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venerdì 5 giugno 2015

Segnalazione thriller - Format e Undicimila Settembre

SEGNALAZIONE THRILLER - FORMAT e UNDICIMILA SETTEMBRE

L'aggiornamento di oggi è dedicato al genere thriller. Per quanto spesso termini come giallo, thriller, poliziesco ecc vengano usati indistintamente, in realtà ciascuno di questi generi narrativi ha degli elementi ben precisi che lo caratterizzano e una propria storia. Qui c'è un articolo interessante sulla differenza tra giallo, noir e thriller.

Iniziamo con "FORMAT. Crimine in diretta tv" di Fabrizio de Sanctis, omicidi seriali in diretta televisiva nella Firenze dei nostri giorni. Telespettatori, attenti!




Titolo: FORMAT. Crimine in diretta tv
Autore: Fabrizio de Sanctis
Genere: thriller
Editore: Fratini Editore
Collana: I calami neri
Pagine: 750
Prezzo: 25 euro (cartaceo). Digitale in lavorazione.
Pagina Facebook Fratini Editore: https://www.facebook.com/fratinieditore


FORMAT. Crimine in diretta tv”, di Fabrizio de Sanctis, inaugura la collana di Fratini Editore dedicata alla letteratura thriller: I Calami Neri. Ambientato nella Firenze contemporanea, il romanzo inizia con una misteriosa videocassetta ricevuta dall’emittente locale, Klem Tv, ponendo il direttore di fronte a un dilemma, e prosegue mostrando i crimini commessi dall’assassino seriale Format in diretta televisiva, con la complicità forzata degli spettatori, in quello che va, di fatto, configurandosi come un macabro reality show. Il commissario Siciliano e la sua squadra sono costretti a una corsa contro il tempo per fermare gli omicidi che stanno terrorizzando Firenze, un’atmosfera inquietante in cui l’autore pone cruciali interrogativi sulla responsabilità dei telespettatori nell’esprimere o meno il proprio dissenso, in un’epoca in cui la spettacolarizzazione mediatica degli eventi ha superato il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è.

Come da politica della casa editrice, la copertina dell’opera è stata realizzata per quest’uscita, nell’ottica di quella reciprocità tra arte e letteratura perseguita con convinzione da Fratini Editore. La copertina scelta, infatti, è stata realizzata dal piccolo Pietro Macelloni, grafico “in erba” vincitore del concorso “Disegna una cover”, prima edizione 2013.

FORMAT. Crimine in diretta tv”, è disponibile per l’acquisto presso la libreria Fratini Editore, in Via degli Alfani 4/r a Firenze, presso le librerie fiduciarie e comodamente online, sul sito internet della casa editrice, e sul portale www.webster.it.
 
BREVE BIOGRAFIA DELL’AUTORE
 
Fabrizio de Sanctis nasce a Firenze il 3 agosto del 1953. Figlio dell’avvocato Valerio de Sanctis, esercita la stessa professione dal 1980, soprattutto in campo penale. Amante della letteratura e della cinematografia gialla, è anche musicista, suonando attivamente in gruppo blues-rock. La sua squadra di calcio del cuore è la Fiorentina. Nel 2014 arriva finalista al Premio Alberto Tedeschi, organizzato da Giallo Mondadori, con il romanzo inedito “L’ultima corsa”. “FORMAT. Crimine in diretta tv” è la sua prima pubblicazione.

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La seconda segnalazione riguarda l'ultimo lavoro di Pierfrancesco Prosperi, noto scrittore di fantascienza ucronica. Per l'ucronia vi rimando a un mio precedente articolo.


Titolo: Undicimila Settembre
Autore: Pierfrancesco Prosperi
Genere: thriller / fantascienza ucronica
Editore: Fratini Editore
Collana: I calami brevi
Pagine: 192
Prezzo: 16 euro (cartaceo). Digitale in lavorazione.
Pagina Facebook Fratini Editore: https://www.facebook.com/fratinieditore


“Undicimila Settembre” è un romanzo di genere fantascientifico ucronico che si sviluppa come un giallo, attraverso una catena di delitti su cui indaga la squadra del Commissario Trevi di Roma. Durante le giornate che vedono l’agonia di Papa Wojtyla, a cavallo fra i mesi di marzo e aprile, tra la Pasqua e le elezioni amministrative dell’anno 2005, i collegamenti fra i vari omicidi fanno emergere il disegno di un vasto complotto, che affonda le proprie origini nel Medioevo e nelle guerre di religione. Ma quando il vice-ispettore Renato Faranda riesce a sollevare l’ultimo velo e a capire a cosa mirano i congiurati, è troppo tardi. L’8 aprile, giorno dei solenni funerali del pontefice, cambierà per sempre la Chiesa e il mondo.

Come da politica della casa editrice, la copertina dell’opera è frutto di una scelta ponderata, nell’ottica di quella reciprocità tra arte e letteratura perseguita con convinzione da Fratini Editore. Le stelle decapitate, su fondo rosso sangue, presenti in copertina, sono infatti il particolare di un’opera di Franco Ionda, artista fiorentino contemporaneo.

“Undicimila Settembre” è disponibile per l’acquisto presso la libreria Fratini Editore, in Via degli Alfani 4/r a Firenze, presso le librerie fiduciarie e comodamente online, sul sito internet della casa editrice, e sul portale www.webster.it.
BREVE BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Pierfrancesco Prosperi, nato ad Arezzo nel luglio 1945, ha iniziato a scrivere fin dalla giovane età. Grande amante della fantascienza, ha pubblicato il suo primo racconto, Lo stratega, con lo pseudonimo di Jack Azimov. Scrittore prolifico, nel corso della sua carriera ha dato alle stampe oltre un centinaio di racconti, più di una decina di romanzi (tra cui “Garibaldi a Gettysburg” e “Seppelliamo re John”, celebri ucronie), lavorando anche come soggettista e sceneggiatore di fumetti. Ha collaborato, tra l’altro, con Topolino, per cui ha scritto numerose storie, Martyn Mystère e L’intrepido. Fin dagli esordi, con il celebre “Garibaldi a Gettysburg”, Prosperi ha dimostrato una inclinazione particolare nel giocare con la storia, divertendosi, con passione, studiata documentazione e metodo quasi scientifico, a ricreare scenari ipotetici, rispondendo a immaginari “E se…?”, quelli che in lingua inglese sono definiti “What if?”.
Per Fratini Editore ha pubblicato “Undicimila Settembre”.





sabato 9 maggio 2015

Ucronia: un'altra storia, infinite storie.

UCRONIA: UN’ALTRA STORIA, INFINITE STORIE.
Nel gennaio 2015 è stato trasmesso, sul canale streaming di Amazon, il pilot della (futura) serie “The Man in the high Castle”, tratta dall’omonimo romanzo di Philip K. Dick, autore che non ha bisogno di lunghe presentazioni. Nato a Chicago nel 1928 e morto a Santa Ana nel 1982, è stato un prolifico scrittore americano, soprattutto nel campo della fantascienza. Molti suoi romanzi e racconti sono stati fonte di ispirazione per numerosi film passati alla storia; qualche esempio? Blade Runner, su tutti, ma anche Minority Report, Paycheck, Atto di Forza, Next, Total Recall e altri.

Nelle sue opere, Dick tratta tematiche profonde, che le rendono ben più di semplici avventure spaziali, approfondendo lo spirito critico degli anni del Secondo Dopoguerra, in cui inizia a scrivere. Nelle sue pagine trovano spazio temi disparati: il confronto tra reale e irreale, la guerra (sia terrestre che addirittura interplanetaria), le donne, i tradimenti, la follia, la morte, il tempo. Quest’ultimo argomento si presta a uno sviluppo elastico, complice la fervida fantasia dell’autore, che gioca con il tempo, presentandolo come una linea da modificare con un’apposita macchina del tempo, come in “Il dottor Futuro” (Dr. Futurity) o “I simulacri” (The Simulacra, ambientato in un ipotetico XXI secolo dominato dagli Stati Uniti d’America e d’Europa), o futuri lontani, passati remoti e presenti ipotetici.
Proprio la rappresentazione di un diverso corso della storia è alla base dell’ucronia, termine coniato dal filosofo francese Charles Renouvier (uchronie), in un saggio dato alle stampe nella seconda metà del Diciannovesimo Secolo, di chiara derivazione greca (nessun tempo, da οὐ «non» e χρόνος «tempo»), poi mutuato in italiano nel Ventesimo Secolo. Come ci ricorda la Treccani, l’ucronia “consiste nella sostituzione di avvenimenti realmente accaduti in un determinato periodo storico con altri, frutto di fantasia ma verosimili”; è, nella pratica, una riscrittura della storia, una nuova stesura che va a sostituirsi all’originale. 

Il termine riprende il ben più antico utopia, imperniandosi però su un piano temporale anziché spaziale. Progetti ucronici prendono spunto dalla domanda “cosa sarebbe successo se” (il noto “What if?” inglese), ad esempio, l’Inghilterra fosse riuscita a reprimere le rivolte nelle colonie americane, se Napoleone non fosse stato sconfitto a Waterloo o se Hitler avesse vinto la Seconda Guerra Mondiale. Un tema, quest’ultimo, sviluppato da vari autori nel Secondo Dopoguerra; già durante il conflitto, infatti, molti osservatori avevano iniziato a immaginare come sarebbe stato il mondo, alla fine della guerra, generando varie opere fantapolitiche (e progetti di spartizione del mondo da parte delle potenze vincitrici).

Prima ancora del Novecento, però, persino prima ancora della creazione di un termine atto a indicare tale genere, esistevano opere letterarie inquadrabili sotto la voce “ucronie”. Nella raccolta Ab Urbe Condita, Tito Livio (redatta a cavallo tra I secolo a.C. e d.C.) immagina che il grande condottiero Alessandro Magno abbia sviluppato il suo impero verso occidente, anziché muovere, come realmente accaduto, verso oriente, chiedendosi quale sarebbe stata la sorte di Roma se si fosse scontrata con Alessandro. Con il testo Storia della Toscana sino al principato (pubblicato postumo nel 1813), Lorenzo Pignotti immaginò cosa sarebbe potuto succedere se Lorenzo il Magnifico non fosse morto nel 1492. Tra le ipotesi principali, una strenua difesa della penisola da parte dello statista mediceo contro le armate straniere, che la invasero agli inizi del Sedicesimo Secolo, e la repressione della riforma protestante prima che potesse divampare. Persino Winston Churchill (frequente protagonista di ucronie elaborate da altri) si cimentò nel genere, quando nel 1931 lo storico inglese J. C. Squire propose a personalità autorevoli della cultura e della politica contemporanea di ricostruire alcuni snodi cruciali della storia dell’umanità, riunendo poi tutti i lavori in un’antologia dall’efficace titolo: “Se la storia fosse andata diversamente” (If it had happened otherwhise). Churchill, per l’occasione, scrisse un saggio riguardo a un esito diverso della battaglia di Gettysburg (anticipando il nostrano Prosperi!).

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, e sulla scia dei devastanti eventi che avevano lasciato un segno tangibile nella mente e nei cuori di chi l’aveva vissuta, o subita, le opere ucroniche fiorirono in massa, incentrandosi prevalentemente su una diversa conclusione del conflitto. Philip K. Dick aprì la strada nel 1962 con il romanzo “The Man in the high Castle” (tradotto e pubblicato vari volte in Italia come “La svastica sul sole”, sebbene ne esista anche una traduzione dal titolo più fedele “L’uomo nell’alto castello”, Fanucci Editore, 2001).

Vincitore dell’edizione 1962 del Premio Hugo (assegnata ogni anno a romanzi di genere fantasy o fantascientifico superiori alle 40000 parole), “La svastica sul sole” immagina un mondo in cui il Terzo Reich e l’Impero Giapponese hanno vinto la guerra, spartendosi il mondo e diffondendo il nazismo ovunque. Ecco quindi che quelli che un tempo erano gli Stati Uniti d’America vengono divisi in tre territori, subendo una divisione simile a quella incontrata dalla Germania post-1945: la costa orientale, sotto controllo tedesco, quella occidentale (Stati americani del Pacifico), sotto i giapponesi, e gli Stati delle Montagne Rocciose, al centro, uno stato cuscinetto. La riscrittura della storia non è solo disegnare una nuova cartina del mondo, ma incide in profondità, sulla vita quotidiana degli individui, caratterizzata da una forte perdita di libertà.

Da notare, all’interno del romanzo, la presenza di un personaggio (lo scrittore Hawthorne Abendsen) che ha scritto l’opera fantapolitica “La cavalletta non si alzerà più” (The Grasshopper Lies Heavy), in cui Hitler ha perso la guerra, generando una contrapposizione tra due mondi che è non solo esterna al romanzo (per chi, cioè, legge e sa che la storia non è andata in questo modo) ma anche interna, coinvolgendo gli stessi personaggi e offrendo loro un’altra ucronia. Questo libro nel libro è ciò che, in letteratura, viene definito pseudobiblium, un libro mai scritto ma citato come vero, come il Necronomicon di Lovecraft.

Dal romanzo è stata tratta una serie televisiva, di cui è andato in onda il 15 gennaio 2015 solo il primo episodio (pilot) ma non su una rete americana bensì sul canale streaming di Amazon.com. La produzione è stata affidata alla Scott Free Production, la compagnia di Ridley Scott (regista, tra l’altro, di Blade Runner, che la produzione ha voluto omaggiare con un piccolo riferimento), il soggetto e la sceneggiatura sono di Frank Spotnitz, già autore di alcuni episodi di X-Files. Il pilot è stato disponibile per il download immediato e la decisione di proseguire la serie è dipesa dal numero di download e giudizi positivi ricevuti dal primo episodio. Il successivo 18 febbraio 2015, Amazon.com ha annunciato infatti che, in virtù del buon successo riscosso dal pilot, avrebbe prodotto un’intera stagione.

Concludendo con i romanzi ucronici, impossibile non segnalare Fatherland, di Robert Harris, un giallo fantapolitico scritto nel 1992 che immagina un Secondo Dopoguerra dominato dallo scontro tra gli USA e il Terzo Reich, vincitore del conflitto mondiale. Per l’Italia, essendo ancora forte il ricordo del Ventennio Fascista, le opere ucroniche tendono a concentrarsi su questo argomento, immaginando che Mussolini non sia entrato in guerra e sia rimasto al potere. Un esempio è l’Epopea Fantastorica di Enrico Brizzi, una trilogia dedicata a Lorenzo Pellegrini, giornalista bolognese del quotidiano sportivo Stadio, che vive negli anni ’60, in una Repubblica Italiana retta dal Duce, ormai vecchio, che governa anche sulle cosiddette “Repubbliche Associate” (Libia, Albania, Corsica, Malta, Egeo e Africa Orientale).

Il più prolifico scrittore italiano di ucronia è indubbiamente Pierfrancesco Prosperi, autore di centinaia di racconti, fumetti e una dozzina di romanzi. Tra i tanti, da ricordare “Seppelliamo Re John” (romanzo sia di fantascienza, in quanto ambientato in vari momenti del futuro, sia ucronico, in quanto viene ipotizzato che il Presidente Kennedy non sia rimasto assassinato, e anzi viene imbastito addirittura un viaggio nel tempo per ucciderlo!) del 1973, “Garibaldi a Gettysburg”, che ipotizza cosa sarebbe successo se Garibaldi avesse aiutato i nordisti durante la guerra civile americana (la differenza più notevole è la scomparsa degli USA a favore della Condeferazione degli Stati Uniti d’America), fino al più recente “Undicimila Settembre”, Fratini Editore, 2014, in cui lo scrittore aretino torna a giocare con la storia in occasione dei funerali di Papa Giovanni Paolo II e della riunione di tutti i potenti della Terra a Roma.

È chiaro, infine, che il genere ucronico trovare applicazione, non solo in letteratura, ma anche nella cinematografia e nelle storie a fumetti, con un potenziale praticamente infinito, purché sostenuto da un’ottima conoscenza storica che permetta di ricreare scenari (im)possibili come fossero reali. La miniserie a fumetti Watchmen, di Alan Moore (da cui è stato tratto un bellissimo film nel 2009), narra le avventure di un gruppo di supereroi in crisi, la cui la presenza nella società statunitense ha comportato un epilogo diverso per alcuni avvenimenti storici, come la vittoria degli USA in Vietnam. 

La Marvel Comics ha creato un’apposita collana “What if?”, dove è apparsa la figlia (mai nata) di Peter Parker, che ha seguito le orme paterne diventando Spider Girl. Tiziano Sclavi dedica all’ucronia il numero 240 di Dylan Dog, mentre la serie anime e manga Code Geass si svolge in un mondo dove si sono verificati eventi storici diversi da quelli realmente accaduti.
Le potenzialità, come detto, sono infinite, al punto che, navigando in rete, è possibile imbattersi in siti internet dedicati alla ideazione e allo sviluppo di interi progetti ucronici. Un’altra storia, infinite storie.

(Articolo originariamente apparso sul blog Fratini Editore, gennaio 2015).