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sabato 6 gennaio 2018

Recensione "Il canto del ribelle" di Joanne Harris

Recensione "Il canto del ribelle" di Joanne Harris

Il canto del ribelle” è un romanzo fantastico di Joanne Harris, prequel alla trilogia “Runemark”, già edita da Garzanti. Il libro è comunque fruibile indipendentemente dalla lettura degli altri volumi.

La storia è ambientata ad Asgard, ai tempi del mito, e ne segue la costruzione, l’edificazione e il crollo, per mezzo della voce narrante di Loki, Dio degli Inganni e, in questa storia, fratello adottivo di Odino. Un tempo era un demone del fuoco, che Odino tirò fuori dal Caos, poi è stato fratello del Signore degli Asi, pur senza mai essere considerato uno “del gruppo” da parte degli altri Asi, infine è stato giudicato colpevole delle peggiori nefandezze, imprigionato e poi compartecipe della caduta di Asgard durante il Ragnarok.

Il libro riprende elementi della mitologia nordica, delineando un quadro completo della storia di Asgard, e in particolare del ruolo avuto da Loki nella creazione e/o nella risoluzione di alcuni problemi, come il taglio dei capelli di Sif, la forgiatura di Mjolnir e della lancia Gugnir, il rapimento di Idun, la morte di Balder e infine l’apocalisse nordica.
Io conosco una storia, o figli della terra.Parlo come devo.Di come nove alberi hanno dato vita ai MondiAffidati ai giganti. Va bene. Basta. Basta così. Quella era la Versione Ufficiale. La Profezia dell’Oracolo, così come è stata raccontata a Odino Padre di Tutti dalla Testa di Mimir il Saggio e che tratta, in trentasei strofe, tutta la storia dei Nove Mondi, da “Che sia fatta luce” fino a Ragnarok. Fantastico, non vi pare? Bene, questa non è la Versione Ufficiale. Questa è la mia versione dei fatti. […] Una volta tanto cominciamo da me. Altri hanno già avuto l’occasione di raccontare la loro versione dei fatti. Questa è la mia. Io la chiamo Lokabrena o, tradotto approssimativamente, Il Vangelo di Loki. Loki sono io, il Portatore di Luce, l’eroe incompreso, elusivo, bello e modesto. Non prendetelo come oro colato, ma è vero almeno tanto quanto la Versione Ufficiale e, oserei dire, più divertente. Sin qui la storia mi ha assegnato un ruolo assai poco lusinghiero. Adesso tocca a me entrare in scena.

Il romanzo è suddiviso in quattro parti, definiti libri (luce, ombra, crepuscolo e tramonto), che seguono la vita di Loki e il suo rapporto di amore/odio con Asgard e con gli Asi. Luce è ovviamente l’inizio di tutto, ispirata al celebre verso della Profezia dell’Oracolo: “Che sia fatta luce!”. In questa fase il lettore fa la sua conoscenza di Loki, il narratore, e del mondo in cui si ritrova a vivere, con qualche accenno di cosmogonia generale, finché Odino non viene a prelevare il demone dal caos e lo porta ad Asgard, dove conosce la sua nuova famiglia. Inizialmente Loki cerca di farsi apprezzare, ci prova a farsi se non voler bene, quantomeno a non farsi odiare. Ma gli Asi sono una casta chiusa e molto tronfi e orgogliosi e lo accusano di ogni nefandezza, anche delle più sciocche banalità, generando risentimento nel suo animo, risentimento inasprito dal silenzio di Odino che, in qualche modo, avalla il motteggiare continuo del resto delle Divinità. È qui, infatti, che nasce il germe della rivalsa in Loki. Nella fase “Ombra”, tramite la narrazione di varie avventure (alcune note ai lettori delle opere classiche della mitologia nordica) che coinvolgono Loki e gli altri Dei (Thor, in particolare, ma anche Odino, Frey, Freyja), il Nostro Umile Narratore cerca di scoprire i punti deboli degli Asi, seminando zizzania tra loro per indebolirli, in cerca della sua rivalsa, ma non approda a niente di definitivo, ritrovandosi spesso anche a salvarli. Nella terza fase l’imbrunire si avvicina, complici la profezia dell’oracolo e i sogni di Balder il bello, di cui Loki provoca la morte. Come noto, ciò porta al suo incarceramento e all’inizio del Ragnarok. La parte finale, appunto il tramonto, è il momento della fine della civiltà degli Asi, perlomeno quella che era esistita fino a quel momento. Come ricorda Loki, e anche Einstein, nel mondo tutto si trasforma, e anche i Mondi (i nove Mondi, nio heimar in norreno) si trasformano e dopo la fine cosa c’è? Distruzione? Oblio? Una nuova vita? O, forse, più semplicemente un nuovo mondo?

Lo stile della Harris, in questo romanzo, è davvero calzante. La voce narrante è quella di Loki, che domina in tutte le riflessioni. Suo è il modo di raccontare (fresco, scanzonato, istrionico, con frecciatine continue a tutto e a tutti), sua la visione del mondo, suoi i sentimenti dentro cui il lettore entra (sia pur a fatica, dato che non è tipo da ammetterli), suoi sono gli intrighi in cui ci ritroviamo coinvolti. È vero, sappiamo già come finirà (o, quantomeno, chiunque abbia un minimo di conoscenza della mitologia nordica lo sa), ma il modo di raccontare di Loki (affabile, coinvolgente, sarcastico a volte) e il modo in cui l’autrice ha recuperato elementi e situazioni narrate del mito incastrandole in una personale cronologia fanno mettere da parte la paura di saper già tutto e permettono di entrare dentro la storia.

Agli amanti dello stile aulico/mitologico, forse il libro non piacerà, perché il modo di parlare di Loki è molto moderno, schietto, diretto, ma, va detto, è decisamente azzeccato al tipo di personaggio che l’autrice ha creato e delineato.

“Penso di poterlo convincere ad aiutarci. È solo questione di offrirgli il giusto incentivo”.
“Sei davvero tanto bravo?” ha chiesto Thor.
Ho sorriso. “Meglio. Sono Loki”.

“Il canto del ribelle” è un libro meraviglioso, raccontato da un protagonista meraviglioso che suscita, dalla prima all’ultima riga, la simpatia del lettore per il suo essere bastardo, manipolatore (trickster, potremmo definirlo), persino cospiratore, ma soprattutto perché, per quanto ci provi a odiare Odino e gli Asi, per quanto male voglia scaricare su di loro, lui sa (e di rado lo ammette, perché ammetterlo vuol dire soffrire e il dolore è una di quelle cose che il suo Aspetto Fisico non sopporta!) di essere un outsider, di non essere mai davvero riuscito ad appartenere a quella gente, a quella società che, pur con tutti i suoi difetti, avrebbe potuto essere la sua casa. Simpatia quindi verso il protagonista, e anche un’originale (ri)presentazione dei fatti, non obiettiva (ovvio! È anche dichiarato nel Prologo), né esaustiva (parliamo di miti, non di fatti storici) ma realmente coinvolgente. La Harris è anche brava a riprendere la mitologia e le avventure più note di Thor e degli altri Asi (come il taglio dei capelli di Sif o il rapimento di Idun), creando una cornice narrativa in cui tutto ha il suo posto. Una precisazione è d’obbligo, per il lettore purista: questo è un romanzo, non un saggio di mitologia nordica, perciò i fatti sono funzionali alla trama e, a volte, ci sono modifiche o omissioni, come è logico che sia, rispetto alla versione più nota del mito, che, comunque, è pur sempre un mito (uno dei tanti), non storia. Un lavoro impegnativo quello dell’autrice che, a mio parere, è riuscito molto bene. Un lavoro che non è una rivalutazione di Loki o una giustificazione alla malvagità delle sue azioni, ma è un’osservazione degli eventi da un’altra prospettiva. Una versione non ufficiale, come dichiara lo stesso Loki nel Prologo, ma decisamente divertente, scanzonata, seppur non priva di drammaticità e di sentimenti. Proprio quel dolore (fisico, ma anche interiore) che Loki ha sempre tentato di evitare, finendo per cascarci proprio dentro. E noi, lettori, con lui.


(Mia recensione originariamente apparsa sul sito "Le lande incantate").

martedì 27 ottobre 2015

Segnalazione fantasy - Il canto del ribelle e Ancorati a un patto

SEGNALAZIONE FANTASY - IL CANTO DEL RIBELLE e ANCORATI A UN PATTO


Doppia segnalazione fantasy nell'aggiornamento di oggi del blog. Il primo titolo è di un'autrice celebre, il secondo di uno scrittore emergente. Iniziamo con "Il canto del ribelle" di Joanne Harris, autrice di "Chocolat" (1998), da cui è stato tratto il celebre film, e di un'altra decina di libri.

Titolo: Il canto del ribelle - la vera storia di Loki
(Titolo originale: The gospel of Loki)
Autore: Joanne Harris
Editore: Garzanti
Genere: Romanzo fantastico
Formato: disponibile in cartaceo e digitale
Pagine: 320
Prezzo: 16,90 euro
Disponibile in libreria e sugli store.
Su Amazon disponibile un estratto.
Una bella recensione su "Dusty Pages".
Pagina del romanzo su Facebook. 
Sito dell'autrice.


Il libro è un prequel a "Le parole segrete" (titolo originale: Runemarks), che ho apprezzato decisamente, e a "Parole di luce", ma è strutturato come un romanzo a sè stante, per cui non preoccupatevi se non avete letto altri libri della Harris. Il libro spiega e approfondisce le origini degli dèi nordici, con la narrazione magica e unica che da sempre contraddistingue le opere della Harris. La scrittrice ha rivelato di essere già all’opera su un secondo volume che andrà ad affiancarsi a questo.

TramaPer Loki, il dio delle fiamme, intelligente, affascinante, ingannatore, spiritoso, l’accoglienza ad Asgard non e' delle migliori. Nella citta' dorata che s’innalza nel cielo in fondo al Ponte dell’Arcobaleno, dove vivono le donne e gli uomini che si sono proclamati dei, tutti diffidano di lui, che ha nelle vene il sangue dei demoni. Malgrado la protezione di Odino, Loki ad Asgard continua a non essere amato: quello e' il regno della perfezione, dell’ordine, della legge imposta. Entrare definitivamente nella schiera delle divinita' piu' importanti, per lui e' impossibile: non solo gli viene impedito, e' la sua stessa natura ribelle a impedirglielo. Ma arriva il momento della sua riscossa. Il mondo delle divinita' e' agli sgoccioli, una profezia ne ha proclamato la fine imminente. E Loki potra' mettere le sue capacita' al servizio di Asgard e dei suoi abitanti. 

E' lui che si adopera, con la sua astuzia, per trarre in salvo Thor e compagni. Ma gli dei sono capricciosi, volubili e di certo non piu' leali di Loki. Adesso e' giunta per lui l’ora di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo dalla fine che minaccia i Mondi e le creature, umane e divine, che li abitano. Joanne Harris ci porta nelle atmosfere piene di fascino della mitologia nordica: le divinita' buone e cattive, i popoli in lotta tra loro, le forze oscure, le citta' fantastiche e le battaglie sanguinose. Protagonista assoluto e' Loki, il dio temuto ed esiliato da tutti che cerca il suo riscatto: e' lui a raccontarci la sua versione dei fatti, secondo una prospettiva diversa da quella che abbiamo conosciuto sin qui. Preparatevi a scoprire Odino, Thor e le altre divinita' norrene come non li avete mai conosciuti.
 «Loki, Odino, Thor e le altre divinità norrene; giganti e demoni in un libro in cui Joanne Harris riesce ad ammaliare come sempre i suoi lettori.» (The Times)
L'autrice:  Joanne Harris e' nata, da padre inglese e madre francese, nello Yorkshire, dove attualmente vive. Si e' laureata al St Catharine’s College di Cambridge, dove ha studiato francese e tedesco medievale e moderno, e ha insegnato francese nelle scuole secondarie di Leeds. I suoi libri sono tutti editi in Italia da Garzanti. Dopo Chocolat, il suo romanzo d’esordio apparso nel 1998, tradotto in tutto il mondo, da cui nel 2001 è stato tratto l’omonimo film, ha pubblicato Vino, patate e mele rosse (1999), Cinque quarti d’arancia (2000), La spiaggia rubata (2002), La donna alata (2003), Profumi, giochi e cuori infranti (2004), Il fante di cuori e la dama di picche (2005), La scuola dei desideri (2006), Le scarpe rosse (2007), Le parole segrete (2008), Il seme del male (2009), Il ragazzo con gli occhi blu (2010), Il giardino delle pesche e delle rose (2012), Le parole di luce (2013) e Un gatto, un cappello e un nastro (2014). E' anche autrice, con Fran Warde, di Il libro di cucina di Joanne Harris (2003), Al mercato con Joanne Harris. Nuove ricette dalla cucina di «Chocolat» (2007) e Il piccolo libro di «Chocolat» (2014).

***

Il secondo libro che segnalo oggi è di un autore toscano (pisano, per l'esattezza) che mi ha colpito perché, leggendo l'incipit (disponibile su Amazon), ho notato i riferimenti alle Alpi Apuane (dove sono ambientati alcuni miei racconti!) e quindi sono davvero curioso di scoprirlo!

Titolo: Ancorati a un patto
Autore: Dario Arzilli
Editore: Dunwich Edizioni
Genere: Fantasy-horror
Formato: Digitale
Pagine: 43
Prezzo: 0,99euro
Disponibile sui principali store online.
Su Amazon possibilità di leggere un estratto e recensire il libro.
Trama: Una delicata tregua sta per crollare e per forze sopite e nascoste da millenni è tempo di correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Creature appartenenti al mito come arpie, basilischi, fenici e sirene sono in realtà vive, tangibili, altamente letali e già pronte a iniziare il loro gioco. Il predominio della razza umana sulla Terra pare arrivato ai suoi ultimi giorni: l’uomo sembra solo una sacrificabile pedina all’alba di una guerra che segnerà il ritorno di razze superiori. Qualcuno però avrà un compito fondamentale da portare a termine, in un modo o nell’altro.
«Sono qui perché dob­biamo parlare. Sono venuto da molto lontano, sono venuto per te, Enrico Sono venuto perché abbiamo poco tempo e molte cose da fare. Prima di tutto, lascia che mi presenti. Così come mi vedi sono conosciuto come Giorgio Draghi e vivo da eremita in una piccola località della Lunigiana. Potrei dirti che mi guadagno da vivere facendo il pittore, dato che dipingere è una delle tante cose che faccio, ma ti mentirei perché non mi guadagno da vivere in nessun modo. Non ho la necessità di guadagnarmi da vivere, per me la vita non è un beneficio, ma quasi una condan­na. E non sono quello che vedi, non sono veramente Giorgio Draghi. Questa faccia è solo una delle mie maschere, questa pelle solo uno dei miei vestiti, non certo tra i più sfarzosi. Per altri abitanti di questo mondo, a te ignoti, io sono il Re. Puoi chiamarmi Re Serpente o, come dicono nelle mie zone, Serpen­te Regolo. Appartengo all’antica e nobile stirpe dei Basilischi e tra tutti sono quello che nell’Era Recente ha avuto i maggiori contatti con l’uomo.»
L'autore: Dario Arzilli nasce a Pontedera nelle ore più calde del 4 agosto 1978. È appassionato di arte, cinema, musica (rock e metal ma non solo), serie TV di genere, sport, letture di fantascienza, horror, fantasy, mystery. Lansdale, Murakami, Carroll, Barker, King, Dick, Simmons, Farmer, Lovecraft, Poe, Bukowski, Buzzati, Calvino, Brown, Le Guin, Carver, Simak, Mieville, McCarthy, Vance, Keene, Lindqvist, Zelazny, Heinlein, Sheckley, Wilson sono solo alcuni dei suoi scrittori preferiti. Nel 2014 partecipa al concorso per racconti brevi horror La Serra Trema e lo vince con il racconto Il Secondo Premio della Lotteria. Partecipa a Halloween all’Italiana nel 2014 e viene selezionato per la pubblicazione con il racconto Un Incubo Che Ti Uccide Ogni Anno nel 2014. Nel dicembre 2014 partecipa al concorso per racconti brevissimi Schegge per un Natale Horror e lo vince con il racconto Babbo Natale in Umido. Nel 2015 partecipa di nuovo a La Serra Trema e arriva al terzo posto con il racconto Una Vita da Sogno. Sempre nel 2015 partecipa a I Mondi del Fantasy V e viene selezionato per la pubblicazione con il racconto Pellegrinaggio.