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sabato 5 marzo 2016

Primavera di libri - Giulia Mastrantoni

PRIMAVERA DI LIBRI - GIULIA MASTRANTONI


Come con il Calibrario dell'Avvento, anche il Calibrario della Primavera ospita interviste a autori che presentano libri non necessariamente fantastici, per variare un po' l'offerta. E' questo il caso di oggi, quando il blog "i mondi fantastici" ospita la giovanissima e talentuosa Giulia Mastrantoni, autore del romanzo erotico "Veronica è mia", edito da Panesi Edizioni, un romanzo molto interessante e decisamente istruttivo, con cui denuncia una certa realtà in cui molte donne, purtroppo, si ritrovano a vivere. Qualche parola sul romanzo prima di far parlare Giulia!

Titolo: Veronica è mia
Autore: Giulia Mastrantoni
Editore: Panesi Edizioni
Genere: Romanzo erotico
Formato: digitale
Pagine: 55
Disponibile su Amazon e su tutti gli store di ebook
Prezzo: 1,99 euro
Trama: Veronica è una ragazza giovane, timida, innocente. La sua voglia di amare ed essere amata si scontra con quella di possedere di Max, ragazzo impassibile che entra nel suo corpo e nei suoi pensieri. Max di giorno, Max di notte, Max in ogni fibra del suo essere: Max è ossessione e sogno effimero. Veronica, nel tentativo di non dimenticarlo, lo ricerca e rivive nei corpi vuoti e indifferenti di altri uomini. Solo una grande forza interiore sarà in grado di rimettere tutto in discussione. 
"Veronica è mia" è pornografia dell'anima, grido di forza e speranza, inno alla rinascita.
 INTERVISTA A GIULIA MASTRANTONI

Ciao Giulia,
presentati ai lettori del blog “i mondi fantastici”, raccontando qualcosa di te. Quali sono i tuoi interessi, le tue passioni?

Ciao, Alessio! Ciao a tutti! Mi piace molto leggere, adoro viaggiare, strimpello la chitarra e mi diverto a scattare foto.

Quali sono le tue letture preferite? Che generi preferisci leggere? Se tu dovessi scegliere il romanzo della tua vita, qual è?

Questa sì che è una domanda difficile! Non c’è un vero genere – leggo un po’ di tutto per non cadere nella noia. Però non amo molto gli horror. Probabilmente sarebbe la saga di Puzzy, la strega sudiciona. È con quei libri che ho imparato a leggere e nutro un affetto particolare per loro.

Com’è stato, e com’è tutt’oggi, il tuo approccio alla scrittura? Perché scrivi? Per piacere, per passione, per lavoro? Quali generi, o quali tipi di storie, senti più affini (come scrittrice)?

Scrivevo – da piccola – perché sono figlia unica. E non c’è molto da fare, se non disegnare o giocare con le costruzioni, quando non si ha un partner di malefatte. In più, mi è sempre piaciuto.
Oggi è diventato un mix tra un potenziale lavoro e una passione. Scrivo dai comunicati stampa, ai romanzi, senza farmi mancare nessun genere – e passando per un buon numero di articoli e post!.

“Veronica è mia” è il tuo primo romanzo. Com’è nato? C’è stato un evento, un pensiero, qualcosa che ha scatenato l’ispirazione?

È nato dal bisogno di denunciare qualcosa che non mi piace, nello specifico la violenza psicologico-sessuale all’interno delle coppie giovani. È una violenza che non viene perseguita dalla legge, ma che comporta una serie di conseguenze sulle vittime – dall’anoressia alla depressione, non manca nulla. Essendo un episodio frequente ma taciuto, mi sembrava importante parlarne. È soprattutto la convinzione di poter prevenire questo tipo di violenza, che mi ha spinta a scrivere la storia di Veronica. Credo che basterebbe ricevere un po’ di educazione all’autostima e un po’ più di educazione sessuale in fase pre-adolescenziale perché gli episodi di violenza psicologica subiscano un netto calo. Veronica è mia è un tentativo.

Come mai la scelta del romanzo erotico per iniziare la tua carriera di scrittrice? Cosa volevi trasmettere al pubblico?
 
Avevo già pubblicato Misteri di una notte d’estate, per la Montag. Si trattava una raccolta di racconti in cui, tra i vari, c’era Elise, unico racconto noir che ho scritto. La protagonista femminile, usata e decisamente adirata, risolveva i suoi problemi diventando una serial killer. Uccideva svariati uomini, continuando a vendicarsi e guadagnandosi una sorta di “immortalità storica”. Come in Veronica è mia, il lessico era molto esplicito. Non pensavo che avrei scritto altre cose su quel genere, perché non sono solita usare termini crudi, né volgari nel mio everyday language – quindi per me era stato uno “sforzo” pensare a un linguaggio apposito.

Però Elise non aveva detto tutto quello che c’era da raccontare. Aveva espresso una parte, ovvero la fase della rabbia, che viene attraversata un po’ da tutte le vittime. «E tutto il resto?», mi sono chiesta. Quindi è nata Veronica, con il suo modo molto più maturo di affrontare i problemi. Sesso e linguaggio esplicito sono stati due alleati che mi hanno aiutata a far pervenire la storia di Veronica al lettore. Ci sono sfumature psicologiche e un percorso di crescita interiore che prendono il sopravvento sull’elemento sessuale, facendolo diventare uno strumento della storia.
Fino ad ora, il messaggio è stato capito. Ho ricevuto supporto e persino dei messaggi di ragazze – che non conoscevo – che si sono riconosciute in Veronica. 

Generi e attualità: spesso, una certa critica miope (tutta italiana) accusa la letteratura di genere di essere puro edonismo, eppure è possibile servirsene per affrontare temi attuali e scottanti (qualche esempio? La prostituzione, la violenza sulle donne, gli abusi sui minori, il tema del diverso e quant’altro). Cosa ne pensi al riguardo?

Ho trascorso un semestre nel Quebec, studiando per la laurea magistrale. Uno tra i corsi che seguivo è andato a toccare proprio questa tematica: la dignità della letteratura di genere. Ci sono moltissimi romanzi “di genere” che si fanno portatori di un messaggio, anche molto importante – leggerli è un piacere. Al di là di questo, ho trovato che la letteratura di genere, in alcuni casi, sfociava nel noioso. Per il semplice fatto che ci sono romanzi scritti per essere copie di altri. Bisogna scrivere perché viene spontaneo, non all’ombra di qualche altra grande storia.
Bisogna anche aggiungere che “il messaggio non fa la qualità”. Ci sono romanzi che sono belli proprio perché ci si perde nella storia e basta - quelli di Agatha Christie, per esempio. Non per questo valgono meno di altri: leggerli può servire ad affinare il proprio inglese, oppure, se letti in traduzione, possono aiutare ad ampliare il proprio lessico italiano.


In Italia ci sono più scrittori che lettori, e non è un modo di dire ma realtà. Lasciando da parte i problemi, cosa consiglieresti per uscire da questa situazione critica? Un’idea, una ricetta “primaverile” per incentivare la lettura, quale potrebbe essere secondo te?

Nel mio caso, ho “imparato a leggere” grazie alla mia famiglia e alla mia maestra delle elementari. La prima mi ha insegnato che poteva essere un bel passatempo, la seconda che leggere mi avrebbe aiutata a diventare una persona migliore, quando sarei stata «grande».
Non sono madre e non sono neppure un’insegnante, ma leggo storie al mio cagnolino. Un po’ perché voglio vedere se riesco ad “insegnargli l’italiano” e un po’ perché, per me, leggere è il passatempo. Mi viene spontaneo trasmetterlo. 

Non riesco ad immaginare una vita senza libri, quindi non so neanche immaginare una soluzione a un “problema di non-lettura” che non riesco davvero a fare mio.


La disputa ebook/cartaceo: ha davvero un senso? Non sarebbe forse più produttivo concentrare le forze su altro? Che ne pensi? Gli ebook possono aiutare gli autori emergenti a farsi conoscere, meglio di quanto non riescano a fare le piccole case editrici cartacee con tutti i loro ovvi limiti?



Gli eBook, per la me lettrice, sono uno strumento bellissimo. Viaggiando molto, avere i miei libri su un mini dispositivo è una bella fortuna! Sono anche un modo per farsi conoscere per i nuovi autori: costano poco, sono immediatamente fruibili... una bella opportunità. Dall’altra parte, ci sono tanti self pieni zeppi di errori di ortografia. E questo danneggia il mercato dei libri – un lettore che legge pochissimo, se incappa in un libro del genere, inizierà a leggere ancor meno, perché non sarà invogliato. Però vorrei aggiungere che anche le piccole case editrici che pubblicano in cartaceo spesso e volentieri non fanno editing – e finiscono con il mandare in stampa orrori grammaticali. Quindi direi che non è l’eBook il problema, quanto la poca professionalità di alcuni «professionisti» del settore. Un po’ di attenzione e di amore in più per il proprio lavoro risolverebbero tanti problemi – focalizziamoci su questo.

Progetti per il futuro? A cosa stai lavorando? Puoi anticiparci qualcosa?


Il profumo del futuro, che meraviglia! Sono in procinto di trasferirmi a Berlino, dove scriverò full time per il Berlino Magazine. Nel frattempo, scrivo storie, termino la laurea magistrale e...


Grazie per essere stata ospite del blog “i mondi fantastici” e buon viaggio nella meravigliosa Berlino!


Grazie mille a te! Sono al finale di Favola di una falena e ti preannuncio una recensione su Gli Scrittori della Porta Accanto! A presto.



martedì 17 novembre 2015

Interviste agli scrittori - Clara Bartoletti

INTERVISTE AGLI SCRITTORI - CLARA BARTOLETTI

Oggi il blog "I mondi fantastici" ospita una scrittrice viareggina, Clara Bartoletti, autore di romanzi di tensione, con una forte componente psicologica: 528, April Rose: La memoria delle rose e il recente "Tra le spighe di amarena", recensito anche qui sul blog. Su Amazon una carrellata dei romanzi di Clara, con possibilità di acquisto sia in formato cartaceo che digitale. 

Ciao Clara, parlaci un po’ di te, quali sono le tue passioni, i tuoi interessi e, nello specifico, com’è stato il tuo approccio alla scrittura?

Il mio rapporto con la scrittura è nato molto presto. Alle medie ho cominciato a scrivere racconti spiritosi e d’avventura prendendo di mira i miei compagni di classe. Trovavo nella scrittura un modo divertente per esprimermi. Di me posso dirti che sono una persona molto estroversa e che ho un lato comico; le mie passioni sono la subacquea e i viaggi, e sono molto curiosa. Non mi lascio convincere dalle apparenze, e devo sempre immergermi nelle questioni e approfondire.

Quali sono le tue letture preferite? Che generi preferisci leggere? Se tu dovessi scegliere il romanzo della tua vita, qual è?

Ho sempre letto tantissimo, fin da piccola mi sono appassionata ai romanzi d’avventura e i classici per ragazzi. Sono passata dalla letteratura americana a quella sudamericana, passando per gli horror di S. King ai saggi di psicologia. Sono una lettrice “complicata” e molto critica: non leggo i best seller ma vado alla ricerca di romanzi e letture di nicchia, filosofiche e dai contenuti raffinati. Ultimamente mi sono data alla filosofia, alla lettura di Borges e Mutis. I romanzi della mia vita sono due, perché sono fonte di ispirazione continua: Il giovane Holden e Cent’anni di Solitudine.

Passiamo ai tuoi lavori. La prima domanda è un po’ scontata, e immagino te l’abbiano già fatta in molti: come mai hai scelto la strada dell’autopubblicazione? Quali vantaggi offre a un autore emergente? Come promuovi i tuoi libri? 

L’autopubblicazione è stata una scelta “obbligata” se vogliamo. Non ho ancora trovato una CE che si sia interessata a ciò che scrivo, ma alla fine si è rivelata una modalità che mi gratifica. Ovviamente non farò mai grandi numeri, ma mi ha permesso di farmi conoscere e (quello che conta!) apprezzare da chi ha avuto il “coraggio” di leggermi. La promozione è supportata da un mio blog (Liberemozioni) e dalla mia page pubblica su FB, oltre all’incoraggiamento e la condivisione di molti amici.

Nei tuoi romanzi la componente “mistery” è molto forte. C’è sempre un mistero (anche più d’uno) da svelare, segreti che si dipanano nel tempo, indagini (anche dentro i personaggi) e intrighi. A cosa è dovuta questa scelta? Pura necessità di creazione della tensione narrativa o anche il tentativo di indagare alcuni aspetti, alcuni misteri della vita di ognuno? 

La “colpa” se vogliamo chiamarla così, è di mia nonna paterna. Era un’appassionata di misteri e ne parlava con me. Era una lettrice appassionata e divorava i gialli tascabili, e guardava sempre Chi l’ha Visto?. Questa sua curiosità me l’ha trasmessa, e l’ho condivisa. Mi piace inventare storie che tornano indietro nel tempo, che scavano la psicologia e il carattere dei personaggi. Cerco di non essere banale, spero di svegliare nel lettore la curiosità, renderlo partecipe della storia. Cerco di fare in modo che il lettore si senta a sua volta coinvolto emotivamente, che non rimanga una storia fredda su un foglio ma che lasci una riflessione, un dubbio, e anche una possibile soluzione alternativa al gusto del lettore. Cerco sempre di fare del lettore un personaggio attivo e non passivo. Con il tempo ho affinato la tecnica della “tensione narrativa”. Mi diverto proprio a giocare con le situazioni!

Com’è nato il tuo ultimo romanzo “Tra le spighe d’amarena”? Qual è stata la molla che ti ha fatto scattare l’idea alla base della storia? Quale messaggio volevi lanciare con questo libro?

Com’è nato, non lo so. Solitamente immagino una scena, me la ripeto mentalmente prima del sonno, come se fosse uno stralcio di un film. Immagino con dovizia di particolari i dialoghi, mi creo solo un presupposto, un incipit senza un obiettivo. Poi lo scrivo, e mentre lo faccio, la mente inizia ad andare per conto suo, creando nuove scene ed intrecci. Prendo appunti, mi faccio degli schemi di date, nomi, luoghi. E la storia prende vita, così da sola. In “Tra le spighe d’amarena” ho compreso che il protagonista non poteva solo “cercare” Leon scomparso, ma che dovesse pensare alla sua vita passata, e così ho cominciato ad inserire le “anime”, capaci di farlo riflettere e ricordare e di conseguenza i vari personaggi del passato, la zia, la nonna, il prete etc. Una storia nella storia. Non fatta a flashback come in 528, o fatta per pensieri assillanti come in April Rose, ma il succo è questo. Il messaggio di “Tra le spighe d’amarena” è questo: se potessimo avere una seconda scelta, rifaremmo le stesse cose? Ciò che mi ha piacevolmente sorpreso (e che volevo suscitare!) è che i lettori hanno visto il finale in modo diverso: chi dice che è stato un finale amaro, chi spettacolare, chi è rimasto spiazzato, chi ha capito cosa volessi dire. È questo che mi appaga: sapere che in fondo sono riuscita a stimolare il lettore che non si è bevuta la storia senza pensarla diversamente da me.

Ho notato un dualismo di fondo in “Tra le spighe d’amarena”: è infatti la storia di un’indagine, ma al tempo stesso è un viaggio. Attraverso l’Italia, ma anche attraverso la vita. Dentro la vita dell’indagato ma anche dentro quella di colui che indaga. Pensi che i libri possano aiutarci (noi, come persone) anche in questo? A conoscerci meglio? 

Come ho anticipato nelle risposte precedenti, cerco di scrivere non solo per me ma soprattutto per i lettori. Solitamente ci sentiamo legati a quei romanzi che ci toccano da vicino, dove ritroviamo un po’ di noi, dove sentiamo scattare quella molla che dice “accidenti, io non avrei agito così/ottima cosa, la penso allo stesso modo”. Nel mio romanzo ci sono pensieri che toccano chi legge: qualcuno mi ha fatto notare quanto siano belli i messaggi di Sergio, il bagnino, o il carattere esplosivo della signora Liberati… Se un romanzo non lascia un segno non ha alcun senso, meglio allora fare altro!

Infine l’ambientazione. Ho notato che prediligi ambientazioni nostrane (anch’io nei miei lavori, quindi lo apprezzo molto!). Come mai? Gusto? Necessità della trama? Tentativo di valorizzare il territorio? 

Negli emergenti ho notato la scelta di usare nomi stranieri e ambientazioni lontane da noi, come se fosse più “figo”. In realtà bisogna parlare di ciò che si conosce, e se non è così è necessario documentarsi con attenzione per non cadere nella banalità. Inoltre trovo interessante che venga valorizzata la Versilia e le zone limitrofe: sono paesaggi che merita descrivere non solo dal punto di vista naturalistico, ma anche culturale. Perché un fantasma deve per forza essere inglese, e un serial killer americano? 

Concludiamo con qualche domanda generale, qual è il tuo approccio agli ebook? Preferisci il libro cartaceo o leggi entrambi senza problemi?
 

I miei romanzi sono pubblicati in entrambe le versioni e, dai resoconti, noto che l’ebook va per la maggiore, sicuramente per un discorso di prezzo. Per un emergente come me è più facile trovare lettori digitali. Personalmente leggo entrambi i formati, anche se il cartaceo lo preferisco per il semplice fatto che mi piace sottolineare le frasi che mi colpiscono, per poterle rileggere con calma.

Progetti per il futuro? A cosa stai lavorando? Puoi anticiparci qualcosa? 

Sono una scrittrice “invernale”. Amo scrivere dopo cena, in inverno, al PC e con le cuffie dove ascolto dalla musica classica all’Heavy Metal. L’estate va bene per raccogliere (spero!) i frutti del duro lavoro notturno. Ho in mente una storia, ambientata fra Viareggio, l’est europeo e forse il Canada. La bozza mentale è già cambiata sei volte, devo scegliere da quale cominciare! 

Grazie per essere stata ospite del blog “i mondi fantastici”. 
Ringrazio te, Alessio, per questa opportunità! :) 


lunedì 16 novembre 2015

Concorso letterario gratuito - Writer Factor

CONCORSO LETTERARIO GRATUITO - WRITER FACTOR

Aggiornamento di oggi dedicato a un concorso letterario gratuito, appena iniziato, quindi tranquilli siete tutti in tempo per partecipare! Si chiama "Writer Factor", titolo che strizza l'occhio a "X-Factor", e infatti, come nel programma televisivo, anche qua i concorrenti si sfideranno (a colpi di racconti!) in un duello all'ultima penna, fino alla proclamazione del vincitore. Vediamo come funziona il concorso che, ricordo, è gratuito, senza tassa di iscrizione o obbligo di acquisto di chissà cosa.

Il testo è tratto dal sito "Il momento di scrivere":

Writer Factor è un concorso letterario gratuito online articolato in quattro grandi fasi. L’idea nasce in seguito alle manifestazioni di affetto degli utenti e all’invito a organizzare sane competizioni che incoraggino alla scrittura creativa. Di seguito è illustrata la composizione della competizione e sono specificati i premi in palio. Per tutte le informazioni dettagliate si rimanda a un’attenta lettura del regolamento completo. Per le curiosità immediate è possibile invece consultate le FAQ in fondo all’articolo. Per uno sguardo d’insieme su Writer Factor ecco un breve video di qualche secondo che illustra il concorso letterario gratuito online.

Le fasi del concorso sono quattro.

Selezioni

In questa fase chiunque volesse partecipare al concorso potrà inviare un racconto a tema libero compreso tra le 4000 e le 10.000 battute (spazi inclusi) all’indirizzo email info@il momentodiscrivere.org entro e non oltre il 06/01/2016. Per conoscere i dettagli per il corretto invio dei racconti si raccomanda di leggere attentamente il regolamento completo. Importante: sono ammessi solo racconti inediti!

Bootcamp

I concorrenti selezionati verranno divisi in quattro categorie in base al sesso e all’età: under 25 uomini, under 25 donne, over 25 uomini, over 25 donne. Ogni giudice riceve assegnata una categoria specifica, alla quale farà anche da coach. Ogni giudice ha un pool di concorrenti nella sua categoria al quale chiedere di scrivere un nuovo racconto inedito a tema libero da inviare con le stesse modalità della prova precedente. Ogni giudice quindi valuterà i nuovi racconti e selezionerà i tre migliori elaborati della categoria di sua competenza. Soltanto dodici concorrenti passeranno alla fase successiva.


La gara

I dodici partecipanti si sfideranno a colpi di racconti inediti. Il giudice farà da mentore ai membri della propria categoria, facendo scrivere a ognuno di loro un racconto che idealmente dovrebbe essere più consono allo stile e alle abilità del concorrente. Gli autori avranno una settimana di tempo per scrivere il racconto inedito. Ogni racconto sarà valutato da tre giudici, il giudice di categoria sarà escluso dal giudizio. Gli autori dei peggiori racconti saranno eliminati dalla competizione. In particolare, ci saranno quattro prove che ridurranno il numero dei concorrenti rispettivamente da 12 a 10, da 10 a 8, da 8 a 6, da 6 a 3.

La finale

Anche per i tre concorrenti finalisti, il meccanismo di scrittura e valutazione dei racconti è lo stesso delle prove precedenti. Questa volta, però, si indicherà direttamente il vincitore di Writer Factor.

Premi

Il vincitore di Writer Factor vincerà una pubblicazione sulla rivista letteraria Il Lettore di Fantasia con regolare contratto. La rivista è distribuita gratuitamente in tutta Italia in formato cartaceo ed è disponibile al download in formato digitale sul proprio sito. Attualmente Il Lettore di Fantasia conta più di 10.000 lettori fissi.
La giuria poi si riserva di valutare con maggiore approfondimento i racconti del secondo classificato per un eventuale pubblicazione digitale con Nativi Digitali Edizioni. La pubblicazione sarà sancita da un regolare contratto.
I racconti del terzo classificato (ed eventualmente anche quelli del secondo) saranno pubblicati in un’antologia edita e curata interamente da Il momento di scrivere e distribuita in formato digitale sui principali store online. L’intero ricavato dell’opera sarà devoluto in beneficienza all’associazione “Unicef Italia“. Gli autori avranno libera accesso ai report di vendita e ai documenti di verifica delle donazioni.

Documenti ufficiali

Di seguito vengono riportati i link per il download del regolamento completo, del comunicato stampa, dell’evento su Facebook. Per ulteriori informazioni o curiosità, si prega di inviare un messaggio tramite il modulo presente nella pagina Contatti.
Per gli autori e i lettori è sufficiente scaricare il regolamento. Per i blogger e i giornalisti si consiglia di scaricare anche il comunicato stampa. Comunicato stampa..

FAQ

Chi sono i giudici?

La giura è composta da:
  • Fabio Mosti (Il Lettore di Fantasia)
  • Marco Frullanti (Nativi Digitali Edizioni)
  • Annarita Faggioni (Il piacere di scrivere)
  • Giuseppe Monea (Il momento di scrivere)
Gli accoppiamenti dei giudici con le categorie di competenza saranno comunicate nella fase dei bootcamp.

Posso partecipare con uno pseudonimo?

Certo. È tuttavia necessario comunicare i tuoi dati reali all’organizzazione, specificando il tuo nome d’arte al momento dell’iscrizione.

Possono partecipare i minorenni?

Sì, ma solo se in allegato all’iscrizione è presente un’autorizzazione a partecipare a Writer Factor da parte dei genitori o tutori legali del minore.

Come faccio a sapere i risultati? Quanto tempo ho per scrivere tra una fase e l’altra?

Ogni comunicazione ufficiale sarà pubblicata su Il momento di scrivere e i partecipanti riceveranno comunicazioni private all’indirizzo email fornito al momento dell’iscrizione. Durante la gara gli autori hanno una settimana di tempo per scrivere il nuovo racconto a partire dalla data di ricezione della mail privata. Si consiglia di leggere con estrema attenzione il regolamento completo.

Quali garanzie che il concorso abbia un buon esito?

Writer Factor può contare su una giuri di qualità che ha già esperienze nel campo dei concorsi letterari, i cui membri hanno già lavorato insieme con ottimi risultati. Inoltre, i giudici di Writer Factor sono direttamente coinvolti nella pubblicazione dei racconti dei vincitori; ergo, è un interesse dei giudici il concorso abbia il miglior esito possibile. Nel totale rispetto dei giudici e dei concorrenti, si ricorda che Writer Factor è un concorso totalmente gratuito, che non si avvale di finanziamenti e sponsor. Ogni attività svolta dall’organizzazione è totalmente volontaria, seppur svolta nella maniera più professionale possibile. Per maggiori dubbi in merito si consigli di contattare in privato l’organizzazione.

Link all'articolo originale. 
Affilate le penne! La gara è iniziata! :)

martedì 13 ottobre 2015

Recensione fantasy - Alone. Il solitario

RECENSIONE FANTASY - ALONE. IL SOLITARIO

L'aggiornamento di oggi è dedicato a un romanzo autoprodotto, già segnalato sul blog "I mondi fantastici" un mese fa, che mi ha incuriosito per l'accattivante copertina con i lupi ma anche per la trama, che mette infatti in campo un cacciatore di licantropi. Il romanzo è "Alone. Il Solitario", di una giovane autrice italiana, Giada Bafanelli, disponibile su Amazon per download immediato in formato digitale. Il prezzo è 0,99 euro al momento.

Il romanzo è un urban fantasy, ossia una storia fantastica ambientata in un contesto urbano, ai giorni nostri. Nel caso specifico la storia si svolge in Svezia, tra Falun e Solleron, un po' in città, un po' nella campagna svedese, dove un cacciatore di licantropi, tale Einar Ivarsson, viene chiamato da una cliente (la signora Saarinen) per ritrovarle la figlia (morsa e quindi mutata in licantropo) e ucciderla prima che possa far del male a qualcuno. Nel corso della sua ricerca di Kirsi, la figlia, Einar si imbatte in un complotto ben più ampio, che coinvolge l'intera schiera dei cacciatori, rendendosi conto che non tutti (e non sempre) i licantropi sono cattivi. Kirsi, ad esempio, non è il mostro che la madre l'ha dipinta di essere, non sempre quantomeno. Grazie alle ricerche di Sven, infatti, la ragazza riesce a tenere sotto controllo la sua parte animalesca e, se fosse possibile coinvolgere altri soggetti nelle ricerche, il pericolo dei licantropi sarebbe scongiurato. Ma qualcuno, da ambo le parti, non è d'accordo con i sogni di pace di Kirsi e di Einar. E la storia si movimenta.

Proprio la vivacità della trama è, secondo me, il punto di forza di questo breve romanzo, nient'affatto scontato. Non aspettatevi la solita storia d'amore impossibile, Alone è davvero solitario. La caccia, la guerra e l'azione regnano sovrane, travolgendo tutto, anche i sentimenti, anche i ricordi. Lo sa bene Einar, costretto a mettere da parte i ricordi dell'amata Eva e a vivere in un doloroso presente senza di lei, fronteggiando al qual tempo i suoi fantasmi. Il finale, inoltre, lascia a bocca aperta.

Una storia che scorre bene, con pochi personaggi essenziali, ma ricca, con piccoli accenni a un mondo ben più complesso (i cacciatori anziani, altri licantropi ecc) che, da quel che si intuisce, va oltre lo stesso romanzo e lascia il campo aperto per eventuali altri libri, prequel o sequel che siano. Lo stile è fresco, chiaro, diretto, senza troppi fronzoli, ma ben curato. Una lettura, nel complesso, veloce, ma non scontata, per gli amanti dell'azione e dei romanzi fantastici d'avventura.

Questo il sito dell'autrice in cui presenta "Alone. Il solitario".

Buona lettura! E attenti al lupo!