lunedì 3 dicembre 2018

I luoghi di "Oracoli", di Alessandra Leonardi

I luoghi di "Oracoli", di Alessandra Leonardi

Bentrovati, lettori. Ricordate "Oracoli", la bella raccolta di racconti fantastici di Alessandra Leonardi (edita da NPS Edizioni) a tema "vaticinio" nel Mondo Antico? Orbene, l'autrice oggi ci delizia, portandoci in un viaggio nel tempo, per (ri)scoprire i luoghi del suo racconto "I libri fatali", che chiude l'antologia.


Quarta di copertina di "Oracoli": Quattro racconti, quattro epoche remote, quattro popoli che hanno segnato la storia del Mediterraneo, accomunati da un'ossessione: la divinazione, per aprire squarci sul futuro e scoprire il volere degli Dei. I Fenici in Sardegna, gli Etruschi in Toscana, Umbria e Lazio, gli Ellenici in Campania e nel Sud dell'Italia, infine i Romani: sussurri divini nell'acqua e nella pietra, voli di uccelli e viscere degli animali, sacrifici e visioni, oracoli vergati su fogli di papiro e libri con una risposta per ogni domanda.


Storia, mito e fantasia sono le basi da cui si dipanano le avventure narrate in "Porpora", "Il dono dell'aruspice", "Sibilla" e "I libri fatali".

Il libro è disponibile su tutti gli store di libri e ebook, e sul sito NPS Edizioni.

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"I libri fatali" è ambientato nella Roma Repubblicana e segue le (tragiche) vicende di Claudia, una Vestale, e del decemviro Corvino. Un racconto che parte da fatti storici reali, ricreando con attenzione e sapienza l'ambientazione, ma soprattutto l'atmosfera dell'epoca, caricandola di quell'alone di magico, di sovrannaturale, che piace tanto a noi amanti del fantastico. E che comunque ammantava l'epoca in questione.


Ecco alcuni dei luoghi citati nel racconto:

La casa delle Vestali si trova ai Fori, sotto al Palatino e vicino alla casa del Pontefice Massimo. Faceva parte di un unicum con il Tempio di Vesta, a partire dal II secolo a.C. , in precedenza era di dimensioni molto più ridotte. Recenti scavi hanno confermato la presenza di una capanna in uso alle Vestali risalente all’VIII sec a C, in età regia. Le stanze erano di almeno due piani, al centro un cortile porticato con le fontane. L’aspetto attuale risale al restauro del 191 d.C. voluto da Giulia Domna, moglie di Settimio Severo. Intorno alla fontana si trovano statue delle vestali più importanti.


Il Tempio di Giove Ottimo Massimo si trovava sul Campidoglio, era dedicato alla triade capitolina e fu fondato nel VI sec a C dal re Tarquinio Prisco. Era di enormi proporzioni e venne più volte restaurato, fino al saccheggio devastante dei Vandali di Genserico nel 455 d.C. Al suo interno venivano conservati i Libri Sibillini, che andarono quasi completamente distrutti in un incendio dell’83 a. C.
Ne rimane solo l’enorme basamento, visibile all’interno dei Musei Capitolini.


Il Circo Massimo è stato sede dei giochi (corse delle quadrighe) fin dagli albori della città; più volte distrutto da incendi e restaurato, rimase in efficienza fino al 549, con le gare indette da Totila. Venne utilizzato per i Ludi in onore di Apollo nel 212 a C, indetti dal praetor urbanus Publio Cornelio Silla dopo il responso dei Libri Sibillini. 
Attualmente viene utilizzato per manifestazioni di vario genere e per concerti.


Il Tempio di Apollo si trovava al Circo Flaminio, in un’area sacra dedicata ad Apollo sin dal V sec a C. Il primo tempio venne costruito nel 431 a C e venne più volte ricostruito; le tre colonne attualmente visibili sono opera del rifacimento di età augustea e non si trovavano esattamente nel luogo dove si trovano, vennero recuperate, rialzate e lì collocate negli anni ’30.
Gli Dei sembrano aiutarci, ci mandano segnali, ci parlano, esigono da noi preghiere e sacrifici, ma alla fine nulla cambia: siamo burattini nelle loro mani capricciose, sempre e comunque. 
A cosa serve allora conoscere quello che accadrà? A cosa serve dedicare loro le nostre devozioni?
(Testi e foto di Alessandra Leonardi)


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