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martedì 25 marzo 2025

Blogtour "L'avvento dei Warg": i personaggi

 Blogtour "L'avvento dei Warg": i personaggi

Bentrovati, lettori. Oggi vi presento i personaggi del romanzo "L'avvento dei Warg", terzo e conclusivo capitolo della mia trilogia urban fantasy "Ulfhednar War", edita dal Ciliegio.

Chi ha letto i precedenti volumi troverà dei personaggi noti e dei nuovi arrivi: amici o nemici... chissà?!


ASCANIO:

Officiante della Madre Terra, discendente dalla Prima Congrega degli Asi. 

Negli ultimi mesi, Ascanio è cresciuto, ha imparato a padroneggiare i suoi poteri, sia grazie ai libri del nonno Aristide, sia grazie agli insegnamenti di dàrna e della Congrega dei Benandanti, sia infine grazie all'esperienza e alle avventure passate, che lo hanno portato a fronteggiare nemici diversi, e a migliorarsi per sopravvivere.

In questo libro Ascanio scoprirà la verità sulle sue origini, su un passato scomodo, che ancora gronda lacrime e sangue. 

Deciso a tutto pur di proteggere Daniel e i suoi amici, non esiterà a stringere alleanze particolari, né a bruciare ogni stilla di volontà e di energia.

«E che dovevo fare?» abbaiò Ascanio. «Nascondere i miei sentimenti? Rinnegarli? Vivere nella paura, vivere nell’infelicità non è vivere. Io mi rifiuto che sia così. Senza Daniel, Marina, Gianni, senza le persone che amo, che vita inutile avrei vissuto? Sarei impazzito, solo, in questi boschi? Ad accendere una fiamma che non sarei stato in grado di tenere viva?»

«Quella fiamma adesso ti consumerà».

«Lo dite tutti, e forse sarà così». Ascanio sospirò, abbracciando con lo sguardo i boschi e i monti attorno, prima di tornare su Fenrir. «Ma preferisco consumarmi in una sola grande fiammata che vivere mille anni baluginando fiacco e infelice».

DANIEL


Guerriero lupo, discendente degli Ulfhednar di Odino.
Un tempo Daniel Rivieri era l'omega del Vello d'Argento. Adesso, dopo le vicissitudini degli ultimi mesi, è diventato l'Alfa, scelto dai suoi stessi compagni per i meriti e per il coraggio dimostrato.
Indeciso sul suo ruolo, incerto sulle sue possibilità, non ha invece dubbi su ciò che va fatto: creare nuovi ulfhednar, per accrescere il branco e proteggersi meglio, certo che i pericoli non siano finiti.
E di pericoli infatti ce ne sono molti: Forculus, o Tritheam, o come si fa chiamare quell'officiante fuggiasco... e poi le janare, le temibili streghe di Benevento, i Figli di Cardea e nuovi oscuri avversari, giunti dall'Europa del Nord per conquistare i branchi dell'Appennino.

LA DOTTORESSA
Uno dei personaggi più amati della serie.
Schietta e pasticciona, ha un cervello bestiale, due lauree, un dottorato e un lavoro sicuro a Cardiff. Peccato che, da tre mesi e due romanzi, non riesce mai ad arrivarci. Ce la farà stavolta? Riuscirà a prendere in mano le redini della sua vita, a guardare avanti? O continuerà a rimanere impantanata nel suo passato, tra i fantasmi che le ricordano di non aver salvato suo fratello, di non aver aiutato i suoi genitori, di non essersi dichiarata ad Ascanio prima che lui giungesse a considerarla un'amica, una sorella?
In questo terzo capitolo, al pari di Ascanio, anche la Dottoressa scoprirà di più su se stessa, su chi è, su cosa sa e può fare. Una scoperta che cambierà ogni cosa!

«La ventesima sei tu, la Dea». La donna la scortò all’ingresso delle fondamenta, mentre le sacerdotesse cantavano, la salutavano e mandavano baci, eccitate dalla sua venuta. «Tu sei la madre naturale di tutte le cose, maestra e governatrice degli elementi, sei la progenie iniziale dei mondi, regina di tutti coloro che sono nell’aldilà, la più importante di coloro che abitano sopra. Manifestazione di tutti gli Dei e tutte le Dee. Tu sei passato, presente, futuro. Tu sei».

«Sono onorata, davvero, ma io non so… non credo…»

«Ancora no, ma crederai. Devi soltanto superare la prova». 


MARKUS

Uno degli ulfhednar del Vello d'Argento.

Un tempo amante di Daniel, oggi suo Beta, Markus è schietto e sincero, onesto con le persone che ama, sospettoso verso quelle di cui non si fida del tutto, come Johanna, la vecchia strega che in passato ha cercato di fare la pelle ai lupi. 

Eppure, non esita a schierarsi a fianco di Daniel anche in quest'ultima disperata battaglia. Un fratello, in fondo, lo ha già perso, duecento anni addietro, per colpa delle Streghe dello Sciliar. E non vuole che quel dolore si ripresenti.


Torneranno, inoltre, anche Gianni-pedia, Aurora e Dominic, il piccolo Fabio, Bianca e Gigi, ma anche Marina, Aristide, dàrna, nonna Ada e tanti altri, sia nei capitoli ambientati nel presente che nel passato. Perché il tempo non conta, quello che conta è che tutti fanno parte della stessa fantastica storia.

Buon viaggio insieme ai miei lupi! Unitevi al blogtour nelle prossime tappe!

lunedì 17 febbraio 2025

Segnalazione uscita "L'avvento dei Warg - Ulfhednar War 3" di Alessio Del Debbio

 Segnalazione uscita "L'avvento dei Warg - Ulfhednar War 3" di Alessio Del Debbio

ARRIVA IN LIBRERIA IL TERZO CAPITOLO DELLA SAGA “ULFHEDNAR WAR”

IN USCITA IL NUOVO FANTASY DI ALESSIO DEL DEBBIO: “L’AVVENTO DEI WARG”

Bentrovati, lettori. Oggi vi segnalo l'uscita di un autore... che conosco bene! Finalmente, infatti, esce il terzo capitolo della mia saga urban fantasy "Ulfhednar War": "L'avvento dei Warg", edito dal Ciliegio.

COMUNICATO STAMPA

Arriva in libreria il nuovo romanzo dello scrittore viareggino Alessio Del Debbio: “L’avvento dei Warg”, terzo e attesissimo capitolo della trilogia Ulfhednar War, edita da Il Ciliegio Edizioni.


Il libro chiude la saga urban fantasy iniziata con “La guerra dei lupi” e proseguita con “I Figli di Cardea”, una serie ambientata in Toscana, tra la Versilia, Lucca e la Garfagnana e ispirata alla mitologia nordica e alle leggende del territorio. Storia e miti si incontrano, da sempre, nei racconti e nei romanzi di Alessio Del Debbio che, con “L’avvento dei Warg”, trasporta il lettore in una Garfagnana magica e misteriosa, popolata da guerrieri lupo, officianti della Madre Terra, cacciatori e demoni. I due protagonisti, Ascanio, lo stregone autodidatta, e Daniel, un tempo ulfhedinn fuggiasco, adesso Alfa del Branco del Vello d’Argento, dovranno fronteggiare l’ultima grande sfida dei loro tempi: un improvviso Ragnarok scatenato dall’avvento dei primi originari guerrieri lupo.

Trattandosi di un terzo capitolo, la lettura dei primi due volumi della trilogia è fortemente consigliata, per meglio comprendere situazioni e personaggi.

Amante da sempre di miti e leggende, Alessio Del Debbio opera nel campo della promozione della cultura: di giorno è insegnante di Lettere, di notte scrive racconti e romanzi di genere fantasy; presiede l’associazione culturale “Nati per scrivere” e dirige il suo marchio editoriale, NPS Edizioni, specializzato in letteratura fantastica. Dal 2020 è co-direttore del festival letterario “Lucca Città di Carta”, insieme alla sua socia e scrittrice Romina Lombardi.

Il romanzo è già disponibile sullo store di Edizioni Il Ciliegio e dal 28 febbraio sarà ordinabile in tutte le librerie fisiche e online. A breve inizierà anche il tour promozionale, che porterà l’autore a incontrare i lettori in fiere ed eventi: già confermata la partecipazione di Alessio Del Debbio al festival “Lucca Città di Carta”, in programma per il 25-27 aprile 2025 al Real Collegio, e al Salone del Libro di Torino a maggio 2025.

Per rimanere aggiornati, è online la pagina Facebook “I mondi fantastici – Alessio Del Debbio”.



Titolo libro: L’AVVENTO DEI WARG

Saga: ULFHEDNAR WAR

Autore: Alessio Del Debbio

Editore: Edizioni Il Ciliegio

Genere: urban fantasy

Formato: cartaceo 

Pagine: 464

Prezzo: 21 euro (cartaceo)

ISBN: 9791256100194


Trama: 

Daniel Rivieri, un tempo ulfhedinn fuggiasco, è stato acclamato Alfa del Vello d’Argento e, in vista di un eventuale nuovo conflitto, progetta di ampliare il branco, convincendo Ascanio a creare nuovi guerrieri lupo. Forculus, ancora latitante, invita i leggendari Warg, gli ulfhednar oscuri, a scendere in Italia, per approfittare del vuoto di potere creatosi con la caduta dei Figli di Cardea, causando uno scontro violento con i branchi di lupi della penisola.

Ma Forculus nasconde numerosi segreti, tessuti nell’ombra in anni di attesa, per prendersi la sua rivincita su un antico nemico. Ascanio se lo sente nelle ossa: Ragnarök sta arrivando, un inverno di sangue che spazzerà via tutti coloro che ama. Per evitarlo, è disposto a tutto, anche ad accettare scomode alleanze.


L’alba dell’ultima guerra è arrivata.

I guerrieri lupo sono pronti a uno scontro all’ultimo sangue.


"L'avvento dei Warg" è il terzo e conclusivo capitolo della trilogia Ulfhednar War, iniziata con La guerra dei lupi e proseguita con I Figli di Cardea. Ambientata tra Viareggio, Lucca e le montagne della Garfagnana, la saga mescola mitologia nordica e celtica a storia e leggende toscane, alternando, con ritmo incalzante e colpi di scena, capitoli nel presente e altri nel passato. 


Link acquisto:

Il Ciliegio Edizioni


Biografia autore: Alessio Del Debbio

Scrittore viareggino, professore di Lettere e viaggiatore in mondi fantastici. I suoi racconti sono usciti su varie antologie e riviste, cartacee e online. 

Tra i suoi lavori, le raccolte di racconti fantastici L’ora del diavolo e Quando Betta filava (NPS Edizioni), ispirati al folclore toscano, la saga urban fantasy Ulfhednar War (La guerra dei lupi e I Figli di Cardea), edita dal Ciliegio, e il romanzo Berserkr (DZ Edizioni), da cui è stato tratto l’omonimo fumetto edito da DZ Comics.

Dal 2018 è direttore editoriale di NPS Edizioni e dal 2020 co-direttore artistico del festival letterario Lucca Città di Carta.

Cura il blog “I mondi fantastici”, dedicato al fantastico italiano.


Contatti autore: 

Pagina Facebook “I mondi fantastici – Alessio Del Debbio”: https://www.facebook.com/alessio.deldebbio/ 

Blog “i mondi fantastici”: www.imondifantastici.blogspot.it

Twitter autore: https://twitter.com/ADelDebbio 


mercoledì 4 maggio 2022

Segnalazione "Ulfhednar Stories - Sette storie di lupi" di Alessio Del Debbio

  Segnalazione "Ulfhednar Stories - Sette storie di lupi" di Alessio Del Debbio

Bentrovati, lettori. Oggi vi segnalo l'uscita del mio nuovo libro: "Ulfhednar Stories - Sette storie di lupi" (NPS Edizioni), antologia di racconti fantastici dedicati ai protagonisti della saga "Ulfhednar War". Scopriamolo insieme!

STORIE DI LUPI E DI STREGONI IN ITALIA

ARRIVA IN LIBRERIA “ULFHEDNAR STORIES”, I RACCONTI FANTASTICI DI ALESSIO DEL DEBBIO


Arriva in libreria “Ulfhednar Stories – Sette storie di lupi”, il nuovo lavoro dello scrittore viareggino Alessio Del Debbio, che ci porta alla scoperta di miti e leggende, suoi cavalli di battaglia. Il libro, edito da NPS Edizioni (prezzo di copertina: 14 euro), raccoglie sette racconti fantastici, con protagonisti lupi mannari e stregoni, ambientati nella nostra penisola, dal Quattrocento ai giorni nostri.

L’Italia è una terra di santi, cacciatori e lupi. Terra ospitale, accogliente, ma anche impaurita, da ciò che non conosce e che non comprende. Nella sorte degli ulfhednar di Odino, i leggendari guerrieri-lupo del Dio della Guerra, vive questo dualismo: sono uomini e lupi. Uomini ma anche lupi. Attirati dal mondo degli umani, seppur invisi, perseguitati dai Figli di Cardea, un’organizzazione segreta che caccia tutto ciò che è sovrannaturale, tutto ciò che è diverso. I lupi di Alessio Del Debbio sono sempre pronti a stringere i denti e lottare, sempre pronti a resistere. A mostrare alla vita chi sa azzannare più forte.

«I racconti si inseriscono nel mondo narrativo da me creato con “La guerra dei lupi”, ma sono storie autonome, fruibili sia da chi già ha letto la saga, che si divertirà a scoprire retroscena interessanti e a scovare riferimenti e camei, sia da chi ancora non l’ha letta, incuriosendosi e trovando magari lo spunto per approcciarvisi» dichiara Alessio Del Debbio. «Il volume, un omaggio alla magia che pervade il nostro mondo, comprende i racconti: Il cavaliere, La bestia errante, Il libraio, Il berserkr, Il Messia, La valchiria, Gli esploratori, e mette in campo creature fantastiche prese dal folclore italico, per lo più, e dalla mitologia nordica».


La copertina è stata realizzata dal disegnatore Iacopo Donati, che aveva curato anche quelle dei volumi “La guerra dei lupi” e “I Figli di Cardea”.

“Ulfhednar Stories” è disponibile sul sito NPS Edizioni, il marchio editoriale dell’associazione culturale Nati per scrivere, e ordinabile in libreria e su tutti gli store di libri. A breve inizierà il tour promozionale dell’autore, che lo porterà a incontrare lettori vecchi e nuovi: prima tappa al Salone del Libro di Torino, dal 19 al 23 maggio, presso lo stand NPS Edizioni, e a Librexpo Livorno, dal 27 al 29 maggio.


Contatti:

L’associazione culturale Nati per scrivere nasce nel 2016 da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura a Viareggio e nei dintorni. Nel 2018 ha lanciato il marchio editoriale NPS Edizioni, specializzato in libri fantasy, horror e mistery per tutte le età.


Associazione culturale Nati per scrivere:

Piazza Diaz 10

55041, Camaiore (LU)

Sito NPS Edizioni

Pagina Facebook NPS Edizioni



mercoledì 13 marzo 2019

Dietro le quinte di "Ulfhednar War" - le ambientazioni (3)

Dietro le quinte di "Ulfhednar War" - le ambientazioni (3)

Bentrovati, amici lettori. Prosegue il nostro viaggio nelle ambientazioni della mia saga urban fantasy "Ulfhednar War". Dopo gli articoli precedenti (qua e qua), oggi vi porto in alcuni luoghi misteriosi della Toscana e della Lunigiana che scopriamo in "I Figli di Cardea" (disponibile su tutti gli store di libri).

MONTE LAMA

Lo intravediamo nell'epilogo di "La guerra dei lupi", ma è solo in "I Figli di Cardea" che questo luogo diventa importante: è infatti la località segreta, presso Zeri, vicino a Pontremoli (MS), dove si riunisce la Congrega dei Benandanti, gli ultimi officianti d'Italia.

Secondo le leggende locali, infatti, pare che "nello zerasco, in un borgo quai spopolato, Monte Lama, si racconta alcuni abitanti fossero in grado di compiere incredibili stregonerie. Far volare le persone, farle sparire o trasformarle in animali" per cui come non posizionarvi il rifugio segreto della congrega, protetto da boschi e montagne dalla perigliosa mano dei Figli di Cardea?

(testi da Terre di Lunigiana)

Nelle profondità di Monte Lama, dàrna camminava a fatica, sostenendosi al bastone e appoggiandosi di tanto in tanto alle pareti, mentre scendeva verso la prigione. 
Per la verità non era proprio una prigione, soltanto una rientranza nella roccia a cui ceathramh aveva attaccato due robusti anelli di ferro, passandoci la catena intrisa di galdrar con cui avevano immobilizzato trìtheamh, tra il dispiacere di tutti. 
Ma dàrna, in quel momento, aveva sentito qualcos’altro nel cuore dei compagni, oltre all’imbarazzo per una congrega che aveva sfornato un nuovo pericolo.
(estratto da "I Figli di Cardea") 

PIETRALUNGA DEL GABBERI

Il Monte Gabberi è una modesta vetta delle Apuane meridionali, ma punto molto panoramico e luogo di meditazione oltre che di contemplazione. Lo cita anche D'Annunzio: "Sta nella cruda nudità rupestre, il Gàbberi, irto qual ferrato casco. Ecco, e su i carri per le vie maestre passa il falasco." (tratto da Alcione)

O semplicemente Pietralunga. Monolite calcareo che si eleva sul boscoso versante settentrionale del Monte Gabberi non distante dal paese di Farnocchia dal quale è ben visibile. Raggiunge circa 900 metri di altezza e permette arrampicate dai 35 ai 50 metri. Fu conquistato per la prima volta nel 1932. Si arriva facilmente alle sue pendici percorrendo il sentiero mulattiera non segnato, ma ben evidente che si stacca dal sentiero 4 e va a collegarsi con il 106 per il Gabberi. Come per molti luoghi apuani si narrano leggende anche su questo monolite sotto il quale si troverebbe un tesoro ormai inaccessibile all’uomo.

(testo e foto dal sito Escursioni Apuane).

Qua è dove Daniel si reca per stare in solitudine. I boschi delle Apuane, le località segrete, anche quelle poco turistiche, sono rinfrancanti per lo spirito e aiutano a mettere ordine nei pensieri. In piedi sulla Pietralunga si riesce a guardare lontano. Forse anche Daniel è riuscito a farlo, in quel frangente.

MONTE CIMONE

Ci spostiamo sull'Appennino, in direzione Emilia-Romagna. Alto 2165, il Cimone è il monte più alto dell'Appennino Settentrionale. In linea d'aria, non è lontano da Gridastadr, la baita dei lupi.

La cosa singolare è che in cima al monte sono presenti: antenne delle telecomunicazioni dell'aeronautica militare, la stazione metereologica di Monte Cimone, il CAMM (Centro Aeronautica Militare di Montagna), osservatorio climatico Vittori (del CNR, per lo studio del clima). Inoltre, sentite un po', esiste una galleria scavata nel monte, usata per raggiungere la funicolare interna. Wow!

Tutte queste notizie mi hanno stimolato e portato a credere che i Figli di Cardea abbiano stabilito la loro base (quantomeno una delle loro basi d'Italia) proprio lì, nel cuore della montagna, undici piani sotto terra (a livelli che al normale personale di servizio non è permesso raggiungere), sfruttando la copertura delle stazioni e dell'osservatorio. Per cui, amici lettori, se passate dal Monte Cimone, guardatevi attorno...



Vicino al Monte Cimone si trova il Lago della Ninfa, nome suggestivo, che viene visitato anche da Bianca in una delle sue notti insonni. Chiaramente vi è una leggenda, che potete leggere su questo sito, relativa a una Ninfa che viveva nel lago e che terrorizzava i viandanti. Anche Bianca infatti non ama molto spingersi fin là... che percepisca la presenza dei Figli di Cardea?
Una notte, calda e senza vento, proprio come quella, si era spinta fino al Lago della Ninfa, sulle pendici del Monte Cimone, aveva camminato nuda e scalza nel bosco di faggi e resinose. Aveva chiamato le ninfe, cercandole per tutta la notte, per chiedere loro un consiglio, magari una pozione per lenire il dolore, ma non le aveva trovate. 
Le acque del lago erano ferme, specchio immobile di un’oscurità che le era sembrato si insinuasse tra le pieghe del suo animo martoriato. D’istinto si era voltata e aveva ripreso a correre, e sul Cimone non era più andata.
(estratto da "I Figli di Cardea") 

MONTE LABARO

Infine, ci spostiamo nel sud della Toscana, vicino al Monte Amiata, dove si erge il Monte Labaro, detto anche Labbro. Una montagna in mezzo al niente. Dalla cima del monte, la vista è spettacolare e ve la consiglio. Se volete passare una domenica diversa, letteralmente immersi nella natura, ecco, fatevi un giro nella zona dell'Amiata poi, zaino in spalla, salite in cima al Monte Labaro, visitate quel che resta del tempio dei giurisdavidici e fatevi una merenda ammirando il panorama!

(Foto di Alessandro Landi)

Su questo sito trovate delle fotografie di Alessandro Landi che sono spettacolari! 

Sulla sommità, dicevo, si trovano i resti della Torre giurisdavidica, di Davide Lazzaretti e del suo ordine, che ha avuto vita molto tormentata.

Proprio questi fatti sono alla base della "Terza via", ossia un modo per unire la natura umana e quella animalesca, compiacendo Dio, proprio come Davide cerca di fare in "I Figli di Cardea".

Insomma, la Toscana nasconde un sacco di luoghi interessanti, non troppo noti, degni di essere scoperti e indagati. Buon viaggio!


mercoledì 1 agosto 2018

Dietro le quinte di "Ulfhednar War": i luoghi di "I Figli di Cardea"

Dietro le quinte di "Ulfhednar War": i luoghi di "I Figli di Cardea"

Bentrovati, viaggiatori di mondi fantastici! Oggi vi porto a spasso per la Toscana, dove è ambientata la mia saga Ulfhednar War. Già con l'uscita di "La guerra dei lupi" avevamo visitato alcuni luoghi (articolo qua), oggi ne aggiungiamo di nuovi, con l'uscita del secondo volume.

LUCCHIO

Lucchio è un paesino, situato nella Provincia di Lucca, nascosto e non facile da raggiungere, tanto che si è preso la nomea di “paese più arroccato” della Toscana. Anche dalla strada sottostante è difficile da individuare, soprattutto in primavera ed estate, quando le folte chiome degli alberi che ricoprono la collina impediscono la visuale. Motivo per cui è stato imprendibile dagli eserciti per secoli.

Il paese sorge a 650 metri circa d’altezza, sulle pendici della Penna di Lucchio, la cui pendenza è tale che, si racconta, le donne mettevano un paniere di vimini al culo delle galline, affinché le loro uova non rotolassero giù e precipitassero nella gola scavata dal torrente Lima. Oggigiorno è possibile raggiungere il paese percorrendo la strada statale 12 dell’Abetone e del Brennero, che attraversa l’Appennino collegando Lucca a Modena. Proprio per la sua posizione strategica, di confine, è stato a lungo conteso tra la Repubblica di Lucca e gli agguerriti vicini. 

Tra le tante storie, si ricorda quella di Anastasia e Lucia, di Vico Pacellorum (paese vicinissimo a Lucchio), che sventarono una congiura ordita dal castellano Gasparo di Slazzema, che stava per aprire le porte del paese ai fiorentini. La vicenda viene ricordata tutt’oggi, tanto che Sidonia ne parla con Daniel durante il loro incontro/scontro a Lucchio, in “I Figli di Cardea”.

Voci suggeriscono infatti che quella di Lucchio fosse un’antica comunità di ulfhednar.

LUCCA

Città d’arte toscana, nota come Luca dai romani, di una bellezza unica. Preserva ancora le mura perimetrali cinquecentesche, che creano un guscio protettivo in cui sono racchiuse chiese e cattedrali, palazzi d’epoca, torri antiche, musei e tanti segreti. È una città permeata dal magico e dal misterioso, ricca di luoghi che nascondono storie, che trasudano misteri da svelare.

Passeggiando lungo le mura, Daniel, in “I Figli di Cardea”, informa Gigi e Bianca che gli antichi officianti aiutarono la Repubblica Lucense a costruire le mura, riempiendole di galdrar (i canti magici) protettivi, in modo da tenere il diavolo e le potenze oscure al di fuori dalla città. In effetti, la politica della Repubblica (che è sopravvissuta dal XII secolo fino alla discesa napoleonica) è sempre stata liberale, aperta e tollerante, sforzandosi di tenere l’Inquisizione a distanza, di non accettare interferenze nei propri affari. Così, molti officianti e molte creature fantastiche (come buffardelli, folletti dei boschi e fate) hanno trovato rifugio all’interno dei suoi confini.

Da visitare, la Torre delle Ore (legata alla leggenda di Lucida Mansi), la Torre Guinigi (con il giardino ad alta quota), la cattedrale di San Martino, con i suoi segreti incisi sulle mura, la bellissima Piazza dell’Anfiteatro, Villa Bottini e molte altre ville fuori e dentro le mura. 

PONTE DEL DIAVOLO

Il Ponte del diavolo, in realtà, si chiama Ponte della Maddalena e la sua costruzione risale all’XI secolo. Sono mille anni, quindi, che quell’ardita costruzione ancora si erge sopra il fiume Serchio, sfidando le intemperie, i cataclismi, le guerre e l’incuria dell’uomo. La sua forma è perfettamente riconoscibile, a schiena d’asino, con le arcate asimmetriche e quella principale che supera i 18 metri d’altezza.

Tanta meravigliosa stravaganza non poteva non suscitare qualche rumore, e infatti fin da subito nacquero leggende sulla sua origine. Si narra che il capomastro, avendo ricevuto ordini piuttosto rigidi di consegna e dovendo presentare il ponte fatto e finito a Matilde di Canossa, non sapeva come fare per costruirlo. Fu allora che gli apparve il diavolo, presentandogli la sua offerta: se ne sarebbe occupato lui, l’avrebbe costruito in una sola notte, a patto che gli venisse consegnata l’anima della prima persona che avesse attraversato il ponte. Il capomastro, messo alle strette, accettò, così il diavolo schioccò le dita ed edificò il ponte. Per cercare una soluzione, il capomastro si consultò con il prete e decisero di far attraversare il ponte a un maiale (secondo alcuni, un cane) per primo. Il diavolo, infuriato per l’inganno subito, si gettò dal ponte, facendo ribollire le acque del fiume.

In “I Figli di Cardea”, il Ponte del diavolo è location di un combattimento notturno.

QUERCIA DELLE STREGHE

La bellissima Quercia delle Streghe è un albero secolare che si trova nella piana di Lucca, nel comune di Capannori, in località Gragnano. Appare maestosa a chi cammina tranquillo lungo il sentiero serrato di Villa Carrara, estende i suoi lunghi rami nodosi tutt’attorno, quasi a voler raggiungere gli alberi suoi fratelli, a volerli proteggere, a cercare di comunicare con loro.

La particolarità dei suoi rami, estesi in orizzontale, ha dato adito a storie, che la vedevano un luogo di ritrovo per streghi, streghe e potenze del bosco. In occasione dei sabba e dei loro riti, questi soggetti magici camminavano sui rami, inclinandoli e facendo sì che assumessero la forma attuale. Anche Carlo Collodi, scrittore toscano, ne fu attratto, facendone la famosa quercia ai piedi della quale Pinocchio nascose le monete d’oro.

Nella saga “Ulfhednar War”, la Grande Quercia recupera il ruolo leggendario, diventando luogo di ritrovo per officianti e tutte le creature fantastiche che popolano la Lucchesia. Al suo cospetto tutti trovano pace, tutti si sentono protetti. Lei custodisce la sapienza del mondo, la sua storia, nel bene e nel male, ergendosi impavida, come l’Axis Mundi di questa terra, il perno attorno al quale è stato costruito l’equilibrio, un varco verso altri mondi. Faust la definisce “l’Yggdrasil della Lucchesia”.

Spero di avervi incuriosito con questi luoghi magici della Lucchesia. Se volete approfondire, ecco l'articolo che presenta "I Figli di Cardea" sul blog. Buona lettura! :)


mercoledì 2 maggio 2018

Nati per scrivere al Salone del libro di Torino

Nati per scrivere al Salone del libro di Torino

Bentrovati, amici viaggiatori! Primo articolo del mese di maggio, mese dedicato al Salone del Libro di Torino, il più grande evento per l'editoria in Italia. Tutti fremono: lettori, scrittori, editori, blogger. Tutti aspettano l'evento, che si terrà, diciamolo per chi non lo sapesse, dal 10 al 14 maggio a Lingotto Fiere. Qua qualche info logistica.

Io sarò allo stand Dark Zone, nello spazio riservato a Nati per scrivere (padiglione 2, Stand G109-F110, vicino al corridoio principale), un mega-stand di 32mq, pieno di libri e scrittori! Se siete in zona (e dovete esserci!), passate per un saluto, una foto, una dedica, fa sempre piacere conoscere "amici virtuali" dal vivo! Ma non vi faccio mica passare per nulla! Ora vi presento tutti i libri che troverete nello spazio dedicato all'associazione "Nati per scrivere".

Ci saranno i miei libri:
- "Berserkr": urban fantasy ambientato a Berlino e ispirato a storia, leggende e miti germanici. Di recente ha ottenuto il secondo posto al Trofeo Cittadella, il premio italiano dedicato ai romanzi fantasy, di cui sono felicissimo! (Articolo qua).
- "La guerra dei lupi": primo capitolo della trilogia "Ulfhednar War", ambientato in una Toscana magica e misteriosa, popolata di lupi e stregoni (articolo qua). E questo ci porta al nuovissimo... 
- "I Figli di Cardea": secondo capitolo della trilogia "Ulfhednar War", in cui i nostri protagonisti se la vedranno con una serie di avversari, tra cui, appunto, i Figli di Cardea, una potente e antica organizzazione che mira a cancellare tutto ciò che è sovrannaturale e fuori dall'ordinario (articolo qua).
Il libro uscirà a fine maggio 2018, ufficialmente, ma al Salone del Libro saranno disponibili alcune copie in anteprima! Per cui approfittatene! ;)


Ci saranno i libri di NPS Edizioni, questa la grande novità (di cui vi parlerò venerdì in un apposito articolo qua sul blog): il marchio editoriale dell'associazione "Nati per scrivere". Ve li svelo in anteprima: 
- "I fuochi di Valencia", di Elena Covani: urban fantasy ambientato a Valencia, intriso di cultura spagnola. Una città in fiamme, uno scontro tra due razze che va avanti da secoli, una ragazza con il potere di cambiare le cose. La guerra per l'evoluzione è iniziata e si combatte proprio là, tra le strade di Valencia, durante i giorni di Las Fallas (il carnevale cittadino).
- "Venuti dal mare", di Gianluca Malato: romanzo breve, di genere horror/fantasy, per ragazzi. Una specie di "Piccoli brividi" all'italiana, diciamo così. L'ambientazione è la Sicilia di Primo Novecento, dove vive Giuseppe, un musicista dall'animo buono, che si ritroverà a combattere per la salvezza del genere umano. Un romanzo sull'importanza dell'arte, della cultura, come panacea contro i mali del mondo.
- "Il pastore di alberi", di Luciana Volante: favola per bambini, e per adulti sognatori, dal forte messaggio ecologista. Un pastore e il suo cane dovranno affrontare un drago e una strega perfida per liberare le Fate degli alberi. La favola è corredata da disegni realizzati dall'autrice, che i bambini possono colorare.
- "L'ora del diavolo", i miei racconti fantastici ispirati al folklore lucchese, usciti finalmente in una nuova edizione. Con la splendida copertina realizzata da Mauro dal Bao, l'antologia raccoglie tredici racconti fantastici (alcuni fiabeschi, altri più di terrore) ispirati alle leggende e alle tradizioni popolari della Lucchesia e delle Alpi Apuane (articolo qua).
Per rimanere aggiornati sulle novità NPS, seguite la pagina Facebook!


Ci saranno le antologie tematiche di Nati per scrivere, già presentate sul blog: 
- "Tutta colpa dello zodiaco": dodici storie ispirate ai segni zodiacali. Racconti di mistero e magia, scritti da autori toscani e liguri (articolo qua).
- "Jukebox. Racconti a tempo di musica": dieci racconti ispirati alla musica, tema che ogni autore ha rielaborato in base al suo gusto e alla sua sensibilità (articolo qua).
- "Tracce. Cinque passi in Versilia": cinque racconti, di genere diverso, ambientati tra Viareggio e la Versilia, tra il mare e la montagna (articolo qua).


Inoltre, ospite nello spazio Nati per scrivere sarà Daniela Tresconi, la ciclonica scrittrice arcolana, che presenterà il suo romanzo "La linea del destino" (già recensito qua sul blog), un mistery storico ambientato nel borgo medievale di Arcola. La storia di tre donne, in tre epoche diverse, legate da un segreto celato nella torre.

Allo stand ci saranno vari autori, ovviamente tanti autori Dark Zone, ma anche soci amici dell'associazione Nati per scrivere. Ci sarò io (tutti e cinque i giorni), Romina Bramanti (dal 10 al 12 maggio), Daniela Tresconi (dal 11 al 13 maggio), Luciana Volante (11 maggio).


Per tutti i nostri acquirenti ci saranno piccoli omaggi: la mappa del borgo di Arcola (in regalo con "La linea del destino"), i segnalibri di Daniel e Ascanio (in regalo con i libri di "Ulfhednar War"), le borse dell'associazione Nati per scrivere (in regalo con i libri NPS) e segnalibri fatti in casa, cartoline... tante sorprese! Non lasciatevi scappare l'occasione di regalarvi, o di regalare, un libro con una bella dedica personalizzata, e soprattutto di sostenere scrittori emergenti. Vi aspettiamo!


lunedì 30 aprile 2018

Segnalazione "I Figli di Cardea" di Alessio Del Debbio

Segnalazione "I Figli di Cardea" di Alessio Del Debbio


Ormai ci siamo, mancano pochi giorni! Al Salone del Libro di Torino (dal 10 al 14 maggio) potrete trovare, sfogliare e acquistare (anche con dedica!) "I Figli di Cardea", secondo volume della trilogia "Ulfhednar War" (edito da Il Ciliegio Edizioni). Lo troverete al mega stand Dark Zone - Nati per scrivere - Bakemono, in cui sarò presente per tutti e cinque i giorni con i miei libri e con quelli della mia associazione Nati per scrivere, appunto. Scopriamo il libro!


Titolo: I FIGLI DI CARDEA
Saga: ULFHEDNAR WAR
Autore: Alessio Del Debbio
Editore: Edizioni Il Ciliegio
Genere: fantasy contemporaneo
Formato: cartaceo e digitale
Pagine: 416
Prezzo: 19,50 euro (cartaceo)
ISBN: 978-88-6771-544-2
Uscita ufficiale al Salone del Libro di Torino (maggio 2018).
Disponibile su tutti gli store di libri (IBS, La Feltrinelli)

Trama:
Dopo lo scontro alla Grande Quercia, gli ulfhednar del Vello d’Argento sono senza un Alfa e temono attacchi da parte dei Figli di Cardea. Daniel cerca di addestrare i nuovi membri del branco, la Dottoressa è tormentata dai fantasmi del suo passato, Dominic, infine, medita vendetta, incolpando Ascanio e Daniel della morte di sua madre.
Quando un nuovo branco invade l’Appennino, i Figli di Cardea decidono di sferrare l’attacco finale, per cancellare lupi e stregoni dalla penisola. Nel frattempo, Ascanio è scomparso…

I Figli di Cardea è il secondo capitolo della trilogia Ulfhednar War, iniziata con La guerra dei lupi.
Daniel non seppe rispondergli.
A parole, del resto, non era mai stato bravo.
Era un lupo e tra i lupi bastavano i gesti.

Ambientato in Toscana, tra Viareggio e le montagne della Garfagnana, il libro mescola mitologia nordica e celtica a storia e leggende toscane, alternando, con ritmo incalzante e colpi di scena, capitoli nel presente e altri nel passato.
***


Cosa aspettarsi quindi da questo secondo volume? Amore, amicizia, voglia di libertà saranno come sempre i temi fondanti. Ritroveremo vecchi amici (e nemici) e conosceremo nuovi personaggi, soltanto accennati nel primo volume. Espanderemo anche le ambientazioni, spostandoci tra Versilia, Lucchesia e Garfagnana, ma raggiungendo anche il Monte Labaro in Maremma, il Monte Cimone (sull'Appennino), perfino la Majella. Ci sarà spazio per battaglie urbane (qualcuno ha avvistato lupi e fiamme sulle mura di Lucca!) e viaggi tra i mondi, e ovviamente per giocare con la storia!

La copertina è stata realizzata, anche questa volta, da Iacopo Donati e mostra Daniel, Cardea e un negromante pericoloso, antagonista dei nostri eroi in questo volume! ;)

Vi aspetto quindi allo stand Dark Zone-Nati per scrivere-Bakemono (padiglione 2).

lunedì 30 ottobre 2017

Ulfhednar e Berserkr a Lucca Comics e Pisa Book Festival

Ulfhednar e Berserkr a Lucca Comics e Pisa Book Festival

Un articolo veloce per segnalarvi i miei prossimi appuntamenti. Mi troverete sia a Lucca Comics che al Pisa Book Festival con i miei libri: L'ora del diavolo (ultime copie rimaste. Seguirà una nuova fighissima edizione!), La guerra dei lupi e ovviamente il nuovissimo Berserkr.

Dove sarò?
A Lucca Comics sarò allo stand Dark Zone, dentro il Padiglione Giglio, in Piazza del Giglio, davanti al teatro del giglio! Entrando dal lato di Piazza Napoleone, siamo proprio sulla sinistra, impossibile non notarci! ;) Ci sarò tutti e cinque i giorni (dal 1 al 5 novembre).

Io sarò insieme a Stefano Mancini, Valerio la Martire e tutta la banda romana. Troverete in anteprima le copie di "Berserkr", nuovo romanzo urban fantasy (di cui ho parlato qua), per cui fate un salto! Così ci salutiamo e magari vi firmo un libro con dedica!

Pagina evento Facebook.


Al Pisa Book Festival sarò sempre allo stand Dark Zone, al primo piano del Palazzo dei Congressi. Anche qua, ottima posizione, salendo le scale siamo proprio all'inizio. Numero stand 226 e 227.

Sarò con Stefano Mancini e, a rotazione, Elena Malinca (venerdì 10/11), la nostra associazione Nati per scrivere (sabato 11/11) e Veronica Garreffa "la guardiana dei draghi" (domenica 12/11).

Pagina evento Facebook.


Vi aspetto! Passate a salutare, così ci conosciamo anche dal vivo! ;)


lunedì 25 settembre 2017

Dietro le quinte di "Ulfhednar War": simboli e leggende

Dietro le quinte di “Ulfhednar War”: simboli e leggende

Bentornati, amici dei mondi fantastici, a un nuovo articolo su “Ulfhednar War”. Dopo aver parlato di personaggi e ambientazioni (negli articoli precedenti che potete trovare cliccando su UlfhednarWar nei tag in fondo all’articolo), oggi vi parlo di alcuni simboli e leggende citate nel romanzo e di come li ho rielaborati per adattarli alla trama.


Degli ulfhednar abbiamo parlato in questo articolo: i leggendari guerrieri lupo di Odino, fedelissimi al Dio Grigio al pari dei berserkir. Sempre dalla mitologia nordica provengono concetti come Gridastadr (località amena, luogo di pace e beatutidine), che nel romanzo è la baita dove vivono gli ulfhednar, così chiamata da Alois quando la eresse che voleva farne una casa, un rifugio per tutti i lupi fuggiaschi e le creature dei boschi impaurite dal fuoco dei Figli di Cardea, oppure come berserksgangr, ovviamente (la furia guerriera che invade gli ulfhednar e li porta verso il loro lato animalesco), Varar (giuramento, il culmine del rito di mutazione) e Fostbroederlag, ossia la fratellanza di sangue, un legame marchiato col sangue che va oltre i legami normali e familiari. Come il patto che lega gli ulfhednar ai propri compagni.

Passiamo agli officianti. Così, nel romanzo, sono chiamati gli stregoni. Non volevo infatti ritrovarmi con l’ennesimo stregone o mago, quindi ho recuperato questo termine, che alla lettera significa: colui che celebra una funzione sacra. Un termine che ha una valenza importante, religiosa, in molti culti, e che quindi trovo si presti benissimo per indicare tutti gli streghi, maghi, stregoni e quant’altro. Ricordiamo, infatti, che gli officianti sono signori dei boschi e della natura, e che vivono (o dovrebbero vivere) in comunione e in rispetto con le forze della natura, senza violentarle, bensì servendosene, attingendo all’energia naturale, canalizzandola e facendola propria. Inoltre gli officianti (come Aris) sono coloro che creano gli ulfhednar, che celebrano il sacro rito di unione dell’uomo al lupo, forse il loro compito più importante.

Come ricorda Faust durante la battaglia alla Grande Quercia:
«Non conosci la storia della nascita degli ulfhednar? È strano, Alois avrebbe dovuto parlartene. Fu Odino a crearli, all’alba dei tempi. Odino, il Dio grigio, come il colore del tuo manto, inventò il seidhr, la magia, che i moderni officianti chiamano sidhe, dal gaelico. Egli conosceva le rune e i galdrar, canti magici con cui piegava gli elementi, scioglieva nodi e cambiava aspetto, mutando in tutto ciò che voleva. Egli fu il primo Hamrammr e il primo Seidmadr, fu mutaforma e stregone, era un Dio del resto e poteva essere tutto. Consapevole di quanto fosse pericoloso risvegliare la natura animalesca in un uomo, pose un officiante a vegliare su ciascun ulfhedinn, numi tutelari per bilanciare la berserksgangr.»
Parliamo di Faust, quel simpaticone. Onestamente, è uno dei miei personaggi preferiti. Non dovrei avere preferenze ma vedere il modo in cui si attacca alla vita, la forza e la determinazione che mette in ogni sua azione mirante unicamente alla sopravvivenza è qualcosa di unico, di spettacolare, che molte persone dovrebbero imparare, per volersi bene un po’ di più. Certo, lui ovviamente esagera e porta all’estremizzazione il concetto di sopravvivenza, anche a scapito degli altri, però di sicuro è un personaggio deciso, che sa ciò che vuole.

La sua figura è ispirata a un certo Georgius Sabellicus, detto Faust Jr, realmente vissuto a metà del Cinquecento. Girava per l’Europa, come ciarlatano itinerante, spacciandosi per guaritore, mago, veggente ecc. Ho ripreso questa immagine per creare quella di Faust Sr, padre del nostro amato antagonista, che era un officiante girovago, senza molta cognizione di causa sui suoi poteri. Li possedeva, certo, i doni della Madre Terra scorrevano in lui, eppure non sapeva farne grande uso. A volte aiutava i malati e i bisognosi, ma spesso era costretto a fuggire per non farsi catturare dai Figli di Cardea e bruciare vivo.

Durante il suo peregrinare sui monti Sabini incontra questo bambino, e sente che in lui c’è una grande forza latente, e decide di prenderlo con sé. Detta così, sembra proprio quando Qai-Gon incontra Anakin…

Il nome, Faust, deriva ovviamente dal personaggio di un racconto popolare tedesco.

Tra i simboli legati a Faust c’è sicuramente quello del triskel, uno dei più antichi dell’umanità, dotato di molteplici significati, diversi a seconda della cultura di riferimento. Tre spirali intrecciate, unite assieme.
«Suppongo tu ne conosca i suoi innumerevoli significati. Nel corso del tempo ha indicato le tre età dell’uomo, la triplice natura della Dea Madre, le fasi solari o l’unione dei tempi e questa è l’interpretazione che prediligo: passato, presente e futuro in un’unica dimensione, un qui e ora colmo di energia pulsante. Il triskel rappresenta la forza della creazione e mi ricorda che ogni nuova vita va a sommarsi a quelle precedenti, divenendo una sola infinita esistenza» spiegò lo stregone. «Ne intaglio sempre uno nuovo, ogni volta in cui mi affaccio a una nuova finestra della vita.»
Nel caso di Faust, rappresenta il mutamento, il suo essere in perenne movimento, costretto a un presente in fuga, senza mai guardarsi indietro, senza mai guardare il passato, proiettato verso un futuro incerto. L’unione di tre tempi in un unico momento del tempo cosmico.

Concluderei con i galdrar, a cui potremmo in realtà dedicare un articolo unico. Cosa sono? I galdrar (parola norrena) sono semplicemente i canti magici di Odino, quelli che il Dio grigio conosceva e che riuscivano a fare tante belle cose, come smussare le armi in battaglia, guarire, guardare lontano e molto altro. Di fatto, gli officianti (discendenti di Odino e della Prima Congrega) hanno imparato a padroneggiare i canti magici, per cui li hanno ridotti a una sola parola, una Parola di Potere, che serve per canalizzare le forze della natura necessarie a lanciarli.

Ecco alcuni, usati da Ascanio e Faust nel corso di “Ulfhednar War”:
Féath fíadha (druidico): magiche nebbie dell’invisibilità.
Saighéan (druidico): improvvisa raffica di vento o lampo di luce.
Doineann (gaelico): tempesta.
Dùisg! (gaelico): “Svegliati/Sorgi!”
Loisg! (gaelico): “Brucia!”
Loisg gu bàs! (gaelico): “Brucia fino alla morte!”
Lorgaich! (gaelico): “Traccia/Segui!”
Thoir ort! (gaelico): “Vattene!”


Ce ne sono molti altri. Quanti sono in tutto i galdrar? C’è chi dice siano nove, come i mondi in cui Odino si è spostato, chi dice siano molti di più. Lo scopriremo nel secondo libro “I figli di Cardea”, in uscita a maggio 2018. Vi aspetto! Buon viaggio con i miei lupi!