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mercoledì 17 gennaio 2018

Recensione "I mondi del fantasy VII" - a cura di Micol Fusca

Recensione "I mondi del fantasy VII", a cura di Micol Fusca

Bentrovati, amici dei mondi fantastici! Oggi, è proprio il caso di dirlo, scoprirete taaanti mondi fantastici, ben diciotto, quanti sono i racconti inseriti nella settima antologia curata da Limana Umanìta. Stavolta però non sarò io a guidarvi in questo viaggio, bensì Micol Fusca, giovane scrittrice, che ha partecipato all'antologia con il racconto "Respiro". Cedo a lei la parola, per scoprire cosa ne pensa di questo volume! :)

Ricordo che l'antologia IMDF VII (come tutte le precedenti) è acquistabile sul sito della casa editrice Limana Umanita!

I Mondi del Fantasy VII -Recensione di una scrittrice “ quasi” per caso.

L’Antologia I Mondi del Fantasy VII, edita da Limana Umanìta, si compone di diciotto diversi racconti scritti da altrettanti autori. Offre una panoramica completa del fantastico nelle varie declinazioni: da quelle più classiche alle moderne.

Se vi chiedete perché mi definisco una scrittrice “quasi” per caso è presto detto. Quella con I Mondi del Fantasy VII è stata la mia esperienza di pubblicazione. Ho preso coraggio e ho deciso di condividere con altri alcuni dei miei “mondi”. Non mi considero un giudice tecnicamente preparato, ma posso offrirvi il mio parere di lettrice appassionata.
Ho scoperto le raccolte antologiche dopo un periodo di astinenza da lettura: la vita ci offre nel piatto quello che c’è, uno deve adattare i propri ritmi alle necessità contingenti. Perché privarsi di una buona lettura per la mancanza di tempo? Sono riuscita a trovare il giusto compromesso: belle storie in grado di farmi sognare per l’intera giornata.
Ho detto molte volte di dover ringraziare gli autori che ho conosciuto grazie a questa esperienza, perché mi hanno insegnato molto e mi sono di supporto. Il passo successivo, che spero di compiere al più presto, è quello del confronto con il lettore. Sono certa di avere molto da apprendere da tutti. Ringrazio il “padrone di casa” Alessio del Debbio per avermi offerto quest’occasione (Grazie a te! NdAle).

Le mie perifrasi sono, sempre, indecentemente lunghe. Veniamo al sodo.
Confesso che appena avuta in mano l’antologia non ho letto il primo racconto: “Respiro” di Micol Fusca. E’ il mio. L’ambientazione è piuttosto classica, elfi, maghi, guerrieri, dame e cavalieri. Quello che volevo condividere è un concetto di “amore” assoluto, svicolato da ogni dogma. Spero di esserci riuscita.

Lunedì 18 dicembre: “Il tempio del destino” di Alessio Del Debbio. Ambientato in una Toscana medioevale, dove la “strega” incute paura. Una storia di amore atipico: lo scoprirete leggendo il finale. Un bellissimo messaggio. Ha saputo toccare la parte meno “nera” di me: per intenderci, quella che non vorrebbe trasformare in un rospo il vicino di casa.


Martedì 19 dicembre: “Stragi e popcorn” di Francesca Cappelli. Sono stata trasportata in una galassia lontana, crocevia di mondi e dimensioni. La vicenda è ambientata in cinema spesso teatro di scontri e improbabili incidenti diplomatici. Una sola considerazione. Qualcuno di voi ha assistito alla premiere di Star Wars The Last Jedi? Conosco gente che è partita all’assalto armata fino a denti.

Mercoledì 20 dicembre: “Il sapore della morte” di Alberto Pierantoni. Un racconto che ci riporta con i piedi a terra, alla fantasy che abbiamo imparato a conoscere da bambini. Dimenticare la protagonista è difficile. Kristen riesce a mutare la sua maledizione in un destino, accogliendola dentro di sé. Uno strano inno alla “vita”: l’accettazione di sé.

Giovedì 21 dicembre: “Il settimo custode” di Giuseppe Gallato. Un urban fantasy che incuriosisce dalle prime righe. Il protagonista ci conduce per mano alla scoperta di un mistero in una vicenda che sfuma nell’onirico. Oppure, no? Realtà o sogno?

(Foto di Debora Aprile)

Venerdì 22 dicembre: “Anime colorate” di Serena Artuso. Connessione cosmica? Un particolare, un nome, accomuna il suo racconto al mio. In Anime Colorate il bene e il male si mischiano al punto da creare nuovi “colori”. Bellissima la “tavolozza” utilizzata.

S. Stefano (26 dicembre): “A tua immagine e differenza” di Alberto Tivoli. Le atmosfere appartengono allo steampunk. Lo stile di Alberto è molto personale, ricercato. La mia interpretazione: un odio puro, una vendetta oltre ogni limite umano. Trascende il sentimento.

Giovedì 28 dicembre: “Vano doccia” di Luca Simioni. Altro urban fantasy che ha saputo regalarmi divertimento allo stato puro. Lo stile è ironico al punto giusto e riesce a non essere dissacratorio nonostante il tema trattato. Sono felice di avere una vasca da bagno.

L’alba di venerdì 29 dicembre: “L’altra dimensione” di Alessandra Leonardi. L’ambientazione italiana trasporta in una Roma dove strane ed esilaranti creature cercano di evadere. Mi è piaciuta la “corte dei miracoli” di Alessandra. Anche in questo caso, mi sono divertita dalla prima all’ultima riga.

Ultimo sabato 2017: "Il vecchio Oak" di Marco Losi. Ho già definito questo racconto un’inquietante favola ecologista. Come disse il Sommo Poeta della Selva Oscura: “Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!”

E’ arrivato gennaio: “Il giorno della protesta” di Marco Lovisolo. A mio avviso non del tutto “fantasy”. Descrive con minuzia le leggi di un governo alquanto bizzarro. Perché, non “fantasy”? Con i governi che troviamo in giro per il mondo (Italia compresa) i garbugli del suo sono una passeggiata.

Giovedì 4 gennaio: “L’ultimo branco” di Claudio Ovo Lei. All’apparenza tenero pone delle riflessioni sulla natura della morale.  Un’originale prospettiva del Karma. E’ l’unica storia dell’antologia ad avere come protagonista un fido amico a quattro zampe.

Venerdì 5 gennaio: “Franco il Nero” di Mirko Morotti. L’ambientazione è molto dark e porta subito al centro della vicenda. L’autore accosta due figure del nostro comune immaginario dando loro un nuovo volto. Io, non ci sono arrivata subito: avevo compreso da principio la natura del “mostro”, non quella di Franco. Mi sono servite le ultime righe e l’effetto sorpresa è stato assicurato.


Sabato 6 gennaio: “Il disegno grigio” di Sagas Original Works. Il lettore è catapultato fin dal primo istante in un dungeon  dalle note classiche, dove regna l’inquietudine. Nessun mostro se non il “sentore” di qualcuno in agguato. Qualcuno pronto a balzare addosso all’improvviso. Nel finale aleggia un velo di mistero: la protagonista è legata alla sua, apparente, nemesi da un passato comune?

Domenica 7 gennaio (grazie a Dio domani è il primo giorno di scuola): “Sogno in nero” di Massimo Tivoli. Andrea e Baltazar ci coinvolgono nel mondo dello spiritismo afro-brasiliano: attenzione, è buona regola non giocare con il fuoco. Meglio non avvicinarsi alle forze oscure. E’ un “dare” “avere” che alla fine contenta solo una delle parti. Una schiavitù da cui non c’è possibilità di ritorno.

Lunedì 8 gennaio: “La vedetta” di Marco Scaldini. Lineare, di immediata comprensione. Un monito a non fissare mai la stessa porzione di cielo: il pericolo potrebbe avanzare dall’altra. Il racconto permette di entrare in empatia con la protagonista grazie all’ottima scrittura che permette di conoscere i suoi sentimenti e la sua storia personale. Un classico ben riuscito.

Martedì 9 gennaio (aspettando all’uscita della scuola sotto il diluvio): “Il Re Pescatore” di Alessandro Fresta. Ho apprezzato particolarmente questo racconto grazie allo stile dell’autore. Leggero come una piuma, capace di far nascere un sorriso. Come altri del gruppo autori ho riconosciuto in lui una “penna” simile a quella di Benni. La strana vicenda del Signor Cecil avvicina all’aldilà in modo inaspettato.

Mercoledì 10 gennaio, ultimo racconto (raggiunta la cima dell’Everest): “Ruggine” di Marco Bertoli. Torna un fantasy animato da guerrieri, donzelle (di dubbia reputazione) e maghi. Il racconto è ben ritmato, originale e offre un punto di vista totalmente diverso da quanto atteso dopo la lettura della premessa. Ho commentato nel lunghissimo post che noi autori ci siamo rimbalzati in una strana partita di ping pong (un delirio di palette pronte a colpire la pallina) che il colorito eloquio utilizzato in alcuni intercalari mi ha fatto sbellicare dalle risate.

Magnifiche vacanze di Natale, vero? I Mondi del Fantasy VII, una tazza di tisana e i gatti. Ah, giusto…una figlia adolescente che contende il divano.
Spero che la mia recensione, per quanto “casereccia”, abbia stimolato il vostro appetito di pagine stampate e auguro buona lettura. A mio modesto parere l’antologia offre molto. Non solo per l’indubbia qualità dei racconti inseriti, ma perché svela un intero arcobaleno di Mondi.
Un saluto, Micol.

(Recensione a cura di Micol Fusca)


martedì 17 gennaio 2017

Scopriamo "I mondi del fantasy VI" - antologia fantasy

Scopriamo "I MONDI DEL FANTASY VI" - Limana Umanìta


Da oggi inizia una serie di articoli dedicati a "I mondi del fantasy VI", l'antologia di racconti fantastici edita da Limana Umanìta, già recensita sul blog. In ogni articolo viaggeremo dentro alcuni racconti, grazie a una piccola presentazione curata proprio dagli autori. Allacciate le cinture, sarà un viaggio attraverso tanti mondi e atmosfere diverse, dalle più scanzonate alle più apocalittiche, ma ogni tappa vi regalerà grandi emozioni, come i racconti della raccolta.

"Le montagne di nessuno", di Alberto Pietrantoni

La parola all'autore: "Le montagne di nessuno" è un racconto che nasce da una serie di immagini che mi hanno profondamente colpito. La prima è un monte che vedo sempre in lontananza ogni volta che torno a casa dall'Università, una specie di guardiano che si staglia all'orizzonte, immobile. È sempre stato lì, ovviamente, ma ho iniziato ad accorgermi della sua presenza solo di recente. La seconda è il quadro "Viandante sul mare di nebbia" dell'artista romantico Caspar David Friedrich, che ritrae un mare di nebbia da cui si sollevano le cime delle montagne. Un'opera, questa, che studiai al Liceo e mi impressionò per il contrasto tra l'uomo, di spalle, anonimo e quasi insignificante, e la maestosità della natura che lo circondava. La terza immagine è il Monte Baldo, immerso anche lui nella nebbia, ma questo non lo vidi in un dipinto ma nella realtà, dopo aver preso la funivia da Malcesine (una località presso il Lago di Garda). 

Lo sgomento di romantica memoria che suscitarono in me queste figure mi convinsero a scrivere un racconto che avesse per protagoniste le montagne e la nebbia, mentre l'uomo è solo testimone, alle volte vittima, alle volte servo, ma sempre relegato sullo sfondo. L'uomo diventa paesaggio, insomma, e la natura personaggio. Il dramma umano viene comunque rappresentato: è anche una storia di amore fraterno, avventura, esplorazione, mistero. Ci sono leggende perdute che vengono riscoperte. L'uomo cerca di dominare le montagne, ma come viene detto nel racconto, le Montagne di Nessuno si chiamano così perché nessun uomo può definirsi loro sovrano.


"I cosiddetti fantasmi", di Alessandra Leonardi

“I cosiddetti fantasmi” è un urban fantasy con sfumature umoristiche, ambientato a Roma. La protagonista è Jessica Rossi, una detective dell’occulto con un potere specifico connesso alle apparizioni dei fantasmi, che non sono quello che la gente pensa di solito, ma qualcos’altro che si scoprirà proseguendo nella lettura del racconto. Jessica è un personaggio femminile sui generis, lontanamente ispirato dal personaggio della serie tv (e dei fumetti) Marvel Jessica Jones: si ingozza di birra e patatine, è disordinata e si cura poco, non ha un soldo e vive nel retro del suo ufficio; dice sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato, soprattutto in amore: è cotta del suo collega romagnolo Artemio, che non se la fila per niente, però in questa occasione ha bisogno di lei per un certo affare, connesso ai loro poteri...

Questo è l’incipit del racconto:
Richiusi la porta del mio ufficio -ci vuole un bel coraggio a definirlo tale- con una pedata, visto che la serratura era rotta e avevo le mani occupate dalle buste della spesa (birra, patatine e muffin). Le poggiai sul tavolo, e mi lasciai cadere sul divano, da cui si alzò una nuvoletta di polvere che mi provocò un attacco di tosse. Mi sdraiai nella penombra del pomeriggio, ma qualcosa mi infastidiva: misi una mano sotto uno dei cuscini, e tirai fuori un mucchio di bollette e multe da pagare. “Ah, già! Le nascondo qui” pensai. Soldi? Finiti. Clienti? Zero. Forse avrei dovuto accettare il lavoro per quella signora con le labbra a canotto e gli zigomi a bignè, che pensava che “cacciatrice di fantasmi” significasse che do la caccia a mariti in fuga/scomparsi/assenti; oppure, l’interista per quel programma di Rete Roma sull’occulto, per screditarmi e gettare fango su noi operatori del soprannaturale, ma dietro compenso.«Dai, Jessica,tra un po’ esce il remake di Ghostbusters, dove sono tutte donne, e vivrai il tuo momento di gloria: tutti ti cercheranno e parleranno di te» mi auto-incoraggiai ad alta voce. Sì, ma nel mentre come campavo? Mi tuffai nelle patatine fritte.

"Parasomnia Berlin", di Alessio Del Debbio.

La parola all'autore: "Parasomnia Berlin" inaugura il mio nuovo ciclo di racconti fantastici ispirati a leggende e folklore tedesco. In questo caso ho recuperato la figura di Knecht Ruprecht, un Babbo Natale oscuro, che non porta doni ai bambini, bensì li rapisce e maltratta. Una figura che mi ha ricordato Peter Pan, ma in versione dark. Da qui l'idea di (ri)raccontare la storia di Peter Pan e di Wendy e dei suoi fratelli, che però non finiscono all'Isola che non c'è, bensì a Mariendorf Weg, un ospedale pediatrico abbandonato di Berlino. Un racconto a tinte forti, non per deboli di cuore.

 Un fulmine rischiarò per un momento la facciata, permettendole di vedere i muri coperti di scritte, là dove le piante non li avevano ancora divorati, le finestre rotte e le facce. Decine, forse centinaia di volti mostruosi. Wendy rabbrividì riconoscendo l'ospedale di Mariendorf Weg, dove Johann era stato ricoverato da piccolo per un problema di respirazione, e che aveva odiato fin da subito, a causa di quelle orribili statue di pietra. In quella i volti demoniaci si scossero e le figure incassate nei muri agitarono le braccia nella sua direzione, chiamandola a gran voce. Decine di uccelli di pietra si levarono in volo, piombando su di lei e ronzandole intorno affamati. Wendy afferrò un ramo caduto e cercò di tenerli a distanza, ma i rapaci infernali lo abboccarono, spezzandolo, un suono simile a quello che avrebbero prodotto le sue ossa. Strillò quando un uccello la beccò su una spalla e lo agguantò per un'ala per toglierselo di dosso ma, nel farlo, strappò via anche un pezzo di pelle.

"Murtair" di Marco Bertoli

La parola all'autore: I protagonisti dei racconti che scrivo sono spesso criminali, per lo più sicari a pagamento o omicidi seriali. La giustificazione che do per questa predilezione è che mi permettono di esprimere il ‘lato oscuro’ della personalità di un altrimenti tranquillo e riservato tecnico di laboratorio universitario. Non vivendo, infatti, ai tempi beati di Conan, quando un colpo di spada risolveva la maggior parte dei problemi, il parlare di caratteri che manifestano senza remore la violenza che alberga in essi mi consente di sfogare le piccole tensioni che la quotidianità carica sulle mie spalle. Evito così un loro pericoloso accumulo e, soprattutto, il rischio di riversare il mio nervosismo su quanti mi stanno attorno.

Volendo partecipare al concorso “I Mondi del Fantasy VI”, ho immaginato una storia di ambientazione fantascientifica, il cui primo attore è un assassino prezzolato dalle caratteristiche, però, alquanto particolari. Anzitutto non è un umanoide ma un Hentamoebide iperacutus, cioè una sorta di Ameba intelligente di sesso femminile dal nome Murtair che in lingua gaelica scozzese significa appunto ‘assassino’. In secondo luogo per commettere i delitti utilizza cadaveri conservati di specie diverse a cui dona una parvenza di vita introducendosi nei loro corpi. Terzo, per quanto disinibita e priva di scrupoli morali, non gradisce di farsi vedere dai clienti nella sua forma reale e ha il vezzo di descrivere la propria attività con il termine ‘Risolutore’.

La trama in sintesi vede la mia ‘eroina’ assumere un incarico che risulterà più difficile del previsto portare a compimento perché la salma scelta da lei come copertura non si rivelerà così ‘defunta’ come previsto. Oltre, ben inteso, a un’altra complicazione che lascio nel mistero per non togliere ai lettori il gusto della scoperta.


Una curiosità per concludere queste note: il racconto termina con una citazione da “Casablanca”, uno tra i film che preferisco.

Appuntamento al prossimo mese con un nuovo articolo su altri racconti tratti dall'antologia "I mondi del fantasy VI". 


mercoledì 23 novembre 2016

Recensione "I MONDI DEL FANTASY VI" di Limana Umanìta

Recensione "I MONDI DEL FANTASY VI" di Limana Umanìta Edizioni

Come ogni anno, il premio "I mondi del fantasy" (organizzato da Limana Umanìta Edizioni) si è concluso con la realizzazione di un'antologia contenente i racconti selezionati tra i numerosi partecipanti, tutti scritti da giovani autori italiani e tutti ovviamente appartenenti al genere fantastico, nella più ampia accezione del termine. E' proprio questa doppia varietà, di scrittori e di generi e sottogeneri, il punto di forza della raccolta, che riunisce racconti molto diversi tra di loro, sia come argomenti che come atmosfere, tutti accomunati dall'ottima cura formale con cui il volume è stato anche quest'anno realizzato.

Nello specifico "I mondi del fantasy VI" contiene 18 racconti: 
- La lente di sinistra, di Luca Simioni (già ospite del blog)
- La leggenda di Dio, di Annarita Petrino
- Letice, di Marcello Maestri
- Notte rosa a Riccione, di Marco Filippazzi
- Parasomnia Berlin, mio racconto dark fantasy! 
- Murtair, di Marco Bertoli
- Mamacita, di Alessandro Frailis
- Helga, di Francesca Cappelli
- Le montagne di nessuno, di Alberto Pietrantoni
- Il mio nome significa speranza, di Selina Pasquero
- Effetti ignoti, di Marco Losi
- I cosiddetti fantasmi, di Alessandra Leonardi
- La messaggera dello specchio, di Giuseppe Gallato
- Il pirata Stevenson, di Daniele Gabrielli
- Desert rose, di Serena Arturo
- La vendetta del signore degli zombie, di Marco Lovisolo
- Non di re o di governanti, di Diego Gnesi Bartolani
- Time in an hourless house, di Valentina Zunino

Alcuni racconti sono di autori di cui ho già letto altri racconti, perché magari siamo stati selezionati assieme per altre antologie, come nei casi di Alessandra Leonardi e Marco Bertoli, e di cui ho già avuto modo di apprezzare stile e inventiva; altri hanno già partecipato alle precedenti antologie "I mondi del fantasy", per cui già conoscevo il loro modo di raccontare; altri invece sono scrittori che non conoscevo e che ho scoperto in questo volume. Un'altra cosa bella di queste antologie è, appunto, quello di scoprire altri appassionati di fantastico e vedere come lo interpretano, cosa riescono a inventarsi per sorprendere la redazione di Scriptorama e Limana Umanita. 

I racconti sono molto vari, si passa dal fantascientifico al distopico, ad altri con sfumature horror o dark fantasy; ci sono un paio di racconti non dico umoristici, ma che comunque ironizzano su alcuni stilemi del fantastico; altri con creature bizzarre, riferimenti mitologici, ambientazioni originali e altri ancora con ambientazioni italiane (un urban fantasy in Toscana! Allora non sono l'unico a scriverli!). Ci sono anche un paio di racconti che sfruttano quello che chiamo l'effetto Sentinella (avete letto il racconto "La sentinella" di Fredric Brown? No? Correte a rimediare!), creando un finale con effetto straniante, ovviamente non vi anticipo quali.

Nel complesso l'antologia mi è piaciuta molto, forse anche più del quinto volume. Segnalo alcuni racconti che mi hanno particolarmente colpito: "La lente di sinistra" di Luca Simioni è stata una piacevole sorpresa, in quanto dell'autore avevo letto il romanzo "La legge dell'oblio" (recensito qua), di tutt'altro genere e atmosfera, per cui ho apprezzato l'ambientazione futuristica; "La leggenda di Dio" pure mi è piaciuto molto nella parte finale (mi ha ricordato un po' Maze Runner) ma non aggiungo altro, per non fare spoiler. "I cosiddetti fantasmi" pure è stata una lettura piacevole, con una protagonista originale (molto romanesca!). "Letice" mi ha strappato qualche sorriso. "Helga" è stato uno dei miei preferiti, più che altro per l'ambientazione (tutta toscana), e lo vedrei bene come parte di un progetto più ampio (magari un romanzo). Stesso discorso per "La messaggera dello specchio" e "Il mio nome significa speranza", potrebbero decisamente essere ampliati, visto che offrono un sacco di spunti per nuove avventure, sia precedenti che successive ai fatti. 

Riguardo al mio racconto, "Parasomnia Berlin", appartiene a una nuova serie di racconti che sto scrivendo, tutti ambientati a Berlino e caratterizzati da un'atmosfera più dark rispetto ad altri, ispirati a leggende e folklore tedesco. Questo strizza l'occhio alla storia di Peter Pan, per quanto il "Peter" in questione sia Knecht Ruprecht, un personaggio del folklore tedesco molto pericoloso, una specie di Babbo Natale oscuro che entra nelle case a dicembre per rapire i bambini. E li porta a Mariendorf Weg, un ospedale abbandonato di Berlino... 

L'antologia è acquistabile dal sito di Limana Umanita Edizioni e, presto, anche su Amazon. Buona lettura!







domenica 3 luglio 2016

I mondi del fantasy VI

I MONDI DEL FANTASY VI


L'aggiornamento di oggi è dedicato a "I mondi del fantasy", l'annuale premio di narrativa breve di genere fantastico organizzato, da sei anni ormai, dalla casa editrice Limana Umanìta, che si conclude con la pubblicazione di una (bella) antologia contenente tutti i racconti selezionati. Ho avuto il piacere di partecipare alla quarta e quinta edizione, con due miei racconti fantastici ("L'ora del diavolo", nel 2014, ispirato alla leggenda di Lucida Mansi; "Il risveglio degli Oceanini", racconto urban fantasy ambientato a Viareggio, entrambi inseriti poi nella mia antologia personale dal titolo "L'ora del diavolo") e anche quest'anno ci sarà un mio racconto nel volume antologico.

Il titolo del mio racconto è "Parasomnia Berlin" e stavolta mi sono spostato dalle coste toscane a Berlino, dove ho ambientato una storia dark fantasy, dai tratti horror, legata alla figura di Knecht Ruprecht ("Ruprecht il servo"), un personaggio del folklore natalizio della Germania settentrionale e centrale, facendone una sorta di Peter Pan oscuro. Sono molto contento che il mio racconto sia stato selezionato, in quanto è il primo di una nuova serie di racconti che ambienterò a Berlino e saranno legati a leggende e folklore tedesco.

Passando al premio "I mondi del fantasy" e all'antologia omonima, questa è stata la sesta edizione e, come ogni anno, si concluderà a Lucca Comics and Games 2016 (che quest'anno durerà ben 5 giorni! Dal 28 ottobre al 1 novembre, compresi). In uno dei giorni della fiera si terrà la presentazione dell'antologia in Sala Ingellis, Area Games, alla presenza degli editori e degli autori, per cui, appassionati di fantasy, occhio a non mancare! :)

Adesso vi lascio con il comunicato ufficiale di Limana Umanìta e con l'elenco dei 18 racconti presenti nell'antologia, che uscirà a ottobre!

Diciotto passano la severa selezione della giuria e compongono il "cast" di IMDF VI. Tutti belli e ribaldi, questi racconti, proprio come piacciono a noi!

(In ordine alfabetico per cognome)
Artuso Serena – Desert's Rose
Bertoli Marco – Murtair
Cappelli Francesca – Helga
Del Debbio Alessio – Parasomnia Berlin
Filipazzi Marco – Notte rosa a Riccione
Frailis Alessandro – Mamacita
Gabrielli Daniele – Il pirata Stevenson
Gallato Giuseppe – La messaggera dello specchio
Gnesi Bartolani Diego – Non di re o di governanti
Leonardi Alessandra – I cosiddetti fantasmi (già ospite del blog!)
Losi Marco – Effetti ignoti
Lovisolo Marco – La vendetta del signore degli zombie
Maestri Marcello – Letice
Pasquero Selina – Il mio nome significa speranza
Petrino Annarita – La leggenda di Dio
Pietrantoni Alberto – Le montagne di nessuno
Simioni Luca – La lente di sinistra (già ospite del blog!)
Zunino Valentina – Time in an hourless house


Congratulazioni ai selezionati!


Se volete scoprire le edizioni precedenti di "I mondi del fantasy" e leggere la recensione della quinta antologia, potete navigare sul blog! :) Buona lettura!


lunedì 2 novembre 2015

Segnalazione fantasy - La legge dell'oblio

SEGNALAZIONE FANTASY - LA LEGGE DELL'OBLIO

L'aggiornamento di oggi è dedicato a "La legge dell'oblio", il primo romanzo fantasy pubblicato da Limana Umanìta, piccolo editore marchigiano che finora ha pubblicato manuali per giochi di ruolo e antologie di racconti fantastici. L'autore del romanzo è Luca Simioni, già noto agli appassionati di letteratura fantastica per aver partecipato, con i suoi racconti, a varie edizioni dell'antologia "I mondi del fantasy", ad esempio alla quinta edizione, con il racconto "Bottino di guerra". Scopriamo qualcosa di più sul nuovo romanzo.

Titolo: La legge dell'oblio
Autore: Luca Simioni
Editore: Limana Umanìta Edizioni
Genere: fantasy
Formato: cartaceo
Pagine: 348
Prezzo: 15 euro
Disponibile sul sito della casa editrice e su Ibs.
Pagina Facebook del romanzo.
Pagina facebook della casa editrice.

L’opera si allinea al genere Epic Fantasy, con una decisa influenza Steampunk, narrando le gesta di Mado, un protagonista di cui sappiamo i tormenti che lo coinvolgono, che sono quelli che accomunano ognuno di noi, nel nostro intimo. Riuscirà a ritrovare se stesso nonostante gli sconvolgimenti che lo circondano? 

"Non c'è nulla di poetico nei confini: sono il punto in cui una lunga lama separa quel che è nostro da ciò che potrebbe diventarlo". Gli uomini non conoscono più il deserto, per secoli gli occhi rossi degli wadi l'hanno sorvegliato per loro dall'alto delle torri. Oggi ne hanno paura, perché i predoni si sono fatti più temerari: qualcosa sta accadendo oltre le distese di sabbia bianca, ed è giunto il momento di scoprire cosa. Chiamato alla missione, Mado saluta la propria comunità-torre per un viaggio dall'esito incerto insieme a compagni che non si è scelto, e i suoi occhi di wadi saranno testimoni dei terribili miracoli di una magia dimenticata e della sorte di rinnegati sanguinari. Mentre macchine e armi straordinarie avanzano per combattere l'impero, Mado sarà impegnato a difendere la sua famiglia e la sua gente, ma l'attacco più grave è quello che ne sta minando le certezze, dopo quanto visto nel deserto: una blasfema minaccia per il dominio degli uomini, miracolosamente sfuggita alla legge dell'oblio.

Sul sito di Limana Umanìta, un'intervista all'autore Luca Simioni che parla di wadi, Mado e dei toni del suo romanzo.