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lunedì 15 gennaio 2018

Intervista a Mala Spina

INTERVISTA A MALA SPINA

Buon lunedì, viaggiatori di mondi fantastici! Dopo aver parlato dei suoi libri della saga Victorian Horror Story (qua gli articoli precedenti su "Mostri di Londra", qua su "Orrore a Whitechapel", e qua su "Fantasmi sul Tamigi" e "Demoni da Highgate"), oggi abbiamo la possibilità di chiacchierare un po' con Mala Spina, la poliedrica autrice toscana che ha creato Miss Patel, Peter Doyle e gli altri personaggi che animano la Londra vittoriana! ;)

INTERVISTA A MALA SPINA

Ciao Mala Spina,
benvenuta sul blog “i mondi fantastici”. Parlaci un po’ di te: chi sei, dove vai, cosa fai? Come sei approdata alla scrittura?


Sono una a cui piace raccontare storie e ne ho tante che aspettano di venire in superficie.
Ho iniziato a scrivere colpa dei PBEM. Molti anni fa (e sono volutamente generica perché sono davvero tanti!) erano giochi di narrazione via email molto in voga. In pratica, una storia veniva portata avanti a turno da un gruppo di giocatori/scrittori seguendo alcune regole comuni. Dopo qualche anno di scrittura “ludica” mi è arrivata la prima idea di senso compiuto per un lungo racconto ed era... di fantascienza.

Cosa ti piace leggere? Quali sono i tuoi libri preferiti?

In generale mi piacciono molto i romanzi d’avventura, in tutte le forme possibili. Sono passata per il lungo periodo delle saghe chilometriche di fantasy epico di David Eddings e Terry Brooks, c’è stato quello dei libri horror di Koontz e King, c’è tutt’ora la mia ventennale passione per Lyon Sprague de Camp. Se mi puntassero una pistola alla testa e mi obbligassero a scegliere solo pochissimi libri... credo che punterei su “Stregone suo malgrado” di Stasheff, “L’anello del Re Tritone” di de Camp e probabilmente “Cose Preziose” di King. Il motivo è che periodicamente e per qualche strana ragione mi torna la voglia di leggerli di nuovo.

Come mai “Mala Spina”? C’è un segreto, un aneddoto dietro questo nome d’arte?


Mala Spina era uno dei miei nickname storici. Oltre a questo, quando ho iniziato a scrivere seriamente tre anni fa, lavoravo per un editore e non volevo assolutamente che qualcuno venisse a ficcare il naso nei miei progetti di scrittura. Aggiungici un po’ di timidezza generica e il fatto di avere un cognome antipatico nella realtà ed ecco come mai ho iniziato a usare il mio vecchio nickname anche nelle pubblicazioni.

Sei una scrittrice poliedrica, che si diverte a giocare con il fantastico, presentandocelo sotto sfumature diverse, che vanno dal dark all’horror per sfociare nel grottesco. Ti piace sperimentare?

Certo! Dopo aver passato l’ultimo anno nella mia fase horror-dark fantasy sono decisamente entrata in una nuova mala-evoluzione: lo Steampunk e anche una deriva Romance-Thriller. Il Fantasy rimane la mia prima passione ma non la sola.

Come è nata la serie “Victorian Horror Story”? Cosa volevi raccontare con questa storia?


Anche Victorian Horror Story è stato un esperimento. In quel periodo avevo letto un paio di libri ambientati nella Londra Vittoriana e in più ero fresca della visione del serial “Penny Dreadful”. Tutto è iniziato da Ginny e dall’idea di avere una protagonista che ci facesse vedere il volto nascosto di Londra. Quando le protagoniste vengono morse da un vampiro o similari si trasformano in vampire supersexy ma se le cose andassero diversamente? Volevo esplorare una Londra oscura evitando le solite figure classiche dei romanzi paranormali a base di vampiri e licantropi, volevo cacciatori di mostri che ricordassero “La lega degli straordinari gentlemen”, e volevo una storia mooolto complicata per la mia protagonista, altrimenti non ci sarebbe stato il divertimento.

È stato difficile documentarsi e muoversi nella Londra di fine Ottocento?

Nonostante si tratti di una Londra fantastica ho cercato di ricostruirla in modo credibile o almeno plausibile per le finalità della trama. Oltre alle mie letture di romanzi gotici con una buona o ottima ricostruzione storica, fumetti in tema (“From Hell”, “La lega degli straordinari gentlemen” e alcune uscite Cosmo), film e telefilm, mi sono stati d’aiuto i siti di informazione orientati proprio a quel periodo storico, mappe interattive della Londra vittoriana per gli spostamenti e i luoghi, perfino un video di un ‘ra e mezzo su Youtube con l’intero percorso interno del cimitero di Highgate. Il problema più grosso? Districarsi tra i titoli nobiliari!

Parlaci dei personaggi di “Victorian Horror Story”? Due parole per definire i protagonisti e poi dicci se hai un tuo preferito.


Gli abitanti della villa di Bishop Road hanno dei segreti e mi è piaciuto giocare su quello che sembrano alla protagonista (e quindi a chi legge) e ciò che sono realmente. Ho giocato sui loro rapporti ambigui e su come si evolvono con l’arrivo di Ginny a scombinare i delicati equilibri tra loro. I miei preferiti sono due: uno è Johnny il Nero, di cui prima o poi dovrò fare un’illustrazione, e il secondo è Peter Doyle. Il motivo è che farli parlare è stato facile e la voce di ognuno di loro veniva fuori da sola senza nessuno sforzo di immedesimazione. Oltretutto di loro non si sa molto e sono i soggetti ideali per iniziare altre storie.


Con “Altro Evo” invece siamo in un mondo fantasy più classico. Parlaci di questo progetto, è concluso? È ancora in evoluzione?

Altro Evo è il mio primo progetto di scrittura e lo avevo pensato per avere un’“uscita d’emergenza”, per modo di dire. Lo avevo studiato fin dall’inizio in modo che fosse composto di episodi indipendenti (a differenza di Victorian Horror Story) così, se per qualche ragione non avessi più potuto portare avanti la serie, non ci sarebbero state storie rimaste a mezzo. Ho pubblicato i primi quattro episodi, ma in realtà dovrebbero essere sei per completare il quadro e risolvere tutti i punti misteriosi. Il quinto episodio è scritto al 40% e al momento non ho idea di quando lo finirò.

Infine “Il Mangia Peccati”. Di cosa tratta questa storia (che ha un’ambientazione ben delineata)?

Il Mangia Peccati si svolge nello stesso universo di Victorian Horror Story, solo qualche anno prima e in Italia, più precisamente in Toscana.
Il tutto è nato da una coincidenza di fattori. Mio nonno mi aveva lasciato una raccolta di bellissime riviste risalenti al 1890-1892 (la Tribuna Illustrata), avevo un periodo in cui ero fissata con l’horror e il weird, inoltre volevo ambientare il tutto in una zona che mi è piaciuto visitare qualche tempo fa: la Garfagnana.
L’obiettivo era scrivere una commedia orrorifica, un genere bislacco che non ha poi tantissimi esempi perché non è facile unire humor a temi horror. Quindi è nato Martino, il protagonista sfortunato la cui famiglia ha una tradizione da Mangia Peccati e che ricorda molto Shaun di “Shaun of the dead”. Si sono uniti compagni altrettanto bizzarri che hanno fatto da comprimari e ho unito il tutto con una trama alla Lovecraft.
Quando si muore senza confessione i peccati seguono l'anima, ma a volte sono così immondi da rimanere indietro.
In casi come questi ci vuole... un professionista.

Ti piacerebbe vivere in uno dei mondi da te creati?

Solo se posso esserne protagonista!

Progetti futuri?

Riuscire a concludere il racconto su cui sto lavorando in questo periodo: una commedia steampunk a base di dirigibili e automi impazziti. Possibilmente riuscire a finire il quinto volume di Altro Evo e magari iniziare il thriller storico cui sto pensando da un po’. Poi smetterò di dormire per riuscire a far tutto.

Grazie per essere stata ospite del blog “I mondi fantastici”.


Grazie a te, Alessio!

Ricordo a tutti che Mala Spina ha uno splendido sito, in cui potete curiosare in tutta la sua produzione fantastica, horror e quant'altro produrrà! ;)

mercoledì 10 gennaio 2018

Recensione "Fantasmi sul Tamigi" e "Demoni da Highgate" di Mala Spina

Recensione "Fantasmi sul Tamigi" e "Demoni da Highgate" di Mala Spina

Bentrovati, amici dei mondi fantastici! Oggi vi beccate due recensioni in una. Vi parlerò infatti degli ultimi due volumi della serie "Victorian Horror Story": Fantasmi sul Tamigi e Demoni da Highgate. Perché una recensione unica? Perché credo che ormai chi ha letto, sta leggendo o leggerà la saga, arrivato a questo punto leggerà tutti i volumi, e chi non l'ha letta non leggerà soltanto un terzo volume a caso, per cui ne parlo insieme, senza ovviamente accenni al finale! ;)
Dove eravamo rimasti? 
In "Mostri di Londra" conosciamo la nostra protagonista: Miss Guinevere Patel, una medium fasulla, che si ritrova invischiata in una situazione molto delicata, oscura e misteriosa. Tramite lei, anche noi lettori scopriamo la Londra segreta di fine Ottocento, ove si aggirano non viste creature fantastiche e demoniache. Facciamo la conoscenza di Lord Richmond, tanto bello quanto potentissimo, del buon Huges, dello strambo Wright e del ligio maggiordomo, il buon Tristan.

In "Orrore a Whitechapel", Miss Patel vive la prima avventura in solitaria, trovandosi da un lato a fare i conti con la sua nuova vita, e i cambiamenti che il suo corpo sta subendo, dall'altro a dover (voler) salvare i suoi amici. In tutto questo, oltre a conoscere nuovi strani personaggi, come Johnny il Nero e la cara vecchia Bessie, ecco che entra in scena un altro personaggio importantissimo: Peter Doyle, irlandese, cocciuto e casinista, membro del Circolo Styx, un'organizzazione che caccia creature sovrannaturali, con l'aiuto di tecnologie bizzarre e moderne. In questo campo c'è una vena steampunk nella narrazione, decisamente intrigante.

E adesso?
"Fantasmi sul Tamigi" continua la serie, portando avanti la trama. In questo volume la trama segue due fronti particolari, che sono quelli di Ginny e di Peter, decisi ad andare avanti con il loro piano (o con i loro piani?). L'idea è di sbarazzarsi di Lord Richmond una volta per tutte, cosa su cui potrebbero convergere gli interessi sia di Miss Patel che del Circolo. Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo... il Tamigi! Che nasconde segreti ben più interessanti di qualche scarto inquinante!

In un susseguirsi di azione e scontri, di piani da imbastire e da rivedere, di vittorie e tradimenti, la trama giunge al suo climax, con una svolta decisamente interessante, che porta Ginny in una situazione del tutto nuova. Un ruolo che non avrebbe pensato di ottenere. Ma il ritmo della trama non dà scampo, il potere chiama altro potere e antiche creature arrivano da tutta Europa per contendersi il trono di Signore Oscuro di Londra.

"Demoni da Highgate" rappresenta la conclusione di "Victorian Horror Story", in cui tutti i nodi vengono al pettine. La forza e la malvagità di Lord Richmond si rivelano, più oscure che mai; la nostra Ginny (quella "Piccola cosa morta" che lotta per recuperare il proprio libero arbitrio) non sa che pesci pigliare, rimasta sola con il fedele Hughes, il mutaforma; e lo Styx, con tutti i suoi dotti e luminari, non si accorge dell'infezione che gli sta crescendo in seno. Un gran finale davvero esplosivo, che ci porta in tanti luoghi di Londra: dai cieli della città, sul dirigibile in cui si trova la base operativa del Circolo, al cimitero di Highgate, alla villa di Richmond e altri luoghi meno noti della città.

Non vi anticipo nulla, vi dico solo che ho apprezzato tutti i volumi della serie "Victorian Horror Story" nello stesso modo. Non ho ravvisato cali di tensione, come spesso può accadere in una serie, ma ogni libro ha aggiunto un tassello in più all'oscuro ma affascinante mondo della Londra vittoriana dell'orrore creato da Mala Spina. Anche il finale in chiaroscuro è stato decisamente apprezzato, e poi chissà... che non possano venir fuori un giorno nuove avventure ambientate nello stesso mondo! ;)


Nel complesso, consiglio questa serie a tutti gli amanti del fantastico. Chi è stufo dei soliti nani, elfi e signori oscuri, qua troverà un fantastico diverso, più urbano, per alcuni tratti più vicino a noi, celato nell'ombra, magari della casa accanto a noi, e tanti personaggi intriganti che vi porteranno nel loro mondo, tra passioni improvvise, imbrogli e false verità. Una Londra nient'affatto turistica, che mostra il suo volto sporco e sporcaccione, ma che mantiene tutto il fascino della città antica e potente. Come già detto in precedenza: la vena horror c'è, ma non disgusta, è vicina al fantastico delle storie di folklore, e permette anche al lettore più refrattario al genere di godersi una bella storia! Buona lettura! ;)

Per approfondire, visitate il sito di Mala Spina!