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lunedì 6 ottobre 2025

Nuova uscita NPS Edizioni: "I custodi del mare" di Paolo Fantozzi

ARRIVA IN LIBRERIA “I CUSTODI DEL MARE” DEL PROF PAOLO FANTOZZI

UN VIAGGIO TRA STORIE E LEGGENDE DELL’ARCIPELAGO TOSCANO

Prima presentazione domenica 19 ottobre alle 15
Presso Villa la Principessa - Lucca

Cosa si nasconde nelle profondità del mare che circonda l’arcipelago toscano? Quali segreti custodiscono le sue isole, sospese tra mito e storia? A queste domande risponde “I custodi del mare. Storie e leggende dell’arcipelago toscano”, il nuovo libro del professor Paolo Fantozzi (NPS Edizioni, 15 euro), che porta i lettori alla scoperta di un patrimonio orale ricco di mistero, fascino e suggestione.

Nelle pagine del volume rivivono figure leggendarie come il temibile pirata Musetto, la strega Baciocca, la regina Ilva e ancora santi protettori come San Cerbone e San Mamiliano. Si intrecciano racconti di città sommerse, viaggi straordinari come quello del pescatore Malopescio fino alle coste africane in una sola notte, apparizioni inquietanti come le Ermie, le Figure bianche e l’Uomo marino. Il mare, con la sua duplice natura di vita e pericolo, di salvezza e minaccia, si rivela così come il grande protagonista di questo mosaico di racconti. Un elemento vitale, temuto e venerato, che per gli uomini di mare è tutto.

L’autore raccoglie e restituisce storie che per secoli sono state trasmesse oralmente dai pescatori e dagli abitanti delle isole dell’arcipelago toscano, per non lasciare che cadano nell’oblio. Perché le parole – ci ricorda Fantozzi – non sono solo memoria, ma diventano parte del tessuto della nostra identità, strumenti per comprendere chi siamo e il mondo che ci circonda.


Paolo Fantozzi è insegnante di lingua e letteratura inglese. Accanto alla didattica, si dedica da anni allo studio del folclore e della storia locale. Appassionato acquarellista naturalista, unisce l’amore per la cultura popolare a quello per la natura e il mare.

Il volume “I custodi del mare. Storie e leggende dell’arcipelago toscano” è impreziosito dalle illustrazioni di Silvia Talassi e sarà presentato in anteprima nazionale durante la rassegna “La villa dei libri”, domenica 19 ottobre, alle 15, presso villa “La Principessa” a Lucca, alla presenza dell’autore, dell’illustratrice e del direttore di NPS Edizioni Alessio Del Debbio. 

Seguiranno la presentazione alla libreria “Fuori Porta” di Lucca, giovedì 8 novembre; al Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico a Piazza al Serchio, domenica 30 novembre, e alla BiblioCoop di Sant’Anna a Lucca, venerdì 12 dicembre.

Dal 2 novembre sarà ordinabile sul sito della casa editrice, in libreria e su tutti gli store di libri.


Contatti:

L’associazione culturale Nati per scrivere nasce nel 2016 a Viareggio, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura. 

Nel 2018 ha lanciato il marchio editoriale NPS Edizioni, specializzato in libri fantasy, horror e mistery per tutte le età. Dal 2020 organizza il festival letterario “Lucca Città di Carta”, al Real Collegio di Lucca, e dal 2023 la rassegna letteraria “La villa dei libri”, a Villa la Principessa a Lucca.


Associazione culturale Nati per scrivere:

Piazza Diaz 10

55041, Camaiore (LU)

Sito NPS Edizioni

Pagina Facebook NPS Edizioni




giovedì 9 marzo 2023

Segnalazione "Tra le coltri" di Mattia Bernardini

 Segnalazione "Tra le coltri" di Mattia Bernardini

LA MARANGONA SI AGGIRA PER GLI APPENNINI TOSCANI 

Una strega abita nei pressi del fiume Tevere. Si nasconde nella nebbia, esce al calar del buio per rapire le sventurate vittime che vanno a curiosare dove non dovrebbero. Vive negli Appennini da tempo immemore, si dice che sia immortale e che abbia poteri sovrumani. 

In arrivo il nuovo romanzo del musicista punk Mattia Bernardini: "Tra le coltri", disponibile dal 3 marzo 2023 sul sito dell’editore, sugli store online e nelle librerie nazionali.  



Editore: HORTI DI GIANO 

Pagine: 254 

Formato: 12 x 19 cm 

Prezzo: 16.50 € 

Pubblicazione: 03/03/2023 

ISBN: 978-8412532791 


Quarta di copertina: 

Flavia e Filippo sono due diciottenni innamorati che vivono in una valle in mezzo ai monti dell’Appennino, attraversata da un gasdotto.  

Lei è un'artista ribelle, lui ha un'impostazione più razionale e ama i fumetti, tanto da aver scritto una sceneggiatura che Flavia gli sta disegnando, dal titolo Rascal Circus.  

Tommaso, il fratello di Flavia, è un giramondo che riporta dai suoi viaggi degli strani manufatti di antichi popoli, legati a entità mostruose. La ragazza, inoltre, non ha mai dimenticato le storie misteriose che le raccontava suo nonno da piccola. Il folklore locale di cui le parlava era composto di creature dei boschi ed esseri selvaggi di ogni tipo. Ma quella più inquietante riguardava la Marangona, una strega longeva che vive nei pressi del fiume e che rapisce le persone uscendo dalla nebbia avvolta dalle tenebre.  

 


Nella notte più corta dell'anno, quando il solstizio d'estate assurge il suo potere, i due giovani decidono di attendere l'alba nel bosco nei pressi del cantiere del gasdotto, ma il corso della loro vita cambierà per sempre... 

Copertina di Riccardo D’Ariano. 

 

BIOGRAFIA: 

Mattia Bernardini, classe ’87, è un ingegnere elettronico, musicista e scrittore italiano. Lavora come progettista hardware in una multinazionale elettronica e suona la chitarra in due gruppi: Manovalanza e NH3. 

Fin da ragazzo ha sempre tenuto diari personali che narrano le avventure vissute suonando in giro per l’Italia e per il mondo. Con il tempo ha iniziato a studiare scrittura e dedicarsi anche alle fiction. I suoi generi preferiti sono narrativa contemporanea, horror e fantascienza. 

Qualche rotella fuori posto è il suo primo romanzo, uscito a febbraio 2021, edito da Ali Ribelli. L’opera è dedicata al mondo dello skateboard e della musica alternativa. 

 


giovedì 8 dicembre 2022

Segnalazione "Cantico notturno. Il macabro nel Sud Italia" di Spirito e Marra

Segnalazione "Cantico notturno. Il macabro nel Sud Italia" di Spirito e Marra

Bentrovati, lettori. Oggi vi segnalo la nuova uscita di Horti di Giano Edizioni: "Cantico notturno. Il macabro nel Sud Italia", raccolta di racconti folk-horror scritta da Gerardo Spirito e Marco Marra.



Editore: HORTI DI GIANO

Titolo: Cantico notturno

Sottotitolo: Il macabro nel Sud Italia

Autori: Gerardo Spirito, Marco Marra

Prefazione: Francesco Corigliano

Pag. 154

Formato: 12.85 x 19.84 cm

Prezzo: 15.00 €

Pubblicazione: 09/12/2022

ISBN: 979-1280144393

Genere: raccolta di racconti folk-horror

Questo è il terzo e ultimo volume della trilogia de "Il macabro nel Sud Italia". I precedenti sono Racconti sull'innominabile (2020) e Immaginate l'oblio (2021).


ECHI MALVAGI SI ODONO COME IN UN CANTICO NOTTURNO


Esistono luoghi in cui le Ombre si impossessano degli antri più inaccessibili, dove strani silenzi sono ingoiati dall'oscurità, in anfratti in cui non può morire ciò che mai è esistito.

CANTICO NOTTURNO

IL MACABRO NEL SUD ITALIA

di Marco Marra, Gerardo Spirito

Dopo il grande successo ottenuto dai primi due volumi di questa trilogia dell’orrore all’insegna del folklore del nostro affascinante meridione, tra gotico contemporaneo e folk-horror dalle sfumature weird, arriva Cantico notturno, la raccolta di racconti de “Il macabro nel Sud Italia” scritta da Marco Marra e Gerardo Spirito.


Quarta di copertina: Un picco arido e inaccessibile ove ha dimora la casa che è come una montagna. Aberranti estraneità dal reale, conturbanti distorsioni della psiche, inaccessibili verità che si alimentano di marcescenze irrazionali della mente.

Questa raccolta chiude un cerchio (anzi, un triangolo oscuro) raccogliendo sette storie che ruotano attorno a una cava di rena rossa, dove credenze locali e superstizioni ancestrali si perdono nel lerciume di un'esistenza in cui i miseri sono gli ultimi degli ultimi, ingabbiati in una vita dalla quale non saranno mai in grado di uscire, se non attraverso la decomposizione della carne.

La prefazione di Francesco Corigliano arricchisce questo volume che ripercorre e ricrea, sotto una forma narrativa in parte diversa rispetto a Racconti sull’innominabile (Horti di Giano, 2020) e Immaginate l’oblio (Horti di Giano, 2021), suggestioni che si formano nelle profondità degli stomaci, come archetipici rigurgiti che si sprigionano dalle interiora dello spirito umano, e non solo umano.


Il volume contiene le illustrazioni di Chiara Colaiacomo (ArsFigulina).


BIOGRAFIE:

Marco Marra, napoletano, classe ‘89. Ha scritto con Gerardo Spirito Racconti sull’Innominabile (2020) e Immaginate l’oblio (2021), volumi appartenenti alla trilogia “Il macabro nel Sud Italia” (Edizioni Horti di Giano). Autore dell’albo a fumetti Gotico italiano vol.3 – Lo squarcio nel cielo (Edizioni Horti di Giano, 2021), ha visto pubblico il suo racconto “Ode alla Nube Nera” sull’undicesimo volume della rivista Zothique (Dagon Press, 2022). Per le Edizioni Horti di Giano ha curato l’antologia horror Terrorea, che ha all’attivo il primo volume: “Materia Corporis” (dicembre 2022).

Gerardo Spirito, classe 1992, è nato e vive a Napoli. Ha pubblicato per le Edizioni Horti di Giano i primi due volumi della trilogia de “Il macabro nel Sud Italia”: Racconti sull’Innominabile (2020) e Immaginate l’oblio (2021) insieme a Marco Marra ed è l’autore delle storie del graphic novel Gotico italiano Vol.2 – Adorazione, (Edizioni Horti di Giano, 2021). Nel 2022 ha pubblicato la raccolta Il libro nero della fame (Moscabianca Edizioni).


venerdì 21 maggio 2021

Blogtour "Il vortice dei dannati" di Franco Giacoia

 Blogtour "Il vortice dei dannati" di Franco Giacoia

Bentrovati, lettori. Oggi grande evento: inizia il blogtour di "Il vortice dei dannati", romanzo di Franco Giacoia, vincitore della prima edizione del concorso "Misteri d'Italia", promosso dall'associazione "Nati per scrivere". Ecco il comunicato stampa di lancio del libro.


“IL VORTICE DEI DANNATI”, IN LIBRERIA RIVIVE LA LEGGENDA DELLO SCIJO’

IL NUOVO ROMANZO DI FRANCO GIACOIA EDITO DA NPS EDIZIONI 


Arriva in libreria, in occasione della Giornata mondiale degli oceani, “Il vortice dei dannati”, dello scrittore marchigiano Franco Giacoia, edito da NPS Edizioni, romanzo vincitore della prima edizione del concorso letterario “Misteri d’Italia”, promosso dall’associazione “Nati per scrivere”, e premiato durante il festival “Lucca Città di Carta” lo scorso agosto.

Ambientato nell’Italia del Novecento, prima e dopo la Seconda guerra mondiale, il libro segue le avventure di Pietro, un irascibile pescatore che ha dedicato la vita al mare e al suo lavoro. Inseguito da una misteriosa entità, nota nel folclore marchigiano come Scijò, cercherà di fuggire navigando per il Mediterraneo, e anche oltre, in una rocambolesca avventura, tra sensi di colpa, timore per l’eterna dannazione e speranza nella redenzione.

«Con “Il vortice dei dannati” ho voluto omaggiare la sacra figura del marinaio/pescatore, un lavoro duro e pericoloso che comporta stare per lunghi periodi lontano dagli affetti familiari – racconta l’autore Franco Giacoia. – Inoltre il libro è un omaggio al mare stesso, madre generosa ma anche severa e vendicativa, in grado di dare tanto, ma anche di esigere pesanti tributi in costo di vite».

Originario di San Benedetto del Tronto, Franco Giacoia nutre da sempre una grande passione per la scrittura, da lui definita “una fotografia della realtà trasfigurata e tradotta in parole”. Ama spaziare tra i generi letterari, assecondando la voce della scrittura.

“Il vortice dei dannati” è già disponibile in prevendita sul sito NPS Edizioni, il marchio editoriale dell’associazione culturale Nati per scrivere, e in digitale sulle varie piattaforme di ebook. Dal 8 giugno, Giornata mondiale degli oceani, sarà ordinabile in cartaceo anche in libreria e su tutti gli store di libri.

«Un’adunanza di anime vestite di bianco si raccoglie da ogni anfratto del mondo ultraterreno, dal demonio compattate così strette l’una all’altra da comporre un’unica colonna che dal mare sale in cielo. Essa non è una comune tromba marina, bensì imponente tribunale di giustizia costituito dai morti a cui i marinai fecero torto in vita. Il suo nome è Scijò!»


Biografia:

Franco Giacoia è nato a San Benedetto del Tronto, il 24 Novembre 1970. Da sempre appassionato di narrativa, con particolare predilezione per il genere fantastico, esordisce con il romanzo fantasy “Il risveglio dell’Albino”, primo volume della dilogia “I cieli del sole morente”.

Alcuni suoi racconti sono apparsi in antologie, in particolare il racconto noir “Il confine della giustizia” (La semantica del crimine, Fernandel editore), “La promessa” (Marche d’Autore vol.1) e “Il santo e il demonio” (Marche d’Autore vol.2).



Contatti:

L’associazione culturale Nati per scrivere nasce nel 2016 a Viareggio, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura. 

Nel 2018 ha lanciato il marchio editoriale NPS Edizioni, specializzato in libri fantasy, horror e mistery per tutte le età.


Associazione culturale Nati per scrivere:

Piazza Diaz 10

55041, Camaiore (LU)

Sito NPS Edizioni

lunedì 9 novembre 2020

Blogtour "Bestie d'Italia - volume 3" - presentazione del progetto

 Blogtour "Bestie d'Italia - volume 3" - presentazione del progetto

Bentrovati, amici lettori. Oggi sono felicissimo di ospitare la prima tappa del blogtour per il lancio del terzo volume di "Bestie d'Italia", la conclusione di un progetto durato due anni di lavoro, con la partecipazione di sedici scrittori di tutta Italia, grandi appassionati di fantastico, di un disegnatore di calibro internazionale e della nostra redazione. Uniti assieme per valorizzare il folclore italiano.

Titolo: Bestie d’Italia – volume 3

Autore: Autori vari

Editore: NPS Edizioni

Genere: antologia di racconti fantastici

Pagine: 206

Formato: cartaceo e digitale

Prezzo: 14 euro (cartaceo) / 2,99 euro (digitale)

ISBN: 978-88-31910-347 (cartaceo) 

Uscita cartaceo: 1 dicembre 2020 (già disponibile in prevendita sul sito NPS Edizioni)

Disponibile anche in formato ebook (Amazon Kindle).

Copertina e illustrazioni interne a cura di Marco Pennacchietti.


UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL FOLCLORE ITALIANO

ARRIVA IN LIBRERIA “BESTIE D’ITALIA – VOLUME 3” (NPS EDIZIONI)

L’Italia è ricca di leggende, che si annidano, come folletti dispettosi, nelle cantine di casa, nei giardini incolti, nei borghi antichi che costellano gli Appennini e che gridano di vita, nonostante gli uomini fatichino a udirne la voce. Eppure, come il canto delle sirene, a volte ammaliano i viandanti, conducendoli nei loro mondi fantastici. Da queste premesse è nato il progetto “Bestie d’Italia”, curato dall’associazione “Nati per scrivere”, per valorizzare il folclore locale.

Dopo i primi due volumi, usciti nel 2019, arriva in libreria l’antologia di racconti “Bestie d’Italia – volume 3” (NPS Edizioni, 14 euro), a chiudere il trittico. La terza e conclusiva tappa di questo viaggio nel folclore regionale ci porterà lungo le coste del Mar Adriatico e dello Ionio, fino alle isole del Mar Mediterraneo, alla scoperta di lupi e sirene, draghi e tori mannari. 

«Il progetto “Bestie d’Italia” parte dalla volontà di recuperare le tradizioni folcloristiche italiane» dichiara Alessio Del Debbio, curatore del volume e direttore di NPS Edizioni. «Per raccontarle a chi non le conosce, per guardare con occhi diversi il nostro territorio, ricco di storia, misteri e magia».


Il volume 3 di “Bestie d’Italia” contiene dieci racconti di scrittori italiani, appassionati di fantastico e folclore: “Il sortilegio della Biddrina”, di Giuseppe Gallato; “Assedio notturno”, di Francesca Cappelli; “Bakunin aveva ragione”, di Giuseppe Chiodi; “L’urlo della vita”, di Alessio Del Debbio; “Respiro d’inverno”, di Elena Mandolini; “Il cavallo d’argento”, di Alessandro Ricci; “Il giorno della taranta”, di Alessandra Leonardi; “La natura vince su tutto”, di Maria Pia Michelini; “Fuga da Malaperla”, di Debora Parisi; “Caccia al drago”, di Monica Serra.

Il libro è impreziosito dagli schizzi di Marco Pennacchietti, disegnatore di ambito internazionale e autore anche della copertina. 

“Bestie d’Italia – volume 3” è già disponibile sul sito NPS Edizioni, il marchio editoriale dell’associazione Nati per scrivere, e ordinabile in libreria e su tutti gli store di libri e ebook dal 1 dicembre 2020.


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Contatti:

L’associazione culturale Nati per scrivere nasce nel 2016 a Viareggio, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura. 

Nel 2018 ha lanciato il marchio editoriale NPS Edizioni, specializzato in libri fantasy, horror e mistery per tutte le età.


Associazione culturale Nati per scrivere:

Piazza Diaz 10

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mercoledì 7 novembre 2018

Recensione "Cuore di tufo" di Giuseppe Chiodi

Recensione "Cuore di tufo" di Giuseppe Chiodi

Bentrovati, cari lettori! Come avete festeggiato Halloween? Il blog "I mondi fantastici" lo festeggia con un libro che mi è piaciuto molto: "Cuore di tufo", di Giuseppe Chiodi, edito da DZ Edizioni. Un urban fantasy ambientato a Napoli, sopra e sotto, e intriso di leggende e folklore partenopeo. Un romanzo che non esito a definire "visionario", psichedelico a tratti, allucinogeno, come la strana magia che pervade la casa e la vita di Pietro Cimmino, protagonista del libro.

Uscito al Salone del libro di Torino  (articolo qua), questo romanzo aveva subito stuzzicato la mia curiosità, complice la bella e misteriosa copertina, che ritrae davvero bene un aspetto della narrazione. Inoltre, come noto, adoro gli urban fantasy e soprattutto le storie di folklore, e qua di folklore, mistero e magia ce n'è in abbondanza.

Faccio una piccola premessa: se siete tra i lettori puristi e precisini, che vogliono che ogni cosa accada secondo logica e che niente debba accadere per caso, allora questo romanzo non fa per voi. Ma non perché sia illogico o vi siano errori interni, tutt'altro, perché, come dicevo, è pregno di magia, mistero e folklore, di sogni, incubi e visioni: è un romanzo dove il confine tra realtà e illusione, tra la concretezza di una vita e l'illusione di un sogno, è davvero sottile e queste tendono a sovrapporsi, a mescolarsi, ad amalgamarsi. Ed è questo il suo bello, il suo punto di forza, la sua totale immersione nel folklore locale, che l'autore utilizza per portare il lettore in un'atmosfera magica, onirica, a tratti delirante, in cui vive, si muove, soffre e piange il buon Pietro Cimmino.

Partiamo proprio da lui: un protagonista particolare, un po' sfigato, un po' sognatore, di sicuro non molto ardimentoso, quanto meno all'inizio. Un uomo che potrebbe apparire debole, di carne e sangue, vittima della tentazione, del gioco, del peccato; un uomo però che sa guardare oltre, che sa vedere ciò che alla massa sfugge, che conosce le potenze del mondo, le linee di energia che pervadono la Terra e sa attingervi, sa come farle proprie. Una vita vissuta al servizio delle forze arcane, sperando sempre nella buona sorte, ma essa, fascinosa quanto sfuggevole, si è sempre tenuta a distanza da lui, a cui nient'altro è rimasto che una casa-museo, piena di oggetti speciali, manufatti, reliquie e tanti rimpianti. E una figlia, oh sì, un bel peperino di bambina, per cui Pietro farebbe di tutto. E infatti così farà.

Quando la misteriosa e affascinante Dafne entra nella sua vita, l'equilibrio fragile su cui si è retta inizia a scricchiolare e Pietro si ritrova faccia a faccia con il mondo magico a cui si era proclamato fedele da tutta una vita. Scopre una Napoli nascosta, non più mera facciata, bensì reale, tangibile e soprattutto pericolosa. Una Napoli sotterranea, misteriosa e avventurosa, ricca di ori e tesori, di bestie terribili e creature fantastiche. E scopre che le sue tante preghiere rivolte alla Bella 'Mbriana non sono cadute nel vuoto, qualcuno ha ascoltato, ma, come si suol dire in questi casi, "attenzione a quel che si chiede". A volte i sogni possono diventare più pericolosi degli incubi.


Una storia di avventura, che porterà il lettore nel ventre oscuro di Napoli, gli farà incontrare personaggi stravaganti e bizzarri (sì, fa un po' Alice nel paese delle meraviglie, ma in fondo la scoperta del meraviglioso non ci renderebbe tutti un po' Alice?), lo porterà a chiedersi cosa c'è di vero nelle antiche leggende popolari. Uno stile fresco, diretto, immediato, infarcito e rallegrato da espressioni in dialetto napoletano (si capiscono tranquillamente, non fate i pisignetti! In confronto, i libri di Montalbano sono MOLTO più difficili da leggere), una lettura veloce per allietare un pomeriggio autunnale.

Consigliata soprattutto agli amanti della letteratura fantastica, a chi vuole viaggiare, a chi crede che nella vita ci sia sempre qualcosa di più della bieca e vuota monotonia di tutti i giorni. Fate le valigie e preparatevi a scoprire la vera Napoli... magari prima andate a farvi toccare i gioielli di famiglia e a giocare qualche numero. Chissà che non sia la volta buona...

***

PS: Il romanzo è ricco di leggende popolari locali. Vi invito a scoprirle, e anche a documentarvi, se desiderate approfondire.

A me ha affascinato la storia della Bella 'Mbriana che, secondo il Basile, è «La bella' mbriana, [...] una specie di munaciello femmina, una fata benefica, è Vatirio della casa.» (Giambattista Basile, 1883)



lunedì 6 agosto 2018

Intervista al cantautore Joe Natta (e le leggende lucchesi)

Intervista a Joe Natta (e le leggende lucchesi)

Bentrovati, viaggiatori di mondi fantastici! Oggi vi parlo di un artista eccezionale e eccentrico: Joe Natta, mente, voce e cuore delle Leggende Lucchesi. Un cantautore lucchese che, nella sua carriera, si è occupato di vari progetti, passando per varie fasi, un po' come Picasso: dopo una fase demenziale, dedicata a canzoni ironiche e divertenti, è passato a recuperare le leggende e le tradizioni popolari della Lucchesia, mettendole in musica (una forma utilissima per farle conoscere, a chi non le conosceva, e anche per conservarle), infine ha da poco lanciato l'ultimo progetto, che consiste nel mettere in musica le poesie di poeti italiani e internazionali. Conosciamolo meglio in questa intervista!

Buonasera Joe Natta, benvenuto sul blog, 
parlaci un po’ di te. 
Quando è nata e come è cresciuta, come si è sviluppata, la passione per la musica?

Ciao a tutti e grazie per questa intervista, mi fa davvero molto piacere.
La mia passione per la musica è iniziata quando ero piccolo, con i cartoni animati giapponesi degli anni ’80. Imparavo le sigle a memoria, le cantavo e le fischiettavo in continuazione. Anche adesso continuo a farlo! Sono melodie bellissime che davvero hanno fatto la storia di questo genere musicale. Crescendo ho cominciato ad ascoltare il beat anni ’60 e da li è partita la passione per la musica suonata: ho comprato una chitarra e ho iniziato con i primi accordi e a scrivere le mie prime acerbe canzoni originali. Infine dal 2002 ho iniziato con il progetto demenziale che è durato per 15 anni.

La tua produzione come cantautore è molto varia, si va dalle canzoni demenziali alla riscoperta delle tradizioni lucchesi, fino alla più recente messa in musica di poesie italiane. Come è stato questo percorso?

E’ stato un cammino “naturale” direi, c’è stata una evoluzione, sia musicale che personale.
Ovviamente si cresce, si invecchia, come cantavano i Byrds “Per tutto, c’è una stagione”, si cambia, e a me è sempre piaciuto esplorare vari mondi. Proprio per questo ho affiancato al demenziale prima il progetto delle “Leggende Lucchesi” (La riscoperta in musica delle più belle leggende della provincia di Lucca), poi quello di “Songs for Halloween” (Una serie di canzoni strumentali dedicate alla festa di Halloween) e infine quello della riscoperta della poesia. 

Ti definisci “cantautore demenziale”, per quanto riguarda la tua produzione di canzoni divertenti, irriverenti, a volte anche demenziali. Come è nata quest’avventura?

L’avventura demenziale nasce dalla mia voglia di non prendermi mai troppo sul serio. Come diceva il grande Chaplin “Un giorno senza sorriso è un giorno perso” e io la penso proprio così. Proprio per questo ho iniziato questo progetto, per regalare risate e collezionare sorrisi. Tutt’ora, a distanza di 15 anni, le persone mi scrivono che si divertono ancora con i video della mitica Nonna Rolanda o ascoltando le mie canzoni, questa per me non può essere che una enorme soddisfazione e ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito e sostenuto per tutto questo tempo!

Parliamo delle leggende lucchesi. Immagino tu sia un appassionato. Come è nato il progetto di raccontare le leggende lucchesi sotto forma di canzoni?

Proprio così, da grande appassionato di folklore locale, soprattutto delle pubblicazioni del Professor Paolo Fantozzi, ho deciso di trasformare in musica quelle leggende che più mi hanno colpito, un mio modo particolare di riscoprirle e valorizzarle. Storie e leggende legate a un territorio che ci aiutano a capirlo meglio e ad apprezzarlo di più. Purtroppo al giorno d’oggi la fantasia e l’immaginazione vengono continuamente violentate dalla televisione e da internet, ecco perché ho cominciato questa riscoperta musicale, quasi un viaggio musicale, attraverso le leggende di Lucca, Garfagnana e Versilia, con la speranza di appassionare chi le ascolterà a questo mondo fatato e meraviglioso.

Sei molto prolifico e hai scritto e musicato molte canzoni. Quanti album sono nati? Dove si possono ascoltare?

Sarò sincero, non me lo ricordo! Ho scritto più di 600 canzoni dal 2002 a oggi. In ogni caso la mia produzione musicale si può ascoltare gratuitamente tramite Spotify e tramite i videoclip che ho pubblicato su Youtube. Su spotify troverete la discografia demenziale, i 5 album dedicati alle Leggende Lucchesi e i 2 della festa di Halloween. Il progetto delle poesie invece viene pubblicato esclusivamente su Youtube, anch’esso gratis per tutti, la cultura non ha prezzo! 

Parliamo, infine, dell’ultimo progetto: stai musicando poesie di autori italiani. Come nasce questa idea? Quali poesie sono già state musicate?

Un’idea che mi è partita leggendo “San Martino del Carso” di Ungaretti. La trovavo molto musicale, oltre che bellissima, e da cosa nasce cosa; Dopo vari mesi di ricerche e studi ho deciso di rendere omaggio ai grandi poeti di ieri e di oggi musicandone le poesie che più mi hanno colpito. La considero una “riscoperta musicale” volta a far conoscere, grazie alle canzoni, quegli autori che hanno fatto la storia della poesia e che vale davvero la pena di leggere, perché capaci di regalarci le più svariate emozioni. Perdersi fra le parole e i versi è una cosa bellissima quanto preziosa e allora perché non unire anche la musica?

Sul mio canale YouTube “Nattachannel” e tramite il mio sito ufficiale ho già pubblicato poesie di diversi autori: il Francese Charles Baudelaire, l’americana Emily Dickinson, Allen Ginsberg, l’avanguardista E. E. Cummings, il grande poeta spagnolo Federico Garcìa Lorca e gli italiani Cesare Pavese, Alda Merini , Olindo Guerrini (In arte Lorenzo Stecchetti), Mario Benedetti, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Cesare Pavese, Pascoli e altri. Ogni 3 giorni farò uscire una canzone sul canale YouTube che si andrà ad aggiungere a quelle già pubblicate così che quella singolare mescolanza di passione e sentimento che sprigiona dalla musica e dalla poesia arrivi a più persone possibili nella speranza di avvicinarle a questo fantastico mondo fatto di parole ed emozioni. Ad oggi, le canzoni che ho composto sono all’incirca 120 passando per D’Annunzio, Cardarelli, Carducci, Sereni, Fortini, Giudici, Pozzi, Saba per arrivare a Laforgue, Lope De Vega, Leopardi, Penna, Gozzano, Palazzeschi, Govoni, Oxilia e tanti, tantissimi altri…

Altri progetti per il futuro?

Sicuramente portare avanti il progetto “Leggende Lucchesi” cercando di esibirci in concerto il più possibile. A settembre uscirà il terzo album della serie “Songs for Halloween” e come ho già detto ogni 3 giorni andrò avanti a pubblicare canzoni tratte da quelle poesie che più mi hanno emozionato.

Lasciaci pure i tuoi contatti.

Il mio sito ufficiale (link)
Il sito del progetto “Leggende Lucchesi” (sito)
Il sito del progetto “Songs for halloween” (sito)
Playlist ufficiale Youtube del progetto Musica e Poesia (link)

Grazie ancora di cuore per questa intervista.

mercoledì 13 giugno 2018

Recensione "Storia dei licantropi" di Luca Barbieri

Recensione "Storia dei licantropi" di Luca Barbieri

Bentrovati, viaggiatori di mondi fantastici! Oggi vi parlo di un libro particolare, per me una delle basi e delle fonti di ispirazione, ossia "Storia dei licantropi", di Luca Barbieri, edito da Odoya Edizioni. Allora, iniziamo dicendo che i libri della Odoya sono fighissimi a priori, hanno delle pubblicazioni spettacolari, su argomenti interessanti, alcuni nerd-issimi. Ho altre loro "storie" (dei supereroi, del cinema, dei Medici...) e sono tutti volumi pregiati. "Storia dei licantropi" non fa eccezione, è un bel volumetto dedicato al lupo mannaro, il "mostro plebeo", come lo definisce Valerio Evangelisti nell'introduzione.

Il libro è un saggio, praticamente, ma non di quelli noiosi, bensì un viaggio nella storia, nella mitologia e nelle leggende che riguardano i licantropi. Il volume è diviso in quattro parti: Storia dei licantropi, Finzioni, Lyca-hombres e Riserve animali dell'immaginazione.

La prima parte è la più interessante. Qua l'autore ripercorre la storia dei licantropi, partendo dalle origini, dal rapporto tra uomini e lupi, dai motivi per cui è nata questa figura, per esorcizzare paure e ansie dell'uomo, e come la Storia, in particolare la Chiesa, la moralità e l'evoluzione della società abbiano inciso. Non mancano spazi dedicati ai miti "classici" dei licantropi, come quello di Licaone, e poi gli ulfhednar (yeah!) e a come i licantropi sono visti in culture e mitologie diverse. Interessantissimi gli spazi dedicati alla Bestia del Gevaudan e alla fiera bestia milanese, che completano il panorama lupesco europeo e mostrano come il fantastico sia sempre pronto ad affacciarsi nella mente dell'uomo, soprattutto quando non riesce a trovare spiegazioni razionali.

La seconda parte è più nerd. Qua l'autore analizza la figura del licantropo nella letteratura, nel cinema, nei fumetti e nei videogiochi. Molto interessante l'excursus letterario, vengono citate opere che non conoscevo ma che decisamente mi incuriosiscono. Interessante soprattutto notare come si è evoluta la figura stessa dell'uomo lupo e come ai giorni nostri siamo giunti a tentare di addomesticarla (qualcuno ha detto Twilight?^^), ma è anche vero che i licantropi rimangono più "bestiali", più irrazionali, violenti, meno controllabili dei vampiri, e forse più adatti alla vita in montagna, nei grandi spazi aperti, che non in città.

Con la terza parte iniziamo a spaziare, ad allargare gli orizzonti, cosa che ho apprezzato tantissimo, dato che così il saggio diventa davvero completo e fa quello che un saggio, a mio parere, dovrebbe fare: stimola le idee, la curiosità, ti spinge a cercare, a leggere, a documentarti ancora. Insomma suscita interesse.

La terza parte "Lyca-hombres. I licantropi e la frontiera americana" ci porta ovviamente in America, per vedere come gli indiani si rapportavano con il culto dell'uomo lupo, cita l'esempio del "lupo mannaro della Sierra" e l'uomo dei gatti. Ulteriori tasselli che vanno a completare il mito. Infine, nella quarta parte, non si parla più solo di uomini lupo, bensì di creature fantastiche mutaforma, di uomini che non diventano lupi, bensì giaguari, tigri o altri predatori. Anche questa una parte interessante, soprattutto per l'aspetto di approccio al mito di molte tribù e di molti popoli. Personalmente alcune leggende non le conoscevo e devo dire mi hanno stimolato idee per parecchi racconti.

Insomma, un volume ben curato, scorrevole, scritto con uno stile colloquiale e diretto, ricco di informazioni e di spunti, senza mai risultare noioso e pedante. Il tutto corredato da note e bibliografia, per chi desidera approfondire. Goo Werewolves! :-)


lunedì 16 aprile 2018

Dietro le quinte di "L'ora del diavolo" - leggende lucchesi (2)


DIETRO LE QUINTE DI "L'ORA DEL DIAVOLO" - Leggende lucchesi (2)

Bentrovati, amici dei mondi fantastici! Pronti per seguirmi lungo i sentieri oscuri delle Alpi Apuane? Oggi vi porto alla scoperta di piccole leggende e tradizioni popolari tipiche di questa zona, compresa tra il mare e la Valle del Serchio. Ci siete mai stati? Sono zone molto belle, sia dal punto di vista paesaggistico, che ricche di folklore. Ecco alcune storie che ho recuperato per inserirle nei miei racconti di "L'ora del diavolo". 

L'OMBRA DI FUMO:

Secondo una leggenda, lungo il sentiero che da Minazzana conduce a Basati (siamo nelle Alpi Apuane meridionali), presso una marginetta si staglia una nuvola di fumo dall'aspetto vagamente umano. Non è cattivo, forse è una povera anima che non ha ancora trovato la via per il paradiso. Si muove avanti e indietro lungo il sentiero, sempre vicino alla marginetta.

Riprendo la leggenda nel racconto "Le fate di pioggia", in cui Fabio, il protagonista, si imbatte in un'ombra di fumo dalle sembianze della madre. In questo caso l'ombra rappresenta la proiezione delle paure del protagonista, che non vuole perdere coloro che ha caro.

Piccola anticipazione: anche nel romanzo "I figli di Cardea", secondo volume della saga "Ulfhednar War", Johanna crea un'ombra di fumo con le sembianze di una persona...

LA MANO NERA NEL POZZO:

Questa è probabile sia una leggenda tipica non soltanto delle Apuane, comunque è interessante e la riprendo sempre nel già citato racconto "Le fate di pioggia", e anche in un altro racconto "Il tesoro nel castello" (tra i finalisti al premio Esecranda 2017 e quindi inserito nell'omonima antologia). Si racconta che i bimbi non debbano affacciarsi ai pozzi perché una mano nero potrebbe afferrarli e trascinarli giù: è uno spauracchio per evitare che ci cadano dentro.

In Maremma, invece, si parla di Occhiomalo, il demone dei pozzi, che sta in agguato in fondo ai pozzi e se ti sporgi troppo vedi questi occhi gialli che ti fissano e poi ti tirano giù. Compare nel mio racconto "Il tempio del destino" inserito nell'antologia "I mondi del fantasy VII", di Limana Umanita Edizioni.



LA DANZA DEGLI SCHELETRI:

Questa leggenda spettrale ha ispirato il mio racconto "Le voci alla Balza", inserito nell'antologia "L'ora del diavolo". Pare che sopra Camaiore, in località La Balza, vi sia una casa diroccata, che la gente cerca di evitare di passarci la notte, poiché pare che all'interno succedano cose strane e vi si verificano singolari apparizioni. Si sentono musiche spettrali, vi sono scheletri che danzano, ma di giorno in realtà non si vede niente, soltanto la notte "ci si vede".

IMPRONTE DEL DIAVOLO:

Impossibile enumerarle tutte. In molti paesini delle Alpi Apuane vi sono delle rocce, delle pietre, dei punti in cui, secondo la leggenda, il diavolo avrebbe lasciato la sua impronta. Ad esempio in una valle fra il monte Carchio e il monte Folgorito; oppure in una roccia presso Colle Asinaio; alla località Ciampaccia, presso il paese di Focola;

Parlo di questa leggenda in vari racconti, ad esempio in "Il mercante di sogni" o "La donna di fuoco".

GLI UOMINI DELLA NEVE

Questa è una storia vera, non una leggenda. Gli uomini della neve erano delle persone che partivano da Cardoso e dai paesi delle basse Apuane e andavano su, in cima alla Pania della Croce, alle Buche della Neve, degli avvallamenti particolari dove l'acqua si fermava e si congelava durante l'inverno. Andavano su, lavoravano il ghiaccio, lo tagliavano e se lo caricavano in spalla, servendosi di gerle particolari, e poi tornavano giù in paese per rivenderlo ai signori che volevano pasteggiare con il ghiaccio! All'epoca, e parliamo di un periodo durato fino al secondo Dopoguerra, non c'erano ovviamente i condizionatori e le macchine per fare il ghiaccio, per cui se qualcuno ne voleva un po', questo era l'unico modo per averlo. Per molte persone, soprattutto uomini di mezza età, è stato per anni una fonte di sostentamento.

A loro ho dedicato il racconto "Gli uomini della neve", inserito nell'antologia "L'ora del diavolo".
Era giovane, mio nonno, ancora un bambino, quando suo padre lo portò la prima volta con sé, lassù, in alto, alle Buche della Neve, dove gelidi spirano i venti e portano con sé il lamento dei dannati. Era giovane, ma sveglio, attento e consapevole, tre doti che, nella lunga salita fino alla cima della Pania, potevano fare la differenza tra salvezza e sconfitta, tra vita e oblio. 
Pania. Ormai la chiamano tutti così, non soltanto i turisti, che vengono a scattar du’ foto; mangiano i tordelli della Rina, con due o tre bicchieri di vino rosso, e ciao, ecco il loro viaggio. 
Pania ormai la chiamano pure i nativi, che hanno dimenticato le sue origini, e le loro. La regina delle Apuane, la signora delle Montagne della Luna, così maestosa da abbagliare l’Ariosto, così fredda che Dante ne trasse il ghiaccio con cui coprì il Cocito, anche se Pania non era ancora. Era Pietrapana, la Pietra delle Apuane e del popolo indomito che le aveva abitate prima che fossero cacciati. I Liguri Apuani. I nostri antenati. 
Mio nonno, dei Liguri, doveva avere il sangue, perché mai si è tratto indietro, sempre pronto a seguire la via che saliva su, al Passo degli Uomini della Neve.
CAPRA BIANCA:

Racconta Paolo Fantozzi, in "Storie e leggende della Versilia": "lungo la via che porta ad Arni, prima di imboccare la Galleria del Cipollaio, appariva una capra tutta bianca che seguiva i radi passanti notturni, poi dopo alcuni metri scompariva misteriosamente nel buio". Qualcuno riteneva fosse il buffardello, uno dei folletti dei boschi. Io in "Il mercante di sogni" e in "In viaggio con te" ritengo sia il diavolo che spia gli uomini, per carpire i loro punti deboli.
(Foto di Elio Bonfanti, presa dal sito Planetmountain)

STRAPIOMBO INFERNALE DEL MONTE NONA:

Il Monte Nona (delle Apuane meridionali) ha una parete a strapiombo, davvero impressionante, al punto che è nata la leggenda per cui si ritiene che sia stato il diavolo a crearla. Ne parlo in "Le fate di pioggia", quando Fabio si ritrova in cima al Monte Nona, a un passo dallo strapiombo infernale.

CECCO MARIO: 

Cecco Mario è un gran ciccione, un uomo benestante che vive in una bella casa, circondato dalle sue nipoti che sono costrette a servirlo e a riverirlo. Lui le tiene barricate in casa, con la scusa che il mondo sia un posto pericoloso, in realtà non vuole spendere soldi per maritarle. Dice di aver rubato il tesoro al diavolo, dandogli persino uno schiaffo e, a riprova di ciò, ha una mano ustionata.

SPOILER: In realtà, come scopriamo alla fine, Cecco Mario ha fatto un patto con il diavolo, che gli ha dato dell'oro in cambio dei suoi servigi. Così il ciccione, per non perdere i suoi privilegi, assolda dei mercenari che si schierano contro i Signori dei Boschi e della Natura; ma, con la caduta del diavolo, anche i suoi inganni vengono meno, e l'oro che Cecco Mario credeva di avere in realtà diventa sterco di capra e le donne del paese lo canzonano e gli pisciano addosso.

Secondo la leggenda, un giorno Cecco Mario salì in località Agrifoglio e iniziò a scavare. A un certo punto apparve il diavolo, che si teneva stretta una cassetta piena di monete d'oro, ma alla vista di quel tesoro Cecco Mario divenne baldanzoso e aggredì il diavolo, mollandogli un ceffone, e siccome era stato veloce e coraggioso le monete non si trasformarono in sterco di capra, ma rimasero d'oro per molto tempo.

(Il bosco del Fatonero, foto di Davide Caramaschi, presa dal sito La nostra storia)

TONINO e RINALDO: 

Compaiono nel racconto "La guerra del Fatonero": sono due atletici e coraggiosi boscaioli, rappresentanti degli abitanti dei paesi delle Montagne della Luna, stufi di subire le angherie del diavolo. 

I nomi sono presi dalla leggenda viareggina di due fratelli (non boscaioli) che una sera, tornando a casa, videro un foglio di carta in terra, che in realtà era Giosalpino (il folletto viareggino, che può assumere varie forme). Rinaldo, ubriaco, diede un calcio al foglio ma Giosalpino si arrabbiò, lo prese per la cintura e lo gettò di là dal fosso.

E anche il nostro appuntamento con le leggende per oggi è finito! A presto con nuovi articoli e retroscena! Per leggerne altri, potete usare i tag "leggende", "leggende locali", "leggende lucchesi", "leggende toscane" e trovarli nel blog! ;)


lunedì 26 marzo 2018

Dietro le quinte di "L'ora del diavolo" - i racconti

L'ORA DEL DIAVOLO - i racconti

Bentrovati, amici dei mondi fantastici! Oggi vi porto nei sentieri oscuri delle Alpi Apuane, dove vivono il linchetto, le fate di pioggia e i centauri. Oggi vi presento i tredici racconti che compongono la mia antologia "L'ora del diavolo". Buona lettura!

Genere: antologia di racconti fantastici
Formato: cartaceo e digitale
Disponibile in cartaceo contattando l’autore, l’associazione Nati per scrivere o sullo store NPS su Amazon. In digitale su tutti gli store di ebook (Amazon, Ibs, Kobo).

“L’ora del diavolo” è un’antologia di racconti fantastici ispirati a leggende e tradizioni popolari lucchesi. Tredici storie che conducono il lettore nei sentieri oscuri della Lucchesia, della Versilia e delle Alpi Apuane, assieme al linchetto, alle sirene, agli streghi e a tutte le creature fantastiche che popolano l’immaginario locale. Storie di donne bellissime e maliarde, di guardiani di abissi oceanici, di uomini insicuri e inappagati, pronti a evocare il diavolo per chiederne i favori. Presenza incombente nella loro vita, mercante di sogni altrui, il diavolo tesse la sua tela all’ombra degli uomini, fautori inconsapevoli del proprio destino, e anche del suo.

Questi i racconti presenti:

L’ora del diavolo: racconto di apertura che dà il nome alla raccolta, mette in scena le ultime ore di Lucida Mansi, nobildonna lucchese che strinse un patto col diavolo per rimanere giovane e che adesso, poco prima dello scoccare dell’ora fatale, corre per una Lucca nebbiosa, nel disperato tentativo di raggiungere la Torre delle Ore e fermare il tempo, inseguita dal diavolo e dai fantasmi del suo peccaminoso passato.

Il guardiano degli Oceanini: il guardiano del faro di Viareggio ha il compito di sorvegliare il popolo degli Oceanini, che un tempo vivevano sulla Tirrenide, un’isola al largo delle coste toscane, ma furono sconfitti dalla grande crociata guidata da Federico II di Svevia e isolati negli abissi sotto la Torre della Meloria. Negli anni però il pericoloso popolo di sirene, tritoni e creature marine ha rialzato la testa, abbandonandosi a incursioni lungo la costa, e adesso il guardiano del faro cerca vendetta per il dolore subito.

Le voci alla Balza: sopra Camaiore, alla Balza, c’è una casa dove ci si sente. Ci sono gli spiriti di coloro che sono morti, anni addietro, in un incendio. Gianni, Gigi e Ax vogliono passarci la notte ma si ritrovano coinvolti in una macabra danza di fiamme e morte.


La donna di fuoco: racconto incentrato sulla Busdraga di Camaiore, una donna che amava essere circondata di giovani amanti e che ottenne dal diavolo, seducendolo, l’eterna giovinezza. Come contrappasso, è stata condannata a trascorrere l’eternità nel vano tentativo di spiegare una lunga tela infuocata sul terreno, fallendo ogni notte e ritrovandosi l’indomani a ricominciare.

La luna sul fondo: in una Viareggio cinquecentesca, appena un borgo di pescatori e anime erranti, un pescatore canta e prega la luna (e le sirene che crede vi abitino) affinché salvino il figlio da una terribile malattia.

La guerra del Fatonero: è guerra aperta tra l’esercito del diavolo e le forze degli Streghi, i Signori dei Boschi e della Natura, combattuta lungo le valli e i pendii delle Alpi Apuane, con un’ampia partecipazione di tutte le creature che dimorano nelle montagne. Dalla parte del diavolo combattono l’Avversieri e i suoi pirati fantasma che terrorizzano la costa versiliese, i lupi di Compignano, i linchetti, la Gamba Gialla e la Serpe Regola, dalla parte degli Streghi, i Serpenti Volastri, i boscaioli e gli abitanti delle foreste, i folletti buoni (Giosalpino e i suoi fratelli buffardelli), le fate, il povero Duccio e i pescatori di Viareggio. Lo scontro finale avverrà sulle pendici del Monte Sumbra, presso il Bosco del Fatonero.

Il mercante di sogni: breve racconto in cui il diavolo spiega il suo punto di vista, il suo ruolo di tessitore di sogni, che innesta nella mente degli uomini, spingendoli poi a trovare un modo per realizzarsi, anche a costo di stringere patti con lui.


Gli uomini della neve: storia e leggenda delle Apuane si mescolano, ricordando le figure degli Uomini della Neve che, da Cardoso, raggiungevano la cima della Pania della Croce, per staccare blocchi di ghiaccio e portarli in paese, nonostante le difficoltà dovute al maltempo e ai tentativi del diavolo di ostacolarli.

Il violinista del diavolo: Matteino trova un misterioso violino, in una grotta presso Levigliani, e inizia a suonarlo senza requie, distraendo, quasi incantando, chi ne ode il suono. Ma un dono del diavolo ha sempre un prezzo.

Le fate di pioggia: a Basati (nelle Apuane meridionali), Fabio vede le fate, leggiadre, quasi eteree, scivolare nel vento nei giorni di pioggia, lungo le pendici del Monte Corchia e dell’Altissimo. Vorrebbe conoscerle, così si fa tentare dal diavolo a raggiungere la cascata dell’Acquapendente, dove le fate si riuniscono, e a prendere la loro rugiada che il maligno usa per sconfiggere le forze dei Boschi e della Natura. Toccherà a Fabio liberare le fate prigioniere e dimostrarsi degno dell’eredità di suo padre, l’ultimo degli streghi.

Il risveglio degli Oceanini: un racconto urban fantasy ambientato a Viareggio. Gli Oceanini, popolo abissale che viveva sotto il mare al largo di Livorno, si sono svegliati, decisi ad assumere il controllo della terraferma. Spetta ai Dodici fermarli, guidati dal guardiano del faro di Viareggio, ma l’invasione è iniziata e, prima che riescano ad accorgersene, si troveranno a combattere per le strade della città contro le malvagie sirene incantatrici.

Che fine ha fatto Babbo Natale?: una fiaba di Natale per concludere il libro. Daniele non si dà pace: da quando si è trasferito a Levigliani (sopra Stazzema) Babbo Natale non gli ha più fatto visita e non capisce perché. Colpa della strega nel bozzo che, con l’aiuto del linchetto, lo ha rapito. Spetta a Daniele liberarlo e salvare il Natale.

In viaggio con te: a metà tra il sogno e la realtà. Un uomo ricorda la sua fanciullezza, sempre in giro in bicicletta con il padre e gli amici di un tempo, in cui si rideva con poco, visitando la Versilia, la piana di Lucca e le Alpi Apuane e scoprendo ogni volta una leggenda o un mito locale. Ma l’ombra del diavolo aleggiava fin da allora su di lui e ancora adesso non se ne è andata…

E voi, avete letto “L’ora del diavolo”? Qual è il vostro racconto preferito? Fatemi sapere! 😊