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venerdì 7 dicembre 2018

Blogtour "Death is not the worst" di J. Sienna e H. Cornell

Blogtour "Death is not the worst" di J. Sienna e H. Cornell - Intervista

Bentrovati, viaggiatori. Ricordate il libro "Death is not the worst", di Julia Sienna e Helena Cornell, segnalato qualche settimana fa sul blog? Oggi sono felice di ospitare una tappa del blogtour, dedicata a Dwight Andrews, uno dei personaggi del romanzo, che si svelerà ai lettori tramite un'intervista. Pronti per scoprirlo?

AUTORE: Julia Sienna & Helena Cornell
GENERE: urban fantasy SUB: newgothic, fanta-thriller, paranormal romance.
PAGINE: 496
ISBN: 978-88-99437-21-3
FORMATO: brossura con ali
TARGET: contenuti espliciti, +16.
PREZZO: 20.00 euro
Disponibile su tutti gli store di libri.

Intervista al personaggio più votato: Dwight Andrews


La porta dello studio si apre, lasciando entrare la figura incuriosita e impacciata di un ragazzo.
Alto, capelli scuri e occhi verdi, smarriti. Indossa una giacca antracite, ma non sembra abituato a portarne.
«Scusate, per l'intervista?»
Un tecnico del suono scrolla la spalle, indicandogli sommariamente la poltrona in mezzo al set.
Perfetto, cominciamo bene.
Il ragazzo si avvicina alla seduta in pelle bianca e appena la sfiora, dalle quinte emerge una signora di mezza età con una cartellina in mano. «Il signor Dwight Andrews?»
«Sì, sono io... ero qui per...»
«L'intervista, sì» lo interrompe la donna, con fare sbrigativo. «Si accomodi, tra poco inizieremo.»
«Ok...» Stranito, Dwight si siede sulla poltrona.
Dura, scomoda. Ma che diavolo, guarda cosa mi tocca fare per promuovere quel dannato libro... Potevano votare Tris, no? O quel fighetta svalvolato del Vampiro, almeno si sarebbero sentiti a loro agio. No, votiamo il povero Dwight!
Le luci del set si accendono all'improvviso, abbagliandolo.
«Ma porc...»
«Dwight, che piacere!»
Una voce allegra emerge dalla luce come un'apparizione celestiale, anche se di angelico il viso che si materializza davanti ai suoi occhi ha davvero ben poco. Trucco abbondante, ciglia finte e una chioma platino cotonata da almeno due chili di lacca, completano la figura tirata della conduttrice, Starla Meyer, regina del pomeriggio di Channel 9.
Forse dovrei chiederle un autografo per Nonna, alla fine la guarda sempre... «Signora Meyer» si alza per stringerle la mano.
«Chiamami Starla, tesoro.» E si siede a sua volta, accavallando le gambe. «Qualche minuto e iniziamo le riprese, vedrai ti divertirai un sacco.»
Dwight si passa una mano dietro al collo. «Lo spero.»
La donna si immobilizza di colpo, paralizzando il viso in un sorriso tirato, e Dwight comprende che le telecamere stanno per accendersi.
Tre.
Due.
Uno.
Parte la sigla musicale.
Bello, sono finito in una telenovela messicana.


«Bentornati a tutti ed eccoci finalmente al momento della nostra intervista quotidiana» esordisce la Meyer come se stesse realmente parlando con qualcuno. «Il nostro ospite di oggi è Dwight Andrews, uno dei personaggi più amati del libro “Death is not the Worst”...»
«Più amati, sottolineiamolo bene» conferma lui. Ogni traccia di timore sembra svanita e anche la poltrona pare meno scomoda del previsto.
La donna ride. «Ovvio, se no non saresti qui con noi! Anzi, possiamo dire che al momento sei addirittura Il Preferito.»
Dwight sogghigna. «E non sai quanto ci goda ad aver battuto tutti, soprattutto Tris! Si starà mangiando le mani.»
Starla prende una busta e la mostra alle telecamere. «Qui abbiamo raccolto tutte le domande che ci sono arrivate in redazione da parte dei tuoi sostenitori e devo dirti... che sì, sono tutte ragazze!»
«Beh, mica male... quindi tutte queste signore interessate solo ed esclusivamente a me?»
«Tutte per te, Dwight» conferma la donna. «Vogliamo iniziare subito? Partiamo a bomba?»
Dwight si accomoda meglio contro lo schienale, accavallando anche lui una gamba. «Vai con la prima.»
Starla Meyer apre la busta e rivela l'elenco. «Sembrano tante...» commenta per creare suspense. «Ma la prima è... “Dwight, perché sei single?”»
«E me lo chiedo anch'io, dico, avete visto che superfigo sono?» Si finge indignato, suscitando le risa della sua interlocutrice. «A parte gli scherzi, partiamo veramente con una domanda semplice, eh? Non sembra, lo so, ma non sono proprio il tipo da grandi conquiste. C'è anche un po' di timidezza in me e, a parte fare il cretino ogni tanto, le battutine, ecc... devo proprio passare fuori di testa per legarmi a qualcuno in modo più profondo. Semplicemente, ora come ora, non ho trovato nessuna per la quale valga la pena provare.»
Starla pare soddisfatta della risposta. «Bene, passiamo alla due... oho, sempre tema amoroso...»
«Cos'è tutta questa attenzione alla mia vita privata? Devo iniziare a preoccuparmi o stappare una bottiglia?» Dwight si sporge in avanti. «Sentiamo, sono curioso.»
«”Dwight, ma sei vergine vero?”»
Risate.
«Ehi, ma per chi mi avete preso?» Scuote la testa. «Guardate che sono stato io a insegnare a Tristan tutti i migliori trucchi per conquistare le sue pollastrelle, intesi?» Sorride, lisciandosi la giacca. «Comunque mi conoscete, sono un po' irresponsabile e tutto il resto, d'accordo, ma non così sfigato... almeno credo, dopo queste domande non ne sono più così sicuro.»
«Non sei uno sfigato, per il semplice fatto che sei qui con noi, oggi» replica Starla, bonaria.
Dwight annuisce. «Diavolo sì, sono il Personaggio Preferito! Alla facciaccia di tutti gli altri.»
«La terza... bene, una domanda più seria e profonda, ti farà piacere.»
Dwight spalanca gli occhi. «Spero non troppo seria, perché non saprei cosa rispondere.»


«Pronto? Allora...  “Caro Dwight, dicci qualcosa di te che nessuno sa”
«Da piccolo mangiavo i pastelli...»
Momento di silenzio.
«I pastelli?»
«Sì... i pastelli a cera per disegnare. Avevo tipo 3 o 4 anni, era come una droga, ce li scambiavamo anche tra amici. Sai i colori più rari... “Ehi, hai un arancione? Te lo scambio con due blu” Cose così. E non mi scoprirono mai perché li nascondevo nella cuccia del cane.»
Starla scuote il capo, ridendo di gusto. «Un piccolo racket della cera...»
«Grossomodo.»
«Bene, dopo averci rivelato questo tuo passato nella malavita... ci vuole un'altra domanda. La numero quattro.»
Dwight assume un'espressione tra il divertito e l'intimorito, fissando la telecamera. «Sono pronto.»
«Tre cose che non sopporti dei tuoi amici, tre ciascuno.»
«Ah questa è facilissima... iniziamo da Tristan. Non sopporto quando andiamo da qualche parte e attira subito l'attenzione di tutti, “Eccomi qui, adoratemi” no, non è assolutamente giusto che una sola persona attiri così tanti sguardi. Beh, anch'io li attiro, ma per altri motivi, soprattutto quando sono sbronzo... che ecco, lasciamo stare. Poi non sopporto la sua faccia da schiaffi quando vuole sottolineare che aveva ragione su qualcosa e... terzo, ho già detto la sua faccia da schiaffi?»
«E Jake, invece?»
«Oddio, Jake... non sopporto quando fa la mamma del gruppo. Mi fa imbestialire. Anche se... dovrei ringraziarlo per avermi salvato le chiappe diverse volte.»
«Fallo pure, ringrazialo, ti starà di sicuro ascoltando»
Dwight guarda il monitor. «Ehi, megamito, grazie per quella volta... e anche quell'altra. Beh, tu sai a cosa mi riferisco.»
La donna si sposta sulla poltroncina, sedendosi sul bordo della seduta. «Altri difetti di Jake?»
«Mhmm... pensa troppo e non sa lanciarsi al momento giusto» conclude infine.
Starla trattiene a stento una risatina. «Torniamo all'ambito sentimentale con la quinta domanda... un po' di gossip direi.»
«Aiuto...»
«“Caro Dwight, parlaci di te e Judy. Vi abbiamo visto fare follie in preda all'alcool e, grazie a questo, ci siamo assicurati qualche risata spensierata. Ma quello che tutti vogliamo sapere è una cosa sola: è amore?”»
Dwight si passa una mano dietro alla testa. «Ma lo sanno che è morta, vero?» sussurra e Starla si affretta a cambiare domanda: «Passiamo alla quinta, adesso!»
Le labbra della donna si stringono in un musetto perplesso. «Non che questa sia poi tanto più semplice...» mormora e poi ad alta voce aggiunge: «Dwight, ma tu, da uno a dieci, quanto ti senti scemo?»
Dwight scoppia in una risata fragorosa. «Finalmente qualcuno che riconosce i miei sforzi! Dopo anni di impegno e pratica, posso dire che mi merito un bell'otto pieno.»
«Procediamo?» continua la donna, con fare complice.
«Sono tutt'orecchi, Starla» sorride Dwight, ormai a suo completo agio. «Devo aspettarmi qualcosa di peggio delle ultime domande?»
«Chissà, vediamo» cinguetta la conduttrice, sbattendo le lunghe ciglia. «Le tue fan vogliono sapere... “Com'è nata la tua amicizia con Tristan?”»
«Oh, beh all'asilo. Devo dire che le cose più importanti della mia vita sono accadute tra quelle quattro mura. Mi stavo esibendo in una delle mie migliori imitazioni di Suor Mary, quando il fenomeno ha iniziato a ridere così forte che ci ha fatti beccare e siamo finiti in punizione. Bei tempi...» sospira il ragazzo, ricambiando lo sguardo perplesso di Starla con uno trasognato.
«Beh, comunque l'ottava domanda? C'è?»
La donna solleva le guance in un sorrisetto malizioso. «Ci stai prendendo gusto, eh?»
«Puoi giurarci.»
«Certo che c'è l'ottava domanda. Tieniti forte.»
Dwight si aggrappa ai braccioli della poltrona. «Ci sono.»
«Vediamo vediamo... “Qual è la tua paura più grande? Ovviamente prima di quanto è accaduto nel libro.”»
«Devo proprio rispondere?»
Starla annuisce con fare solenne. «Devi, è una domanda dei fan.»
«Ok, ok...» Finge del timore mentre riporta alla mente il ricordo. «Da piccolo facevo spesso un sogno terribile e credo che mi abbia condizionato per tutta l'adolescenza, fino ad ora, ovviamente... comunque il sogno era questo:»
«Attenzione, attenzione... Dwight Andrews sta per svelarci la sua più grande paura dopo i Predatori!»
Dwight conferma con un cenno del capo, sollevando le mani come se volesse invitare l'invisibile pubblico ad ascoltarlo. «Perdevo tutti i capelli nello sforzo di aprire una bottiglia di birra instappabile.»
Nuove risate e piccole lacrime che si affacciavano agli occhi truccatissimi della Meyer. «Cosa?»
«Sì, sì... era terribile. Due terrori in uno... niente capelli, che per un uomo si sa, è un punto debole... e niente birra. Non so quale fosse l'aspetto più drammatico tra i due, ma è stato il mio incubo per molti anni.» Dwight corruccia le sopracciglia per sottolineare il concetto.
«Le tue fan non demordono nemmeno con la prossima domanda, vogliono proprio vederti fidanzato. Con una di loro magari... » Starla ammicca in direzione del ragazzo.
«Beh, anche più di una, non sono il tipo che a cui piace deludere le signore...»
«Quindi, dicci, Dwight...“Cosa faresti se incontrassi la ragazza dei tuoi sogni?”» sogghigna la Meyer, appoggiando il gomito al bracciolo della poltroncina.
«Le darei il mio numero e poi ovviamente la spalmerei su qualche divanetto per farle sentire un po' di passione da vero uomo, capisci, no?»
«Abbiamo un conquistatore fanciulle, state attente lì fuori!» Rumore di carta e un lieve colpetto di tosse. «Bene, Dwight, questa che sto per porti è una domanda molto seria. Una tua anonima fan vuole sapere: “Stai combattendo una dura guerra con te stesso in questo momento, pensi di uscirne più forte o più saggio?”»  Lo sguardo di Starla si fa più intenso, tanto che Dwight riesce quasi a sentire la sua vicinanza.
Il ragazzo abbassa appena il capo. «Credo entrambe le cose. La guerra non è con me stesso, però, è là fuori, per i miei amici, contro qualcosa di molto più grande. E io non posso tirarmi indietro, sia per chi non c'è più, sia per chi c'è ancora. Gli amici sono una cosa importante, Starla, ma questa volta c'è molto di più di una questione personale in gioco.» Il tono di Dwight si fa mesto, mentre i suoi occhi verdi perdono per qualche istante la loro luce scherzosa.


«Anche profondo il nostro Dwight» commenta la donna, schiarendosi di poco la voce. «La prossima per sdrammatizzare... “Hai mai avuto ragazze o ragazzi prima di Judy?”»
«Parecchie ragazze e... ragazzi, no direi di no. Niente in contrario, ci mancherebbe, ma non sono gay. Ma si può dire in un'intervista?» Dwight si gratta la tempia, visibilmente confuso.
«Molto schietto, il nostro Dwight Andrews! Bene, caro, eccoci alla penultima domanda. “A cosa saresti disposto a rinunciare per l'amicizia con Tris e Jake e a cosa invece rinunceresti per amore?”»
«Ci teniamo il meglio per ultimo? Alla faccia della domanda, direi molto complessa. So che morirei per i miei amici, se fosse necessario. L'amore, beh, prima immagino di doverlo trovare, poi vi prometto che ve lo farò sapere» Il ragazzo fa un sorriso incerto.
«Suvvia, cos'è quel muso lungo... No, non ti rattristare, tesoro, perché l'ultima domanda è perfetta per l'avvicinarsi delle feste, un vero gran finale. “Qual è stato il regalo di Natale più bello che hai ricevuto e cosa vorresti ricevere per il prossimo?”»
«Il regalo più bello mai ricevuto è stato una bandana firmata da Hulk Hogan, un regalo ti Tris tra l'altro. Quel maledetto sa che sono un fan sfegatato del Wrestling. Per il prossimo...» Le labbra si assottigliano in un sorrisetto distante. «Vorrei tanto poter ritornare indietro nel tempo e salvare Judy... ma visto che non si può fare, mi accontento di quella cosa alla Matrix dell'apprendimento neuronale tramite spinotto. Sì, voto decisamente per questo.»
«Apprendimento facile sotto l'albero per il nostro Dwight?» Starla richiude la busta, poggiandola in grembo. «Direi che potrebbe essere un buon regalo per molti di noi, non pensi?»
«Di sicuro farebbe comodo» conferma.
«Bene, le domande per oggi sono finite, spero che vi siate divertiti con noi e anche tu, Dwight...»
«Ah sì, moltissimo, un'esperienza che consiglio a tutti di provare, prima o poi» la interrompe.
La donna scuote la testa e poi sorride. «Un ultimo saluto ai tuoi fan?»
Dwight si raddrizza al meglio nella poltrona, puntando lo sguardo in camera. «Hasta la vista, baby! Grazie ancora per i voti... e se c'è qualche bella pollastra in ascolto, sappiate che sono proprio io quello che state cercando. Forza team Averhart, ricordatevi che poteva andarci peggio, al posto del bastardo immortale avrebbe potuto esserci Liam Neeson!»
Stop.
Le luci si abbassano.
Dwight assume un'espressione pensosa.
Anzi, forse dovremmo proprio chiamare il signor Neeson...

E adesso non scappate, perché c'è anche il giveaway a cui potete partecipare! :)

martedì 20 novembre 2018

Segnalazione "Death is not the worst" di Julia Sienna e Helena Cornell

Segnalazione "Death is not the worst" di Julia Sienna e Helena Cornell

Bentrovati, lettori! Oggi super giorno, perché vi presento il romanzo "Death is not the worst", di Julia Sienna e Helena Cornell, contestualmente alla partenza del blogtour, a cui parteciperà anche il mio blog. Siete curiosi? Andiamo a scoprire il libro! ;)

AUTORE: Julia Sienna & Helena Cornell
GENERE: urban fantasy 
SUB: newgothic, fanta-thriller, paranormal romance.
PAGINE: 496
ISBN: 978-88-99437-21-3
FORMATO: brossura con ali
TARGET: contenuti espliciti, +16.
PREZZO: 20.00 euro

TRAMA:
Norwich, Mississippi. La prestigiosa cittadina universitaria si sta preparando ad affrontare un nuovo anno accademico, incurante della scia di macabri omicidi e sparizioni che sta affliggendo il Sud degli Stati Uniti.

Catherine O'Bryan, giovane studentessa della Ole Lady, ritornata alla città natale per lasciarsi alle spalle gli spiacevoli eventi del suo recente passato, si imbatte nello spavaldo Tristan, unico erede dell'antica famiglia Averhart, che dimostra da subito interesse per lei, tanto da infrangere ogni regola e divieto si fosse imposto pur di farsi notare. Oltre il sorriso sprezzante del ragazzo, però, si celano ferite molto più profonde di quelle che la sua pelle mostra con fin troppa assiduità. Nel suo sangue si nasconde l'ira di un predatore, una maledizione che nessun Averhart può sciogliere, nemmeno dopo secoli di sofferenza e molte vite spese in tributo.

Fiamme nella notte, riti sciamanici, cannibalismo, corpi che bruciano occultando agli Umani uno dei più grandi segreti della Storia, ma questa è solo routine per gli Averhart e gli altri Cacciatori.
Il nemico li attende nell'ombra, pronto a ucciderli non appena abbasseranno la guardia. I suoi occhi d'ambra non smetteranno mai di fissarli, fino a quando non li avrà eliminati. Tutti.
Solo la Morte potrà placare la sua terribile Vendetta.

“La prima cosa che avvertì fu l'odore acre di benzina che prendeva fuoco. Note pungenti e soffocanti che sembravano affondare nella sua trachea come artigli famelici. 

Tristan ansimò, incapace di respirare. Gli occhi rossi erano pieni di lacrime. 

Avanzò di un passo, spezzando un ramo carbonizzato sotto il suo peso. La foresta attorno a lui era una lugubre distesa di alberi grigi, sagome di cenere e ombra, divorati dalle tenebre. Solo le fiamme di tanti piccoli incendi rischiaravano quella notte senza stelle, contorcendosi su una terra intrisa di sangue. 

Non c'era punto in cui posasse lo sguardo dove non vi fosse un corpo riverso al suolo, contratto nelle pose scomposte della morte, sventrato e mutilato della sua bellezza.”


“Tris rimase incredulo ad ascoltare il suono di quelle parole disperdersi nel silenzio assordante dei suoi pensieri. Non riesco a credere che stia accadendo... Sapeva che quella di Cat – seppur caotica, sconclusionata e folle – era la più grande dichiarazione d'amore che avesse mai ricevuto. 
Abbozzò un sorriso, sollevandosi quel tanto da poter studiare al meglio quel volto stanco e disperato che stava di fronte a lui. Mi hai appena regalato il momento più felice della mia vita. Avrebbe voluto dirle milioni di cose, scusarsi con lei per aver trasformato la sua esistenza in un incubo a occhi aperti, stringerla tra le braccia per calmarla, ma l'unica cosa che riuscì a fare fu radunare tutte le sue forze e baciarla. 

'Fanculo le ferite e 'fanculo la Maledizione.”

COVER CLAIM:
“Non basteranno mille anni per cancellare quanto è accaduto. Avete fatto un tremendo errore a rompere quel patto, Cacciatori.”

FASCETTA:
La vendetta si serve fredda. Cruda. Possibilmente viva.

SPECIAL TAG: #DINTW



BIOGRAFIA AUTRICI:
Julia Sienna nasce nel 1989, da sempre appassionata lettrice inizia a cimentarsi con la scrittura nell'adolescenza, intraprendendo poi studi di editing e tecnica narrativa.
Antiquaria di giorno e scrittrice di notte, pubblica il suo romanzo di esordio nel 2013 “I Predatori Oscuri”, primo volume della saga epic fantasy “The Dark Hunt” al quale fanno seguito nel 2014 “Cacciatori di Ombre” e nel 2017 “Il Tempio degli Abissi” tutti editi da Gainsworth Publishing.

Helena Cornell nasce nel 1983. Scrittrice amatoriale sin da ragazzina, è finalmente riuscita a esordire grazie all'incontro fortuito con Julia, che ha collaborato con lei all'editing dell'ultimo volume di The Dark Hunt. Grazie ai suoi studi, Helena ha sviluppato un forte senso critico e di analisi letteraria, che le ha permesso di entrare nel mondo dell'editoria.
Ora editor e Raccontastorie a tempo pieno, è guidata dal sottile filo che la tiene saldamente legata alle sue trame e personaggi, narrandoli con l'ironia che la contraddistingue.

Death is not the Worst” è la loro prima opera a quattro mani.

Particolarità e punti di forza del libro:
1) Si rivolge a un ampio pubblico: apprezzabile sia per gli amanti del fantasy e del gotico, sia per i lettori di YA e NA.
2) Si propone come nuovo genere, nato da una commistione di tradizioni letterarie passate. Riprende la sensualità del genere gotico inglobandola nelle strutture dinamiche del thriller contemporaneo, restando di fatto un urban fantasy.
3) Scrittura vivace e resa cinematografica della narrazione.
4) Ottime recensioni e posizioni nelle classifiche di Amazon. Citato tra i 10 romanzi da leggere per l'estate dalla rivista Grazia.

Vi aspetto sul blog il 7 dicembre per la mia tappa del blogtour!