Blogtour "Di spade e di eroi" - Intervista a Monica Serra
Bentrovati, lettori. Ultima tappa del blogtour dedicato a "Di spade e di eroi. Storie di lame leggendarie", volume edito da NPS Edizioni, con l'intervista a Monica Serra, autrice del racconto fantastico "La spada di Fierbois". Scopriamolo assieme!
Benvenuta Monica.
Parlaci un po’ di te. Chi sei? Cosa fai? Dove vai?
Sono una scrittrice di narrativa fantastica, una curatrice editoriale e, soprattutto, una grande appassionata di storia. Mi piace esplorare i punti in cui la realtà si piega su sé stessa creando vuoti in cui si annidano miti, leggende e domande che non hanno una risposta univoca. Forse è per questo che mi trovo così a mio agio tra fantasy, fantascienza e retelling: sono generi che permettono di guardare il passato, il presente e anche il futuro da prospettive nuove, senza perdere il legame con ciò che siamo.
Quando non scrivo, oltre al lavoro che mi consente di pagare le bollette e il mutuo, sono curatrice della collana Fantasy Tales di Delos Digital e collaboro con diverse realtà dedicate alla narrativa (e non solo) fantastica. Mi piace accompagnare altri autori nel loro percorso creativo quasi quanto costruire i miei mondi immaginari.
Cos’è per te la scrittura? Hai qualche storia particolare da raccontare sul tuo modo di scrivere? (manie, vizi, virtù, aneddoti, passioni...)
Come dicevo prima, per me scrivere significa guardare la realtà da prospettive diverse. Quando non invento mondi completamente nuovi, mi piace interrogare la Storia più che raccontarla. Mi affascinano i vuoti, le contraddizioni e le versioni ufficiali che convivono con le leggende: è proprio in quello spazio che nascono molte delle mie storie.
Ogni romanzo (ma anche il racconto più breve, in realtà) parte da una lunga fase di studio. Raccolgo libri, cronache, saggi, mappe, immagini e documenti, poi arriva un momento in cui smetto di prendere appunti e lascio che siano i personaggi e la trama a guidarmi. Da quel momento la ricerca diventa storia vissuta: non mi interessa spiegare un'epoca, ma farla respirare attraverso odori, suoni, luoghi, pioggia, fuoco. Se il lettore, chiudendo il libro, ha l'impressione di essere stato davvero lì, allora sento di aver raggiunto il mio obiettivo.
L'idea è nata in modo quasi casuale. Quando l'editore mi ha proposto di partecipare all'antologia con un racconto dedicato a una spada famosa, il mio primo pensiero è andato a una leggendaria lama orientale. Purtroppo, però, qualcuno era stato più veloce di me e aveva già scelto quella storia.
Così ho iniziato a guardarmi intorno. In quel periodo ero immersa nello studio della figura di Giovanna d'Arco e stavo costruendo l'impianto di un romanzo a lei dedicato a cui pensavo da qualche anno. Durante le ricerche mi sono imbattuta nella vicenda della Spada di Fierbois, un episodio storico tanto documentato quanto misterioso. Ho sentito subito il richiamo di una storia che aspettava soltanto di essere raccontata.
A quale spada ti sei ispirato? Perché questa scelta?
L'episodio del ritrovamento di quella lama mi ha conquistata fin da subito. Secondo le cronache, prima della campagna militare e su suggerimento delle sue “Voci”, Giovanna chiese di recuperare una spada nascosta dietro l'altare della chiesa di Sainte-Catherine-de-Fierbois. Nessuno avrebbe dovuto sapere che era lì, e invece la lama venne realmente ritrovata nel luogo indicato.
A quel punto è scattata la domanda che, per me, segna sempre l'inizio di una storia: e se quella spada fosse molto più di una semplice reliquia? E se la vicenda tramandata dalle cronache fosse soltanto la superficie di qualcosa di molto più antico?
Diversamente da altre spade celebri, quest’arma non è ricordata tanto per le battaglie combattute quanto per il mistero che la circonda. Compare all'improvviso nella vita di Giovanna, accompagna le sue imprese e scompare quasi senza lasciare traccia. Questo alone di incertezza mi ha dato la libertà di immaginare una storia in cui la leggenda, il folklore celtico e la spiritualità medievale potessero intrecciarsi in modo naturale.
Era la spada perfetta per raccontare una Giovanna diversa da quella tramandata dalla tradizione, sospesa tra la santità, il mito e il fantasy.
Da quell'interrogativo è nato La promessa di Fierbois, che rappresenta anche il primo tassello di un progetto narrativo più ampio dedicato a Giovanna d'Arco. L'idea non è riscrivere la sua storia, ma proporre una possibile lettura fantastica di alcuni degli episodi più enigmatici documentati dalle cronache medievali.
Dove e quando si svolge la storia?
Il racconto è ambientato nella Francia del XV secolo, nel periodo della Guerra dei Cent'Anni. Le vicende si muovono tra luoghi realmente esistiti, come la chiesa di Sainte-Catherine-de-Fierbois, Chinon e Orléans, ma la ricostruzione storica si intreccia con una dimensione fantastica ispirata ai miti celtici e alle antiche leggende della Bretagna.
Il risultato è un Medioevo riconoscibile e documentato, ma attraversato dalla magia che affiora tra le pieghe della storia senza mai sostituirsi ad essa.
Inserisci una citazione dal racconto, se vuoi.
Citerei la conversazione casualmente ascoltata che convince Jeanne a seguire le indicazioni delle Voci che le avevano promesso una spada “vera” con cui riportare alla gloria il regno di Francia:
«Si racconta che, alla vigilia della battaglia di Poitiers, Carlo Martello udì un respiro tra le montagne: un suono che non apparteneva a nessuna creatura conosciuta, che lui interpretò come un presagio». Le fiaccole crepitavano tremolando sulle pareti annerite. «C’è chi dice che fosse il respiro di un drago. E qualcuno giura di averlo sentito di recente su queste montagne. Di nuovo». Fece tintinnare il boccale sul tavolo. «Quella notte, davanti alla sua tenda, Carlo trovò una spada. Era come se fosse caduta lì dal cielo, tanto massiccia che pareva forgiata col ferro delle stelle. Fu con quell’arma che guidò i Franchi e spezzò l’invasione dei Mori».
Grazie per essere stata con noi.
Biografia
Monica Serra scrive narrativa fantastica, spaziando dal fantasy alla fantascienza, con una particolare predilezione per le storie in cui il confine tra realtà, mito e leggenda si assottiglia. Nelle sue opere la ricerca storica si intreccia con l'immaginazione, dando vita a mondi in cui gli eventi realmente accaduti trovano nuove chiavi di lettura attraverso il fantastico.
È curatrice della collana Fantasy Tales di Delos Digital, associata World SF Italia e collabora con diverse realtà editoriali dedicate alla narrativa fantastica. Ha pubblicato racconti e romanzi con riviste e case editrici italiane.






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