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lunedì 17 agosto 2020

Presentazione "La guerra dei lupi" a Massa (19 agosto)


NUOVA SERATA “BIBLIOTECA IN PIAZZA” A MASSA
LUPI E STREGONI NEL ROMANZO DI ALESSIO DEL DEBBIO
Presentazione del libro
“La guerra dei lupi” di Alessio Del Debbio
Mercoledì 19 agosto, ore 21.00
in Piazza Mercurio, Massa.


Sarà una serata all’insegna del fantastico e delle creature che popolano le Alpi Apuane e la Toscana, quella che si terrà in Piazza Mercurio a Massa mercoledì 19 agosto. Durante l’incontro della rassegna “Biblioteca in Piazza”, promossa dalla Biblioteca civica S. Giampaoli, dal comune di Massa e dal Touring Club Italia, lo scrittore viareggino Alessio Del Debbio presenterà il suo romanzo “La guerra dei lupi”, primo capitolo della trilogia fantastica “Ulfhednar War” (Edizioni Il Ciliegio).

Il libro, ambientato in Toscana, segue le avventure di un giovane officiante della Madre Terra e del suo compagno lupo, impegnati a fronteggiare il branco del Vello d’Argento e un antico negromante, sullo sfondo di paesaggi vicini, quali la Garfagnana, la Versilia e le Alpi Apuane. Una storia di amicizia, amore e libertà, per giovani lettori e adulti.

Originario di Viareggio, Alessio Del Debbio ama ambientare i suoi romanzi nelle zone che conosce e che ama, ripresentandole in forma fantastica e misteriosa, per scoprire la magia nascosta dietro il quotidiano. Presidente dell’associazione culturale “Nati per scrivere”, da anni impegnata nel promuovere la cultura del libro in Toscana, è anche direttore editoriale di NPS Edizioni.

La presentazione si svolgerà mercoledì 19 agosto, alle 21.00, in Piazza Mercurio a Massa, e sarà condotta da Walter Sandri, console del Touring Club Italia per la provincia di Massa e Carrara. È obbligatoria la prenotazione del posto alla mail biblioteca.civica@comune.massa.ms.it

Biografia dell’autore:
Alessio Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste (come Con.tempo e StreetBook Magazine) e in antologie, cartacee e digitali (come I mondi del fantasy, di Limana Umanìta Edizioni, Racconti Toscani, di Historica Edizioni, Sognando, di Panesi Edizioni). I suoi ultimi libri sono Favola di una falena (Panesi Edizioni, 2016) e i fantasy Ulfhednar War – La guerra dei lupi (Edizioni Il Ciliegio, 2017) e Berserkr (Dark Zone Edizioni, 2017).
Cura il blog “i mondi fantastici”, che promuove e sostiene la letteratura fantastica italiana. Presiede l’associazione culturale “Nati per scrivere”, intenta a promuovere e sostenere la cultura del libro.


sabato 20 luglio 2019

Evento "Liguria e Toscana tra leggende e misteri" - Montemarcello (SP)

LIGURIA E TOSCANA TRA LEGGENDE E MISTERI

GLI SCRITTORI TRESCONI E DEL DEBBIO INCONTRANO I LETTORI A MONTEMARCELLO

Sarà una serata dedicata alle leggende e ai misteri della Liguria e della Toscana quella di venerdì 26 luglio a Montemarcello (SP). L’evento, inserito nella rassegna “Montemarcello d’autore”, promossa dalla Proloco e dalla libreria Piccadilly di Ameglia (SP), vedrà la partecipazione dell’associazione culturale “Nati per scrivere” e dei suoi scrittori: Daniela Tresconi e Alessio Del Debbio, che allieteranno il pubblico presentando i loro libri.

Originaria di Arcola, Daniela Tresconi ama ambientare storie nel territorio a lei caro. Per il suo nuovo thriller storico, “Il sigillo delle cento chiavi” (Panesi Edizioni, 2019), ha scelto Pitelli, esplorando i segreti di un piccolo borgo, all’apparenza anonimo, custode di un antico segreto difeso da un ordine millenario. Misteri, storia locale e forti figure femminili, gli ingredienti che non mancano mai nei suoi romanzi.

Alessio Del Debbio, con il suo libro “La guerra dei lupi” (Edizioni Il Ciliegio, 2017), ci porterà in Lucchesia, tra la valle del Serchio e la Garfagnana, in compagnia di guerrieri lupo, stregoni e di tutte le tradizioni popolari di cui è ricca questa terra. Una grande storia di amicizia, lotta per la libertà e rispetto del “diverso”.

Appuntamento per venerdì 26 luglio, alle ore 21.00, nella splendida cornice di Piazza XIII Dicembre a Montemarcello (SP), con la serata “Liguria e Toscana tra leggende e misteri”. Ingresso libero e gratuito.

Per rimanere aggiornati, è in rete anche l’evento su Facebook.

Per informazioni, contattare la libreria Piccadilly (Alessia: 339/7508697) o l’associazione Nati per scrivere.

Contatti:
L’associazione culturale Nati per scrivere nasce nel 2016 a Viareggio, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura. Nel 2018 ha lanciato il marchio editoriale NPS Edizioni, specializzato in storie fantasy, horror e mistery per tutte le età.

Associazione culturale Nati per scrivere:
Piazza Diaz 10
55041, Camaiore (LU)
Sito Nati per scrivere.
Pagina Facebook Nati per scrivere.


lunedì 11 febbraio 2019

Incontro "Lunigiana e Garfagnana tra leggende e misteri"

Incontro "Lunigiana e Garfagnana tra leggende e misteri"

Bentrovati, viaggiatori. Oggi vi invito alla prossima presentazione del mio libro "La guerra dei lupi", che non sarà una presentazione tradizionale, bensì un bell'incontro per parlare di storia, leggende e folclore locale, in compagnia dell'istrionica Daniela Tresconi, e del suo romanzo "La linea del destino". Ecco tutte le info per il prossimo evento!


LUNIGIANA E GARFAGNANA TRA LEGGENDE E MISTERI
Presentazione dei libri
La linea del destino”, di Daniela Tresconi
La guerra dei lupi”, di Alessio Del Debbio
Venerdì 15 febbraio 2018, ore 18.00
c/o Coopoesia – Associazione culturale L.A.P.I.S.
Centro dei Borghi, Via del Fosso vecchio 459
Cascina – Località Navacchio (PI)

Sarà un incontro sul folclore e sulle leggende del territorio quello che vedrà protagonisti gli scrittori Alessio Del Debbio e Daniela Tresconi, ospiti di Coopoesia e dell’Associazione L.A.P.I.S., presso la sala Bibliocoop dentro il Centro commerciale dei Borghi, a Navacchio, il prossimo 15 febbraio. Lunigiana e Garfagnana, terre ricche di storia, tradizioni popolari e leggende, sono infatti le grandi protagoniste dei libri dei due autori.

Alessio Del Debbio presenterà il romanzo "La guerra dei lupi" (Edizioni Il Ciliegio), un fantasy contemporaneo ambientato tra la Lucchesia e la Garfagnana, dove si è insediato il Branco del Vello d’Argento. I due protagonisti, un giovane officiante della Madre Terra e un guerriero lupo fuggiasco, vivranno una serie di avventure, sullo sfondo del territorio toscano, in un romanzo che gioca con storia e mitologia e invita a rispettare le diversità e a combattere per la libertà.

Daniela Tresconi parlerà del suo mistery storico "La linea del destino" (Panesi Edizioni), ambientato ad Arcola, borgo medievale arroccato che domina la valle del Magra. Nel suo castello e nella sua torre, la Storia si è dipanata, ma anche la storia delle persone che nel borgo hanno vissuto: Amelia, Vanda e Valentina, tre donne vissute in epoche diverse, tre donne diverse ma unite da un filo sottile, un segreto legato al castello. 

Due romanzi di mistero e magia, che affondano nel territorio di cui gli scrittori sono originari, per valorizzarlo al meglio, sotto una luce diversa.

L’incontro “Lunigiana e Garfagnana tra leggende e misteri”, a ingresso libero, si terrà presso il Centro dei Borghi a Navacchio (PI), nella sala riservata a Coopoesia, venerdì 15 febbraio, alle ore 18.00.

Per rimanere aggiornati sull’evento, è in rete la pagina Facebook.

Contatti:
L’associazione culturale “Nati per scrivere” nasce nel 2016, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura creativa.

Associazione culturale “Nati per scrivere”
Piazza Diaz 10, 55041 Camaiore (LU)
Riceviamo solo su appuntamento.
Pagina “Nati per scrivere”.
Sito “Nati per scrivere".

mercoledì 1 agosto 2018

Dietro le quinte di "Ulfhednar War": i luoghi di "I Figli di Cardea"

Dietro le quinte di "Ulfhednar War": i luoghi di "I Figli di Cardea"

Bentrovati, viaggiatori di mondi fantastici! Oggi vi porto a spasso per la Toscana, dove è ambientata la mia saga Ulfhednar War. Già con l'uscita di "La guerra dei lupi" avevamo visitato alcuni luoghi (articolo qua), oggi ne aggiungiamo di nuovi, con l'uscita del secondo volume.

LUCCHIO

Lucchio è un paesino, situato nella Provincia di Lucca, nascosto e non facile da raggiungere, tanto che si è preso la nomea di “paese più arroccato” della Toscana. Anche dalla strada sottostante è difficile da individuare, soprattutto in primavera ed estate, quando le folte chiome degli alberi che ricoprono la collina impediscono la visuale. Motivo per cui è stato imprendibile dagli eserciti per secoli.

Il paese sorge a 650 metri circa d’altezza, sulle pendici della Penna di Lucchio, la cui pendenza è tale che, si racconta, le donne mettevano un paniere di vimini al culo delle galline, affinché le loro uova non rotolassero giù e precipitassero nella gola scavata dal torrente Lima. Oggigiorno è possibile raggiungere il paese percorrendo la strada statale 12 dell’Abetone e del Brennero, che attraversa l’Appennino collegando Lucca a Modena. Proprio per la sua posizione strategica, di confine, è stato a lungo conteso tra la Repubblica di Lucca e gli agguerriti vicini. 

Tra le tante storie, si ricorda quella di Anastasia e Lucia, di Vico Pacellorum (paese vicinissimo a Lucchio), che sventarono una congiura ordita dal castellano Gasparo di Slazzema, che stava per aprire le porte del paese ai fiorentini. La vicenda viene ricordata tutt’oggi, tanto che Sidonia ne parla con Daniel durante il loro incontro/scontro a Lucchio, in “I Figli di Cardea”.

Voci suggeriscono infatti che quella di Lucchio fosse un’antica comunità di ulfhednar.

LUCCA

Città d’arte toscana, nota come Luca dai romani, di una bellezza unica. Preserva ancora le mura perimetrali cinquecentesche, che creano un guscio protettivo in cui sono racchiuse chiese e cattedrali, palazzi d’epoca, torri antiche, musei e tanti segreti. È una città permeata dal magico e dal misterioso, ricca di luoghi che nascondono storie, che trasudano misteri da svelare.

Passeggiando lungo le mura, Daniel, in “I Figli di Cardea”, informa Gigi e Bianca che gli antichi officianti aiutarono la Repubblica Lucense a costruire le mura, riempiendole di galdrar (i canti magici) protettivi, in modo da tenere il diavolo e le potenze oscure al di fuori dalla città. In effetti, la politica della Repubblica (che è sopravvissuta dal XII secolo fino alla discesa napoleonica) è sempre stata liberale, aperta e tollerante, sforzandosi di tenere l’Inquisizione a distanza, di non accettare interferenze nei propri affari. Così, molti officianti e molte creature fantastiche (come buffardelli, folletti dei boschi e fate) hanno trovato rifugio all’interno dei suoi confini.

Da visitare, la Torre delle Ore (legata alla leggenda di Lucida Mansi), la Torre Guinigi (con il giardino ad alta quota), la cattedrale di San Martino, con i suoi segreti incisi sulle mura, la bellissima Piazza dell’Anfiteatro, Villa Bottini e molte altre ville fuori e dentro le mura. 

PONTE DEL DIAVOLO

Il Ponte del diavolo, in realtà, si chiama Ponte della Maddalena e la sua costruzione risale all’XI secolo. Sono mille anni, quindi, che quell’ardita costruzione ancora si erge sopra il fiume Serchio, sfidando le intemperie, i cataclismi, le guerre e l’incuria dell’uomo. La sua forma è perfettamente riconoscibile, a schiena d’asino, con le arcate asimmetriche e quella principale che supera i 18 metri d’altezza.

Tanta meravigliosa stravaganza non poteva non suscitare qualche rumore, e infatti fin da subito nacquero leggende sulla sua origine. Si narra che il capomastro, avendo ricevuto ordini piuttosto rigidi di consegna e dovendo presentare il ponte fatto e finito a Matilde di Canossa, non sapeva come fare per costruirlo. Fu allora che gli apparve il diavolo, presentandogli la sua offerta: se ne sarebbe occupato lui, l’avrebbe costruito in una sola notte, a patto che gli venisse consegnata l’anima della prima persona che avesse attraversato il ponte. Il capomastro, messo alle strette, accettò, così il diavolo schioccò le dita ed edificò il ponte. Per cercare una soluzione, il capomastro si consultò con il prete e decisero di far attraversare il ponte a un maiale (secondo alcuni, un cane) per primo. Il diavolo, infuriato per l’inganno subito, si gettò dal ponte, facendo ribollire le acque del fiume.

In “I Figli di Cardea”, il Ponte del diavolo è location di un combattimento notturno.

QUERCIA DELLE STREGHE

La bellissima Quercia delle Streghe è un albero secolare che si trova nella piana di Lucca, nel comune di Capannori, in località Gragnano. Appare maestosa a chi cammina tranquillo lungo il sentiero serrato di Villa Carrara, estende i suoi lunghi rami nodosi tutt’attorno, quasi a voler raggiungere gli alberi suoi fratelli, a volerli proteggere, a cercare di comunicare con loro.

La particolarità dei suoi rami, estesi in orizzontale, ha dato adito a storie, che la vedevano un luogo di ritrovo per streghi, streghe e potenze del bosco. In occasione dei sabba e dei loro riti, questi soggetti magici camminavano sui rami, inclinandoli e facendo sì che assumessero la forma attuale. Anche Carlo Collodi, scrittore toscano, ne fu attratto, facendone la famosa quercia ai piedi della quale Pinocchio nascose le monete d’oro.

Nella saga “Ulfhednar War”, la Grande Quercia recupera il ruolo leggendario, diventando luogo di ritrovo per officianti e tutte le creature fantastiche che popolano la Lucchesia. Al suo cospetto tutti trovano pace, tutti si sentono protetti. Lei custodisce la sapienza del mondo, la sua storia, nel bene e nel male, ergendosi impavida, come l’Axis Mundi di questa terra, il perno attorno al quale è stato costruito l’equilibrio, un varco verso altri mondi. Faust la definisce “l’Yggdrasil della Lucchesia”.

Spero di avervi incuriosito con questi luoghi magici della Lucchesia. Se volete approfondire, ecco l'articolo che presenta "I Figli di Cardea" sul blog. Buona lettura! :)


lunedì 11 settembre 2017

Dietro le quinte di Ulfhednar War: i personaggi (2)

Dietro le quinte di Ulfhednar War: i personaggi (2)

Nuovo appuntamento con la rubrica "Dietro le quinte", che analizza personaggi, ambientazioni e oggetti della mia saga "Ulfhednar War". Negli ultimi appuntamenti abbiamo parlato di Ascanio (qua), Daniel (qua), gli ulfhednar nella mitologia nordica (qua) e poi gli amici di Ascanio (qua). Anche oggi parliamo di personaggi, ma cambiamo fronte, presentando i personaggi sovrannaturali, non necessariamente nemici di Ax e Daniel.


RAUL: il suo vero nome è Radulf, di origini tedesche (prussiane, per l'esattezza!), è un guerriero alto più di due metri, con lunghi capelli scuri. Agli inizi del Settecento, ha prestato servizio nei Langen Kerls, un reggimento particolare, voluto da Federico Guglielmo I, il monarca prussiano che ha dato una svolta militarista al suo regno: tutti i componenti del reggimento erano infatti giovani e atletici, tutti di altezza superiore alla media, adatti a maneggiare lunghi fucili d'avanguardia.

Radulf si era divertito parecchio, amando il brivido della lotta armata e l'odore del sangue, per cui Renart non aveva dovuto pregarlo parecchio quando gli aveva proposto di unirsi a lui, mutandolo in ulfhednar. Chi è Renart? Beh, diciamo che era il nome che utilizzava in quel periodo il nostro negromante preferito! :)

Per anni è stato uno dei Beta del Vello d'Argento, chiaramente intenzionato a prendere il posto di Alois dopo la sua morte, ma ostacolato dagli altri Beta e persino da Daniel. Adesso con l'aiuto dell'ombra è riuscito a riunire il branco e a farsi acclamare come Alfa. Quanto dureranno i suoi sogni di dominio?
Raul si gloriava spesso di tali imprese, raccontando come, durante le campagne militari prussiane al seguito del Re Sergente, avesse sbranato legioni di nemici, piombando tra loro e azzannandone a decine, prima che riuscissero a individuarlo. 
Il lupo delle Norne lo chiamavano i suoi compagni dei Langen Kerls, il lupo che portava ai malcapitati la profezia di coloro che tessevano il fato.

MARKUS: ulfhedinn di Odino, anche lui membro del Vello d'Argento. Amico di Daniel (qualcuno dice che erano persino amanti!), era uno dei pochi a non scaricare le sue frustrazioni sull'Omega, nei vent'anni che Daniel ha trascorso assieme al branco in Garfagnana. Durante un'escursione a Fabbriche di Careggine, Markus è stato salvato dai cacciatori proprio dall'intervento rapido di Daniel, legandosi al ragazzo con un debito di riconoscenza.


Attualmente, dopo aver girato per l'Europa per cinquant'anni, si è riunito al Vello d'Argento, trovando in Raul l'Alfa di cui il branco aveva bisogno. Atletico e piacente, Markus nasconde un cuore sofferente, impaurito dalla solitudine, che lo ha spinto ad accettare un Alfa immeritevole, pur di proteggere se stesso e il branco. Di questo, Daniel è consapevole e vi fa leva per risvegliare il vecchio amico e riportarlo a sé.
Erano ormai alla fine del sentiero, ai margini dello spiazzo sterrato dove avevano parcheggiato le auto, e proprio là, appoggiato al cofano della Kuga, un uomo li aspettava, con le braccia conserte e gli occhi coperti da un paio di Oakley. Indossava una canotta bianca, che metteva in risalto il fisico muscoloso e le braccia tatuate, sopra un paio di jeans sdruciti. 
Avvicinandosi, Ascanio notò che quelli che aveva scambiato per tatuaggi erano in realtà ustioni. Cicatrici di scontri combattuti in passato. 
Il ringhio sommesso di Daniel, che avanzò a passo deciso verso di lui, non faceva presagire niente di buono. Così si fermò, invitando gli amici a fare altrettanto, prima di affiancare Daniel che intanto aveva raggiunto l’uomo. 
«Potrei dirti ne è passato di tempo, ma sappiamo entrambi che non è così. Non per noi, almeno» disse quest’ultimo, staccandosi dalla Ford e posizionandosi di fronte a Daniel, a gambe divaricate, in una posa che, ad Ascanio, sembrò quella di un lupo pronto a balzare. 
«Markus…» mormorò Daniel, con una nota di sorpresa nella voce. E di qualcos’altro.

SERGIO, LUCA, MARTIN: altri componenti del Vello d'Argento. Ulfhedinn di Odino, che già facevano parte del branco di Alois. Sergio è un rozzo contadinotto, che grugnisce anziché esprimersi, ama la violenza e combattere, ma in fondo riesce a distinguere tra Bene e Male. Martin è stato per anni l'Omega, prima dell'arrivo di Daniel, e a volte si dimentica di non esserlo più.


ALOIS e LUISA: Alois è stato, per secoli, l'Alfa del Vello d'Argento. Per molti lupi, in realtà, era più di un capo, era un padre, una figura di riferimento, simbolo di accoglienza e sicurezza. Assieme a Luisa, la sua femmina Alfa, ha creato Gridastadr, una baita sulle montagne dell'Appennino Toscano, protetta dagli sguardi del mondo da alcuni galdrar difensivi: ma definirla una baita è riduttivo, era una casa, un posto sacro dove ogni lupo sarebbe potuto tornare in qualsiasi momento, anche se ferito o allo sbando. Con la sua morte, molti valori familiari, che tenevano unito il branco, sono scomparsi.

JOHANNA: officiante della Madre Terra, amica di Aristide e membro della congrega di cui faceva parte anche Faust agli inizi del Novecento. Oggi vive nel suo angolo di paradiso, all'ombra di frassini secolari che la nascondono agli occhi dei Figli di Cardea, protetta da recinzioni di aconito e biancospino. Vecchia, pluricentenaria, odia gli ulfhednar, considerandoli aberrazioni della natura, e non esita a bacchettare Ascanio per essersi unito a uno di loro.
Li detesti proprio gli ulfhednar? Si può sapere che ti hanno fatto?» sbottò Ascanio. 
«Esistono. E non dovrebbero. A nessun uomo dovrebbe essere concesso di vivere così a lungo, di non provare la malattia né la vecchiaia, di pretendere di essere un Dio. È la brevità, assieme all’impossibilità di averne una seconda, ciò che rende la vita un bene prezioso, degna di essere vissuta in ogni attimo. Se invece la morte diventa uno spauracchio per bambini e l’esistenza infinita, allora non è più vita. È banalità. È immeritata sopravvivenza. È trascinarsi di giorno in giorno senza sapere perché» spiegò, abbandonandosi a un sospiro. 
Per un attimo, ad Ascanio sembrò di notare una lacrima bagnare le sue palpebre raggrinzite, prima che la donna si rivolgesse a Daniel. «Non sono poi così diversi, gli ulfhednar e gli officianti che ingannano la morte, no?»
ARISTIDE: padre della nonna di Ascanio, era un officiante vissuto all'inizio del Novecento. Magro e lungo, con il naso aquilino e piccoli occhi indagatori, credeva che i poteri degli officianti dovessero essere al servizio dell'umanità, non che dovessero nascondersi. Purtroppo viveva in un'epoca oscura, di maldicenze e scarsa fiducia, e presto si è ritrovato coinvolto in un conflitto non solo con i lupi ma anche all'interno della sua stessa congrega. La sua morte ha permesso di imprigionare Faust nella cripta sotto la croce della Pania di Corfino, in attesa di tempi migliori, quando magari un giovane officiante, suo discendente, avrebbe potuto sconfiggerlo definitivamente.

ORESTE e DANTE: officianti, compagni di Aristide nella sua lotta contro Faust.

Bene, direi che con questa scheda terminiamo i personaggi di "La guerra dei lupi". Se avete altre curiosità, potete scrivermi! Ci saranno presto altri articoli sui simboli, gli oggetti e i luoghi della saga. Buona lettura!




lunedì 28 agosto 2017

Dietro le quinte di Ulfhednar War: i personaggi

Dietro le quinte di Ulfhednar War: i personaggi

Prosegue la rubrica "dietro le quinte", per approfondire personaggi, situazioni e oggetti della mia saga urban fantasy "Ulfhednar War". Dopo avervi presentato Ascanio (qua) e Daniel (qua), oggi vi parlo del resto del branco... di amici di Ax, quelli con cui è cresciuto, è andato a scuola ed è cresciuto. Un'amicizia che dura da molto tempo e che rappresenta il punto fermo della vita di Ascanio, quella che un po' banalmente potremmo definire come la normalità, la spiaggia (di Viareggio!) a cui tornare ogni volta in cui la sua nuova, e sovrannaturale, vita lo strappa al presente. Ve li presento uno ad uno, poi mi dite qual è il vostro preferito!


Gianni-pedia: nerd del gruppo. Conosce Ascanio da quando erano ragazzi, hanno frequentato le superiori insieme e gli passava i compiti di matematica e fisica, in cui Gianni era bravissimo. Fisicamente simile a un ragazzo, magro, con i capelli scuri sparati in testa da chili di gel, indossa occhiali da nerd ed è un genietto dell'informatica. Ama il fantasy, i film blockbuster e le serie tv, abbandonandosi spesso a grandi maratone private. Segretamente ha un debole per la Dottoressa, anche se poi tanto segreto non è...
Gianni era una vera fogna quando si trattava di ingurgitare cibo spazzatura, eppure tutti gli amici erano concordi nell’affermare che il suo metabolismo lo convertisse in un’intensa attività neuronale, che lo aveva portato a essere un genio dell’informatica. 
Ascanio non ricordava quanti premi avesse vinto, tanti quanti gli esami universitari da cui era stato cacciato, col risultato che, a trent’anni appena compiuti e con un Q.I. doppio rispetto alla media di un qualunque laureato, Gianni era ancora senza un titolo di studio e un lavoro. 
Del resto, era difficile strappare un voto positivo a un professore quando per tutta la durata dell’esame il ragazzo non faceva che confutarne le tesi, con una chiarezza espositiva che faceva infuriare gli ottusi accademici italiani.

La Dottoressa: amica storica di Ascanio, la Dottoressa (il cui nome non viene mai rivelato in "La guerra dei lupi") ha avuto una cotta per Ax quand'erano ragazzi e forse ce l'ha ancora, legata a lui da una profonda connessione. Studiosa e responsabile, nel suo campo è un piccolo genio. Ha una laurea in Biologia e una in Botanica e ha appena conseguito un Master di Ricerca in Bioscienze all'Università di Cardiff, dove inizierà a breve a lavorare come ricercatrice. Adora la natura ed è una grande conoscitrice di piante e erbe, e dei suoi segreti più misteriosi... Il colore dei suoi capelli è molto variabile, ha avuto un periodo rosa, uno viola (per festeggiare il ritorno della Fiorentina in serie A), ora è nel periodo azzurro, fresco come l'estate.
Se Gianni-pedia era l’Einstein dell’informatica, la Dottoressa lo era per la scienza. A neppure trent’anni aveva già conquistato due lauree, un Master e pubblicato apprezzati articoli sull’efficacia medica di erbe e rimedi omeopatici. 
A differenza dell’amico, però, aveva ricevuto numerose offerte di lavoro tra cui la più allettante, e che aveva appena accettato, da un laboratorio di ricerca in Galles. Per cui quelli sarebbero stati i suoi ultimi mesi in Toscana.
Bianca e Gigi: coppia di amici di Ascanio, fidanzati da dieci anni ormai. Luigi è un amico di infanzia di Ax; sua madre ha un chiosco di fuori fuori dal cimitero di Viareggio ed è una grande amica di nonna Alma. Gigi e Ax hanno fatto tutte le scuole assieme, anche se Gigi tirava più che altro a campare, divertendosi con le ragazze e le partite di calcio. Ha messo la testa a posto quando ha conosciuto Bianca, in vacanza a Ibiza dopo la fine delle superiori; nonostante abitino vicini, per ironia del destino si sono incontrati soltanto là.



Bianca è una sognatrice. Fa la commessa, vive una vita semplice e ordinata, dove tutto deve avere il senso, come il trucco sempre perfetto che le adorna il viso. Aspetta che Gigi le chieda di sposarlo e vivere insieme felici e contenti. Forse è l'ultima sognatrice romantica del ventunesimo secolo.
Un colpo di clacson indirizzò l’attenzione di Ascanio sul vialetto di casa, dove due macchine erano apparse. Nella prima c’erano Bianca e Gigi, l’eterna coppia che tutti credevano si sarebbe sposata l’indomani, una credenza che perdurava da così tanto tempo da essere divenuta leggenda, come le storie che il ragazzo di Camaiore spesso raccontava. 
A sentir lui, stavano semplicemente aspettando il momento giusto, mentre lei, ingenua e sognatrice, usciva ogni giorno di casa convinta di ricevere l’anello di fidanzamento, rientrandone regolarmente dispiaciuta. Eppure continuava a sperarci. 
A quel pensiero Ascanio sorrise, chiedendosi quanti uomini potessero vantare una devozione così intensa, una fedeltà a un ideale in grado di dissipare qualunque nuvola avesse oscurato la propria vita. 
Aurora: ex ragazza di Ascanio, conosciuta il primo giorno di università, alla lezione di Antropologia Culturale. Non molto alta, quella che definiremmo una ragazza "acqua e sapone", Aurora è molto attraente, con le curve al punto giusto, ma non è appariscente, né una ragazza che sfrutta la sua femminilità o la ostenta. Lei e Ascanio si sono frequentate per un po', ma lui era troppo preso dalla scoperta dei grimori di Aristide, dai suoi esperimenti, dai suoi studi, per poterle garantire la stabilità, e la felicità, che meritava. Sono rimasti però grandi amici e Aurora continuamente lo rammenta.
Prima ancora di vederne il viso, nascosto dietro lo sportello della Golf, Ascanio ne riconobbe il tono e la solarità. Aurora entrò nel suo campo visivo in quel momento, assieme al bambino dai capelli biondi che teneva per mano. Gonna di jeans, maglietta e scarpe da tennis, sembrava la stessa ragazza conosciuta dieci anni prima all’Università di Pisa, come se né il tempo né la gravidanza l’avessero toccata. Salutò Daniel e Marina, poi si avvicinò ad Ascanio e lo abbracciò.

Dominic: non è propriamente un amico di Ascanio, per questo lo inserisco nel finale, a chiudere la carrellata di membri del gruppo storico di Viareggio, a cui lui si è aggiunto quando ha iniziato a frequentare Aurora.
Un’acuta voce maschile rubò Ascanio ai suoi pensieri, portandolo a sollevare lo sguardo verso il ragazzo smilzo che si stava avvicinando, brontolando come suo solito per qualche catastrofe in corso. I suoi capelli erano troppo biondi, al punto che quasi apparivano bianchi, i suoi occhi troppo tondi e quell’accento francese gli ricordava quella stronza prof del liceo che non aveva mai apprezzato che ad Ascanio interessassero solo le lingue germaniche. La verità era un’altra, anche se ammetterla gli costava fatica.
“Dominic Girard. Professione avvocato e padre di Fabio.”
Quale delle due definizioni gli desse più fastidio, Ascanio non l’aveva ancora capito. “Ma se piace ad Aurora, non deve essere poi così male, no?” Se lo ripeteva da sette anni, ma ancora non era riuscito a trovare prove a sostegno di tale affermazione.
 
Allora, cosa ne pensate? Quali sono i vostri personaggi preferiti?
Spero di avervi incuriosito con questo articolo. Se volete leggere "La guerra dei lupi", lo trovate su tutti gli store di libri.
Presto conosceremo anche gli altri, quelli appartenenti al mondo "sovrannaturale", come Markus e Johanna! A presto! :) 

lunedì 14 agosto 2017

Dietro le quinte di "Ulfhednar War": gli ulfhednar

Dietro le quinte di "Ulfhednar War": gli ulfhednar

Citati già nel titolo, gli ulfhednar sono i protagonisti della mia saga urban fantasy contemporanea "Ulfhednar War" iniziata con "La guerra dei lupi" (Il Ciliegio Edizioni, 2017). Chi sono costoro? Gli ulfhednar, assieme ai berserkir, sono i guerrieri più fedeli a Odino, il Dio Grigio, signore del pantheon nordico, nella sua versione di Dio della Guerra, cui sono devoti e consacrati nell’anima, al punto da rinunciare alla loro natura umana per ascendere al divino.


Il termine ulfhednar (al singolare: ulfhedinn) è formato dalla radice ulfr (come noto, lupo) e da hedinn, ossia casacca, intesa dalla Isnardi come “corto capo di vestiario senza maniche con cappuccio di pelle”. Una rappresentazione la troviamo in una piastra di bronzo, che probabilmente decorava un elmo, rinvenuta a Torslunda in Oland (Svezia), risalente al V-VI secolo, dove è raffigurato un guerriero con un corpo umano su cui è innestata una testa di lupo; indossa una pelle di lupi e ha persino una coda sporgente. Le sue armi sono spada e lancia, arma sacra a Odino (possessore della celebre lancia Gungnir).


L’indossare pelli di lupo non è prerogativa di questi gruppi guerrieri nordici, lo sappiamo. Basta ricordare Aita, Dio etrusco, i druidi, gli Hirpi Sorani o il troiano Dolone che, nell’Iliade, prima di un combattimento indossa la pelle di un lupo canuto, per assumere le caratteristiche dell’animale. Ciò che è singolare, e unico di questi clan, è il livello di convinzione raggiunta, nonché l’efferatezza delle loro azioni.

I guerrieri-lupo combattono infatti senza armatura, invasi da un furore particolare, quasi sacro, che li rende matti come cani o lupi e forti come orsi o tori selvaggi. Al pari dei berserkir, sono riuniti in clan (vere e proprie sette chiuse) e si sottopongono a riti particolari di iniziazione, assumendo sostanze inebrianti e allucinogene che li rendono indifferenti al dolore fisico, sprofondandoli in uno stato di trance da cui escono liberando tutto il loro furore (la berserksgangr).

Hrafnsmal, la ballata del corvo, antica saga del X secolo attribuita a Thorbjǫrn Hornklofi, li descrive così:
Wolf-skinned they are called. In battle
They bear bloody shields.
Red with blood are their spears when they come to fight.
They form a closed group.

(Estratto da “Chronicles of the Vikings”, di R.I.Page, Toronto, Canada: University of Toronto Press, 1999)

Pelli di lupo, guerrieri indemoniati che non rifuggono la guerra, bensì vi si precipitano, ergendosi spalla contro spalla contro i nemici, reggendo scudi insanguinati. Guerrieri quindi innamorati della guerra, che godono del sangue versato nella mischia, travolti da furia incontenibile, convinti di essere davvero l’animale totemico in cui Odino, tramite lo sciamano, li aveva trasformati (il lupo o, nel caso dei berserkir, l’orso). Giova ricordare che il nome norreno di Odino era Wotan (Woden in sassone), dalla radice wut, che significa appunto furia, e che, oltre a essere Dio della Guerra, era un noto mutaforma, come narrato da Snorri Sturluson nella Saga degli Ynglingar.


Le origini di questa classe di guerrieri-belva affondano nei loro antenati germani. Basta leggere un passo del De origine et situ Germanorum di Tacito (libro XLIII):

“Truci di aspetto, accrescono la loro naturale ferocia con l’arte e con la scelta del tempo. Hanno scudi neri, corpi tinti; per combattere scelgono le notti oscure; il solo orrore di questo esercito di fantasmi semina lo spavento, poiché non vi è nemico che sostenga il loro aspetto straordinario e quasi infernale.”

Anche Bonifacio di Magonza (impegnato nella missione di convertire i pagani al cristianesimo) nell’VIII secolo ribadisce che i germani mutavano in lupo indossandone la pelle e una cintura.

Questa rappresentazione richiama le modalità con cui gli uomini di alcune culture si approcciavano agli animali totemici, per acquisirne la forza e le caratteristiche specifiche. Massimo Cantini ci ricorda che “vestendosi con la pelle rituale, si determinava in sostanza un cambiamento radicale del comportamento, che autorizzava gli adepti a vivere secondo regole del tutto in antitesi con quelle del gruppo civile. La pelle indossata dal combattente era così un modo per trasformarsi in fiera, per acquistare, in virtù delle potenzialità magiche, l’energia bestiale dell’animale incarnato”.


Il passaggio dalla “Germania” alle terre nordiche è naturale, come la commistione a tradizioni sciamaniche di provenienza finnica. Giovanni Pagogna (autore del fantasy “Il trono delle ombre”) in un interessante articolo analizza la società finnica “ancora fortemente tribalizzata e legata alla natura da un rapporto simbiotico, dato che le difficili condizioni della loro terra ostacolavano l’agricoltura e spingevano a uno stile di vita basato su pastorizia nomade di renne e caccia, raccolta e baratto”, per cui gli sciamani “credevano infatti di potersi trasformare in orsi, lupi, renne o pesci, similmente a ciò che tramandano alcune saghe sui primi berserkir e ulfhednar, che combattevano sotto le sembianze del loro animale sacro”.

Ecco quindi l’istituzione di questi clan di guerrieri-belva, probabilmente persone che soffrivano di pesanti squilibri mentali, amplificati dagli sciamani tramite riti di iniziazione che potevano essere anche veri addestramenti militari.  Luca Barbieri li descrive in maniera approfondita nel suo saggio, ponendo l’attenzione sulle modalità di mutamento (quello che, in norreno, è definito hamrammar) dell’hamrammr, ossia di colui che non ha una sola forma, ma può mutarla. Di certo l’iniziato doveva assumere una grande quantità di birra, mescolata a un preparato a base di Amanita muscaria, fungo allucinogeno, e di digitale, generando un beverone energetico le cui origini risalgono alla soma indiana. Grazie a questo, il guerriero veniva invaso da una furia irrefrenabile, perdendo ogni raziocinio, incapace di distinguere tra amici e nemici, incapace persino di comunicare con parole, limitandosi a urlare e ululare. La berserksgangr lo rendeva insensibile alle ferite, portandolo ad azzannare scudi, a prendere tra le fauci carboni ardenti e a gettarsi in battaglia senza temere né il ferro né il fuoco (nella Saga di Vatnsdal i berserkir camminano sul fuoco a piedi nudi!). Uno “spirito di follia” che, come lo descrive Sassone il Grammatico, non può essere arrestato “se non con il sacrificio di una strage umana”.

Ovviamente la berserksgangr aumenta anche la forza del guerriero, al punto che a volte gli ulfhednar e i berserkir vengono descritti come giganti, come dei troll, nelle saghe. Tutti elementi che poi hanno contribuito al diffondersi della successiva mitologia “licantropica”.

Al termine dello scontro, esaurita la carica adrenalinica, il guerriero era travolto da una spossatezza improvvisa, costretto ad accasciarsi in mezzo al campo di battaglia. Qualcuno soffriva di amnesia, dimenticando quindi la strage appena compiuta, altri invece morivano d’infarto per l’eccezionale sforzo sostenuto. Dopo i fasti della guerra, subentrava la disabilità.

What people say about shape-changers or those who go into berserk fits is this: that as long as they're in the frenzy they're so strong that nothing is too much for them, but as soon as they're out of it they become much weaker than normal. That's how it was with Kveldulfr; as soon as the frenzy left him he felt so worn out by the battle he'd been fighting, and grew so weak as a result of it all that he had to take to his bed.
(Dalla Saga di Egill Skallagrimsson)

Questo sacro furore i romani lo battezzarono furor teutonicus e lo disprezzavano, in quanto la furia era opposta alla gravitas, l’insieme dei loro valori di disciplina, controllo di sé e impeccabilità. La furia rendeva gli uomini delle bestie, azzerando la loro dignità e sprofondandoli verso gli istinti più primordiali e incontrollati (quanto? dipendeva dalle capacità dello sciamano di istillare tale convinzione nella mente degli iniziati). All’inizio questi clan erano guardati con ammirazione, quasi fossero i depositari della sapienza guerriera e del furore divino, poi con l’avvento del Cristianesimo le genti del nord mutarono il loro atteggiamento verso i “consacrati a Odino”, che vennero etichettati come pazzi indemoniati, malati di mente o addirittura servi del demonio.

La crociata contro il paganesimo spinse gli appartenenti ai clan degli uomini-belva a isolarsi, cacciati dalle comunità di origine e forzati a rifugiarsi in ambienti solitari e ostili, come fitte foreste o caverne, dove potevano dare libero sfogo alla berserksgangr. Da qua sarebbero nati i racconti e le leggende, narrati dai viandanti e dai pellegrini, su branchi di feroci uomini-lupo che abitavano le foreste del nord, le antesignane delle leggende sui licantropi e sui “lupi cattivi”.


Nasce anche il collegamento tra lupo e uomo malvagio, quello che viene considerato il reietto, l’espulso dalla società, destinato a vagare come un animale. Wargus, in latino medievale, prese a indicare il lupo, un suono simile ai termini con cui venivano chiamati coloro che, per delitti comuni, venivano allontanati e esiliati dalle comunità, i malfattori o fuorilegge: warag, in sassone, vargr, in norreno, warc in tedesco. Il termine andò ad affiancarsi al tradizionale ulfr, in norreno.

Nella già citata Saga dei Voslunghi, Sigi si macchia di un delitto disonorevole e viene definito “vargr i verum”, ossia “lupo nei luoghi sacri”, nemico di uomini e Dei. La Isnardi ci ricorda il caso del vargtré, l’albero del lupo, che è quello a cui “venivano impiccati i malfattori o quello su cui accanto alla forca di un condannato veniva impiccato un lupo”.

Molti elementi della tradizione nordica compaiono in "Ulfhednar War", come la berserksgangr e il legame totemico tra uomo e lupo. Da notare, però, che nel mio romanzo gli ulfhednar diventano effettivamente degli uomini-lupo, ossia possono mutare da uomo a lupo, condizione che nella mitologia nordica era riservata ai licantropi, indicati con il termine vargulfr. Volete conoscere qualche ulfhednar? Magari Daniel e sua sorella Marina, Markus e Raul? Scoprite allora "La guerra dei lupi", su tutti gli store di libri! Buona lettura!

martedì 8 agosto 2017

Eventi "Ulfhednar Tour"

Eventi "ULFHEDNAR TOUR"

Proseguono gli eventi legati al mio libro "Ulfhednar War - La guerra dei lupi". Dopo aver fatto tappa al salone del libro di Torino, al Kinzica Fantasy a Pisa, a Un mare di Comics a Marina di Castagneto e a Vinci, ecco gli eventi di agosto e i primi eventi sicuri dell'autunno. La lista è in aggiornamento continuo, per cui periodicamente inserirò le nuove tappe. Se qualcuno volesse organizzare assieme una presentazione di "La guerra dei lupi", mi può contattare privatamente.

AGOSTO:
- mercoledì 9, ore 20.00: Aperitivo Fantasy al Bagno Artiglio a Viareggio. Terza serata della rassegna "Un libro al tramonto", promossa dalla mia associazione culturale "Nati per scrivere". Durante l'evento presenterò "La guerra dei lupi", assieme a Romina Bramanti, scrittrice viareggina che presenterà il suo romanzo onirico "Il custode dei cuori". Vi aspettiamo alle 20 al bagno Artiglio, sulla Passeggiata a Mare di Viareggio (tra l'Orologio e Piazza Mazzini). Pagina FB qua.



- sabato 12 e domenica 13 ci sarà "Montepescali in fabula", minifestival della letteratura fantasy, a Montepescali, in Maremma (GR). L'associazione SEU Scrittori Emergenti Uniti avrà uno stand, a cui sarà possibile trovare i miei libri "L'ora del diavolo" e "La guerra dei lupi". Pagina evento qua.

- domenica 13, alle 18.00, sempre nell'ambito di "Montepescali in fabula", presenterò "La guerra dei lupi", in un incontro sul fantasy condotto da Laura Santella, Presidentessa del SEU, a cui parteciperanno anche Giorgio Zanzi e Teresa di Gaetano, altri autori fantasy.

- mercoledì 16, alle 20.00: Aperitivo Musicale al bagno Artiglio a Viareggio, quarta e ultima serata della rassegna "Un libro al tramonto", promossa dalla mia associazione culturale "Nati per scrivere". Durante l'evento presenteremo "Jukebox. Racconti a tempo di musica", antologia edita proprio da Nati per scrivere. Io parlerò di "Sunday, gloomy Sunday", il mio racconto dark fantasy ambientato a Berlino. Non c'entra niente con "Ulfhednar War", però sarà comunque un bell'evento libroso, allietato dalle letture dei racconti a cura del gruppo TOF Testo originale a fronte. Pagina evento qua.



- venerdì 18, alle 21.30, super presentazione di "La guerra dei lupi" alla libreria Mondadori a Massa, in Piazza Bertagnini (nella zona pedonale). L'evento sarà condotto da Isabella Cavallari, blogger di "Bosco dei sogni fantastici". Non mancate! Pagina evento.

SETTEMBRE:
- il primo weekend di settembre troverete i miei libri a ben due manifestazioni: a Narni Comics (a Narni, ovviamente, in Umbria), allo stand SEU Scrittori Emergenti Uniti, e al Rosicomics, a Rosignano Marittimo (LI), sempre allo stand SEU Scrittori Emergenti Uniti. Io non ci sarò, ma troverete i miei lupi!

OTTOBRE: 
- 7 e 8 ottobre ci sarà Libri in Baia, la prima fiera del libro di Sestri Levante (GE), organizzata da Panesi Edizioni. Si terrà al centro congressi dell'Annunziata, nella bellissima Baia del Silenzio, e vedrà la partecipazione di numerosi autori, come Marco Buticchi, Elisabetta Villaggio e Alessandro Barbaglia. Io sarò allo stand "Nati per scrivere", con miei libri e i libri dei soci dell'associazione. Pagina evento.



- domenica 8 ottobre, alle 11.30, incontro a tema "Garfagnana e Lunigiana tra leggende e misteri", a Libri in Baia, a Sestri Levante (GE). Presenterò "La guerra dei lupi" assieme a Daniela Tresconi, che ci parlerà di "La linea del destino", il suo mistery storico ambientato ad Arcola (SP). Un viaggio, quindi, nel folklore e nelle leggende della Garfagnana e della Lunigiana. Pagina evento qua.

- 20, 21 e 22 ottobre ci sarà Libropolis, il festival del libro e del giornalismo indipendente, che si terrà a Pietrasanta, al Chiostro di Sant'Agostino, proprio in centro, nella zona pedonale. "Nati per scrivere" avrà uno stand anche a questo festival, dove potrete trovare i miei libri e tutti quelli dei soci. Inoltre ci sarà la premiazione del concorso Libropolis, organizzato proprio dalla nostra associazione (data e ora da confermare). Pagina evento qua.

NOVEMBRE:
- dal 1 al 5: mi troverete a Lucca Comics & Games, per la prima volta da standista! Sarò ospite infatti dello stand Dark Zone, dentro il padiglione espositori, davanti al Teatro del Giglio (padiglione Giglio). Allo stand, oltre ai magnifici titoli della Dark Zone, troverete i miei libri "L'ora del diavolo" e "La guerra dei lupi", entrambi ambientati tra Lucchesia e Garfagnana, quindi decisamente adatti alla fiera. Io ci sarò tutti e cinque i giorni, per cui passate a trovarci!

- dal 10 al 12: mi troverete a Pisa Book Festival! Sarò allo stand Dark Zone, assieme a Stefano Mancini. Numero 227, al primo piano! Allo stand troverete i miei lupi e... una sorpresa!

Insomma, il calendario è ricco di date che spero aumenteranno! Per rimanere aggiornati potete seguirmi sulla pagina Facebook, creo sempre gli eventi per ogni incontro e presentazione. A presto! :)