercata e sofferta?


Biografia Alberto Chieppi:

"Sono nato a Vizzolo Predabissi, il 4 febbraio 1981 e attualmente risiedo a Melegnano (MI).

Ho frequentato le scuole della mia città fino alle superiori quando, nel 2000, ho conseguito la Maturità Scientifica presso il Liceo Scientifico di Melegnano.

Ho frequentato la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università Statale di Pavia conseguendo nel 2005 la Laurea triennale in Fisica e, in seguito, mi sono iscritto alla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Milano dove, nell’aprile 2008, ho conseguito la Laurea Magistrale in Astrofisica con Tesi sperimentale elaborata in seguito ad un lavoro di ricerca della durata di un anno e svolto presso l’Osservatorio Astronomico di Brera.

Nel giugno dello stesso anno, sono stato assunto presso un’azienda operante nel settore aerospaziale e avionico.

Nel maggio 2010 mi sono sposato con Federica e nel 2012 e 2014 sono nati i miei due meravigliosi bimbi Andrea e Tommaso."

lunedì 31 dicembre 2018

Recensione "Il marchio del serpente", di Alberto Chieppi

Recensione "Il marchio del serpente" di Alberto Chieppi

Cari lettori del blog, bentrovati per l'ultima recensione del 2018, dedicata a un fantasy italiano: "Il marchio del serpente", di Alberto Chieppi, edito da DZ Edizioni. Si tratta del primo capitolo delle Cronache del Reame Incantato, un romanzo che, come si capisce, si svolge in un mondo magico (o stregato, dai punti di vista^^), ma che inizia nella nostra Milano. Un romanzo quindi che mescola un'ambientazione di partenza tipicamente urbana con i capisaldi del fantasy più classico. 

La prima impressione che avrete leggendo il romanzo è di essere finiti in una nuova Hogwarts, anzi, in ben due scuole, dato che ci sono sia Sanctuaria, la scuola per giovani maghi, che Sepulchria, la scuola per giovani stregoni. Ma andiamo con ordine! Tutto inizia con Sam, un ragazzetto ribelle che passa da una famiglia affidataria all'altra, finché una notte non incontra dei personaggi un po' bizzarri, che sembrano usciti da un videogame. E' così costretto a fuggire per le vie di Milano, aiutato da una ragazza a cavallo di una manticora! Scoperta la sua vera origine, Sam sarà strappato alla sua vita quotidiana (che, a dirla tutta, non è che fosse poi niente di che...) e si ritroverà nel Reame Incantato, al centro di una serie di intrighi e congiure, pronto per vivere avventure adrenaliniche e fare nuovi incontri. Un po' titubante, e forse impaurito, all'inizio, il ragazzo saprà farsi coraggio, anche grazie all'aiuto di Lilith e del misterioso Nyx.

In parallelo assistiamo alla storia di Sirio, figlio nientepopodimenoche del Cancelliere Magnus Paladin, ultimogenito e, come tale, quello su cui si appuntano gli occhi di tutti, in particolare del regnante che lo obbliga a tenere alto il buon nome della famiglia, facendolo sentire in colpa quando ciò non avviene. Il povero Sirio, che è un bonaccione, in realtà, si ritrova al primo anno della scuola di magia di Sanctuaria, dove però si farà due ottimi amici: Dafne e il simpatico Argo, sempre intento a mangiare (anche gli avanzi degli altri). Anche per Sirio, così come per Sam, la scuola non sarà facile e in quell'anno gliene capiteranno di tutti i colori. 
"Sirio alzò lo sguardo, rimanendo folgorato dal sole che si rifletteva sulla facciata marmorea e candida di Sanctuaria. 
Nonostante il giovane avesse ammirato più volte da lontano l'edificio, ora che vi si trovava a pochi passi si sentì quasi sopraffatto dalla meraviglia."

Un romanzo ricco di amicizia, di legami difficili da stringere ma belli e gratificanti da mantenere, un romanzo con la giusta dose di magia e mistero, e con l'immancabile viaggio attraverso una nuova terra. Qua potete scoprire anche una mappa del Reame Incantato, dove vivono sia maghi che stregoni, anche se i due gruppi non si vedono poi così di buon'occhio. Non mancano ovviamente gli intrighi, che coinvolgono non soltanto Sam ma anche Sirio, che, essendo figlio del Cancelliere (da molti visto come un dittatore!), viene spesso preso di mira. Attenzione però, a girare da soli per il Reame Incantato, potreste finire nella perigliosa palude (e chissà si cela nel fango e nelle nebbie!) o farvi incantare dalle Nereidi che vivono nell'Arcipelago Azzurro. O, infine, ritrovarvi ai margini dell'Aldilà.

Quest'ultima ambientazione merita qualche riga a parte, dato che vi si svolge una sottotrama autonoma, per il momento, rispetto alle avventure di Sirio e Sam, quella di Mephisto, un pericoloso stregone oscuro che sta cercando di evadere dalla sua prigione. E, sono sicuro, il suo destino sarà di incrociare la strada di Sam e Sirio! Ah, non mancano neppure i draghi, né altre creature fantastiche! :)

Per scoprire altro sul romanzo, potete seguire la pagina facebook dedicata alle Cronache del Reame Incantato, dove trovate estratti e anche le immagini dei personaggi, e farvi trascinare dalla magia! Sepulchria o Sanctuaria? ;) 

Buon anno a tutti!

lunedì 26 novembre 2018

Intervista a Alberto Chieppi - Il marchio del serpente

Intervista a Alberto Chieppi

Bentrovati, viaggiatori. Sapete dove andiamo oggi? Nel Reame Incantato, dove si svolgono le avventure di Sam e Sirio, i protagonisti del romanzo fantasy "Il marchio del serpente", di Alberto Chieppi, recentemente ripubblicato da DZ Edizioni. Ricordate? Ne avevamo già parlato sul blog. Un fantasy molto piacevole, scorrevole, adatto sia per ragazzi che per adulti sognatori.

Ciao Alberto, 
parlaci un po’ di te. Quali sono i tuoi interessi, le tue passioni? 

Ciao. Mi Chiamo Alberto Chieppi e sono nato e cresciuto vicino Milano. Sono sempre stato molto curioso e, fin da bambino, ho cercato di scoprire cose nuove attraverso i libri; non era raro che i miei genitori mi trovassero in camera con il naso incollato all’atlante o a un’enciclopedia perso per ore a viaggiare con la fantasia. Mi sono sempre appassionato a tutto ciò che mi apparisse fuori dall’ordinario e che, nei miei pensieri, si trasformava in qualcosa di fantastico e magico. 

Crescendo, sono rimasto folgorato dalla bellezza dell’universo e ho deciso così di studiare Astrofisica, attratto da tutto ciò che ci fosse ancora da scoprire nelle vastità infinite del cielo. Adoro le serie tv e ne guardo a decine contemporaneamente, a patto che ci sia sempre nella trama qualche elemento fantastico o misterioso. Quando famiglia e lavoro assorbivano molto meno tempo, riuscivo a dedicarne una buona fetta alla lettura, soprattutto di romanzi fantasy; anche se ho letto un po’ di tutto nel corso degli anni. Mi diverto a creare mostri, draghi e storie fantastiche per i miei due meravigliosi bimbi.

Com’è stato, e com’è tutt’oggi, il tuo approccio alla scrittura? Perché scrivi? Per piacere, per passione, per lavoro? Verso quali generi, o quali tipi di storie, sei orientato?

Ho iniziato a scrivere in modo serio e sistematico soltanto da grande; non sono uno di quegli scrittori maledetti che dichiara ai quattro venti di aver iniziato a scrivere ancor prima di aver imparato a parlare e di non poterlo non fare pena patimenti e supplizi eterni dell’anima. La scrittura mi piace, perché è un’arte che permette di creare; adoro il momento in cui, come in un sogno, ci si perde nei propri pensieri immaginando un luogo, delineandone poco alla volta tutti i dettagli, decidendo in maniera onnipotente quali siano le leggi della fisica che lo determinano, quali personaggi lo popolino e quali avvenimenti vi accadano. Per questo motivo, il mio genere preferito è il fantasy dove, in un certo senso, tutto è concesso, ci sai può sbizzarrire e la fantasia può correre libera a patto che non si perda di credibilità davanti al lettore, cadendo nell’assurdo.

Quali sono le tue letture preferite? Che generi preferisci leggere? Se tu dovessi scegliere il romanzo della tua vita, qual è?

Leggo un po’ di tutto ma, come detto in precedenza, il mio genere preferito è il fantasy. Mi piacciono in genere tutti i romanzi in cui si possa evadere dalla realtà, mentre mi annoiano quelli in cui non si possa allontanarsi neanche un po’ dalla vita di tutti i giorni.

Fra i romanzi che preferisco, un posto speciale è riservato a quelli che compongono il Ciclo di Death Gate di M. Weis e T. Hickman; trama avvincente e originale e una costruzione dell’intreccio davvero notevole, a mio avviso.

Passiamo al tuo romanzo “Il marchio del serpente”, come è nato? Cosa avevi in mente all’inizio? Che storia volevi raccontare?

Ci sono voluti quasi quattro anni per portare a compimento la stesura de Il Marchio del Serpente. Avevo iniziato altre storie in precedenza ma, per diversi motivi, nessuna di esse ha visto la luce; tuttavia, hanno contribuito ognuna in maniera diversa a fornirmi alcuni dei tasselli fondamentali della trama de Il Marchio del Serpente

Quando ho iniziato a scriverlo, il mio intento era quello di creare qualcosa che fosse divertente; non nel senso di qualcosa di comico, quanto piuttosto di una storia che potesse interessare, intrattenere, catturare il lettore, proprio come i romanzi che più mi erano piaciuti. È stata una sfida per me, volevo a tutti i costi arrivare in fondo, nonostante le difficoltà che si incontrano nella stesura di un saga lunga e articolata.

Ho notato che il libro è il primo capitolo di una saga, le Cronache del Reame Incantato. Di quanti libri sarà composta la saga? Avevi già in mente fin dall’inizio l’idea di scrivere una saga o l’idea iniziale per un libro solo si è espansa mentre scrivevi?

Il Marchio del Serpente è il primo capitolo delle Cronache del Reame Incantato. Ho bene in mente lo sviluppo della trama generale e quello che dovranno affrontare i protagonisti. Credo che la saga sarà composta da più libri, ma non so ancora dire quanti saranno anche se nel frattempo ho iniziato la stesura del secondo romanzo. Ho sempre amato le saghe che si sviluppano su più libri e, fin da subito, ho deciso che volevo cimentarmi con la scrittura di una di esse. 

Una delle cose che mi piacciono di più del processo creativo di una saga è che, nonostante l’intreccio generale sia già ben chiaro nella mia mente, procedendo nella narrazione, mi sorprendo nell’immaginare deviazioni o colpi di scena di cui, fino a poco prima, non sospettavo nemmeno l’esistenza; la sfida, sta nel fatto di dover poi trovare il modo di far tornare i protagonisti sul binario sul quale corre la trama principale, altrimenti potrei perderli per sempre in qualche landa desolata.

C’è un personaggio, o più di uno, a cui ti senti legato particolarmente? Perché?

Non mi sento legato a nessuno dei miei personaggi in particolare; per me sono tutti importanti. Il Marchio del Serpente abbraccia le storie di molti dei personaggi, tanto che è difficile dire quale sia il vero protagonista. Ognuno di essi ha qualcosa in particolare che mi piace, ma ho deciso che tutti, in un modo o nell’altro, dovranno prima o poi evolversi e trasformarsi, alcuni in modo più marcato, altri in maniera inaspettata e sorprendente, altri ancora stravolgendo le credenze del lettore maturate fino a quel punto della storia.

Come scegli i nomi per i tuoi personaggi? Hanno qualche significato? Suonano bene?

Ho voluto che i nomi dei personaggi del mio romanzo avessero un significato; ho passato molto tempo, quindi, a cercare nomi che avessero un legame con le vicende e la storia del personaggio. Thanatos è un letale drago nero; Argo è un amico fedele; Ercole è un guerriero dalla forza micidiale; Grimilde la strega più potente del Reame Incantato; Mephisto uno stregone vendicativo.

In Italia ci sono più scrittori che lettori, e non è un modo di dire ma realtà. Lasciando da parte i problemi, cosa consiglieresti per uscire da questa situazione critica? Un’idea, una ricetta “estiva” per incentivare la lettura, quale potrebbe essere secondo te?

Domanda da un milione di euro! Tuttavia, quello che mi sento di dire è che mi piacerebbe che anche in Italia, come in altri paesi, i grandi editori avessero più coraggio di rischiare per portare all’attenzione del pubblico anche i giovani scrittori esordienti. Attualmente, si assiste, a mio avviso a un momento in cui molti editori italiani pubblicano una marea di titoli stranieri forti del fatto che nei paesi d’origine questi romanzi abbiano venduto tonnellate di copie, soprattutto per quanto riguarda la narrativa di genere. È possibile che tutti i giovani scrittori esordienti italiani non sappiano scrivere? Non credo. Ma sono in ben pochi i grandi editori pronti a rischiare, tanto è vero che i lavori che ricevono in valutazione, probabilmente vengono direttamente cestinati (chi pagherebbe al giorno d’oggi tutti quei collaboratori che servirebbero altrimenti per leggere tanto materiale di cui forse solo una minima parte è di valore?). Per fortuna, ci sono realtà come la DarkZone in cui, grazie alla professionalità e alla passione di Francesca Pace che la dirige anche i giovani scrittori italiani riescono a trovare spazio per farsi conoscere.

Progetti per il futuro? Puoi anticiparci qualcosa? 

Vorrei riuscire a pubblicare il mio secondo romanzo, il seguito de Il Marchio del Serpente, entro la fine del 2019.

Grazie per essere stato ospite del blog “I mondi fantastici”.

Grazie a te, Alessio, per l’opportunità che mi hai dato per farmi conoscere ai lettori del tuo blog!
A presto
Alberto

Per rimanere aggiornati sulle Cronache del Reame incantato, potete seguire la pagina Facebook della saga e il sito di Dark Zone!

giovedì 13 ottobre 2016

Recensione "Il marchio del serpente" di Alberto Chieppi

Recensione "Il marchio del serpente" di Alberto Chieppi


Bentornati sul blog "I mondi fantastici", per una nuova recensione, dedicata a un fantasy italiano: "Il marchio del serpente", di Alberto Chieppi (già ospite del blog con una bella intervista inedita, che potete leggere qua, e con l'articolo di presentazione, qua). Si tratta del primo capitolo delle Cronache del Reame Incantato, un romanzo che, come si capisce, si svolge in un mondo magico (o stregato, dai punti di vista^^), ma che inizia nella nostra Milano. Un romanzo quindi che mescola un'ambientazione di partenza tipicamente urbana con i capisaldi del fantasy più classico. 

La prima impressione che avrete leggendo il romanzo è di essere finiti in una nuova Hogwarts, anzi, in ben due scuole, dato che ci sono sia Sanctuaria, la scuola per giovani maghi, che Sepulchria, la scuola per giovani stregoni. Ma andiamo con ordine! Tutto inizia con Sam, un ragazzetto ribelle che passa da una famiglia affidataria all'altra, finché una notte non incontra dei personaggi un po' bizzarri, che sembrano usciti da un videogame. E' così costretto a fuggire per le vie di Milano, aiutato da una ragazza a cavallo di una manticora! Scoperta la sua vera origine, Sam sarà strappato alla sua vita quotidiana (che, a dirla tutta, non è che fosse poi niente di che...) e si ritroverà nel Reame Incantato, al centro di una serie di intrighi e congiure, pronto per vivere avventure adrenaliniche e fare nuovi incontri. Un po' titubante, e forse impaurito, all'inizio, il ragazzo saprà farsi coraggio, anche grazie all'aiuto di Lilith e del misterioso Nyx.

In parallelo assistiamo alla storia di Sirio, figlio nientepopodimenoche del Cancelliere Magnus Paladin, ultimogenito e, come tale, quello su cui si appuntano gli occhi di tutti, in particolare del regnante che lo obbliga a tenere alto il buon nome della famiglia, facendolo sentire in colpa quando ciò non avviene. Il povero Sirio, che è un bonaccione, in realtà, si ritrova al primo anno della scuola di magia di Sanctuaria, dove però si farà due ottimi amici: Dafne e il simpatico Argo, sempre intento a mangiare (anche gli avanzi degli altri). Anche per Sirio, così come per Sam, la scuola non sarà facile e in quell'anno gliene capiteranno di tutti i colori. 

"Sirio alzò lo sguardo, rimanendo folgorato dal sole che si rifletteva sulla facciata marmorea e candida di Sanctuaria. Nonostante il giovane avesse ammirato più volte da lontano l'edificio, ora che vi si trovava a pochi passi si sentì quasi sopraffatto dalla meraviglia."

Un romanzo ricco di amicizia, di legami difficili da stringere ma belli e gratificanti da mantenere, un romanzo con la giusta dose di magia e mistero, e con l'immancabile viaggio attraverso una nuova terra. Qua potete scoprire anche una mappa del Reame Incantato, dove vivono sia maghi che stregoni, anche se i due gruppi non si vedono poi così di buon'occhio. Non mancano ovviamente gli intrighi, che coinvolgono non soltanto Sam ma anche Sirio, che, essendo figlio del Cancelliere (da molti visto come un dittatore!), viene spesso preso di mira. Attenzione però, a girare da soli per il Reame Incantato, potreste finire nella perigliosa palude (e chissà si cela nel fango e nelle nebbie!) o farvi incantare dalle Nereidi che vivono nell'Arcipelago Azzurro. O, infine, ritrovarvi ai margini dell'Aldilà.

Quest'ultima ambientazione merita qualche riga a parte, dato che vi si svolge una sottotrama autonoma, per il momento, rispetto alle avventure di Sirio e Sam, quella di Mephisto, un pericoloso stregone oscuro che sta cercando di evadere dalla sua prigione. E, sono sicuro, il suo destino sarà di incrociare la strada di Sam e Sirio! Ah, non mancano neppure i draghi, né altre creature fantastiche! :)

Per scoprire altro sul romanzo, potete seguire la pagina facebook dedicata alle Cronache del Reame Incantato, dove trovate estratti e anche le immagini dei personaggi, e farvi trascinare dalla magia! Sepulchria o Sancgtuaria? ;) Il romanzo è disponibile su tutti gli store di ebook.


domenica 31 luglio 2016

Intervista a Alberto Chieppi, autore di "Il marchio del serpente"

INTERVISTA A ALBERTO CHIEPPI



Cari lettori, se ricordate, qualche giorno fa vi ho proposto un interessante romanzo fantasy italiano: "Il marchio del serpente" (disponibile su tutti gli store), di cui vi ricordo in breve la trama: "Sam è un teppistello quindicenne che vive nei sobborghi milanesi, passando le giornate saltando la scuola e vagando per la città senza meta. Una notte, la sua intera esistenza viene stravolta quando l'avvenente vicina di casa lo salva dal tentativo di rapimento da parte degli Spector. Sam scopre così di essere uno stregone destinato a salvare il Reame Incantato dall'oppressiva tirannia del Cancelliere Magnus Paladin, a cui gli Spector rispondono. Incredulo ma convinto a scoprire la verità sulle proprie origini, Sam attraversa il portale magico che lo catapulta in un mondo pericoloso abitato da maghi e stregoni in perenne rivalità. Sirio Paladin, figlio minore del Cancelliere, vive invece all'ombra del nome della sua potente famiglia e dei fratelli ben più abili e coraggiosi; il giovane mago, durante il suo addestramento, resta coinvolto in un complotto ai danni del padre che cercherà di sventare con ogni mezzo. I due ragazzi scopriranno, ognuno a suo modo, che le loro vite sono in balia di forze oscure e che dovranno lottare per salvarsi e trovare il loro posto in un mondo popolato da goblin pasticcioni, misteriose confraternite e draghi terrificanti, proprio mentre un antico male viene liberato e minaccia di distruggere l'intero Reame Incantato a capo di un esercito di orchi, non-morti e uomini lucertola."
 
Oggi sul blog "I mondi fantastici" ospitiamo l'autore di "Il marchio del serpente", Alberto Chieppi, in una bella intervista in cui parla di sé, dei suoi libri e del suo amore per la scrittura. Buona lettura!
Per altre informazioni vi rimando alla pagina Facebook della saga.




Ciao Alberto,

parlaci un po’ di te. Quali sono i tuoi interessi, le tue passioni?



Ciao. Mi chiamo Alberto e sono nato e cresciuto vicino Milano. Sono sempre stato molto curioso e, fin da bambino, ho cercato di scoprire cose nuove attraverso i libri; non era raro che i miei genitori mi trovassero in camera con il naso incollato all’atlante o a un’enciclopedia perso per ore a viaggiare con la fantasia. Mi sono sempre appassionato a tutto ciò che mi apparisse fuori dall’ordinario e che, nei miei pensieri, si trasformava in qualcosa di fantastico e magico. Crescendo, sono rimasto folgorato dalla bellezza dell’universo e ho deciso così di studiare Astrofisica, attratto da tutto ciò che ci fosse ancora da scoprire nelle vastità infinite del cielo. Adoro le serie tv e ne guardo a decine contemporaneamente, a patto che ci sia sempre nella trama qualche elemento fantastico o misterioso. Quando famiglia e lavoro assorbivano molto meno tempo, riuscivo a dedicarne una buona fetta alla lettura, soprattutto di romanzi fantasy; anche se ho letto un po’ di tutto nel corso degli anni. Mi diverto a creare mostri, draghi e storie fantastiche per i miei due meravigliosi bimbi.



Com’è stato, e com’è tutt’oggi, il tuo approccio alla scrittura? Perché scrivi? Per piacere, per passione, per lavoro? Verso quali generi, o quali tipi di storie, sei orientato?



Ho iniziato a scrivere in modo serio e sistematico soltanto da grande; non sono uno di quegli scrittori maledetti che dichiara ai quattro venti di aver iniziato a scrivere ancor prima di aver imparato a parlare e di non poterlo non fare pena patimenti e supplizi eterni dell’anima. La scrittura mi piace, perché è un’arte che permette di creare; adoro il momento in cui, come in un sogno, ci si perde nei propri pensieri immaginando un luogo, delineandone poco alla volta tutti i dettagli, decidendo in maniera onnipotente quali siano le leggi della fisica che lo determinano, quali personaggi lo popolino e quali avvenimenti vi accadano. Per questo motivo, il mio genere preferito è il fantasy dove, in un certo senso, tutto è concesso, ci sai può sbizzarrire e la fantasia può correre libera a patto che non si perda di credibilità davanti al lettore, cadendo nell’assurdo.



Quali sono le tue letture preferite? Che generi preferisci leggere? Se tu dovessi scegliere il romanzo della tua vita, qual è?



Leggo un po’ di tutto ma, come detto in precedenza, il mio genere preferito è il fantasy. Mi piacciono in genere tutti i romanzi in cui si possa evadere dalla realtà, mentre mi annoiano quelli in cui non si possa allontanarsi neanche un po’ dalla vita di tutti i giorni.

Fra i romanzi che preferisco, un posto speciale è riservato a quelli che compongono il Ciclo di Death Gate di M. Weis e T. Hickman; trama avvincente e originale e una costruzione dell’intreccio davvero notevole, a mio avviso.



Passiamo al tuo romanzo “Il marchio del serpente”, come è nato? Cosa avevi in mente all’inizio? Che storia volevi raccontare?



Ci sono voluti quasi quattro anni per portare a compimento la stesura de Il Marchio del Serpente. Avevo iniziato altre storie in precedenza ma, per diversi motivi, nessuna di esse ha visto la luce; tuttavia, hanno contribuito ognuna in maniera diversa a fornirmi alcuni dei tasselli fondamentali della trama de Il Marchio del Serpente. Quando ho iniziato a scriverlo, il mio intento era quello di creare qualcosa che fosse divertente; non nel senso di qualcosa di comico, quanto piuttosto di una storia che potesse interessare, intrattenere, catturare il lettore, proprio come i romanzi che più mi erano piaciuti. È stata una sfida per me, volevo a tutti i costi arrivare in fondo, nonostante le difficoltà che si incontrano nella stesura di un romanzo così lungo e articolato. Il momento in cui ho capito che ero riuscito nell’impresa è stato quello in cui mia moglie, una delle persone più colte e intelligenti che conosca, lettrice di centinaia di libri, non amante del fantasy ed ex studentessa di liceo classico, a stesura ultimata dopo aver letto i primi capitoli sul treno tornando dal lavoro mi ha detto: “Alberto, sei bravo!”



Ho notato che il libro è il primo capitolo di una saga, le Cronache del Reame Incantato. Di quanti libri sarà composta la saga? Avevi già in mente fin dall’inizio l’idea di scrivere una saga o l’idea iniziale per un libro solo si è espansa mentre scrivevi?



Il Marchio del Serpente è il primo capitolo delle Cronache del Reame Incantato. Al momento, ho perfettamente in mente lo sviluppo della trama generale e quello che dovranno affrontare i protagonisti delle vicende narrate. Credo che la saga sarà composta da cinque libri; attualmente sono impegnato nella stesura del secondo romanzo e ho da poco superato la metà. Ho sempre amato le saghe che si sviluppano su più libri e, fin da subito, ho deciso che volevo cimentarmi con la scrittura di una di esse. Una delle cose che mi piacciono di più del processo creativo di una saga è che, nonostante l’intreccio generale sia già ben chiaro nella mia mente, procedendo nella narrazione, mi sorprendo nell’immaginare deviazioni o colpi di scena di cui, fino a poco prima, non sospettavo nemmeno l’esistenza; la sfida, sta nel fatto di dover poi trovare il modo di far tornare i protagonisti sul binario sul quale corre la trama principale, altrimenti potrei perderli per sempre in qualche landa desolata.



Nell’oceano di romanzi autopubblicati, perché un lettore dovrebbe leggere il tuo libro?



A volte, sorridendo, me lo chiedo anche io. Ad ogni modo, credo che il motivo principale stia nel fatto che, nonostante il romanzo riprenda molti degli elementi tipici del genere fantasy, ne Il Marchio del Serpente ho cercato di intrecciarli in maniera nuova.



C’è un personaggio, o più di uno, a cui ti senti legato particolarmente? Perché?



Non mi sento legato a nessuno dei miei personaggi in particolare; per me sono tutti importanti. Il Marchio del Serpente abbraccia le storie di molti dei personaggi, tanto che è difficile dire quale sia il vero protagonista. Ognuno di essi ha qualcosa in particolare che mi piace, ma ho deciso che tutti, in un modo o nell’altro, dovranno prima o poi evolversi e trasformarsi, alcuni in modo più marcato, altri in maniera inaspettata e sorprendente, altri ancora stravolgendo le credenze del lettore maturate fino a quel punto della storia.



Come scegli i nomi per i tuoi personaggi? Hanno qualche significato? Suonano bene?



Ho voluto che i nomi dei personaggi del mio romanzo avessero un significato; ho passato molto tempo, quindi, a cercare nomi che avessero un legame con le vicende e la storia del personaggio. Thanatos è un letale drago nero; Argo è un amico fedele; Ercole è un guerriero dalla forza micidiale; Grimilde la strega più potente del Reame Incantato; Mephisto uno stregone vendicativo.



In Italia ci sono più scrittori che lettori, e non è un modo di dire ma realtà. Lasciando da parte i problemi, cosa consiglieresti per uscire da questa situazione critica? Un’idea, una ricetta “estiva” per incentivare la lettura, quale potrebbe essere secondo te?



Domanda da un milione di euro! Non saprei proprio. Tuttavia, quello che mi sento di dire è che mi piacerebbe che anche in Italia, come in altri paesi, i grandi editori avessero più coraggio di rischiare per portare all’attenzione del pubblico anche i giovani scrittori sconosciuti. Attualmente, si assiste, a mio avviso a un momento in cui molti editori italiani pubblicano una marea di titoli stranieri forti del fatto che nei paesi d’origine questi romanzi abbiano venduto tonnellate di copie, soprattutto per quanto riguarda la narrativa di genere. È possibile che tutti i giovani scrittori esordienti italiani non sappiano scrivere? Non credo. Ma sono in ben pochi i grandi editori pronti a rischiare, tanto è vero che i lavori che ricevono in valutazione, probabilmente vengono direttamente cestinati (chi pagherebbe al giorno d’oggi tutti quei collaboratori che servirebbero altrimenti per leggere tanto materiale di cui forse solo una minima parte è di valore?)



Progetti per il futuro? Puoi anticiparci qualcosa?



Vorrei riuscire a pubblicare il mio secondo romanzo, il seguito de Il Marchio del Serpente, entro la fine del 2017.



Grazie per essere stato ospite del blog “I mondi fantastici”.



Grazie a te, Alessio, per l’opportunità che dai a uno sconosciuto come me di raggiungere i lettori del tuo blog!

A presto

Alberto