sabato 6 gennaio 2018

Recensione "Il canto del ribelle" di Joanne Harris

Recensione "Il canto del ribelle" di Joanne Harris

Il canto del ribelle” è un romanzo fantastico di Joanne Harris, prequel alla trilogia “Runemark”, già edita da Garzanti. Il libro è comunque fruibile indipendentemente dalla lettura degli altri volumi.

La storia è ambientata ad Asgard, ai tempi del mito, e ne segue la costruzione, l’edificazione e il crollo, per mezzo della voce narrante di Loki, Dio degli Inganni e, in questa storia, fratello adottivo di Odino. Un tempo era un demone del fuoco, che Odino tirò fuori dal Caos, poi è stato fratello del Signore degli Asi, pur senza mai essere considerato uno “del gruppo” da parte degli altri Asi, infine è stato giudicato colpevole delle peggiori nefandezze, imprigionato e poi compartecipe della caduta di Asgard durante il Ragnarok.

Il libro riprende elementi della mitologia nordica, delineando un quadro completo della storia di Asgard, e in particolare del ruolo avuto da Loki nella creazione e/o nella risoluzione di alcuni problemi, come il taglio dei capelli di Sif, la forgiatura di Mjolnir e della lancia Gugnir, il rapimento di Idun, la morte di Balder e infine l’apocalisse nordica.
Io conosco una storia, o figli della terra.Parlo come devo.Di come nove alberi hanno dato vita ai MondiAffidati ai giganti. Va bene. Basta. Basta così. Quella era la Versione Ufficiale. La Profezia dell’Oracolo, così come è stata raccontata a Odino Padre di Tutti dalla Testa di Mimir il Saggio e che tratta, in trentasei strofe, tutta la storia dei Nove Mondi, da “Che sia fatta luce” fino a Ragnarok. Fantastico, non vi pare? Bene, questa non è la Versione Ufficiale. Questa è la mia versione dei fatti. […] Una volta tanto cominciamo da me. Altri hanno già avuto l’occasione di raccontare la loro versione dei fatti. Questa è la mia. Io la chiamo Lokabrena o, tradotto approssimativamente, Il Vangelo di Loki. Loki sono io, il Portatore di Luce, l’eroe incompreso, elusivo, bello e modesto. Non prendetelo come oro colato, ma è vero almeno tanto quanto la Versione Ufficiale e, oserei dire, più divertente. Sin qui la storia mi ha assegnato un ruolo assai poco lusinghiero. Adesso tocca a me entrare in scena.

Il romanzo è suddiviso in quattro parti, definiti libri (luce, ombra, crepuscolo e tramonto), che seguono la vita di Loki e il suo rapporto di amore/odio con Asgard e con gli Asi. Luce è ovviamente l’inizio di tutto, ispirata al celebre verso della Profezia dell’Oracolo: “Che sia fatta luce!”. In questa fase il lettore fa la sua conoscenza di Loki, il narratore, e del mondo in cui si ritrova a vivere, con qualche accenno di cosmogonia generale, finché Odino non viene a prelevare il demone dal caos e lo porta ad Asgard, dove conosce la sua nuova famiglia. Inizialmente Loki cerca di farsi apprezzare, ci prova a farsi se non voler bene, quantomeno a non farsi odiare. Ma gli Asi sono una casta chiusa e molto tronfi e orgogliosi e lo accusano di ogni nefandezza, anche delle più sciocche banalità, generando risentimento nel suo animo, risentimento inasprito dal silenzio di Odino che, in qualche modo, avalla il motteggiare continuo del resto delle Divinità. È qui, infatti, che nasce il germe della rivalsa in Loki. Nella fase “Ombra”, tramite la narrazione di varie avventure (alcune note ai lettori delle opere classiche della mitologia nordica) che coinvolgono Loki e gli altri Dei (Thor, in particolare, ma anche Odino, Frey, Freyja), il Nostro Umile Narratore cerca di scoprire i punti deboli degli Asi, seminando zizzania tra loro per indebolirli, in cerca della sua rivalsa, ma non approda a niente di definitivo, ritrovandosi spesso anche a salvarli. Nella terza fase l’imbrunire si avvicina, complici la profezia dell’oracolo e i sogni di Balder il bello, di cui Loki provoca la morte. Come noto, ciò porta al suo incarceramento e all’inizio del Ragnarok. La parte finale, appunto il tramonto, è il momento della fine della civiltà degli Asi, perlomeno quella che era esistita fino a quel momento. Come ricorda Loki, e anche Einstein, nel mondo tutto si trasforma, e anche i Mondi (i nove Mondi, nio heimar in norreno) si trasformano e dopo la fine cosa c’è? Distruzione? Oblio? Una nuova vita? O, forse, più semplicemente un nuovo mondo?

Lo stile della Harris, in questo romanzo, è davvero calzante. La voce narrante è quella di Loki, che domina in tutte le riflessioni. Suo è il modo di raccontare (fresco, scanzonato, istrionico, con frecciatine continue a tutto e a tutti), sua la visione del mondo, suoi i sentimenti dentro cui il lettore entra (sia pur a fatica, dato che non è tipo da ammetterli), suoi sono gli intrighi in cui ci ritroviamo coinvolti. È vero, sappiamo già come finirà (o, quantomeno, chiunque abbia un minimo di conoscenza della mitologia nordica lo sa), ma il modo di raccontare di Loki (affabile, coinvolgente, sarcastico a volte) e il modo in cui l’autrice ha recuperato elementi e situazioni narrate del mito incastrandole in una personale cronologia fanno mettere da parte la paura di saper già tutto e permettono di entrare dentro la storia.

Agli amanti dello stile aulico/mitologico, forse il libro non piacerà, perché il modo di parlare di Loki è molto moderno, schietto, diretto, ma, va detto, è decisamente azzeccato al tipo di personaggio che l’autrice ha creato e delineato.

“Penso di poterlo convincere ad aiutarci. È solo questione di offrirgli il giusto incentivo”.
“Sei davvero tanto bravo?” ha chiesto Thor.
Ho sorriso. “Meglio. Sono Loki”.

“Il canto del ribelle” è un libro meraviglioso, raccontato da un protagonista meraviglioso che suscita, dalla prima all’ultima riga, la simpatia del lettore per il suo essere bastardo, manipolatore (trickster, potremmo definirlo), persino cospiratore, ma soprattutto perché, per quanto ci provi a odiare Odino e gli Asi, per quanto male voglia scaricare su di loro, lui sa (e di rado lo ammette, perché ammetterlo vuol dire soffrire e il dolore è una di quelle cose che il suo Aspetto Fisico non sopporta!) di essere un outsider, di non essere mai davvero riuscito ad appartenere a quella gente, a quella società che, pur con tutti i suoi difetti, avrebbe potuto essere la sua casa. Simpatia quindi verso il protagonista, e anche un’originale (ri)presentazione dei fatti, non obiettiva (ovvio! È anche dichiarato nel Prologo), né esaustiva (parliamo di miti, non di fatti storici) ma realmente coinvolgente. La Harris è anche brava a riprendere la mitologia e le avventure più note di Thor e degli altri Asi (come il taglio dei capelli di Sif o il rapimento di Idun), creando una cornice narrativa in cui tutto ha il suo posto. Una precisazione è d’obbligo, per il lettore purista: questo è un romanzo, non un saggio di mitologia nordica, perciò i fatti sono funzionali alla trama e, a volte, ci sono modifiche o omissioni, come è logico che sia, rispetto alla versione più nota del mito, che, comunque, è pur sempre un mito (uno dei tanti), non storia. Un lavoro impegnativo quello dell’autrice che, a mio parere, è riuscito molto bene. Un lavoro che non è una rivalutazione di Loki o una giustificazione alla malvagità delle sue azioni, ma è un’osservazione degli eventi da un’altra prospettiva. Una versione non ufficiale, come dichiara lo stesso Loki nel Prologo, ma decisamente divertente, scanzonata, seppur non priva di drammaticità e di sentimenti. Proprio quel dolore (fisico, ma anche interiore) che Loki ha sempre tentato di evitare, finendo per cascarci proprio dentro. E noi, lettori, con lui.


(Mia recensione originariamente apparsa sul sito "Le lande incantate").

venerdì 5 gennaio 2018

Segnalazione "Erenvir e i Sette" di Effe Cinicola

Segnalazione "Erenvir e i Sette" di Effe Cinicola

Bentrovati, lettori e appassionati di mondi fantastici! Stanotte la Befana arriverà e cosa vi porterà? Magari un libro? Perché non il nuovo capitolo della saga "Gli angeli e l'apocalisse" di Effe Cinicola? Venerdì scorso vi avevo presentato "Erenvir e l'Anno Zero", oggi passiamo a "Erenvir e i Sette". Che ve ne pare? ;)

Titolo: Gli Angeli e l’Apocalisse- Erenvir e i Sette
Autore: Effe Cinicola
Editore: Youcanprint
Genere: Fantasy Eroico
Formato: Cartaceo, ebook
Pagine: 270
Prezzo: circa 15 euro il cartaceo, 2,99 l’e-book

Il romanzo è ordinabile in qualsiasi libreria e disponibile su tutti gli store di libri e ebook (Amazon).

Trama:

Sono passati cinque anni dal Giorno del Giudizio. Sette regni angelici e quattro regni dei cavalieri dell'apocalisse già sono stati costituiti e si contrastano. Tra il bene e il male si è creato un equilibrio instabile che rischia di essere alterato da una nuova immensa minaccia: Carestia, uno dei quattro portatori dell'Armageddon, che vogliono impadronirsi del pianeta, ha evocato Abbadon il Distruttore, un essere temuto dagli stessi alati. 
Per evitare all'umanità di sprofondare sotto la sua potenza devastatrice, Erenvir si incamminerà in un viaggio che svelerà molto della neonata e oscura identità della terra chiamata Apogea.


Ero nella mia camera e stavo per lavarmi la faccia nella bacinella accanto al letto, quando l’acqua contenutavi si increspò in piccole onde eccentriche come se vi fosse caduta una goccia. 
Non me ne curai e immersi le mani, bagnandomi subito dopo il viso. 
Quando il mio sguardo tornò alla bacinella mi accorsi che altre onde si stavano formando, sempre più velocemente, come se stesse piovendo qualcosa di invisibile. 
Feci qualche passo indietro, allarmato, studiando il soffitto: niente. Mi guardai intorno: niente. 
Intanto, lo strano fenomeno acquatico aumentava d’intensità, quasi che si stesse scatenando una microscopica ma violenta tempesta in un piccolissimo spazio.
Cercai il Bastone del Dominio, l’arma miracolosa regalatami dal Popolo Angelico delle Dominazioni: era appoggiato al muro. 
Lo presi di scatto, pronto a battermi se fosse stato necessario. Ma non lo attivai subito: attendevo di capire che cosa stesse succedendo. Né lui si attivò da solo, come era già accaduto parecchie volte di fronte alle manifestazioni del Male.
Nel frattempo, l’acqua aumentò e straripò dal contenitore, bagnando il pavimento. 
Dalla pozzanghera crebbe e si formò velocemente una sagoma umanoide eretta, che prese presto le sembianze di una donna, nuda, fluida, pura e limpida, dal fascino ultraterreno. I capelli liquidi le toccavano il suolo e si muovevano come una cascata, 
scorrendole addosso e velando parte del suo corpo cristallino.
 
Potevo vedere attraverso di lei ma non riuscivo a mettere a fuoco altro che non fosse l’ondeggiante e trasparente creatura d’acqua. 
La luce del mattino si rifletteva sulla sua superficie come il sole su un mare pacifico. Aveva il viso rassicurante di un’oasi del deserto, ma gli occhi trasparenti sembravano velati da una qualche preoccupazione.
 
“Lode a te, Erenvir, figlio degli Adamòn, Portatore della Nuova Era, Eletto dagli Angeli delle Dominazioni, possessore del Bastone del Dominio.” Parlò. 
Anche la sua voce sembrava fluida, e, dolce come la marea che si infrange a riva, si presentò: 
“Il mio nome è Naia Defn, figlia delle Ninfe degli Elementi, Portatrice di Messaggi Angelici.”
Biografia dell’autore:
Effe Cinicola ha pubblicato i primi due libri auto-conclusivi della saga fantasy “Gli Angeli e l’Apcalisse”: “Erenvir e l’Anno Zero” e “Erenvir e i Sette”, a cui seguirà il terzo “Erenvir e il Potere della Violenza”. La Storia di Apogea, la Terra dell’Apocalisse, è solo all’inizio.
Sta lavorando al Gioco di Ruolo e a un gioco di carte con la stessa ambientazione dei romanzi. Presto pubblicherà una raccolta di racconti noir e un romanzo breve di genere commedia noir. 

La pagina Facebook della saga di Effe Cinicola!

giovedì 4 gennaio 2018

Segnalazione "Terra 2486" di Andrea Bindella

Segnalazione "Terra 2486" di Andrea Bindella

Torna Andrea Bindella sul blog "i mondi fantastici", stavolta con un romanzo di fantascienza che ci porta in un futuro in cui l'umanità dovrà vedersela con macchine senzienti. Una trama accattivante per una scrittura fluida e appassionante. A voi la scheda di presentazione di "Terra 2486", primo volume del Ciclo dei Creatori!

Titolo: Terra 2486
Autore: Andrea Bindella
Editore: Self Publishing
Genere: Fantascienza
Formato: Elettronico e Cartaceo
Pagine: 221
Prezzo: eBook € 1,49 / Cartaceo € 11,99
ISBN: 9781973500445
"Ora che ti ho spiegato il piano fin nei minimi particolari, dovrebbe arrivare la cavalleria a uccidermi e salvarti, proprio come nei film”.
Trama: In un futuro privo di guerre, la colonia umana Adhras è stata attaccata e sterminata. Le prime indagini sui responsabili sembrano portare ad una civiltà di robot senzienti che prospera a pochi anni luce di distanza. Al generale Russel viene affidato l’incarico più gravoso della sua carriera: formare e addestrare una squadra d’assalto per affrontare i colpevoli e porre fine alla loro esistenza.
Riuscirà il protagonista nel suo intento o questa si rivelerà la sua ultima missione?
Chi si cela realmente dietro il sipario e muove tutti come burattini?
Battaglie, tradimenti, incubi e colpi di scena si alterneranno prima dello scontro finale, attraverso una storia dai risvolti inaspettati.

“Ora che ti ho spiegato il piano fin nei minimi particolari, dovrebbe arrivare la cavalleria a uccidermi e salvarti, proprio come nei film”. 
La donna si guardò intorno e tese le orecchie.  
“Non sento niente”. Sorrise. “Addio, tesoro. A non rivederci più”. Prese la mira e gli sparò alla testa.
* * *
“Deve essere lui” disse l’umanoide con le corna. Si faceva chiamare Bafhetis. 
“Sì, dobbiamo fare in fretta, rischiamo di perdere la sua essenza” replicò l’umanoide con la barba bianca lunga. Lo chiamavano Elhoynam. 
“Dopo quasi cinquemilaseicento anni, ti fai prendere dall’ansia proprio ora?” sbottò Bafhetis. 
“Se quel giorno non ti fossi messo in mezzo, con quella tua idea di salvarli a bordo di una strampalata nave di legno, ora non ci troveremmo in questa situazione!”. 
“Bravo, sono solo cinquemila anni che me lo rinfacci, mi stavo giusto chiedendo quando lo avresti fatto anche oggi”. 
“Che poi, non ti era bastata, la prima volta, quella specie di zattera? Anche la seconda volta hai voluto fare il misericordioso; universi e pianeti diversi, stessa fine. Ma perché continuo a lavorare con te, mi chiedo. Voglio il trasferimento!” aggiunse Elhoynam. 
“Bla, bla, bla… Sempre le stesse ciance. Che pazienza, povero me”. 
“Bafhetis, metti il riattivatore sul petto di questo cadavere; ci vorranno anni per ridargli un corpo funzionante”. 
“Perché, hai impegni?”. 
“Allora avrai l’onore di spiegarlo a mia moglie” lo minacciò Elhoynam. 
Bafhetis appoggiò il congegno elettronico, simile a un piatto di ceramica, sul petto del cadavere disteso a terra. Con le dita artigliate sfiorò alcuni pulsanti situati al centro del disco che iniziò a emettere uno strano ronzio, seguito da flash luminosi. Il cadavere venne scosso da convulsioni sempre più frequenti e forti, fino a quando il disco non smise di ronzare e l’intera struttura ripiombò nel silenzio più assoluto. 
“L’essenza dell’umano è stata risucchiata nel disco, ottimo lavoro” osservò Elhoynam. 
“Prendiamo questo corpo e portiamolo a bordo della nave. Non ha la minima idea di quello che gli aspetterà una volta riaperti gli occhi”. 
Una risata sinistra riempì l’hangar spaziale.
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Biografia dell’autore: Andrea Bindella è nato a Perugia il 14 maggio 1979, vive ad Assisi e lavora come libero professionista. Nel tempo libero ama leggere fumetti e romanzi, ascoltare musica rock, pop e jazz, guardare film e serie televisive e cucinare.

Nell'estate del 2017 pubblica il suo primo libro "Un nuovo nemico", un thriller/fantasy che riscuote subito un successo inaspettato per un romanzo d'esordio.


A novembre dello stesso anno decide di pubblicare "Terra 2486", ambientato in un futuro non troppo lontano in cui l'incubo di un attacco alieno sembra minacciare l'umanità.

mercoledì 3 gennaio 2018

Recensione "Orrore a Whitechapel" di Mala Spina

Recensione "Orrore a Whitechapel" di Mala Spina

Finalmente torno a parlarvi di una delle serie che ho amato di più nel 2017. Sto parlando di Victorian Horror Story, di Mala Spina, che si compone di quattro romanzi brevi, già tutti editi e disponibili per l'acquisto, sia in digitale che in cartaceo (Amazon link), sia come romanzi singoli che come volume unico (consigliato!). A ottobre vi avevo parlato di "Mostri di Londra", primo capitolo della serie, in cui veniamo introdotti, di pari passo con Miss Patela, al mondo oscuro e misterioso che si cela nella Londra vittoriana, non visto dagli stanchi occhi degli umani. O, quantomeno, di quasi tutti.

In questo secondo volume, l'orrore si sposta a Whitechapel. Faccio una piccola premessa: nonostante il titolo, la vena "horror" del romanzo è minima, niente alla Dario Argento ma neppure alla Lovecraft. E' un orrore commisurato anche ai tempi in cui si svolge l'azione, prima del cinema e dei blockbuster, prima dell'invasione di immagini a cui la contemporaneità ci ha abituato. Ed è un orrore che viene svelato pian piano, tramite gli occhi della protagonista, Guinevere Patel.

Spenderei subito due parole su di lei. Chi mi conosce sa che io non amo i protagonisti femminili, soprattutto quando a scrivere di loro sono autrici. Perché? Perché spesso vengono fuori personaggi assurdi, ragazzine incapaci e senza qualità, frignone e lamentose, che per grazia divina dell'autore diventano eroi super potenti, amati e voluti da tutti (qualcuno ha detto Clary Fray o Bella Swan?^^). Invece, finalmente, in "Victorian Horror Story", abbiamo una protagonista simpatica, curiosa ma non stupida, determinata ma non ingenua, a tratti anche pasticciona, che suscita simpatia anche nei lettori maschi. Miss Patel è un po' un maschiaccio, a volte, un po' come Jo di "Piccole Donne", perché non esita a sporcarsi le sue belle scarpine e i suoi abiti, infilandosi in situazioni scomode (letteralmente! Come in "Orrore a Whitechapel" dove scende... sottoterra!), spinta un po' dalla curiosità (che è donna, si sa), un po' dai suoi disperati tentativi di liberarsi dal giogo che la opprime, un po' per salvare i suoi nuovi bizzarri amici. Una combinazione di valori, situazioni e anche modo di pensare e di parlare che la rendono una protagonista ideale, assolutamente non perfetta (come detto, a volte è ingenua, speranzosa, ci crede davvero nel lieto fine) e spesso più vittima che non motore dell'azione. Lo strumento giusto con cui noi lettori (curiosi, al pari suo e forse anche di più) possiamo addentrarci nelle vie oscure di Londra, nei sobborghi meno frequentati, nelle periferie malfamate dove dominano gang di strada, spacciatori di chissà quali allucinogeni e altre simpatiche creature fantastiche!


"Orrore a Whitechapel" è ambientato poco dopo i fatti di "Mostri di Londra", la cui lettura è obbligatoria per comprendere situazioni e personaggi, e ne descrive le conseguenze, soprattutto alla luce di quanto avvenuto alla povera Miss Patel. Oltre ai personaggi già visti nel primo volume, qua facciamo la conoscenza di Peter, un simpaticone irlandese (che a tratti mi ricordava Loki, altre Mad Sweeney, altre Heinzelmann del mio "Berserkr"^^) che accompagna Miss Patel a cacciarsi nei guai, e di altri comprimari, come Johnny il Nero e Bessie. Anche il mondo della saga si espande, con l'introduzione di nuove creature fantastiche e di un nuovo elemento: il Circolo dello Styx, che approfondiremo nei due volumi successivi.

In conclusione, un altro bel capitolo di "Victorian Horror Story", dove c'è spazio per tutto: dall'azione alla magia, dall'amicizia che cresce tra i vari personaggi a buffe situazioni di corteggiamento improvvisato. Su tutto aleggia l'opprimente presenza di Lord Richmond, il Signore di Londra, che tutto vede e tutto sa, e da cui Miss Patel sta disperatamente cercando di fuggire. Per ora, senza riuscirci.


Per chi vuole approfondire, vi rimando al sito di Mala Spina e vi ricordo che la saga si compone di quattro volumi, tutti già pubblicati:
- Mostri di Londra (recensione qua)
- Orrore a Whitechapel
- Fantasmi sul Tamigi
- Demoni da Highgate


lunedì 1 gennaio 2018

Segnalazione uscite collana Starlight

Segnalazione uscite collana Starlight

Bentrovati, amici dei mondi fantastici! Oggi ho il piacere di segnalarvi i primi due libri della collana Starlight, curata da Jessica Maccario. Si tratta di "Die Party", urban fantasy di Silvia Castellano, e "La fine del tempo, la fine del mondo", di Alessandra Leonardi. Ecco le schede!

A due mesi dalla sua nascita, la collana Starlight lancia le sue prime due uscite! Dal 23 dicembre è possibile trovare in ebook, su tutti gli store online, due racconti lunghi di genere fantasy. Ecco a voi le due autrici che inaugurano la collana.

Silvia Castellano
“Die Party”, Urban fantasy


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“Sei pronto per la festa più pericolosa dell’anno?”

Tutti conoscono il “Die Party”, la festa più apprezzata dell’anno. Molti si stanno organizzando per andarci, ma a Lyla non interessa trascorrere la vigilia di Natale in un posto in cui ci sarà tutta la scuola. Con un nome così non le sembra nulla di originale e ha già i suoi problemi con Alex, alias Mister Arroganza, colui che sarebbe in grado di spezzarle il cuore in pochi attimi. Ma Jan, il suo migliore amico, sa essere molto persuasivo e Lyla si ritrova suo malgrado a varcare la soglia del locale.
Quella che si preannunciava come una normale festa tra ragazzi, diventerà a poco a poco il party più pericoloso dell’anno.
Un segreto si annida tra quelle pareti, ma le carte non sono ancora state svelate...
E tu, aprirai quella porta?

«Ehi, ti va di ballare?» mi chiese un ragazzo con un sorriso lascivo. 
Guardandolo meglio, mi accorsi che era il tizio che fuori dal locale mi aveva osservata in modo insistente. Nella mia testa cominciò a suonare un campanello d’allarme.
«No, grazie» lo liquidai, sperando che una mia risposta negativa fosse abbastanza per mandarlo via. 
«Sei tutta sola, non vuoi compagnia?» chiese ancora, stavolta allungando una mano verso il mio fianco. 
Mi scostai e gli lanciai un’occhiata di fuoco. «No, grazie!» ripetei scandendo le parole. 
«Avanti, non fare la difficile, sarà divertente.» Mi afferrò per il braccio con forza e mi attirò a sé. «Poi magari dopo potremmo passare il tempo in un altro modo...» 
«Sei sordo? Ho detto di no» urlai strattonando il braccio per liberarmi. 
Il ragazzo scoppiò a ridere. «Sei una gattina selvaggia, eh?» 
Gattina a me? A quel punto sentii la rabbia montarmi dentro. Se non mi voleva lasciare in pace, l’avrei rimesso al suo posto a modo mio.
 ***

Alessandra Leonardi
“La fine del Tempo, la fine del Mondo” Fantasy classico (Low fantasy)

Link d’acquisto (Amazon Kindle) 

“Tutti sapevano che in quel periodo i Sapienti del Santuario del Ki giravano per i villaggi alla ricerca di bambini “speciali”, ma Taitun era distante dalle loro solite rotte. Invece quel giorno arrivarono.”

Inizia così la nuova vita di Aleysha, prelevata da casa ad appena dieci anni e costretta a vivere nel Santuario insieme ad altri bambini come lei.
Aleysha ha un dono speciale e, proprio per l’energia che possiede e le abilità che apprende durante l’addestramento, si trova suo malgrado coinvolta in un progetto molto ambizioso: salvare il Mondo dalla distruzione.
Eppure, quello che desidera davvero la ragazza è di essere libera. Libera di tornare dalla mamma, di innamorarsi e seguire la strada che più preferisce. Libera di fare la sua scelta al di là di ogni obbligo. E l’incontro con Krynon la getta ancora di più nella confusione. Chi è quel ragazzo misterioso che l’aspetta nel bosco ogni giorno sempre alla stessa ora? Cosa le nasconde?
Combattuta tra scelte difficili e segreti da scoprire, Aleysha deve decidere se seguire il suo cuore o portare avanti il compito che le spetta. Il passo per liberarsi dalle catene è breve, ma ogni scelta ha le sue conseguenze… a volte imprevedibili.
«La tua naturale abilità nell’usare il ki fa di te una gemma rara: resterai con noi al Santuario, poiché un attacco al nostro Mondo è imminente. Anche Pharna, Melio, Tonji e Wito dovranno restare e continuare l’addestramento, mentre Cofi e Pylo possono andare.» Così disse Marfon, il Grande Sapiente, nel giorno della Festa del Sole. 
I due che erano stati scartati erano dispiaciuti, mentre io ero affranta per il motivo opposto: il mio più grande desiderio era tornare da mia madre, mi mancava moltissimo. A essere sincera, avrei voluto essere al posto loro. 
Secondo Marfon non avrei potuto lasciare la zona del Santuario, ovvero la montagna e la valle sottostante, mai più: ero troppo preziosa, chiunque avrebbe potuto rapirmi, o peggio, uccidermi. Fino all’ultimo avevo sperato di poter fare ritorno a casa, ma dentro di me sapevo che non sarebbe mai avvenuto; quelle parole che mi toglievano in modo definitivo ogni illusione risuonarono nella mia testa per molte notti.


La Starlight è una collana per la pubblicazione di racconti e romanzi fantasy nata a ottobre 2017, che si occupa di valutazione, correzione di manoscritti e promozione con l’autore. Nello specifico è un marchio editoriale di Pubme curato da Jessica Maccario.
Per contattarli o seguirli, potete andare sul sito della collana o sulla pagina Facebook.
Indirizzo email a cui mandare manoscritti o richiedere collaborazioni: collanastarlight@gmail.com