Visualizzazione post con etichetta berlino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta berlino. Mostra tutti i post

mercoledì 6 marzo 2019

Recensione "Berlin. Trilogia della città" di Fabio Geda e Marco Magnone

Recensione "Berlin. Trilogia della città" di Fabio Geda e Marco Magnone

Bentrovati, lettori. Oggi tripla recensione, nel senso che vi parlo dei primi tre libri di una esalogia: la saga "Berlin", scritta da due autori italiani, Fabio Geda e Marco Magnone. La storia si svolge in una Berlino alternativa, alla fine degli anni '70, in piena Guerra Fredda, quando un virus ignoto stermina la popolazione adulta di Berlino Ovest, lasciando soltanto i ragazzi in città. Questi si ingegneranno, ciascuno a modo suo, per sopravvivere.

La saga si compone di sei volumi, tutti editi da Mondadori:
Berlin – 1. I fuochi di Tegel
Berlin – 2. L’alba di Alexanderplatz
Berlin – 3. La battaglia di Gropius
Berlin – 4. I lupi del Brandeburgo
Berlin – 5. Il richiamo dell’Havel
Berlin – 6. L’isola degli dei
«Chi l’avrebbe mai detto che in questo mondo l’Isola che non c’è sarebbero stati gli adulti ad abitarla. E che alla fine i bimbi sperduti sarebbero partiti alla sua conquista.»
Per info potete curiosare sul sito ufficiale "Berlin".

Ho letto questi libri con grande curiosità, perché adoro Berlino e volevo proprio godermi questa storia ambientata nella città tedesca. La prima cosa, però, che mi ha fatto storcere il naso è la mossa commerciale dietro questa saga: sei libri sono troppi, soprattutto sei libri sottiletta, di 200 pagine l'uno, che costano 14 euro. Il che vuol dire che uno deve spendere 80 euro per leggersi tutta la saga, ed è decisamente troppo, anche perché non è che vi sia una trama così ricca da giustificare sei volumi. Questa, infatti, è stata la cosa che più mi ha fatto storcere il naso: stringendo stringendo, la trama dei primi tre libri si può ridurre a: i ragazzi delle varie fazioni in cui si è divisa Berlino cercano di sopravvivere. Però il mordente è davvero minimo (in particolare nel secondo volume...), fino quantomeno al terzo volume che fa decollare il ritmo, in particolare nel finale.

Ma andiamo con ordine.

"I fuochi di Tegel" è un volume introduttivo. Conosciamo i vari protagonisti della saga, tutti ragazzetti, tra i dodici e i diciotto anni. Eh sì, perché oltre i diciotto, quando si diventa adulti, i ragazzi muoiono, come è successo a tutti gli adulti infettati dal virus.

La cosa piacevole è scoprire come le varie fazioni di Berlino si siano organizzate. Ci sono le ragazze che vivono nel castello sull'Isola dei Pavoni, e se ne stanno beate per i cavoli loro, finché quell'idiota di Wolfrun non decide di andare a rompere loro le palle (perché? Perché sì. Perché è una sfigata che non sa cosa fare della poca vita che ancora le resta. Pessimo personaggio adolescente da prendere a calci nel culo una pagina sì e l'altra pure, insieme ai poveri sfigati senza palle che la seguono...); poi ci sono Sven, Jakob e i ragazzi che vivono a Gropiusstadt, la combriccola dello Zoo, i bulletti del Reichstag (tra cui quel gran figo di Timo) e i pazzi scatenati di Tegel.


Quest'ultimo fastidioso gruppo è composto dal prototipo dei fastidiosi adolescenti odierni, che pur in una situazione di pericolo e devasto totale, come una quasi apocalisse del genere umano, non hanno altro da fare che cazzeggiare. Ecco, questa è stata la seconda cosa che non mi è piaciuta. Non riesco veramente a trovare una motivazione, una sola, perché questi stupidi di Tegel debbano essere così stupidi. Voglio dire, state per morire, godetevela la vita, no? Divertitevi, non la sprecate in quel modo debosciato.

Meglio allora i ragazzi del Reichstag, che pur nella loro struttura quasi militare, sfornano personaggi più interessanti, come Timo che, a mio avviso, è uno di quelli meglio riusciti nei primi tre libri della saga. Ribelle, "fumino", sempre pronto a fare a botte per rimarcare il suo possesso e il suo dominio, in realtà è un ragazzo onesto, fedele a se stesso e alle poche persone a cui vuole bene; ha la stoffa del leader, anche se forse neppure vorrebbe farlo. Ci vorrà un po' prima che questo lato della sua personalità emerga, e in questo contribuisce l'incontro con Jakob e gli altri di Gropius.

Una cosa divertente è vedere le interazioni tra i vari personaggi: la cotta di Jakob per Christa, le battute di Berndt, gli intrighi dei ragazzi del Reichstag. Sono personaggi tutti molto diversi, ma che a modo loro cercano di sopravvivere, di trovare una strada per sopravvivere. 

"L'alba di Alexanderplatz" è stato deludente, un romanzo inutile, in cui l'unico aspetto positivo è la presenza di Timo, la sua evoluzione, e anche il rafforzarsi dei legami tra i vari protagonisti. Per il resto non ne ho capito il senso, considerando la debole minaccia rappresentata. Inoltre, l'introduzione di Berlino Est solleva, nella mia mente, tutta una serie di interrogativi, del tipo "dove sono tutti?", che non so se troveranno risposta nei libri successivi.

"La battaglia di Gropius" è stato un libro piacevole, sebbene la battaglia poi sia una semplice scazzottata nella neve, sia per le varie sottotrame aperte (il mistero di Tima, l'ascesa di Claudia, la caduta di Wolfrun, il ruolo di Verme, altro personaggio interessante, il finale aperto...) che per il ritmo, sempre veloce, che ne fanno una lettura piacevole. 

Il "colpo di scena" finale per me non è stato così, me lo aspettavo dal primo libro, ma magari a qualcuno è sembrato tale. Detto ciò, con quella scoperta, finalmente la trama sembra prendere una direzione più avventurosa e thriller, e spero che proceda così nei tre volumi finali, anziché perdersi in schermaglie adolescenziali. 

Alla fine, la saga "Berlin" è una lettura piacevole, veloce, con personaggi simpatici, sebbene, a mio avviso, manchi di quella tensione drammatica che mi aspetterei in una situazione simile. Anche "Hunger Games" è un distopico per ragazzi, però riesce a sembrare molto più adulto, più vero, più sporco.

martedì 10 luglio 2018

Il mondo di "Berserkr": altri racconti

Il mondo di "Berserkr": altri racconti

Bentrovati, viaggiatori di mondi fantastici! Oggi vi (ri)porto a Berlino, nella Berlino misteriosa del mio urban fantasy "Berserkr", per parlarvi di due racconti che ho scritto ambientati nello stesso universo narrativo del romanzo. Ogni tanto qualcuno mi chiede: "ma quando esce Berserkr 2?". "Berserkr 2" non esiste, né mai esisterà, in quanto il romanzo è autoconclusivo. Potrebbero uscire altri romanzi ambientati nello stesso mondo, con protagonista Ulrik Von Schreiber, ma sarebbero comunque libri autonomi.

Nell'attesa, vi segnalo due racconti urban fantasy che sono già stati scritti e pubblicati. Entrambi sono disponibili in antologie tematiche edite da Nati per scrivere, la mia associazione culturale.

"Sunday, gloomy Sunday", inserito nell'antologia "Jukebox. Racconti a tempo di musica".

"Jukebox" è scaricabile da tutti gli store di ebook (Amazon, Ibs, Kobo store) e acquistabile in cartaceo dallo store Amazon di Nati per scrivere.

Il racconto è ambientato a Berlino ed è incentrato attorno a una canzone maledetta: "Gloomy sunday". Si tratta di una leggenda metropolitana, molto nota nell'Europa centrale. Pare infatti che negli anni '30 sia stata composta e diffusa, in Ungheria, una canzone tetra, molto malinconica, che abbia indotto varie persone a suicidarsi, guadagnandosi così la fama di "canzone dei suicidi", o "Hungarian suicide song". 

Nel racconto, riprendo questa leggenda metropolitana, facendone la canzone che il povero Rudi compone aiutato da una misteriosa entità. Questo musicista disperato, che non riesce a sfondare con il solo talento, si ritrova infatti a implorare un aiuto "dal cielo", anche se in realtà l'aiuto viene da molto più in basso. Riesce così a scrivere questa canzone, che darà il via a una serie di suicidi. Spetta al buon Ulrik Von Schreiber indagare, aiutato dal fido Fabian. Su ordine della Divisione, Ulrik dovrà infatti scoprire il mistero della canzone e impedire nuove morti.



L'ambientazione, come potete leggere, è la Berlino di "Berserkr", potremmo dire che si tratta di un altro caso a cui Ulrik lavora. Tra le leggende citate, ci sono appunto quella di Gloomy Sunday (approfondimento qua), quella di Erlkonig, l'elfo oscuro del folklore germanico, protagonista di una ballata di Goethe, e poi streghe, vampiri e licantropi. Per chi ha già letto "Berserkr", troverà citazioni da quel mondo (gli Accordi dell'89, la Guerra Calda, la Quercia delle streghe), per chi non ha letto sarà un'avventura autonoma e, chissà, magari sarà stimolato a saperne di più.

PS: Il titolo "Sunday, gloomy Sunday" è un omaggio a una canzone degli U2, ovviamente.

***

Il secondo racconto ambientato nell'universo di "Berserkr" è "Progetto Heimdallr", inserito nell'antologia "Tutta colpa dello zodiaco" come racconto di apertura. Si tratta di un urban fantasy, anch'esso ambientato a Berlino, nella zona della flakturm di Humboldthein, ossia la torre antiaerea fatta costruire da Hitler durante la Seconda guerra mondiale. Stavolta il protagonista non è Ulrik, bensì Jensen, un giovane membro del Fronte di Liberazione Animale, un'organizzazione animalista che persegue la liberazione degli animali usati come cavie dalla Divisione.

Sì, in questo racconto ci spostiamo sul fronte opposto. Finora abbiamo visto la Divisione come l'entità che difende la città, che la protegge dagli attacchi delle creature sovrannaturali, in questo caso andiamo dall'altra parte, vediamo come viene percepita dagli altri. Il Fronte non la vede bene, infatti critica le loro politiche e decide di organizzare un assalto a un camion per liberare degli animali trasportati. In realtà, il povero Jensen non incontrerà un animale...

"Progetto Heimdallr" non ha una collocazione specifica, a livello di continuity con "Berserkr", in quanto presenta altri personaggi. Tra le leggende di riferimento c'è il mito di Heimdallr, il Dio guardiano del Ponte Arcobaleno nella mitologia nordica, la Sentinella celeste che vegliava su Asgard e sui suoi abitanti. Veniva chiamato anche il "Dio dalle corna d'ariete" o corna d'oro, in virtù dell'elmo che indossava ed era associato al segno dell'Ariete. Ecco perché il racconto è stato inserito in apertura dell'antologia "Tutta colpa dello zodiaco", che racchiude infatti dodici racconti ispirati ai segni zodiacali.

"Tutta colpa dello zodiaco" è disponibile su tutti gli store di ebook e di libri e ordinabile in cartaceo in libreria (Amazon Kindle, cartaceo). Buona lettura!


lunedì 19 febbraio 2018

Dietro le quinte di Berserkr - le ambientazioni (2)

Dietro le quinte di Berserkr - le ambientazioni (2)

Bentornati a un nuovo articolo di approfondimento su "Berserkr", il mio urban fantasy ambientato a Berlino, edito da Dark Zone Edizioni. Non la Berlino turistica o commerciale, ma quella vissuta dai veri berlinesi, quella un po' grunge, abbandonata, polverosa, misteriosa. Esotica, perché no? 

In un precedente articolo, vi ho parlato di Dicke Marie, della torre del Grunewald, di Tempelhof e dell'Orangerie a Potsdam. Oggi scopriamo altre piccoli scorci della città dove Ulrik Von Schreiber tenta di impedire lo scoppio di una nuova Guerra Calda.

Partiamo dal Prologo, che si svolge sul lungocanale di Kreuzberg, poco prima che si tuffi nella Sprea. Siamo a Kreuzberg, appunto, in un'area ricca di locali, dove si ritrovano i giovani. Anche nel mondo post-bellico di "Berserkr" ci sono dei bei locali, tra cui il Club der Visionaire.

CLUB DER VISIONAIRE
Citato all'inizio del romanzo, è il locale dove vanno Lars e Hansel. Il locale esiste davvero ed è molto carino. Si trova a Kreuzberg, vicino alla Sprea.


Il Club Der Visionäre è uno dei locali storici della Berlino degli ultimi dieci anni, un club famoso soprattutto per il pre e post serata, quando o al tramonto o all’alba, si vuole stare in giro a godersi il bel tempo in un’atmosfera di grande rilassatezza. Negli ultimi anni il locale è cambiato un po’: le chiatte su cui appoggiarsi sono state diminuite, è aumentata la superficie al chiuso e il “ballare” ha acquistato un’importanza maggiore. La vicinanza al canale (Landwehrkanal) e l’atmosfera generale è tale che vale almeno una visita. 
(Articolo e foto di Andrea D'Addio, preso da "Berlino Cacio e Pepe")

GORLITZER PARK
Il parco in cui Lars e Hansel si imbattono... in una ragazza molto particolare (sempre nel Prologo!).

Il parco nasce dalla volontà caparbia di un gruppo di Wessi, i Berlinesi dell’Ovest, di voler dotare il quartiere di un’area verde, oggi rappresenta uno dei fulcri delle attività di Kreuzberg. Il Görlitzer Park sorge sull’area già occupata dalla vecchia stazione di testa Görlitzer Bahnhof. (Articolo su Berlin Explorer)

LIETZENSEE
Spostiamoci a ovest, nel quartiere di Charlottenburg, dove vive Ulrik, in una zona residenziale, abbastanza tranquilla (per i suoi standard, direi noiosa!). Siamo presso il Lietzensee, uno dei tanti laghi di Berlino, un luogo ideale per rilassarsi. Passeggiare per il parco attorno al lago svuota la mente, non sembra di essere in una città trafficata e incasinata. Ulrik vive in uno dei palazzi sul lato orientale del lago e ogni mattina si sveglia e pensa: "Che palle! Vorrei vivere a Pankow per andare ai festini di Neuntoter!"^^

(foto presa da internet)


L’acqua del Lietzensee infatti viene da una falda sotterranea che ha il deflusso nel tratto nord della Spree. Un acqua limpida che rappresenta il punto più a nord della “Catena dei laghi del Grunewald”, ovvero quell’insieme di laghi che collega Havel, Wannsee e Spree nel quadrante ovest di Berlino, Steglitz e Charlottenburg, appunto. (Articolo da Zingarate)

CASTELLO DI CHARLOTTENBURG

Sempre in zona, poco a nord rispetto all'appartamento di Ulrik, troviamo il castello di Charlottenburg. Stando a quanto racconta Ulrik in "Berserkr", pare che un tempo ci vivessero i coboldi, quei simpatici folletti domestici sempre in cerca di qualcuno a cui fare scherzetti! Poi, dopo la firma degli Accordi dell'89, sono stati trasferiti tutti nella reggia di Potsdam. Attualmente il castello è disabitato e gli abitanti del quartiere vanno a correre nel parco. Anche Ulrik, quando ne ha voglia...


Inizialmente si chiamava Lietzenburg (dal nome della località in cui fu edificato) e infatti, come ricorderà chi ha già letto "Berserkr") la cara Olga (moglie di Heinze, uno dei coboldi) di cognome fa Lietzenurg, figlia di Therèse de Lietzenburg, la sarta più apprezzata della corte di Charlottenburg! Attenzione a non sminuire la loro dinastia, i coboldi ci tengono parecchio! ;)

SPREEPARK

Un luna-park abbandonato! Non potevo non infilarlo in qualche mio racconto. Sono anni che volevo usarlo come location per un racconto... ed ecco che, in uno dei capitoli notturni di "Berserkr", Roman e i suoi amici decidono di fare una gita notturna, per ubriacarsi, fumare e divertirsi con una tipa (che si fa chiamare Tequila...) proprio nel vecchio luna-park. Costruito durante la Guerra Calda, per distrarre la popolazione dal conflitto in corso, è durato poco, purtroppo e non è più stato riavviato.
Una distrazione effimera, durata finché un clan di vampiri non era calato da Pankow e aveva banchettato con il pubblico presente. Eric diceva che sulle cabine della ruota panoramica c’erano ancora i resti dei loro cadaveri. 
Roman sapeva che non era vero, che lo diceva soltanto per spaventarlo, ma quando il vento faceva scricchiolare la vecchia attrazione, un tanfo di sangue e morte lo raggiungeva, facendolo desistere dal verificare.



Ci sono delle attrazioni particolari, come laghetto dei cigni, trenini, ruota panoramica. Attualmente è tutto in disuso, divorato dall'erba, chissà cosa ne sarà? Per il momento è una bella ambientazione, ideale per scene di mistero e tensione!

Infine spostiamoci fuori da Berlino... andiamo a nord, sul Mar Baltico, e raggiungiamo l'isola di Rugen! Sì, proprio quella delle bianche scogliere, ritratte dal pittore romantico Friedrich!

ISOLA DI RUGEN
Rügen, la più grande isola tedesca nel Mar Baltico, è un gioiello della natura e una destinazione balneare di grande attrattiva grazie a località come Binz. Oltrepassando il ponte che la collega alla splendida città anseatica di Stralsund, si entra in una dimensione diversa, dove anche il tempo sembra scorrere con più calma. L’isola è piuttosto grande e ricca di attrattive dal punto di vista naturalistico ma anche culturale. (Articolo da "Non solo turisti").



Ci sono tante belle cose da vedere tra cui le Stubbenkammer, le famose bianche scogliere immortalate da Friedrich. Si trovano nel parco nazionale di Jasmund.

Tra le leggende del posto, ce ne è una che ho ripreso per il romanzo: quella della Sedia del Re, una particolare conformazione delle scogliere di granito.
«Secondo un’antica leggenda, il primo che fosse riuscito a scalare la rupe e a sedere sulla cima sarebbe stato proclamato re. Una prova indiscutibile del suo coraggio, del suo valore e del rispetto delle forze della natura nei suoi confronti. Molti governanti potrebbero imparare dagli antichi riti, non credi?»
Chi non vorrebbe visitare quest'isola bellissima? 

Bene, il viaggio nelle ambientazioni di "Berserkr" si è concluso. Spero di avervi incuriosito! :) Ricordo che il romanzo è disponibile su tutti gli store di libri e ebook (Amazon) e sul sito Dark Zone! Buona lettura!


lunedì 18 dicembre 2017

Dietro le quinte di Berserkr: le sette stirpi

Dietro le quinte di Berserkr: le sette stirpi

Nuovo articolo di approfondimento su "Berserkr". Dopo quello sui personaggi (qua) e sulle ambientazioni (qua), oggi tocca ad alcune delle creature sovrannaturali che popolano Berlino e dintorni, le cosiddette sette stirpi che da secoli tendano di convivere. A volte ci riescono, altre volte no e nascono conflitti sanguinosi, come la Guerra Calda che ha devastato Berlino e il resto del mondo fino alla firma degli Accordi dell'89. Ecco alcune creature in cui potreste imbattervi uscendo dalla ringbahn e avventurandovi nei territori riservati alle stirpi sovrannaturali.


STREGHE

Le streghe vivono nella Foresta di Tegel (nell'angolo nord-occidentale della città di Berlino). La Divisione ha concesso loro l'uso del castello di Tegel, dove vennero firmati gli Accordi dell'89 proprio con le streghe, con l'idea di rabbonirle, ma le streghe ci hanno sputato sopra. Non amano stare al chiuso, preferiscono i boschi e vivere allo stato selvaggio. 

Come ricorda Ulrik a Fabian: "Le streghe amano stare appollaiate sugli alberi, a cagare in testa ai passanti, o a dormire in qualche buco che si sono scavate con i loro luridi artigli."

Servitrici della Madre Terra, conoscono gli usi delle piante e delle erbe e si dice che sappiano anche lanciare il malocchio. Possiedono anche limitati poteri mutamorfici e psicocinetici, che variano in base alle potenzialità e agli studi delle singole streghe.

Bitia, ad esempio, la strega sciita, induce sensazioni di smarrimento nelle sue vittime, mentre Heith, che si atteggia a strega suprema, è in grado di percepire le emozioni degli altri (empatia, la definisce) e farle proprie, magari mostrando ai suoi avversari le loro paure.

Una cosa è certa: come dice Markus, delle stregacce non c'è da fidarsi.



LICANTROPI

I licantropi sono lupi che si sono evoluti al punto da divenire uomini. Hanno iniziato a camminare a due zampe, poi hanno perso il pelo e hanno acquisito abitudini e comportamenti umani, senza mai rinunciare del tutto alla loro natura animale. Sono entità duplici, che convivono in un solo corpo, vivo e pulsante. Amano la libertà, correre liberi e felici nella Foresta del Grunewald. A volte si spingono fino alle rive dell'Havel, ma non amano l'acqua. Preferiscono gli ampi spazi della Foresta Verde, dove cacciano, si divertono e si abbandonano a grandi abbuffate.

Dall'alto della Torre del Grunewald osservano e ascoltano quel che il vento porta loro.

Come branco, sono fedeli a Alois, il loro Alfa, uno dei Sette Saggi fatti prigionieri dalla Divisione. Come popolo, onorano Odino, di cui si definiscono fedeli guerrieri. Ulfhednar, ossia Casacche di Lupo.

COBOLDI

I simpatici folletti domestici, guidati da Heinzelmann e dalla sua consorte, la dolce Olga. Sono dispettosi, come tutti i folletti, si divertono a fare scherzi, a spostare gli oggetti, a infastidire gli animali, ma lo fanno senza malizia, da eterni ragazzini quali sono. 

Attualmente sono confinati nella reggia di Sans-souci, a Potsdam, un ambiente elegante e raffinato che la Divisione ha ritenuto adatto al loro rango. A Olga piacciono molto le sale da ballo in marmo della Slesia, ma il buon vecchio Heinz invece rimpiange ben più lugubri (ma più libere!) dimore.

Possiedono un'abilità particolare, che viene svelata nel corso del romanzo e che aiuterà Ulrik in un paio di situazioni difficili. 

Allora, finalmente, si ricordò la storia di Heinzelmann e dei coboldi. Suo padre gliel’aveva raccontata, una sera durante la Guerra Calda, per distrarlo e fargli pensare a tempi più lieti. Un loro avo si era preso un coboldo in casa, un gran birbante che chiamavano Arruffagalline.
 
«Faceva scherzi a tutti e spaventava gli animali, divertendosi a intrecciare le loro code. Povere mucche, a volte non facevano neppure il latte da quanto erano spaventate!» 
«E allora perché non lo cacciavano? Perché tenerlo in casa?» aveva chiesto il piccolo Ulrik. 
«Perché i padri tengono i bambini dispettosi? Sono soltanto degli eterni ragazzini soli, dei bimbi sperduti in cerca di una famiglia. Per questo sceglievano grandi castelli e dinastie numerose, perché speravano, in mezzo a quel marasma umano, di trovare un protettore, qualcuno che li accettasse per quello che erano e si prendesse cura di loro.» 
Un protettore, ripeté Ulrik, con gli occhi umidi di lacrime. O un amico?


VAMPIRI

Ok, chi mi conosce sa che non ho simpatia per i vampiri. E infatti giocano un ruolo secondario nelle dinamiche del romanzo. A differenza dei licantropi, i vampiri sono uomini morti che le streghe hanno mantenuto in vita. Da un punto di vista naturale, non sono quindi un'evoluzione della vita (come nel caso dei lupi) bensì un'aberrazione, un controsenso.

I vampiri non brilluccicano, detestano il sole e infatti escono nei giorni nuvolosi o nebbiosi, o la notte, oppure preferiscono starsene nei capannoni e negli edifici abbandonati di Pankow. Attualmente li guida Neuntoter, figlio di Heith (nel senso che è stato creato dalla strega), in attesa del ritorno di Augustine.

SILFI

I geni dei boschi e dell'aria. Piccoli esseri svolazzanti (che a Heinze non stanno molto simpatici) che vivono nei boschi di Müggelberge, ai confini sud-orientali di Berlino. Sono creature riservate, che di rado si fanno vedere. Non amano gli esseri umani e cercano di rimanere fuori dalle loro sciocche guerre. 

Heinze, sghignazzando, suggerisce che somiglino a delle lucciole! :-) Sia come sia, anche loro daranno il loro contributo al mantenimento dell'equilibrio.

ALP

Gli Alp sono delle creature molto particolari, a cui dedicherò un racconto prossimamente. Se ne stanno a Steglitz-Zehelendorf, in un quartiere residenziale (a differenza degli altri che stanno in reggie o foreste), e sono forse i più anonimi.

Nel folklore germanico sono entità simili agli Incubi. Possono rendersi incorporei, diventare invisibili, camminare non visti accanto ad altri soggetti, e poi... si attaccano a un capezzolo e iniziano a succhiare. A succhiare via i sogni delle persone, di cui si nutrono. In qualche modo la loro vita è filtrata dalle vite degli altri.

In "Berserkr" non li vediamo mai, se ne stanno in disparte, anche se lo Spirito Protettore della Città sente di averli al suo fianco.


(Quadro di Fussli, intitolato Nightmare)

E... LA SETTIMA STIRPE?

Qualcuno me lo ha chiesto. Qualcuno è stato disattento. Qualcuno ha indovinato. Nel romanzo c'è la risposta! :) Diciamo che è un'entità che è bene non incontrare, soprattutto quando si è soli e in stato di fragile emotività!

Spero di avervi incuriosito! Appuntamento a dopo le feste con altri articoli sui dietro le quinte di Berserkr! Ricordo che "Berserkr" è disponibile sia in ebook che in cartaceo, su tutti gli store di libri! :)

(Tutte le immagini sono prese da Pixabay)

lunedì 11 dicembre 2017

Dietro le quinte di Berserkr: personaggi

Dietro le quinte di Berserkr: personaggi

Nuovo articolo di approfondimento su Berserkr, il mio romanzo urban fantasy ambientato a Berlino. Dopo aver parlato delle ambientazioni (articolo qua), oggi vi presento alcuni personaggi del libro, con qualche curiosità, estratti e card. Eccoli!



ULRIK VON SCHREIBER

Protagonista del romanzo, Ulrik è un agente della Divisione, un operativo incaricato di intervenire in caso di situazioni che minaccino o destabilizzino l'equilibrio creatosi con gli Accordi dell'89. Tesserino 04A140481. Prende il suo lavoro seriamente (forse è una delle poche cose che prende davvero seriamente nella vita!), per onorare il padre, caduto durante la Guerra Calda, e tener viva così la sua memoria e tutto ciò per cui ha lottato.

Disilluso, non crede più nell'amore e non vuole affezionarsi a nessuno. Fatica a obbedire gli ordini e se ne sbatte delle convenzioni sociali. In realtà non vuole legarsi per non soffrire di nuovo, per quanto già lo abbia fatto, come comprende durante gli scontri con le Oceanine.


A trentasei anni suonati e una leggera stempiatura, Ulrik sapeva essere ancora piacente; merito delle sue labbra carnose, dei capelli dorati e del fisico allenato negli anni dell’Accademia. Certo, qualche anno addietro avrebbe inseguito un lupo dalla Grunewaldturm fino in cima a Teufelsberg senza fermarsi, oggi al massimo sarebbe montato in groppa a Markus e si sarebbe fatto trasportare.

FABIAN

Collega di Ulrik, pavido e grassoccio. Fedelmente sposato con la sua Luisette, tanto che alla voce fedeltà del dizionario Langenscheidt hanno messo una sua foto, monogamo convinto e padre di tre bambini deliziosi, tra cui Albertina, iscritta all'Accademia della Divisione, per seguire le orme paterne.

Fabian non ama l'azione, nonostante sia un operativo, e preferisce nascondersi dietro le atletiche spalle di Ulrik. Vorrebbe stare agli archivi, dove si trova a suo agio, dietro pile di libri e scartoffie da consultare e studiare. Uomo di cultura, è convinto che nel passato vi sia la chiave per comprendere il presente e evitare il ripetersi di antichi errori. Nel corso del romanzo, si troverà a prendere in mano le redini del proprio destino e a mettere da parte la paura di vivere.



MARKUS

Alfa ad interim del branco della Foresta Verde, è uno dei licantropi che vivono nel Grunewald. Era uno dei Beta di Alois, ma quando l'antico Alfa si è offerto come ostaggio per la Divisione ha preso con coraggio la guida del branco, sentendo su di sé il peso del comando e il bisogno di sicurezza del branco.

Licantropi e vampiri non vanno d'accordo, perché i vampiri sono aberrazioni della natura, uomini morti che le streghe hanno resuscitato, concedendo loro una seconda vita. I licantropi invece rappresentano la fusione degli uomini con la natura, un uomo e un lupo insieme. O, come scoprirà Ulrik, un lupo fattosi uomo.



HEITH

Una delle streghe della Foresta Permanente. Vecchia, brutta e sudicia, ma soprattutto piena di odio e rancore verso gli uomini. Non ha mai accettato gli Accordi dell'89 e non perde occasione di puntualizzare quanto quella divisione sia in realtà una prigione a cui lei e le sue sorelle sono confinate.

Assieme alle sorelle, vive nella foresta di Tegel e si ritrovano ai piedi della Grande Quercia (Dicke Marie) per renderle omaggio.


HEINZELMANN

Il suo nome completo è Luring Von Heinzelmann ed è uno dei coboldi più antichi. Un tempo viveva felice nel castello di Hudemühlen, libero di fare tutti gli scherzetti che voleva. Adesso, come tutti i suoi simili, è confinato nella reggia di Sans-souci a Potsdam, assieme alla moglie, Olga della casata di Lietzenburg.

Come tutti i folletti domestici, si diverte a fare scherzi ma in realtà è molto affezionato ai suoi luoghi e ai padroni che li ospitano. Tiene molto all'etichetta e lamenta spesso il degenero della gioventù moderna.
 «Silfi?» ringhiò Heinzelmann, voltandosi di lato. «Dico, giovanotto, ho forse le ali? Eh? Vedi delle strane protuberanze, ben poco virili, sporgere dalla mia schiena? Guarda là che postura eretta! Frutto di trecento anni di frequentazione dell’alta società tedesca! Mica passo il tempo a rovistare tra gli avanzi della cena, ronzando da un piatto all’altro!» Ma di nuovo Olga lo trattenne.«Siamo coboldi, Herr Schreiber. Folletti domestici.»

LORELEI

Lorelei dal dolce canto, signora delle Oceanine, un tempo regina del Reno. Viene da lontano, dai mari del sud, dove viveva assieme al suo popolo sull'isola nota come Tirrenide. Poi la guerra, le incomprensioni, la fuga e il caos. Nuove vite che si sono intrecciate, nuove storie, nuove trame del destino che l'hanno portata sulle rive dell'Havel, ai giorni nostri

Piena di rancore per la sua ingrata sorte, piena di paure sul futuro per sé e le sue figlie, Lorelei è disposta a giocare il tutto per tutto pur di garantire la sopravvivenza del suo popolo. E non capisce perché il Protettore della Città non sia dalla sua parte.


Se vi siete incuriositi, potete trovare "Berserkr" su tutti gli store di libri (Amazon), presto anche in ebook. Per altri articoli sul romanzo, continuate a seguire il blog! Grazie!





domenica 3 dicembre 2017

Dietro le quinte di Berserkr: le ambientazioni

Dietro le quinte di Berserkr: le ambientazioni

Prende il via una serie di articoli dedicati a Berserkr, il mio romanzo fantastico ambientato a Berlino e edito da DZ edizioni. Proprio la città tedesca è l'oggetto dell'articolo odierno, in cui vi mostrerò, per stuzzicarvi un po', alcune location dove si svolgono parti del romanzo. Bene, indossate la maschera, pronti per immergervi nella mia Berlino misteriosa! 




DICKE MARIE


Maria la Grassa, la più antica quercia di Berlino, è un albero secolare che si trova nello Schlosspark Tegel, ossia nel parco del castello di Tegel (nella parte nord-occidentale di Berlino), poco distante da un'insenatura del fiume Havel nota come Tegeler See. Secondo la leggenda, Maria la Grassa è nata da una ghianda portata dall'Havel molti secoli fa. Da allora si è retta salda sul suo tronco, attirando a sé le potenze oscure dei boschi. Infatti ai suoi piedi si sono radunate le streghe per secoli, praticando i loro riti e celebrando la Notte di Valpurga.


In seguito agli Accordi dell'89 le streghe sono state relegate proprio nella Foresta Permanente, nella zona di Tegel, ma non amano vivere nei castelli o negli edifici costruiti dagli uomini, preferendo starsene tra gli alberi (sugli alberi, o anche in buche nel terreno, come ricorda Ulrik a Fabian!). Ogni giorno si recano da Dicke Marie per renderle omaggio, la quercia che tutto vede e tutto sa. Perché? Perché le sue radici scendono in profondità e arrivano fino all'Havel e, tramite esso e i canali in cui si dirama, riescono a percepire ogni cosa, a sapere tutto ciò che accade in città.
«Maria la Grassa», esclamò Ulrik, indicando una maestosa quercia secolare dal corpo tozzo e dai rami ossuti, su cui centinaia di corvi erano appollaiati. «Figlia del mare e della terra, nata da una ghianda portata dall’Havel che generò la più longeva quercia di Berlino.»«Sei ben informato per essere un cacciatore», disse una voce rachitica. «Hai forse sangue di strega nelle vene? Potremmo chiedere ai nostri amici vampiri di controllare.»«Amici? È così che chiamate i figli del vostro orrore, Heith?»
GRUNEWALDTURM


La Torre del Grunewald si erge nel cuore della Foresta Verde, la grande macchia che chiude Berlino a occidente. In questo settore vivono i licantropi, qua confinati dagli Accordi dell'89. A onor vero, non fosse per i posti di blocco lungo il confine, ai lupi non dispiace stare nella Foresta Verde. Hanno tanto spazio, possono correre liberi, cacciare, riunirsi in branco, senza rotture da parte degli umani. Libertà, questo è quello che vogliono i licantropi, per loro e per la loro stirpe.


Nessuno sa dove dimori il branco. Molti operativi della Divisione (o anche semplici umani) si sono smarriti nel Grunewald, vagando tra i boschi senza mai incontrare i lupi. Però periodicamente il branco si riunisce alla Torre, dove Markus ha istituito un presidio con lo scopo di controllare i dintorni. Sia perché non si fida delle streghe (a nord di Grunewald), sia perché non si fida degli umani (a est). Dall'alto della torre, ascolta il vento e il mormorio che gli porta.
«Siamo lupi, Ulrik. Noi ascoltiamo il vento. Non sai quanti odori e suoni ci porta. A volte, dalla cima della torre del Grunewald, possiamo respirare le emozioni della città intera e dei suoi involuti abitanti. Per cui sì, abbiamo avvertito un tremito. Abbiamo sentito il pericolo.»«Che sai dirmi?»«Non fidarti!» esclamò Markus, fissandolo con i suoi occhi color dell’oro. «Di nessuno. Soprattutto delle streghe. Sono infide e bastarde. Non hanno mai accettato gli Accordi. Faranno qualunque cosa pur di spezzarli.»
ORANGERIE

L'Orangerie è uno dei castelli che compongono la reggia di Sanssouci a Potsdam. Maestoso, ricco di terrazzamenti fioriti, è una delle strutture più belle della città. L'intero complesso è stato affidato ai coboldi, i folletti dispettosi che adorano fare scherzi agli umani e che hanno vissuto (infestato, direbbe qualcuno!) nei loro castelli per secoli.

A Heinzelmann, capo dei coboldi, non piace tutto il lusso del castello, lui che adorava i luoghi bui e tenebrosi, ma sua moglie apprezza la sala delle feste, in marmo di Carrara e della Slesia, gli intarsi alle finestre e altri elementi che Heinze definisce "disgustosa ostentazione di plutocratica sicumera".
Ulrik aprì la porta e scivolò dietro una grossa colonna, sporgendosi per guardarsi attorno. Si trovava all’estremità di un lungo palazzo dalla facciata color caffè, interrotta da archi e colonne, che riconobbe come il castello dell’Orangerie, sul lato settentrionale del parco di Sanssouci.
«Da questa parte. Le Nixe vengono di rado fin quassù. Troppi quadri e mobili del secondo Rococò. Ho già detto quanto lo detesto?» bofonchiò Heinzelmann, facendo strada verso un ingresso laterale. Poco dopo erano dentro, per il momento al sicuro. 

TEMPELHOF

Ex aeroporto di Berlino, attualmente in disuso. Ha rivestito un ruolo determinante durante la Guerra Calda, finché non è stato attaccato e distrutto da streghe e vampiri. Dopo gli Accordi dell'89, il governo ha preferito non riaprirlo, sfruttando invece... la profondità del terreno! Sotto la vecchia pista aeroportuale si nasconde infatti la Divisione, al centro di Berlino; da qua l'organizzazione osserva e controlla le sette stirpi, per impedire un nuovo scontro.

L'accesso alla Divisione è possibile solo agli operativi, tramite passaggi segreti a loro soltanto noti. Per il resto del mondo, l'area è abbandonata a causa di possibili fuoriuscite di gas.

In "Berserkr" l'ex aeroporto Tempelhof gioca un ruolo chiave, perché vi si svolgeranno molti capitoli e una battaglia campale.
Ulrik imprecò e si avviò lungo la pista abbandonata di Tempelhofer Feld. Il governo l’aveva pensata bella, annunciando la scoperta di sostanze pericolose in quell’area, nel bel mezzo dei quartieri residenziali, chiudendola al pubblico e ricavandone lo spazio per costruirvi la sede della Divisione, nascosta da occhi indiscreti e da strati di terra e cemento che la rendevano invisibile anche ai radar. E, Ulrik si augurò, anche agli incantesimi di localizzazione delle streghe.

Altre ambientazioni, in questo nuovo articolo!

Spero di avervi incuriosito con questi estratti! Ricordo che il romanzo "Berserkr" è ordinabile su tutti gli store di libri (Amazon). Presto altri articoli sui personaggi e sui miti e leggende presenti nel libro! ;)