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mercoledì 13 marzo 2019

Dietro le quinte di "Ulfhednar War" - le ambientazioni (3)

Dietro le quinte di "Ulfhednar War" - le ambientazioni (3)

Bentrovati, amici lettori. Prosegue il nostro viaggio nelle ambientazioni della mia saga urban fantasy "Ulfhednar War". Dopo gli articoli precedenti (qua e qua), oggi vi porto in alcuni luoghi misteriosi della Toscana e della Lunigiana che scopriamo in "I Figli di Cardea" (disponibile su tutti gli store di libri).

MONTE LAMA

Lo intravediamo nell'epilogo di "La guerra dei lupi", ma è solo in "I Figli di Cardea" che questo luogo diventa importante: è infatti la località segreta, presso Zeri, vicino a Pontremoli (MS), dove si riunisce la Congrega dei Benandanti, gli ultimi officianti d'Italia.

Secondo le leggende locali, infatti, pare che "nello zerasco, in un borgo quai spopolato, Monte Lama, si racconta alcuni abitanti fossero in grado di compiere incredibili stregonerie. Far volare le persone, farle sparire o trasformarle in animali" per cui come non posizionarvi il rifugio segreto della congrega, protetto da boschi e montagne dalla perigliosa mano dei Figli di Cardea?

(testi da Terre di Lunigiana)

Nelle profondità di Monte Lama, dàrna camminava a fatica, sostenendosi al bastone e appoggiandosi di tanto in tanto alle pareti, mentre scendeva verso la prigione. 
Per la verità non era proprio una prigione, soltanto una rientranza nella roccia a cui ceathramh aveva attaccato due robusti anelli di ferro, passandoci la catena intrisa di galdrar con cui avevano immobilizzato trìtheamh, tra il dispiacere di tutti. 
Ma dàrna, in quel momento, aveva sentito qualcos’altro nel cuore dei compagni, oltre all’imbarazzo per una congrega che aveva sfornato un nuovo pericolo.
(estratto da "I Figli di Cardea"

PIETRALUNGA DEL GABBERI

Il Monte Gabberi è una modesta vetta delle Apuane meridionali, ma punto molto panoramico e luogo di meditazione oltre che di contemplazione. Lo cita anche D'Annunzio: "Sta nella cruda nudità rupestre, il Gàbberi, irto qual ferrato casco. Ecco, e su i carri per le vie maestre passa il falasco." (tratto da Alcione)

O semplicemente Pietralunga. Monolite calcareo che si eleva sul boscoso versante settentrionale del Monte Gabberi non distante dal paese di Farnocchia dal quale è ben visibile. Raggiunge circa 900 metri di altezza e permette arrampicate dai 35 ai 50 metri. Fu conquistato per la prima volta nel 1932. Si arriva facilmente alle sue pendici percorrendo il sentiero mulattiera non segnato, ma ben evidente che si stacca dal sentiero 4 e va a collegarsi con il 106 per il Gabberi. Come per molti luoghi apuani si narrano leggende anche su questo monolite sotto il quale si troverebbe un tesoro ormai inaccessibile all’uomo.

(testo e foto dal sito Escursioni Apuane).

Qua è dove Daniel si reca per stare in solitudine. I boschi delle Apuane, le località segrete, anche quelle poco turistiche, sono rinfrancanti per lo spirito e aiutano a mettere ordine nei pensieri. In piedi sulla Pietralunga si riesce a guardare lontano. Forse anche Daniel è riuscito a farlo, in quel frangente.

MONTE CIMONE

Ci spostiamo sull'Appennino, in direzione Emilia-Romagna. Alto 2165, il Cimone è il monte più alto dell'Appennino Settentrionale. In linea d'aria, non è lontano da Gridastadr, la baita dei lupi.

La cosa singolare è che in cima al monte sono presenti: antenne delle telecomunicazioni dell'aeronautica militare, la stazione metereologica di Monte Cimone, il CAMM (Centro Aeronautica Militare di Montagna), osservatorio climatico Vittori (del CNR, per lo studio del clima). Inoltre, sentite un po', esiste una galleria scavata nel monte, usata per raggiungere la funicolare interna. Wow!

Tutte queste notizie mi hanno stimolato e portato a credere che i Figli di Cardea abbiano stabilito la loro base (quantomeno una delle loro basi d'Italia) proprio lì, nel cuore della montagna, undici piani sotto terra (a livelli che al normale personale di servizio non è permesso raggiungere), sfruttando la copertura delle stazioni e dell'osservatorio. Per cui, amici lettori, se passate dal Monte Cimone, guardatevi attorno...



Vicino al Monte Cimone si trova il Lago della Ninfa, nome suggestivo, che viene visitato anche da Bianca in una delle sue notti insonni. Chiaramente vi è una leggenda, che potete leggere su questo sito, relativa a una Ninfa che viveva nel lago e che terrorizzava i viandanti. Anche Bianca infatti non ama molto spingersi fin là... che percepisca la presenza dei Figli di Cardea?
Una notte, calda e senza vento, proprio come quella, si era spinta fino al Lago della Ninfa, sulle pendici del Monte Cimone, aveva camminato nuda e scalza nel bosco di faggi e resinose. Aveva chiamato le ninfe, cercandole per tutta la notte, per chiedere loro un consiglio, magari una pozione per lenire il dolore, ma non le aveva trovate. 
Le acque del lago erano ferme, specchio immobile di un’oscurità che le era sembrato si insinuasse tra le pieghe del suo animo martoriato. D’istinto si era voltata e aveva ripreso a correre, e sul Cimone non era più andata.
(estratto da "I Figli di Cardea") 

MONTE LABARO

Infine, ci spostiamo nel sud della Toscana, vicino al Monte Amiata, dove si erge il Monte Labaro, detto anche Labbro. Una montagna in mezzo al niente. Dalla cima del monte, la vista è spettacolare e ve la consiglio. Se volete passare una domenica diversa, letteralmente immersi nella natura, ecco, fatevi un giro nella zona dell'Amiata poi, zaino in spalla, salite in cima al Monte Labaro, visitate quel che resta del tempio dei giurisdavidici e fatevi una merenda ammirando il panorama!

(Foto di Alessandro Landi)

Su questo sito trovate delle fotografie di Alessandro Landi che sono spettacolari! 

Sulla sommità, dicevo, si trovano i resti della Torre giurisdavidica, di Davide Lazzaretti e del suo ordine, che ha avuto vita molto tormentata.

Proprio questi fatti sono alla base della "Terza via", ossia un modo per unire la natura umana e quella animalesca, compiacendo Dio, proprio come Davide cerca di fare in "I Figli di Cardea".

Insomma, la Toscana nasconde un sacco di luoghi interessanti, non troppo noti, degni di essere scoperti e indagati. Buon viaggio!


mercoledì 1 agosto 2018

Dietro le quinte di "Ulfhednar War": i luoghi di "I Figli di Cardea"

Dietro le quinte di "Ulfhednar War": i luoghi di "I Figli di Cardea"

Bentrovati, viaggiatori di mondi fantastici! Oggi vi porto a spasso per la Toscana, dove è ambientata la mia saga Ulfhednar War. Già con l'uscita di "La guerra dei lupi" avevamo visitato alcuni luoghi (articolo qua), oggi ne aggiungiamo di nuovi, con l'uscita del secondo volume.

LUCCHIO

Lucchio è un paesino, situato nella Provincia di Lucca, nascosto e non facile da raggiungere, tanto che si è preso la nomea di “paese più arroccato” della Toscana. Anche dalla strada sottostante è difficile da individuare, soprattutto in primavera ed estate, quando le folte chiome degli alberi che ricoprono la collina impediscono la visuale. Motivo per cui è stato imprendibile dagli eserciti per secoli.

Il paese sorge a 650 metri circa d’altezza, sulle pendici della Penna di Lucchio, la cui pendenza è tale che, si racconta, le donne mettevano un paniere di vimini al culo delle galline, affinché le loro uova non rotolassero giù e precipitassero nella gola scavata dal torrente Lima. Oggigiorno è possibile raggiungere il paese percorrendo la strada statale 12 dell’Abetone e del Brennero, che attraversa l’Appennino collegando Lucca a Modena. Proprio per la sua posizione strategica, di confine, è stato a lungo conteso tra la Repubblica di Lucca e gli agguerriti vicini. 

Tra le tante storie, si ricorda quella di Anastasia e Lucia, di Vico Pacellorum (paese vicinissimo a Lucchio), che sventarono una congiura ordita dal castellano Gasparo di Slazzema, che stava per aprire le porte del paese ai fiorentini. La vicenda viene ricordata tutt’oggi, tanto che Sidonia ne parla con Daniel durante il loro incontro/scontro a Lucchio, in “I Figli di Cardea”.

Voci suggeriscono infatti che quella di Lucchio fosse un’antica comunità di ulfhednar.

LUCCA

Città d’arte toscana, nota come Luca dai romani, di una bellezza unica. Preserva ancora le mura perimetrali cinquecentesche, che creano un guscio protettivo in cui sono racchiuse chiese e cattedrali, palazzi d’epoca, torri antiche, musei e tanti segreti. È una città permeata dal magico e dal misterioso, ricca di luoghi che nascondono storie, che trasudano misteri da svelare.

Passeggiando lungo le mura, Daniel, in “I Figli di Cardea”, informa Gigi e Bianca che gli antichi officianti aiutarono la Repubblica Lucense a costruire le mura, riempiendole di galdrar (i canti magici) protettivi, in modo da tenere il diavolo e le potenze oscure al di fuori dalla città. In effetti, la politica della Repubblica (che è sopravvissuta dal XII secolo fino alla discesa napoleonica) è sempre stata liberale, aperta e tollerante, sforzandosi di tenere l’Inquisizione a distanza, di non accettare interferenze nei propri affari. Così, molti officianti e molte creature fantastiche (come buffardelli, folletti dei boschi e fate) hanno trovato rifugio all’interno dei suoi confini.

Da visitare, la Torre delle Ore (legata alla leggenda di Lucida Mansi), la Torre Guinigi (con il giardino ad alta quota), la cattedrale di San Martino, con i suoi segreti incisi sulle mura, la bellissima Piazza dell’Anfiteatro, Villa Bottini e molte altre ville fuori e dentro le mura. 

PONTE DEL DIAVOLO

Il Ponte del diavolo, in realtà, si chiama Ponte della Maddalena e la sua costruzione risale all’XI secolo. Sono mille anni, quindi, che quell’ardita costruzione ancora si erge sopra il fiume Serchio, sfidando le intemperie, i cataclismi, le guerre e l’incuria dell’uomo. La sua forma è perfettamente riconoscibile, a schiena d’asino, con le arcate asimmetriche e quella principale che supera i 18 metri d’altezza.

Tanta meravigliosa stravaganza non poteva non suscitare qualche rumore, e infatti fin da subito nacquero leggende sulla sua origine. Si narra che il capomastro, avendo ricevuto ordini piuttosto rigidi di consegna e dovendo presentare il ponte fatto e finito a Matilde di Canossa, non sapeva come fare per costruirlo. Fu allora che gli apparve il diavolo, presentandogli la sua offerta: se ne sarebbe occupato lui, l’avrebbe costruito in una sola notte, a patto che gli venisse consegnata l’anima della prima persona che avesse attraversato il ponte. Il capomastro, messo alle strette, accettò, così il diavolo schioccò le dita ed edificò il ponte. Per cercare una soluzione, il capomastro si consultò con il prete e decisero di far attraversare il ponte a un maiale (secondo alcuni, un cane) per primo. Il diavolo, infuriato per l’inganno subito, si gettò dal ponte, facendo ribollire le acque del fiume.

In “I Figli di Cardea”, il Ponte del diavolo è location di un combattimento notturno.

QUERCIA DELLE STREGHE

La bellissima Quercia delle Streghe è un albero secolare che si trova nella piana di Lucca, nel comune di Capannori, in località Gragnano. Appare maestosa a chi cammina tranquillo lungo il sentiero serrato di Villa Carrara, estende i suoi lunghi rami nodosi tutt’attorno, quasi a voler raggiungere gli alberi suoi fratelli, a volerli proteggere, a cercare di comunicare con loro.

La particolarità dei suoi rami, estesi in orizzontale, ha dato adito a storie, che la vedevano un luogo di ritrovo per streghi, streghe e potenze del bosco. In occasione dei sabba e dei loro riti, questi soggetti magici camminavano sui rami, inclinandoli e facendo sì che assumessero la forma attuale. Anche Carlo Collodi, scrittore toscano, ne fu attratto, facendone la famosa quercia ai piedi della quale Pinocchio nascose le monete d’oro.

Nella saga “Ulfhednar War”, la Grande Quercia recupera il ruolo leggendario, diventando luogo di ritrovo per officianti e tutte le creature fantastiche che popolano la Lucchesia. Al suo cospetto tutti trovano pace, tutti si sentono protetti. Lei custodisce la sapienza del mondo, la sua storia, nel bene e nel male, ergendosi impavida, come l’Axis Mundi di questa terra, il perno attorno al quale è stato costruito l’equilibrio, un varco verso altri mondi. Faust la definisce “l’Yggdrasil della Lucchesia”.

Spero di avervi incuriosito con questi luoghi magici della Lucchesia. Se volete approfondire, ecco l'articolo che presenta "I Figli di Cardea" sul blog. Buona lettura! :)


lunedì 30 aprile 2018

Segnalazione "I Figli di Cardea" di Alessio Del Debbio

Segnalazione "I Figli di Cardea" di Alessio Del Debbio


Ormai ci siamo, mancano pochi giorni! Al Salone del Libro di Torino (dal 10 al 14 maggio) potrete trovare, sfogliare e acquistare (anche con dedica!) "I Figli di Cardea", secondo volume della trilogia "Ulfhednar War" (edito da Il Ciliegio Edizioni). Lo troverete al mega stand Dark Zone - Nati per scrivere - Bakemono, in cui sarò presente per tutti e cinque i giorni con i miei libri e con quelli della mia associazione Nati per scrivere, appunto. Scopriamo il libro!


Titolo: I FIGLI DI CARDEA
Saga: ULFHEDNAR WAR
Autore: Alessio Del Debbio
Editore: Edizioni Il Ciliegio
Genere: fantasy contemporaneo
Formato: cartaceo e digitale
Pagine: 416
Prezzo: 19,50 euro (cartaceo)
ISBN: 978-88-6771-544-2
Uscita ufficiale al Salone del Libro di Torino (maggio 2018).
Disponibile su tutti gli store di libri (IBS, La Feltrinelli)

Trama:
Dopo lo scontro alla Grande Quercia, gli ulfhednar del Vello d’Argento sono senza un Alfa e temono attacchi da parte dei Figli di Cardea. Daniel cerca di addestrare i nuovi membri del branco, la Dottoressa è tormentata dai fantasmi del suo passato, Dominic, infine, medita vendetta, incolpando Ascanio e Daniel della morte di sua madre.
Quando un nuovo branco invade l’Appennino, i Figli di Cardea decidono di sferrare l’attacco finale, per cancellare lupi e stregoni dalla penisola. Nel frattempo, Ascanio è scomparso…

I Figli di Cardea è il secondo capitolo della trilogia Ulfhednar War, iniziata con La guerra dei lupi.
Daniel non seppe rispondergli.
A parole, del resto, non era mai stato bravo.
Era un lupo e tra i lupi bastavano i gesti.

Ambientato in Toscana, tra Viareggio e le montagne della Garfagnana, il libro mescola mitologia nordica e celtica a storia e leggende toscane, alternando, con ritmo incalzante e colpi di scena, capitoli nel presente e altri nel passato.
***


Cosa aspettarsi quindi da questo secondo volume? Amore, amicizia, voglia di libertà saranno come sempre i temi fondanti. Ritroveremo vecchi amici (e nemici) e conosceremo nuovi personaggi, soltanto accennati nel primo volume. Espanderemo anche le ambientazioni, spostandoci tra Versilia, Lucchesia e Garfagnana, ma raggiungendo anche il Monte Labaro in Maremma, il Monte Cimone (sull'Appennino), perfino la Majella. Ci sarà spazio per battaglie urbane (qualcuno ha avvistato lupi e fiamme sulle mura di Lucca!) e viaggi tra i mondi, e ovviamente per giocare con la storia!

La copertina è stata realizzata, anche questa volta, da Iacopo Donati e mostra Daniel, Cardea e un negromante pericoloso, antagonista dei nostri eroi in questo volume! ;)

Vi aspetto quindi allo stand Dark Zone-Nati per scrivere-Bakemono (padiglione 2).