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domenica 19 marzo 2023

Marco Bertoli terzo classificato al Trofeo Cittadella 2023

 Marco Bertoli terzo classificato al Trofeo Cittadella 2023

 

MARCO BERTOLI FINALISTA AL “TROFEO CITTADELLA” 2023

TERZO POSTO PER “LA SIGNORA CHE VEDE I MORTI”


Sabato 18 marzo si è tenuta la cerimonia di premiazione dell’edizione 2023 del Trofeo Cittadella, che ogni anno premia i migliori romanzi fantasy italiani, nell’ambito della manifestazione Deepcon 23, a Fiuggi, dedicata al mondo del fantastico.

Marco Bertoli, scrittore lunigianese, pisano d’adozione, si è classificato al terzo posto, dopo il vincitore Francesco Zamboni (“Il sommo incantatore – La terza arte”, edito da Dark Zone) e Daniele Tredici (“L’araldo dell’orso”, edito da IDEA), con il romanzo “La signora che vede i morti”, edito da NPS Edizioni.

Geologo per lavoro, scrittore per passione, il pluripremiato Marco Bertoli ha presentato un’avventura ricca di mistero e magia, divertendosi a giocare con la Storia, sua grande passione e maestra di vita. Interrogandosi su cosa sarebbe successo se Pisa avesse vinto la Battaglia della Meloria contro Genova, l’autore ha creato una realtà alternativa, dominata da un immaginario Reame Pisano, una potenza regionale in cui la magia esiste ed è regolamentata da un sistema di leggi istituite da Galileo Galilei. 

Nel romanzo “La signora che vede i morti” il prode Manfredi Gambacorti, colonnello dei Reali Moschettieri, e il suo fedele aiutante, il mago giudiziario Franco Gentilini, giungono a Villafranca in Lunigiana, per indagare sui misteriosi suicidi che scuotono il regno di Banduccio III della Gherardesca, discendente del celebre Conte Ugolino che guidò i pisani nella vittoriosa Battaglia della Meloria. Tra intrighi e nuovi misfatti, si imbatteranno in una sensitiva in grado di percepire le anime dei morti.

«Sono felice del risultato ottenuto. “La signora che vede i morti” nasce come tributo alla terra dei miei avi, la Lunigiana, e alla città, Pisa, in cui sono venuto a studiare e ho “messo su” famiglia, per cui questo terzo posto è un degno coronamento del mio percorso di scrittore e di vita» dichiara Marco Bertoli, ringraziando la giuria del Trofeo Cittadella e la casa editrice per aver creduto in lui.

Felicitazioni anche da parte di Alessio Del Debbio, direttore editoriale di NPS Edizioni, che esprime soddisfazione per il risultato ottenuto. «Segno del buon lavoro di selezione e cura dei manoscritti svolto dalla nostra piccola casa editrice, che ha sempre puntato sulla qualità, e non sulla quantità di pubblicazioni».

“La signora che vede i morti” è disponibile sul sito NPS Edizioni, il marchio editoriale dell’associazione culturale Nati per scrivere, e ordinabile in libreria e su tutti gli store di libri ed ebook. 

Inoltre, dal 20 al 25 marzo, NPS Edizioni proporrà una speciale promozione di primavera sui libri di Marco Bertoli (“La signora che vede i morti” e “Percussor. I delitti del Reame Pisano”), entrambi in offerta a 10 euro, solo sul sito NPS Edizioni.



Biografia autore:

Marco Bertoli è geologo. Vive a Pisa. Numerosi suoi racconti hanno vinto concorsi, o si sono classificati finalisti, e sono stati pubblicati in duecento antologie e riviste.

Tra i suoi numerosi romanzi: il giallo storico L’avvoltoio. Delitti all’alba della scrittura, e il romanzo steampunk 1886. Quando le Lunatermiti invasero la Terra, entrambi editi dall’associazione culturale “I doni delle muse”.

Per NPS Edizioni, ha scritto racconti per le antologie "Bestie d'Italia" e “Streghe d’Italia” e pubblicato i romanzi “Percussor. I delitti del Reame Pisano” e “La signora che vede i morti”.


Contatti:

L’associazione culturale Nati per scrivere nasce nel 2016 a Viareggio, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura. 

Nel 2018 ha lanciato il marchio editoriale NPS Edizioni, specializzato in libri fantasy, horror e mistery per tutte le età. Nel 2020 e 2022 ha organizzato il festival “Lucca Città di Carta”.


Associazione culturale Nati per scrivere:

Piazza Diaz 10

55041, Camaiore (LU)

Sito NPS Edizioni

Pagina Facebook NPS Edizioni



martedì 20 dicembre 2022

Blogtour "La signora che vede i morti" - Ambientazioni

 Blogtour "La signora che vede i morti" - Ambientazioni

Bentrovati, lettori! Oggi il blog "I mondi fantastici" ospita una tappa del blogtour "La signora che vede i morti", il nuovo romanzo di Marco Bertoli. In questo articolo scopriremo i luoghi del thriller, che si dipana tra Pisa e la Lunigiana in un Seicento alternativo! Buona lettura.


Alcuni luoghi del romanzo “La Signora che vede i morti”.

Villafranca Lunigiana.

Il paese di Villafranca in Lunigiana si estende nel fondovalle sulla sinistra del fiume Magra. Il nucleo storico, il “Borgo”, è strutturato linearmente lungo la Via Francigena e un tempo terminava nella piazza del mercato, in prossimità del castello.

Il primo nucleo nacque attorno a una cappella intitolata a San Nicolò, edificata dai monaci benedettini di Linari in prossimità di un guado sulla Magra (Barca o Barcara in dialetto) per assistere viandanti e pellegrini. La prima citazione della sua esistenza, “Lealville” ‒ “Villa franca”, risale al 1191 nell’itinerario percorso da Filippo Augusto, re di Francia, al ritorno dalla terza crociata. A somiglianza di altri toponimi sparsi in Italia e in Europa, venne chiamato in questo modo per le particolari esenzioni fiscali di cui fu beneficiario al momento della fondazione. Nel dialetto è indicato con il semplice Vilafranca.

In virtù della sua posizione strategica di passaggio obbligato della Via Francigena, con il trascorrere del tempo acquisì importanza e divenne uno dei principali feudi dei Marchesi Malaspina dello Spino Secco. Conservò tale condizione sino all’arrivo di Napoleone.

La sua rilevanza in epoca medievale è testimoniata anche dal fatto che il marchese Corrado il Giovane è citato da Dante nel Purgatorio della Divina Commedia e da Boccaccio in una delle novelle del Decamerone.



Ingresso di Villafranca da Porta Pontremoli e Chiesa di San Giovanni. (Foto Sandro Santini).

Porzione meridionale del Borgo. In fondo la piazza in cui si accendeva il tradizionale falò il 5 dicembre. (Foto Sandro Santini).


Ingresso di Villafranca da Porta San Nicolò e Chiesa di San Nicolò. (Pasini, XVIII secolo)

Le mura esterne del Borgo. (Foto Sandro Santini).


Castello di “Malnido”

Il castello è edificato sopra uno scoglio alla confluenza del torrente Bagnone con la Magra.

Il nome compare per la prima volta nel Diploma che l’imperatore Federico Barbarossa concesse, nel 1164, al Marchese Obizzo Malaspina, ma la fondazione dovrebbe risalire a qualche decennio prima, agli inizi del XII secolo.

Il mastio, primo nucleo della fortificazione, sorgeva sulla parte più eminente dello sperone e controllava sia il sottostante tratto della Via Francigena che, dopo aver guadato il Bagnone un poco più a monte e attraversato Villafranca proseguiva per Groppofosco, Aulla e Sarzana, sia il controllo del guado della Barca che, unendo le opposte sponde della Magra, metteva in comunicazione la via con quelle che conducevano nel Genovesato.

“Malnido” fu sede della corte dei Malaspina dello Spino secco, centro di diffusione della cultura “cortese” elogiata da Dante nel canto VIII del Purgatorio. È assai probabile che il poeta, negli anni del suo esilio, sia stato ospite dei Malaspina di Villafranca ed abbia anche soggiornato nel castello.

Durante il Secondo conflitto mondiale, il 7 luglio 1944, subì un bombardamento che lo trasformò in un rudere.


Foto d’epoca inizi 1900.


 


Foto d’epoca ante 1944.


 


Cartolina anni 1930. A sinistra del castello il guado della Barca. Fonte: blogspot.com


 


“Malnido” oggi. Fonte: lezionitoscane.it


Torrente Bagnone.

Nasce sull'Appennino tosco-emiliano alla base del Monte Sillara da due distinte sorgenti. La principale sgorga in prossimità di un faggio secolare in località Tornini. La secondaria si situa fra il Monte Sillara e il Monte Paitino, in località Verzella.

In località Garbia i due ruscelli si incrociano e danno vita al torrente Bagnone vero e proprio. Il fiume percorre l’omonima valle, da nord-est a sud-ovest Attraversato il paese di Bagnone, all’interno di un canalone di roccia, prosegue il suo corso nel territorio di Villafranca in Lunigiana. Diviso in due parti l’abitato moderno e costeggiato il nucleo antico, confluisce infine nella Magra.


 


Il Bagnone a Villafranca con il ponte sulla Via Francigena. Fonte: amalaspezia.eu


Il Bagnone in un tratto pianeggiante. Fonte: blogspot.com