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mercoledì 13 marzo 2019

Dietro le quinte di "Ulfhednar War" - le ambientazioni (3)

Dietro le quinte di "Ulfhednar War" - le ambientazioni (3)

Bentrovati, amici lettori. Prosegue il nostro viaggio nelle ambientazioni della mia saga urban fantasy "Ulfhednar War". Dopo gli articoli precedenti (qua e qua), oggi vi porto in alcuni luoghi misteriosi della Toscana e della Lunigiana che scopriamo in "I Figli di Cardea" (disponibile su tutti gli store di libri).

MONTE LAMA

Lo intravediamo nell'epilogo di "La guerra dei lupi", ma è solo in "I Figli di Cardea" che questo luogo diventa importante: è infatti la località segreta, presso Zeri, vicino a Pontremoli (MS), dove si riunisce la Congrega dei Benandanti, gli ultimi officianti d'Italia.

Secondo le leggende locali, infatti, pare che "nello zerasco, in un borgo quai spopolato, Monte Lama, si racconta alcuni abitanti fossero in grado di compiere incredibili stregonerie. Far volare le persone, farle sparire o trasformarle in animali" per cui come non posizionarvi il rifugio segreto della congrega, protetto da boschi e montagne dalla perigliosa mano dei Figli di Cardea?

(testi da Terre di Lunigiana)

Nelle profondità di Monte Lama, dàrna camminava a fatica, sostenendosi al bastone e appoggiandosi di tanto in tanto alle pareti, mentre scendeva verso la prigione. 
Per la verità non era proprio una prigione, soltanto una rientranza nella roccia a cui ceathramh aveva attaccato due robusti anelli di ferro, passandoci la catena intrisa di galdrar con cui avevano immobilizzato trìtheamh, tra il dispiacere di tutti. 
Ma dàrna, in quel momento, aveva sentito qualcos’altro nel cuore dei compagni, oltre all’imbarazzo per una congrega che aveva sfornato un nuovo pericolo.
(estratto da "I Figli di Cardea"

PIETRALUNGA DEL GABBERI

Il Monte Gabberi è una modesta vetta delle Apuane meridionali, ma punto molto panoramico e luogo di meditazione oltre che di contemplazione. Lo cita anche D'Annunzio: "Sta nella cruda nudità rupestre, il Gàbberi, irto qual ferrato casco. Ecco, e su i carri per le vie maestre passa il falasco." (tratto da Alcione)

O semplicemente Pietralunga. Monolite calcareo che si eleva sul boscoso versante settentrionale del Monte Gabberi non distante dal paese di Farnocchia dal quale è ben visibile. Raggiunge circa 900 metri di altezza e permette arrampicate dai 35 ai 50 metri. Fu conquistato per la prima volta nel 1932. Si arriva facilmente alle sue pendici percorrendo il sentiero mulattiera non segnato, ma ben evidente che si stacca dal sentiero 4 e va a collegarsi con il 106 per il Gabberi. Come per molti luoghi apuani si narrano leggende anche su questo monolite sotto il quale si troverebbe un tesoro ormai inaccessibile all’uomo.

(testo e foto dal sito Escursioni Apuane).

Qua è dove Daniel si reca per stare in solitudine. I boschi delle Apuane, le località segrete, anche quelle poco turistiche, sono rinfrancanti per lo spirito e aiutano a mettere ordine nei pensieri. In piedi sulla Pietralunga si riesce a guardare lontano. Forse anche Daniel è riuscito a farlo, in quel frangente.

MONTE CIMONE

Ci spostiamo sull'Appennino, in direzione Emilia-Romagna. Alto 2165, il Cimone è il monte più alto dell'Appennino Settentrionale. In linea d'aria, non è lontano da Gridastadr, la baita dei lupi.

La cosa singolare è che in cima al monte sono presenti: antenne delle telecomunicazioni dell'aeronautica militare, la stazione metereologica di Monte Cimone, il CAMM (Centro Aeronautica Militare di Montagna), osservatorio climatico Vittori (del CNR, per lo studio del clima). Inoltre, sentite un po', esiste una galleria scavata nel monte, usata per raggiungere la funicolare interna. Wow!

Tutte queste notizie mi hanno stimolato e portato a credere che i Figli di Cardea abbiano stabilito la loro base (quantomeno una delle loro basi d'Italia) proprio lì, nel cuore della montagna, undici piani sotto terra (a livelli che al normale personale di servizio non è permesso raggiungere), sfruttando la copertura delle stazioni e dell'osservatorio. Per cui, amici lettori, se passate dal Monte Cimone, guardatevi attorno...



Vicino al Monte Cimone si trova il Lago della Ninfa, nome suggestivo, che viene visitato anche da Bianca in una delle sue notti insonni. Chiaramente vi è una leggenda, che potete leggere su questo sito, relativa a una Ninfa che viveva nel lago e che terrorizzava i viandanti. Anche Bianca infatti non ama molto spingersi fin là... che percepisca la presenza dei Figli di Cardea?
Una notte, calda e senza vento, proprio come quella, si era spinta fino al Lago della Ninfa, sulle pendici del Monte Cimone, aveva camminato nuda e scalza nel bosco di faggi e resinose. Aveva chiamato le ninfe, cercandole per tutta la notte, per chiedere loro un consiglio, magari una pozione per lenire il dolore, ma non le aveva trovate. 
Le acque del lago erano ferme, specchio immobile di un’oscurità che le era sembrato si insinuasse tra le pieghe del suo animo martoriato. D’istinto si era voltata e aveva ripreso a correre, e sul Cimone non era più andata.
(estratto da "I Figli di Cardea") 

MONTE LABARO

Infine, ci spostiamo nel sud della Toscana, vicino al Monte Amiata, dove si erge il Monte Labaro, detto anche Labbro. Una montagna in mezzo al niente. Dalla cima del monte, la vista è spettacolare e ve la consiglio. Se volete passare una domenica diversa, letteralmente immersi nella natura, ecco, fatevi un giro nella zona dell'Amiata poi, zaino in spalla, salite in cima al Monte Labaro, visitate quel che resta del tempio dei giurisdavidici e fatevi una merenda ammirando il panorama!

(Foto di Alessandro Landi)

Su questo sito trovate delle fotografie di Alessandro Landi che sono spettacolari! 

Sulla sommità, dicevo, si trovano i resti della Torre giurisdavidica, di Davide Lazzaretti e del suo ordine, che ha avuto vita molto tormentata.

Proprio questi fatti sono alla base della "Terza via", ossia un modo per unire la natura umana e quella animalesca, compiacendo Dio, proprio come Davide cerca di fare in "I Figli di Cardea".

Insomma, la Toscana nasconde un sacco di luoghi interessanti, non troppo noti, degni di essere scoperti e indagati. Buon viaggio!


lunedì 3 dicembre 2018

I luoghi di "Oracoli", di Alessandra Leonardi

I luoghi di "Oracoli", di Alessandra Leonardi

Bentrovati, lettori. Ricordate "Oracoli", la bella raccolta di racconti fantastici di Alessandra Leonardi (edita da NPS Edizioni) a tema "vaticinio" nel Mondo Antico? Orbene, l'autrice oggi ci delizia, portandoci in un viaggio nel tempo, per (ri)scoprire i luoghi del suo racconto "I libri fatali", che chiude l'antologia.


Quarta di copertina di "Oracoli": Quattro racconti, quattro epoche remote, quattro popoli che hanno segnato la storia del Mediterraneo, accomunati da un'ossessione: la divinazione, per aprire squarci sul futuro e scoprire il volere degli Dei. I Fenici in Sardegna, gli Etruschi in Toscana, Umbria e Lazio, gli Ellenici in Campania e nel Sud dell'Italia, infine i Romani: sussurri divini nell'acqua e nella pietra, voli di uccelli e viscere degli animali, sacrifici e visioni, oracoli vergati su fogli di papiro e libri con una risposta per ogni domanda.


Storia, mito e fantasia sono le basi da cui si dipanano le avventure narrate in "Porpora", "Il dono dell'aruspice", "Sibilla" e "I libri fatali".

Il libro è disponibile su tutti gli store di libri e ebook, e sul sito NPS Edizioni.

***

"I libri fatali" è ambientato nella Roma Repubblicana e segue le (tragiche) vicende di Claudia, una Vestale, e del decemviro Corvino. Un racconto che parte da fatti storici reali, ricreando con attenzione e sapienza l'ambientazione, ma soprattutto l'atmosfera dell'epoca, caricandola di quell'alone di magico, di sovrannaturale, che piace tanto a noi amanti del fantastico. E che comunque ammantava l'epoca in questione.


Ecco alcuni dei luoghi citati nel racconto:

La casa delle Vestali si trova ai Fori, sotto al Palatino e vicino alla casa del Pontefice Massimo. Faceva parte di un unicum con il Tempio di Vesta, a partire dal II secolo a.C. , in precedenza era di dimensioni molto più ridotte. Recenti scavi hanno confermato la presenza di una capanna in uso alle Vestali risalente all’VIII sec a C, in età regia. Le stanze erano di almeno due piani, al centro un cortile porticato con le fontane. L’aspetto attuale risale al restauro del 191 d.C. voluto da Giulia Domna, moglie di Settimio Severo. Intorno alla fontana si trovano statue delle vestali più importanti.


Il Tempio di Giove Ottimo Massimo si trovava sul Campidoglio, era dedicato alla triade capitolina e fu fondato nel VI sec a C dal re Tarquinio Prisco. Era di enormi proporzioni e venne più volte restaurato, fino al saccheggio devastante dei Vandali di Genserico nel 455 d.C. Al suo interno venivano conservati i Libri Sibillini, che andarono quasi completamente distrutti in un incendio dell’83 a. C.
Ne rimane solo l’enorme basamento, visibile all’interno dei Musei Capitolini.


Il Circo Massimo è stato sede dei giochi (corse delle quadrighe) fin dagli albori della città; più volte distrutto da incendi e restaurato, rimase in efficienza fino al 549, con le gare indette da Totila. Venne utilizzato per i Ludi in onore di Apollo nel 212 a C, indetti dal praetor urbanus Publio Cornelio Silla dopo il responso dei Libri Sibillini. 
Attualmente viene utilizzato per manifestazioni di vario genere e per concerti.


Il Tempio di Apollo si trovava al Circo Flaminio, in un’area sacra dedicata ad Apollo sin dal V sec a C. Il primo tempio venne costruito nel 431 a C e venne più volte ricostruito; le tre colonne attualmente visibili sono opera del rifacimento di età augustea e non si trovavano esattamente nel luogo dove si trovano, vennero recuperate, rialzate e lì collocate negli anni ’30.
Gli Dei sembrano aiutarci, ci mandano segnali, ci parlano, esigono da noi preghiere e sacrifici, ma alla fine nulla cambia: siamo burattini nelle loro mani capricciose, sempre e comunque. 
A cosa serve allora conoscere quello che accadrà? A cosa serve dedicare loro le nostre devozioni?
(Testi e foto di Alessandra Leonardi)


lunedì 19 febbraio 2018

Dietro le quinte di Berserkr - le ambientazioni (2)

Dietro le quinte di Berserkr - le ambientazioni (2)

Bentornati a un nuovo articolo di approfondimento su "Berserkr", il mio urban fantasy ambientato a Berlino, edito da Dark Zone Edizioni. Non la Berlino turistica o commerciale, ma quella vissuta dai veri berlinesi, quella un po' grunge, abbandonata, polverosa, misteriosa. Esotica, perché no? 

In un precedente articolo, vi ho parlato di Dicke Marie, della torre del Grunewald, di Tempelhof e dell'Orangerie a Potsdam. Oggi scopriamo altre piccoli scorci della città dove Ulrik Von Schreiber tenta di impedire lo scoppio di una nuova Guerra Calda.

Partiamo dal Prologo, che si svolge sul lungocanale di Kreuzberg, poco prima che si tuffi nella Sprea. Siamo a Kreuzberg, appunto, in un'area ricca di locali, dove si ritrovano i giovani. Anche nel mondo post-bellico di "Berserkr" ci sono dei bei locali, tra cui il Club der Visionaire.

CLUB DER VISIONAIRE
Citato all'inizio del romanzo, è il locale dove vanno Lars e Hansel. Il locale esiste davvero ed è molto carino. Si trova a Kreuzberg, vicino alla Sprea.


Il Club Der Visionäre è uno dei locali storici della Berlino degli ultimi dieci anni, un club famoso soprattutto per il pre e post serata, quando o al tramonto o all’alba, si vuole stare in giro a godersi il bel tempo in un’atmosfera di grande rilassatezza. Negli ultimi anni il locale è cambiato un po’: le chiatte su cui appoggiarsi sono state diminuite, è aumentata la superficie al chiuso e il “ballare” ha acquistato un’importanza maggiore. La vicinanza al canale (Landwehrkanal) e l’atmosfera generale è tale che vale almeno una visita. 
(Articolo e foto di Andrea D'Addio, preso da "Berlino Cacio e Pepe")

GORLITZER PARK
Il parco in cui Lars e Hansel si imbattono... in una ragazza molto particolare (sempre nel Prologo!).

Il parco nasce dalla volontà caparbia di un gruppo di Wessi, i Berlinesi dell’Ovest, di voler dotare il quartiere di un’area verde, oggi rappresenta uno dei fulcri delle attività di Kreuzberg. Il Görlitzer Park sorge sull’area già occupata dalla vecchia stazione di testa Görlitzer Bahnhof. (Articolo su Berlin Explorer)

LIETZENSEE
Spostiamoci a ovest, nel quartiere di Charlottenburg, dove vive Ulrik, in una zona residenziale, abbastanza tranquilla (per i suoi standard, direi noiosa!). Siamo presso il Lietzensee, uno dei tanti laghi di Berlino, un luogo ideale per rilassarsi. Passeggiare per il parco attorno al lago svuota la mente, non sembra di essere in una città trafficata e incasinata. Ulrik vive in uno dei palazzi sul lato orientale del lago e ogni mattina si sveglia e pensa: "Che palle! Vorrei vivere a Pankow per andare ai festini di Neuntoter!"^^

(foto presa da internet)


L’acqua del Lietzensee infatti viene da una falda sotterranea che ha il deflusso nel tratto nord della Spree. Un acqua limpida che rappresenta il punto più a nord della “Catena dei laghi del Grunewald”, ovvero quell’insieme di laghi che collega Havel, Wannsee e Spree nel quadrante ovest di Berlino, Steglitz e Charlottenburg, appunto. (Articolo da Zingarate)

CASTELLO DI CHARLOTTENBURG

Sempre in zona, poco a nord rispetto all'appartamento di Ulrik, troviamo il castello di Charlottenburg. Stando a quanto racconta Ulrik in "Berserkr", pare che un tempo ci vivessero i coboldi, quei simpatici folletti domestici sempre in cerca di qualcuno a cui fare scherzetti! Poi, dopo la firma degli Accordi dell'89, sono stati trasferiti tutti nella reggia di Potsdam. Attualmente il castello è disabitato e gli abitanti del quartiere vanno a correre nel parco. Anche Ulrik, quando ne ha voglia...


Inizialmente si chiamava Lietzenburg (dal nome della località in cui fu edificato) e infatti, come ricorderà chi ha già letto "Berserkr") la cara Olga (moglie di Heinze, uno dei coboldi) di cognome fa Lietzenurg, figlia di Therèse de Lietzenburg, la sarta più apprezzata della corte di Charlottenburg! Attenzione a non sminuire la loro dinastia, i coboldi ci tengono parecchio! ;)

SPREEPARK

Un luna-park abbandonato! Non potevo non infilarlo in qualche mio racconto. Sono anni che volevo usarlo come location per un racconto... ed ecco che, in uno dei capitoli notturni di "Berserkr", Roman e i suoi amici decidono di fare una gita notturna, per ubriacarsi, fumare e divertirsi con una tipa (che si fa chiamare Tequila...) proprio nel vecchio luna-park. Costruito durante la Guerra Calda, per distrarre la popolazione dal conflitto in corso, è durato poco, purtroppo e non è più stato riavviato.
Una distrazione effimera, durata finché un clan di vampiri non era calato da Pankow e aveva banchettato con il pubblico presente. Eric diceva che sulle cabine della ruota panoramica c’erano ancora i resti dei loro cadaveri. 
Roman sapeva che non era vero, che lo diceva soltanto per spaventarlo, ma quando il vento faceva scricchiolare la vecchia attrazione, un tanfo di sangue e morte lo raggiungeva, facendolo desistere dal verificare.



Ci sono delle attrazioni particolari, come laghetto dei cigni, trenini, ruota panoramica. Attualmente è tutto in disuso, divorato dall'erba, chissà cosa ne sarà? Per il momento è una bella ambientazione, ideale per scene di mistero e tensione!

Infine spostiamoci fuori da Berlino... andiamo a nord, sul Mar Baltico, e raggiungiamo l'isola di Rugen! Sì, proprio quella delle bianche scogliere, ritratte dal pittore romantico Friedrich!

ISOLA DI RUGEN
Rügen, la più grande isola tedesca nel Mar Baltico, è un gioiello della natura e una destinazione balneare di grande attrattiva grazie a località come Binz. Oltrepassando il ponte che la collega alla splendida città anseatica di Stralsund, si entra in una dimensione diversa, dove anche il tempo sembra scorrere con più calma. L’isola è piuttosto grande e ricca di attrattive dal punto di vista naturalistico ma anche culturale. (Articolo da "Non solo turisti").



Ci sono tante belle cose da vedere tra cui le Stubbenkammer, le famose bianche scogliere immortalate da Friedrich. Si trovano nel parco nazionale di Jasmund.

Tra le leggende del posto, ce ne è una che ho ripreso per il romanzo: quella della Sedia del Re, una particolare conformazione delle scogliere di granito.
«Secondo un’antica leggenda, il primo che fosse riuscito a scalare la rupe e a sedere sulla cima sarebbe stato proclamato re. Una prova indiscutibile del suo coraggio, del suo valore e del rispetto delle forze della natura nei suoi confronti. Molti governanti potrebbero imparare dagli antichi riti, non credi?»
Chi non vorrebbe visitare quest'isola bellissima? 

Bene, il viaggio nelle ambientazioni di "Berserkr" si è concluso. Spero di avervi incuriosito! :) Ricordo che il romanzo è disponibile su tutti gli store di libri e ebook (Amazon) e sul sito Dark Zone! Buona lettura!


lunedì 8 gennaio 2018

Dietro le quinte di "Berserkr": leggende germaniche

Dietro le quinte di "Berserkr": leggende germaniche

Nuovo appuntamento con la rubrica che esplora il "dietro le quinte" del mio romanzo Berserkr. Dopo aver parlato di personaggi (qua), ambientazioni (qua) e delle creature fantastiche che occupano i sette settori in cui è divisa la città (qua), oggi parliamo di folklore e leggende germaniche! Il romanzo è ricco di riferimenti, citazioni, descrizioni o accenni alle tradizioni folkloristiche o, più in generale, alla storia tedesca. Ve ne indicherò qualcuna, giusto per stuzzicare la vostra curiosità! ;)



Ovviamente la storia citata è la versione del romanzo "Berserkr".

WALPURGISNACHT: notte di valpurga. Festa di celebrazione della primavera, si svolge la notte tra il 30 aprile e il 1 maggio presso la Grande Quercia (Dicke Marie) nella Foresta di Tegel, quando le streghe si riuniscono per rendere onore alla Madre Terra, la loro Dea.

Le origini della festività sono molto antiche (consiglio questi articoli qua e qua) e risalgono al culto della Grande Dea, ancestrale divinità matriarcale. Streghe e creature fantastiche si riunivano ai piedi di Dicke Marie per ballare, rivolgerle canti propiziatori, unirsi nella fertilità e in riti orgiastici, senza freni, aspettando insieme la gloriosa luce del giorno nuovo, in onore della Signora della Fertilità. 

Parla Heith: "Gli uomini hanno cercato di imbrigliarla, di sottometterla al loro Dio maschio, ma la Dea è creatrice, è colei che ci ha portato tutti in grembo!"


SIEBENSCHLAFER: i sette dormienti. La tradizione reale si rifa ai sette dormienti di Efeso, venerati come santi dalla Chiesa cattolica e da quella Ortodossa. Da qui la creazione del Siebenschlafer Tag, ovvero il giorno dei Sette Saggi, il 27 giugno, 

In "Berserkr" i sette saggi a cui si fa riferimento sono i sette capostipiti delle varie razze sovrannaturali, ovvero Alois, Alfa del Branco della Foresta Verde; Auguste, patriarca dei vampiri; la Belka, la Strega Suprema, e così via. I sette capi delle stirpi che si sono "volontariamente" consegnati alla Divisione, come segno di benevolenza per il mantenimento della pace. La Divisione li tiene nell'Asse, una struttura super protetta nel cuore della Spirale, la sede dell'organizzazione, e le altre stirpi possono fare loro visita solamente il 27 giugno.
«La tua città? Berlino non è tua, non degli esseri umani, non soltanto. È delle streghe, dei lupi, dei silfi, di tutte le potenze che vivevano libere in natura finché non le avete piegate, finché non le avete strappate alle loro esistenze per confinarle in sette prigioni. 
Fieri e soddisfatti, avete tagliato le teste dell’idra, mettendole in bella mostra nella vostra Spirale e permettendo ai loro fedeli, ai loro figli, di far loro visita una sola volta l’anno. Il giorno dei Sette Saggi. Non lo chiamate così il 27 giugno? È ridicolo! Il giorno della vergogna lo definiscono le stirpi oltraggiate.»
WUTENDES HEER (esercito furioso): la caccia selvaggia. Anziché Odino, in "Berserkr" viene indicato Erlkonig come colui che la guida. Una battuta di caccia di creature sovrannaturali, cavalieri che cacciano, cavalli furiosi, segugi che latrano e lampi di luci lontane. Spesso i cavalli e i cavalieri sono feriti e mutilati, l'ombra di se stessi; a qualcuno manca un braccio, ad altri la testa, o vomitano vermi e serpi dai loro corpi.

Sono lo strumento usato da Erlkonig per spargere terrore e dare il via alla Guerra Calda.


HEILIGE LANCE: la lancia sacra. Un'asta lunga dalla punta lanceolata. Secondo la leggenda, fu usata da numerosi potenti individui nel corso della storia. Erlkonig se ne è impossessato e minaccia di usarla contro il Branco della Foresta Verde e contro il Protettore di Berlino.
«Per Odino! Quella lancia!» esclamò Alois. «Ora che la vedo bene… non può essere!» 
«Heilige Lance!» tuonò Erlkönig. 
«La lancia sacra. Ogni volta che è stata usata sciagure indicibili si sono verificate. Dobbiamo togliergliela! Lupi della Foresta Verde, attaccate!» gridò, scattando avanti, presto affiancato da Sergej, Lukas e dal resto del branco. 
Anche Markus si unì all’attacco frontale, ma bastò che Erlkönig roteasse l’arma per spingerli tutti indietro, ricoperti di tagli e ustioni. 

KNECHT RUPRECHT: Ruprecht il servo. Una creatura del folklore germanico. In origine un aiutante di Babbo Natale (San Nicola, nei territori tedeschi), lo seguiva e puniva i bambini cattivi. Poi si è fatto prendere la mano e ha iniziato a punirli in maniera pesante. In "Berserkr" è asservito a Erlkonig, che ne fa il suo galoppino nella caccia all'Orso di Berlino; viene lasciato intendere che abusi dei bambini, prima di ucciderli.


ULFHEDNAR: "casacche di lupo". Sono i leggendari guerrieri lupo, fedelissimi a Odino, in grado di mutare da uomo a lupo e viceversa (senza bisogno della luna piena!). Vivono nella Foresta del Grunewald, amano la birra, la ciccia e correre liberi tra gli alberi.

Piccolo SPOILER su "Berserkr": in realtà, nel romanzo viene spiegato che si tratta di lupi che si sono evoluti e sono diventati uomini. Lo considerano un dono della Madre Terra, motivo che li porta a scontrarsi con i vampiri, in quanto esseri morti.

Una curiosità: Markus, Alois, Sergej sono gli stessi personaggi della mia saga "Ulfhednar War", anche se calati in un contesto diverso! ;)

A presto, con nuovi aggiornamenti! 
Se siete incuriositi da "Berserkr", ricordo che lo trovate su tutti gli store di libri e ebook (Amazon, Ibs, Kobo store). 





lunedì 28 agosto 2017

Dietro le quinte di Ulfhednar War: i personaggi

Dietro le quinte di Ulfhednar War: i personaggi

Prosegue la rubrica "dietro le quinte", per approfondire personaggi, situazioni e oggetti della mia saga urban fantasy "Ulfhednar War". Dopo avervi presentato Ascanio (qua) e Daniel (qua), oggi vi parlo del resto del branco... di amici di Ax, quelli con cui è cresciuto, è andato a scuola ed è cresciuto. Un'amicizia che dura da molto tempo e che rappresenta il punto fermo della vita di Ascanio, quella che un po' banalmente potremmo definire come la normalità, la spiaggia (di Viareggio!) a cui tornare ogni volta in cui la sua nuova, e sovrannaturale, vita lo strappa al presente. Ve li presento uno ad uno, poi mi dite qual è il vostro preferito!


Gianni-pedia: nerd del gruppo. Conosce Ascanio da quando erano ragazzi, hanno frequentato le superiori insieme e gli passava i compiti di matematica e fisica, in cui Gianni era bravissimo. Fisicamente simile a un ragazzo, magro, con i capelli scuri sparati in testa da chili di gel, indossa occhiali da nerd ed è un genietto dell'informatica. Ama il fantasy, i film blockbuster e le serie tv, abbandonandosi spesso a grandi maratone private. Segretamente ha un debole per la Dottoressa, anche se poi tanto segreto non è...
Gianni era una vera fogna quando si trattava di ingurgitare cibo spazzatura, eppure tutti gli amici erano concordi nell’affermare che il suo metabolismo lo convertisse in un’intensa attività neuronale, che lo aveva portato a essere un genio dell’informatica. 
Ascanio non ricordava quanti premi avesse vinto, tanti quanti gli esami universitari da cui era stato cacciato, col risultato che, a trent’anni appena compiuti e con un Q.I. doppio rispetto alla media di un qualunque laureato, Gianni era ancora senza un titolo di studio e un lavoro. 
Del resto, era difficile strappare un voto positivo a un professore quando per tutta la durata dell’esame il ragazzo non faceva che confutarne le tesi, con una chiarezza espositiva che faceva infuriare gli ottusi accademici italiani.

La Dottoressa: amica storica di Ascanio, la Dottoressa (il cui nome non viene mai rivelato in "La guerra dei lupi") ha avuto una cotta per Ax quand'erano ragazzi e forse ce l'ha ancora, legata a lui da una profonda connessione. Studiosa e responsabile, nel suo campo è un piccolo genio. Ha una laurea in Biologia e una in Botanica e ha appena conseguito un Master di Ricerca in Bioscienze all'Università di Cardiff, dove inizierà a breve a lavorare come ricercatrice. Adora la natura ed è una grande conoscitrice di piante e erbe, e dei suoi segreti più misteriosi... Il colore dei suoi capelli è molto variabile, ha avuto un periodo rosa, uno viola (per festeggiare il ritorno della Fiorentina in serie A), ora è nel periodo azzurro, fresco come l'estate.
Se Gianni-pedia era l’Einstein dell’informatica, la Dottoressa lo era per la scienza. A neppure trent’anni aveva già conquistato due lauree, un Master e pubblicato apprezzati articoli sull’efficacia medica di erbe e rimedi omeopatici. 
A differenza dell’amico, però, aveva ricevuto numerose offerte di lavoro tra cui la più allettante, e che aveva appena accettato, da un laboratorio di ricerca in Galles. Per cui quelli sarebbero stati i suoi ultimi mesi in Toscana.
Bianca e Gigi: coppia di amici di Ascanio, fidanzati da dieci anni ormai. Luigi è un amico di infanzia di Ax; sua madre ha un chiosco di fuori fuori dal cimitero di Viareggio ed è una grande amica di nonna Alma. Gigi e Ax hanno fatto tutte le scuole assieme, anche se Gigi tirava più che altro a campare, divertendosi con le ragazze e le partite di calcio. Ha messo la testa a posto quando ha conosciuto Bianca, in vacanza a Ibiza dopo la fine delle superiori; nonostante abitino vicini, per ironia del destino si sono incontrati soltanto là.



Bianca è una sognatrice. Fa la commessa, vive una vita semplice e ordinata, dove tutto deve avere il senso, come il trucco sempre perfetto che le adorna il viso. Aspetta che Gigi le chieda di sposarlo e vivere insieme felici e contenti. Forse è l'ultima sognatrice romantica del ventunesimo secolo.
Un colpo di clacson indirizzò l’attenzione di Ascanio sul vialetto di casa, dove due macchine erano apparse. Nella prima c’erano Bianca e Gigi, l’eterna coppia che tutti credevano si sarebbe sposata l’indomani, una credenza che perdurava da così tanto tempo da essere divenuta leggenda, come le storie che il ragazzo di Camaiore spesso raccontava. 
A sentir lui, stavano semplicemente aspettando il momento giusto, mentre lei, ingenua e sognatrice, usciva ogni giorno di casa convinta di ricevere l’anello di fidanzamento, rientrandone regolarmente dispiaciuta. Eppure continuava a sperarci. 
A quel pensiero Ascanio sorrise, chiedendosi quanti uomini potessero vantare una devozione così intensa, una fedeltà a un ideale in grado di dissipare qualunque nuvola avesse oscurato la propria vita. 
Aurora: ex ragazza di Ascanio, conosciuta il primo giorno di università, alla lezione di Antropologia Culturale. Non molto alta, quella che definiremmo una ragazza "acqua e sapone", Aurora è molto attraente, con le curve al punto giusto, ma non è appariscente, né una ragazza che sfrutta la sua femminilità o la ostenta. Lei e Ascanio si sono frequentate per un po', ma lui era troppo preso dalla scoperta dei grimori di Aristide, dai suoi esperimenti, dai suoi studi, per poterle garantire la stabilità, e la felicità, che meritava. Sono rimasti però grandi amici e Aurora continuamente lo rammenta.
Prima ancora di vederne il viso, nascosto dietro lo sportello della Golf, Ascanio ne riconobbe il tono e la solarità. Aurora entrò nel suo campo visivo in quel momento, assieme al bambino dai capelli biondi che teneva per mano. Gonna di jeans, maglietta e scarpe da tennis, sembrava la stessa ragazza conosciuta dieci anni prima all’Università di Pisa, come se né il tempo né la gravidanza l’avessero toccata. Salutò Daniel e Marina, poi si avvicinò ad Ascanio e lo abbracciò.

Dominic: non è propriamente un amico di Ascanio, per questo lo inserisco nel finale, a chiudere la carrellata di membri del gruppo storico di Viareggio, a cui lui si è aggiunto quando ha iniziato a frequentare Aurora.
Un’acuta voce maschile rubò Ascanio ai suoi pensieri, portandolo a sollevare lo sguardo verso il ragazzo smilzo che si stava avvicinando, brontolando come suo solito per qualche catastrofe in corso. I suoi capelli erano troppo biondi, al punto che quasi apparivano bianchi, i suoi occhi troppo tondi e quell’accento francese gli ricordava quella stronza prof del liceo che non aveva mai apprezzato che ad Ascanio interessassero solo le lingue germaniche. La verità era un’altra, anche se ammetterla gli costava fatica.
“Dominic Girard. Professione avvocato e padre di Fabio.”
Quale delle due definizioni gli desse più fastidio, Ascanio non l’aveva ancora capito. “Ma se piace ad Aurora, non deve essere poi così male, no?” Se lo ripeteva da sette anni, ma ancora non era riuscito a trovare prove a sostegno di tale affermazione.
 
Allora, cosa ne pensate? Quali sono i vostri personaggi preferiti?
Spero di avervi incuriosito con questo articolo. Se volete leggere "La guerra dei lupi", lo trovate su tutti gli store di libri.
Presto conosceremo anche gli altri, quelli appartenenti al mondo "sovrannaturale", come Markus e Johanna! A presto! :) 

lunedì 31 luglio 2017

Dietro le quinte di Ulfhednar War: le ambientazioni.

Dietro le quinte di Ulfhednar War: le ambientazioni

Nuovo articolo che approfondisce tematiche del mio romanzo "Ulfhednar War - La guerra dei lupi". Dopo aver conosciuto Ascanio (articolo qua) e Daniel (articolo qua), oggi parliamo delle ambientazioni del romanzo, i luoghi in cui si muovono i personaggi e dove accadono molte cose. Essendo un urban fantasy contemporaneo, molti luoghi sono reali, quasi tutti direi, ma alcuni sono rivisti in chiave fantastica. Andiamo a scoprirli!

Viareggio: città costiera della Toscana, dove vivono Ascanio, Gianni, Aurora e i loro amici. In questo primo libro la intravediamo e basta, dato che i ragazzi si ritrovano a casa di Ax per poi partire per la Garfagnana, e anche nei capitoli successivi le scene si svolgono essenzialmente in casa. La vedremo meglio nel secondo libro della trilogia "Ulfhednar War". Rappresenta comunque il luogo di partenza, il mondo ordinario nel quale Ax e i suoi amici sono cresciuti per anni, insieme e al tempo stesso da soli, dato che molti hanno conservato i loro segreti. Fino ad oggi.


Garfagnana: regione montuosa nel nord della Toscana, attraversata dal fiume Serchio (noto, nel folklore locale, come "il fiume delle fate", dato che è ricco di luoghi in cui le fate si radunano e dove accadono fatti... strani!). Ascanio e i suoi amici vi si recano spesso, soprattutto il primo dato che sua nonna vi possiede una casa vicino al Parco Naturale dell'Orecchiella. La casa, costruita sui resti dell'antica baita (una capanna, in verità!) di suo padre, Aristide, è stata restaurata agli inizi del ventunesimo secolo, occasione in cui è tornato alla luce l'antico studiolo di Aristide... con tutti i suoi segreti.

Pania di Corfino: massiccio scistoso situato nella Garfagnana nord-orientale, domina Castelnuovo Garfagnana e tutti i paesi vicini. E' una montagna facile da percorrere, per chi ama passeggiare nei boschi, la salita non è ripida, ad eccezione del pendio finale, quello che porta alla croce in cima, che è più impegnativo, ma comunque è fattibile. In cima al monte vi è una croce con un basamento di pietra, sotto al quale si cela una cripta nella quale Aristide, Dante e Oreste rinchiusero Faust, al termine di un sanguinoso conflitto, che costò la vita a molti loro amici. La cripta doveva rimanere sigillata per mooolto tempo, eppure un accadimento provvidenziale ha spezzato l'allineamento delle pietre che la circondavano e Faust si è liberato. Di nuovo.


Grande Quercia: nota anche come Quercia delle Streghe, è un albero monumentale che si trova nel comune di Capannori, fuori Lucca, in località Gragnano. E' davvero enorme e i suoi rami si estendono in orizzontale, fatto che ha dato origine a una leggenda: pare infatti che qua si ritrovassero gli streghi e le streghe della Lucchesia, per compiere i loro riti, e che a forza di camminare sopra i suoi rami hanno dato loro questa forma particolare. Qua un articolo.

In "Ulfhednar War" riprendo questa leggenda affascinante della Quercia delle Streghe, che diventa un punto importante della storia, un luogo ricco di energia mistica, dove officianti e creature fantastiche si sono radunati per secoli e dove poi i Figli di Cardea li hanno uccisi, appendendoli ai rami della quercia. Un albero che è più di un albero, è un piccolo Yggdrasill della Lucchesia e continuerà ad avere la sua importanza anche nei libri successivi. Vi invito a visitarla, se vi capiterà di passare da Lucca!




Monte Lama: la città degli stregoni. Nota nel folklore della Lunigiana, per essere il luogo dove si radunano gli stregoni, individui dotati di poteri particolari, come far volare le persone. Si trova fuori da Pontremoli, vicino a Zeri. In "Ulfhednar War" questa località esiste, sebbene la sua esistenza sia nota a pochi e pochissimi sono addirittura quelli che sono riusciti a trovarla, gli altri si sono smarriti nelle nebbie che la circondano. Qua un articolo.

Bene, per oggi è tutto, spero di avervi incuriositi con questi luoghi citati nel romanzo! A presto con altri approfondimenti sulla saga "Ulfhednar War".