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giovedì 3 ottobre 2019

Recensione "Guiscardi senza gloria" di Mauro Longo

Recensione "Guiscardi senza gloria" di Mauro Longo

Bentrovati, amici lettori. Oggi vi parlo di un romanzo fighissimo: "Guiscardi senza gloria", di Mauro Longo (Acheron Books). Devo dire che quest'estate sono stato fortunato e sono incappato in tante belle letture: tra "Eternal War" di Livio Gambarini (recensione qua), "La fiamma azzurra" di Daniele Viaroli (recensione qua) e adesso questo romanzo (dark?) fantasy che avevo puntato da tempo.

Di cosa si tratta?
E' un romanzo ambientato nel cosiddetto Rinascimento Macabro, l'ambientazione di Ultima Forsan creata da Mauro Longo e Giuseppe Rotondo per il gioco di ruolo Savage World. 
E voi direte: "Ah, ma allora bisogna conoscere il gioco per leggere il libro?". E invece no, non ce n'è assolutamente bisogno, tanto che io neppure lo sapevo che faceva parte di un progetto più ampio: il romanzo è perfettamente autonomo e godibile da solo.
Ecco la quarta di copertina, che rende bene sia il ritmo che l'argomento delle vicende: Venezia Nuova, Anno del Signore 1516, cento e settantunesimo dall'arrivo del Flagello dei Morti e dalla caduta dei Vecchi Regni: il cosiddetto Rinascimento Macabro. 
Qui vive l’ultima discendenza di Marco Polo, custode di un misterioso tesoro bramato da elementalisti e signori della guerra, pronti a tutto pur di impossessarsi delle sue favolose ricchezze. Ma la caccia all’eredità dei Polo è già cominciata! A contrastare le mire di Thomas Linche, condottiero del Sacro Impero di Francia, c’è solo un manipolo di rinnegati, furfanti e ciarlatani, veri e propri guiscardi senza gloria, che dovranno affrontare le innumerevoli insidie del loro mondo decaduto. 
Da Venezia Nuova alla Laguna Nera, dal Castello di Otranto alla Città Dolente di Napoli, la ricerca del segreto perduto di Marco Polo li porterà a misurarsi con spadaccini meccanici, automi vitruviani e abomini senza nome generati dal Flagell

Siamo, dicevo, in pieno Rinascimento, nel 1516 d.C. Ma un 1516 un po' diverso da quello che conosciamo dai nostri libri di storia. Infatti, in questa continuity spazio-temporale centosettantuno anni prima il Flagello dei Morti si è scatenato in tutta Europa e ha portato alla caduta dei Vecchi Regni e alla creazione di un nuovo sistema politico-sociale. Una realtà alternativa, quindi, dove convivono magia, leggende e un certo sviluppo tecnologico, combinati in una maniera originale, a tratti divertente, che costituisce il primo punto di forza del romanzo, quello che in genere viene definito worldbuilding.

L'ambientazione è forte, presente, cruda, eppure sembra reale, sembra quasi che la Storia si sia davvero dipanata in questo modo. Mi è piaciuto molto la scelta dei luoghi, a partire dalla Nuova Venezia, passando per la Vecchia, il castello di Otranto, la desolazione del Vesuvio: luoghi tattici, importanti storicamente e a livello di miti e leggende, ma anche diversi, in modo da offrire scorci differenti, e al tempo stesso di testare le peculiarità dei personaggi in situazioni diverse.

Ecco, i personaggi. Fantastici. Non aspettatevi l'eroe senza macchia e puro di cuore. No, qua non c'è. Non proprio, in realtà. Ma non ci sono neanche atmosfere cupe, altamente drammatiche e sanguigne, alla Martin o Abercrombie, per capirci. Ciò che caratterizza tutti i personaggi del romanzo è il loro tentativo di sopravvivere in questo nuovo strambo mondo, ognuno a modo suo. C'è il cattivone di turno, che per contrastare il declino della sua dinastia, si lancia in un'impresa folle e temeraria, che gli permetterà no matter what di cancellare ogni onta dal suo nome, e c'è un gruppo di cavalieri scalcagnati che lo segue. Tra questi, mi è piaciuto tantissimo André Moreau de la Scaramouche, con la sua particolare armatura, che mi ha ricordato un po' i cavalieri arturiani, un po' gli eroi romantici dell'Ottocento, che continuano a combattere, per la loro fede (non tanto in senso religioso, quanto per ideali in cui credono), pur avendo tutto il mondo contro.

Ottime anche le presenze femminili, da Lidiana a quella pazza di Mosaico, che tengono davvero bene la scena. Infine, ben costruita la trama, che segue quella è che una classica quest, una ricerca, che coinvolge protagonisti e antagonisti, e che poi finisce per risucchiare, volenti o nolenti, tanti altri comprimari in una spirale altamente distruttiva. 

Un romanzo che ha un ottimo ritmo, non si ferma mai, dove l'azione, l'avventura e le battaglie fanno da padrone. Un romanzo che sorprende, perché l'imprevisto è dietro l'angolo, anzi dietro ogni pagina, in una ruota che gira e gira e fa sì che chi è in alto dopo poche pagine si ritrovi in basso. Un mutamento continuo di equilibri, fino all'adrenalinico finale.

Consigliato, decisamente, a chi cerca un fantasy diverso, un fantasy che non ha eguali e che non si può paragonare ad altri, proprio per l'unicità della sua trama, dei suoi bizzarri personaggi, della sua originale ambientazione. Un fantasy con protagonisti dei guiscardi senza gloria, che poi, secondo me, gloria alla fine la incontrano, ciascuno a modo suo.

Per approfondire, ecco il sito di Mauro Longo dedicato a Ultima Forsan.


martedì 19 luglio 2016

Recensione "Caponata meccanica. Racconti del terrore e dello straordinario"

RECENSIONE "CAPONATA MECCANICA" di Mauro Longo


L'articolo di oggi è dedicato a una raccolta di racconti fantastici intitolata "Caponata Meccanica. Racconti del terrore e dello straordinario", un titolo che strizza l'occhio ai racconti di Poe e infatti, proprio come Poe, Mauro Longo, l'autore di queste storie, è bravo a ricreare un'atmosfera di terrore e di mistero in cui i protagonisti si ritrovano immersi. Terrore e mistero che spesso avvolgono proprio le città dove i personaggi vivono, quasi le loro dimore, diventando parte della loro realtà. 

Ho scaricato questo ebook su Amazon, dove è disponibile a 1,99 euro (8,32 euro per chi preferisce la versione cartacea), incuriosito dall'idea di leggere qualche altro racconto di Mauro Longo, autore che ho scoperto nella raccolta "I mondi del fantasy IV", a cui ho partecipato anch'io col mio racconto "L'ora del diavolo", e devo dire sono rimasto piacevolmente colpito. I racconti dell'antologia "Caponata meccanica" sono molto vari, sia come lunghezza che soprattutto come genere e come stile, una cosa che mi è piaciuta molto. Anche se, ammetto, ciò che ho apprezzato maggiormente è stata la scelta di un'ambientazione italiana in molti racconti, che possono essere definiti degli (ottimi) esempi di urban fantasy nostrani.

Andiamo a scoprire "Caponata meccanica" (nome del blog di Mauro Longo e anche di uno dei racconti). Essendo 16 racconti, mi concentrerò su quelli che ho apprezzato maggiormente. A parte il primo, scritto in uno stile epicheggiante (che adoro), che ho trovato un po' troppo laborioso per i miei gusti, l'inizio dell'antologia è una bomba. "Un'umida stagione gialla", "La strategia dell'inganno", "Gorgonops!" e "La terza parte della ricerca" sono uno più bello dell'altro, e da soli valgono l'intera raccolta. Apprezzo e condivido anche la scelta dell'autore di metterli in apertura, uno dopo l'altro, in quanto sono tutti fondamentalmente degli urban fantasy. Mi sono piaciuti molto, sia come stile, semplice, efficace, senza tanti fronzoli, sia per l'ambientazione (quasi sempre città italiane) sia per il worldbuilding che l'autore è riuscito a creare in uno spazio ristretto come quello dei racconti. Di sicuro c'è materiale anche per scrivere storie più lunghe. Apprezzatissima l'atmosfera distopica di "Un'umida stagione gialla" (fa molto Maze Runner!), i riferimenti ai licantropi, ai Lupinari, ai dinosauri che si risvegliano, e davvero surreale la struttura di "La terza parte della ricerca", con il colpo di scena finale.

"Virginia strano e la Chiave di Re Salomone" è un bel racconto che gioca con la Storia (credo abbia contaminazioni steampunk), anche se il finale mi è parso molto veloce, forse avrebbe meritato qualche pagina in più, visto che anche qua si capisce c'è tutto un gran lavoro dietro di creazione del mondo. "Caponata meccanica" e "Mascherata d'inverno" sono altri due bei racconti. Divertente il secondo con questi nuovi eroi/supereroi. "Fàite go hEireann!" è un raccontino horror, raccapricciante il giusto, "Sette amici e un tesoro" appena l'ho letto ho pensato alla vecchia storia dei Sette Nani di Biancaneve apparsa su Topolino, e infatti nelle note anche l'autore dichiara di esservisi ispirato. 

Gli ultimi racconti sono molto brevi, ma decisamente particolari. Bellissimi "Non è più il cane" e "Non è più il gatto", per il loro ritmo cadenzato, quasi una poesia, quasi fossero destinati a essere letti o decantati in pubblico. Nel complesso sono rimasto più che soddisfatto da questa raccolta che, pur variegata, dimostra il talento e soprattutto l'inventiva e la creatività di un autore italiano.

Per chi volesse approfondire, "Caponata meccanica" è il blog di Mauro Longo.