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venerdì 7 ottobre 2016

Dentro un libro: "Ferion. Cuore vs Acciaio" di Francesco Maneli

Dentro un libro: "FERION. Cuore vs Acciaio" di Francesco Maneli

Qualche mese fa il blog ha ospitato il libro "Ferion. Cuore vs Acciaio", di Francesco Maneli (potete leggere la segnalazione qua, la recensione qua), oggi torniamo nel mondo di Tabacra, per scoprire di più, tramite qualche estratto dal romanzo, per stuzzicare la curiosità del lettore. Come già detto, è un fantasy epico, ambientato in una magica terra, dove un giovane (Ferion, per l'appunto) crescendo e maturando scoprirà di essere destinato a imprese straordinarie. Un romanzo di formazione, ricco di sentimenti genuini che il lettore scoprirà nel corso della lettura.

Trama: Tutto iniziò quando la notte aveva già avvolto il mondo e sembrava non lasciare spazio più a nulla. In questo tempo e luogo sconosciuto il grande drago Angarus, signore del cielo e della terra di Tabraca, si trovò a fronteggiare una situazione inaspettata: un bambino.
Un bambino dal passato avvolto nelle tenebre, dense e misteriose, come lo era quella notte. Tutti hanno un passato, tutti commettono errori, ma solo pochi sono in grado di superarli e renderli magia, trasformarli in fiamme che alimentano un cuore e quel bambino per quanto piccolo aveva lo stesso destino che accomuna tutti gli uomini, quello di sbagliare. Il suo errore però gli costerà caro, gli ruberà il braccio, il quale sarà avvolto dalle tenebre, che tenteranno di rubare anche il suo cuore.

Ferion crescerà aiutato da Angarus e un mago guerriero, che nonostante sia un donnaiolo riuscirà a fargli trovare quel calore che solo una famiglia può donarti. Così tra la vita, un drago e un mago, Ferion diventerà grande fino a che non si troverà a fronteggiare il più grande errore che avesse mai commesso fino a quel momento. Questo cambierà il suo destino, portandolo lontano da quelle persone che erano diventate la sua casa. Lontano per contrastare quell’oscurità che aveva dentro e che restava visibile a tutti come un peccato sul suo braccio, ormai diventato quello di un demone. Ferion affronterà mostri e demoni, si allenerà con tre maestri alquanto eccentrici e sadici ma allo stesso tempo fortissimi: un nano, un mezzo elfo e un guerriero rinnegato. Capirà che tutti portano una colpa sul proprio cuore e insieme con loro e Arila una ragazza dal passato difficile, riuscirà a diventare più forte e a crescere; così forte che il destino della sua vecchia città e delle persone che ama sarà nelle sue mani.
 
***
 
I due erano diventati, negli anni di quell'antica vita passata, come fratelli. Il loro legame restò indissolubile alla ruggine del tempo.
"Come mai sei qui?" chiese il drago, anche un po' preoccupato per quello a cui aveva assistito.
Nalu spiegò che era una notte particolare e che solo in quella poteva mostrarsi.
"Sono qui per affidarti mio figlio".
Con tono serio e preoccupato, Angarus restò scosso dalle parole dell'amico e chiese come fosse possibile che quel batuffolo potesse essere suo figlio, non tanto per a somiglianza (che il drago non vedeva), ma soprattutto per la difficoltà oggettiva di sfornare figli dal mare o da una cascata.
Nalu sorrise e iniziò a spiegargli cosa era successo.
"Vedi, caro amico mio, molto spesso la vita nasconde misteri persino a noi stessi o alle persone che amiamo. Quando decisi di usare l'antico incantesimo durante la battaglia, il dio della vita chiese in cambio le noestre vite, ma qualcosa non era previsto. Infatti né io né Leo sapevamo che lei stesse aspettando un bambino".
 
***
 
Raccontava spesso della leggenda di Eporo, signore del metallo. Questo essere eccezionale non era un uomo, anche se ne aveva l'aspetto: era uno spirito del fuoco. Dalle sue mani uscivano fiamme incandescenti, con le quali modellava le spade dei cavalieri più valorosi, la sua abilità nella creazione di armi era diventata nota in tutta Tabacra. Così, un giorno si presentò alla porta della sua fucina un cavaliere seguito da una scorta di mercenari, per chiedergli di modellargli una spada, ma Eporo, scrutando nel suo cuore, non volle esaudire la richiesta. 
 
Il cavaliere si irrigidì e lo guardò negli occhi dicendo che doveva farlo. Eporo, in quegli occhi, vide ombre che massacravano uomini e donne, insieme ai corpi di molti bambini. Capì subito che, se non avesse esaudito la sua richiesta, avrebbero distrutto il suo villaggio, così decise di accontentarlo, ma nel momento in cui forgiò la spada, una maledizione fu unita alla lama: se il cavaliere che la impugnava l'avesse usata per il piacere di uccidere, la spada l'avrebbe trasformato in un essere immondo.

***

"Non voglio che tu sia egoista, non voglio che tu possa pensare che la tua vita appartenga solo a te; certo, è tua, puoi scegliere e sei libero, ma la tua vita, le tue scelte, il tuo cuore sono legati a quelli di tutti noi. Non puoi fare una scelta pensando solo a te stesso, non puoi gettarti in battaglia pensando solo a ciò che hai davanti. Noi possediamo il tuo cuore, tutto l'amore e l'affetto che ci hai dato, ma tu possiedi i nostri cuori, il nostro amore, e perdere la vita non vuol dire solo perdere qualcosa di tuo, ma perdere anche tutto ciò che ti abbiamo affidato. Perdere vuol dire far svanire parte dei nostri cuori, quindi pensa sempre che con te non porti solo la tua vita, ma anche l'amore delle persone a te care" disse Catrina.
Ferion la guardò emozionato. Sapeva che tutto quell'amore l'avrebbe sempre accompagnato durante il suo cammino, come una lanterna posta sulla strada del destino.

***

"Non conosco l'amore e non saprei dirti se quello che provo sia proprio questo. Forse riesco a immaginarlo, l'amore, quando socchiudo gli occhi e i colori si uniscono senza lasciare un volto. Immaginare l'amore credo che sia come immaginare uno spazio vuoto a cui hai affidato un seme che cade dal battito di un uomo che scegli di essere migliore; immaginare l'amore è sapere che l'invisibile è l'unico conduttore di ciò che è vero, di quello che proviene da un luogo dove le emozioni sono il solo passaggio, dove il sole, la luna e anche il giorno si colorano di respiri affannati, di un calore che unisce due cuori, due corpi, due solitudini, di un mondo che conosce una sola lingua, un solo tempo, tempo che uniforme si piega, si sgretola come vetro, che cadendo riflette unicamente i momenti di chi si è amato, di chi si è ricordato di immaginarlo, quest'amore."

***

"Non sarai mai solo, non sei mai stato solo. In ogni momento della nostra vita, non siamo soli, ancora prima di nascere c'è già qualcuno che ci ama, durante la nostra vita incontriamo persone che sono in grado di amarci e, che tu ci creda o no, anche nel futuro ci sarà chi ci ama. Ci sarà sempre una casa in cui ritornare, ci sarà sempre una casa nella quale andare, devi solo credere che l'amore è sempre con te. Allora non esisteranno addii o viaggi stranieri, ma solo e sempre ritorni a casa".
Alcune volte la vita ci sembra crudele. I viaggi infiniti e il tempo sempre poco, ma sapere che tutto ci può aiutare a essere migliori ci aiuta a capire che tutto intorno a noi ha uno scopo e che il destino, alcune volte, ci prende per mano anche quando non vogliamo. I cambiamenti sono inevitabili, quindi l'unico modo per affrontarli è prenderli nel verso giusto. Questo ci aiuterà sempre a comprenderli, ad accettarli e a crescere. Questo è ciò che Ferion avrebbe imparato dal suo primo viaggio.

***

"Attento con l'amore, noi uomini spesso lo confondiamo e non ci rendiamo conto che in realtà è già in noi. E' il sentimento più frote che l'umanità conosca, rende speciali persone che un attimo prima erano normali. L'amore è tutta la luce che un uomo possiede, è ciò che ci distingue, che ci rende veramente diversi l'uno dall'altro, è passione, gelosia, ossessione e nonostante questo libertà, tolleranza e sacrificio. Si può amare in molti modi perché molteplici sono i cuori, ma chi ama davvero sente tutti questi sentimento come parte della sua stessa carne; però solo se sei fortunato puoi liberati dai sentimenti bui dell'amore. L'ossessione e la gelosia possono ridurre l'uomo in cenere, come cenere diventerà tutto ciò che prima credevi importanti. L'amore è tutto ciò che siamo e nell'amore i sentimenti si muovono come in un turbine. Solo incontrando la persona giusta si può capire il moto di questo vento e volare finalmente liberi." 

Spero di avervi incuriosito! Vi ricordo che "Ferion" lo trovate su tutti gli store di libri! ;) Al prossimo articolo!







 
 

mercoledì 31 agosto 2016

"La strada incantata", fiaba di Marco Addati

"LA STRADA INCANTATA", fiaba di Marco Addati

Oggi il blog "i mondi fantastici" ospita una lettura per bambini, la bella fiaba illustrata "La strada incantata", di Marco Addati, edita da Cavinato Editore. Una lettura che, comunque, piacerà anche ai più grandi, strappando loro un sorriso. Il libro è impreziosito dai bellissimi disegni di Veve Dada (Veronica Addati) ed è disponibile sia in formato cartaceo che digitale.

Titolo: La strada incantata
Autore: Marco Addati
Editore: Cavinato Editore
Genere: Fiaba illustrata
Illustratore: Veve Dada
Formato: cartaceo e digitale
Prezzo: 16 euro, cartaceo / 5,99 ebook
Pagine: 48
Disponibile su tutti gli store di libri (Ibs, Amazon ecc).
Età di lettura: da 4 anni.

Trama
Lilly, elfo buffo e dispettoso viene allontanato, a causa dei suoi modi da egoista impertinente, dai suoi amici della Foresta Arcobaleno. Perso tra i meandri del bosco incontra lo Spirito dell'Albero che gli affida l'arduo compito di trovare la misteriosa Strada Incantata. Quella che sta di qua e di là. In ogni posto e in nessun dove! Nel suo lungo viaggio incontra tanti strani e magici personaggi pronti a suggerirgli la giusta cosa da fare. Il leggiadro Spirito dei Sogni, la vanitosa Principessa dei Corvi, La stramba Strega del Bosco e il solitario Kokkavallo.. Questa favola rappresenta il viaggio iniziatico cui tutti siamo chiamati, ad affrontare almeno una volta nella vita e che è possibile affrontare solo se si utilizza il cuore come bussola. 

***

"La strada incantata" è una fiaba carinissima, ricca di insegnamenti, sia per bambini che per gli adulti che, sempre più spesso, perdono la retta via. Di fatto, è una strada che tutti dovremmo percorrere, almeno una volta nella vita, per ricordarci chi siamo e ciò che vogliamo fare con la nostra vita, per noi prima di tutto.

Tutto inizia con Lilly, un giovane Elfo Senzatempo, birbante e opportunista, che pensa sempre e soltanto a se stessa, anche a costo di causare danni agli altri. Vive nella Foresta Arcobaleno assieme agli altri Elfi, ad esempio Konny, il saggio, e gli amici Milly, Nelly e Mimi. A differenza degli altri, però, Lilly non ha ancora trovato il suo posto nel mondo e combina più guai che altro con la sua noncuranza, tanto che spesso gli Elfi la sgridano o la allontanano. Quest'ultima situazione fa star male la piccola Lilly, che soffre per l'isolamento in cui si trova, e decide di fuggire, abbandonando il villaggio e tutte le sue certezze. Vaga per un po' nella foresta Arcobaleno, imbattendosi in vari personaggi: lo Spirito dell'Albero, prima di tutti, che la rincuora e le dice come può tornare al sorriso, semplicemente trovando e percorrendo "la strada incantata"; poi la Principessa dei Corvi, bizzosa e vanitosa, la Strega del Bosco, sudicia e tutta intenta a preparare intrugli nel suo pentolone, infine il Kokkavallo, dai lunghi orecchi colorati, ultimo e unico della sua specie. 

Sarà proprio l'incontro con questa bizzarra creatura a far nascere in Lilly un sentimento nuovo: l'altruismo, che la spingerà a sacrificare la propria ricerca per riportare l'animale al villaggio e farlo vivere in serenità con i propri amici, quelli che lei crede siano i suoi ultimi giorni. Ecco allora che, con un semplice gesto, la piccola Lilly si ritrova, inconsapevolmente, sulla strada incantata, apprendendo quanto sia bello avere a cuore la felicità degli altri. Un modo per riempire anche il proprio cuore di gioia.
"La strada incantata è quella dorata che parte dal cuore di ognuno di noi e ci accompagna verso il cuore degli altri".
La fiaba è impreziosita dalle bellissime illustrazioni di Veve Dada, davvero ben realizzate, con dei colori vivi, che sembrano farle uscire dal libro. Consigliato a tutti i bambini, e anche ai ragazzi! :)

Chi è l'autore?
Classe 1977. Gioia del Colle (BA) è la sua città. Marco Addati frequenta il Liceo Artistico e dopo consegue la Laurea in Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Bari.
Disegna e inventa storie sin da piccolo. Ha sempre amato le fiabe e i grandi libri della letteratura per ragazzi: Il Mago di OzTom SawerAlicePeter Pan. Alcuni suoi scritti sono stati portati in scena a termine di laboratori teatrali con bambini e da alcune compagnie locali: “Federico II in Musical” e “La Strada Incantata”. Quest’ultimo ha vinto il primo posto alla XXI edizione del “Premio Internazionale poesia e narrativa Città di Bitetto” nella sezione “Romanzi e Racconti inediti”. Nel 2015 Cavinato Editore International decide di pubblicarlo in cartaceo, mentre nel 2016 esce nella sua versione ebook sempre con illustrazioni di Veve Dada (Veronica Addati).

mercoledì 17 agosto 2016

Recensione di "Ferion. Cuore vs Acciaio" di Francesco Maneli

Recensione di "FERION. Cuore vs Acciaio" di Francesco Maneli


Torna Francesco Maneli sulle pagine di questo blog. Dopo aver presentato il suo romanzo "Ferion. Cuore vs Acciaio" (qua l'articolo) e aver parlato con lui in un'intervista inedita, oggi entriamo nello specifico e parliamo di questo libro fantasy. Negli ultimi anni ho scoperto di preferire l'urban fantasy al fantasy classico/epico, in particolare gli urban che affondano le loro origini in qualche mitologia. Nonostante ciò, devo dire che "Ferion" è stata una lettura piacevole, anche se, a mio modesto parere, un po' lunghetta; credo che, con un buon editing, il romanzo avrebbe potuto guadagnare in scioltezza, diventando più snello (e quindi più fruibile anche dal lettore pigro, che può spaventarsi a vedere 450 e passa pagine!), senza nulla togliere alla trama o al carattere dei personaggi.

Ciò detto, "Ferion" narra la storia di un ragazzo, Ferion, appunto, la sua crescita e la sua progressiva presa di coscienza riguardo a chi è e a cosa è destinato a fare. Un'impostazione molto classica, devo dire, quella del romanzo, che ricalca i canoni del genere, affiancando all'eroe una serie di figure, come il maestro (in questo caso, i maestri, dato che Ferion finisce per averne molti), gli amici e compagni d'avventura, la ragazza che gli farà battere il cuore (anche se lui se ne accorgerà solo col tempo), un bel drago saggio e guerriero, e ovviamente una serie di battaglie e situazioni in cui il nostro eroe dovrà dimostrare tutto il suo valore.


La storia si svolge nella terra fantastica di Tabacra, di cui ci viene raccontata l'origine nel Prologo, in particolare nel regno di Ondurar, dove Ferion cresce, sotto l'attenta e amorosa cura di Catrina e di quel mattacchione di Altidor, uno dei miei personaggi preferiti, che riesce a coniugare bene la saggezza e l'astuzia di un mago con un carattere divertente e bonario, diverso dai soliti maghi introversi. La fanciullezza di Ferion è molto felice, cresce con gli amici Firus e Ditris e, in seguito, con la bella Xanat, e questa felicità Ferion avrebbe voluto che non finisse mai. Ma, al compimento del suo diciottesimo anno d'età, inizia per lui una nuova vita, con nuove persone in terre lontane da casa. Ci saranno maestri a cui obbedire, prove da superare (anche molto pesanti, fisicamente!), avversari da sconfiggere, e ovviamente c'è la magia. Non può esserci un fantasy senza un po' di magia e nel romanzo ne troverete parecchia, soprattutto nella seconda parte, quando Ferion e i suoi amici prenderanno confidenza con i poteri celati dentro sé. 

Sulla magia in "Ferion" si potrebbe discutere a lungo, è piuttosto varia, alcune persone speciali la portano in sé e riescono a, diciamo, canalizzarla credendoci e utilizzando incantesimi o alcuni oggetti (manufatti molto speciali, forgiati da fabbri abili!), ad esempio la spada di Ferion: Ryuzan, dall'impugnatura a testa di leone. La magia è protagonista di molti scontri interessanti, in particolare nella seconda parte del romanzo, durante le due battaglie principali. Una nota carina, per chi ha seguito gli anime degli anni '80 e '90, sono le invocazioni a cui i personaggi si abbandonano durante i loro combattimenti, quando scagliano i loro "colpi segreti". A un certo punto, troverete anche le "Ali della Fenice!" :)
"Noi possediamo il tuo cuore, tutto l'amore e l'affetto che ci hai dato, ma tu possiedi i nostri cuori, il nostro amore, e perdere la vita non vuol dire perdere solo qualcosa di tuo, ma anche tutto ciò che ti abbiamo affidato. Perdere vuol dire far svanire parte dei nostri cuori, quindi pensa sempre che con te non porti solo la tua vita ma anche l'amore delle persone a te care".

La trama, come dicevo, è molto classica, riconducibile al viaggio dell'eroe, che dalla spensierata felicità della fanciullezza si ritrova catapultato nella dura realtà, iniziando un viaggio, non solo tra terre misteriose e fantastiche, ma anche dentro se stesso. In questo viaggio apprenderà molte cose, soprattutto su di sé, e ne uscirà fortificato e pronto per affrontare le prove che lo aspettano. Preciso che il romanzo ha una (sia pur momentanea) conclusione, un punto di arrivo dei personaggi, per quanto nel finale si verifichino situazioni che restano irrisolte e che aprono la strada a un seguito, che, se avete letto l'intervista all'autore, è in lavorazione.

"Ferion" è un romanzo ricco di sentimenti, a partire dall'amicizia che lega il protagonista ai due amici Firus e Ditris, allo strano legame con Xanat (un'amicizia che sembra qualcosa di più ma non riesce mai a diventarlo. A quanti è capitato?), all'amore per Arila, al rispetto per Altidor e all'affetto familiare per Catrina. Sentimenti per cui vale la pena combattere e che Ferion mette al primo posto quando si tratta di scegliere se e per chi combattere. La narrazione non è soltanto battaglie e intrighi, ma si prende il suo tempo, raccontandoci il passato di alcuni personaggi (come Arila, ed esempio) e sviscerando i sentimenti che provano, i valori per cui combattono.
"Attento con l'amore, noi uomini spesso lo confondiamo e non ci rendiamo conto che in realtà è già in noi. E' il sentimento più forte che l'umanità conosca, rende speciali persone che semplicemente un attimo prima erano normali. L'amore è tutta la luce che un uomo possiede".
Una nota piacevole è stata l'atmosfera generale del racconto, mai eccessivamente tragica o drammatica, per quanto l'autore nel finale non si risparmi al riguardo. Sia Altidor che i tre maestri (il nano, l'elfo e il vecchio) che fanno di Ferion un uomo sono protagonisti spesso di simpatici battibecchi, che smorzano la tensione dovuta alla guerra nascente. Meno piacevole è stata invece la poca cura dedicata all'editing, con monologhi e dialoghi che potevano decisamente essere sfoltiti.

Se volete scoprire "Ferion" e immergervi nelle battagliere atmosfere di Tabacra, trovate il libro su tutti gli store di libri e sul sito dell'editore. Buona lettura! :)


sabato 4 giugno 2016

Segnalazione fantasy "Ferion" di Francesco Maneli



SEGNALAZIONE FANTASY "FERiON" di FRANCESCO MANELI

Questa è una storia ambientata in una terra magica, in un mondo pieno di mistero, di cavalieri e combattenti formidabili; una terra in cui la forza del cuore è pari a quella dell’acciaio. La forza di cui si parla è l’abisso del cuore, un potere unico, come unico è il passato ed il cuore di ognuno. In questo mondo i giorni bui diventano ultimi desideri di chi si riscatta cambiando la propria vita ed il proprio destino attraverso una colpa o un passato oscuro. Perché il miglior modo per affrontare il futuro nasce dagli errori che si commettono e dalla capacità di crescere con loro. La sofferenza è una fiamma che non si può spegnere ed è proprio questa fiamma che con la sua luce rende visibile il nostro coraggio e ci permette di vedere chiaramente chi siamo.



Titolo: FERION,  Cuore vs Acciaio
Autore: Francesco Maneli
Editore: Cavinato Editore Internazional
Genere: Fantasy per ragazzi
Formato: Cartaceo e ebook
Pagine: 461
Prezzo: 20 euro (in promozione a 17 euro), ebook 6 euro
ISBN: 9788869822827
Disponibile su tutti gli store di libri
Su Amazon disponibile un estratto.

Trama:

Tutto iniziò quando la notte aveva già avvolto il mondo e sembrava non lasciar spazio più a nulla. In questo tempo e luogo sconosciuto il grande drago Angarus, signore del cielo e della terra di Tabraca, si trovò a fronteggiare una situazione inaspettata: un bambino.
Un bambino dal passato avvolto nelle tenebre, dense e misteriose, come lo era quella notte. Tutti hanno un passato, tutti commettono errori, ma solo pochi sono in grado di superarli e renderli magia, trasformarli in fiamme che alimentano un cuore e quel bambino per quanto piccolo aveva lo stesso destino che accomuna tutti gli uomini, quello di sbagliare. Il suo errore però gli costerà caro, gli ruberà il braccio, il quale sarà avvolto dalle tenebre, che tenteranno di rubare anche il suo cuore.

Ferion crescerà aiutato da Angarus e un mago guerriero, che nonostante sia un donnaiolo riuscirà a fargli trovare quel calore che solo una famiglia può donarti. Così tra la vita, un drago e un mago, Ferion diventerà grande fino a che non si troverà a fronteggiare il più grande errore che avesse mai commesso fino a quel momento. Questo cambierà il suo destino, portandolo lontano da quelle persone che erano diventate la sua casa. Lontano per contrastare quell’oscurità che aveva dentro e che restava visibile a tutti come un peccato sul suo braccio, ormai diventato quello di un demone.

Ferion affronterà mostri e demoni, si allenerà con tre maestri alquanto eccentrici e sadici ma allo stesso tempo fortissimi: un nano, un mezzo elfo e un guerriero rinnegato. Capirà che tutti portano una colpa sul proprio cuore e insieme con loro e Arila una ragazza dal passato difficile, riuscirà a diventare più forte e a crescere; così forte che il destino della sua vecchia città e delle persone che ama sarà nelle sue mani.


Estratto dal capitolo II: La giusta mamma


Altidor non aveva un lavoro in particolare, ogni tanto lo vedevano tornare con un’enorme quantità di selvaggina dalla foresta; una parte la teneva per i suoi bisogni, l’altra la vendeva per avere moneta in tasca e comprare quello che mancava.
Era rispettato da tutti nel villaggio; quando tornava dalla caccia, donava sempre un po’ di carne alle famiglie che avevano bisogno, ma non erano solo le sue virtù a essere conosciute; aveva un grande fascino e molto spesso gli piaceva scherzare con le donne, amava bere e giocare d’azzardo. In questo senso non era un vero e proprio esempio di vita, ma da quella notte qualcosa, purtroppo, doveva cambiare nel suo modo di vivere.
Aveva accettato di prendersi cura del figlio di Nalu, per questo la prima cosa da fare era trovare una donna che potesse accudirlo nella sua tenera età. Dopo che il drago gli consegnò l’impegno solenne, la promessa, in poche parole il bambino, ritornò a piedi verso il villaggio recandosi verso casa sua, ma udendo il bambino piangere pensò che avesse fame. Non sapeva cosa fare, certamente non poteva dargli la carne che possedeva a casa, ma un’idea lo fulminò: Catrina, pensò.
Catrina era una delle levatrici del villaggio, una donna bellissima, che non si era mai sposata: diceva di meritare molto di più che uomini bugiardi e vecchi ubriaconi. Era arrivata a Ondurar non molti anni prima, il suo passato era oscuro e non aveva mai parlato con nessuno dei motivi che l’avevano spinta a trasferirsi; non aveva un buon rapporto con Altidor, anzi molto spesso litigavano volentieri: il mago aveva provato ad avvicinarsi per conquistarla e, a dire il vero ci era anche riuscito, ma quando lei lo trovò ubriaco con tre ragazze nella locanda di Marlok, dopo avergli spaccato un bicchiere in testa, non volle più sapere niente di lui.
Il mago pensò: ‘Sicuramente se mi presento da lei non la prenderà bene, ma resta la mia unica speranza.’ Dopo un momento di esitazione decise di andare.
Camminò per un po’ in quella notte stellata – il cielo era limpido senza una nuvola e la luna offriva un abbraccio di tiepida luce e calore –, fino a che si presentò alla porta.
Era tardi, ma nonostante questo sapeva di non avere scelta e quindi iniziò a bussare. In un primo momento non rispose nessuno, fino a che una luce si accese, prima al secondo piano della casa, poi al piano terra; Catrina si guardò bene prima di aprire, chiedendo chi fosse, e quando sentì che a bussare alla porta era Altidor rispose: “Brutto ubriacone, se sei venuto qua a smaltire la sbornia hai sbagliato casa. Il porcile è nella fattoria dei Darlet.”
Altidor disse: “Vecchia bisbetica, non sono ubriaco e soprattutto non mi sembra di essere brutto visto che più di una volta mi hai concesso le tue labbra.”
La porta si aprì violentemente ma, veloce, una mano già carica di violenza era pronta: il mago non fece in tempo a parlare che uno schiaffo risuonò nel silenzio di quella sera e subito dopo la porta si richiuse.
Il mago restò un attimo con l’espressione che aveva prima che quel tifone si abbattesse sulla sua guancia, poi quando il dolore raggiunse il cervello, esclamò: “Santo cielo! Questo non lo meritavo mica!” E una timida lacrima scese sul suo viso, mentre dall’altra parte un sorriso si stampò sulla faccia di Catrina, che intanto con la schiena si era appoggiata alla porta.
Ma udendo la risposta del mago solo dopo alcuni secondi, disse: “Sei tardo anche di cervello! Persino il dolore fa fatica a farsi capire.”
Anche il mago sorrise, dicendo poi: “Su, avanti, dolce Catrina, ho qualcosa da mostrarti. Ho bisogno del tuo aiuto.”
Dopo alcuni minuti Catrina si decise ad aprire e disse: “Su, avanti, cosa devi mostrarmi?”
Altidor abbassò lo sguardo sul bambino che stava tenendo in braccio; quando anche lo sguardo di Catrina si poggiò sul bambino, un ringhio uscì dalla sua gola e un nuovo schiaffo tatuò il viso di Altidor, il quale, senza muoversi e con una piccola lacrima che scendeva questa volta sulla guancia opposta, disse: “Allora il tuo è un vizio!”
Catrina restò immobile dicendo: “Adesso le sgualdrine con cui vai ti riportano i doni del tuo amore?”
Il mago la guardò. “Come al solito fraintendi tutto, il ragazzino non è mio, anche se a dirla tutta un po’ mi somiglia. È stato abbandonato nel bosco, fammi entrare e ti spiegherò tutto.”
Catrina lo fece entrare. Prese tra le sue braccia il bambino, il quale fece un enorme sorriso; il suo cuore si sciolse, ma quando alzò lo sguardo per sentire spiegazioni da Altidor, il suo viso tornò severo. Una smorfia passò veloce sul viso del mago, che le disse: “Come puoi, in un attimo, passare dalla dolcezza alla rabbia? Sei una donna matta.”
Catrina lo guardò rispondendo: “Se non vuoi che ti renda meno uomo di quello che sei, non sfidare la mia pazienza. E poi il tuo volto m’irrita.”
Il mago la guardò sorridendo, era una donna forte che nascondeva nella sua rabbia una dolcezza infinita; i due si sedettero e il mago abbozzò una storia dicendo che quella sera aveva deciso di fare una passeggiata nel bosco e, durante il suo cammino, aveva udito il pianto di un bambino. Girando un po’ alla ricerca di quel suono straziante, lo trovò sotto una quercia.
Catrina non credeva molto a quella storia, ma sapeva che non poteva lasciare quel bambino nelle mani di quell’irresponsabile, così decise di aiutarlo, anche se sapeva che sarebbe stata dura. Catrina era insospettita anche dall’età del bambino: doveva avere già alcuni mesi, e questo faceva supporre che chiunque fosse stata la madre lo aveva tenuto con sé per un bel po’. Il pensiero la inquietava perché questo dimostrava che la donna era stata costretta ad abbandonarlo; ma non fece nessuna domanda, sapeva che qualunque storia ci fosse dietro quel cucciolo di uomo questo non aveva importanza.
Dopo che ebbe sistemato il bambino pulendolo e facendolo mangiare, si sedette al tavolo per parlare con Altidor, e chiese: “Volevo chiederti una cosa. Come pensi di crescerlo?”
“Con il tuo aiuto, ovviamente. Sai benissimo che da solo non potrei” rispose il mago.
Catrina lo guardò per poi dirgli: “Starà con me qui a casa, e tu verrai tutti i giorni a vederlo fino a che non sarà abbastanza grande da poter venire con te. Va bene?”
Il mago diventò per un istante serio, poi disse: “E se vivessi anch’io qui con te? Potrei alleviarti il peso del lavoro con i miei massaggi. Cosa ne pensi?”
Un nuovo schiaffo gli si stampò sul viso; poi una risposta fredda: “Maiale, faremo come ho detto io e mi pagherai con la carne della caccia. E niente scherzi.”
Il mago sorrise rispondendo: “Va bene. Io ci ho provato, ma le mie intenzioni erano serie. Comunque faremo come dici tu.”
I due, dopo essersi messi d’accordo, si salutarono.
Catrina lo accompagnò alla porta dicendo: “Mi raccomando, hai promesso!”
Il mago la guardò e disse: “Non preoccuparti. Il ragazzo è anche interesse mio.”
Altidor si voltò per andarsene, quando Catrina lo chiamò; il mago corse verso la porta dicendo: “Sapevo che ci avresti ripensato” e si lanciò per baciarla; un ennesimo schiaffo lo colpì.
Altidor restò fermo e poi disse: “Potevi dirmelo che mi stavo sbagliando. Non c’era bisogno di maltrattarmi così.”
Catrina sorrise rispondendo: “Hai ragione, ma ci avevo preso gusto, e poi comunque questo è per qualsiasi cosa farai stanotte lontano da questa casa; ho preferito portarmi avanti con il lavoro. Comunque, prima che tu vada c’è bisogno di dare un nome a questo bambino. Non credi?”
“Hai ragione, principessa dai modi garbati, ma ci ho già pensato: si chiamerà Ferion.”
Catrina lo guardò incredula dicendo: “Non pensavo che da quella boccaccia potesse uscire qualcosa di buono! Va bene, allora sarà così!”
Il mago sorrise e prima di allontanarsi le gridò: “Catrina, cerca di avere più fiducia nelle persone, perché possono sorprenderti, anche se tu non lo credi possibile.” Si allontanò con il cuore sereno e pieno di speranza, convinto che sarebbe andato tutto bene.
Allora, vi ha incuriosito questo fantasy? Sembra un estratto interessante. Per scoprirne di più, trovate il romanzo su tutti gli store di libri, facilmente reperibile.

Francesco Maneli è originario di Napoli e questo è il suo romanzo di esordio. Buona fortuna! :)