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giovedì 9 luglio 2026

Blogtour "Di spade e di eroi" - Intervista a Debora Parisi

 Blogtour "Di spade e di eroi" - Intervista a Debora Parisi

Bentrovati, lettori. Oggi ospitiamo una nuova tappa del blogtour dedicato al libro "Di spade e di eroi. Storie di lame leggendarie", con l'intervista a Debora Parisi, scrittrice e blogger, più volte ospite del nostro blog.



Parlaci un po’ di te. Chi sei? Cosa fai? Dove vai?

Mi chiamo Debora Parisi, sono un’impiegata di giorno e cacciatrice di leggende di notte. Ho una strana ossessione per i gatti e i draghi e abito nella periferia torinese. 

Scrivo principalmente horror, fantasy e weird ma recentemente mi sono cimentata in bizarro fiction, scifi e romance.


Cos’è per te la scrittura? Hai qualche storia particolare da raccontare sul tuo modo di scrivere? (manie, vizi, virtù, aneddoti, passioni...)

La scrittura per me è stata terapeutica, mi aiuta a mettere su carta le “negatività” che mi frullano in testa. Riguardo a delle situazioni curiose, a volte entro in modalità “flusso di coscienza” durante la scrittura, iniziando in terza persona poi in prima o viceversa, succede in alcuni momenti quando sono troppo “collegata”. Altre volte sento le emozioni dei personaggi come se fossero mie, questo avviene sempre durante l’immedesimazione totale. Ho bisogno di staccarmi per riprendere controllo della situazione.

La scrittura è anche un modo per approfondire e io, essendo una persona molto curiosa, ho appreso molte cose interessanti e bizzarre.

È anche un modo per divertirmi, soprattutto per le storie umoristiche o bizzarre, testo sempre i miei limiti creativi.


Parliamo del racconto che hai scritto per “Di spade e di eroi”: LA SPADA E LA FOLLIA.

Come è nata l’idea?

Mi ha sempre affascinato la figura di Orlando, è l’esempio vivente di come una volta scrivessero “fan fiction” su altre opere, espandendo la lore. Infatti la Chanson de Roland termina con la sua morte, ma l’Orlando Innamorato e l’Orlando Furioso espandono l’universo. Orlando è una figura complessa, da cavaliere tipico dell’epica cavalleresca ad antagonista. Ho pensato che fosse perfetto per una storia dark fantasy. 

Ho tratto anche ispirazione per l’ambiguità morale della spada dall’armatura di Guts in Berserk e dalla follia stessa di Orlando ne l’Orlando Furioso. Infatti in questa storia si parla di un suo discendente che deve fare i conti con il peso della sua eredità e la potenziale corruzione dall’utilizzo della spada.


A quale spada ti sei ispirata? Perché questa scelta?

A Durlindana, la spada di Orlando. È interessante perché è un sincretismo di credo cristiano e mitologia germanica (viene a volte citata come creazione del fabbro Wayland/Weland). Penso che sia poco approfondita nell’ambientazione fantasy eppure sarebbe interessante tanto quanto Excalibur proprio per la sua origine sincretica e sacra.


Dove e quando si svolge la storia?

Mi sono ispirata al periodo della guerra tra Francia e La Lega Augusta, a livello storico nacque per osteggiare le mire espansionistiche di Luigi XIV. Nel racconto sono menzionate figure o situazioni storiche come ad esempio Catinat o il fatto che il vero conte Orlando non sia stato ucciso dagli arabi ma dalle popolazioni locali dei Pirenei. 

La storia si svolge in un’ucronia dove il re sole ha fatto un patto con il Diavolo per diventare un semidio demoniaco, i morti infestano le strade e le campagne, e la Lega Augusta è diventata l’ultimo baluardo delle persone contro le forze sovrannaturali. Orlando è un discendente del conte che ha ispirato il poema ed è l’unico che potrebbe uccidere i demoni. Durlindana è una spada molto potente, ma richiede un sacrificio alto per essere brandita: la sanità mentale. La storia si sviluppa a Susa nel 1690, la città è diventata una fortezza contro i non morti. Orlando insieme a Rinaldo, Astolfo e altri compagni devono intrufolarsi in una fortezza francese per liberare sua sorella Chiara e Angelica.


Inserisci una citazione dal racconto, se vuoi.

“Anche se la spada è nella sua abitazione, al sicuro nel fodero, può sentire il suo bisbiglio nella testa. Usami, voglio vita e sangue, lo implora.

Lui scuote la testa. Non deve soddisfare la brama della spada, ogni abuso del suo potere ha un costo e Orlando non vuole fare la fine di suo padre, ucciso dalla follia.”


Grazie per essere stata con noi.


BIOGRAFIA

Debora Parisi adora le storie fantastiche fin da bambina, ama i gatti e impazzisce per qualsiasi cosa assomigli a un drago.

Ha pubblicato diversi racconti, novelette e romanzi fantasy, horror, weird e bizarro fiction con case editrici, riviste letterarie e in self publishing. Attualmente sta sperimentando i generi romance e scifi.

Tra le sue principali opere ci sono Acque Oscure (Winter Edizioni), Mia e Loup Ravat (Scheletri Ebook), Acqruabuamelu – Gli Uomini Scorpione e Sirrush - Il Custode Celeste (Delos Digital), L’Odore Del Male (Parossismo) e Dio Ha Lasciato Questo Posto (self publishing).



domenica 31 maggio 2026

Blogtour "Il prezzo della notte" - Fabrizio De Sanctis

 Blogtour "Il prezzo della notte" - Fabrizio De Sanctis

Dal 3 al 6 giugno scopriremo i retroscena del romanzo "Il prezzo della notte", il bel giallo di Fabrizio De Sanctis ambientato a Firenze (NPS Edizioni). Partiamo con i dietro le quinte sulla scrittura, lasciando che a raccontarceli sia proprio l'autore.


Tappa 1 – Dietro le quinte del romanzo di Fabrizio De Sanctis

DA ROMANZO A… ROMANZO

Approfitto dell’occasione fornitami dagli amici di NPS Edizioni con la ripresa di un romanzo datato 2014 per aprire una finestra sul lavoro dello scrittore. Premetto che, all’epoca, il romanzo, col titolo “L’ultima corsa”, ebbe un discreto successo, inimmaginabile per un autore alle prime armi: finalista al Premio Alberto Tedeschi del Giallo Mondadori (forse la vetrina più prestigiosa nel genere), buone vendite della versione digitale (fino al quinto posto nella classifica Amazon), un po’ meno per quella cartacea, uscita un anno dopo sempre con diffusione solo sul web in print-on-demand. Poi, all’improvviso, la sparizione: chiusura della casa editrice, che pure sembrava solida perché nell’orbita di editori prestigiosi, e la dicitura “Non disponibile” a mo’ di lapide su tutti gli store on-line.


Altra breve premessa: il lettore medio, che si trova fra le mani il prodotto finale, spesso non si rende conto di tutto il lavoro che c’è dietro, sotto forma di stesure, revisioni, editing e quant’altro. E, quando l’amico Alessio Del Debbio mi ha proposto di ripubblicare il vecchio romanzo, abbiamo convenuto sulla necessità di un profondo restyling, ancor più doveroso perché il libro era sì del 2014 ma era ambientato nel 2000, con un giovane Siciliano, ancora vicecommissario, e senza tutti quei personaggi che sarebbero poi diventati fissi nei romanzi a seguire, a cominciare dalla sovrintendente Alessi.

Così, quando lo rilessi una prima volta, la prima reazione fu: “Ma chi l’ha scritta questa roba?” Giuro, è la pura verità, non una battuta. Non riconoscevo più l’autore, mi sembrava scritto da un altro. Una sensazione strana, quasi inquietante, e, al tempo stesso, uno stimolo.

Oltre dieci anni, punteggiati da quattro romanzi, sono un’era geologica, almeno nel mio caso. Intanto, ho capito quanto fosse sbagliata l’abitudine di mettere da parte, una volta pubblicata, qualunque cosa scrivessi. Soprattutto, mi sono reso conto di quanto sia cambiato il mio modo di scrivere, anche nel lessico; e nel “modo” rientra quello di descrivere le situazioni, a cominciare dal ritmo narrativo. In più, la vecchia stesura aveva un problema congenito: il numero delle battute, imposto dal bando del concorso; una specie di ghigliottina invalicabile, che finisce per mettere la lunghezza al primo posto, a scapito dei contenuti.

Libero dai capestri, ho messo in pratica una vera e propria riscrittura a trecentosessanta gradi. Ne ha beneficiato il finale, molto più ampio e articolato, e questo è forse l’spetto più evidente, ma è tutto l’impianto della vicenda a essere cambiato. In meglio, di questo sono certo.

Buona parte del merito va a Stefano Mancini, editor validissimo, severo, obiettivo. Sono alla seconda collaborazione con lui e posso dire che siamo già a un feeling notevole. L’editing è uno scalino imprescindibile, che necessita di due requisiti: da una parte, lo scrittore non deve innamorarsi “a prescindere” della sua opera, considerandola un intoccabile “romanzo-fine-di mondo”; dall’altra, l’editor deve intervenire senza snaturare né pretendere di “riscrivere” a modo suo. Il feeling di cui parlavo si traduce in “sintonia”; senza, non si va da nessuna parte.

Questo è il “dietro le quinte” di un romanzo, ancora più complesso quando si tratti di ridare vita a un’opera che ha già vissuto la propria esistenza. Ed è il motivo per il quale sono convinto che anche chi ha letto la vecchia stesura apprezzerà la nuova edizione. Anzi, forse la apprezzerà di più, traendone spunto per entrare nel mondo della scrittura da una porta privilegiata.

Per saperne di più, visitare il sito NPS Edizioni!


martedì 17 marzo 2026

Blogtour Exilium - Seconda tappa: le donne della saga

 Blogtour Exilium - Seconda tappa: le donne della saga

Oggi scopriamo le protagoniste femminili di Exilium: le sorelle Azzurra e Lorena, che si ritrovano letteralmente gli ignavi in casa, e la temibile Abyzou, uno dei servitori più fedeli di Lucifero. I personaggi sono stati creati da Andrea Piera Laguzzi (autrice anche delle illustrazioni presentate) e da Hilary Sechi.


AZZURRA, LORENA E ABYZOU: LE PROTAGONISTE FEMMINILI DI EXILIUM

In “Exilium” i personaggi femminili rappresentano tre modi diametralmente opposti di essere donna. Azzurra, Lorena e Abyzou sono tutte personalità con un gravoso bagaglio di esperienze personali, traumi e sete di rivalsa, che si muovono in un mondo crudele e violento, che le vorrebbe soltanto vedere subire in silenzio.


Azzurra e Lorena sono sorelle: due giovani donne nel fiore della loro maturità – hanno circa trent’anni – la cui infanzia è stata macchiata e spezzata dai soprusi a cui il nonno le ha sottoposte per anni, dopo la morte della loro madre tossicodipendente. Con appena un anno d’età di differenza, hanno attraversato le stesse burrasche ma ne sono uscite in maniera completamente diversa.

A un’osservazione superficiale, Lorena potrebbe apparire la donna “tosta”, quella che ha imparato a mordere prima di essere morsa e che aggredisce la vita con un pugno più ferreo di quello che la vita ha usato per colpire lei. Ma la realtà è che la sua è soltanto una corazza di arroganza e violenza, costruita per nascondere il fatto di sentirsi più debole e insicura di quanto voglia o possa permettersi di apparire. Cova dentro di sé un profondo disagio ed è totalmente incapace di mantenere rapporti equilibrati con le persone che le stanno intorno, persino la sorella Azzurra, con cui ha frequenti liti provocate dai suoi scatti d’ira.


Rispetto a Lorena, quindi, Azzurra potrebbe sembrare la ragazza “debole” e insicura. La realtà, però, è che lei rappresenta – per citare una nostra lettrice, Marika Michelazzi – un inno al diritto di essere fragili; una fragilità che, nel suo caso, è accentuata da un’incipiente sordità. Nel nostro immaginario, Azzurra doveva rappresentare quanto di più vicino a una persona reale, quella che di fronte alla morte, ai mostri, ai demoni (in senso letterale ma anche, e soprattutto, figurato) sente di avere il diritto di provare paura. Perché, diciamoci la verità… chi di noi si getterebbe a testa bassa ad affrontare l’Apocalisse, senza tentennare nemmeno per un istante? Siamo tutti così sicuri di essere nati per fare gli eroi? La forza di Azzurra non risiede nella violenza fisica o verbale con cui aggredire gli avversari, ma nella determinazione ad affrontare gli spettri del proprio passato e, soprattutto, di agire contro tutto e contro tutti per portare avanti il proprio ideale.


Infine, Abyzou: la demone, eppure non per questo meno donna (anche se Af/Greg avrebbe qualcosa da obiettare, fosse anche solo per provocarne l’ira). Abyzou incarna la perseveranza di chi lotta e sgomita in un mondo dominato dal genere maschile. Nel nostro Inferno, i demoni sono profondamente legati alla materia, avendo perso la loro essenza puramente spirituale, e assumono quindi forme maschili o femminili. Abyzou si muove in un mondo – quello infernale – dominato quasi esclusivamente da demoni maschili che la osteggiano, la ritengono inferiore, cercano di ridurla a mero oggetto di piacere incapace di pensare con astuzia, ma utile soltanto come strumento di seduzione per trarre in inganno Af. 


SCALETTA BLOGTOUR
1) I protagonisti: gli ignavi – Blog “I mondi fantastici” – 16 marzo
2) Azzurra, Lorena e Abyzou: le protagoniste femminili di Exilium – Blog “I mondi fantastici” – 17 marzo
3) Genova, cornice di Exilium – blog “Bosco dei sogni fantastici” – 19 marzo
4) L’inferno di Exilium e Dante – blog Les fleurs du mal – 20 marzo
5) La musica e il cinema in Exilium – blog “Giuseppe Gallato” – 23 marzo
6) Il mood della X generation – blog “Warlandia” – 24 marzo
7) Angeli e Demoni: i testi esoterici che hanno ispirato Exilium – blog “Penso dunque leggo” – 26 marzo
8) Come si scrive a quattro mani – blog “Buona lettura” – 27 marzo
9) Intervista alle autrici – Giuseppe Gallato – 30 marzo
10) Intervista alle autrici – Andreina Grieco – 31 marzo
11) Intervista al grafico Fabio Maffia – Il salotto letterario – 2 aprile

Per informazioni sui libri, visitare sito NPS Edizioni!

domenica 15 marzo 2026

Blogtour Exilium - prima tappa: i protagonisti

 Blogtour Exilium - prima tappa: i protagonisti

Oggi il blog "I mondi fantastici" partecipa al Blogtour di "Exilium", saga urban fantasy scritta da Andrea Piera Laguzzi e Hilary Sechi per NPS Edizioni. In questa prima tappa scopriremo i protagonisti!


CHI SONO AF E HEMAH? – I PROTAGONISTI: GLI IGNAVI

Secondo l’Angelologia e le dottrine esoteriche, Af e Hemah sono due angeli gemelli, incarnazione della collera divina, biblicamente caricati di un ruolo punitivo da parte di Dio. I loro nomi sono per altro eloquenti. La parola “af” significa “rabbia” o “ira” e ricorre, per esempio, nei Salmi. Hemah è un sinonimo di af, significa “furia” o “ira” e ritorna non solo nei Salmi ma anche nel Deuteronomio.

La loro presenza in Exilium è stata ispirata dalla mistica ebraica, in particolare dal testo apocrifo ebraico noto come “Gedulat Moshe” (La grandezza di Mosè), che narra di come Mosé sia stato accompagnato dall’arcangelo Gabriele attraverso i sette cieli e dove, per l’appunto, si fa riferimento ad Af e Hemah. Le loro figure sono citate anche nello Zohar, nel Midrash e in moltissime leggende ebraiche.



Secondo le descrizioni più diffuse, sono rappresentati come due angeli di fuoco. In Exilium vengono descritti con una pelle di pietra vulcanica, crepata in più punti e da cui promana il riverbero di un magma incandescente e rosso vivo. Sono inoltre dotati di catene senzienti, che possono evocare facendole emergere dai polsi. Queste catene sono un prolungamento delle ossa stesse, tanto è vero che quando si spezzano, il dolore è lo stesso di una frattura ossea.

In Exilium Af e Hemah, anche se non ne hanno fatto parte direttamente, vengono scagliati sulla Terra a causa della ribellione di Lucifero, che ebbe come esito la cacciata dal Paradiso del serafino e di tutti i suoi seguaci. La colpa di Af risiede nel fatto che, fino a poco prima della rivolta, era stato “alleato” di Lucifero, salvo poi pentirsene; la colpa di Hemah è quella di non essersi scagliato contro il fratello e averlo scacciato per punirlo, ribellandosi di fatto a Dio.

Una volta sulla Terra, Af e Hemah sono diventati umani, con tutto ciò che comporta. Sono immortali, tuttavia possono ammalarsi e morire. Inoltre, sebbene ne abbiano ancora facoltà, non possono trasfigurare nella loro forma angelica, pena l’annientamento.

Il loro esilio, però, non è fine a sé stesso. Dio gli ha affibbiato un compito, per nulla semplice e che comporta sofferenze mentali e fisiche terribili. Dopo millenni, il supplizio è diventato insostenibile, ecco perché quando si prospetta l’occasione di poter provare a forzare i cancelli celesti, Af la coglie, coinvolge Hemah e così viene dato il via a tutto il racconto.



SCALETTA BLOGTOUR

1) I protagonisti: gli ignavi – Blog “I mondi fantastici” – 16 marzo

2) Azzurra, Lorena e Abyzou: le protagoniste femminili di Exilium – Blog “I mondi fantastici” – 17 marzo

3) Genova, cornice di Exilium – blog “Bosco dei sogni fantastici” – 19 marzo

4) L’inferno di Exilium e Dante – blog Les fleurs du mal – 20 marzo

5) La musica e il cinema in Exilium – blog “Giuseppe Gallato” – 23 marzo

6) Il mood della X generation – blog “Warlandia” – 24 marzo

7) Angeli e Demoni: i testi esoterici che hanno ispirato Exilium – blog “Penso dunque leggo” – 26 marzo

8) Come si scrive a quattro mani – blog “Buona lettura” – 27 marzo

9) Intervista alle autrici – Giuseppe Gallato – 30 marzo

10) Intervista alle autrici – Andreina Grieco – 31 marzo

11) Intervista al grafico Fabio Maffia – Il salotto letterario – 2 aprile


(Le immagini sono state realizzate da Andrea Piera Laguzzi)

martedì 27 gennaio 2026

Blogtour "I fuochi di Valencia" e "I Corvi di Londra"

 Blogtour "I fuochi di Valencia" e "I Corvi di Londra"

Bentrovati, lettori. Oggi il blog "I mondi fantastici" partecipa al blogtour dedicato ai romanzi di Elena Covani: "I fuochi di Valencia" e "I corvi di Londra", editi da NPS Edizioni, nella nuova edizione con copertina di Fabio Maffia.

La nostra tappa è quella dedicata all'ambientazione del secondo volume: Londra.


La parola all'autrice: Elena Covani.

Il secondo capitolo della saga è ambientato in un’altra delle città che amo di più: Londra ha un fascino infinito, ogni volta che torni scopri qualcosa di nuovo. È misteriosa, piena di storia e brulicante di vita. Anche qui ho voluto ambientare il romanzo in posti a me molto cari, come la city, la zona dei Docks e sopratutto Hyde Park. 

È un posto magico, pieno di pace, e passeggiare tra i suoi sentieri immersi nel verde ti distacca completamente dalla frenesia della città, e questa dualità è proprio quello che amo di questa città: puoi ritrovarti nella natura con gli scoiattoli che ti girano intorno e dopo qualche passo ritrovarti tra le luci abbaglianti di Piccadilly Circus. Anche questa è una città che si trasforma la notte, proprio come i nostri protagonisti. 

José e Maria sono stai allontanati da Valencia per proteggerli da eventuali ritorsioni degli Erjes, ma mentre il ragazzo soffre per la  lontananza dalla sua vita e dalla sua città, per Maria è un’occasione di ricominciare, di essere qualcosa di diverso. Ci sono nuovi amici che li aiuteranno e vecchi nemici assetati di vendetta. Cosa ne sarà di Maria? saranno in grado di guarirla, o il virus prenderà il controllo definitivamente sulla sua volontà?

In questa parte della storia è proprio il cambiamento ad essere protagonista, l’evoluzione dei personaggi, del virus e soprattutto della coscienza di sé e dei propri sentimenti.


Scoprite la saga di Elena Covani sul sito NPS Edizioni!


mercoledì 19 novembre 2025

Blogtour "D'ombre e nebulose" - Intervista ad Alessandra De Maio

 BLOGTOUR “D’OMBRE E NEBULOSE” – NPS Edizioni

Intervista ad Alessandra De Maio, autrice del racconto “Stonehill”.

1) COME È NATO IL TUO RACCONTO? DI COSA PARLA?

In realtà, suppongo sia nato come la maggior parte delle mie storie: con spontaneità. Ho solo deciso di partire da un’idea, una della quale pensavo valesse la pena parlare e che avesse qualcosa da raccontarmi: poi, l’ambientazione intorno a me ha fatto il resto, una volta instaurata l’atmosfera. 

Il mio racconto ha come temi principali la scrittura e il potere delle storie: parla di un castello, un luogo dove vengono fatti prigionieri coloro che hanno una storia da raccontare. E dove l’unica via di fuga è combattere proprio contro ciò che si è scritto. 


2) QUALI CREATURE FANTASTICHE/LEGGENDE CONOSCEREMO? PERCHÉ QUESTA SCELTA?

In “Stonehill”, nessuno dei personaggi principali è dotato personalmente di poteri magici o caratteristiche sovrannaturali: è da altro che emerge la magia, in particolare dall’influenza dell’antagonista e dalla maledizione legata all’ambientazione principale. Conoscerete però una sorta di creature ibride, dall’apparenza misteriosa ma dal ruolo ben preciso. 

Questa scelta è dovuta in particolar modo al fatto che, per me, il fantastico e la magia possono risiedere ovunque: anche nel meno sospettabile degli aspetti e nella più regolare delle situazioni. In fondo, ognuno potrebbe rivelarsi, a suo modo, magico o leggendario. 


3) DOV’È AMBIENTATO IL TUO RACCONTO? PERCHÉ QUESTA SCELTA?

Il racconto è ambientato in un castello, nel cuore della Scozia, sulle rive del lago di Menteith: l’unico lago vero e proprio del territorio scozzese. Ciò che mi ha spinto a prediligere queste scelte è stato il mio grande interesse per il mondo folklorico, la storia celtica e la cultura medievale, accostando poi a essi il tema delle storie e leggende. 



4) COS’È PER TE IL FANTASTICO?

Per me, il fantastico è ciò che, senza l’arma delle storie, gli umani non avrebbero il coraggio di raccontare. O meglio: rappresenta il frutto della parte meno razionale delle nostre menti, quella che in qualche modo osa rifiutare la regolarità. Il fantastico potrebbe anche essere il luogo dove le anime più irrequiete e creative desiderano rifugiarsi, il giardino segreto per coloro che aspirano a vedere più del mondo reale. E secondo me, per contrasto, è persino dove potremmo incontrare le cose più vere. 


5) INSERISCI UN BREVE ESTRATTO DAL RACCONTO.

“Da qui, la via d’uscita non è né fuori, né dentro, né oltre: è attraverso, attraverso i meandri di una storia che non hai scelto tu di scrivere. Combatti la tua storia, e combatterai il mostro. Uccidi il tuo antagonista, e ucciderai le catene che ti tengono prigioniero a Stonehill. Infatti, la nostra prigione ha un effetto così sontuoso.”


6) INDICARE UNA CANZONE, DA ASCOLTARE COME COLONNA SONORA AL RACCONTO, O UN’IMMAGINE DA ABBINARE. 

Come colonna sonora al racconto, consiglierei sicuramente “Inkpot Gods” di The Amazing Devil. 


BIOGRAFIA

Alessandra De Maio è nata il 3 gennaio 2005. Sin da piccola si dedica a studi di danza classica, contemporanea e recitazione, sia teatrale che cinematografica in un’accademia professionale. Al momento è inoltre studentessa di giurisprudenza. 

La scrittura, i viaggi e le varie culture folkloriche del mondo sono passioni che la accompagnano da sempre, spingendola sempre alla ricerca di nuovi scenari dove ambientare le proprie storie. 



venerdì 3 ottobre 2025

Segnalazione "La mappa e lo stilo. Delitti a Uruk" di Marco Bertoli

 Segnalazione "La mappa e lo stilo. Delitti a Uruk" di Marco Bertoli

Prima tappa del blogtour promozionale del romanzo "La mazza e lo stilo. Delitti a Uruk", giallo storico di Marco Bertoli edito da NPS Edizioni, ambientato nell'antica Mesopotamia. Scopriamolo insieme!

Titolo: La mazza e lo stilo. Delitti a Uruk.

Autore: Marco Bertoli

Editore: NPS Edizioni

Genere: giallo storico

Pagine: 276

Formato: 14,8*21 (Cartaceo)

Prezzo: 15€

ISBN cartaceo: 978-88-31910-72-9

ISBN digitale: 978-88-31910-73-6

Data di uscita: 15 ottobre 2025

Disponibile su tutti gli store di ebook e di libri (Amazon).

Ordinabile in libreria e sul sito NPS Edizioni.


Quarta di copertina:

Mesopotamia, III millennio a.C.

Un villaggio viene raso al suolo con brutalità. Un matrimonio scandaloso unisce un ricco mercante vedovo a una splendida schiava. Intanto, una serie di omicidi getta il caos nella città di Uruk. Un sigillo sparito, un testamento alterato e una sola, inquietante parola — avvoltoio — sussurrata da un contadino morente a una bambina.

Cosa lega questi eventi così distanti tra loro?

Sarà compito di Shep-sin, capo dell’Ufficio dei Cacciatori di Assassini, ricostruire il mosaico di un complotto geniale e spietato, che ruota attorno a una recente e rivoluzionaria invenzione: la scrittura.



Tra intrighi, false piste e tensione crescente, questo thriller storico accompagna il lettore nel cuore della civiltà sumera, dove ogni dettaglio è frutto di una ricostruzione meticolosa e ogni pagina spinge a chiedersi dove si nasconda la verità.


Di Shep-sin, lugal investigatore dell’ufficio dei Cacciatori di Assassini, voglio narrare l’indagine che condusse nella stagione secca del secondo anno dell’En Šuruppag, andando alla ricerca di prove sino a scoprire la verità su oscuri misteri e terribili delitti accaduti a Uruk.


Biografia 

Marco Bertoli vive a Pisa. Appassionato di Storia, è geologo in pensione. 

Ha pubblicato numerosi libri: Gilgamesh. La storia di un eroe sumero, Eroina suo malgrado e altri racconti, Frammenti di vita, Delitti nella Storia, Il Cavaliere, la strega e…, Ivano. Il cavaliere del leone, 1886. Quando le Lunatermiti invasero la Terra, La Streghetta e la Vampira, Morte a Pilakopi, La mula del maresciallo, Miniera, Alaksandeia, Volume 1. Una scommessa tra divinità.

Per NPS Edizioni ha pubblicato i romanzi Percussor. I delitti del Reame Pisano, La Signora che vede i morti (terzo classificato al Trofeo Cittadella 2023), Bronzo assassino. Intrighi a Sparta (vincitore del premio “Maria Mazzarino – Il Magnifico lettore” 2024), e partecipato alle antologie di racconti sul folclore italiano.

Il racconto Delitto nella casa da tè è stato pubblicato sul Giallo Mondadori.

Altri racconti hanno vinto concorsi, o si sono classificati finalisti, e sono stati inseriti in oltre duecentottanta tra antologie e riviste.


Il blogtour prosegue sui blog 

Personaggi: Penso dunque leggo (7/10)

Ambientazione: Buona lettura (10/10)

I Sumeri: Bosco dei sogni fantastici (14/10)

Intervista all’autore: Il salotto letterario (17/10)

martedì 25 marzo 2025

Blogtour "L'avvento dei Warg": i personaggi

 Blogtour "L'avvento dei Warg": i personaggi

Bentrovati, lettori. Oggi vi presento i personaggi del romanzo "L'avvento dei Warg", terzo e conclusivo capitolo della mia trilogia urban fantasy "Ulfhednar War", edita dal Ciliegio.

Chi ha letto i precedenti volumi troverà dei personaggi noti e dei nuovi arrivi: amici o nemici... chissà?!


ASCANIO:

Officiante della Madre Terra, discendente dalla Prima Congrega degli Asi. 

Negli ultimi mesi, Ascanio è cresciuto, ha imparato a padroneggiare i suoi poteri, sia grazie ai libri del nonno Aristide, sia grazie agli insegnamenti di dàrna e della Congrega dei Benandanti, sia infine grazie all'esperienza e alle avventure passate, che lo hanno portato a fronteggiare nemici diversi, e a migliorarsi per sopravvivere.

In questo libro Ascanio scoprirà la verità sulle sue origini, su un passato scomodo, che ancora gronda lacrime e sangue. 

Deciso a tutto pur di proteggere Daniel e i suoi amici, non esiterà a stringere alleanze particolari, né a bruciare ogni stilla di volontà e di energia.

«E che dovevo fare?» abbaiò Ascanio. «Nascondere i miei sentimenti? Rinnegarli? Vivere nella paura, vivere nell’infelicità non è vivere. Io mi rifiuto che sia così. Senza Daniel, Marina, Gianni, senza le persone che amo, che vita inutile avrei vissuto? Sarei impazzito, solo, in questi boschi? Ad accendere una fiamma che non sarei stato in grado di tenere viva?»

«Quella fiamma adesso ti consumerà».

«Lo dite tutti, e forse sarà così». Ascanio sospirò, abbracciando con lo sguardo i boschi e i monti attorno, prima di tornare su Fenrir. «Ma preferisco consumarmi in una sola grande fiammata che vivere mille anni baluginando fiacco e infelice».

DANIEL


Guerriero lupo, discendente degli Ulfhednar di Odino.
Un tempo Daniel Rivieri era l'omega del Vello d'Argento. Adesso, dopo le vicissitudini degli ultimi mesi, è diventato l'Alfa, scelto dai suoi stessi compagni per i meriti e per il coraggio dimostrato.
Indeciso sul suo ruolo, incerto sulle sue possibilità, non ha invece dubbi su ciò che va fatto: creare nuovi ulfhednar, per accrescere il branco e proteggersi meglio, certo che i pericoli non siano finiti.
E di pericoli infatti ce ne sono molti: Forculus, o Tritheam, o come si fa chiamare quell'officiante fuggiasco... e poi le janare, le temibili streghe di Benevento, i Figli di Cardea e nuovi oscuri avversari, giunti dall'Europa del Nord per conquistare i branchi dell'Appennino.

LA DOTTORESSA
Uno dei personaggi più amati della serie.
Schietta e pasticciona, ha un cervello bestiale, due lauree, un dottorato e un lavoro sicuro a Cardiff. Peccato che, da tre mesi e due romanzi, non riesce mai ad arrivarci. Ce la farà stavolta? Riuscirà a prendere in mano le redini della sua vita, a guardare avanti? O continuerà a rimanere impantanata nel suo passato, tra i fantasmi che le ricordano di non aver salvato suo fratello, di non aver aiutato i suoi genitori, di non essersi dichiarata ad Ascanio prima che lui giungesse a considerarla un'amica, una sorella?
In questo terzo capitolo, al pari di Ascanio, anche la Dottoressa scoprirà di più su se stessa, su chi è, su cosa sa e può fare. Una scoperta che cambierà ogni cosa!

«La ventesima sei tu, la Dea». La donna la scortò all’ingresso delle fondamenta, mentre le sacerdotesse cantavano, la salutavano e mandavano baci, eccitate dalla sua venuta. «Tu sei la madre naturale di tutte le cose, maestra e governatrice degli elementi, sei la progenie iniziale dei mondi, regina di tutti coloro che sono nell’aldilà, la più importante di coloro che abitano sopra. Manifestazione di tutti gli Dei e tutte le Dee. Tu sei passato, presente, futuro. Tu sei».

«Sono onorata, davvero, ma io non so… non credo…»

«Ancora no, ma crederai. Devi soltanto superare la prova». 


MARKUS

Uno degli ulfhednar del Vello d'Argento.

Un tempo amante di Daniel, oggi suo Beta, Markus è schietto e sincero, onesto con le persone che ama, sospettoso verso quelle di cui non si fida del tutto, come Johanna, la vecchia strega che in passato ha cercato di fare la pelle ai lupi. 

Eppure, non esita a schierarsi a fianco di Daniel anche in quest'ultima disperata battaglia. Un fratello, in fondo, lo ha già perso, duecento anni addietro, per colpa delle Streghe dello Sciliar. E non vuole che quel dolore si ripresenti.


Torneranno, inoltre, anche Gianni-pedia, Aurora e Dominic, il piccolo Fabio, Bianca e Gigi, ma anche Marina, Aristide, dàrna, nonna Ada e tanti altri, sia nei capitoli ambientati nel presente che nel passato. Perché il tempo non conta, quello che conta è che tutti fanno parte della stessa fantastica storia.

Buon viaggio insieme ai miei lupi! Unitevi al blogtour nelle prossime tappe!

venerdì 22 novembre 2024

Blogtour "Donne di ginepro" - personaggi maschili

 Blogtour "Donne di ginepro" - personaggi maschili

Bentrovati, lettori. Oggi il blog ospita una tappa del blogtour di "Donne di ginepro", romanzo di Maena Delrio edito da NPS Edizioni: articolo dedicato ai personaggi maschili del romanzo. Lasciamo la parola all'autrice!


Come anticipa anche il titolo del romanzo, in “Donne di ginepro”, essenzialmente, sono le figure femminili a trainare la narrazione. Eppure, esse sono strettamente connesse alle figure maschili che entrano in maniera positiva o negativa nelle loro vite. Perciò, anche se vengono nominati poco, i ruoli degli uomini non sono affatto marginali, e le loro azioni hanno delle conseguenze precise sulla sorte delle mie protagoniste. 

Quello di Anna è il classico padre padrone, crede che le figlie siano di sua proprietà e di poterne disporre come meglio crede. È responsabile di innescare la prima delle sciagure che disgregheranno la famiglia e porteranno all’internamento di Anna. Come lui, e nonostante provengano da due ceti sociali differenti come differente è il loro livello d’istruzione, anche il figlio del Barone pensa di avere potere di vita e di morte su chi lavora le sue terre. E così, anche il padre di Caterina, al quale l’esperienza nell’esercito ha acuito i lati peggiori del carattere, sceglie di usare la violenza per riappropriarsi del suo ruolo in famiglia dopo la lunga assenza, senza curarsi della figlia che assiste impotente alle angherie. 

Sono uomini cresciuti in una società maschilista, esercitano il controllo sulla famiglia anche e soprattutto con la forza e anche se la donna rimane la custode del focolare domestico e spesso contribuisce attivamente all’ economia della casa andando a lavorare in campagna o a servizio presso famiglie facoltose, pensano sia normale imporre la propria autorità su moglie e figli in un sistema di gerarchie che non ammette eccezioni: ne va dell’onore del capofamiglia stesso, che verrebbe considerato debole se si dimostrasse troppo accomodante nei confronti degli altri membri della famiglia. 


Nel romanzo "Donne di ginepro" troviamo anche un altro esempio di padre padrone. Il cugino Silverio, che inizialmente sembra un personaggio positivo e fa da padre a Caterina, mal sopporta la fine della tresca con sua madre e cerca disperatamente di riprendersi ciò che non può avere anche con l’uso della forza. Questi personaggi rappresentano un male assoluto, generati dal peggiore tra i semi del patriarcato, tristemente presente ancora oggi nei fatti di cronaca nera che puntualmente sconvolgono il nostro Paese. Il femminicidio è tutt’ora difficile da estirpare e purtroppo la Sardegna non è mai stata immune a questa piaga. 

Personaggi minori, ma non per questo meno importanti, rappresentano anch’essi una tipologia di uomini che pensa di poter disporre delle donne a proprio uso e consumo, sono Leandro e Anselmo: il primo che antepone la vendetta personale alla promessa fatta all’amata, e il secondo che segrega sua moglie come se si trattasse di una delle sue bestie.

Il padre di Celeste si discosta da questo genere di uomini. 

Pur non avendo studiato e subendo la chiusura mentale tipica dei paesi isolati come quelli montani, nonché di una professione che lo tiene lontano dai contatti umani per molti mesi all’ anno, riconosce nel rispetto della donna un valore imprescindibile, specie per quelle che ha accanto; perciò, si occupa della moglie e della figlia con amore e dedizione. Così come il maestro Sanna, che instaura con Celeste un rapporto alla pari basato sulla stima e fiducia reciproche e condivide con lei perfino le decisioni in ambito lavorativo. Sono uomini moderni, capaci di crescere i figli, coinvolti in maniera attiva nel ménage familiare e convinti che la donna non debba essere subordinata a loro nel rapporto di coppia. 

Il loro ruolo, perciò, sarà fondamentale nell’influenzare direttamente o indirettamente le scelte di vita delle mie protagoniste.

Il fratello di Anna merita una menzione a parte. 

In una società così rigida e pronta a condannare, rappresenta colui che scappa per poter essere se stesso. Il paese lo vorrebbe eleggere a guida per le sorelle che senza un uomo al comando sono destinate alla perdizione. Lui però non riesce ad adeguarsi, è impotente di fronte agli eventi di cui è testimone e non ha il coraggio e le capacità di imporsi e andare contro ciò che la gente si aspetta da lui. Così, decide di partire. E lo fa in silenzio, di nascosto, incapace di affrontare ancora una volta il giudizio della società, intenzionato a non vestirne i lati negativi ma consapevole di non poterlo fare fintanto che si trova lì. 

Articolo di Maena Delrio, autrice del romanzo “Donne di ginepro”, NPS Edizioni.


domenica 30 giugno 2024

Blogtour Maschere d'Italia - Marco Bertoli

 Blogtour Maschere d'Italia - Marco Bertoli

Inizia oggi il blogtour "Maschere d'Italia", per scoprire il volume edito da NPS Edizioni dedicato al folclore italiano. Ospitiamo lo scrittore Marco Bertoli, appassionato di storia, che apre le danze con il suo meraviglioso racconto "Il cibo degli dei". Scopriamolo insieme!


1) Come è nato il tuo racconto? Di cosa parla?

Una premessa. Odio il Carnevale e le sue maschere dalla seconda elementare, quando fui costretto a impersonare Gianduia, con tanto di tricorno e abito confezionato da mia madre, nella recita scolastica. “Io son Gianduia” esordivo e da allora quell’attacco mi perseguita. 

Quando NPS Edizioni mi ha proposto di scrivere un racconto per l’antologia “Maschere d’Italia” la prima reazione è stata di declinare l’invito, poi è subentrato il rammarico dello scrittore perché ho partecipato a tutte le precedenti che hanno pubblicato. Così ho messo da parte il mio rifiuto viscerale e mi sono buttato nell’impresa.

In sintesi, il racconto parla di una maledizione lanciata da un arcimago malvagio per impedire alle ‘piadarole’ di Cesena di poter preparare il ‘cibo degli dei’, cioè la piadina e dell’intervento di una coppia di maschere che lo sconfiggerà.



2) Quali maschere, o creature fantastiche, conosceremo? Perché questa scelta?

I protagonisti sono Fagiolino, Fasulén, e Sganapino. Fagiolino incarna l’archetipo di chi è vorace, abile nell'inganno e ha una condotta che lo porta ad agire spesso e volentieri fuori delle regole. È armato di bastone.

Sganapino è la sua spalla; ha un carattere che mescola ingenuità e furberia e a norma risolve controversie o situazioni pericolose a colpi di Carolina, la sua inseparabile ramazza. È stata una scelta obbligata perché non esistono maschere tipiche della Romagna. Queste sono di etnia bolognese, per così dire, e di origine recente perché nascono la prima nel millesettecento e la seconda alla fine del secolo seguente.

Come antagonisti abbiamo l’arcimago Domenicone rompiferro e spaccamontagna e una gargolla desiderosa di volare a Parigi per visitare i parenti.


3) Dove è ambientato il racconto? Perché questa scelta?

A Cesena, agli inizi del millecinquecento. A parte il fatto che vi ho vissuto per diversi anni, chi mi conosce sa che mi piace ancorare le vicende fantastiche alla storia reale. In quel periodo la città era la capitale del Ducato di Romagna appartenente a Cesare Borgia, il Valentino, che lo reggeva per tramite del governatore Ramiro de Lorqua. Costui era inviso alla popolazione per il suo pugno duro. Ho quindi immaginato che per punire l’ennesima rimostranza degli abitanti, il nobile assoldasse uno stregone affinché le ‘piadarole’ non potessero esercitare il loro mestiere.



4) Un breve estratto dal racconto.

«Domenicone rompiferro e zpaccamontagna?» ripeté Sganapino, le sopracciglia inarcate a sesto acuto. «Ma che cagadùr de zoranóm è?»

«Concordo con il giudizio verbato in cotanto aulico linguaggio, mio signore» scricchiolarono le zanne della garguglia. «A parer mio, un Taruman dominatore delle sfere celesti oppure un Gauron tiranno dell’universo sarebbero stati più consoni al suo status di arcanista d’ingente vaglia. Al limite anche un succinto Randalf l’oscuro». Agitò le ali. «D’altronde, cosa giammai ci si può attendere dalla progenie del connubio fra un acchiappatopi e una servetta d’osteria?»


5) Indicate una canzone, da ascoltare come colonna sonora al racconto, o un'immagine (di qualunque tipo, foto, quadri ecc) da abbinare.

Tre sono gli ingredienti della piadina, farina, strutto od olio e acqua, perciò suggerisco “That’s Alright Mama” cantata da Elvis Presley perché è suonata su tre sole note.



Marco Bertoli è geologo in pensione. Numerosi racconti hanno vinto concorsi e sono stati pubblicati in oltre duecentosessanta antologie.

Ha pubblicato L’avvoltoio. Delitti all’alba della scrittura; Gilgamesh. La storia di un eroe sumero; Eroina suo malgrado e altri racconti; Frammenti di vita; Delitti nella Storia; Il Cavaliere, la strega e…; Ivano. Il cavaliere del leone; 1886. Quando le Lunatermiti invasero la Terra; La Streghetta e la Vampira; Morte a Pilakopi; La mula del maresciallo; Miniera.

Con NPS Edizioni ha pubblicato Percussor. I delitti del Reame Pisano; una nuova edizione di La Signora che vede i morti; e Bronzo assassino. Intrighi a Sparta. 



giovedì 12 ottobre 2023

Blogtour "Bronzo assassino" di Marco Bertoli - I personaggi

 Blogtour "Bronzo assassino" di Marco Bertoli - I personaggi

Bentrovati, lettori. Oggi il blog "I mondi fantastici" ospita la prima tappa del blogtour dedicato al nuovo romanzo di Marco Bertoli: "Bronzo assassino. Intrighi a Sparta", un thriller storico appassionante e intrigante, ambientato nell'Età Micenea (edito da NPS Edizioni).

Scopriamo insieme i personaggi del libro (Ettore, Menelao ed Elena), ispirati al mito greco, ma chiaramente rivisitati dall'autore, con una sua nota introduttiva.


Tre personaggi di “Bronzo assassino”

L’avventatezza non rientra nel novero dei difetti del mio carattere. Suona, perciò, strano che mi sia reso conto delle sabbie mobili in cui mi ero inoltrato nello scegliere i personaggi del romanzo solo quando l’editore mi ha chiesto di parlare di loro. Giocare con gli archetipi sino a stravolgerli, infatti, espone al rischio d’indisporre il lettore perché lo obbliga a cambiare il proprio punto di vista e l’immagine che ha di loro. 

Mi spiego. Se da un lato incarnare eroi ed eroine del mito nella realtà dell’epoca in cui si suppone siano esistiti è apprezzato poiché li rende tangibili, dall’altro mutarne natura e comportamenti può risultare inaccettabile e innescare il rifiuto. Prendiamo Achille, ad esempio. Finché si umanizza il suo essere una macchina da guerra con l’evidenziarne le lamentele e le ripicche adolescenziali non sussistono problemi. Se, però, lo si trasformasse in uno spaccone vigliacco che affronta i nemici solo perché certo della propria invulnerabilità e della protezione materna, cosa pensereste dello scrittore? Al minimo, un probabile: “Ma come si permette l’imbrattacarte? Questo non è Achil-e!”

Purtroppo per me, il libro è stampato e ne subirò le conseguenze. Inutile, quindi, ritardare oltre la presentazione dei protagonisti di “Bronzo assassino”.

(Marco Bertoli)



Ettore, Domatore di cavalli e investigatore per caso.

La leggenda ce lo presenta come il primogenito di Priamo, re di Troia. In quanto tale, sin dall’infanzia è stato istruito alle responsabilità che comporta l’essere l’erede al trono della città. Racchiude in sé il dramma dell’uomo che è pronto a rinunciare agli affetti più cari e a immolare se stesso per il senso del dovere. Un sacrificio compiuto nonostante la consapevolezza che la sua morte non servirà comunque a mutare il tragico corso degli avvenimenti.

Nel romanzo non ne utilizzo le doti di guerriero descritte nell’Iliade bensì l’acume e l’intuizione. Qualità che un futuro sovrano ho supposto dovesse possedere per sopravvivere in una civiltà in cui complotti e tradimenti erano la via preferita per impossessarsi del potere. Conscio della posta in gioco, una guerra fra Troia e Sparta, s’impegna senza risparmio e riguardo in un ambiente ostile allo scopo di trovare le prove che dimostrino l’innocenza di Paride ed Enea dalle accuse di omicidio loro rivolte. In fondo all’animo, però, lo perseguita il dubbio che, anche se l’indagine avrà successo, la catastrofe incombente sulla sua patria non sarà eliminata.


Menelao, Bellicoso signore di uomini nonché marito infelice.

Wanaka (re) di Sparta, è il secondogenito di Atreo e fratello minore di Agamennone. A somiglianza di esempi dei giorni nostri, è afflitto da un profondo complesso d’inferiorità che ne ha minato il carattere. Non riesce, infatti, a liberarsi dall’idea che tutto quello che possiede non sia frutto dei propri meriti e talento ma derivi dalla potenza e dalle ricchezze del fratello. Anche essere stato scelto da Tindaro, il precedente sovrano di Sparta, come sposo della figlia Elena è stato, a ben vedere, il mezzo con cui costui si è garantito la protezione di Micene, la più influente e prospera delle città micenee. 

A peggiorare la condizione di spirito di Menelao, il matrimonio, invece di essere ragione di orgoglio si è dimostrato un ulteriore motivo di sofferenza e di tensione.

All’inizio delle indagini di Ettore, appoggia il troiano per rispetto delle norme dell’ospitalità e per un’istintiva amicizia, poi per un interesse personale.



Elena, Regina dalla bella chioma eppure schiava disperata.

Nata dall’unione fra Zeus, sotto forma di cigno, e Leda, consorte di Tindaro, rappresenta per noi europei l’icona dell’eterno femminino, cioè la femminilità nella sua essenza e forza immutabili. Proprio la condanna secolare, e senza appello, d’essere responsabile dei lutti pro-vocati dalle contese per impadronirsi della sua bellezza mi ha indotto a mutarne la figura. La donna dall’aspetto paragonabile a una dea, il corpo sensuale che tutti i maschi sognano di avere nel proprio letto, ama le appartenenti al suo sesso. 

Incatenata nel ruolo di sposa di Menelao e madre di Ermione, soffre per non potere esprimere la propria natura. Ignoriamo il giudizio sull’omosessualità femminile in età micenea (quella maschile era accettata, vedasi Achille e Patroclo), tuttavia è plausibile ritenere che una tale affettività sarebbe stata considerata comunque un tradimento del legame coniugale se operato da una donna sposata. 

Da questa mia conclusione è scaturita la metamorfosi di Elena in “Bronzo assassino”. Non più una fedifraga per passione ma una persona che lotta per avere il diritto di vivere in libertà.


(Il blogtour di "Bronzo assassino" prosegue con le prossime tappe. Seguitele!)


venerdì 23 giugno 2023

Blogtour "I doni dell'abisso" - Giuseppe Gallato (seconda tappa)

 Blogtour "I doni dell'abisso" - Giuseppe Gallato (seconda tappa)

Bentrovati, lettori. Oggi il blog ospita la seconda tappa del blogtour "I doni dell'abisso", dedicato al nuovo romanzo di Giuseppe Gallato (NPS Edizioni). In quest'occasione ci addentreremo nel castello di Carini, presso Palermo, per scoprire la leggenda del fantasma che lo abita, quello della Baronessa Laura Lanza. Wow!


Secondo racconto – La maledizione di Carini

Creatura leggendaria presente: Baronessa di Carini, Laura Lanza

Tipologia/morfologia: Fantasma

Zona/habitat: Carini, provincia di Palermo

Ambientazione del racconto: Castello di Carini


1) Breve trama del racconto. Riassumilo in poche parole, regalandoci tre aggettivi per descriverlo.

Dal castello normanno dall’architettura sinistra, alla storia di femminicidio in cui rimase vittima la giovane Laura Lanza. Dal padre assassino, all’amante appassionato. Dall’amore segreto, all’uccisione dei due sfortunati amanti. Dalla morte efferata della nobildonna, al mistero che aleggia sulla sua sepoltura. Dall’impronta indelebile della sua mano insanguinata sul muro, alla leggenda dello spirito inquieto della baronessa che vaga per le stanze del castello. 

Sulla nota leggenda del fantasma di Carini si può dire davvero tanto, ma c’è un elemento in particolare da cui sono partito per costruire l’intera vicenda che ruota attorno al racconto: le squadre dei cacciatori di fantasmi che negli anni hanno condotto le proprie indagini all’interno della fortezza. Sarebbero numerose le testimonianze di insoliti fenomeni avvenuti nel castello, soprattutto in occasione di ogni anniversario dalla morte di Laura Lanza, il 4 dicembre. 

In questa storia, dunque, non mancheranno gli investigatori del paranormale che, guidati all’interno del castello dal curatore Lorenzo Venturini, dovranno scoprire quale verità si cela dietro il famigerato fantasma della baronessa di Carini.

Parole chiave: Maledizione, Delitto, Amore


(Castello di Carini - foto presa da Wikipedia)


2) Quali leggende e creature fantastiche conosceremo?

Faremo la conoscenza di uno dei fantasmi più noti della Sicilia, la baronessa Laura Lanza. La sua misteriosa leggenda si snoda nel paese di Carini, in provincia di Palermo, dove si vocifera che l’anima inquieta della nobildonna, vittima di femminicidio, vaghi ancora tra le stanze e i corridoi del castello. 

L’atrocità di un omicidio tanto efferato, commesso da un padre sulla figlia, continua a impressionare e inquietare ancora oggi molta gente, rendendo la storia della baronessa intramontabile… immortale come il suo spirito.


3) Dove è ambientato il racconto? 

Il racconto è ambientato nel Castello La Grua-Talamanca di Carini, fortezza normanna nei pressi di Palermo. La scelta di questo luogo è strettamente legata alla storia di Laura Lanza e alla leggenda che aleggia attorno alle sue misteriose apparizioni. In occasione di ogni anniversario dalla morte della baronessa, il 4 dicembre, si vocifera che l’orma femminile di una mano insanguinata appaia sulla parete della stanza. In quella stessa stanza dove, secondo le ricostruzioni, si sarebbe consumato il feroce delitto commesso dal padre.

(Castello di Carini - Foto di Io amo la Sicilia)

4) Un breve estratto dal racconto.

“«Laura…» sussurrò, alzando la mano a lambirle il palmo insanguinato. Incrociò il suo sguardo, anch’esso disperso in chissà quale deserto. O forse era rimasto vittima dello stupore, della rassegnazione, dell’angoscia. Della morte dissennata che l’aveva strappata al mondo.”


5) Indica una canzone, da ascoltare come colonna sonora al racconto, o un'immagine (di qualunque tipo, foto, quadri ecc) da abbinare.

Per la lettura consiglierei l’ascolto delle musiche che mi hanno ispirato maggiormente durante le fasi di stesura del racconto. Parlo di "Night13” degli Auri e “Walking in the air” dei Nightwish.


Il blogtour di "I doni dell'abisso", di Giuseppe Gallato, prosegue con altre tappe, per scoprire i misteri e le leggende della Sicilia!