Blogtour "I fuochi di Valencia" e "I Corvi di Londra"
Bentrovati, lettori. Oggi il blog "I mondi fantastici" partecipa al blogtour dedicato ai romanzi di Elena Covani: "I fuochi di Valencia" e "I corvi di Londra", editi da NPS Edizioni, nella nuova edizione con copertina di Fabio Maffia.
La nostra tappa è quella dedicata all'ambientazione del secondo volume: Londra.
La parola all'autrice: Elena Covani.
Il secondo capitolo della saga è ambientato in un’altra delle città che amo di più: Londra ha un fascino infinito, ogni volta che torni scopri qualcosa di nuovo. È misteriosa, piena di storia e brulicante di vita. Anche qui ho voluto ambientare il romanzo in posti a me molto cari, come la city, la zona dei Docks e sopratutto Hyde Park.
È un posto magico, pieno di pace, e passeggiare tra i suoi sentieri immersi nel verde ti distacca completamente dalla frenesia della città, e questa dualità è proprio quello che amo di questa città: puoi ritrovarti nella natura con gli scoiattoli che ti girano intorno e dopo qualche passo ritrovarti tra le luci abbaglianti di Piccadilly Circus. Anche questa è una città che si trasforma la notte, proprio come i nostri protagonisti.
José e Maria sono stai allontanati da Valencia per proteggerli da eventuali ritorsioni degli Erjes, ma mentre il ragazzo soffre per la lontananza dalla sua vita e dalla sua città, per Maria è un’occasione di ricominciare, di essere qualcosa di diverso. Ci sono nuovi amici che li aiuteranno e vecchi nemici assetati di vendetta. Cosa ne sarà di Maria? saranno in grado di guarirla, o il virus prenderà il controllo definitivamente sulla sua volontà?
In questa parte della storia è proprio il cambiamento ad essere protagonista, l’evoluzione dei personaggi, del virus e soprattutto della coscienza di sé e dei propri sentimenti.
Scoprite la saga di Elena Covani sul sito NPS Edizioni!
Blogtour "La signora che vede i morti" - Ambientazioni
Bentrovati, lettori! Oggi il blog "I mondi fantastici" ospita una tappa del blogtour "La signora che vede i morti", il nuovo romanzo di Marco Bertoli. In questo articolo scopriremo i luoghi del thriller, che si dipana tra Pisa e la Lunigiana in un Seicento alternativo! Buona lettura.
Alcuni luoghi del romanzo “La Signora che vede i morti”.
Villafranca Lunigiana.
Il paese di Villafranca in Lunigiana si estende nel fondovalle sulla sinistra del fiume Magra. Il nucleo storico, il “Borgo”, è strutturato linearmente lungo la Via Francigena e un tempo terminava nella piazza del mercato, in prossimità del castello.
Il primo nucleo nacque attorno a una cappella intitolata a San Nicolò, edificata dai monaci benedettini di Linari in prossimità di un guado sulla Magra (Barca o Barcara in dialetto) per assistere viandanti e pellegrini. La prima citazione della sua esistenza, “Lealville” ‒ “Villa franca”, risale al 1191 nell’itinerario percorso da Filippo Augusto, re di Francia, al ritorno dalla terza crociata. A somiglianza di altri toponimi sparsi in Italia e in Europa, venne chiamato in questo modo per le particolari esenzioni fiscali di cui fu beneficiario al momento della fondazione. Nel dialetto è indicato con il semplice Vilafranca.
In virtù della sua posizione strategica di passaggio obbligato della Via Francigena, con il trascorrere del tempo acquisì importanza e divenne uno dei principali feudi dei Marchesi Malaspina dello Spino Secco. Conservò tale condizione sino all’arrivo di Napoleone.
La sua rilevanza in epoca medievale è testimoniata anche dal fatto che il marchese Corrado il Giovane è citato da Dante nel Purgatorio della Divina Commedia e da Boccaccio in una delle novelle del Decamerone.
Ingresso di Villafranca da Porta Pontremoli e Chiesa di San Giovanni. (Foto Sandro Santini).
Porzione meridionale del Borgo. In fondo la piazza in cui si accendeva il tradizionale falò il 5 dicembre. (Foto Sandro Santini).
Ingresso di Villafranca da Porta San Nicolò e Chiesa di San Nicolò. (Pasini, XVIII secolo)
Le mura esterne del Borgo. (Foto Sandro Santini).
Castello di “Malnido”
Il castello è edificato sopra uno scoglio alla confluenza del torrente Bagnone con la Magra.
Il nome compare per la prima volta nel Diploma che l’imperatore Federico Barbarossa concesse, nel 1164, al Marchese Obizzo Malaspina, ma la fondazione dovrebbe risalire a qualche decennio prima, agli inizi del XII secolo.
Il mastio, primo nucleo della fortificazione, sorgeva sulla parte più eminente dello sperone e controllava sia il sottostante tratto della Via Francigena che, dopo aver guadato il Bagnone un poco più a monte e attraversato Villafranca proseguiva per Groppofosco, Aulla e Sarzana, sia il controllo del guado della Barca che, unendo le opposte sponde della Magra, metteva in comunicazione la via con quelle che conducevano nel Genovesato.
“Malnido” fu sede della corte dei Malaspina dello Spino secco, centro di diffusione della cultura “cortese” elogiata da Dante nel canto VIII del Purgatorio. È assai probabile che il poeta, negli anni del suo esilio, sia stato ospite dei Malaspina di Villafranca ed abbia anche soggiornato nel castello.
Durante il Secondo conflitto mondiale, il 7 luglio 1944, subì un bombardamento che lo trasformò in un rudere.
Foto d’epoca inizi 1900.
Foto d’epoca ante 1944.
Cartolina anni 1930. A sinistra del castello il guado della Barca. Fonte: blogspot.com
“Malnido” oggi. Fonte: lezionitoscane.it
Torrente Bagnone.
Nasce sull'Appennino tosco-emiliano alla base del Monte Sillara da due distinte sorgenti. La principale sgorga in prossimità di un faggio secolare in località Tornini. La secondaria si situa fra il Monte Sillara e il Monte Paitino, in località Verzella.
In località Garbia i due ruscelli si incrociano e danno vita al torrente Bagnone vero e proprio. Il fiume percorre l’omonima valle, da nord-est a sud-ovest Attraversato il paese di Bagnone, all’interno di un canalone di roccia, prosegue il suo corso nel territorio di Villafranca in Lunigiana. Diviso in due parti l’abitato moderno e costeggiato il nucleo antico, confluisce infine nella Magra.
Il Bagnone a Villafranca con il ponte sulla Via Francigena. Fonte: amalaspezia.eu
Il Bagnone in un tratto pianeggiante. Fonte: blogspot.com
Bentrovati, lettori. Oggi giornata importante perché il blog "I mondi fantastici" ospita la prima tappa del blogtour promozionale di "Ulfhednar Stories", la mia raccolta di racconti fantastici edita da NPS Edizioni e dedicata ai miei amati ulfhednar, ossia i guerrieri lupo di Odino.
Trattandosi di un'antologia, potrete leggere sette racconti, ambientati nella penisola italiana e nel Mediterraneo, dal Quattrocento ai giorni nostri. Oggi scopriremo alcune delle ambientazioni. Pronti per viaggiare con i lupi?!
ALPI APUANE
Le montagne che chiudono la Versilia a nord-est, regalando una vista mozzafiato ai turisti e anche a chi vive in zona e ama passeggiare sulla spiaggia. I Liguri Apuani le chiamavano le Montagne della Luna e sono montagne ricche di storie e leggende. Ogni monte, ogni colle, ogni borgo di questa zona ha una sua storia, è ricco di tradizioni popolari che i nonni raccontano ai nipoti, e che purtroppo stanno scomparendo.
Nei miei racconti e romanzi ho sempre cercato di valorizzare questo patrimonio culturale, grazie soprattutto alle ricerche e alle scoperte del mitico professor Paolo Fantozzi, che con i suoi libri dedicati al folclore lucchese tiene vivo l'interesse per questa cultura "nascosta" e spesso dimenticata.
Nei racconti di Ulfhednar Stories, Ascanio e i suoi amici si recano spesso in giro sulle Alpi Apuane. Nel racconto "Gli esploratori" sono a Ruosina, a fare il bagno in un torrente, un luogo dove, secondo la leggenda, si radunano creature fantastiche, come le sirene ammaliatrici che i nostri eroi incontrano. Poco distante, inoltre, si trova la Grotta del Senicione, una località misteriosa, con un lago sotterraneo e nascosto ove dimora un'antica creatura: la Scabodda, la bodda del diavolo, una bestia pericolosa... da non svegliare!
Per scoprire altre leggende delle Alpi Apuane, potete consultare i libri di Paolo Fantozzi o ascoltare le bellissime canzoni di "Joe Natta e le Leggende Lucchesi", disponibili su Youtube e Spotify.
LA FORESTA DI MONTES
Già il nome evoca le storie fantasy di Tolkien che ogni lettore del genere ama. In realtà, siamo in Sardegna, nell'isola a forma di sandalo: "Un’immensa distesa verde con infinite varietà florofaunistiche, luogo affascinante e selvaggio del Supramonte, nel Nuorese, al centro della Sardegna".
La foresta è uno dei luoghi, assieme al canyon di Gorroppu, in cui è ambientato il racconto "La valchiria", con protagonisti Daniel e sua sorella Marina, che si recano in Sardegna per rispondere a un misterioso richiamo.
L'isola, con una storia davvero particolare, è ricca di folclore e tradizioni. Ne ho recuperate alcune, come quella di S'Erkitu, il leggendario toro mannaro sardo, la musca macedda e i Drullios, pericolosi spiriti di vento. Su tutte domina la figura di "lu diaulu", che Marina e Daniel incontreranno proprio in tali luoghi affascinanti.
MONTEREGGIO
Meglio noto come "il paese dei librai", un affascinante borgo della Lunigiana, da visitare assolutamente! "Proprio da qui che sin dall’800 partirono, con in spalla una gerla piena di libri, i tantissimi librai ambulanti che hanno colonizzato il centro e il nord Italia."
Una storia affascinante, che mi ha ispirato nello scrivere il racconto "Il libraio", per l'appunto, inserito in Ulfhednar Stories, e dedicato ad Aristide. Nella saga "Ulfhednar War", Aristide è noto per essere il bisnonno di Ascanio, l'officiante dal quale il ragazzo ha ereditato i suoi poteri. In questo racconto, invece, lo vediamo ancora un ragazzo, che sgambetta dietro al padre per i boschi e per le vie della Lunigiana, per promuovere libri e cultura. Un passato che ben si addice ad Aristide, figura molto curiosa e attratta dai poteri della natura, come il nipote del resto.
Su Visit Tuscany un interessante articolo di approfondimento!
IL DESERTO DEL NEGEV
L'ultima ambientazione che ho deciso di presentarvi è il deserto del Negev, nel Vicino Oriente, al confine tra Africa e Asia, una zona affascinante e ricca di leggende locali.
Qua è ambientato il racconto "Il Messia", l'unico a non svolgersi in Italia, con protagonista Raul, il bellicoso Beta di Alois, che al momento del racconto (siamo negli anni '90 del Ventesimo Secolo) si è rifugiato proprio nel deserto, dopo essersi lasciato alle spalle una scia di sangue. Qua incontrerà una misteriosa entità: un jinn del territorio, per l'esattezza uno degli afarit, spirito di fuoco, che giocherà con la sua mente, con il risultato di portarlo su un terreno molto pericoloso.
Al centro del deserto del Negev si trova il cratere Makhtesh Ramon, ha una profondità di 500 metri ed ha la forma di cuore allungato.
Se volete visitarlo, partite attrezzati e occhio a non perdervi! E alle creature che si appostano dietro le dune o i promontori rocciosi! :)
Continuate a seguire il blogtour di "Ulfhednar Stories", per scoprire altre leggende e curiosità!
Blogtour "Cinisca di Sparta" - Alessandra Leonardi: le ambientazioni
Bentrovati, lettori. Oggi il blog "I mondi fantastici" partecipa al blogtour di "Cinisca di Sparta", nuovo romanzo storico di Alessandra Leonardi, edito da Montag Edizioni. La tappa in questione è dedicata alle ambientazioni, ossia i luoghi in cui si svolge la vicenda. Pronti per scoprirle?!
Titolo: Cinisca di Sparta
Autrice: Alessandra Leonardi
Editore: Montag
Genere: Narrativa storica
Collana: Le Fenici
Formato: cartaceo
Prezzo: € 19
Pagine: 374 - Brossura
Il romanzo Cinisca di Sparta è ambientato nell’antica Grecia, in un periodo che parte dal 424 a.C. in poi. La protagonista è una principessa spartana, figlia di re Archidamo II e sorella del re Agide II, Cinisca, la prima donna ad aver vinto i Giochi di Olympia, che, come è comunemente risaputo, erano dedicati agli uomini.
La storia ha inizio quindi a Sparta, quando Cinisca è una giovane in procinto di partecipare ai Giochi Herei, la gara di corsa per fanciulle che si teneva a Olympia.
Abbiamo una dettagliata descrizione di Sparta grazie a Pausania. La città sorgeva di fianco al fiume Eurota e al monte Taigeto, ed era divisa in quattro quartieri, che erano le principali comunità che si unirono fondando Lakedaimon (questo il vero nome della città): Cinosura, Limne, Mesoa e Pitane. La via principale della città era la via Afetaide, e nell’agorà si trovavano alcuni degli edifici più importanti: la Skias o Assemblea, la Stoà, un portico, il tempio di Zeus e il teatro innanzitutto, ma anche un vivace mercatino di cianfrusaglie. Sull’acropoli c’era il tempio di Athena Casa di Bronzo, mentre vicino al fiume sorgeva il santuario di Artemide Orthia. Ad Amykle, a 4 km da Sparta, sorgeva un altro dei Santuari più importanti per gli Spartani, quello di Apollo dove venivano celebrate le Giacinzie.
Nel romanzo vedremo i personaggi muoversi in questo scenario, ma non solo: ci sono anche alcuni capitoli ambientati altrove, ad Atene, a Delfi dove sorgeva uno dei principali santuari dell’Ellade, dove la Pizia vaticinava i suoi oracoli, e al Santuario di Epidauro, dove si curavano malattie secondo antichissimi rituali d’incubazione ma anche secondo i metodi di Ippocrate di Coo.
Il Santuario di Olympia riveste un ruolo fondamentale in tutta la vicenda narrata. Ogni 4 anni si tenevano qui, in una valle nei pressi del fiume Alfeo, nell’Elide, gli Agoni Olimpici, di antichissima origine, a cui partecipavano atleti da tutta l’Ellade in onore di Zeus.
Il cuore del Santuario era l’Altis, il recinto sacro, e il tempio principale era quello di Zeus, in cui Fidia aveva scolpito una statua di oro e avorio considerata una delle sette meraviglie del mondo antico. Altro tempio importantissimo quello di Hera, dove si svolgevano i Giochi Herei, dedicati alle fanciulle. Oltre gli edifici sacri, c’erano palestre, edifici amministrativi, lo stadio e l’ippodromo dove si tenevano le principali gare.
Tutti questi luoghi sono presenti nel romanzo e fanno da sfondo alle vicende dei personaggi, dei quali si parlerà nella prossima tappa del blogtour, il 21 marzo sul blog Bosco dei sogni fantastici.
Non perdete le alte tappe!
Per scoprire alcune ricostruzioni di Sparta e non solo, consigliamo il canale youtube Flipped prof.
Buon viaggio nel mondo antico!
Legenda mappa Olympia
1: Propilei a Nord-Est – 2: Pritaneo – 3: Philippeion – 4: Heraion – 5: Pelopion – 6: Ninfeo di Erode Attico – 7: Metroon – 8: Terrazza dei Tesori – 9: Portico nascosto – 10: Stadio – 11: Echo Stoà – 12: Edificio di Tolomeo II e Arsinoe II – 13: Stoà di Estia – 14: Edificio ellenistico – 15: Tempio di Zeus – 16: Altare di Zeus – 17: Ex-voto di Acaia – 18: Ex-voto di Mikythos – 19: Nike di Peonio di Mende – 20: Ginnasio – 21: Palestra – 22: Theokoleon – 23: Heroon – 24: Officina di Fidia e basilica paleocristiana – 25: Terme del Cladeo – 26: Bagni greci – 27 e 28: Ostelli – 29: Leonidaion – 30: Bagni a Sud – 31: Bouleuterion – 32: Stoà a Sud – 33: Villa di Nerone