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domenica 27 ottobre 2024

Segnalazione "Terrorea - Temptatio Morti vol.3"

 Segnalazione "Terrorea - Temptatio Morti vol.3"

Bentrovati, lettori. Ecco una serie di segnalazioni dedicate alla casa editrice Horti di Giano, che presenta le sue nuove uscite. Iniziamo con "Terrorea - Temptatio Morti (vol.3)".

TITOLO: Terrorea – Temptatio Morbi (Vol.3) 

AUTORE: Aa.Vv. 


Editore: Horti di Giano 

Pagine: 200 

Genere: horror/weird/folk-horror/apocalittico 

Formato: 120x190 mm 

Prezzo: 16,90 € 

Data di pubblicazione: 31/10/2024 

ISBN: 979-12-80144-683 


Dal 31 ottobre 2024 è disponibile la nuova antologia horror/weird descritta da 13 autori italiani, disponibile sul sito dell’editore , su tutti gli store online e prenotabile in libreria. 


Morbi, virus e pestilenze in una raccolta letale 

L’horror italiano in 12 racconti di autori del nostro Paese, che hanno scavato  nel più tangibile degli orrori invisibili, contro cui è difficile combattere 
 
Il male sa avere a che fare con realtà invisibili, intangibili, prive di quella forza sovrannaturale tipica di certe connotazioni. Non per questo è meno devastante, immondo, repellente. 
Da questo concetto ha preso vita Terrorea - Temptatio Morbi, con i suoi dodici racconti su virus, batteri, prioni, che popolano questo nostro (loro) mondo, originari di qui o giunti da molto lontano. E anche se non li possiamo vedere, sono con noi, su di noi, dentro di noi, e forse è proprio questo uno degli aspetti che più ci terrorizza. Mostri che non possono essere visti, mentre quel che vediamo sono le loro infauste conseguenze. 
Dacché l’uomo ha iniziato a tramandare la propria opera attraverso la scrittura, la malattia è entrata di forza in questa tradizione, come accompagnatrice indesiderata del nostro cammino, emblema dell’inevitabilità del destino, talvolta sintesi perfetta di ciò che l’umanità ha racchiuso nel concetto di male. 

Gli autori sono: Mattia Bernardini, Debora Parisi, Viviana Antonelli, Simona Volpe, Andrea Garagiola, Maria Stella Beatrice Spilotros, Clizia Germinario, Carlo Salvoni, Andy dei Fiori, Sara Perotti, Venus Marion, Emanuela Di Novo, Andrea Mungiello. 
 
Raccolta antologica a cura di Marco Marra, che ha realizzato anche la prefazione. 
 
La copertina è il risultato dell’arte di Riccardo D’Ariano. 

sabato 26 novembre 2022

Segnalazione "Fabulae Noctis" di Daniele Batella

 Segnalazione "Fabulae Noctis" di Daniele Batella

Bentrovati, lettori. Appassionati di storie dell'orrore? Oggi vi segnalo il libro "Fabulae Noctis", di Daniele Batella, edito dalla Dark Zone. Scopriamolo insieme!


C’era una volta la notte. E aveva tredici facce diverse.

Quarta di copertina: Tredici racconti, tredici storie, tredici tele dipinte a foschi colori d’ombra, come fiabe gotiche portatrici di sogni oscuri. Scenografie suggestive e incantate incontrano la cruda realtà dei nostri giorni e fanno da sfondo a storie oniriche eppure tremendamente realistiche, dove il bene e il male si fondono e danno vita ad affascinanti sfumature.

E così il mito del licantropo incontra la distopia di un futuro in cui l’anima può essere digitalizzata, la bellissima e perfida regina di un regno antico si accosta alla leggenda giapponese delle donne-volpe e della loro eterna guerra contro il male. Le fiabe mai raccontate degli antieroi e delle loro disavventure, le passioni travolgenti, il sangue, gli incubi e gli amori prendono vita in questa raccolta dedicata alla notte e ai suoi affascinanti abitanti.

Prezzo: 14,90 euro

Disponibile su tutti gli store di libri e di ebook (sito DZ Edizioni).


Biografia autore: Daniele Batella

Dal 2009 si esibisce come cantante nel gruppo vocale Cherries on a Swing Set.

Da sempre appassionato di arte creativa, forma i suoi gusti letterari su romanzi thriller, noir, con ambientazione storica, elementi archeologici o accenni al sovrannaturale; allo stesso tempo l’introspezione psicologica e l’esplorazione delle umane pulsioni proprie di autori come Henry James o Michael Cunningham lo portano a cesellare il suo gusto verso una narrativa antropocentrica, fatta di storie di vita vissuta.

End of the Road Bar è il suo primo romanzo.

Vive ad Orvieto, in Umbria.

mercoledì 26 settembre 2018

Recensione "Miseri resti sepolti" di Miriam Palombi

Recensione "Miseri resti sepolti" di Miriam Palombi

Bentrovati, lettori! Ricordate che qualche giorno fa vi avevo parlato di "Miseri resti sepolti", la nuova uscita della ciclonica autrice Miriam Palombi, targata DZ Edizioni? Bene, ho avuto il piacere di leggere questo libro in super anteprima, per cui ringrazio l'autrice e l'editore, e la prima reazione alla lettura è stata: brrr!!! Brividi. Ma non di freddo! :)

"Miseri resti sepolti" è una raccolta di racconti horror. Come tutte le raccolte, ci sono storie più brevi e più lunghe, storie complete, storie in cui avrei voluto sapere di più. Tutti questi racconti però sono uniti dalla tematica della morte, una morte che spesso giunge in maniera traumatica, altamente drammatica e violenta. Una morte che, in alcuni casi, non è la fine del viaggio.
Terra nera e grassa. Terra che scivola in bocca e scricchiola sotto i denti. Larve biancastre ti solleticano il palato in un bacio languido, mentre il dolore che ti avvolge è un cane che morde rabbioso. 
Puoi sentirlo anche ora: il tuo corpo giace, coperto da mezzo metro di quella stessa terra che ti riempie la bocca.
I racconti sono tanti, parlare di tutti è impossibile e rischia di annoiare il lettore, per cui mi limiterò a qualche accenno sugli aspetti che ho maggiormente apprezzato, soffermandomi poi sui racconti che mi sono piaciuti di più. Il primo elemento positivo del libro, la prima goccia di fascino che scivola sul volto teso del lettore, è sicuramente il linguaggio usato. L'autrice, con accortezza e studio, sceglie le parole adatte per i suoi racconti, anche e soprattutto in quelli più brevi. Nessuna parola è affidata al caso, ma frutto di un labor limae finalizzato a condurre il lettore nei sentieri più oscuri della vita e della morte, negli antri tenebrosi e terribili dell'animo dove si annidano i demoni dell'uomo.

Uno stile impressionista, con cui l'autrice spennella terrore, ansia e disagio nelle pagine di questo breve libro, raccontandoci di morte e violenza, di fantasmi dell'animo e del cuore. Alcuni passaggi sono molto forti, intensi, in grado di offrire al lettore un'esperienza sensoriale totale, che non coinvolge soltanto la vista, ma stimola anche gli altri sensi, ti porta lì, sotto terra, a lottare per riemergere dal fango e dal lerciume che ti ha sommerso, ti porta a correre nei boschi per la tua sopravvivenza, a soffrire e gemere per le ferite che ti hanno inflitto, a combattere contro l'oscurità che si annida negli androni dei palazzi di fronte a casa, a sentire l'odore del sangue e del metallo che l'ha fatto sprizzar fuori.
La lama non mente mai, sa dirti sempre se gli altri sono buoni o cattivi.
Tra i vari racconti, mi è piaciuto molto il racconto d'apertura, che dà il nome al volume: "Miseri resti sepolti", che riassume alla perfezione lo stile e le atmosfere del libro, con essenzialità e stimolando i sensi. "On the road", tra i tanti, è forse il racconto che tende più al fantastico, mi ha ricordato una puntata di Supernatural, in chiave molto più horror. "La casa che dorme", inquietante. "Istinto animale", sembra un racconto di Poe, sia pur più violento e sanguigno. Molto belli anche i microracconti, che sembrano quasi liriche, per l'intensità del messaggio, per la carica emotiva delle parole, come "Vendetta" o "Aldilà".

Non aspettatevi, quindi, i soliti racconti horror, ma pennellate di terrore spalmate tra le pagine di un libro che vi inquieterà. Il giusto, dai. E vi lascerà in bocca anche il sapore di risposte non avute, riflessioni sulla violenza, sull'oscurità, sul male che gli uomini sono in grado di farsi e che a nient'altro porta se non ad altro male. Tra i miseri resti sepolti di Miriam Palombi c'è anche la cruda verità.



Il libro uscirà a ottobre 2018 e sarà disponibile in anteprima allo stand Dark Zone Edizioni a Firenze Libro Aperto (Fortezza da basso, dal 28 al 30 settembre).


martedì 31 ottobre 2017

Recensione "Mostri di Londra" di Mala Spina

Recensione "Mostri di Londra" di Mala Spina

"Mostri di Londra" è il primo racconto lungo della serie "Victorian Horror Story" scritta da Mala Spina. Come si evince dal titolo, si tratta di storie di terrore ambientate nella Londra vittoriana; quattro storie, per l'esattezza, tutte già disponibili e pronte per essere scaricate dagli store di ebook e lette, anzi divorate! ;) Io ho appena iniziato il viaggio, insieme a Ginny e agli altri personaggi, e devo dire che ne sono già rimasto affascinato. Pronti per scoprire i lati oscuri e misteriosi della Londra di fine Ottocento?

Piccola premessa: questa storia si scopre pagina dopo pagina, per cui molte cose ve le accennerò e basta. La sorpresa e la scoperta sono sempre dietro l'angolo. 

Tutto ha inizio a Londra, la fumosa, nebbiosa e oscura capitale inglese, dove Guinevere Patel, detta Ginny (o Madame Istar), inizia la sua "carriera" di veggente/medium, ereditando lo studio dalla sua mentore, la più celebre Madame Iside. Tra i frequentatori del suo studio c'è però qualcuno che non se la beve e che vuole andare più a fondo nella questione. Si tratta di Percy, un personaggio misterioso che affascina e intriga la povera Ginny, che presto si ritroverà catapultato in un mondo del tutto nuovo, dove il confine tra realtà e finzione scompare e dove tutti i mostri e le creature fantastiche su cui ha scherzato fino a quel momento si rivelano vere.

I personaggi sono intriganti e l'autrice è brava a non svelare subito le sue carte. Li scopriamo anche noi, pagina dopo pagina, assieme a Ginny, e forse giungiamo a non conoscerli del tutto (sempre che loro stessi si conoscano davvero!). C'è Lord Richmond, un uomo freddo, all'apparenza, calcolatore, con un lato oscuro bestiale; c'è Lancelot Hughes e il suo compare, Wright. E c'è Tristan, l'inflessibile cameriere, che non manca di servire tè e dolcetti anche nei momenti di massima confusione. Un mondo opulento e sporco da cui Ginny è attratta.

Il romanzo è snello, si legge in una serata, e apre le danze alla serie "Victorian Horror Story", composta da altri tre libri: Orrore a Whitechapel, Fantasmi sul Tamigi e Demoni da Highgate, che consiglio assolutamente. Apprezzabile, infine, l'utilizzo di mitologie e culture diverse da quelle classiche a cui siamo abituati nei libri. Ma anche qua, non anticipo altro.

Preparatevi per un viaggio nei segreti di Londra e ricordate, dietro la facciata opulenta di un bel palazzo, si nasconde sempre un mostro in agguato! Be careful, folks! :)

Sito di Mala Spina per rimanere aggiornati sui suoi lavori.



mercoledì 13 luglio 2016

Recensione "Oscure regioni 2" - i racconti dell'orrore di Luigi Musolino

RECENSIONE "OSCURE REGIONI - Volume 2"

Secondo appuntamento con i racconti dell'orrore di Luigi Musolino. Dopo aver parlato del primo libro, oggi vi presento "Oscure regioni - volume 2", che completa il viaggio nel folklore italiano iniziato dall'autore, concentrandosi prevalentemente sulle regioni del Centro-Nord. Per chi si fosse perso la puntata precedente, questa antologia raccoglie dieci racconti di Luigi Musolino, di stampo fantastico e horror, realizzati partendo da leggende e tradizioni folkloristiche italiane: una leggenda per ciascuna regione del nostro Paese.

Faccio subito una piccola annotazione: ho trovato questo volume molto più curato del primo. Non so in che ordine l'autore abbia redatto i venti racconti, ma leggendo ho avuto l'impressione che alcuni di questi fossero successivi ai precedenti, notando una maggior cura stilistica, una maggiore padronanza di sé e della materia, che si riversa anche nell'approccio del lettore. Oserei persino dire che questo volume mi è piaciuto più del precedente, ma andiamo con calma e scopriamo i racconti di "Oscure regioni - volume 2".

Il libro inizia con "Les abominations des Altitudes", racconto ambientato in Val d'Aosta. Una storia di montagna, piacevole nell'ambientazione e nel senso di mistero. Ammetto però che non mi è piaciuta la struttura stessa, ossia il narrare la storia del vecchio Delorme da parte dei due protagonisti, che si ritrovano a vivere la stessa situazione. Avrei preferito seguire proprio Delorme in diretta, senza che ci venisse narrata nel racconto, cosa che ha rallentato il ritmo.
"Febbre" è il secondo racconto e, sia pur nella sua brevità, è stata una piacevole sorpresa, in quanto stavolta l'autore va diretto al nocciolo della questione, facendo scontrare il protagonista con la leggenda, in maniera decisamente inaspettata. Siamo nel Lazio e la leggenda è quella della Pantasema, un'antica figura femminile legata ai riti agricoli.
La terza storia è quella che aspettavo fin dalla scoperta di questa raccolta, in quanto ambientata in Toscana. Ero curioso di scoprire quale leggenda l'autore avesse scelto e sono rimasto sorpreso in quanto non la conoscevo: si parla della Marroca, un animale mitico che secondo la credenza contadina vive essenzialmente nelle zone umide della campagna della Valdichiana. "Vagiti" mi è piaciuta molto perché anche qua siamo in presenza di un protagonista che viene direttamente a contatto con una creatura leggendaria, e mi è piaciuto anche molto la progressiva scoperta e realizzazione da parte dello stesso protagonista, fino all'orrore finale.

"Il carnevale dell'Uomo Cervo" ci porta in Molise, dove assistiamo al poco simpatico incontro tra Omar e Gl'Cierv. La cosa che mi è piaciuta di più è stata proprio la scelta della leggenda, quella dell'uomo cervo, che si lega a altre antiche tradizioni simili europee, in particolare dell'area celtica. 
"Nato con la camicia", altro racconto interessante. Più un urban fantasy in realtà che un racconto dell'orrore. Siamo in Friuli e il mito è quello dei benandanti, i nati con la camicia, rappresentati in questo caso da un ometto piccolo, brutto e maligno. Considerando che in uno dei miei prossimi libri in uscita accennerò a questo mito, è stato interessante leggere al riguardo.
"Intersezioni" è l'unico racconto tra i venti che non mi è piaciuto. L'ho trovato confuso e privo di trama, alcuni passaggi ho dovuto rileggerli perché non capivo cosa stesse succedendo. Il taglio è volutamente onirico, con questi gnefri, i folletti dei boschi dell'Umbria, e in questi racconti capita che si prediliga l'aspetto surreale a quello più pratico, però onestamente non mi ha sconfinferato.
"Smeraldo", invece, è un racconto bellissimo, intenso e, se vogliamo, anche possibile fonte di riflessioni sul tema della diversità e dell'accettazione. Diverso da tutti gli altri diciannove, forse richiama "I nastri di Larrie" del primo volume, narra la storia di un'amicizia speciale, tra la piccola Daria (Ariaaa) e Smeraldo, una creatura bizzarra che popola le paludi del Polesine. E' una storia di amicizia, di affetto, di comprensione e di scoperta reciproca, ma anche di diffidenza e odio, e vale da solo l'intero libro.

"A caccia" è un altro bel racconto. La struttura è molto semplice, quasi scontata, ma da grande appassionato di lupi e soprattutto da fan dei lupi mannari, ho apprezzato tantissimo l'inserimento di una figura simile: ossia il Dupi Minaro, creatura della Basilicata. L'Italia è ricca di leggende diverse attorno alla figura del licantropo, che spesso variano da regione a regione, per cui scoprire quella nota in terra lucana è stato davvero interessante. 
"Un selvaggio" è ambientato in Trentino, ma la singolarità è che la leggenda scelta, quella dell'Uomo Selvatico, compare anche in altre regioni, ad esempio se ne parla pure sulle Alpi Apuane, di questa creatura (un ominide) che vive nei boschi, lontano dagli uomini, sebbene l'Omo Selvatico lucchese sia meno viulento! Comunque, applausi a Ernesto Musi che fa quello che farei io se avessi un capoufficio così rompicoglioni!
"Soltanto una povera vecchia" invece è un gran finale in salsa stregonesca. Così come "Oscure regioni - volume 1" era iniziato con le streghe del Piemonte, questa raccolta si conclude tornando vicino al punto di partenza, in Liguria occidentale, nella provincia di Imperia, dove è diffusa la leggenda della bagiùa. Una storia orripilante, di sangue, violenza, mistero e riti orgiastici, un pandemonio da gran finale.

Concludendo, anche questa antologia è stata piacevole. Una cosa che ho apprezzato, oltre alla miglior cura stilistica, è stata la scelta (ad eccezione del primo racconto valdostano) di far incontrare direttamente i personaggi con le creature leggendarie, riducendo la parte "didascalica"/di spiegazione che invece ho trovato in alcuni racconti del primo volume. In questo modo i personaggi hanno potuto toccare con mano gli orrori della loro terra, e il lettore con loro, sorprendendosi, spaventandosi e tirando magari un urlo quando dal cesso di casa loro è apparso un biscione schifoso! Bleah! E ora chi si siede più sul water?! :-) 

Per chi è interessato a scoprire qualcosa di più su "Oscure regioni" e Luigi Musolino, questo il link alla pagina di Amazon dove acquistare il libro. 

Chi è l'autore? Luigi Musolino è nato nel 1982 in provincia di Torino. Editor e traduttore, ha collaborato con svariate case editrici; i suoi racconti horror sono stati premiati in molti concorsi letterari. Nel 2012 è uscita, in formato e-book, la sua prima antologia: "Bialere - Storie da Idrasca". Nel novembre 2014 RiLL ha curato l'antologia "Oscure Regioni - volume 1" (collana Memorie dal Futuro, ed. Wild Boar). Illustrazione di copertina: Diramazioni. Per ulteriori informazioni su "Oscure Regioni - volume 2", si rimanda al sito dell'associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare, che ha curato il volume: www.rill.it