Segnalazione "Il mistero del principe" di Giuseppe Chiodi
Bentrovati, lettori. Oggi vi segnalo l'uscita del nuovo romanzo di Giuseppe Chiodi: "Il mistero del principe", già autore del bel libro "Cuore di tufo", entrambi un omaggio a storie e leggende di Napoli.
Disponibile su tutti gli store di ebook (Amazon Kindle).
Da Giuseppe Chiodi, autore di Cuore di Tufo, curatore del blog letterario Immersività e coach narrativo, una nuova avventura ad ambientazione italiana che mescola fantasy, mystery ed elementi storici.
Eulalie, una ragazza di Grenoble, indaga sui misteri del Principe di Sansevero alla ricerca della Palingenesi, così da resuscitare il suo amato papà. A Napoli, la giovane incontra Pasquale, che lavora come guida presso il museo della cappella Sansevero. I due fanno un’incredibile scoperta che li conduce su un cammino irto di trappole, enigmi, rivali e, al contempo, meraviglie dimenticate.
A volte il dolore è insopportabile e rischiamo di perderci. A volte è sufficiente una luce per ritrovare la strada, voltare pagina e rinascere. La coppia riuscirà nell’impresa, o il loro sarà un viaggio senza ritorno?
Il Mistero del Principe include: la Breve nota di quel che si vede in casa di Raimondo di Sangro principe di Sansevero, scritta con tutta probabilità dal Principe in persona; dieci lettere parlanti di Antonio Baldi, incisore napoletano del XVIII secolo; incisioni di Francesco Wenzel, Antoine Aveline e altri artisti; immagini d’epoca, foto e una ricca bibliografia consigliata; Postfazione dell’autore che comprende un’introduzione al genere clockpunk, un breve saggio su Napoli (contrasti, estremi, identità) e tanto altro.
Bentrovati, cari lettori! Come avete festeggiato Halloween? Il blog "I mondi fantastici" lo festeggia con un libro che mi è piaciuto molto: "Cuore di tufo", di Giuseppe Chiodi, edito da DZ Edizioni. Un urban fantasy ambientato a Napoli, sopra e sotto, e intriso di leggende e folklore partenopeo. Un romanzo che non esito a definire "visionario", psichedelico a tratti, allucinogeno, come la strana magia che pervade la casa e la vita di Pietro Cimmino, protagonista del libro.
Uscito al Salone del libro di Torino (articolo qua), questo romanzo aveva subito stuzzicato la mia curiosità, complice la bella e misteriosa copertina, che ritrae davvero bene un aspetto della narrazione. Inoltre, come noto, adoro gli urban fantasy e soprattutto le storie di folklore, e qua di folklore, mistero e magia ce n'è in abbondanza.
Faccio una piccola premessa: se siete tra i lettori puristi e precisini, che vogliono che ogni cosa accada secondo logica e che niente debba accadere per caso, allora questo romanzo non fa per voi. Ma non perché sia illogico o vi siano errori interni, tutt'altro, perché, come dicevo, è pregno di magia, mistero e folklore, di sogni, incubi e visioni: è un romanzo dove il confine tra realtà e illusione, tra la concretezza di una vita e l'illusione di un sogno, è davvero sottile e queste tendono a sovrapporsi, a mescolarsi, ad amalgamarsi. Ed è questo il suo bello, il suo punto di forza, la sua totale immersione nel folklore locale, che l'autore utilizza per portare il lettore in un'atmosfera magica, onirica, a tratti delirante, in cui vive, si muove, soffre e piange il buon Pietro Cimmino.
Partiamo proprio da lui: un protagonista particolare, un po' sfigato, un po' sognatore, di sicuro non molto ardimentoso, quanto meno all'inizio. Un uomo che potrebbe apparire debole, di carne e sangue, vittima della tentazione, del gioco, del peccato; un uomo però che sa guardare oltre, che sa vedere ciò che alla massa sfugge, che conosce le potenze del mondo, le linee di energia che pervadono la Terra e sa attingervi, sa come farle proprie. Una vita vissuta al servizio delle forze arcane, sperando sempre nella buona sorte, ma essa, fascinosa quanto sfuggevole, si è sempre tenuta a distanza da lui, a cui nient'altro è rimasto che una casa-museo, piena di oggetti speciali, manufatti, reliquie e tanti rimpianti. E una figlia, oh sì, un bel peperino di bambina, per cui Pietro farebbe di tutto. E infatti così farà.
Quando la misteriosa e affascinante Dafne entra nella sua vita, l'equilibrio fragile su cui si è retta inizia a scricchiolare e Pietro si ritrova faccia a faccia con il mondo magico a cui si era proclamato fedele da tutta una vita. Scopre una Napoli nascosta, non più mera facciata, bensì reale, tangibile e soprattutto pericolosa. Una Napoli sotterranea, misteriosa e avventurosa, ricca di ori e tesori, di bestie terribili e creature fantastiche. E scopre che le sue tante preghiere rivolte alla Bella 'Mbriana non sono cadute nel vuoto, qualcuno ha ascoltato, ma, come si suol dire in questi casi, "attenzione a quel che si chiede". A volte i sogni possono diventare più pericolosi degli incubi.
Una storia di avventura, che porterà il lettore nel ventre oscuro di Napoli, gli farà incontrare personaggi stravaganti e bizzarri (sì, fa un po' Alice nel paese delle meraviglie, ma in fondo la scoperta del meraviglioso non ci renderebbe tutti un po' Alice?), lo porterà a chiedersi cosa c'è di vero nelle antiche leggende popolari. Uno stile fresco, diretto, immediato, infarcito e rallegrato da espressioni in dialetto napoletano (si capiscono tranquillamente, non fate i pisignetti! In confronto, i libri di Montalbano sono MOLTO più difficili da leggere), una lettura veloce per allietare un pomeriggio autunnale.
Consigliata soprattutto agli amanti della letteratura fantastica, a chi vuole viaggiare, a chi crede che nella vita ci sia sempre qualcosa di più della bieca e vuota monotonia di tutti i giorni. Fate le valigie e preparatevi a scoprire la vera Napoli... magari prima andate a farvi toccare i gioielli di famiglia e a giocare qualche numero. Chissà che non sia la volta buona...
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PS: Il romanzo è ricco di leggende popolari locali. Vi invito a scoprirle, e anche a documentarvi, se desiderate approfondire.
A me ha affascinato la storia della Bella 'Mbriana che, secondo il Basile, è «La bella' mbriana, [...] una specie di munaciello femmina, una fata benefica, è Vatirio della casa.» (Giambattista Basile, 1883)
Buon weekend, amici lettori! Oggi vi segnalo un romanzo dalle tinte fosche, molto interessante, soprattutto per l'ambientazione italiana (che già adoro), edito da DZ Edizioni: Cuore di tufo, di Giuseppe Chiodi, disponibile in anteprima al Salone del Libro di Torino (dal 10 al 14 maggio 2018), allo stand Dark Zone (pad.2, numero G109-F110). Pronti per scoprirlo?
Titolo: Cuore di tufo Autore: Giuseppe Chiodi Editore: DZ Edizioni Genere: Dark urban fantasy Formato: Cartaceo Disponibile da maggio 2018
Cosa accadrebbe se le
superstizioni del folklore napoletano prendessero vita? È questo il "What if?" a
cui l'autore ha cercato di rispondere in "Cuore di Tufo", un romanzo avventuroso in cui
fatture e malie, spiriti buoni e malvagi, teschi che trasudano, Assistiti della
cabala e antichi popoli di negromanti diventano fin troppo reali. Con un
bestiario di creature mitiche tratte dalla nostra cupa tradizione.
Quarta di copertina: ossessione, superstizione e
magia nera. È il vortice in cui sprofonda Pietro Cimmino, il proprietario di un
negozio di antiquariato, nel tentativo di riprendersi sua moglie. La
separazione l’ha fatto impazzire; l’incontro con Dafne, studentessa
beneventana, gli riaccende la fiducia in sé stesso.
Ma quella misteriosa ragazza
scatena la gelosia della Bella ‘Mbriana, a cui l’uomo è devoto. E quando la
piccola Sonia, figlia di Pietro, viene coinvolta dalle forze oscure
scoperchiate dal padre, egli varca la linea che separa la realtà
dall’immaginazione, la città dal sottosuolo, per salvare lei e sé stesso.
Una fiaba dark fatta di riscatto
e identità. C’è solo un avvertimento di cui tener conto: non fidatevi del
monacello.
Sbuco nella prima di due sale
comunicanti. Una fila di candele solca le pareti e getta una flebile luce. Chi
le ha accese? Harry?Oltrepasso un letto matrimoniale
coperto di terra, scanso delle auto-giocattolo ammantate di ruggine e polvere.
Cammino tra sedie marcite, le gambe di un tavolo, un vecchio triciclo. Mi chino
sopra una radio degli anni Quaranta. Ruoto le valvole, premo la tela beige
dell’altoparlante. Soffio sul legno, adorno di muffa. Non ne fanno più di
aggeggi così.È uno dei bunker disseminati nel
sottosuolo. Papà mi raccontò che la gente ci restava per giorni, settimane
addirittura, perciò si portava il mobilio. La paura dei bombardamenti sfociava
in paranoia. Non volevo credere che i nonni avessero vissuto in queste
condizioni e invece… Ciò significa che l’uscita non
deve essere così distante. Dei vani si aprono tra una
candela e l’altra. Mi sporgo all’interno, illumino il fondo. Barattoli vuoti.
Zucchero, sale, spezie. Le etichette riportano il contenuto.Procedo nella seconda sala. Un
altare si erge a ridosso del muro. Dietro di esso, una sagoma umanoide volge il
suo cappuccio.
Biografia autore: Giuseppe Chiodi.
Sono nato nel 1992, a Napoli. Nel 2009 termino il mio
primo romanzo e seguo il corso di narrativa di AgenziaDuca.it, che accende il
mio interesse per l’argomento. In seguito, conseguo un certificato C2 di
Cambridge English e lavoricchio come traduttore freelance (inglese – italiano).
Continuo a scrivere. Seguo, nel 2016, il corso
“Lavorare in Editoria” dell’agenzia letteraria Herzog e collaboro per alcuni
mesi con la casa editrice Tullio Pironti di Napoli. Apro il mio blog
letterario, Immersività.
Nel frattempo, scrivo un gran numero di racconti e un
nuovo romanzo, Cuore di Tufo, edito da Dark Zone edizioni.