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mercoledì 5 giugno 2019

Recensione di "Angelize II - Lucifer", di Aislinn

Recensione di "Angelize II - Lucifer", di Aislinn

Bentrovati, lettori. Dopo la recensione di "Angelize" (qua), oggi vi parlo di "Angelize II - Lucifer", secondo e conclusivo (?) volume del dittico di Aislinn dedicato agli angel(izzat)i di Milano. Decisamente un piccolo capolavoro dell'urban fantasy italiano. Buona lettura!


Ovviamente l'articolo contiene SPOILER sul primo volume "Angelize"!

Dove eravamo rimasti? La fine di “Angelize” ci ha lasciato a bocca aperta per il cruento scontro che si è consumato dentro la chiesa di San Michele a Milano tra gli angeli puri, capeggiati da Mikael, e i mezzi angeli (o angelizzati), guidati da Hesediel e Haniel. Proprio quest’ultimo, assieme a Rafael, aveva trovato la morte per mano degli angeli. Ma nessuno dei contendenti si era accorto che Lucifero, il caprone al servizio della Dea, osservava gli eventi con molto interesse…

E infatti il Caduto decide adesso di prendere in mano la situazione, allontanandosi dalla Dea e mettendo in atto un proprio piano, che consiste nel riportare in vita Mikael e gli altri angeli morti durante lo scontro. Ma che tipo di vita? Una vita da schiavi, costretti a servire Lucifero che li ha resuscitati, costretti a uccidere umani e rubarne l’energia, e a fare tutto ciò che il loro nuovo padrone comandi. Una situazione che l’orgoglioso Mikael non accetta e cerca di rovesciare quanto prima.

Nel frattempo Hesediel ha provato (di nuovo) ad avere una vita, trasferendosi a Roma con una ragazza e rifiutando le chiamate angosciate di Mehiel. Ma la morte improvvisa della sua compagna (accidentale o dolosa?) lo costringe a tornare a Milano e a fronteggiare la nuova minaccia. Anche Haniel viene riportato in vita, ma dalla Dea, che, scoperto il piano di Lucifero, tenta di ostacolarlo, favorendo il caos del mondo: all’irrequieto mezzo angelo offre un patto interessante, la possibilità di far rivivere anche “il biondo”, di farlo tornare da lui. Ma Haniel, ansioso di avere tutto e subito, non riesce a dire di no neanche a Lucifero…
Milano torna a infiammarsi quindi di una nuova guerra, molto più cruenta della precedente, tra gli angeli schiavizzati da Lucifero e i pochi ardimentosi che tentano di opporsi a lui.

PERSONAGGI

HESEDIEL: Unico sopravvissuto al massacro della chiesa di San Michele, dei tre protagonisti del primo romanzo, Hesediel si trasferisce a Roma, deciso a lasciarsi alle spalle gli angeli, gli scontri e i massacri. Ma i ricordi non lo lasciano in pace, continuano a stargli appresso, di continuo, e la morte improvvisa di Veronica, sua nuova compagna, lo spinge a chiedersi se è davvero tutto finito, se può davvero esistere una vita normale per lui, e per gli angelizzati. Costretto a rientrare a Milano, la fredda, veloce e indifferente Milano, da cui non era riuscito a fuggire, incontra Mehiel e cerca di capire come sfuggire alla nuova offensiva scatenata da Lucifero, ritrovandosi a essere il leader involontario, il fratello maggiore a cui tutti guardano in cerca di una risposta, anche se neppure lui ne ha una.

HANIEL: Irriverente, casinista, smanioso di fare e di andare, somiglia a Dean Moriarty di On the Road. Ma in questo romanzo Haniel ha una debolezza e Lucifero lo sa. Per questo gli offre la possibilità di avere subito ciò che così tanto desidera, il suo adorato biondo, anzi lo risveglia proprio davanti ai suoi occhi. Ma ogni patto con il diavolo ha il suo rovescio, il suo lato segreto che, col tempo, Haniel è costretto a fronteggiare, anche se significa scontrarsi proprio col biondo. 

RAFAEL: Si risveglia nella chiesa, incapace di comprendere cosa sia accaduto. Tutto ciò che ricorda è lo scontro con gli angeli, e Mikael che lo ammazza. Adesso, davanti a lui, felice di rivederlo, c’è Haniel, che lo abbraccia, quasi lo soffoca per la gioia di saperlo vivo, e Rafael non sa cosa pensare, come ha fatto a tornare in vita, e le risposte evasive di Hani (non dovrebbe chiamarlo così, ma non può farne a meno!) non migliorano il suo umore. Tanto più quando inizia a sentire una voce dentro la sua testa, una voce che lo spinge a mentire a colui che ama, a uscire di notte e a compiere efferatezze. Una voce che lo rende schiavo.


Goditi il presente e piantala di farti domande. Bel consiglio, anche se non era facile, per Rafael, che programmava sempre tutto.


MIKAEL: Sorprendente e inaspettata rivelazione di questo romanzo, Mikael, che detiene il suo personale punto di vista, è un personaggio forte, entrante, deciso a riottenere la libertà di cui Lucifero lo ha privato, anche se, nel farlo, dovrà fare strage di chiunque gli si ponga davanti. Persino dei vecchi amici. Ma in fondo, un angelo incorruttibile e integerrimo come lui, ha mai avuto degli amici? Gli è mai interessato averli? O ha avuto soltanto soldati di cui disporre, vittime inferiori dei suoi giochi di potere e della sua superbia?


Doveva trovare chi punire, chi sconfiggere, chi interrogare per tornare indietro.
Allo spirito. Alla purezza che gli era propria. Allo stato originario che gli avevano sottratto con l’inganno, facendolo cadere, privandolo dell’esistenza eterea e perfetta che Dio gli aveva donato.


URIEL: Altra bella rivelazione di “Angelize II”. Personaggio secondario nel primo romanzo, adesso Uriel diventa un personaggio completo, ben approfondito, che commuove persino il lettore. Dopo la caduta di Mikael, Uriel ha letteralmente appeso le ali al chiodo, tuffandosi in un’esistenza umana che, ha scoperto col tempo, gli piace. Prova piacere e conforto nello stare tra gli uomini, nell’avere una relazione con una donna, nel passare le serate a chiacchierare con Emil, il chitarrista, scoprendo tutto un mondo nuovo a cui, da angelo, non aveva prestato attenzione. Coinvolto nel nuovo scontro tra gli angeli, Uriel sceglie con il cuore, libero ormai dai vincoli eterni degli angeli, anche a costo di schierarsi contro l’agguerrito Mikael.

Uccidere non era la soluzione. Non era giusto. Non più sangue. Non ora che possedeva un corpo e le sue mani parevano sporcarsi. Difendere gli uomini: quello era il suo compito, come angelo, e avrebbe sempre dovuto esserlo.

LA DEA: Signora della Notte e della Natura, dimora nel Cimitero Monumentale di Milano. Infastidita dall’abbandono di Lucifero, risveglia Haniel e gli promette che, in cambio del suo aiuto, gli ridarà Rafael. Il vero Rafael. Ma Hani, come noto, ama fare di testa sua.


Io sono tutto, dall’origine dei tempi. Ho assistito a ogni nascita e a ogni fine. Sono la Madre e la Morte. Sono Atena in Grecia e Morrigan tra i Celti. Ecate e Lilith. Ishtar e Freya. Kali e Amaterasu. Iside e Sekhmet.
Sono tutte e nessuna, in ogni luogo e in ogni tempo, sotto ogni maschera e in ogni preghiera. Sono ciò che sta oltre il Velo, oltre ogni aspetto che l’uomo abbia inventato per darmi una forma e sentire la mia voce.


LUCIFERO: il Caduto, il Serpente malefico, il Caprone. Il Grande Ingannatore della storia. Una figura emblematica che scopriamo essere il vero motore della storia. Lui, infatti, ha insegnato agli angeli ha reincarnarsi, ad angelizzarsi; sempre lui ha atteso, a fianco della Dea, guardando i suoi fratelli combattere tra loro e cadere, nel fango, come era caduto lui tanto tempo addietro; e lui ha deciso adesso di sfruttare il momento, rendendo Mikael e gli altri angeli integralisti suoi schiavi. Ha fascino Lucifero, sa parlare, sa cosa dire alle persone, sa offrire quello che vogliono. È, di fatto, un diavolo tentatore, cattivo non per il gusto di esserlo, ma subdolo e attento. Onestamente, viene voglia di fare il tifo per lui piuttosto che per quel tronfio di Mikael.

Lucifero, con i capelli lunghi e il pizzetto ma senza corna e zampe di capra, stavolta. Elegante come un politico di merda in un completo nero, tranquillo come un venditore cordiale.


MEHIEL: Giovane mezzo angelo, accompagna Hesediel in giro per Milano, affiancandolo nello scontro con Lucifero. Impaurito dalla nuova caccia agli angelizzati, cerca in Hesediel protezione, quasi vedendo in lui un fratello maggiore.

TRAMA
Una trama intricata e appassionante quella di “Angelize II”, ambientata nella Milano dei giorni nostri, dove, con un po’ d’attenzione, è possibile imbattersi negli angeli che la popolano. E che si fanno la guerra a colpi di spranghe infuocate.

Il romanzo è suddiviso in capitoli che alternano i punti di vista dei vari personaggi; non soltanto i tre protagonisti del primo libro, ma anche Mikael e Uriel, due splendide rivelazioni, forse gli angeli più umani che esistano nel romanzo. Non senza una certa ironia, Aislinn tratteggia un Mikael divorato dall’ira, dalla superbia e dalla voglia di rivalsa, sentimenti che in cuor suo aveva sempre abbinato agli uomini, tra cui, suo malgrado, si è ritrovato a vivere. L’alternanza dei capitoli garantisce lo sviluppo di varie sottotrame, che vanno poi a ricongiungersi alla chiesa di San Michele, in vista del gran finale. Col botto.

Oltre alla trama estesa e ramificata, all’introspezione sui personaggi, Aislinn ci offre un romanzo ricco di rivelazioni, che fa da pendant con quanto raccontato nel primo “Angelize”. Tutte le situazioni in dubbio vengono chiarite, anche con alcune sorprese, completando il percorso degli angelizzati.

STILE
Punto di forza e tratto caratteristico del romanzo è lo stile. Veloce, fresco, genuino, diretto come un pugno in un occhio, senza giri di parole, ricco di espressioni schiette, anche gergali, condito con una certa ironia (a volte persino sarcasmo), ma alto e profondo nelle riflessioni dei personaggi, epico nel suo incedere deciso. Uno stile giovane, segno distintivo non soltanto dell’autrice ma anche dei suo personaggi e della Milano contemporanea in cui si ritrovano a vivere. Uno stile che non si risparmia, quando c’è bisogno, con le imprecazioni, le battute, le offese, incandescente come lo scontro che gli angeli(zzati) si ritrovano a combattere. Uno stile, direi, vivo, moderno, attuale, come si sentono gli angelizzati e come vogliono rimanere.

«Rafael». Haniel lo afferrò per il braccio, ma lui se ne liberò come se scottasse.
«È tardi» sibilò lui. «E non mi serve la zavorra. Era la tua vita a fare schifo prima di incontrare me, non la mia».

CONCLUSIONE
Avevo apprezzato Angelize, ma Angelize II mi ha davvero sorpreso. Se qualcosa era rimasto in sospeso nel primo romanzo, adesso vengono tirate tutte le fila, arrivando a un’apocalittica conclusione. Personaggi ben caratterizzati, scandagliati nel profondo delle loro anime contorte, una trama ricca di rivelazioni e colpi di scena, cambi di fronte, scontri infuocati e battaglie per le strade (e nelle chiese) di Milano. Il tutto condito da uno stile veloce e fresco, che porta il lettore al finale, nient’affatto scontato. Un romanzo fantastico originale, ben lontano dai classici fantasy romantici a cui ci hanno abituato alcune scrittrici contemporanee. 

Un romanzo dove lo scontro non è, soltanto, tra bene e male, ma dove gli stessi concetti di bene e di male si modificano, si diluiscono, mutando, proprio come mutano gli angeli, adattandosi ai tempi correnti. Ecco allora che Michele, l’eroico combattente che punì Lucifero per esseri ribellato a Dio, diventa uno spietato dittatore, che non riesce a vedere più in là del suo orgoglio ferito e della sua superbia, e Lucifero, il serpente, lungi dall’essere affidabile e pacifico, è comunque colui che, ribellandosi, ha donato il libero arbitrio agli uomini. E adesso anche agli angeli. Un romanzo, quindi, che permette di riflettere, e forse anche di dare il giusto valore alle nostre capacità di scelta. Da non considerare più come un dato di fatto, ma come il punto di arrivo di un processo storico e morale non indifferente e non privo di scontri.



Articolo originariamente apparso sul sito "Le lande incantate".



mercoledì 29 maggio 2019

Recensione di "Angelize" di Aislinn

Recensione di "Angelize" di Aislinn

Bentrovati, lettori. Oggi vi parlo di "Angelize", fighissimo urban fantasy di Aislinn (edito da Fabbri Editore). Ve ne avevo già parlato tempo fa, in un articolo dedicato all'intera "saga", che in realtà si compone di due volumi: "Angelize", appunto, e "Angelize II - Lucifer", complementari. Oggi ci dedichiamo, in maniera approfondita, al primo volume. Buona lettura!


LA TRAMA:
Daniele, Giacomo e Christian avevano tutti una vita, nella Milano contemporanea, delle persone che frequentavano e che amavano. Poi d’un tratto muoiono e si ritrovano angelizzati. Costretti a vivere come mezzi angeli, dentro ma fuori la loro vecchia vita, braccati costantemente dagli angeli superiori, Michele in primis, che li vedono come un’aberrazione, una violazione dell’ordine divino. Qualcuno rinuncia a lottare, arrendendosi, credendo di non potersi opporre, qualcuno resiste, stringe legami, impugna una spranga e scopre di poter essere di più di una semplice pedina in balia degli eventi. 

Ma lo sono davvero? Haniel, Rafael e Hesediel possono davvero pensare di sconfiggere Michele e gli angeli superiori? Ci provano e, nel farlo, stringono un patto con la Dea, potentissima Signora della Notte che dimora nel Cimitero Monumentale di Milano, in compagnia di Lucifero. Ma ogni patto ha i suoi termini, ogni medaglia le sue facce, ogni vittoria le sue sconfitte.

Primo capitolo del dittico urban fantasy scritto da Aislinn e dedicato agli Angeli.

PERSONAGGI

HANIEL: rissoso, individualista, problematico, dei tre compagni il meno adatto a essere un leader, il meno interessato al riguardo. L’unico, in realtà, che si ritrova reincarnato nel corpo di una donna, una ragazzina per lo più, costretto a subirne gli effetti. Lamentoso, preferisce attaccarsi a una birra che perdersi in favole sugli angeli e la loro divina missione, ma quando Michele e gli arcangeli aggrediscono Rafael (il biondo) anche Haniel reagisce e scopre che, dietro la maschera di menefreghismo che gli deturpa il volto, batte un cuore in grado di amare.

RAFAEL: il saggio, riflessivo e attento. Il pacifista che non vorrebbe combattere. L’idealista che crede che sia possibile arrivare a una soluzione con Michele, che parla con Michele, che si fida di Michele e che da Michele viene fregato. Soffre molto, da angelizzato, per la perdita della sua vecchia vita, per essersi lasciato indietro il suo vecchio ragazzo, la sua famiglia, i suoi studi e le possibilità di carriera. Avrebbe voluto quello, una vita semplice, onesta e piena d’amore, invece si è ritrovato nel bel mezzo di una guerra, una guerra che, tra l’altro, lui neppure capisce, non capisce perché debba combattersi, convinto che gli angeli fossero stati creati per amare gli esseri umani". Salvo scontrarsi con la verità professata dall’integerrimo Michele.

HESEDIEL: l’involontario eroe. Forse quello che maggiormente soffre per la sua angelizzazione, per aver perso la sua Elena, con cui stava creando una famiglia. Dei tre protagonisti, è anche quello che cerca di recuperarla (Rafael, da questo punto di vista, è più nostalgico/malinconico, rimpiange il passato ma non fa niente per ricercare i suoi o il suo ex), piombando di nuovo nella vita della ragazza e sconvolgendola. Salvo poi rendersi conto che non è possibile essere un angelo e avere la stessa vita che aveva da mortale. Troppi pericoli, troppe responsabilità, mondi diversi che collidono ma non si trovano. Sarà proprio Hesediel a ritrovarsi a guidare, a colpi di spranghe infuocate, la rivolta dei mezzi angeli contro i loro superiori.

MEHIEL: il bimbetto. Giovane, inesperto, anche impaurito, si rifugia alle spalle di Hesediel che, in qualche modo, gli fa da fratello maggiore. Teme la furia degli angeli, come tanti altri mezzi angeli citati nel romanzo, ma non esita a combattere all’occasione.

MIKAEL: l’integerrimo. Michele, l’uccisore del serpente malefico (Lucifero). Michele il puro che vuole dominare su una razza di angeli immacolati, estirpando la malapianta dei mezzi angeli (una creazione impura, anche alla luce di ciò che scopriremo in Angelize II) che, a suo dire, non hanno diritto di vivere. Nel farlo, Mikael non ha scrupoli, non esita a uccidere esseri umani (in fondo, sono inferiori), sostenuti da altri angeli integralisti come Reiyel.

LA DEA: Divinità misteriosa e ambigua, dimora nel Cimitero Monumentale di Milano, ma non è prudente farle visita non invitati. Sembra una donna, ma è composta dall’energia pulsante della natura. Possiede penetranti occhi del tutto neri, in grado di scrutare a fondo nell’animo di chi la circonda, un sorriso furbesco e tratti felini. La sua posizione è autonoma rispetto agli scontri tra angeli e mezzi angeli, sembra quasi divertita da quella guerra, al pari del suo servitore, Lucifero.

Io esisto. Da me nasce ogni cosa. Ogni cosa sono io. Il Dio Maschio è nato da voi uomini, dalle vostre paure. E ha creato gli angeli a vostra immagine, ma come puri spiriti, per migliorarli. Pensava di amministrare la giustizia per le persone, senza vivere ciò che esse erano. Poi il Dio è morto. Esaurito, perché l’aria senza linfa, la mente senza carne non possono resistere. Ma i suoi angeli sono rimasti. Convinti di dover continuare la sua opera. Ed è ciò che stanno facendo. Cercano di guidare l’umanità con i dogmi perché conoscono solo quelli.

LUCIFERO: il caprone, il serpente malefico. Ufficialmente è un servitore della Dea. Di fatto è il Caduto, l’angelo che si ribellò all’ordine costituito di Dio e, nel farlo, scatenò la Prima Guerra.

TRAMA:
La trama di Angelize si snoda nella Milano dei giorni nostri, seguendo le vicende dei tre protagonisti (Haniel, Hesediel e Rafael), alternando i loro punti di vista, addentrandosi nelle loro menti e nei loro cuori. La trama è lineare e segue uno sviluppo cronologico, per quanto, di tanto in tanto, appaiono flashback, ricordi o visioni del passato, a integrare e approfondire alcuni aspetti della vita degli angelizzati. Fulcro della questione è l’accettazione o meno dello status di mezzi angeli sia da parte degli stessi angelizzati, che da parte degli angeli superiori, e nello scontro tra questi ultimi e gli angeli superiori, uno scontro che è un po’ una moderna apocalisse, in quanto gli angelizzati si ritrovano a combattere per la loro stessa esistenza. È uno scontro, come dichiarato da Mikael, finalizzato all’estinzione di quella barbarie che reputa essere i mezzi angeli.

Sullo sfondo di questo conflitto si muovono le trame di Lucifero e della Dea, che diventeranno protagonisti importanti del secondo volume Angelize II – Lucifer.

STILE:
Lo stile di Aislinn è contemporaneo, attuale, adatto al romanzo fresco e giovanile che propone. È uno stile al tempo stesso curato nella scelta delle parole, niente termini aulici ma un linguaggio diretto, poco “angelico” da un certo punto di vista ma ben adatto a questi ragazzi (perché, di fatto, i mezzi angeli sono dei ragazzetti) di strada. È incalzante, ritmato, mai noioso. Le pause narrative ci sono, per approfondire i personaggi, addentrarci nella loro tormentata psicologia, ma ecco che poi spunta un colpo di scena, un attacco, una rivelazione, e l’azione ricomincia fino allo scontro finale in chiesa. 

Numerosi i pensieri dei personaggi, i ricordi, i flash della loro vita passata (a volte sono soltanto frasi, immagini, momenti, odori di ciò che è stato), che spezzano la narrazione, proprio come farebbe un fulmine.

(Foto di Rachele Todaro)


CONCLUSIONE:
Angelize è un romanzo urban fantasy contemporaneo, tipico degli anni Duemila. Niente più angioletti con le ali luminose che vegliano sul sonno dei bambini, bensì angeli furiosi che combattono per le strade e nelle chiese di Milano per i loro ideali, incuranti delle sorti dei mortali. Angeli rabbiosi, angeli retti da un integralismo puro, angeli infine perduti. Dopo la scomparsa del Dio, ognuno di loro cerca di trovare la propria strada ma Mikael non lo ammette; il libero arbitrio, per lui, come per gli arcangeli, non esiste. Ecco quindi che, oltre allo scontro sovrannaturale, il romanzo offre anche interessanti spunti di riflessione: Lucifero, è vero, ha violato l’ordine costituito di Dio, ribellandosi a lui, ma nel farlo ha dato all’uomo il libero arbitrio, la possibilità di scegliere e, anche, di sbagliare. 

È stato quindi un male, alla fine? O ha mutato l’uomo da pedina in giocatore? Riflessioni che Mikael di certo non vorrebbe ascoltare. Ma i mezzi angeli sì, perché non sono angeli del tutto, sono anche uomini (o, quantomeno, lo erano), con i loro amori, le loro famiglie e i loro amici. Con le loro vite. Da cui vorrebbero tornare, da cui provano a tornare, da cui disperatamente sono ormai allontanati. E allora ecco che Angelize è un romanzo di frustrazione, di felicità mancate, di faticosa conquista di una nuova realtà, personale (in senso affettivo) e esistenziale (come “razza” di mezzi angeli). Infine, Angelize è un romanzo d’amore, perché comunque anche gli angeli(zzati) possono amare.



 L'articolo era originariamente apparso sul sito "Le lande incantate".

mercoledì 4 aprile 2018

Leggende urbane: angeli e demoni


Leggende urbane: angeli e demoni

Fate attenzioni, residenti o turisti, quando camminate per Milano, perché potreste imbattervi in qualche angelo o in qualche demone, che si aggirano non visti sulle cime dei grattacieli o attorno al duomo o nel Cimitero Monumentale! E forse sareste più fortunati se incontraste uno dei demoni, magari Azazel, e ve lo faceste amico (se riuscite a batterlo al gioco! Occhio che bara!), per usare il suo magico apriporta e accompagnarlo in giro in qualche altro luogo. Sì, perché la Milano dei nostri giorni non è soltanto quella dell’Expo e del Pirellone o delle sfilate di moda, è anche una Milano oscura in cui si muovono angeli e demoni, impegnati, da tempo immemore, a farsi la guerra tra di loro, ma anche al loro interno, tra gruppi di angeli diversi. Una guerra silenziosa, di cui i giornali non parlano, ma di cui rimangono però i segni in giro (bruciature, lampi di luce e fiamma, auto incendiate, chiese prese d’assalto e distrutte, lavanderie o garage che esplodono misteriosamente, e molti altri casi inspiegabili). Questa guida potrebbe esservi d’aiuto qualora vi ritroviate, in qualche modo, coinvolti.

Come ogni materia di studio, anche gli Angeli e i Demoni hanno i loro testi sacri, e non stiamo parlando (soltanto) della Bibbia, bensì di “Quando il diavolo ti accarezza”, di Luca Tarenzi (recensito qua), e della saga “Angelize”, di Aislinn (recensita qua), che ben descrivono questa guerra tra immortali che devasta il cielo, il suolo e persino il sottosuolo di Milano. Non li conoscete? Siete sempre in tempo per rimediare, e magari per aver salva la pelle.

Tutto sta, intanto, a capire chi sono gli angeli.
Difficile definirli, andrebbero visti (e solitamente sono poco propensi a farsi vedere dagli umani, tranne quando devono ucciderli!), per percepirne l’ancestrale e infinita potenza. Di sicuro non somigliano alle rappresentazioni da cartolina con gli angioletti felici e svolazzanti, ma sono molto più guerrieri. Sono, in fondo, i messaggeri di Dio, depositari della sua Parola e decisi a farla rispettare. Sono sfolgoranti figure dai tratti nobili, ammantate di luce dorata, eteree e intangibili a vedersi, con due immense ali bianche che bruciano di un fulgore insostenibile per l’occhio umano, ma a volte assumono aspetto più umano (un aspetto bello, angelico per l’appunto, con pelle candida e magnetici occhi azzurri o verdi) e girano per le vie di Milano. Possono anche nascondersi agli occhi dei mortali con una nebbia che li rende trasparenti.

Narra di loro il Libro di Enoch, considerata “una lettura da iniziati” per quanto al giorno d’oggi sia più roba da nerd, come ricorda Lena in “Quando il diavolo ti accarezza”, facilmente scaricabile da internet. Parlano con voce melodiosa, utilizzando la Prima Lingua (nota anche ai demoni che, di fatto, sono angeli caduti), di cui sono molto gelosi al punto da conservarla segretamente; sono infatti “le parole con cui Dio ha dettato al suo Scriba le regole della Creazione”, in grado di dare vita a un cadavere semplicemente sussurrandole nel suo naso o sfondare le porte dell’Inferno o mandare in frantumi i Pilastri che reggono il cielo. Per comunicare tra loro gli Angeli utilizzano il Primo Cielo, dove nessun uomo può arrivare (soltanto i djinn, molto rari ma non estinti), “l’Etere sottile che vibra” al suono delle loro parole.

Sul palmo della mano ogni angelo ha inciso il suo sigillo, ovverosia il suo nome, ad esempio Rehel o Caethel, che permette di identificarlo. I nomi di tutti gli angeli sono infatti scritti nel Libro della Vita, “l’archivio definitivo, l’anagrafe dell’universo intero”, che si trova nel Cielo più alto, sorvegliatissimo e protetto da schiere di angeli e sigilli, ed è sia un “oggetto fisico ma anche uno stadio del suo Creatore, una prospettiva dalla quale guardare attraverso i mondi”.

Ogni angelo possiede un ruolo e un epiteto che lo qualifica e appartiene alla schiera di un angelo superiore, in una struttura fortemente gerarchica che deve essere rispettata. Ad esempio “Rehel del Coro degli Angeli, spirito di Marte, soccorritore, Angelo della Spada” è “al servizio di Hadraniel delle Dominazioni, Guardiano del Secondo Cancello, Spirito di Giove...”. È proprio l’ordine, il rispetto dell’ordine costituito, una caratteristica specifica degli angeli, che rifuggono tutto ciò che è caos, tutto ciò che rappresenta una deviazione, e quindi una ribellione alla legge del Cielo (motivo per cui Lucifero, inizialmente uno degli Angeli, poi noto come il Caduto, fu deposto, cacciato e combattuto). “Per gli angeli l’obbedienza è natura, è conformarsi per istinto a un ordine che sai senza il minimo dubbio essere incommensurabilmente più grande di te”, è obbedire a un ordine, senza metterlo in discussione, senza domandarsi se sia giusto o sbagliato, perché, in quanto tale, è sicuramente giusto (anche se significa uccidere una ragazza), invasi da una fede estrema e integralista. Gli Angeli, da questo punto di vista, sono soldati perfetti. Niente dubbio, niente libero arbitrio, soltanto cieca obbedienza.

In battaglia gli angeli impugnano il sekhem, la Potenza dell’Angelo, la spada fiammeggiante, lo scettro degli Dei, in grado di trapassare qualunque corpo o materiale e, all’occorrenza, di incidere un Sigillo nelle ossa (un Nome, nella Prima Lingua, che poi sarà scritto nel Libro della Vita) da cui entrerà il fuoco celeste. Quest’ultimo è detto anche iliaster, una luce di colore biancoazzurro, che risplende e ribolle all’interno degli angeli, dando loro forza e la possibilità di usarlo come arma o come difesa. Noto agli uomini in tanti nomi “prana, flogisto, önd, fiamma dell’Empireo, Luce Astrale, Quintessenza”, prende il nome dalla definizione datagli da Paracelso: “la sostanza di cui sono fatte le stelle”. Di fatto è “una goccia del sangue dell’Universo”. Attenzione però! Un’infusione eccessiva di iliaster potrebbe essere deleteria anche per il corpo ospitante, qualora non sia in grado di controllarlo.

Gli angeli hanno tanti nomi, ma tendono tutti a terminare in “el”. Qualche esempio? Rehel, Hadraniel, Caethel, Omael, ma anche Mikael, Uriel, Haniel, Rafael, Hesediel, Mehiel (e non dimentichiamoci Castiel!) Qualche eccezione? Dumah, Lehaia, oppure Elemiah, Vasariah o Seheia.

Il rapporto tra angeli e uomini non è così bello come molte favole ci hanno raccontato. Del resto, anche nella stessa Bibbia sono presenti descrizioni di distruzioni e devastazione portata dagli Angeli guerrieri, che bruciano città, uccidono bambini e storpiano la gente. Come ha modo di imparare Rafael in “Angelize”, gli angeli non sono stati creati per amare gli essere umani, bensì per essere loro superiori. In linea generale gli Angeli guardano gli uomini dall’alto in basso, letteralmente, disprezzando la loro natura corrotta o corruttibile, al punto che, se in una guerra contro i demoni, qualche umano dovesse rimetterci la vita sarebbe considerato un semplice incidente di percorso, un danno collaterale di cui non preoccuparsi troppo. Eppure, nonostante quest’esplicito disprezzo, gli Angeli (e quindi anche i demoni) possono diventare umani. Ciò è indicato anche nel De Principiis di Origene come un flusso bidirezionale, ovverosia angeli, demoni e altre creature possono diventare umani o questi ultimi “possono ascendere o discendere allo stesso modo”. In che modo? Semplicemente trascorrendo molto tempo tra gli umani, “portando la maschera dell’umanità un giorno dopo l’altro, finché la maschera diventa il volto”, come accade ad Azazel in “Quando il diavolo ti accarezza” (che vive da quasi due secoli sulla Terra, mangiando, parlando e ridendo con gli umani), oppure vivendo appieno l’umanità, sperimentandola nelle sue forme più intense, come succede ad Arioch, che, dopo essere evocato, riceve un gesto di pietà, ritrovandosi fin da subito coinvolto in una relazione affettiva con Lena, o anche a Uriel, in “Angelize”, che ha iniziato a porsi dubbi fino ad apprezzare il vivere tra e con gli umani, al punto da non voler tornare indietro.

Esistono anche casi di Angeli che si uniscono con donne umane e che quindi procreano dei figli, detti nephilim. La loro esistenza, in realtà, è proibita dalla legge di Metatron, poiché in passato i figli degli Angeli divennero tiranni e oppressori della razza umana, così “in Cielo si decise di spazzarli via”. C’è chi sostiene che fu quello lo scopo del Diluvio. Al di là delle storie a cui si fa riferimento, tutte concordano che gli Angeli odiano i mezzosangue, non solo perché rappresentano una deviazione dalla loro purezza originaria, ma anche perché ricordano loro il peccato che hanno commesso, e quindi di solito li uccidono. I pochi (fortunati) che sopravvivono solitamente non risvegliano mai la loro vera natura, gli altri invece, durante l’adolescenza, manifestano tratti celestiali che attirano l’attenzione del Primo Cielo.

Per fare il lavoro sporco sulla Terra, a volte gli Angeli si servono di alcuni mortali reclutati a servire la causa celeste. Questi scagnozzi, noti come rephaim, emettono fiamme e solitamente zoppicano “per non dimenticare mai più che non è grazie” alla loro forze che camminano e vivono ancora”, bensì per volere del Cielo. I rephaim vengono creati dagli Angeli, tramite infusioni di iliaster per mezzo del sekhem, come succede a Cesare.

Di recente, inoltre, sono comparsi a Milano degli uomini angelizzati, figure da non confondere con i rephaim, che comunque mantengono la coscienza umana del corpo originario. Com’è accaduto? Beh, ovviamente c’è dietro lo zampino di Lucifero, che ha insegnato agli Angeli a balzare nel corpo degli esseri umani che, a causa di un “incidente” o per averli indotti al suicidio, sono appena morti, prendendo così il loro corpo e iniziando una nuova vita nel corpo ospite (che, attenzione, può anche essere di sesso diverso, come sa bene Haniel!). Questi umani angelizzati mantengono il ricordo della vita precedente, in quanto Christian o Giacomo o Daniele, assieme alla terribile consapevolezza di non poterla più riavere, poiché è finita. Se non per loro, quantomeno per le persone con cui l’hanno condivisa. E quei pochi, come Christian/Hesediel, che tentano di recuperarla disperatamente finiscono per scontrarsi con la realtà dei fatti.

(We love Cas!)

Come se non bastasse la devastazione psicologica cui sono sottoposti, gli “angelizzati” devono guardarsi le spalle, inseguiti e perseguitati dagli Angeli superiori, guidati da Mikael, che non tollerano la loro esistenza, una deviazione rispetto all’ordine costituito, e sono decisi a eliminarli tutti. Per dirla con le parole di Haniel, “i pennuti” infuocati li considerano ibridi, “peggio che una cicca appiccicata alla suola della scarpa”. Inoltre, l’uccisione degli “angelizzati” libera una grande quantità di energia, che l’Angelo superiore, più puro, può assorbire per accrescere il proprio potere, e magari per liberarsi da qualche incantesimo che lo imprigiona, come fa Mikael.

Tra i poteri degli “angelizzati” vanno ricordati la capacità di guardare l’uno nei ricordi dell’altro e, all’occorrenza, di rimuoverli, e la possibilità di usare il fuoco celeste che alberga dentro di loro, per incendiare spranghe e farne delle specie di spade fiammeggianti, sebbene ciò costi loro molto in termini di energie e fatica.

Per quanto creature immortali e celesti, gli Angeli non sono Dio. Affatto. Sebbene alcuni abbiano tentato di esserlo. Per punirli per il peccato di superbia, Dio li ha precipitati dal cielo più alto sulla Terra, al termine della Prima Guerra che ha infiammato il cielo, e sono diventati Angeli Caduti (o demoni). Lucifero è il più noto, tra coloro che hanno abbracciato i piaceri della carne e del vivere terreno, noto come il Caduto, il Serpente, il caprone. Col tempo, Lucifero ha imparato ad apprezzare questa sua nuova condizione non dispiace affatto, apprezzando l’avere un corpo, avvertire la morbidezza della terra e della carne, il calore del sole e l’abbraccio della pioggia, ma non ha mai dimenticato il desiderio di vendetta e la brama di potere.
(Immagine trovata online)

I demoni possono essere evocati dall’Abisso, tramite un rito, accompagnato a un sacrificio di sangue, un rito che vincola il demone stesso al compimento di una missione, al raggiungimento di un obiettivo, di solito l’uccisione di un determinato soggetto. Una sensazione a cui il demone non può sottrarsi, al punto da divenire lo scopo primario della sua esistenza. Nelle reincarnazioni successive il demone mantiene frammenti delle sue esistenze passate (solitamente relative a guerre, campagne militari e strategia in battaglia), in questo o in altri mondi, al fine di non impazzire con un eccesso di informazioni.

I demoni possono comunicare tramite il Primo Cielo (come gli Angeli), sebbene preferiscano evitare, per non essere appunto individuati dai Puri, oppure possono servirsi delle ombre, in cui proiettare la loro coscienza e muoversi. Possono, infine, essere limitati nei loro movimenti tramite particolari sigilli, da applicare direttamente sul loro corpo.

Tra i demoni più noti vi sono Arioch delle Sette Tenebre e Azazel. Il primo, un tempo noto come Eriaku di Ellasar, il Principe Leone, fu addirittura richiamato dal re Nabucodonosor per sterminare tutti i maghi di Babilonia. Azazel, invece, è un demone più noto, che compare in numerosi libri, film e serie tv, addirittura nel suo attuale aspetto pare che si sia ispirato all’attore che lo interpretava in Hex. Si sa, i demoni sono vanitosi, orgogliosi di quello che sono, soprattutto lui. Vive sulla Terra da quasi duecento anni, amando viverci, amando stare e sballarsi con gli esseri umani, e possiede l’Apriporta di Iambes, un magico manufatto (un tempo appartenuto a un mago d’Egitto) in grado di aprire ogni porta e, varcandola, raggiungere un altro luogo sulla Terra.

Ma attenzione a non fidarvi troppo dei demoni! Come Arioch stesso ammette, sono falsi, mentitori e ingannatori per natura, giocano e barano perché vogliono vincere. E non tutti sono così fortunati da incontrare le loro simpatie, come Lena.

Mio articolo originariamente apparso su "Le lande incantate.

Libri di riferimento:
Quando il diavolo ti accarezza, Luca Tarenzi, Salani Editore, 2011.
Angelize, Aislinn, Fabbri Editori, 2013.
Angelize II – Lucifer, Aislinn, Fabbri Editori, 2014.

mercoledì 24 febbraio 2016

TOP 5 - LETTURE DEL 2015

TOP 5 - LETTURE ITALIANE DEL 2015


Inizia da oggi una nuova rubrica sul blog, a cadenza altalenante, ovviamente, ossia quando ho voglia/tempo di redigere una nuova classifica. Si tratta di una top 5 di libri, personaggi o situazioni legate al fantastico. Inizio intanto con i 5 libri di autori italiani che ho apprezzato di più tra i 70 che ho letto nel 2015. Sì, sono un po' in ritardo, l'anno nuovo è iniziato già da un po', ma chi se ne frega? :)


Non è stato facile scegliere, perché credo che tutti i libri ti lascino qualcosa. Difficilmente leggo libri così brutti da non lasciarmi niente, cerco sempre di trovare, anche nei libri più commerciali, un qualche aspetto positivo e un possibile insegnamento. Nel 2015 ho letto soprattutto romanzi fantastici, molti italiani devo dire, parecchi emergenti, e ho fatto tante piacevoli letture in compagnia dei loro personaggi. La scelta è stata difficilissima (sono rimasti fuori libri che mi hanno colpito, libri di cui ho cercato il seguito o il prequel, libri che ho riletto, libri di cui aspetto disperatamente il seguito!) ma dovendo sceglierne cinque, ho messo questi che, ammetto, sono quelli che, per vari motivi personali, mi hanno colpito in maniera inaspettata. Non sono in ordine di preferenza.

LE DUE LUNE, di Luca Tarenzi: Quanto l'ho cercato! Purtroppo è fuori catalogo! Ho spulciato librerie online, ebay e mercatini, poi una libreria indipendente di Viareggio me lo ha trovato, così finalmente sono venuto in possesso dell'ultimo romanzo "milanese" di Luca Tarenzi che ancora mi mancava. Così, dopo la lettura di "Le due lune", mi sono riletto anche "Quando il diavolo ti accarezza" e "Godbreaker", notando quei piccoli cameo che, all'epoca della prima lettura sfasata, non potevo riconoscere. Che dire di questo libro? L'attesa ne è valsa la pena. Anche se "Quando il diavolo ti accarezza" rimane il mio preferito, "Le due lune" è un bel romanzo coinvolgente, che mette in scena oltretutto delle creature fantastiche che adoro, ossia i licantropi, ben più dei vampiri. La commistione poi di storia e leggende, con le figure del Conte Gorani, i Sotterranei, i Lupari e il rito di Luperco, è stata favolosa e credo sia il punto di forza del romanzo, e anche degli altri libri dell'autore. Veramente, per un amante dell'urban fantasy, questi libri sono pane quotidiano. Grazie Luca per averci regalato un'altra splendida avventura! La vecchia recensione completa è qua.

ANGELIZE II, di Aislinn: Ho letto sia Angelize, che Angelize II - Lucifer, ma per gusto personale il secondo è molto più... avanti. Più completo, più compatto, più forte forse, porta a compimento le sottotrame del primo romanzo, senza risparmiarci niente: scontri, violenza, amore, amicizia, fede, e un approfondimento psicologico dei personaggi davvero ben studiato. Per ironia della sorte, ho apprezzato tantissimo l'approfondimento fatto su Mikael, personaggio assai odioso ma che è tratteggiato benissimo. E lo stile... che dire dello stile? Di sicuro, a parte la (re)interpretazione degli angeli(zzati) e la loro caratterizzazione, lo stile è un elemento molto forte, ben marcato, che distingue il libro dalla massa di urban fantasy sfornati ogni anno. E' uno stile da battaglia, quasi da guerriglia urbana, adatto al contesto in cui i personaggi si ritrovano a vivere, ma che sa elevarsi, assumere quasi tratti epicheggianti, quando l'autrice indaga nel tormentato stato d'animo di Mikael o nei deliri di onnipotenza di Lucifero. Davvero uno stile singolare che rende unico il libro. (Qui una precedente recensione ad Angelize).


Lo associo, devo dire, a un altro romanzo urban fantasy letto nel 2015 e apprezzatissimo, ossia "Nephilim - Guerra in Purgatorio" di Valerio la Martire, edito da Armando Curcio. Come indicato nella recensione, è il primo volume della trilogia dei Nephilim, che mette in mostra Ryan, Jonathan e altri interessanti personaggi. Come Angelize, anche qua il contesto urbano è molto importante, fondamentale ai fini dello sviluppo della trama e delle interazioni tra i personaggi, che, anche in questo caso, attingono alla mitologia angelica, sebbene siano interpretati in modo diverso. Sempre come in Angelize, c'è una grande introspezione sui personaggi, in particolare sui due protagonisti, e ugualmente lo stile è un carattere singolare e identificativo del libro. All'inizio, ammetto, si fa un po' fatica a seguire i flussi dei pensieri dei vari personaggi, ma bastano poche pagine, basta comprendere di fatto la trama e i personaggi principali, per innamorarsene e seguire Ryan nelle sue avventure.

E come non citare "La porta tra i mondi"? Il delizioso, delicato e affascinante fantasy di Artemisia Birch, che ha saputo ricreare un mondo lontano e esotico (quello della Gabria) ove ambientare il romanzo, con una strizzata d'occhio alla Zimmer Bradley e al ciclo di Avalon. Come indicato nella recensione al libro, la trama è avvincente, i personaggi sono veri, ben delineati, ma l'atmosfera è quella che veramente colpisce di più, quello spirito dal forte sapore avaloniano in cui il lettore si ritrova immerso. E l'ottima prosa ovviamente non può che favorire il passaggio del lettore attraverso la porta tra i mondi, destinato e deciso a finire nella Gabria e a non volerne uscire più. Segnalo, tra l'altro, che proprio in questi giorni è uscita la seconda parte del romanzo, sempre per Panesi Edizioni. 


Concludo con un romanzo non fantastico e che forse, proprio per questo, mi ha strappato un sorriso, un libro di una scrittrice viareggina che ha regalato a me, e ad altri lettori, tante risate, con le avventure di Cassandra, una simpatica trentenne (gran combinaguai!) fiera della propria indipendenza sentimentale, ma che, un giorno, inciampa (è proprio il caso di dirlo!) nel destino, imbattendosi in un uomo che le fa battere il cuore come fosse un'adolescente. Tra equivoci, accelerate e frenate, la canzone di Cassandra inizia a suonare. Complice uno stile ironico, a tratti dissacrante, il romanzo "Una canzone all'improvviso" rientra tra le letture consigliate per una vacanza al mare. Qua la recensione sul libro di Elena Covani.

Nei prossimi giorni, altre classifiche, magari quella dei cinque libri di autori stranieri che ho letto nel 2015 o altre pazze idee che avrò in mente!






martedì 26 maggio 2015

Il biondo, il matto e l'involontario eroe - Angelize di Aislinn

IL BIONDO, IL MATTO E L'INVOLONTARIO EROE (Angelize e Angelize II - Lucifer, di Aislinn)

Angelize e Angelize II sono un dittico, due storie complementari, strettamente intrecciate, con il primo volume che ci presenta i personaggi principali e l'ambientazione in cui si muovono e il secondo che approfondisce alcuni aspetti della loro (nuova) esistenza, collegando le varie sottotrame fino all'adrenalinico confronto finale. Parlarne senza rovinare la sorpresa a chi non ha letto i libri non è facile, poiché molti colpi di scena compaiono inaspettatamente tra le pagine dei romanzi, ma cercherò di dare qualche assaggio, un aperitivo letterario, per stimolare gli appassionati del genere.

Quale genere? Per quanto non ami la categorizzazione dei libri, che li fa apparire più come prodotti da supermercato che non come il frutto dell'incessante lavoro di un artista, è indubbio che Angelize e Angelize II siano due romanzi urban fantasy, dove infatti le due componenti (ambientazione urbana, e contemporanea aggiungerei, e la presenza del sovrannaturale, angeli e demoni in questo caso) fanno da padrone, incanalando la trama in una direzione ben precisa. Una trama che, per quanto complessa, non divaga mai, non scivola verso passaggi inutili ma rimane sempre concentrata sugli accadimenti e sui sentimenti dei personaggi in campo, i due elementi su cui l'autrice dimostra il suo talento narrativo: accadimenti, perché veramente è una storia ricca di azione (c'è spazio per battaglie, morti, rinascite, incontri d'amore, serate nella movida milanese, fraintendimenti, sguardi d'intesa e silenzi che parlano più delle parole, il tutto condito dalla giusta dose di mistero e mitologia angelica), e al tempo stesso sentimenti, in quanto le emozioni di questi angel(izzat)i sono scandagliate e approfondite in maniera ottimale, anche grazie a un uso interessante della lingua (attuale, moderna, vitale) e all'alternanza dei punti di vista dei personaggi.

Ma chi sono questi personaggi? Nel titolo ne ho indicati tre, il biondo (Rafael), il matto (Haniel) e l'involontario eroe (Hesediel) che di fatto sono i protagonisti di entrambi i romanzi, a cui, nel secondo volume, vanno ad aggiungersi anche Mikael e Uriel. Personaggi a tutto tondo, i cui pensieri e sentimenti traspaiono dai capitoli a loro dedicati, ma anche dalle loro azioni, dal modo in cui reagiscono alle situazioni, da quello che non dicono e lasciano intuire. Personaggi umani, ben distanti dall'immagine stereotipata degli angeli con le alucce dorate che abbiamo o possiamo avere (e, di fatto, non sono propriamente angeli, ma angelizzati, come scopriamo leggendo!), personaggi che, come gli esseri umani, faticano nei loro rapporti interpersonali. Personaggi, infine, che faticano a essere vivi, del resto "incarnarsi non significa" necessariamente vivere. Lo imparano presto e lo imparano a loro spese, sbagliando, cadendo, trascinandosi nel fango, tra l'inconsistenza della loro esistenza e i rimpianti accumulati, ma riuscendo comunque a rialzarsi e a reagire. Storditi, feriti, nel corpo e nell'anima, ma mai vinti.

Rafael, dei tre, è il più composto, quello che cerca di mettere ordine nel caos del mondo e della sua vita, quello che non vorrebbe combattere se non fosse costretto e che cerca sempre una soluzione per salvare il salvabile. Generoso, gentile, forse un pò ingenuo, incapace di credere che al mondo esista così tanto male, incapace di ammettere che la sua stessa stirpe (o comunque i suoi "superiori") possano commettere il male, lui che credeva che "gli angeli fossero stati creati per amare gli esseri umani". Un tempo, da umano, si chiamava Giacomo, aveva i suoi amici, la sua vita, una prospettiva di carriera, e anche l'amore. Poi tutto era cambiato, la vita travolta da un camion, e adesso fatica ad adattarsi alla nuova realtà. Vacilla, ma non crolla. Trova la sua ancora di salvezza nel nuovo mondo, proprio nel matto con cui è così difficile interagire.

Haniel, il matto, appunto. Il personaggio più difficile da definire, forse perché lui stesso odia le categorizzazioni, stretto nei panni (scomodi, tra l'altro!) di chi cerca di inquadrarlo e decidere la sua vita. Ammetto che all'inizio l'avrei preso a calci per le sue risposte a cavolo e quell'attitudine da lupo solitario che lo porta a tenere gli altri a distanza, poi, nel corso dei romanzi, ho imparato ad apprezzarlo e a capire che dietro quella maschera rude con cui guarda il mondo esiste un'anima che soffre, anche se non vuole ammetterlo. Un'anima che, per quanto dica di fregarsene, di non volersi far coinvolgere, per quanto tenti di coprire i suoi veri sentimenti dietro litri di birra, vomito, scenate in pubblico, silenzi e bugie, è viva e ha un disperato bisogno di amare e sentirsi amata.

Hesediel, infine, è l'eroe involontario, quello che forse più di ogni altro viveva bene la sua vita terrena e che tenta di recuperarla, ricercando le persone perdute, a dispetto di quanto la sua presenza possa sconvolgere la loro vita. E' anche quello che cerca di ancorarsi alla realtà, di non farsi coinvolgere dalle guerre tra angeli, ma che poi, alla fine, si ritrova a guidare la resistenza degli ibridi (o mezzi angeli) contro Mikael e i suoi. Determinato, sfodera l'animo del guerriero, coinvolgendo anche gli indecisi a seguirlo nella guerra contro "i pennuti", addestrandoli, preparandoli, pianificando strategie, canalizzando tutta la rabbia e lo smarrimento che covano dentro.

Dovessi paragonarli ai personaggi della mia serie animata preferita, direi che Rafael, Haniel e Hesediel sono Andromeda, Phoenix e Pegasus dei Cavalieri dello Zodaico!

E, proprio come i Cavalieri dello Zodiaco, combattono la loro quotidiana battaglia contro il male. Ma chi, o cosa, è il male? Difficile definirlo, soprattutto in un contesto in cui la volubilità umana è entrata a contatto con l'integralismo degli angeli, insinuandosi, loro malgrado, nelle loro granitiche convinzioni e corrodendole. Almeno quelle di qualcuno di loro. Altri, invece, non cambieranno mai, risoluti nel loro agire, fino alla fine. Sullo sfondo di questa guerra intestina alla schiera degli angeli, Lucifero ride soddisfatto, mettendo in atto un piano diabolico (da vero trickster!) per recuperare il suo antico potere. E la Dea? La Dea guarda e si diverte.

Una parola, infine, sull'ambientazione urbana. Milano è, possiamo dire, un personaggio a cui Rafael e gli altri si appoggiano, un'entità con cui (e in cui) sono costretti a vivere. Qualcuno volentieri, qualcuno senza troppa voglia. E' come una Dea, e come tale incontra sentimenti diversi da parte dei suoi sudditi: qualcuno la ama, qualcuno la odia, qualcuno muta il suo atteggiamento, senza riuscire comunque a fuggirne. "Fredda, veloce, indifferente come una coltellata", piena di gente che corre, lotta e discute. Ma comunque la loro città. La città degli Angeli. Con tutti i suoi segreti, i luoghi che solo loro possono raggiungere, la chiesa di San Michele, il Cimitero Monumentale.

Se siete curiosi di vedere come l'autrice immagina, fisicamente, i personaggi, potete navigare nel blog di Aislinn, tra gli articoli al riguardo. Angelize e Angelize II - Lucifer, editi da Fabbri Editori, sono disponibili in libreria e nei principali store online. L'autrice ha un suo blog e una pagina Facebook in cui è molto attiva, con aggiornamenti interessanti (ad esempio le canzoni colonna sonora dei suoi romanzi!) ed è spesso presente alle fiere del libro.







domenica 24 maggio 2015

Eventi della settimana (dal 25 al 31 maggio 2015)

EVENTI DELLA SETTIMANA (dal 25 al 31 maggio 2015)



Martedì 26 Maggio, ore 17.00: Vanni Santoni presenta “Muro di Casse”, il suo ultimo romanzo sui free party, la musica tekno e la cultura underground, presso la Feltrinelli di Prato. La stessa sera alle 21.30, nuova presentazione di “Muro di Casse” di Vanni Santoni alla Biblioteca Comunale di Montevarchi (Arezzo).

Mercoledì 27 maggio, ore 18.00: Mirko Tondi presenta "Più lontano dal mare", racconto di una sopravvissuta al naufragio della nave Costa Concordia, scritto da Antonella Cipriani, presso il prestigioso salone di Renato Coiffeur a Firenze.

Giovedì 28 Maggio, ore 18.00: Presentazione del volume “Esseri rumorosi”, di Francesco Michi e Mechi Cena, Fratini Editore, presso Libreria Ibs, Via dei Cerretani, Firenze.


Sabato 30 maggio, ore 18.30: Incontro con Aislinn e Luca Tarenzi, che presenteranno Angelize II –Lucifer e La Signora dei Cancelli della Notte, a Libri per Strada, le Strade per il Libro, a Sarzana (MS).


Mostre in corso:

Fino al 4 giugno, visitabile la mostra “Guardami – il ritratto contemporaneo” di Diego Gabriele Art e Andrea Monastero a cura di Day One Florence al Multiverso a Firenze. Per info.

Fino al 13 giugno, visitabile la mostra “Diario di Viaggio” di Fernando Cucci, presso la Libreria Fratini in Via degli Alfani 4r, a Firenze, e, negli stessi locali, prosegue l’esposizione dei disegni a grafite di Debora Bertolacci: “La natura a tratti”.
 
Fino al 13 giugno, mostra “In contemporanea Porcari” (LU), la collettiva di arte contemporanea curata da Riccarda Bernacchi e Lucia Morelli. Tra gli artisti anche Nicola Fanini con un suo lavoro.

E non dimenticate i contest e i giveaway!

Fino al 6 giugno, possibilità di partecipare al ContestCULTURA di Fratini Editore, scattando una foto a tema culturale e inviandola per partecipare. La foto vincitrice diventerà una copertina di un libro in uscita della casa editrice. Regolamento sul sito.

Fino al 12 giugno, iscrizioni aperte al Giveaway del romanzo "La rosa oscura" di Laura Martin Montagner. Tutte le info sulla pagina facebook.

Buona settimana a tutti!