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giovedì 11 giugno 2026

Arriva in libreria "Ellie Sanders e le gilde dello zodiaco" di Roberto Branca

ARRIVA IN LIBRERIA “ELLIE SANDERS E LE GILDE DELLO ZODIACO”

LA NUOVA SERIE URBAN FANTASY DI ROBERTO BRANCA


Debutta il 15 giugno 2026 per NPS Edizioni “La città dei druidi”, di Roberto Branca, il primo attesissimo capitolo della saga urban fantasy “Ellie Sanders e le Gilde dello Zodiaco”, che unisce mistero, magia e avventura in un’ambientazione contemporanea affascinante e suggestiva.

Un cambio di città può sembrare un incubo, ma per Ellie Sanders è l’inizio di una guerra segreta. Costretta a trasferirsi nella vecchia casa di famiglia a Edimburgo, Ellie viene catapultata in una nuova vita fatta di pioggia, silenzi e verità taciute. Ma tutto cambia quando, nella cantina della villa, scopre un passaggio segreto che conduce a Murias, un’antica città sotterranea abitata da Druidi e creature magiche. Qui il potere non si studia: scorre nelle stelle. E ogni abitante appartiene a una delle dodici misteriose Gilde dello Zodiaco.

Trascinata in un mondo di simboli arcani, duelli e alleanze segrete, Ellie dovrà affrontare misteriosi assassini e una cospirazione che minaccia l’equilibrio e la sopravvivenza delle Gilde. Ma soprattutto dovrà scoprire la verità sulle proprie origini… e sul destino che le stelle sembrano aver scritto per lei.

Con ritmo serrato e atmosfere evocative, “La città dei druidi” è un’avventura mozzafiato pensata per giovani lettori e per tutti gli amanti delle saghe fantasy contemporanee, dove amicizia, magia e coraggio si intrecciano nel segno delle costellazioni.

Grande appassionato di viaggi e storia, Roberto Branca vive a Rende e lavora come chiropratico. Dopo un lungo periodo di studi in Inghilterra, durante il quale si è innamorato della letteratura britannica e del fantasy, ha esordito nella narrativa con il racconto “Arondight” nell’antologia “Di spade e di eroi” (sempre per NPS Edizioni). “La città dei druidi” è il suo primo romanzo.

“Ellie Sanders e le Gilde dello Zodiaco. La città dei druidi” è disponibile dal 15 giugno 2026 in formato cartaceo (15 euro, ISBN 978-88-31910-89-7) e digitale (2,99 euro), acquistabile su tutti gli store online, ordinabile in libreria e sul sito di NPS Edizioni. 


venerdì 21 marzo 2025

Segnalazione "Redenzione - Witch Hunters" di Eireann Leah Reid

 Segnalazione "Redenzione - Witch Hunters" di Eireann Leah Reid

Bentrovati, lettori. Oggi vi segnalo una nuova uscita: Redenzione, secondo volume della saga contemporary fantasy/realismo magico Witch Hunters, scritta da Eireann Leah Reid.

La cover è stata realizzata dal maestro Antonello Venditti (così come l'illustrazione interna).

Il libro è uscito in self publishing su Amazon il 18 marzo 2025: è disponibile in versione cartacea con copertina flessibile, in ebook e formato Kindle.

Buona lettura!



Quarta di copertina:


«Mi chiedo cosa succederebbe se, stanotte, Ann scoprisse la tua vera natura…»


La notte del loro ventesimo compleanno, le vite di Tom e Ann vengono sconvolte dalla comparsa di un essere soprannaturale che cerca di uccidere Chris.

Ombre di un passato oscuro incombono su Sir Arthur, risvegliate dalla presenza di chi ha intrecciato la propria vita con quella dell’ultima erede dei Castleville.

Un Samhain di sangue.

La Lama della distruzione sigillata nel corpo dell’Omega.

Uno straniero venuto da lontano e una vendetta da consumare.

La redenzione di un esule e il destino degli Witch Hunters stanno per compiersi.

giovedì 11 luglio 2024

Segnalazione "Tokyo Vampires 1987" di Alessio Filisdeo

 Segnalazione "Tokyo Vampires 1987" di Alessio Filisdeo

Bentrovati, lettori. Oggi vi presento la nuova uscita di Nativi Digitali Edizioni: "Tokyo Vampires 1987", di Alessio Filisdeo, romanzo prequel della celebre saga del Vampiro Nik. Scopriamolo insieme!

Titolo: “Tokyo Vampires 1987”

Autore: Alessio Filisdeo

Editore: Nativi Digitali Edizioni

Data di uscita: 11 luglio 2024

Genere: Fantasy Contemporaneo, Pulp, Retrowave

Collana: “Fantasy”

Prezzo Ebook: 4.99€

Prezzo Cartaceo: 20€ (ehi, la carta è colori e ci sono un sacco di immagini!)

Formato: ebook (epub, pdf) e cartaceo su Amazon

Lunghezza: 300 pagine (formato 6x9)

Link per acquisto e altre info sul sito Nativi Digitali Edizioni


«Quanti ce ne sono? Trentacinque?» ammiccò ai corpi spezzati e dilaniati: «E guardati, nemmeno un graffio. Billy-kun, mi riveli il tuo segreto?»

Il gaijin si voltò, spinse i Ray-Ban sulla punta del naso e sogghignò: «Sono un vampiro.»

 

Giappone, 1987. Billy, al soldo della yakuza di Kyoto, è uno dei migliori killer presenti sulla piazza. Alcuni pensano che sia uno psicopatico dal grilletto facile, altri che sia soltanto fortunato. Nessuno immagina che la sua passione per il sangue nasconda in realtà lo smodato bisogno di nutrimento proprio di ogni vampiro. Inviato a Tokyo per un lavoretto ad alto rischio, Billy si ritroverà invischiato in una storia molto più grande di lui: un'antica faida tra creature immortali capaci di fargli rivalutare la sua posizione all'interno della catena alimentare.

 

Dallo skyline di Shibuya alle insegne al neon di Kabukicho, fino alle pagode delle grandi fortezze del periodo Edo, mentre i punk dalle creste fluorescenti, armati di boombox e coltelli a scatto, inondano le strade di violenza: bentornati nei favolosi anni '80!  

Con uno stile sfacciatamente pulp e un umorismo tagliente come una katana, in Tokyo Vampires 1987 Alessio Filisdeo ci svela la genesi del vampiro Nik in un viaggio attraverso la cultura pop nipponica, dove la notte non ha mai fine e la morte non è che l'inizio, perché non c’è “Nessun riposo per i cattivi ragazzi”.


L’autore

Appassionato di letteratura avventurosa fin da ragazzino, Alessio Filisdeo cresce fantasticando tra le pagine dei grandi classici di Salgari e le nuvolette dei comics americani. Ben presto sente di voler scrivere le sue storie, di voler dar vita ai suoi personaggi, ma è solo grazie alla fortuita visione del film cult “Intervista col vampiro” che trova la sua reale vocazione narrativa: i famelici “dannati”.
Che si tratti di pulp metropolitano, weird gotico oppure horror vittoriano, i vampiri amorali e iperviolenti sono il suo marchio distintivo, e lui è lieto di diffondere il loro verbo!

Con Nativi Digitali Edizioni ha pubblicato nel 2015 il romanzo “Una notte di ordinaria follia” e il racconto “Le follie del vampiro Nik”, nel 2016 il romanzo “Il risveglio della cacciatrice”, nel 2017 il romanzo "Fairfax & Coldwin", nel 2018 il romanzo "Il vampiro che voleva salvare il mondo", nel 2019 il romanzo “Il vampiro che visse due volte”, nel 2021 il romanzo “Cranston & Crane”, nel 2024 il romanzo “Tokyo Vampires 1987”.
Con NPS Edizioni ha pubblicato nel 2019 il romanzo "Il mistero di Virginia Hayley".
Con Dark Abyss Edizioni ha pubblicato nel 2023 “Il Monarca Pallido”.

mercoledì 24 ottobre 2018

Recensione "Né a Dio, né al diavolo", di Aislinn

Recensione "Né a Dio, né al diavolo", di Aislinn

Bentrovati, viaggiatori di mondi fantastici! Oggi vi porto... a Biveno! E dov'è, direte voi? Nel nord Italia. Una tranquilla cittadina ai piedi delle Alpi, famosa per le combriccole di nerd che la popolano... ma anche per i vampiri e i metallari. Sto parlando infatti dell'ambientazione creata da Aislinn per il suo nuovo romanzo: "Né a Dio, né al diavolo", edito da Gainsworth.

Ho acquistato il libro allo scorso Salone del Libro di Torino, con super dedica dell'autrice, ma solo quest'estate ho trovato il tempo di leggerlo. Si tratta di un romanzo abbastanza corposo, oltre quattrocento pagine, ma che, a dispetto della mole, scorre via in fretta, seguendo le avventure di Tom e Ivan, e dei vari casini in cui si ritrovano. Il romanzo, di per sé, è autoconclusivo, ma il mondo creato dall'autrice è ampio a sufficienza per poter sperare in nuove avventure dei vampiri di Mystic Falls, ops no, di Biveno! :)

Ecco, partiamo proprio dai vampiri. Di tutte le creature fantastiche, sono proprio quella che non mi ha mai attirato particolarmente, insieme agli zombie, e ammetto che ho comprato questo libro solo perché l'ha scritto Aislinn, di cui avevo apprezzato i bellissimi "Angelize" e "Angelize II" (articolo qua sul blog). Sono felice, però, di essermi goduto una bella storia, nonostante i vampiri, anzi forse grazie a loro. Sì, perché l'autrice recupera le caratteristiche del vampiro originale, quello di Stoker e della tradizione letteraria gotica: il vampiro è un predatore, è pericoloso. Non che sia necessariamente "cattivo", ma è comunque una creatura che può e sa come fare del male. Un concetto che viene ripetuto spesso, che Ioan e Lucas sbattono in faccia a Tom e a Ivan, ricordando loro di non essere in una delle loro tanto amate partite di D&D, ma nella vita vera. E nella vita vera trovarsi faccia a faccia con un vampiro, con un cacciatore, non è piacevole. Cose brutte tendono ad accadere...

Ciononostante, i vampiri mantengono una parvenza di umanità, come se la morte (e la rinascita) non li avesse privati del tutto della loro vita passata, a cui disperatamente anelano. Anche tipi solitari come Lucas (introverso prima e dopo la morte) non rifuggono del tutto il contatto umano, anzi sono ben felici di passare del tempo con qualche irlandese testardo. Anche chi ha sofferto tanto, come Ioan, continua a sperare in un lieto fine, almeno per sé. Del resto, anche il Dracula di Stoker (sicuramente un predatore!) anelava al contatto umano, perso nell'amore che sentiva ancora di provare per la "sua" Mina. La cosa piacevole è che questa ricerca di umanità non sfocia mai in un sentimentalismo smielato alla Twilight, ma rende onore e giustizia ai vampiri.

"Il sangue gli riempiva la gola. Inzuppava la paglia. Lui tremò, tremò più forte. Scivolò su un fianco. Il respiro era più faticoso. Un'ombra gelida sommerse la cella, lo strinse in un'ultima morsa. 
Era un buio aggressivo, eppure quasi rassicurante. Tutto scorreva via. Anche le parole si perdevano, e se pure avesse avuto ancora voce, le parole che gli rimanevano non le avrebbe rivolte né a Dio, né al diavolo. La promessa che aveva infranto non l'aveva fatta nel loro nome."


Dall'altro lato, sul fronte umano, si muovono Tom, il super mitico Tom (a cui piacerà sicuramente essere protagonista di una recensione!), e il suo amico Ivan, con tutti i suoi problemi familiari, i fantasmi di cui non riesce a liberarsi e che in passato lo hanno condotto a un passo dalla fine. Ivan è forse l'uomo contemporaneo, il trentenne di oggi che cerca un modo per sbarcare il lunario, per sopravvivere nel caos della quotidianità, tra lavori assenti o sottopagati, affitti da pagare, ragazze da frequentare, sogni da mettere da parte per tempi migliori. Malinconico, disilluso e forse anche disposto a tutto pur di trovare la sua pace.

Tom, al contrario, è frenetico, irrequieto, invadente, esasperante, ma con un grande cuore e sempre pronto a gettarsi nelle fiamme pur di aiutare un amico. Divertenti molte sue scene e suoi dialoghi, e tutti i riferimenti alla cultura pop e nerd di cui il romanzo è intriso. 

Infine, interessanti e intriganti i salti temporali, con l'apertura di una seconda trama ambientata nel Seicento, nelle colonie americane, che racconta la storia di Lucas e di Ioan. Una parte, almeno. Quel che è successo in seguito spero che sarà argomento di un altro libro.

Insomma, una lettura piacevole, fresca, moderna, che cala i vampiri nella società contemporanea, lasciando loro quel fascino diabolico e misterioso tipico dell'Ottocento. Lo stile pulito e diretto di Aislinn e l'ottima cura editoriale ne fanno un volume di pregio, che non può mancare nella vostra fanta-libreria!

Buona lettura. A mercoledì, con una nuova recensione! :-)


lunedì 30 aprile 2018

Segnalazione "I Figli di Cardea" di Alessio Del Debbio

Segnalazione "I Figli di Cardea" di Alessio Del Debbio


Ormai ci siamo, mancano pochi giorni! Al Salone del Libro di Torino (dal 10 al 14 maggio) potrete trovare, sfogliare e acquistare (anche con dedica!) "I Figli di Cardea", secondo volume della trilogia "Ulfhednar War" (edito da Il Ciliegio Edizioni). Lo troverete al mega stand Dark Zone - Nati per scrivere - Bakemono, in cui sarò presente per tutti e cinque i giorni con i miei libri e con quelli della mia associazione Nati per scrivere, appunto. Scopriamo il libro!


Titolo: I FIGLI DI CARDEA
Saga: ULFHEDNAR WAR
Autore: Alessio Del Debbio
Editore: Edizioni Il Ciliegio
Genere: fantasy contemporaneo
Formato: cartaceo e digitale
Pagine: 416
Prezzo: 19,50 euro (cartaceo)
ISBN: 978-88-6771-544-2
Uscita ufficiale al Salone del Libro di Torino (maggio 2018).
Disponibile su tutti gli store di libri (IBS, La Feltrinelli)

Trama:
Dopo lo scontro alla Grande Quercia, gli ulfhednar del Vello d’Argento sono senza un Alfa e temono attacchi da parte dei Figli di Cardea. Daniel cerca di addestrare i nuovi membri del branco, la Dottoressa è tormentata dai fantasmi del suo passato, Dominic, infine, medita vendetta, incolpando Ascanio e Daniel della morte di sua madre.
Quando un nuovo branco invade l’Appennino, i Figli di Cardea decidono di sferrare l’attacco finale, per cancellare lupi e stregoni dalla penisola. Nel frattempo, Ascanio è scomparso…

I Figli di Cardea è il secondo capitolo della trilogia Ulfhednar War, iniziata con La guerra dei lupi.
Daniel non seppe rispondergli.
A parole, del resto, non era mai stato bravo.
Era un lupo e tra i lupi bastavano i gesti.

Ambientato in Toscana, tra Viareggio e le montagne della Garfagnana, il libro mescola mitologia nordica e celtica a storia e leggende toscane, alternando, con ritmo incalzante e colpi di scena, capitoli nel presente e altri nel passato.
***


Cosa aspettarsi quindi da questo secondo volume? Amore, amicizia, voglia di libertà saranno come sempre i temi fondanti. Ritroveremo vecchi amici (e nemici) e conosceremo nuovi personaggi, soltanto accennati nel primo volume. Espanderemo anche le ambientazioni, spostandoci tra Versilia, Lucchesia e Garfagnana, ma raggiungendo anche il Monte Labaro in Maremma, il Monte Cimone (sull'Appennino), perfino la Majella. Ci sarà spazio per battaglie urbane (qualcuno ha avvistato lupi e fiamme sulle mura di Lucca!) e viaggi tra i mondi, e ovviamente per giocare con la storia!

La copertina è stata realizzata, anche questa volta, da Iacopo Donati e mostra Daniel, Cardea e un negromante pericoloso, antagonista dei nostri eroi in questo volume! ;)

Vi aspetto quindi allo stand Dark Zone-Nati per scrivere-Bakemono (padiglione 2).

giovedì 5 ottobre 2017

Recensione "Cronache dalle tenebre" di Simone Falorni

Recensione "Cronache dalle tenebre" di Simone Falorni

Bentornati sul blog! Oggi ritroviamo "Cronache dalle tenebre", il romanzo fantastico di Simone Falorni, di cui vi ho già parlato in questo articolo di presentazione. Sono molto contento di tornare a parlarne, perché ho avuto il piacere di leggere questo romanzo molti anni fa, quando era ancora in fase di progettazione e prima stesura, e adesso che finalmente è uscito (dopo aver ottenuto vari premi e riconoscimenti!) lo sento un po' anche mio.


Di cosa parla? "Cronache dalle tenebre" è, appunto, un fantasy, ma non è ambientato in regni inventati bensì in Italia, come il mio "La guerra dei lupi", precisamente l'Italia della seconda metà dell'Ottocento. Siamo a Firenze, dove inizia la nuova vita di Alberto Lampredi, nato nel capoluogo toscano nel febbraio 1831 e deceduto, sempre a Firenze, nell'altrettanto lontano dicembre 1865, in una serata umida e fredda, in cui, complice il vento pungente, il gelo riusciva a penetrare nelle ossa, incurante degli strati di indumenti che ci si metteva addosso in cerca di ristoro dal rigore invernale.

Protagonista del romanzo, e voce narrante, è quindi Alberto, un vampiro. No, tranquilli, niente vampiri alla Twilight, qua i vampiri sono creature della notte, belle e maestose ma anche terribili e crudeli, sono predatori (anche se a volte possono diventare prede!) e cacciatori, sono signori vampiri con le palle. Oh, per fortuna! Alberto, dicevamo, muore a metà Ottocento e diventa un vampiro. Come? Perché? Tutte cose che scoprirete leggendo. Essendo la storia narrata dal suo punto di vista, abbiamo modo di entrare nella mente e nel cuore di Alberto, di scandagliare i suoi umori, le sue paure, le sue ansie. Essere un vampiro non è facile per lui, soprattutto all'inizio, e questo aspetto di approfondimento interiore è interessante.

L'altro personaggio principale è Rodrigo, l'affascinante e passionale vampiro a cui Alberto si unisce, in un'unione che non è soltanto carnale ma mentale, di possesso interiore. Insieme, i due vampiri gireranno per il neo-formatosi Regno d'Italia, vivendo tutta una serie di avventure. Sì, la componente avventurosa non manca, come non mancano insidie, pericoli e altre creature fantastiche, oltre ai vampiri. Cito soltanto le sirene e i licantropi (lupi! Woof!).

Anche le ambientazioni sono interessanti, perché spaziano tra città e paesaggi naturali, tra montagne e mari, sempre restando comunque sul territorio italiano, da Firenze alle rive del Mar Tirreno, fino a raggiungere la Valle d'Aosta. Una lettura breve, veloce, sostenuta da uno stile piacevole e curato, che offre un'alternativa italiana a un genere fantastico spesso ricco di cliché. Consigliato.

lunedì 14 agosto 2017

Dietro le quinte di "Ulfhednar War": gli ulfhednar

Dietro le quinte di "Ulfhednar War": gli ulfhednar

Citati già nel titolo, gli ulfhednar sono i protagonisti della mia saga urban fantasy contemporanea "Ulfhednar War" iniziata con "La guerra dei lupi" (Il Ciliegio Edizioni, 2017). Chi sono costoro? Gli ulfhednar, assieme ai berserkir, sono i guerrieri più fedeli a Odino, il Dio Grigio, signore del pantheon nordico, nella sua versione di Dio della Guerra, cui sono devoti e consacrati nell’anima, al punto da rinunciare alla loro natura umana per ascendere al divino.


Il termine ulfhednar (al singolare: ulfhedinn) è formato dalla radice ulfr (come noto, lupo) e da hedinn, ossia casacca, intesa dalla Isnardi come “corto capo di vestiario senza maniche con cappuccio di pelle”. Una rappresentazione la troviamo in una piastra di bronzo, che probabilmente decorava un elmo, rinvenuta a Torslunda in Oland (Svezia), risalente al V-VI secolo, dove è raffigurato un guerriero con un corpo umano su cui è innestata una testa di lupo; indossa una pelle di lupi e ha persino una coda sporgente. Le sue armi sono spada e lancia, arma sacra a Odino (possessore della celebre lancia Gungnir).


L’indossare pelli di lupo non è prerogativa di questi gruppi guerrieri nordici, lo sappiamo. Basta ricordare Aita, Dio etrusco, i druidi, gli Hirpi Sorani o il troiano Dolone che, nell’Iliade, prima di un combattimento indossa la pelle di un lupo canuto, per assumere le caratteristiche dell’animale. Ciò che è singolare, e unico di questi clan, è il livello di convinzione raggiunta, nonché l’efferatezza delle loro azioni.

I guerrieri-lupo combattono infatti senza armatura, invasi da un furore particolare, quasi sacro, che li rende matti come cani o lupi e forti come orsi o tori selvaggi. Al pari dei berserkir, sono riuniti in clan (vere e proprie sette chiuse) e si sottopongono a riti particolari di iniziazione, assumendo sostanze inebrianti e allucinogene che li rendono indifferenti al dolore fisico, sprofondandoli in uno stato di trance da cui escono liberando tutto il loro furore (la berserksgangr).

Hrafnsmal, la ballata del corvo, antica saga del X secolo attribuita a Thorbjǫrn Hornklofi, li descrive così:
Wolf-skinned they are called. In battle
They bear bloody shields.
Red with blood are their spears when they come to fight.
They form a closed group.

(Estratto da “Chronicles of the Vikings”, di R.I.Page, Toronto, Canada: University of Toronto Press, 1999)

Pelli di lupo, guerrieri indemoniati che non rifuggono la guerra, bensì vi si precipitano, ergendosi spalla contro spalla contro i nemici, reggendo scudi insanguinati. Guerrieri quindi innamorati della guerra, che godono del sangue versato nella mischia, travolti da furia incontenibile, convinti di essere davvero l’animale totemico in cui Odino, tramite lo sciamano, li aveva trasformati (il lupo o, nel caso dei berserkir, l’orso). Giova ricordare che il nome norreno di Odino era Wotan (Woden in sassone), dalla radice wut, che significa appunto furia, e che, oltre a essere Dio della Guerra, era un noto mutaforma, come narrato da Snorri Sturluson nella Saga degli Ynglingar.


Le origini di questa classe di guerrieri-belva affondano nei loro antenati germani. Basta leggere un passo del De origine et situ Germanorum di Tacito (libro XLIII):

“Truci di aspetto, accrescono la loro naturale ferocia con l’arte e con la scelta del tempo. Hanno scudi neri, corpi tinti; per combattere scelgono le notti oscure; il solo orrore di questo esercito di fantasmi semina lo spavento, poiché non vi è nemico che sostenga il loro aspetto straordinario e quasi infernale.”

Anche Bonifacio di Magonza (impegnato nella missione di convertire i pagani al cristianesimo) nell’VIII secolo ribadisce che i germani mutavano in lupo indossandone la pelle e una cintura.

Questa rappresentazione richiama le modalità con cui gli uomini di alcune culture si approcciavano agli animali totemici, per acquisirne la forza e le caratteristiche specifiche. Massimo Cantini ci ricorda che “vestendosi con la pelle rituale, si determinava in sostanza un cambiamento radicale del comportamento, che autorizzava gli adepti a vivere secondo regole del tutto in antitesi con quelle del gruppo civile. La pelle indossata dal combattente era così un modo per trasformarsi in fiera, per acquistare, in virtù delle potenzialità magiche, l’energia bestiale dell’animale incarnato”.


Il passaggio dalla “Germania” alle terre nordiche è naturale, come la commistione a tradizioni sciamaniche di provenienza finnica. Giovanni Pagogna (autore del fantasy “Il trono delle ombre”) in un interessante articolo analizza la società finnica “ancora fortemente tribalizzata e legata alla natura da un rapporto simbiotico, dato che le difficili condizioni della loro terra ostacolavano l’agricoltura e spingevano a uno stile di vita basato su pastorizia nomade di renne e caccia, raccolta e baratto”, per cui gli sciamani “credevano infatti di potersi trasformare in orsi, lupi, renne o pesci, similmente a ciò che tramandano alcune saghe sui primi berserkir e ulfhednar, che combattevano sotto le sembianze del loro animale sacro”.

Ecco quindi l’istituzione di questi clan di guerrieri-belva, probabilmente persone che soffrivano di pesanti squilibri mentali, amplificati dagli sciamani tramite riti di iniziazione che potevano essere anche veri addestramenti militari.  Luca Barbieri li descrive in maniera approfondita nel suo saggio, ponendo l’attenzione sulle modalità di mutamento (quello che, in norreno, è definito hamrammar) dell’hamrammr, ossia di colui che non ha una sola forma, ma può mutarla. Di certo l’iniziato doveva assumere una grande quantità di birra, mescolata a un preparato a base di Amanita muscaria, fungo allucinogeno, e di digitale, generando un beverone energetico le cui origini risalgono alla soma indiana. Grazie a questo, il guerriero veniva invaso da una furia irrefrenabile, perdendo ogni raziocinio, incapace di distinguere tra amici e nemici, incapace persino di comunicare con parole, limitandosi a urlare e ululare. La berserksgangr lo rendeva insensibile alle ferite, portandolo ad azzannare scudi, a prendere tra le fauci carboni ardenti e a gettarsi in battaglia senza temere né il ferro né il fuoco (nella Saga di Vatnsdal i berserkir camminano sul fuoco a piedi nudi!). Uno “spirito di follia” che, come lo descrive Sassone il Grammatico, non può essere arrestato “se non con il sacrificio di una strage umana”.

Ovviamente la berserksgangr aumenta anche la forza del guerriero, al punto che a volte gli ulfhednar e i berserkir vengono descritti come giganti, come dei troll, nelle saghe. Tutti elementi che poi hanno contribuito al diffondersi della successiva mitologia “licantropica”.

Al termine dello scontro, esaurita la carica adrenalinica, il guerriero era travolto da una spossatezza improvvisa, costretto ad accasciarsi in mezzo al campo di battaglia. Qualcuno soffriva di amnesia, dimenticando quindi la strage appena compiuta, altri invece morivano d’infarto per l’eccezionale sforzo sostenuto. Dopo i fasti della guerra, subentrava la disabilità.

What people say about shape-changers or those who go into berserk fits is this: that as long as they're in the frenzy they're so strong that nothing is too much for them, but as soon as they're out of it they become much weaker than normal. That's how it was with Kveldulfr; as soon as the frenzy left him he felt so worn out by the battle he'd been fighting, and grew so weak as a result of it all that he had to take to his bed.
(Dalla Saga di Egill Skallagrimsson)

Questo sacro furore i romani lo battezzarono furor teutonicus e lo disprezzavano, in quanto la furia era opposta alla gravitas, l’insieme dei loro valori di disciplina, controllo di sé e impeccabilità. La furia rendeva gli uomini delle bestie, azzerando la loro dignità e sprofondandoli verso gli istinti più primordiali e incontrollati (quanto? dipendeva dalle capacità dello sciamano di istillare tale convinzione nella mente degli iniziati). All’inizio questi clan erano guardati con ammirazione, quasi fossero i depositari della sapienza guerriera e del furore divino, poi con l’avvento del Cristianesimo le genti del nord mutarono il loro atteggiamento verso i “consacrati a Odino”, che vennero etichettati come pazzi indemoniati, malati di mente o addirittura servi del demonio.

La crociata contro il paganesimo spinse gli appartenenti ai clan degli uomini-belva a isolarsi, cacciati dalle comunità di origine e forzati a rifugiarsi in ambienti solitari e ostili, come fitte foreste o caverne, dove potevano dare libero sfogo alla berserksgangr. Da qua sarebbero nati i racconti e le leggende, narrati dai viandanti e dai pellegrini, su branchi di feroci uomini-lupo che abitavano le foreste del nord, le antesignane delle leggende sui licantropi e sui “lupi cattivi”.


Nasce anche il collegamento tra lupo e uomo malvagio, quello che viene considerato il reietto, l’espulso dalla società, destinato a vagare come un animale. Wargus, in latino medievale, prese a indicare il lupo, un suono simile ai termini con cui venivano chiamati coloro che, per delitti comuni, venivano allontanati e esiliati dalle comunità, i malfattori o fuorilegge: warag, in sassone, vargr, in norreno, warc in tedesco. Il termine andò ad affiancarsi al tradizionale ulfr, in norreno.

Nella già citata Saga dei Voslunghi, Sigi si macchia di un delitto disonorevole e viene definito “vargr i verum”, ossia “lupo nei luoghi sacri”, nemico di uomini e Dei. La Isnardi ci ricorda il caso del vargtré, l’albero del lupo, che è quello a cui “venivano impiccati i malfattori o quello su cui accanto alla forca di un condannato veniva impiccato un lupo”.

Molti elementi della tradizione nordica compaiono in "Ulfhednar War", come la berserksgangr e il legame totemico tra uomo e lupo. Da notare, però, che nel mio romanzo gli ulfhednar diventano effettivamente degli uomini-lupo, ossia possono mutare da uomo a lupo, condizione che nella mitologia nordica era riservata ai licantropi, indicati con il termine vargulfr. Volete conoscere qualche ulfhednar? Magari Daniel e sua sorella Marina, Markus e Raul? Scoprite allora "La guerra dei lupi", su tutti gli store di libri! Buona lettura!

lunedì 12 giugno 2017

Segnalazione "Ulfhednar war - La guerra dei lupi" di Alessio Del Debbio

Segnalazione "ULFHEDNAR WAR - LA GUERRA DEI LUPI" di Alessio Del Debbio


L'articolo di oggi è dedicato... al mio nuovo libro! :) Eh sì, oggi parlo di me. Che dire? Sono contentissimo che finalmente "La guerra dei lupi" veda la luce, romanzo nato nel 2014 e finito di scrivere nel 2015. E' un romanzo corposo (sono 400 pagine) ed è stato anche impegnativo da scrivere, per incastrare i tanti personaggi (sì, a me piacciono le storie con tanti personaggi!) e i vari piani temporali della storia, dato che alcuni capitoli sono nel passato. Alla fine sono soddisfatto e spero che anche i lettori possano divertirsi a leggerlo, almeno quanto mi sono divertito io a scriverlo. 

Si tratta di un fantasy contemporaneo, un po' urban (non troppo, dato che è ambientato prevalentemente in Garfagnana, quindi è più che altro un mountain fantasy!^^), un po' mitologico. Ah, una piccola curiosità, anche in questo romanzo, come in tutti gli altri miei lavori, ci sono dei richiami ad altre mie opere. Chissà se qualcuno li scoprirà! ;)




Titolo libro: LA GUERRA DEI LUPI
Saga: ULFHEDNAR WAR
Autore: Alessio Del Debbio
Editore: Edizioni Il Ciliegio
Genere: fantasy contemporaneo
Formato: cartaceo
Pagine: 412
Prezzo: 19,50 euro (cartaceo)

Disponibile su tutti gli store di libri (Amazon, Ibs, Mondadori Store) o contattando me!

Trama: Amici da anni, Ascanio, Daniel, Marina e la loro compagnia di Viareggio non desiderano altro che trascorrere una tranquilla vacanza insieme, ma il destino ha altro in serbo per tutti loro. Gli ulfhednar di Odino sono tornati e la Garfagnana non è più un posto sicuro da quando Raul ha preso il comando del branco del Vello d’Argento. Spetta ad Ascanio, ultimo discendente di una stirpe di officianti della Madre Terra, contrastare i suoi progetti di dominio, aiutato dal suo compagno Daniel, un ulfhedinn fuggiasco che ha imparato ad apprezzare la vita tra gli uomini. Ma dietro le mire espansionistiche del violento e indegno Alfa si nasconde un’ombra antica, disposta a tutto pur di aggrapparsi alla vita.

«Per questo continuiamo a provare. Per rendere onore a chi è caduto, per vincere le nostre paure e promettere a noi stessi di non fallire più.»

Ambientato in Toscana, tra Viareggio e le montagne della Garfagnana, il libro mescola mitologia nordica e celtica a storia e leggende toscane, alternando capitoli nel presente e altri nel passato. È un romanzo dal ritmo incalzante e ricco di colpi di scena, raccontato con uno stile molto accurato e ricco di particolari, attraverso cui l’autore riesce a tenere viva l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine. In un flusso narrativo senza sosta.

“La guerra dei lupi” è il primo capitolo della saga “Ulfhednar War”.
«A nessun uomo dovrebbe essere concesso di vivere così a lungo, di non provare la malattia né la vecchiaia, di pretendere di essere un Dio. È la brevità, assieme all’impossibilità di averne una seconda, ciò che rende la vita un bene prezioso, degna di essere vissuta in ogni attimo. Se invece la morte diventa uno spauracchio per bambini e l’esistenza infinita, allora non è più vita. È banalità. È immeritata sopravvivenza. È trascinarsi di giorno in giorno senza sapere perché». (Johanna)

Biografia autore:
Alessio Del Debbio ha pubblicato il fantasy distopico “L’abisso alla fine del mondo”, il romanzo young adults “Anime contro”, il romanzo “Favola di una falena” e “L’ora del diavolo”, un’antologia di racconti fantastici ispirati a leggende e al folklore lucchese. Nel 2017 esce il suo romanzo urban fantasy “Ulfhednar War – La guerra dei lupi”, per Edizioni Il Ciliegio. Numerosi suoi racconti sono usciti in antologie e riviste, come “I mondi del fantasy” e “Racconti toscani”.

Cura il blog “I mondi fantastici” che promuove scrittori di fantasy italiano. Scrive articoli per il portale di letteratura fantastica “Le lande incantate”. È presidente dell’associazione culturale “Nati per scrivere” che d’estate organizza la rassegna “Un libro al tramonto” – Aperitivi letterari a Viareggio, per far conoscere autori toscani.

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