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martedì 27 dicembre 2022

Culturalmentre - il programma di gennaio 2023

 Culturalmentre - il programma di gennaio 2023

TORNA “CULTURALMENTRE” – LA WEB TV DI NATI PER SCRIVERE

LA RASSEGNA LETTERARIA IN DIRETTA FACEBOOK


Torna, con l’anno nuovo, “Culturalmentre”, la web tv intelligente, rassegna letteraria virtuale promossa dall’associazione “Nati per scrivere”, da anni attiva sul territorio toscano per promuovere cultura. “Culturalmentre” andrà in onda, in diretta Facebook, tutti i martedì del mese, come un aperitivo da gustare insieme, pur rimanendo a distanza, per discutere di editoria, libri, fantastico e folclore, in compagnia di autori e autrici italiani. Le interviste sono a cura di Alessio Del Debbio, scrittore e presidente di Nati per scrivere, e Isabella Cavallari, blogger.

Ecco il calendario degli appuntamenti di gennaio 2023: 

17 gennaio, alle ore 18.30 – Letteratura per ragazzi. Puntata dedicata alla letteratura per ragazzi, in compagnia di due giovani scrittori, appassionati e validi rappresentanti del genere: Francesco Zamboni, autore della saga fantasy “Il sommo incantatore” (DZ Edizioni), e Alessandro Ricci, autore dei romanzi per ragazzi “Il giovane Achille” e “Come Filippo salvò la fantasia”, entrambi editi da NPS Edizioni.

24 gennaio, alle ore 18.30 – Fantasmi d’Italia. Presentazione in diretta della nuova antologia di racconti di NPS Edizioni, dedicata al folclore italiano. Un viaggio nelle storie di spettri che infestano borghi e castelli italiani, in compagnia degli scrittori Raffaele Longo, Franco Giacoia e molti altri che hanno partecipato al progetto.

31 gennaio, alle ore 18.30 – Thriller. Puntata dedicata al thriller contemporaneo, in compagnia della scrittrice e runner Maena Delrio, vincitrice della seconda edizione del concorso “Misteri d’Italia”, che presenterà il suo romanzo “Gli impiccati non muoiono subito” (NPS Edizioni), e di Simone Fiocco, autore romano, che parlerà del suo nuovissimo thriller “Lo scudo di Marte” (Bakemono Lab).


A fine gennaio, uscirà il calendario degli incontri di febbraio.

Il progetto “Culturalmentre” va in onda in diretta sulle pagine Facebook: Nati per scrivere, L’Ordinario e Bosco dei sogni fantastici, media partner dell’iniziativa. Durante le dirette, gli spettatori potranno interagire con gli ospiti, lasciando messaggi sulla bacheca Facebook, e partecipare così all’incontro e alle attività proposte.


Contatti:

L’associazione culturale Nati per scrivere nasce nel 2016 a Viareggio, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura. 

Nel 2018 ha lanciato il marchio editoriale NPS Edizioni, specializzato in storie fantasy, horror e mistery per tutte le età. Dal 2020 organizza il festival letterario “Lucca Città di Carta”, insieme all’associazione L’Ordinario.


Sede legale: Piazza Diaz 10, 55041, Camaiore (LU)

Sede operativa: Via Pisacane 111, 550491, Viareggio (LU)

Pagina Facebook Nati per scrivere

Pagina Facebook NPS Edizioni





giovedì 11 novembre 2021

Blogtour Streghe d'Italia - Miriam Palombi

 Blogtour Streghe d'Italia - Miriam Palombi

Bentrovati, lettori. Oggi il blog "I mondi fantastici" ospita la terza tappa del blogtour "Streghe d'Italia", in cui vi presentiamo il racconto "La paglia del demonio" di Miriam Palombi, ispirato alla leggenda lombarda della Giubiana. Pronti per scoprirla?!

Intervista a Miriam Palombi


1) Bentrovata, Miriam. Due parole per presentarti. E soprattutto quanta magia c’è in te? 

Ben trovati. Sono una ceramista, appassionata di simbologia medievale e cultura horror. A queste mie passioni, oramai da diversi anni, si è aggiunta la scrittura. Le mie opere esplorano un universo macabro e spettrale, in bilico tra narrativa horror e dark fantasy. Inoltre sono curatrice della collana horror per la DZ Edizioni, e co fondatore del blog Horror Cultura.  Riguardo alla magia, credo che il soprannaturale permei la realtà che ci circonda. Possiamo definirle percezioni? O semplice istinto, ma l’essere umano è profondamente interconnesso con la natura e con un piano spirituale invisibile ai più.


2) Quali streghe compariranno nel tuo racconto? A quali leggende/storie di folclore ti sei rifatto/a? 

La creatura narrata nel mio racconto è la Giubiana. Questa tradizione ha un'origine molto antica. Nel mondo agricolo l'anno era scandito da ricorrenze periodiche, che accompagnavano i ritmi delle stagioni e in qualche modo permettevano di sentirsi partecipi ai cicli della natura. 

Nel periodo più freddo dell'anno, a fine gennaio, era usanza erigere un grande falò e bruciare un fantoccio, simulacro del vecchio anno. Nei secoli, la narrazione popolare ha creato la leggenda, La Giubiana è così divenuta una figura femminile, una strega da scacciare insieme ai rigori dell'inverno. 

Nei giorni nostri, l'elemento più caratterizzante della festa è rimasto il grande falò, che è ancora percepito da tutti come un simbolo di rinnovamento e di ripartenza del nuovo anno.


3) Dove è ambientato il racconto? Perché questa scelta? 

Il racconto La paglia del Demonio è ambientato a Grosio, in provincia di Sondrio. La tradizione della Giubiana è in prevalenza Lombarda, comune nelle zone della brianza, del varesotto, e del comasco. Cosa mi lega a questa figura? I miei natali; sono nata a Milano, e alcune tradizioni di cultura e folclore sono insiti in me. 


4) Un piccolo estratto dal racconto.

 Adagiato al suolo, davanti alla bocca del camino oramai spento, vi era un piccolo fagotto. Un esserino ritorto, fatto di poco sangue e poche ossa.

L’immagine così cruenta aveva un che di grottesco. Solo il volto era intatto, con le sue gote paffute un tempo animate da un roseo colorito. Gli occhi sbarrati del neonato fissavano un punto sul soffitto con espressione sgomenta. 

La Giubiana si era servita il proprio pasto. La carne era stata asportata in piccoli bocconi, lasciando esposto l’osso della minuscola gabbia toracica. Uno scrigno fatto d’avorio prezioso. 

Le assi graffiate del pavimento scricchiolarono sotto il peso dei molti scarponi, poi si udì un tonfo più sonoro degli altri. 

Il calcio di un fucile calò come un maglio sulla tempia della donna.

Il drappello di uomini aveva compiuto la propria missione. Giù in paese, nella piazza, era già stata innalzata una pira di fascine, asciutta come le vecchie ossa. 


5) Indicare una canzone, da ascoltare come colonna sonora al racconto.

Non poteva mancare Marilyn Manson, con la colonna sonora della serie tv Salem. 


Biografia e contatti:

Nasce a Milano nel 1972. Ceramista e scrittrice. 

- L’ARCHIVIO DEGLI DEI. DZ Edizioni, Thriller esoterico, che ottiene la Menzione d’Onore al Premio Holmes Awards. 2016

- PICCOLI PASSI NEL BUIO. DZ Edizioni. Raccolta horror per ragazzi, edizione illustrata. 2016

Il racconto Miseri Resti Sepolti è incluso nell’antologia horror SPLATTER presenta B.I.H.F.F (Best Italian Horror Flash Fiction), edita da Independent Legions Publishing. 2016

- MISERI RESTI SEPOLTI. DZ Edizioni. Raccolta horror, presentata in occasione della Fiera del libro di Roma, durante la conferenza “L’approccio alla Paura. Dall’adulto al fanciullo”. 2018

- LE OSSA DEI MORTI. DZ Edizioni. Prefazione a cura di Paolo Di Orazio. 2019

- IL PENTACOLO. Legacy of Darkness. La saga completa DZ Edizioni. Trilogia che unisce dark fantasy e distopia. 2019. Vincitore “Trofeo Cittadella- Miglior romanzo fantasy 2021”

- DALLE TENEBRE. Myth Press. Raccolta horror che inaugura la collana Arcadia. 2020.

- CREEPY TALES. Watson edizioni. Romanzo horror- dark. 2020

- RASPUTIN. L’OMBRA DEL MONACO. Collana Ritratti. Watson edizioni. 2021

Per la DZ Edizioni cura la ‘Collana Riflessi’. Ne fanno parte le antologie L’OMBRA DI CTHULHU e GOTHICA, ispirate alle figure di H.P. Lovecraft ed Edgar Allan Poe.


Pagina autore facebook!



lunedì 28 dicembre 2020

Programma di "Culturalmentre" - gennaio 2021

RIPARTE “CULTURALMENTRE” – LA WEB TV DI NATI PER SCRIVERE

QUATTRO INCONTRI AL MESE PER PROMUOVERE CULTURA ONLINE

Anno nuovo, nuovi incontri letterari, sia pur virtuali. Riparte “Culturalmentre”, la web tv intelligente, rassegna virtuale promossa dalle associazioni “Nati per scrivere” e “L’Ordinario”, da anni attive sul territorio toscano per promuovere cultura. 

Culturalmentre” propone quattro rubriche che vanno “in onda” in diretta Facebook, tutti i mercoledì del mese, un aperitivo da gustare in compagnia, pur rimanendo a distanza. Le rubriche affrontano tematiche care alle associazioni: editoria di qualità, cultura, fantastico e folclore.

Ecco il calendario degli appuntamenti di gennaio: 

6 gennaio, ore 18.30Leggendando. Storie di folclore: la puntata di Befana sarà dedicata alle streghe. Interverranno gli scrittori Alessio Del Debbio, Alessandra Leonardi, Mariachiara Moscoloni e Simona Cremonini, per parlare degli streghi toscani, delle streghe romane e di quelle venete, in compagnia della blogger Debora Parisi, del portale “El micio racconta”, specializzato in fantastico italiano. 

13 gennaio, ore 18.30 – per la rubrica “Gli Straordinari”, le interviste a cura del magazine “L’Ordinario” a persone stra-ordinarie, Romina Lombardi, poetessa e giornalista, e Maria Pia Michelini, scrittrice, converseranno con Silvia Chelazzi, presidente dell'Unione Italiana dei ciechi e ipovedenti di Lucca e curatrice del progetto “Pronto, chi legge?” per la realizzazione di letture di libri al telefono.

20 gennaio, ore 18.30 – Intervista all’autore: ospite Filippo Brancoli Pantera, affermato fotografo lucchese, che presenterà la sua prima pubblicazione: il volume “Toscana Interiore” (NPS Edizioni), dove scrittura e fotografia si incontrano, in un originale connubio che offre uno sguardo inedito, realistico, sulla nostra regione. 

27 gennaio, ore 18.30 A tu per tu con l’editore: puntata dedicata a Fucine Editoriali, giovane casa editrice della Versilia, nata da due persone che semplicemente hanno letto troppi libri. In un mondo dove la cultura non paga hanno deciso lo stesso di intraprendere il loro viaggio verso il monte Fato. Due novelli Hobbit pronti a portare la loro idea di Editoria (rigorosamente NON a pagamento) e di libri nel mercato italiano. 

Il progetto “Culturalmentre” va in onda, in diretta sulle pagine Facebook: Nati per scrivere, NPS Edizioni. L’Ordinario e Lucca Città di Carta, tutti i mercoledì. Durante le dirette, gli spettatori potranno interagire con gli ospiti, lasciando messaggi sulla bacheca Facebook, e partecipare così all’incontro, ai giochi e alle attività proposte.

A fine gennaio uscirà il programma di febbraio.


Contatti:

L’associazione culturale Nati per scrivere nasce nel 2016 a Viareggio, da un gruppo di appassionati lettori, decisi a promuovere la cultura del libro e a valorizzare gli scrittori emergenti, soprattutto locali. Organizza eventi e incontri letterari, reading e laboratori di scrittura. 

Nel 2018 ha lanciato il marchio editoriale NPS Edizioni, specializzato in storie fantasy, horror e mistery per tutte le età.


Sede legale: Piazza Diaz 10, 55041, Camaiore (LU)

Sede operativa: Via Pisacane 111, 550491, Viareggio (LU)

Sito: www.natiperscrivere.it e www.npsedizioni.it 

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lunedì 6 agosto 2018

Intervista al cantautore Joe Natta (e le leggende lucchesi)

Intervista a Joe Natta (e le leggende lucchesi)

Bentrovati, viaggiatori di mondi fantastici! Oggi vi parlo di un artista eccezionale e eccentrico: Joe Natta, mente, voce e cuore delle Leggende Lucchesi. Un cantautore lucchese che, nella sua carriera, si è occupato di vari progetti, passando per varie fasi, un po' come Picasso: dopo una fase demenziale, dedicata a canzoni ironiche e divertenti, è passato a recuperare le leggende e le tradizioni popolari della Lucchesia, mettendole in musica (una forma utilissima per farle conoscere, a chi non le conosceva, e anche per conservarle), infine ha da poco lanciato l'ultimo progetto, che consiste nel mettere in musica le poesie di poeti italiani e internazionali. Conosciamolo meglio in questa intervista!

Buonasera Joe Natta, benvenuto sul blog, 
parlaci un po’ di te. 
Quando è nata e come è cresciuta, come si è sviluppata, la passione per la musica?

Ciao a tutti e grazie per questa intervista, mi fa davvero molto piacere.
La mia passione per la musica è iniziata quando ero piccolo, con i cartoni animati giapponesi degli anni ’80. Imparavo le sigle a memoria, le cantavo e le fischiettavo in continuazione. Anche adesso continuo a farlo! Sono melodie bellissime che davvero hanno fatto la storia di questo genere musicale. Crescendo ho cominciato ad ascoltare il beat anni ’60 e da li è partita la passione per la musica suonata: ho comprato una chitarra e ho iniziato con i primi accordi e a scrivere le mie prime acerbe canzoni originali. Infine dal 2002 ho iniziato con il progetto demenziale che è durato per 15 anni.

La tua produzione come cantautore è molto varia, si va dalle canzoni demenziali alla riscoperta delle tradizioni lucchesi, fino alla più recente messa in musica di poesie italiane. Come è stato questo percorso?

E’ stato un cammino “naturale” direi, c’è stata una evoluzione, sia musicale che personale.
Ovviamente si cresce, si invecchia, come cantavano i Byrds “Per tutto, c’è una stagione”, si cambia, e a me è sempre piaciuto esplorare vari mondi. Proprio per questo ho affiancato al demenziale prima il progetto delle “Leggende Lucchesi” (La riscoperta in musica delle più belle leggende della provincia di Lucca), poi quello di “Songs for Halloween” (Una serie di canzoni strumentali dedicate alla festa di Halloween) e infine quello della riscoperta della poesia. 

Ti definisci “cantautore demenziale”, per quanto riguarda la tua produzione di canzoni divertenti, irriverenti, a volte anche demenziali. Come è nata quest’avventura?

L’avventura demenziale nasce dalla mia voglia di non prendermi mai troppo sul serio. Come diceva il grande Chaplin “Un giorno senza sorriso è un giorno perso” e io la penso proprio così. Proprio per questo ho iniziato questo progetto, per regalare risate e collezionare sorrisi. Tutt’ora, a distanza di 15 anni, le persone mi scrivono che si divertono ancora con i video della mitica Nonna Rolanda o ascoltando le mie canzoni, questa per me non può essere che una enorme soddisfazione e ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito e sostenuto per tutto questo tempo!

Parliamo delle leggende lucchesi. Immagino tu sia un appassionato. Come è nato il progetto di raccontare le leggende lucchesi sotto forma di canzoni?

Proprio così, da grande appassionato di folklore locale, soprattutto delle pubblicazioni del Professor Paolo Fantozzi, ho deciso di trasformare in musica quelle leggende che più mi hanno colpito, un mio modo particolare di riscoprirle e valorizzarle. Storie e leggende legate a un territorio che ci aiutano a capirlo meglio e ad apprezzarlo di più. Purtroppo al giorno d’oggi la fantasia e l’immaginazione vengono continuamente violentate dalla televisione e da internet, ecco perché ho cominciato questa riscoperta musicale, quasi un viaggio musicale, attraverso le leggende di Lucca, Garfagnana e Versilia, con la speranza di appassionare chi le ascolterà a questo mondo fatato e meraviglioso.

Sei molto prolifico e hai scritto e musicato molte canzoni. Quanti album sono nati? Dove si possono ascoltare?

Sarò sincero, non me lo ricordo! Ho scritto più di 600 canzoni dal 2002 a oggi. In ogni caso la mia produzione musicale si può ascoltare gratuitamente tramite Spotify e tramite i videoclip che ho pubblicato su Youtube. Su spotify troverete la discografia demenziale, i 5 album dedicati alle Leggende Lucchesi e i 2 della festa di Halloween. Il progetto delle poesie invece viene pubblicato esclusivamente su Youtube, anch’esso gratis per tutti, la cultura non ha prezzo! 

Parliamo, infine, dell’ultimo progetto: stai musicando poesie di autori italiani. Come nasce questa idea? Quali poesie sono già state musicate?

Un’idea che mi è partita leggendo “San Martino del Carso” di Ungaretti. La trovavo molto musicale, oltre che bellissima, e da cosa nasce cosa; Dopo vari mesi di ricerche e studi ho deciso di rendere omaggio ai grandi poeti di ieri e di oggi musicandone le poesie che più mi hanno colpito. La considero una “riscoperta musicale” volta a far conoscere, grazie alle canzoni, quegli autori che hanno fatto la storia della poesia e che vale davvero la pena di leggere, perché capaci di regalarci le più svariate emozioni. Perdersi fra le parole e i versi è una cosa bellissima quanto preziosa e allora perché non unire anche la musica?

Sul mio canale YouTube “Nattachannel” e tramite il mio sito ufficiale ho già pubblicato poesie di diversi autori: il Francese Charles Baudelaire, l’americana Emily Dickinson, Allen Ginsberg, l’avanguardista E. E. Cummings, il grande poeta spagnolo Federico Garcìa Lorca e gli italiani Cesare Pavese, Alda Merini , Olindo Guerrini (In arte Lorenzo Stecchetti), Mario Benedetti, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Cesare Pavese, Pascoli e altri. Ogni 3 giorni farò uscire una canzone sul canale YouTube che si andrà ad aggiungere a quelle già pubblicate così che quella singolare mescolanza di passione e sentimento che sprigiona dalla musica e dalla poesia arrivi a più persone possibili nella speranza di avvicinarle a questo fantastico mondo fatto di parole ed emozioni. Ad oggi, le canzoni che ho composto sono all’incirca 120 passando per D’Annunzio, Cardarelli, Carducci, Sereni, Fortini, Giudici, Pozzi, Saba per arrivare a Laforgue, Lope De Vega, Leopardi, Penna, Gozzano, Palazzeschi, Govoni, Oxilia e tanti, tantissimi altri…

Altri progetti per il futuro?

Sicuramente portare avanti il progetto “Leggende Lucchesi” cercando di esibirci in concerto il più possibile. A settembre uscirà il terzo album della serie “Songs for Halloween” e come ho già detto ogni 3 giorni andrò avanti a pubblicare canzoni tratte da quelle poesie che più mi hanno emozionato.

Lasciaci pure i tuoi contatti.

Il mio sito ufficiale (link)
Il sito del progetto “Leggende Lucchesi” (sito)
Il sito del progetto “Songs for halloween” (sito)
Playlist ufficiale Youtube del progetto Musica e Poesia (link)

Grazie ancora di cuore per questa intervista.

lunedì 23 gennaio 2017

Intervista a Antonio Carmine Napolitano

INTERVISTA A ANTONIO CARMINE NAPOLITANO

Torna sul blog "i mondi fantastici il "Ciliegino" Antonio Carmine Napolitano, autore del romanzo fantastico "Il mutafavole", edito appunto da Il Ciliegio Edizioni. Dopo aver presentato il libro (qua l'articolo, per gli sbadatoni!), vediamo oggi di approfondire, scoprendo qualcosa di più sull'autore, sul suo approccio alla scrittura e ovviamente sul romanzo stesso, un libro a dir poco originale. 


Ciao Antonio, parlaci un po’ di te. Quali sono i tuoi interessi, le tue passioni?

Ciao Alessio, e un saluto a tutti i lettori.
Mi chiamo Antonio Carmine Napolitano, classe ’88, partenopeo con la passione per la lettura, la scrittura, i videogiochi, i film fantasy e le serie post-apocalittiche.
A tutto questo si aggiunge un’altra grande passione, il mio lavoro: sono Stylist e Fashion Consultant, mi occupo di Comunicazione e Marketing Digitale per prestigiose aziende leader nel settore abbigliamento.
Concluderei dicendoti che m’interesso di folklore e storie popolari e vado pazzo per il Sushi.

Com’è stato, e com’è tutt’oggi, il tuo approccio alla scrittura? Perché scrivi? Quali generi, o quali tipi di storie, senti più affini (come scrittore)?

Sarò sincero: la scrittura è un’avventura del tutto nuova e inaspettata per me, ed è per questo motivo che non ho un approccio o un metodo prestabilito. Ho cominciato a scrivere per me stesso, perché mi rilassava e mi faceva stare bene. Oggi continuo a scrivere per gli stessi motivi ma con la speranza che questa passione possa diventare qualcosa di più, che le mie idee possano far sognare e ispirare tante altre persone.
Il genere al quale sono più affezionato è ovviamente il Fantasy, in qualsiasi espressione o declinazione. Le mie storie preferite sono ricche di magia, creature fantastiche e con un pizzico di dramma.

Quali sono le tue letture preferite? Che generi preferisci leggere? Se tu dovessi scegliere il romanzo della tua vita, qual è?

E’ complicato stilare una lista delle mie opere preferite; ne conservo davvero tante nel cuore. Se dovessi, però, sceglierne una su tutte, direi senza ombra di dubbio la saga di J.K.Rowling. Io e Harry Potter siamo praticamente cresciuti insieme e la mia fantasia è contaminata da riferimenti all’universo del maghetto più famoso dell’era moderna.

Passiamo al tuo romanzo “Il Mutafavole”. Come è nata l’idea di questo romanzo? Cosa volevi raccontare?

Come anticipato prima, lo scrivere, così come il Mutafavole, sono arrivati inaspettatamente. E’ come se tutta la storia, i personaggi e i luoghi fossero stati nascosti dentro di me ed un giorno, d’improvviso, fossero saltati fuori. Vorrei condividere con te e i tuoi lettori un retroscena simpatico sul titolo della saga. In principio l’opera aveva un titolo completamente diverso, che ovviamente terrò segreto! La parola “Mutafavole” è arrivata come un’illuminazione in chiusura del primo romanzo, nel capitolo trentunesimo. E’ stato uno dei personaggi secondari a “suggerirmelo”, e sia io che l’editor ne siamo rimasti conquistati. Ed ecco com’è nato il Mutafavole.
Per quanto riguarda l’obiettivo finale della saga, non ho la presunzione di voler insegnare qualcosa al lettore. Vorrei soltanto lasciare in loro un’emozione positiva e le sfumature di quei principi a me cari che ho cercato di trasferire nel racconto come l’amicizia, la famiglia, l’avventura, il viaggio, la speranza e il sacrificio.

C’è un personaggio a cui ti senti legato? Perché?

Sarà banale, ma sono legato a ogni singolo personaggio. In ognuno di loro è nascosta una parte di me. Alcuni personaggi godono di una mia maggiore simpatia ma non potrei mai scegliere tra di loro. Posso confidarti però, che ho una grande empatia con uno degli antagonisti della saga. No, non è il Primo Buio. E’ una donna!

“Il Mutafavole” è un romanzo autoconclusivo o legato ad altri progetti?

Il progetto del Mutafavole prevede almeno una trilogia. Ogni romanzo sarà di per sé autoconclusivo ma con un finale che spiana la strada al capitolo successivo. Mi piacerebbe, in futuro, approfondire l’universo del Mutafavole con nuove storie incentrate suoi personaggi secondari o marginali. Anche se il desiderio più grande è quello di vedere il mio lavoro declinato in un fumetto, una serie tv o un film sul grande schermo. Sognare non costa nulla!

In Italia ci sono più scrittori che lettori, e non è un modo di dire ma realtà. Lasciando da parte i problemi, cosa consiglieresti per uscire da questa situazione critica? Un’idea, una ricetta personale per incentivare la lettura, quale potrebbe essere secondo te?

Purtroppo non ho una ricetta segreta da suggerirti. Credo che sentirsi “scrittore”, piuttosto che semplice “lettore”, sia più elettrizzante. Leggere, per me, invece, è di vitale importanza. Apre la mente su nuove idee, visioni differenti, mondi lontani. Stimola la curiosità e il confronto. Senza tralasciare che solo leggendo si piò migliorare il proprio modo di scrivere. E partendo proprio da quest’ultimo punto, suggerirei ai miei colleghi emergenti di leggere altri emergenti, così da migliorarci e supportarci tutti insieme.
A tutti gli altri… regaliamo un epub?

La disputa ebook/cartaceo: ha davvero un senso? Non sarebbe forse più produttivo concentrare le forze su altro? Qual è la tua opinione? Gli ebook possono aiutare gli autori emergenti a farsi conoscere, meglio di quanto non riescano a fare le piccole case editrici cartacee con tutti i loro ovvi limiti?

In questo caso subentrano fattori esterni che sono dettati dalla società, dalla modernità e dagli sviluppi tecnologici. La disputa e.book / testo cartaceo, a mio modesto parere, è superflua. La magia della carta non potrà mai essere surclassata, ma bisogna adeguarsi al mercato e alle esigenze del consumatore. In conclusione ritengo che una forma di pubblicazione non escluda l’altra, ma che bensì, attraverso la sinergia delle stesse, il supporto della casa editrice e di una campagna social solida (e ovviamente una buona idea alla base), gli autori emergenti possano farsi conoscere e apprezzare dal grande pubblico.

Progetti per il futuro? Puoi anticiparci qualcosa?

E’ in cantiere il secondo volume della saga; il 2017 sarà un anno ricco per il Mutafavole. Nel frattempo tutte le mie energie sono dedicate al sito web ufficiale, attraverso il quale approfondisco diversi aspetti della saga. Sul sito si possono trovare, infatti, racconti inediti, disegni e grafiche, schede dei personaggi, curiosità e articoli sull’Universo del Mutafavole.

Grazie per essere stato ospite del blog “I mondi fantastici”.

Grazie a voi per avermi ospitato ed aver dato spazio al mio progetto. Spero di aver accesso la fiammella della curiosità nel petto dei lettori.
Con affetto Antonio.
Ah! E buona lettura!

lunedì 2 gennaio 2017

Intervista a Laura Santella

INTERVISTA A LAURA SANTELLA

Riprendono le interviste agli scrittori emergenti italiani. Oggi il blog "I mondi fantastici" ospita Laura Santella, autrice della trilogia epic fantasy "Il Cavaliere di Eron", di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, e presidentessa dell'Associazione Scrittori Emergenti Uniti. Mettetevi comodi, libro in mano, e via con l'intervista! ;)

Ciao Laura, parlaci un po’ di te. Quali sono i tuoi interessi, le tue passioni?


Ciao Alessio e grazie per lo spazio che dedichi a me e ai miei libri.
Tra i miei interessi, oltre a scrivere ovviamente, ci sono la musica e il teatro, ma anche la fotografia e lo sport in genere (soprattutto gli sport legati al mondo dei motori, ma tra tutti spicca il tiro con l'arco essendo io un'arciera). Ultimamente mi sono appassionata anche all'universo make-up, in particolare alla sfera del trucco teatrale; forse è una conseguenza naturale essendo io una cosplayer (ovvero una di quelle pazze che si "vestono da fumetti").

Com’è stato, e com’è tutt’oggi, il tuo approccio alla scrittura? Perché scrivi? Per piacere, per passione, per lavoro? Verso quali generi, o quali tipi di storie, sei orientata?

Io scrivo da sempre e solo per piacere/passione. Solo negli ultimi anni, con la pubblicazione, ho dovuto imparare a far da manager a me stessa. Il mio genere preferito è il fantasy, anche se ho in previsione un paio di romanzi storici. Scrivo quello che mi passa per la testa, letteralmente. Nel senso che io visualizzo una certa scena e la descrivo passo dopo passo. Per questo forse molti dei miei lettori dicono che la storia "si vede" come se fosse un film.

Com’è nato “Il cavaliere di Eron”? Di cosa parla?

La saga de "Il cavaliere di Eron" nasce da una serie di sogni che ho fatto in un determinato periodo. Un giorno mi sono convinta a metterli nero su bianco e ho capito che ne poteva nascere qualcosa di interessante. Ovviamente ho rielaborato la trama e molti personaggi, ma l'ossatura è rimasta più o meno la stessa. Si tratta di tre avventure (autoconclusive) che hanno come protagonista il cavaliere di Eron. Una figura avvolta nel mistero per la maggior parte del tempo, poiché ci troviamo di fronte un "eroe senza memoria". Perciò noi, come lui, dobbiamo affidarci a quello che viene raccontato dagli altri personaggi del libro, ma non si può mai sapere chi dice il vero e chi il falso...

A quali fonti ti sei ispirata per “Il cavaliere di Eron”? Sia letterarie che cinematografiche o fumettistiche.

In verità non ho avuto particolari ispirazioni, ad eccezione forse dell'aspetto di alcuni personaggi. Infatti moltissime figure (sia principali che non) sono fisicamente ispirate ad alcuni attori del cinema internazionale, perciò tra i boschi e le spade si possono riconoscere alcuni volti, come Jeremy Irons o Dakota Fanning.

C’è un personaggio, o più di uno, a cui ti senti legata particolarmente? Perché?

Assolutamente sì. Il mio personaggio preferito della serie si chiama Rufus. Non è il protagonista, anzi nel terzo volume non compare affatto. Ma la sua storia mi ha coinvolto profondamente.
Si tratta di un semplice uomo, senza poteri magici e senza titoli nobiliari. Infatti è solo un tenente, braccio destro di uno dei comandanti dell'esercito di Eron, che però, soprattutto alla fine del primo volume, si rivelerà di enorme importanza.

Come scegli i nomi per i tuoi personaggi? Hanno qualche significato? Suonano bene?

Molti mi vengono spontanei. Penso al personaggio ed è come se lui stesso mi dicesse il suo nome.
Altri invece sono più ricercati, magari rielaborando un nome che mi trovo davanti agli occhi oppure prendendo una parola di un'altra lingua (il cui significato è strettamente legato al personaggio) e lo "musicalizzo" un po'. Ad esempio nel secondo volume appare un personaggio che si chiama Raion; "Raion" significa "leone" in giapponese e questo ricalca molto la personalità di questa figura.

Sapevi già che avresti scritto una trilogia o la storia si è sviluppata, espandendosi, mentre scrivevi?

Sapevo già che avrei scritto una trilogia, proprio perché si tratta di tre avventure diverse, lontane nel tempo fra loro. Pensavo invece che sarebbero state più brevi. Quando ho scritto i primi dieci capitoli del primo volume pensavo di essere a metà e invece ero solo a un quarto della storia.

Ebook o cartaceo? La disputa ha veramente senso?

Secondo me sono due prodotti che sono ancora ben distinti. Molti comprano ebook perché costano meno e non occupano spazio, però poi vanno a comprare il cartaceo dei libri che gli sono piaciuti di più. Poi c'è chi invece l'ebook non lo considera affatto e compra solo libri cartacei. Io credo che sia importante poter contare su entrambi i formati perché offrono due tipi di diffusione molto diversi, ma ugualmente essenziali.

Qualche progetto per il futuro? Puoi svelarci a cosa stai lavorando?

Al momento sto scrivendo un altro libro che però non è legato alla saga (conclusa). Si tratta della storia di Lucifero, ovvero di come l'angelo prediletto di Dio sia diventato il suo più acerrimo rivale.
Ma per il futuro ho in previsione un paio di romanzi storici e altri due ispirati a storie vere. Infine ho in programma anche un piccolo ebook (non credo che farò fare il cartaceo, perché dovrebbe venire veramente breve) sul mondo de "Il cavaliere di Eron". Infatti alcune "storie parallele" che non ho affrontato durante la saga per non distrarre troppo chi leggeva, secondo me meritano un approfondimento. E quindi chissà, prima o poi torneremo tutti a Eron.

Grazie per essere stata ospite del blog “I mondi fantastici”.

Grazie a te e buona lettura! ^_^

Se volete scoprire di più su Laura Santella e sul mondo del Cavaliere di Eron, visitate il suo sito! ;)

martedì 17 novembre 2015

Interviste agli scrittori - Clara Bartoletti

INTERVISTE AGLI SCRITTORI - CLARA BARTOLETTI

Oggi il blog "I mondi fantastici" ospita una scrittrice viareggina, Clara Bartoletti, autore di romanzi di tensione, con una forte componente psicologica: 528, April Rose: La memoria delle rose e il recente "Tra le spighe di amarena", recensito anche qui sul blog. Su Amazon una carrellata dei romanzi di Clara, con possibilità di acquisto sia in formato cartaceo che digitale. 

Ciao Clara, parlaci un po’ di te, quali sono le tue passioni, i tuoi interessi e, nello specifico, com’è stato il tuo approccio alla scrittura?

Il mio rapporto con la scrittura è nato molto presto. Alle medie ho cominciato a scrivere racconti spiritosi e d’avventura prendendo di mira i miei compagni di classe. Trovavo nella scrittura un modo divertente per esprimermi. Di me posso dirti che sono una persona molto estroversa e che ho un lato comico; le mie passioni sono la subacquea e i viaggi, e sono molto curiosa. Non mi lascio convincere dalle apparenze, e devo sempre immergermi nelle questioni e approfondire.

Quali sono le tue letture preferite? Che generi preferisci leggere? Se tu dovessi scegliere il romanzo della tua vita, qual è?

Ho sempre letto tantissimo, fin da piccola mi sono appassionata ai romanzi d’avventura e i classici per ragazzi. Sono passata dalla letteratura americana a quella sudamericana, passando per gli horror di S. King ai saggi di psicologia. Sono una lettrice “complicata” e molto critica: non leggo i best seller ma vado alla ricerca di romanzi e letture di nicchia, filosofiche e dai contenuti raffinati. Ultimamente mi sono data alla filosofia, alla lettura di Borges e Mutis. I romanzi della mia vita sono due, perché sono fonte di ispirazione continua: Il giovane Holden e Cent’anni di Solitudine.

Passiamo ai tuoi lavori. La prima domanda è un po’ scontata, e immagino te l’abbiano già fatta in molti: come mai hai scelto la strada dell’autopubblicazione? Quali vantaggi offre a un autore emergente? Come promuovi i tuoi libri? 

L’autopubblicazione è stata una scelta “obbligata” se vogliamo. Non ho ancora trovato una CE che si sia interessata a ciò che scrivo, ma alla fine si è rivelata una modalità che mi gratifica. Ovviamente non farò mai grandi numeri, ma mi ha permesso di farmi conoscere e (quello che conta!) apprezzare da chi ha avuto il “coraggio” di leggermi. La promozione è supportata da un mio blog (Liberemozioni) e dalla mia page pubblica su FB, oltre all’incoraggiamento e la condivisione di molti amici.

Nei tuoi romanzi la componente “mistery” è molto forte. C’è sempre un mistero (anche più d’uno) da svelare, segreti che si dipanano nel tempo, indagini (anche dentro i personaggi) e intrighi. A cosa è dovuta questa scelta? Pura necessità di creazione della tensione narrativa o anche il tentativo di indagare alcuni aspetti, alcuni misteri della vita di ognuno? 

La “colpa” se vogliamo chiamarla così, è di mia nonna paterna. Era un’appassionata di misteri e ne parlava con me. Era una lettrice appassionata e divorava i gialli tascabili, e guardava sempre Chi l’ha Visto?. Questa sua curiosità me l’ha trasmessa, e l’ho condivisa. Mi piace inventare storie che tornano indietro nel tempo, che scavano la psicologia e il carattere dei personaggi. Cerco di non essere banale, spero di svegliare nel lettore la curiosità, renderlo partecipe della storia. Cerco di fare in modo che il lettore si senta a sua volta coinvolto emotivamente, che non rimanga una storia fredda su un foglio ma che lasci una riflessione, un dubbio, e anche una possibile soluzione alternativa al gusto del lettore. Cerco sempre di fare del lettore un personaggio attivo e non passivo. Con il tempo ho affinato la tecnica della “tensione narrativa”. Mi diverto proprio a giocare con le situazioni!

Com’è nato il tuo ultimo romanzo “Tra le spighe d’amarena”? Qual è stata la molla che ti ha fatto scattare l’idea alla base della storia? Quale messaggio volevi lanciare con questo libro?

Com’è nato, non lo so. Solitamente immagino una scena, me la ripeto mentalmente prima del sonno, come se fosse uno stralcio di un film. Immagino con dovizia di particolari i dialoghi, mi creo solo un presupposto, un incipit senza un obiettivo. Poi lo scrivo, e mentre lo faccio, la mente inizia ad andare per conto suo, creando nuove scene ed intrecci. Prendo appunti, mi faccio degli schemi di date, nomi, luoghi. E la storia prende vita, così da sola. In “Tra le spighe d’amarena” ho compreso che il protagonista non poteva solo “cercare” Leon scomparso, ma che dovesse pensare alla sua vita passata, e così ho cominciato ad inserire le “anime”, capaci di farlo riflettere e ricordare e di conseguenza i vari personaggi del passato, la zia, la nonna, il prete etc. Una storia nella storia. Non fatta a flashback come in 528, o fatta per pensieri assillanti come in April Rose, ma il succo è questo. Il messaggio di “Tra le spighe d’amarena” è questo: se potessimo avere una seconda scelta, rifaremmo le stesse cose? Ciò che mi ha piacevolmente sorpreso (e che volevo suscitare!) è che i lettori hanno visto il finale in modo diverso: chi dice che è stato un finale amaro, chi spettacolare, chi è rimasto spiazzato, chi ha capito cosa volessi dire. È questo che mi appaga: sapere che in fondo sono riuscita a stimolare il lettore che non si è bevuta la storia senza pensarla diversamente da me.

Ho notato un dualismo di fondo in “Tra le spighe d’amarena”: è infatti la storia di un’indagine, ma al tempo stesso è un viaggio. Attraverso l’Italia, ma anche attraverso la vita. Dentro la vita dell’indagato ma anche dentro quella di colui che indaga. Pensi che i libri possano aiutarci (noi, come persone) anche in questo? A conoscerci meglio? 

Come ho anticipato nelle risposte precedenti, cerco di scrivere non solo per me ma soprattutto per i lettori. Solitamente ci sentiamo legati a quei romanzi che ci toccano da vicino, dove ritroviamo un po’ di noi, dove sentiamo scattare quella molla che dice “accidenti, io non avrei agito così/ottima cosa, la penso allo stesso modo”. Nel mio romanzo ci sono pensieri che toccano chi legge: qualcuno mi ha fatto notare quanto siano belli i messaggi di Sergio, il bagnino, o il carattere esplosivo della signora Liberati… Se un romanzo non lascia un segno non ha alcun senso, meglio allora fare altro!

Infine l’ambientazione. Ho notato che prediligi ambientazioni nostrane (anch’io nei miei lavori, quindi lo apprezzo molto!). Come mai? Gusto? Necessità della trama? Tentativo di valorizzare il territorio? 

Negli emergenti ho notato la scelta di usare nomi stranieri e ambientazioni lontane da noi, come se fosse più “figo”. In realtà bisogna parlare di ciò che si conosce, e se non è così è necessario documentarsi con attenzione per non cadere nella banalità. Inoltre trovo interessante che venga valorizzata la Versilia e le zone limitrofe: sono paesaggi che merita descrivere non solo dal punto di vista naturalistico, ma anche culturale. Perché un fantasma deve per forza essere inglese, e un serial killer americano? 

Concludiamo con qualche domanda generale, qual è il tuo approccio agli ebook? Preferisci il libro cartaceo o leggi entrambi senza problemi?
 

I miei romanzi sono pubblicati in entrambe le versioni e, dai resoconti, noto che l’ebook va per la maggiore, sicuramente per un discorso di prezzo. Per un emergente come me è più facile trovare lettori digitali. Personalmente leggo entrambi i formati, anche se il cartaceo lo preferisco per il semplice fatto che mi piace sottolineare le frasi che mi colpiscono, per poterle rileggere con calma.

Progetti per il futuro? A cosa stai lavorando? Puoi anticiparci qualcosa? 

Sono una scrittrice “invernale”. Amo scrivere dopo cena, in inverno, al PC e con le cuffie dove ascolto dalla musica classica all’Heavy Metal. L’estate va bene per raccogliere (spero!) i frutti del duro lavoro notturno. Ho in mente una storia, ambientata fra Viareggio, l’est europeo e forse il Canada. La bozza mentale è già cambiata sei volte, devo scegliere da quale cominciare! 

Grazie per essere stata ospite del blog “i mondi fantastici”. 
Ringrazio te, Alessio, per questa opportunità! :)