Blogtour "Il prezzo della notte" - Fabrizio De Sanctis
Dal 3 al 6 giugno scopriremo i retroscena del romanzo "Il prezzo della notte", il bel giallo di Fabrizio De Sanctis ambientato a Firenze (NPS Edizioni). Partiamo con i dietro le quinte sulla scrittura, lasciando che a raccontarceli sia proprio l'autore.
Tappa 1 – Dietro le quinte del romanzo di Fabrizio De Sanctis
DA ROMANZO A… ROMANZO
Approfitto dell’occasione fornitami dagli amici di NPS Edizioni con la ripresa di un romanzo datato 2014 per aprire una finestra sul lavoro dello scrittore. Premetto che, all’epoca, il romanzo, col titolo “L’ultima corsa”, ebbe un discreto successo, inimmaginabile per un autore alle prime armi: finalista al Premio Alberto Tedeschi del Giallo Mondadori (forse la vetrina più prestigiosa nel genere), buone vendite della versione digitale (fino al quinto posto nella classifica Amazon), un po’ meno per quella cartacea, uscita un anno dopo sempre con diffusione solo sul web in print-on-demand. Poi, all’improvviso, la sparizione: chiusura della casa editrice, che pure sembrava solida perché nell’orbita di editori prestigiosi, e la dicitura “Non disponibile” a mo’ di lapide su tutti gli store on-line.
Altra breve premessa: il lettore medio, che si trova fra le mani il prodotto finale, spesso non si rende conto di tutto il lavoro che c’è dietro, sotto forma di stesure, revisioni, editing e quant’altro. E, quando l’amico Alessio Del Debbio mi ha proposto di ripubblicare il vecchio romanzo, abbiamo convenuto sulla necessità di un profondo restyling, ancor più doveroso perché il libro era sì del 2014 ma era ambientato nel 2000, con un giovane Siciliano, ancora vicecommissario, e senza tutti quei personaggi che sarebbero poi diventati fissi nei romanzi a seguire, a cominciare dalla sovrintendente Alessi.
Così, quando lo rilessi una prima volta, la prima reazione fu: “Ma chi l’ha scritta questa roba?” Giuro, è la pura verità, non una battuta. Non riconoscevo più l’autore, mi sembrava scritto da un altro. Una sensazione strana, quasi inquietante, e, al tempo stesso, uno stimolo.
Oltre dieci anni, punteggiati da quattro romanzi, sono un’era geologica, almeno nel mio caso. Intanto, ho capito quanto fosse sbagliata l’abitudine di mettere da parte, una volta pubblicata, qualunque cosa scrivessi. Soprattutto, mi sono reso conto di quanto sia cambiato il mio modo di scrivere, anche nel lessico; e nel “modo” rientra quello di descrivere le situazioni, a cominciare dal ritmo narrativo. In più, la vecchia stesura aveva un problema congenito: il numero delle battute, imposto dal bando del concorso; una specie di ghigliottina invalicabile, che finisce per mettere la lunghezza al primo posto, a scapito dei contenuti.
Libero dai capestri, ho messo in pratica una vera e propria riscrittura a trecentosessanta gradi. Ne ha beneficiato il finale, molto più ampio e articolato, e questo è forse l’spetto più evidente, ma è tutto l’impianto della vicenda a essere cambiato. In meglio, di questo sono certo.
Buona parte del merito va a Stefano Mancini, editor validissimo, severo, obiettivo. Sono alla seconda collaborazione con lui e posso dire che siamo già a un feeling notevole. L’editing è uno scalino imprescindibile, che necessita di due requisiti: da una parte, lo scrittore non deve innamorarsi “a prescindere” della sua opera, considerandola un intoccabile “romanzo-fine-di mondo”; dall’altra, l’editor deve intervenire senza snaturare né pretendere di “riscrivere” a modo suo. Il feeling di cui parlavo si traduce in “sintonia”; senza, non si va da nessuna parte.
Questo è il “dietro le quinte” di un romanzo, ancora più complesso quando si tratti di ridare vita a un’opera che ha già vissuto la propria esistenza. Ed è il motivo per il quale sono convinto che anche chi ha letto la vecchia stesura apprezzerà la nuova edizione. Anzi, forse la apprezzerà di più, traendone spunto per entrare nel mondo della scrittura da una porta privilegiata.
Per saperne di più, visitare il sito NPS Edizioni!

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