domenica 5 aprile 2020

Recensione "Il sommo incantatore" di Francesco Zamboni

Recensione "Il sommo incantatore" di Francesco Zamboni

Bentrovati, amici lettori. Cosa state leggendo in questo periodo di reclusione? Fantasy, spero, a gogò! Io oggi vi consiglio l'ultima uscita della Dark Zone Edizioni: "Il sommo incantatore", di Francesco Zamboni, che vi terrà incollati alle pagine, precipitandovi in un'avventura davvero appassionante, e anche istruttiva, sotto alcuni aspetti.

Intanto vi lascio la trama che, come potete leggere, già è molto stuzzicante e ci invita a saperne di più.


Quarta di copertina: Per Joras, sedici anni, l’incanto è una cosa seria. Il suo sogno è quello di diventare il nuovo Sommo Incanta­tore della città di Nidlun, ma le ambizioni, si sa, ri­chiedono sacrificio. Tra duri allenamenti e duelli dall’alto tasso esplosivo, nulla sembra poterlo disto­gliere dai suoi intenti. La routine si spezza però quando una delegazione di maghi raggiunge la città. È la prima volta che due arti così diverse come Incanto e Magia si incontrano e la tensione è quasi palpabile nell’aria.
La situazione precipita quando Joras viene aggredito da un individuo misterioso, proprio mentre un mago subisce la stessa sorte nel punto opposto della città. Qualcuno sembra tramare per fare in modo che le due fazioni entrino in conflitto e Joras vuole evitarlo a ogni costo. Ma forse le sue sole forze potrebbero non bastare. Servono alleati per smascherare il complotto, ma ora a Nidlun non ci si può fidare di nessuno …

La prima cosa che ho amato del romanzo è stato il protagonista: Joras, che ha tutti gli elementi per essere uno dei miei personaggi preferiti. Di eroico non ha niente (quantomeno all'apparenza, precisiamo!) o comunque non vuole esserlo, non ci tiene a essere al centro dell'attenzione, e non ama neppure la compagnia, essendo molto introverso, e sempre in rivalità con altri soggetti più aperti e solari. Insomma, è un po' orso, come molti adolescenti, e in questo sta il suo fascino. Anche perché Joras sarà sì chiuso in sé, ma approfitta di questa solitudine che si è creato attorno per dedicarsi ai suoi studi, con l'ambizione di essere il sommo incantatore. Studi che, pian piano, gli permettono di ottenere risultati.

Anche se, più che risultati, addosso gli piovono grane e disgrazie, una dietro l'altra. E questo è il secondo elemento di forza del romanzo: un ritmo veloce, che non annoia. La sorpresa, il colpo di scena, il bivio da prendere, sono sempre dietro a ogni pagina, e siamo davvero portati a sfogliare, a divorare una storia che scivola veloce verso l'adrenalinico finale, nonostante la consistenza del volume.

Ultimo elemento, di non poco conto, l'ambientazione, anzi oserei dire l'atmosfera, che riprende l'incanto delle terre orientali, riempiendole di magia, mistero, ma anche di valori eterni, come l'amicizia, la voglia di scoprire il mondo, la crescita (che è sia individuale, personale, che collettiva). Un romanzo che è anche un viaggio di formazione, adatto sia ai giovani lettori (direi dalle scuole medie in su) che agli adulti. Perché tutti siamo Joras, ogni tanto, quando il mondo ci delude e ci dà contro e ci creiamo il nostro personale, magico, mondo privato! ;)

Concludo infine sottolineando che si tratta di un volume autoconclusivo, che si può leggere senza aver letto altro. Il finale è chiuso il giusto, poiché conclude questa avventura, lasciando spazio a nuovi misteri, per altre storie future.

Da menzionare la splendida copertina a cura dell'illustratore Antonello Venditti!

"Il sommo incantatore", di Francesco Zamboni (DZ Edizioni), è disponibile su tutti gli store di libri e ebook e sul sito della Dark Zone. Buona lettura!

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