lunedì 20 giugno 2016

Liebster Awards 2016 (2)

LIEBSTER BLOG AWARDS 2016 (2)

Avevo già dedicato un articolo al Liebster Award, grazie alla nomination che Twins Books Lovers mi aveva assegnato, ma oggi è il turno di un nuovo articolo, per ringraziare Erielle, dell'omonimo blog, e Gianluca Malato, scrittore fantasy, in quanto entrambi mi hanno nominato nei loro blog. In pratica questo Liebster Award è una specie di catena di Sant'Antonio, ma molto simpatica; le regole le ho già indicate in un articolo precedente, per cui oggi mi limito a rispondere alle domande degli altri.

Ecco le domande che mi hanno posto Gianluca e Erielle:

Che cosa ti ha spinto ad aprire un blog?
Il blog è nato per due motivazioni: sostenere e promuovere la letteratura fantatica italiana, soprattutto i giovani autori poco noti, e presentare degli articoli di approfondimento sui miei lavori (ad esempio i retroscena nella stesura dei romanzi, i luoghi dove ambiento le mie storie e altro).


Come hai scelto il nome?
Il nome "I mondi fantastici" deriva da ciò che provo quando apro un libro e inizio la sua lettura, inizio cioé un viaggio in un mondo che, ogni volta, è tutto nuovo, un mondo fantastico, irreale e meraviglioso.
 

Parlaci della tua vita da blogger: gioie e dolori.
La gioia migliore è sicuramente poter conoscere, sia pur virtualmente, molte persone, scrittori, lettori e altri blogger. Dolori non ne ho, a parte il tempo che richiede e che purtroppo è sempre poco.


Qual è il tuo genere preferito?
Il mio genere preferito è il fantasy, anzi la letteratura fantastica in generale. Adoro le storie che vanno oltre gli angusti confini della nostra realtà e presentano qualcosa di nuovo, di inaspettato, di sconvolgente, le storie che mi fanno sognare e vedere posti che magari non vedrò mai. Creatività e fantasia sono dei must irrinunciabili per me!
 

Quali sono i tuoi autori preferiti?
Mah, tra i mostri del fantasy direi Tolkien e Martin, entrambi mi hanno insegnato molto e aperto strade interessanti, ma anche la Zimmer Bradley, con "Le nebbie di Avalon", dato che adoro la materia di Britannia. Tra gli autori moderni, mi piace molto James Rollins con i suoi tecno-thriller sulla Sigma Force, C.J.Samson e i suoi romanzi storici nell'Inghilterra dei Tudor, e Joe Abercrombie. Tra gli italiani, adoro i libri e lo stile di Luca Tarenzi, Aislinn, Cecilia Randall, e tra i giovani autori la saga di Albion di Bianca Marconero.
 

Quant'è importante la lettura nella tua vita?
Molto. Credo dovrebbe essere fondamentale nella vita di una persona. Leggere è, prima di tutto, un modo per apprendere: contenuti, fatti, notizie, nozioni in senso generale, ma anche valori, idee, ideali; poi è viaggiare, come dicevo sopra. Ogni libro è un mondo a sé, e chi non ama viaggiare? Chi non ama tuffarsi ogni volta in una nuova avventura, che sia cavalcare con Artù e Lancillotto, o inseguire Dean Moriarty per le strade di America, o investigare, fare magie, creare mondi, innamorarsi e ricominciare ogni volta da capo? Ogni libro è una vita da vivere al massimo.

Come ti definiresti in tre parole?
Determinato, sognatore, puntuale.
 

Ebook o cartaceo?
Leggo entrambi, ma preferisco il cartaceo. Adoro avere la libreria piena di libri, meglio se colorati, e sfogliarli e consumarli.
 

C'è un libro che ti ha cambiato la vita?
Direi "Lo hobbit", il primo libro "serio" che ho letto. Ero alle medie e era uno dei libri che ci davano con il comodato, ricordo che lo lessi in un paio di giorni da tanto che mi piaceva. E da lì è stato amore per il fantasy, un amore che continua anche dopo vent'anni, rinverdendosi di continuo!


In quale periodo storico ti piacerebbe vivere?
Bella domanda. Fino a qualche anno fa avrei detto l'Ottocento, in particolare la prima metà, il periodo del Romanticismo e delle guerre risorgimentali. Ora non sono più così sicuro di voler finire in mezzo a una guerra! :-) Quindi forse sceglierei gli agi della Grecia classica o dell'Impero Romano, magari l'età augustea.

Buona lettura a tutti! :)

venerdì 17 giugno 2016

Dentro un libro: "Nessun cactus da queste parti"

DENTRO UN LIBRO: "NESSUN CACTUS DA QUESTE PARTI"

Nuovo appuntamento con la rubrica "Dentro un libro", che ha una cadenza periodica, ossia quando ne ho voglia! Oggi scopriremo le citazioni di film, libri e canzoni presenti nel romanzo "Nessun cactus da queste parti", di Mirko Tondi, un noir ambientato in un futuro distopico ad alto tasso di plasticità (qua l'articolo di presentazione). Una nota: di citazioni questo libro è strapieno, per cui potrei averne saltata qualcuna! Oltre a libri, film e canzoni, sono citati personaggi celebri, gruppi musicali, eventi storici e quant'altro, dato che il romanzo si svolge in epoche diverse. Se siete incuriositi, lo trovate su tutti gli store di libri, fresco di stampa! ;)



Cominciai a prendere la cosa più seriamente di quanto avessi fatto fino ad allora. Strano non significava impossibile. Al massimo improbabile, qualcosa che potevo aver letto in vecchi racconti di Maupassant, di Poe o di Conan Doyle. No, non me ne sarei lavato le mani come gli altri investigatori di Porto Rens; al contrario, avrei accettato il caso, adesso ne ero certo.

Insomma, Porto Rens era, in tutto e per tutto, una moderna Gotham, la caricatura di una degradata metropoli inesistente. Si chiamava così, la città, dopo essersi chiamata soltanto Rens, e prima ancora Kalver e prima ancora New Orleans.

Una volta l'unico boss che esisteva era Bruce Springsteen. Adesso il suo corpo giaceva mummificato al MUR, Museo Universale del Rock, l'unico luogo rimasto al mondo a raccogliere i cimeli di rockeggianti artisti del passato, a New Ork (la Y venne tolta dal nome quando un rappresentante della razza Ork, un action figure di Warhammer 40000 portato in vita grazie a un esperimento di biogenetica applicata ai giochi da tavolo, conquistò la città da solo e spadroneggiò per diversi decenni; la leggenda narra che a ucciderlo fu un carrarmatino del Risiko rimastogli in gola). Potevi stringere la mano al cadavere mummificato di Springsteen per soli due donuts e settantacinque.


A Porto Rens spopolavano band che erano imitazioni di pessime imitazioni di gruppi grandiosi o anche imitazioni di cover e tribute band di gruppi grandiosi (ce n'era una, per esempio, che riproponeva i Genesis seconda maniera, quando in realtà non c'era stato nemmeno il bisogno degli originali, dopo che Peter Gabriel se n'era andato), ed ecco che una sera si esibivano i Beagles oppure i White Sneakers, ma tutto quello che sapevano cantare erano testi storpiati al pari dei loro nomi.

 Avevo soltanto bisogno delle mie bottiglie, le mie candide amanti dal collo allungato, come le donne nei dipinti di Modigliani. Ah, se avessi potuto vedere uno di quei dipinti dal vivo sarei stato l'essere più felice della Terra!, ma tutti i musei erano stati svuotati dalle razzie del 2043 [...] così ora potevi trovare un Van Gogh appeso nella stanzetta fatiscente di un qualsiasi Mario o Jack, oppure un Caravaggio sulla parete a motivi floreali di una casalinga cinquantenne di nome Dolores.

L'idea era stata quantomai romantica: scrivere a macchina, su una vecchia Underwood, insomma una di quelle che avevano usato tipi come Hemingway o Fitzgerald o Faulkner, voglio dire, tutta gente che con l'alcol ci andava giù duro (Faulkner non mi stava mica tanto simpatico, per via di tutti quei punti di vista che ti confondevano la vita da lettore, ma insomma c'era anche lui a usare una di quelle belle macchinette).



John O'Brien aveva scritto in Via da Las Vegas che "Il lavandino è il posto ideale per vomitare", ed ero d'accordo. Però il suo Ben non doveva avere a che fare con un lavandino che crollava ogni volta che ci appoggiava i gomiti! Ecco fatto, quindi dovevo servirmi del meno elegante cesso.

Eri una specie di fantasma, diciamo. Il che non era nemmeno male ma, diciamocelo pure, sarebbe stato di gran lunga più divertente se tu avessi potuto fare due chiacchiere col signor Alfred Hitchcock o, che ne so, stringere la mano a Gandhi o, ancora meglio, inchinarti di fronte al vecchio William Shakespeare! 

La cassetta del Boss era uno dei tesori più preziosi che avessi. Darkness on the edge of town, per l'esattezza. Avevo venduto tutti i miei vinili e mi rimaneva questa, niente di più. Al momento non avevo nemmeno con che ascoltarla, al massimo sarei tornato dal giapponesino e da lui non avrei avuto problemi a trovare uno stereo, che ci voleva.



Non feci in tempo a finire la frase che sentii il tamburellare delle bacchette sulla batteria; giusto qualche colpetto per dare il ritmo e partì una tromba a intonare qualcosa che assomigliava al jazz. Quando si unirono il sassofono, il piano e il contrabbasso, fui certo che si trattava di vero jazz, un quintetto in piena regola, oh sì, l'avevo sentito solo nei vinili che avevo prima di venderli al vecchio Al, o in qualche musicassetta dal nastro rovinato, ma adesso era lì, era roba alla Miles David e alla John Coltrane, o alla Chet Baker e alla Charlie Parker, o forse poteva essere roba alla Dizzy Gillespie e alla Sonny Rollins, non lo so, ma era, in tutto e per tutto, un maledetto, tossico, sfolgorante jazz. Bellissimo!

E poi ancora tante altre citazioni, Tom & Jerry, James Ellroy, addirittura l'Ikea (!), Blade Runner, il robottino Wall-E, Django, Serpico, Moby Dick, lo Schiaccianoci, il Commodore 64, Michael Douglas in Wall Street, la DeLorean di Doc e Marty McFly, Hitler, Napoleone, Dirty Dancing, Francis Bacon e via dicendo. E voi ne avete trovate altre? Segnatele pure qui sotto, oppure (ri)tuffatevi nella lettura di "Nessun cactus da queste parti" per scoprire quali altri simboli del Ventesimo secolo (e precedenti) vengono ancora ricordati, e quindi citati, dal drago di Porto Rens nel 2116! ;)






mercoledì 15 giugno 2016

S.E.U. Scrittori Emergenti Uniti

S.E.U. SCRITTORI EMERGENTI UNITI

Niente recensioni oggi, ma un articolo dedicato al progetto "S.E.U.", ossia Scrittori Emergenti Uniti, un'associazione culturale con sede a Grosseto, ma che opera in tutta Italia allo scopo di far conoscere e promuovere i giovani scrittori italiani. Mi sono unito di recente a questa bella iniziativa, dopo averla scoperta al Pisa Book Festival, dove SEU aveva uno stand con i libri degli autori in mostri. Eh sì, perché l'obiettivo dell'associazione è proprio questo, come indicato nella home page del sito: "aiutare scrittori e lettori a crescere insieme, imparando a convivere in modo pacifico gli uni con gli altri", forti della convinzione che "L'unione fa la forza". 

 
 Cos'è, quindi, SEU? Non una casa editrice, non un agente letterario, semplicemente un'associazione (culturale) di scrittori (autopubblicati o pubblicati da piccole case editrici) che si sono uniti per condividere risorse ed esperienze. SEU gira l'Italia, partecipando a molte fiere del libro (come quella di Torino, il Pisa Book Festival, il BUK di Modena e altre) e promuovendo i propri autori. Il lettore incuriosito dagli scrittori emergenti troverà quindi, ai loro stand, sempre una vasta scelta, di generi diversi e novità. 

Qualche info utile:
- Pagina Facebook di SEU
- Sito internet

 - Blog SEU


- Se qualcuno è interessato ad associarsi, come scrittore o lettore, qua tutte le informazioni utili


I prossimi eventi in programma sono:
- 18 e 19 giugno, stand SEU al "Rosicomics", in Via Aurelia, a Rosignano Marittimo (LI)
- 11-13 novembre, stand SEU al Pisa Book Festival, presso il Palazzo dei Congressi a Pisa. Stand 223, al primo piano.
- altri eventi in arrivo

Credo sia proprio una bella iniziativa per dare il giusto spazio agli scrittori emergenti che, da soli o con le piccole case editrici che li hanno pubblicato, non riescono ad avere. Qua, invece, trovate il catalogo dei libri di tutti gli autori che partecipano al progetto, diviso per generi. Tante novità da scoprire! Buona lettura!




venerdì 10 giugno 2016

Novità fantasy: "Bloody souls" di Laura Martin Montagner

NOVITA' FANTASY: "BLOODY SOULS" DI LAURA MARTIN MONTAGNER

Con grande piacere, annuncio l'uscita del nuovo lavoro di Laura Martin Montagner, già autrice del paranormal romance "La rosa oscura" (di cui parliamo qui). Già dal titolo "Bloody souls", si capisce che sarà una storia sanguigna, di quei paranormali che mi piacciono parecchio, un  racconto che mette scompiglio alle regole dell'amore e della morte. Scopriamo qualcosa di più!


Trama: Ellswort, Maine, 31 ottobre 2014: Annabelle, insieme a sua sorella Mel, al suo fidanzato Colin e ad altri due amici, decidono di festeggiare Halloween giocando con una tavola Ouija. Ben presto risponde al loro richiamo medianico lo spirito di Bloody Mary, la leggendaria ragazzina sepolta viva che popola incubi, trame di libri e film per la sua presunta capacità di indurre alla morte coloro a cui si manifesta. I ragazzi assistono a un'orribile apparizione e ne pagano le conseguenze: Mel muore pochi giorni dopo l'accaduto e il gruppo di amici si sfalda, inesorabilmente e drammaticamente. 

A un anno di distanza Annabelle e Colin, ormai ex-fidanzati, si incontrano di nuovo: Bloody Mary è tornata e solo se loro combatteranno uniti, in un incredibile viaggio nell'oltretomba, potranno impedire al terribile fantasma di impossessarsi anche delle loro esistenze. Ma non tutto è quel che sembra, e i due ragazzi dovranno fronteggiare la scoperta che il loro destino è fortemente legato a quello dello spirito perduto, e del suo perduto amore. (Sinossi di Alice Stocco Donadello)

Titolo: Bloody Souls
Autore: Laura Martin Montagner
Editore: Editrice GDS
Genere: fantasy
Formato: digitale e cartaceo
Prezzo: 1,99 euro (digitale). Cartaceo in lavorazione.
Pagine: 72
Disponibile su tutti gli store.
Su Amazon possibilità di leggere un estratto del libro.
Pagina Facebook dell'autrice.

"Colin non riusciva a toglierle gli occhi di dosso: per la prima volta le era sembrata vulnerabile come un uccellino dall’ala spezzata. Voleva abbracciarla, proteggerla con il suo corpo; e se sarebbero morti quella stessa notte, lo avrebbero fatto assieme..." Estratto da "Bloody Souls" 

Buona lettura! 

mercoledì 8 giugno 2016

Recensione "Albion" di Bianca Marconero

RECENSIONE "ALBION" DI BIANCA MARCONERO


La recensione della settimana è dedicata a "Albion", di Bianca Marconero, primo libro dell'omonima saga che segue le vicende di un gruppo di ragazzi all'Albion College, in Svizzera, tra misteri, segreti e un pizzico di magia. Avevo già adocchiato questo titolo da un pò di tempo, complice anche il titolo, ispirato a una delle saghe epiche che più adoro, la materia di Britannia appunto, ma un po' perché avevo mille libri da leggere, un po' perché temevo si rivelasse l'ennesimo figlio di Twilight avevo sempre rimandato. E male avevo fatto! :) Infatti non soltanto "Albion" si è rivelato una piacevole sorpresa, ma è stato anche un tuffo in un mondo davvero appassionante, che mi ha spinto a cercare subito il volume successivo ("Albion - Ombre").
"Qui pretendiamo tanto. Alla fine otteniamo molto da alcuni e inevitabilmente il fallimento di altri. Il che non è diverso da ciò che accade in natura, dove l'evoluzione si basa sul trionfo dei migliori".

Di cosa parla "Albion"? Uhm, non è facile parlarne senza rivelare troppo, visto che ci sono decisamente tante belle sorprese. Diciamo che è un libro di scoperta, prima di tutto, un libro in cui i vari personaggi (questi ragazzi che frequentano l'Albion College) scoprono le loro capacità latenti, che spaziano nei campi più disparati, ma scoprono anche di essere legati tra di loro. Non solo e non soltanto dal destino (o da chi ha cercato di controllarlo!), ma anche dall'amicizia e dall'affetto che li lega e che si rafforzano nel corso della storia. Tutto inizia a Roma, quando il giovane Marco Cinquedraghi, rampollo di un'antica dinastia, si reca ai funerali del nonno, senatore, uomo influente, addirittura chiamato il Principe di Roma, e apprende di essere stato iscritto all'Albion College, questa fantomatica e misteriosa istituzione che si trova in Svizzera. Suo padre è molto categorico: "Vai e vinci, e non fallire!". Il fallimento, per un Cinquedraghi, non è contemplato. Così Marco, cresciuto secondo regole ferree e con una visione ben precisa del mondo, si ritrova valigia in mano pronto per partire per la Svizzera, dove conoscerà i suoi compagni di corso: Lance, Erek, Helena, Deacon e altri. Sarà proprio l'incontro/scontro con questi personaggi a cambiare qualcosa in lui, ad aprirlo a un mondo che è ben più grande e ricco di quanto si aspettasse.



Senza addentrarci troppo nella trama, che, posso dire, è ricca di colpi di scena e rivelazioni continue, che mai annoiano il lettore, mi soffermerei sui punti di forza del romanzo, oltre all'ambientazione e all'originale (re)interpretazione della materia di Britannia, ossia i personaggi e quella che più genericamente definirei l'atmosfera. I personaggi sono ben delineati, in particolare i protagonisti: Marco all'inizio è davvero odioso, roba da tirarlo giù da una finestra, ma è anche vero che "è disegnato così", possiamo dire a sua difesa; in cuor suo è una persona diversa, che soffre sia per le pressioni che subisce costantemente dal padre e dall'eredità familiare, sia per la solitudine che divora il suo cuore. C'è una frase di Helena, a metà del romanzo, che lo descrive davvero bene, quando osservando tutti i fan che lo circondano e lo adorano, perché è bravo a giostrare e a tirare di scherma, capisce che nessuno di tutti quegli adoratori sia per lui un vero amico, e si chiede come possa essere una persona tanto popolare e al tempo stesso tanto sola.
"Un uomo decente si comporta in modo da non fallire, realizzare le aspettative e rispettare le consegne. Le scuse sono solo un patetico tentativo di giustificare il fallimento".
Saranno proprio Helena, Deacon e Erek, per il fronte borsisti, e Lance, suo compagno di stanza, a porre fine alla sua immeritata solitudine. Helena è una tosta, va detto; sarà il sangue spagnolo, sarà la sua capacità di guardare oltre il lato materiale delle cose ma è una che va a fondo e non si ferma alle apparenze. Deacon Emrys, al contrario, proprio non può sopportare Marco all'inizio, complice anche il disprezzo palese che quest'ultimo dimostra verso i borsisti. Eppure la magia dell'Albion college coinvolgerà, anzi travolgerà, anche loro. Erek è un cuore nobile, generoso e gentile, sempre pronto a mettere gli altri prima di se stesso. E Lance... beh, Lance è il mio personaggio preferito, ha quel che di misterioso, di intoccabile quasi, che lo mette una spanna sopra gli altri, con quel distacco apparente con cui sembra che non gli interessi niente del mondo. O forse gli interessa soltanto una persona che non può avere? Mah, lo scopriremo solo leggendo, mi aspetto grandi cose da lui! :)


Infine, come dicevo, l'atmosfera. Non credo esista una definizione per questo, ma per me è forse l'aspetto più importante che determina il mio grado di affezionamento a un libro. Più dello stile, della trama, dei personaggi, è quel rapporto che si crea con il libro che sto leggendo, frutto di ricordi, scelte, gusti personali, esperienze, sensazioni evocate dallo scorrere delle pagine e quant'altro. Ecco, in questo "Albion" ha centrato alla grande, regalandomi proprio il libro che volevo leggere: una bella storia di avventura, mistero, magia, e soprattutto amicizia. Ci ho rivisto un po' di "Merlin", la mia adorata serie tv, un po' di Harry Potter, un po' di altre letture. Il bello dei libri è proprio questo, che ognuno ci trova sempre qualcosa che lo appassiona e lo entusiasma a modo suo. In questo sta anche la bravura di un autore, nel saper creare un mondo che funzioni e offrirlo poi al lettore. Presto leggerò anche il secondo volume "Ombre", del quale sono curiosisissmo, e di cui poi parlerò anche qua.

Per chi vuole scoprire di più sulla saga "Albion", vi rimando alla pagina facebook dell'autrice.
Questa l'organizzazione della saga:
Ciclo del Primo Anno
Albion (Albion #1) – disponibile
Albion – Diario di un’Assassina (Albion #1.5) - disponibile
Albion – Ombre (Albion #2) – disponibile
Albion – Il principe spezzato (Albion #2.5) 

Libri della Cerca
Albion - Eredità (Albion #3) - in arrivo
Albion #4 - TBA
Albion #5 - TBA

Buona lettura a tutti! Lasciatevi travolgere dalla magia dell'Albion College! :)