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domenica 9 novembre 2025

Recensione "Abissi di luce" di Francesco Zamboni

 Recensione "Abissi di luce" di Francesco Zamboni

Bentrovati, lettori. Oggi torniamo nel Nidlunor, il mondo fantastico creato da Francesco Zamboni, in occasione dell'uscita del suo nuovo romanzo "Abissi di luce", per DZ Edizioni.


Chi frequenta il blog sa del mio amore appassionato per "Il sommo incantatore", trilogia fantasy uscita negli scorsi anni, sempre per la DZ Edizioni, con cui Francesco Zamboni ha saputo creare una storia intrigante, di crescita e formazione personale, di amicizia e scoperta del mondo e delle proprie potenzialità. Ecco, finalmente, con "Abissi di luce", siamo tornati nelle terre del Nidlunor, per vivere una nuova avventura.

Non si tratta, ahimé, di un seguito, per cui non c'è il mio amato Joras (Sigh!), ma di un prequel della saga, ambientato anni prima i fatti svoltisi in "Il sommo incantatore"; ma attenzione: non è necessario aver letto la trilogia originaria per godersi il libro. "Abissi di luce" è, infatti, un volume totalmente autonomo, che potrà, eventualmente, ispirare i lettori a volerne sapere di più, spingendoli magari a recuperare la bellissima serie di Francesco Zamboni.

La protagonista di "Abissi di luce" è Nur, una giovane incantatrice, che però fatica a esserlo: vorrebbe diventare un'incantatrice, ma ha delle difficoltà fisiche che le impediscono di accedere all'energia di base. Un problema serio, una disabilità vera e propria, in quanto, pur essendo un'abile combattente, onesta e motivata, senza l'accensione dell'energia, le sue capacità sono comunque dimezzate, soprattutto se confrontata con gli altri giovani protagonisti: Sylenio, Ladislaus, Demetrios e gli altri, decisamente più avanti di lei con l'addestramento.

Nur, comunque, non si arrende. Testarda e decisa (come Joras! Magari è sua nonna!^^), prosegue con l'allenamento, e presto si imbatte in serie difficoltà: Nidlun è infatti sotto attacco, da parte di misteriose creature di luce. Chi le ha evocate? Perché? C'è forse lo zampino dei maghi, che magari progettano di invadere la città? Tra maghi e incantatori, si sa, non corre buon sangue, e Nur e i suoi compagni valutano tutte le opzioni.


Il viaggio di Nur si dipana nelle trecento pagine del romanzo, insieme a tutti i personaggi che incontrerà. Alcuni, come Sylenio e Demetrios, saranno noti ai lettori del Sommo Incantatore, ma saranno una piacevole scoperta per i nuovi lettori. 

Lo stile dell'autore è sempre molto diretto, immediato, fresco, mai noioso e invoglia a proseguire la lettura, costruita in modo appassionante, fino al climax finale. 

Un romanzo consigliato soprattutto agli amanti del fantasy, sia a chi vuole approcciarsi per la prima volta al genere, partendo da una storia autoconclusiva che offre avventura e divertimento, crescita e formazione, e tanta magia! E ora attendiamo nuove storie dei Canti del Nidlunor!

Info sul sito Dark Zone.


mercoledì 4 settembre 2024

Segnalazione "Eterno" di Paolo Antonucci

 Segnalazione "Eterno" di Paolo Antonucci

Bentrovati, lettori. Oggi vi segnalo l'uscita di un nuovo romanzo di genere fantastico, che piacerà a molti utenti del blog: "Eterno", di Paolo Antonucci. Scopriamolo insieme!


Titolo: Eterno

Autore: Paolo Antonucci

Genere: fantasy epico

Formato: cartaceo e digitale


Quarta di copertina:

In un universo parallelo di indescrivibile bellezza, il regno di Eterno è governato dalle divinità più potenti, il cui potere deriva dalla fede degli esseri umani. Tuttavia, con il progresso tecnologico sulla Terra, l'umanità ha smesso di credere, indebolendo le divinità e dando forza a una minaccia millenaria: Abaddon, l'angelo distruttore.

Alessandro Corvin, un brillante scienziato italiano, sviluppa il Generatore di Energia Eterea (GEE), un dispositivo che apre accidentalmente un portale tra la Terra e Eterno. Trasportato nel regno divino, Alessandro scopre che la sua invenzione potrebbe essere l'arma decisiva per combattere Abaddon.

Guidato dal Pantheon degli Dei, Alessandro deve imparare a controllare il GEE e collaborare con le divinità per riaccendere la fede nell'umanità. Nel frattempo, sulla Terra, la disconnessione spirituale alimenta le emozioni negative su cui Abaddon prospera.

In una corsa contro il tempo, Alessandro e le divinità uniscono le forze per affrontare Abaddon in un'epica battaglia che deciderà il destino di Eterno e della Terra. Attraverso il coraggio, la fede e la collaborazione, cercano di restaurare l'equilibrio universale e salvare entrambi i mondi dalla distruzione imminente.


Disponibile su Amazon.

"Eterno" esplora temi universali come la lotta tra bene e male, la conflittualità fra spiritualità e tecnologia, e il sacrificio personale per il bene superiore.

sabato 8 ottobre 2022

Segnalazione "I quattro regni" di Pietro Tulipano

 Segnalazione "I quattro regni" di Pietro Tulipano

Bentrovati, lettori. Oggi vi segnalo l'uscita del nuovo romanzo di Pietro Tulipano: "I quattro regni", fantasy epico della Dark Zone. Scopriamolo insieme!



Quarta di copertina:

Sono passati secoli dalla Guerra Nefasta che sconvolse la terra di Elearos. Da allora, la pace è rimasta intatta grazie a un delicato equilibrio. L’improvviso riarmo degli orchi, umiliati da antichi trattati, sembra però rimettere in discussione l’assetto dei quattro regni. Di fronte a una minaccia crescente, il re degli uomini e i suoi alleati devono quindi decidere come reagire. All’oscuro di tutto, il giovane contadino Deltan viene coinvolto, suo malgrado, negli eventi che si stanno verificando.

Inizia così una corsa contro il tempo, un’avventura in cui Deltan e i suoi compagni dovranno confrontarsi con una serie di pericoli e avversità che affondano le radici nella complessa e tumultuosa storia dei quattro regni. Un viaggio che permetterà al giovane di esplorare il mondo e di scoprire le tante sfumature della verità, una missione che lo costringerà non solo a mettersi alla prova, ma anche a scegliere che tipo di uomo diventare.


Strillo:

Gli errori commessi in pace si scontano in guerra.


Biografia:

Pietro Davide Tulipano, nato a Milano l’08/09/1992.
Diplomato in Scienze Sociali e laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Milano.
Ha frequentato il corso di scrittura creativa “Scuola Flannery O’Connor” presso il Centro culturale di Milano.
Nel 2012 ha vinto il terzo premio al concorso letterario “69-80 Anni dell’odio. Riflessioni sulla violenza nelle manifestazioni pubbliche a partire dagli Anni di Piombo”, indetto dalla Provincia di Milano.
Nel 2018 ha pubblicato il romanzo fantasy “Il Cavaliere Nero” con DZ Edizioni. 
I Quattro Regni è il suo nuovo romanzo in uscita con DZ Edizioni.

sabato 12 dicembre 2020

Segnalazione "Erkalya - L'alba della tenebre" di Eleonora Zaupa

 Segnalazione "Erkalya - L'alba della tenebre" di Eleonora Zaupa

Buon weekend, amici lettori. Quali libri vi fanno compagnia in quest'ultimo mese dell'anno? Oggi vi propongo il libro di una giovane autrice italiana: "Erkalya - L'alba delle tenebre", di Eleonora Zaupa, un fantasy dark autopubblicato dalla scrittrice, in uscita a gennaio 2021. Scopriamolo insieme!

Titolo: Erkalya – L’alba Delle Tenebre

Autore: Eleonora Zaupa

Editore: Autopubblicazione

Genere: Dark/ Epic Fantasy

Formato: Cartaceo e digitale

Pagine: 330

Prezzo: 16,50 cartaceo, 3,99 digitale

ISBN: 9798560604332

Trama

Una ragazza si desta tra cadaveri, fiamme e polvere. Un villaggio distrutto, una terra che non conosce. 

Non sa dove si trova, non sa chi è, non ricorda nemmeno il suo nome. Tantomeno sa dove andare, fino all'incontro con Andrael. Lui sembra sapere chi lei sia ma nasconde dei segreti. Le tace delle verità e lei può solo sperare che esse si svelino al momento giusto.

Andrael, Cavaliere del Drago, ha un compito ben preciso, una missione che deve portare a termine a ogni costo. Lui, però, non aveva previsto la ragazza. Non aveva previsto di salvarla, di aiutarla, di portarla con sé e, per lei, dover rimandare la missione. Perché la ragazza è la chiave di volta che può far tornare le cose alla normalità sull’isola di Erkalya.

Insieme, dovranno attraversare lande desolate ma anche infuse di mistero e di Koagral alla ricerca della verità. Conosceranno personaggi inquietanti che si ribellano alla propria natura.

Il tempo è tiranno e sta per scadere. Ogni passo sembra portare alla sconfitta.


Disponibile in prevendita su Amazon!

Stesi entrambi a pancia in su, guardavano le nuvole che transitavano nell’azzurro del cielo. Edan teneva fra le labbra una spiga dorata e aveva le braccia dietro alla testa. Ripensava a parecchi anni prima, quando stava per partire verso l’Accademia del Drago.

Era stata una scelta decisa in silenzio e tenuta nascosta fino a quel momento. Sua sorella non gli avrebbe mai permesso di iscriversi, tantomeno sua madre. Era seduto alla taverna più squallida di Yrillhva. Un ratto era corso tra le gambe di un tipo ubriaco, svenuto su una sedia. L’odore di idromele e fumo gli riempiva le narici. Un uomo che fumava la pipa aveva appena vinto al gioco chiamato Hnefatafl; infilò nel suo sacchetto un alto quantitativo di denaro. 

“Per il momento, è questo il posto che mi merito”, stava pensando con il morale a terra. Edan Ivarson, figlio di Ivar Kodranson. Ivar era un Cavaliere del Drago come tutti gli altri, nessuna sua missione o nessun suo gesto l’avevano contraddistinto rispetto agli altri, se non il suo tradimento.

Per rimanere in contatto con l'autrice, potete visitare la sua Pagina Facebook "Eleonora Zaupa", il suo blog "Il sangue della strega" e il suo sito


Biografia dell’autore: 

Eleonora Zaupa, con lo pseudonimo Dèvera Blackmind, è nata a Valdagno in provincia di Vicenza nel 1994. Con lo pseudonimo è conosciuta nel panorama Esoterico già da molti anni.

Nel 2010 si è trasferita a Padova fino al 2016, per tornare alle sue origini Vicentine. Ha sempre collaborato con editori non a pagamento.

Scrive articoli per svariati siti internet e riviste



Libri pubblicati:

2012 racconto "Meridia" in "Attimi di futuro", con Book Sprint (Progetto comune non a pagamento)

2017 "The Vampire's Shadow" con Lettere Animate, ritirato dal commercio nel 2019

2018 "Infernal - Gli Eredi Del Male"

2018 "Vademecum Esoterico" con Anguana Edizioni

2019 "Il Compendio Della Strega - Volume 1", in seguito anche il secondo volume. Nel 2020 entrambi pubblicati con Anguana Edizioni

2020 "Guida Completa Alla Tavola Ouija"

2020 "L'antica Magia Norrena - Trolldóm" con Psiche2

2020 "Giallo come il Cielo" Kipple Edizioni


Corsi seguiti:

2012 corso di fumetto a Vicenza con Dalì Arts

2013 corso di scrittura creativa a Salerno, Buccino

2017 corso individuale di Reiki a Padova

2020 corso di correzione di bozze

2020 corso di disegno digitale


Concorsi vinti:

2018 "Racconti dal Veneto" di Historica Edizioni e Cultora

2020 Premio Letterario Kipple2020


Ha avuto modo di pubblicare su:

il sapere.org

i fantasmi.it

Sulla rivista Rebis Magazine.

E su La Soglia Oscura è presente la sua Pagina Autore.

Collabora e fa parte del Team di HwH22, un gruppo di ricerca del paranormale.


Convive con una pestifera gatta nera di nome Kalypso; è appassionata di lettura, scrittura e videogame, culture antiche e di psicologia.

All’età di tredici anni aveva già le idee chiare: diventare una scrittrice. Questo era il suo sogno e lo è tutt’ora. Le dicevano che è un obiettivo arduo da realizzare, e continua a dar loro ragione. Proprio perché una cosa è difficile da conquistare si trova stimolata a combattere per ottenerla. Eppure, ciò che più le importava e che le importa, è far emozionare i lettori con i suoi scritti. Catapultarli in altri mondi e affascinarli.

Mai in stasi, non appena scova un nuovo argomento che le suscita interesse, che sia nella storia dell’umanità, spiritualismo, mitologia, antiche leggende o altro, dedica se stessa alla ricerca di informazioni che la possono arricchire culturalmente e spiritualmente.


Progetti futuri:

Ho parecchi libri in cantiere, il prossimo sarà “Il Figlio Del Sangue – Seth”, un romanzo visto dagli occhi di un vampiro egocentrico e megalomane, ma con un passato che vorrebbe solo strapparsi di dosso.

Sono al termine di un romance drammatico e alla metà di uno fantascientifico.

Sto lavorando anche a un altro testo esoterico e uno sulle tradizioni norrene. 


domenica 14 giugno 2020

Recensione "La canzone di Achille" di Madeline Miller

Recensione "La canzone di Achille" di Madeline Miller

Bentornati, lettori. Oggi vi parlo dell'ultimo libro che ho letto, ma che dico, divorato! Una lettura davvero appassionante, che mi ha piacevolmente sorpreso: "La canzone di Achille", di Madeline Miller (edito da Marsilio).

Di cosa si tratta? Il romanzo sostanzialmente è una rielaborazione dei poemi greci del periodo omerico (l'Iliade, su tutti, ma non soltanto) e racconta la storia d'amore tra Achille e Patroclo, narrata in prima persona da Patroclo stesso, fin da quando è un bambino alla conclusione della Guerra di Troia. 

Ecco la quarta di copertina: Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l'orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d'armi - due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. 

Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d'amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell'epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l'omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l'ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

***

Presumo che molti, forse tutti, sappiano come si conclude la guerra di Troia, e quindi la storia di Achille e Patroclo, ma cercherò di non anticipare niente, qualora qualcuno non la conosca.

Tutto ha inizio quando Patroclo è un bambino, vessato dal padre che cerca di farne la sua nuova immagine e scontento perché il ragazzo non è come vorrebbe. Ho apprezzato molto questa dimensione "umana", terrena, privata, intima: spesso, quando pensiamo ai grandi eroi della mitologia greca, immaginiamo guerrieri, combattenti, macchine da guerra che fanno strage di nemici in battaglia, spesso aiutati da Dei o da qualche potere. Ma non dimentichiamoci che prima di tutto sono umani: molti di loro sono semi-dei, ma essere semi-dei significa essere anche semi-umani, per cui la componente umana è sempre presente in loro. Ecco, Patroclo, che non è un Dio, ma passa la vita a fianco di un semi-dio, è un ragazzo come ce ne sono tanti: dispiaciuto per aver deluso il padre, addolorato per l'amore mancato che (non) gli è stato rivolto, ma al tempo stesso deciso a non farsi comprare, a essere chi è, a non voler apparire diverso. 

Proprio Patroclo è il narratore della storia, di cui ripercorriamo le vicende: l'esilio a cui il padre lo condanna a Ftia, dove conosce Achille e dove i due si innamorano. Una vita trascorsa insieme, a conoscersi, a scoprirsi, ad amarsi, ma soprattutto a sostenersi l'un l'altro, nonostante tutte le varie vicissitudini, tutti gli scherzi del fato e degli uomini.

"Gli dei non permettono a nessuno di essere famoso e felice." Inarcò un sopracciglio. "Ma voglio confidarti un segreto." 

"Dimmi." Adoravo quando faceva così. 
"Io sarò il primo." Mi prese il palmo della mano e lo premette sul suo. "Giuralo." 
"Perché io?" 
"Perché la ragione sei tu. Giuralo".

Tra gli altri personaggi, troviamo Achille, che viene sempre visto dagli occhi di Patroclo, con i suoi pregi e i suoi difetti: l'eroe greco per eccellenza, il combattente che fa scappare i nemici con la sua sola presenza, fondamentalmente un ragazzo solo, la cui solitudine esistenziale viene lenita solo da Patroclo.

La narrazione scorre bene, anche se, nella parte iniziale, ho trovato dei momenti un po' lenti, di sicuro più lenti rispetto alla seconda parte, quando la Guerra di Troia ha inizio. Ho apprezzato come l'autrice abbia giocato con la mitologia greca: è stato bello ritrovare personaggi, situazioni, leggende note o studiate sui libri di scuola, come Odisseo, con la sua astuzia, Agamennone (è sempre stato odioso e spocchioso!), il prode Ettore, Teti (terribile! Non fatela mai arrabbiare!), Briseide, quel pazzo di Pirro e tanti altri. Personaggi di contorno, certo, le cui vite si intrecciano con quelle di Achille e Patroclo, giungendo purtroppo a condizionarle.

Conosciamo tutti il finale della storia, ma per chi ne è digiuno "La canzone di Achille" vi svelerà le sorti di Achille e Patroclo, raccontate in presa diretta dal giovane compagno dell'aristos achaion.

Un romanzo, nel complesso, dolce e delicato, anche se tratta tematiche forti, come la guerra, la perdita di sé, l'addio alla fanciullezza per un'età adulta di violenza e sangue, ma scorrevole, come l'acqua del fiume Scamandro, che continua a scorrere verso la foce, nonostante tutto. Nonostante i capricci di uomini e Dei.
"Eravamo come dei all'alba del mondo e la nostra felicità era così abbagliante che non potevamo vedere altro che noi."
Se siete appassionati di mitologia greca, e volete rivivere le gesta dei grandi eroi, in modo diverso, "La canzone di Achille" fa per voi!



(Una bella interpretazione del finale, a cura di Vittoria Agostinelli, scrittrice e blogger)

martedì 28 novembre 2017

Intervista a Vincenzo Romano - Blogtour Mezzosangue

Intervista a Vincenzo Romano - Blogtour Mezzosangue

Ciao Vincenzo,
benvenuto sul blog “i mondi fantastici”. Parlaci un po’ di te: chi sei, dove vai, cosa fai? Come sei approdato alla scrittura?

Questa è la domanda più difficile di tutte, infatti l’ho lasciata per ultima.
Ho 3 anni, 37 figli e sono spostato…
No, aspetta. Ho 37 anni, 3 figli e sono sposato. Vivo a Pozzuoli, e per ora intendo restarci, vacanze a parte. Amo il pensiero laterale, mi affascinano i fenomeni atmosferici, le emozioni, i processi mentali e le energie invisibili; mi piacciono le cose buone, da mangiare e non, le cose che fanno ridere e quelle che fanno pensare, i cieli stellati, la montagna, giocare con le parole e raccontare favole a miei figli. Ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo a causa di un guasto alla TV della poltrona di un aereo che mi portava lontano da casa. Ci ho messo anni a finirlo, ma è stato importante pubblicarlo perché mi ha aperto le porte di un mondo vasto e bello da esplorare.

Cosa ti piace leggere? Quali sono i tuoi libri preferiti?

Onestamente leggo un po’ di tutto, ultimamente il tempo da dedicare alla lettura si è molto ridotto, quindi ho iniziato a scegliere con un minimo di cura in più. Da alcuni anni ho smesso di acquistare (mio malgrado) regolarmente fumetti. Prima leggevo regolarmente sia manga che fumetti italiani. Ho scoperto il mondo delle piccole CE durante la ricerca dell’editore per la pubblicazione del mio primo lavoro.
È come andare alla ricerca di oro in un fiume; si può dover attendere per molto tempo, ma si trovano veramente delle opere preziose.

Come è nato “Mezzosangue”? Cosa volevi raccontare con questa storia? Quali sono i valori che permeano il romanzo?

Mezzosangue è ambientato in un mondo molto ben delineato, ma parla di personaggi fuori.
Fuori razza, fuori contesto, fuori luogo: Kai e Narog non sono mai stati accettati dai rispettivi popoli.
Le differenze tra i due sono tante, orchi e elfi sono nemici dalla notte dei tempi. Sarebbe facile fermarsi all’etichetta e detestarsi.
I due hanno però una cosa in comune, sono mezzosangue. Nelle relazioni è molto facile trovare quello che ci divide e stare lontani da chi non sentiamo affine (per sensibilità personale o formazione).
La vera fatica è uscire da se stessi e trovare quello che ci accomuna: una volta scoperto cosa ci unisce possiamo provare a costruire un ponte.


Come mai il titolo?

Mi piacciono i titoli brevi, nessuno dei titoli lunghi che avevo pensato per il romanzo coglieva pienamente lo spirito della storia. “Mezzosangue” invece andava bene è una parola composta, già un po’ bastarda di suo. Poi resta identica al singolare e al plurale. La storia parla di un mezzosangue? Di due? O di tutti quelli che un po’ ci si sentono? Alla fine ha vinto per distacco!

Si tratta di un volume unico o di parte di una saga?

Nasce autoconclusivo, da esordiente non avevo velleità narrative che andassero oltre il raccontare una storia. Molti lettori mi hanno tuttavia incoraggiato a proseguire, incuriositi dalle avventure dei due protagonisti. Non so ancora dove andremo a finire perché non ho un progetto editoriale preciso, ma ho promesso che racconterò ancora di quel mondo e lo farò!

Parliamo dei personaggi di “Mezzosangue”: come sono nati? Quali sono i protagonisti?

Il primo è stato Kai, il mezz’elfo. Non ha le caratteristiche tipiche dell’eroe e non è un predestinato. Però ha un sogno. Il sogno di una persona che ha subito tanto e che ci si dedica con tutto se stesso tende a realizzarsi, anche se non sempre come uno aveva progettato dall’inizio.
Accanto a Kai è nato Narog. Qui abbiamo un personaggio che ha alcune delle caratteristiche più tipiche degli eroi fantasy. Abbandonato da piccolo, non sa chi siano i suoi genitori, ha sangue di orco… Però nemmeno lui è un eroe; certamente è un ragazzo generoso e pieno di entusiasmo, che tende a vedere il lato positivo delle cose. Diciamo che trovare un punto di incontro tra questi due personaggi così diversi non è stato facile. Con il senno di poi ho trovato qualche altra coppia che ha caratteristiche simili, ma lascio a voi il gioco di trovarle.

C’è un personaggio in cui ti rivedi o che vorresti “interpretare”?

Pian piano mi sono affezionato a tutti, anche ai cattivi. Non ho ancora quella malizia da autore consumato che mi permette di usare i personaggi come marionette ed eliminarli quando non servono più alla storia. Mi piace il ruolo che ho: quello del cantastorie che racconta le piccole e grandi avventure di questo mondo.

Qualche parola anche sull’ambientazione. Hai creato tu il mondo di “Mezzosangue”? Ci sono state fonti, miti, leggende a cui hai attinto nel processo creativo?

L’ambientazione l’ho creata io, ma non ho esagerato con l’originalità. Ho scelto un mondo in cui fossi a mio agio per raccontare. Certo ci ho messo qualcosa di mio, come la magia (che funziona in modo molto particolare e non è comune come in altre ambientazioni). Mi è piaciuto soprattutto creare le città principali in cui si svolge l’azione.

Ti piacerebbe vivere nel mondo di “Mezzosangue”?

Per la verità un po’ sì. I regni del fantasy esercitano su di me un grande fascino.
Concretamente però riconosco che il tempo in cui mi trovo a vivere è un tempo privilegiato, comodo.
Non tutti hanno la fortuna di stare dalla nostra parte del mondo (e questo cerco di tenerlo sempre bene a mente). Chi ci sta però ha la possibilità di sognare il futuro (cominciando ad assaggiarlo, come mai fino a ora è stato possibile) e anche di raccontare il passato in modo più o meno fantasioso, cogliendone ora il lato epico e romantico, ora il lato crudo e selvaggio.
Forse ogni epoca lo è, ma viviamo in un periodo di transizione molto forte.

Progetti futuri?

Anche se era nato per restare autoconclusivo, Mezzosangue avrà un seguito, me lo hanno chiesto in troppi. Una parte dei lettori ha apprezzato il finale aperto, altri mi hanno invitato a sviluppare ulteriormente sia la trama principale che alcune linee narrative secondarie.
L’esperienza del primo romanzo mi ha rivelato con una certa chiarezza le aree della tecnica narrativa sulle quali ho necessità di progredire maggiormente.
Per farlo sto utilizzando lo strumento dei racconti. Ne ho uno in valutazione per una antologia, un altro (scritto a quattro mani) è stato fatto per un contest all’interno del gruppo Scrittori & Lettori Fantasy.
Un altro capitolo importante è rappresentato dalla promozione di Mezzosangue. Ho scelto la strada che mi è più congeniale, la comicità nonsense. È una strada più faticosa di quanto appaia. Dietro ogni immagine c’è tempo, elaborazione e lavoro. Però mi fa stare bene l’idea di regalare una risata a qualcuno, quindi vado avanti!
Uscendo dai confini del fantastico, ho completato la stesura di un manuale semiserio per sopravvivere all’esperienza della paternità. Non so se troverò mai un editore pronto a scommetterci, ma come per tutte le altre cose cerco di mettere il processo creativo davanti al resto per non distrarmi 😊

Grazie per essere stato ospite del blog “I mondi fantastici”.




mercoledì 22 novembre 2017

Recensione "Gli eredi di Atlantide" di Camerini e Gualchierotti

Recensione "Gli eredi di Atlantide" di Camerini e Gualchierotti


Il romanzo “Gli eredi di Atlantide” di Camerini e Gualchierotti, per Edizioni Il Ciliegio, narra, come è intuibile, del Cataclisma che si abbatte su Atlantide, la gloriosa città dei Cinque Anelli, e della fuga di un gruppo di sopravvissuti, guidati dal valoroso Adhon, alla ricerca di una nuova terra dove rifondare la civiltà di Atlantide, distrutta dal crollo della stella Ninmah. In quella che si configura una vera e propria odissea, Adhon e i suoi dovranno affrontare numerosi pericoli, incalzati da un nemico che non sanno di avere, incontreranno popoli e culture diverse, sempre cercando di tenere a mente gli insegnamenti del saggio Alkmeones. Si tratta di un gran romanzo corale, scritto a quattro mani, dal respiro decisamente epico.
“Questi sono tempi in cui gli stessi uomini consacrati agli Dei dimenticano di osservarne i segni: i sacerdoti sono stati sostituiti dagli eunuchi, e trascurano i loro doveri per stringere nelle mani inanellate calici dorati o corpi di giovani schiavi. Il culto è diventata una pantomima di incensi e falsi oracoli. Troppo spazio è stato dato agli dei stranieri e oggi il popolo preferisce riti misteriosi e incomprensibili alla pura fede dei padri.”
Il romanzo inizia con un grande prologo, in cui gli autori narrano la caduta di Atlantide, la fine di un mito e di una civiltà intera, spazzata via dalla cecità dei suoi governanti, troppo presi dai fasti e dal lusso che non dal prestare ascolto ai segni del cielo. Seguono una ventina di capitoli, piuttosto consistenti, che narrano il girovagare di Adhon e dei suoi a bordo della Dysmacos, alla ricerca di una nuova terra, fino al (decisamente breve) epilogo, che lascia presupporre nuove avventure. Per quanto un seguito sia possibile, il romanzo è comunque concluso e tutte le varie sottotrame trovano risoluzione alla fine.

Il romanzo è, quindi, un grande viaggio, come nella più antica tradizione omerica, a cui si accompagnano la scoperta di nuovi mondi e un progressivo apprendimento da parte di Adhon e dei suoi. Viaggio nello spazio, quindi, ma anche nell’animo dei personaggi, che hanno modo di crescere, imparare e evolvere. Su tutto aleggia la fede in Poseidone, signore dei mari e protettore di Atlantide, e la speranza che abbia un futuro in serbo per tutti loro.
“Penso che il nostro viaggio non sia stato solo un’avventura mirata alla protezione dell’Occhio, ma anche una prova, come una cerimonia d’iniziazione tesa a fare accrescere la nostra intelligenza e sapienza. […] Alkmeones diceva che siamo come uomini chiusi in una stanza, che vedono solo luci, forme, colori e oggetti all’interno di quell’ambiente, mentre fuori c’è un mondo che loro ignorano. In questi mesi, anche se un poco, noi abbiamo imparato a conoscerlo, e forse siamo cresciuti”.
Lo stile del romanzo è molto epico, il vocabolario curato, le frasi lunghe, spesso pompose, infarcite di aggettivi descrittivi e di termini atti a enfatizzare. È uno stile che ho trovato adatto all’atmosfera generale del romanzo, allo spirito quasi mitologico che lo permea, con i continui riferimenti agli Dei, al fato che tutto comanda, alla missione salvifica del popolo di Atlantide. Certo, gli amanti dei periodi brevi e dello stile asciutto, alla Hemingway, storceranno il naso, ma credo che ogni storia abbia bisogno della sua voce per essere raccontata, e Camerini e Gualcheriotti hanno fatto un’ottima scelta, anche se, per gusto personale, a volte qualche periodo o monologo li avrei sfoltiti un po’.
“La consapevolezza che la fine imminente del loro viaggio segnava anche la fine definitiva di tutto ciò che restava di Atlantide. Avrebbero vissuto lì, in quelle terre fertili ma selvagge, pochi superstiti di un impero maestoso, fino alla definitiva estinzione del loro sangue? E suo figlio, cosa avrebbe avuto in quella landa desolata? Possibile che gli dei avessero deciso che la gloria di Atlantide terminasse così, senza lasciare neppure un ricordo della sua fama, come sabbia che scorre tra le dita?”
“Gli eredi di Atlantide” è un romanzo epico, ad ampio respiro, che segue non soltanto le avventure di Adhon e dei suoi compagni, ma anche dell’intero popolo di Atlantide, segnando il destino di una civiltà intera. È una storia di decadenza, sicuramente, perché i regnanti della città dei Cinque Anelli si sono dimostrati miopi, e forse anche tronfi, certi di essere i migliori e i prediletti dagli Dei, salvo ritrovarsi di fronte a un’amara verità. Di questa decadenza, sono Adhon e i suoi a farne le spese. È però anche una storia di rinascita, di risalita, di salvezza, che avviene tramite il viaggio, un tema classico, tipico di molti romanzi, che permette ai protagonisti di vivere una serie di esperienze, fare incontri, aprire la mente, atti a migliorare se stessi. Adhon, un po’ come Holden Caufield, lascia la sua casa, alla ricerca della sua strada e del suo posto nel mondo, e se Holden torna a casa, Adhon e il suo popolo ne troveranno una nuova, riscoprendo le loro vere e pure origini che i fasti atlantidei avevano oscurato.

“Gli eredi di Atlantide” è una storia d’avventura, come l’Odissea, con nuove terre da scoprire, nuovi popoli e città, nuovi costumi (anche diversi da quelli di Atlantide), è una storia di difficoltà, di conflitti, di incomprensioni e vendette; una trama ricca di avvenimenti, anche se forse, proprio per l’impostazione molto classica del romanzo, è abbastanza scontata in sé, complice anche il famoso destino che pare segnare la rotta di Adhon e dei suoi. Ben costruiti i personaggi, soprattutto i tre principali (Adhon, Tig-her e Sybillion), per quanto riconducibili a figure standard del fantasy avventuroso. Ho apprezzato molto Tig-her, il suo rizzare sempre la testa, il suo continuare ad andare avanti nonostante le ferite e le difficoltà, così pure le battute di Sybillion, che a volte hanno smorzato la tensione. Bianchi o neri i personaggi, buoni o cattivi, forse questo l’unico aspetto che non ho molto apprezzato, preferendo, per gusto personale, dei personaggi alla George Martin, con le loro molteplici sfumature. Ma più che parlare di difetto, credo sia una scelta legata al tipo di storia epica narrata dagli autori, dove i buoni sono oggettivamente dei valorosi eroi (simbolo forse di un tempo perduto) e i cattivi sono esseri rancorosi e spregevoli. Questo non toglie comunque valore a una bella epopea che appassionerà soprattutto gli amanti della narrativa avventurosa e eroica, pronti a navigare con la Dysmacos nelle pericolose acque del futuro.


(Mia recensione originariamente pubblicata sul sito "Le lande incantate)


venerdì 6 ottobre 2017

Segnalazione "Vessilli di guerra" di Stefano Mancini

Segnalazione "Vessilli di guerra" di Stefano Mancini


Amici del fantasy epico e battagliero, oggi è un grande giorno, perché è uscito "Vessilli di guerra", secondo capitolo delle Cronache degli Eroi di Stefano Mancini, acclamato autore italiano di epic fantasy. Dopo "L'erede del mago" (recensito qua sul blog), torniamo nelle terre di Mhur con Bronwen e i suoi compagni. Cosa accadrà? Soffiano forti venti di guerra su tutto il Laomedon!

Titolo: Vessilli di guerra
Autore: Stefano Mancini
Editore: Linee infinite
Genere: Fantasy
Collana Phantasia
Anno: 2017
Pagine: 476
Prezzo: € 15,00
ISBN: 978-88-6247-167-1

Il romanzo è disponibile su tutti gli store di libri (Amazon).

Trama: Scoperti e arrestati subito dopo aver messo piede su Ynis-Eythryn, Bronwen e i suoi compagni si ritrovano prigionieri degli elfi, destinati a una condanna a morte o, nella migliore delle ipotesi, a una lenta e inesorabile detenzione a vita. La ricerca dell’Amuleto di Iirn giunge così a una prematura e drammatica conclusione, proprio nel momento peggiore. A oriente, infatti, Golgran Braccia d’Acciaio si appresta ad assaltare la Schiena del Drago, forte di un esercito sterminato di musogrigio e del potente regalo dell’Uomo Rosso. Riusciranno le difese dei nani a reggere, come hanno fatto fin dall’alba dei tempi? Come reagiranno i Maghi Anziani di Qarash-Tahn a questi sconvolgimenti? E perché troll e minotauri stanno marciando
in massa verso il cuore del continente? 

Dopo L’erede del mago, Stefano Mancini ci regala il secondo, atteso capitolo della saga “L’Era degli Eroi”, un nuovo romanzo intriso di avventura, colpi di scena ed eroici scontri.

Biografia dell'autore:
Stefano Mancini, laureato in giornalismo e iscritto all’Ordine dei professionisti dal 2005, è direttore editoriale della “Tracce d’Inchiostro”, agenzia di servizi editoriali rivolta ad autori esordienti e affermati. 

Da aprile 2017 è anche direttore responsabile della testata giornalistica “il Lettore
di Fantasia”. 

Ha scritto l’acclamata trilogia high-fantasy “L’Era delle Guerre”, composta dai romanzi Le paludi d’Athakah, Il figlio del drago e Il crepuscolo degli dei (Linee Infinite Edizioni).


Con L’erede del mago e Vessilli di guerra ha avviato la nuova saga “L’Era degli Eroi”, sempre ambientata nel mondo di Mhur. I suoi altri romanzi sono Pestilentia (Astro Edizioni, vincitore del Premio Cittadella 2017),Ostilium (DZ Edizioni) e Il labirinto degli inganni (AndreaOppureEditore).

venerdì 18 agosto 2017

Segnalazione "Il divoratore d'ombra" di Gianluca Villano

Segnalazione "Il divoratore d'ombra" di Gianluca Villano


Bentornati, lettori! Oggi vi presento "Il divoratore d'ombra", romanzo epic fantasy di Gianluca Villano, primo capitolo della saga della Corona delle Rose, che ci terrà compagnia anche domani con un secondo articolo, dedicato al secondo libro. Iniziamo intanto a conoscere il mondo creato da Gianluca Villano e i suoi divoratori!


Titolo: Saga della Corona delle Rose – Il Divoratore d’Ombra Vol.1
Autore: Gianluca Villano
Editore: Youcanprint
Genere: Fantasy Epico
Pagine: 272
Prezzo: 15,00 €
ISBN: 9788893325240

Disponibile su tutti gli store di libri (Amazon, Youcanprint).


Trama: Crios e Logren sono amici d’infanzia, cresciuti insieme nell’Asher, il vecchio asilo delle Levatrici. Crios, il giovane Oblato, è vigoroso e bello, sta per essere consacrato, attraverso una Cerimonia Solenne, come Divoratore d’Ombra, mentre Logren, mite, sensibile, ha una grande interiorità che rischia di farlo vacillare tra raziocinio e fantasia. Ma sarà solo l’immaginazione di Logren a fargli vedere cose che gli altri non riescono a percepire? Sarà la fervida fantasia a fargli avere sogni e visioni tanto intense e vivide da turbarlo anche nella veglia? Coinvolti in mirabolanti avventure e misteri soprannaturali, i due protagonisti scopriranno l’inesorabile fato che avanza.

“Il Vento Ancestrale” 
Il Vento scese dalle montagne e si propagò nella valle ricoprendo una vegetazione adombrata dal crepuscolo; il passaggio fugace e devastante di una tempesta d’inizio autunno aveva incupito un paesaggio altrimenti maestoso; complici le nubi, compatte e ancora livide, i colori erano smorti e opachi mentre specchi d’acqua, come polle di un acquitrino, disseminavano la distesa erbosa; una leggera bruma sembrava voler cancellare ogni traccia di quel mondo, ma per ora riusciva soltanto a velarlo di mistero.  
Solcando il terreno a ridosso di lievi alture, diradandosi e quasi svanendo sopra gli avvallamenti, il Vento sfiorò le propaggini di una città incastonata nel sottosuolo: c’erano ponti, ballatoi, archi fittissimi e piazzole sorrette da pilastri; ma all’altezza del terreno spuntavano soltanto cuspidi e guglie di palazzi dall’architettura spigolosa e tetra: i mattoni che li costituivano erano neri e la malta che li univa, metallo brunito. 
Fiancheggiava quel luogo un’altura coperta da case lasciate all’incuria: assi di legno, muri scrostati e muschio si mescolavano a strutture scricchiolanti e disarticolate; le abitazioni erano così vicine le une alle altre da sembrare fuse insieme; dai pochi tetti a falde scure si delineavano comignoli che vomitavano un fumo denso inframmezzato da riccioli scintillanti, segno che nell’oscurità di una realtà decadente e precaria sopravviveva ancora la vita. Sulla sommità si ergeva un maniero apparentemente abbandonato: nessun baluginio ne rivelava i contorni, nessun movimento ne tradiva la portata della minaccia, perché quel luogo emanava un’aura di gelo più forte di qualunque abisso ghiacciato. 
Abbandonando la bruma ai confini della cittadella, il Vento si avvicinò per esplorarne gli anfratti e i vicoli più reconditi, ma il verso di un rapace attirò la sua attenzione altrove: l’Angelo che l’aveva richiamato dalle alte vette della Dorsale sorvolava la vicina Foresta d’Argento nelle sembianze di un falco dalle candide piume screziate d’argento e sembrava interessato a ciò che stava accadendo nel sottobosco. 
Da quel punto l’aria trasportò l’odore di prede e predatori, la vibrazione della paura e la promessa di un conflitto imminente; il Vento attraversò la pianura tagliando la nube biancastra, s’inoltrò nella fitta vegetazione e dopo poco fu testimone di una scena inattesa: un carro blindato sfrecciava fra gli alberi come se i cavalli fossero impazziti; lo schiocco ripetuto e sconsiderato di una frusta irrompeva nel tramestio di zoccoli e clangori metallici come il susseguirsi dei tuoni di una tempesta troppo vicina. 
Quattro criniere con sfavillanti borchie d’argento nei finimenti incalzavano la via battuta con impeto crescente, quattro ombre nere che sfuggivano a un avversario che non dava tregua; lo fiancheggiavano numerosi cavalieri dalle livree d’un cupo amaranto e aprivano la corsa due figure su destrieri agili e sicuri, cavalcature che il Vento aveva visto nascere dall’incubo ghiacciato delle regioni del nord; coloro che le galoppavano erano demoni travestiti da uomini.

Biografia dell’autore: Conosciamo Gianluca Villano!
Tutto ebbe inizio all’età di 10 anni, quando frequentavo la quarta elementare: rimasi rapito dal cartellone pubblicitario di un film che si proiettava al cinema (La foresta di smeraldo). All’inizio fu come un gioco, scrivere racconti dove io ero il protagonista, dove potevo sognare di avventure e imprese folli e fare l’eroe, poi scrivere divenne una parte essenziale della mia vita, una necessità, un bisogno, un modo incredibile per liberare la fantasia.
Aprile 1996. Pubblicati Articoli su rivista fantasy nazionale Kaos (n°35): “Arachin, Signore dei Ragni”, “La progenie del caos: Bakland e Sorkron”.
Agosto 2002. Pubblicato romanzo fantasy “La Rosa dei Nirb”, edito da I Fiori di Campo (Pv).
Giugno 2003. Poesia “La Rosa e le spine”, pubblicata su Antologia Poesie del Nuovo Millennio, edito da Giuseppe Aletti Editore (Rm).
Novembre 2003. Poesia “Il Bacio di un Angelo”, pubblicata su Antologia Premio Pablo Neruda 2003, edito da I Fiori di Campo (Pv).
Dicembre 2003. Poesia “A Valentina”, pubblicata su Antologia Tra un fiore colto e l’altro donato, edito da Giuseppe Aletti Editore (Rm).
Dicembre 2003. Scheda biografica inserita nell’Enciclopedia dei Poeti Italiani Emergenti, edito da Giuseppe Aletti Editore (Rm).
Aprile 2005. Romanzo fantasy “Il Muro d’Ombra”, edito da I Fiori di Campo (Pv)
Ottobre 2008. Pubblicazione romanzo fantasy “Il Sigillo dell’Unicorno”, edito da Il Filo (Rm).
25 Ottobre 2009. Giardini Naxos. Menzione d’Onore a Il Sigillo dell’unicorno conferita dall’Accademia Internazionale Il Convivio, Premio “Poesia Prosa e Arti Figurative 2009”.
Febbraio 2016. Pubblicazione romanzo fantasy “Il Divoratore d’Ombra”, primo volume della Saga della Corona delle Rose, edito da Youcanprint.
2016. Pubblicazione racconto horror “Il Segreto del Cobra”, primo volume della Saga di Cobra, edito da Youcanprint.
Marzo 2017. Pubblicazione romanzo fantasy “L’Obelisco dei Divoratori”, secondo volume della Saga della Corona delle Rose, edito da Youcanprint.
Luglio 2017. Pubblicazione racconto horror “Transilvania”, edito da Youcanprint.

I suoi contatti: 
Pagina Facebook: saga della Corona delle Rose
Blog dell’autore: Storie di Arbor
Twitter dell’autore



sabato 29 luglio 2017

Segnalazione "Omega" di Max Peronti

Segnalazione "Omega" di Max Peronti


Doppia segnalazione oggi! Vi porto infatti nel mondo di Omega, la saga fantasy creata da Max Peronti e composta, al momento, dal romanzo "L'armata dei ribelli" e dal volume ricco di approfondimenti "Il mondo di Omega". Pronti a tuffarvi nei regni di Panteia?

Titolo: Omega - L'armata dei ribelli
Autore: Max Peronti
Editore: Astro Edizioni
Genere: Epic fantasy/fantasy medievale
Formato: cartaceo e digitale
Pagine: 384
Prezzo: 13,90 euro (cartaceo); 2,99 euro (digitale)
Disponibile sul sito della casa editrice e su tutti gli store di libri (Amazon)


TramaIn pochi anni, il sanguinario imperatore Zorks ha sottomesso con la forza gran parte dei regni liberi di Panteia. Nessuno sembra in grado di fermarlo, finché dall'Alzania emerge un eroe dal volto sfigurato, che accende la fiamma della ribellione. È l'inizio della resistenza. In un mondo di intrighi di corte e tradimenti, un pugno di eroi partirà alla ricerca di alleati, combattendo epiche e cruente battaglie, ma soprattutto imparando a conoscersi nel profondo. Perché non esiste sacrificio, quando è compiuto per il bene più prezioso: la libertà.





«Ci farete uccidere tutti!», si levò una voce di protesta dalla folla. 
«Anche se riuscirete a conquistare Alkum e i villaggi vicini, in breve un’armata imperiale sarà qui e sarà la fine!». 
Un rumoreggiare d’approvazione salì sempre più alto. Fu a quel punto che Omega, con il volto coperto e l’inseparabile mantello salì sul palco improvvisato. 
«È questo dunque il leggendario coraggio delle genti d’Alzania, gli eredi di coloro che sconfissero i troll?», urlò a gran voce per sovrastare il caos crescente. «A quanto pare Zorks è riuscito a togliervi la voglia di essere liberi...». Nella piazza tornò il silenzio e quanti si stavano lamentando indietreggiarono di qualche passo. «Vergognatevi!», proseguì. «Preferite essere schiavi piuttosto che lottare per il vostro futuro e per quello dei vostri figli. Tirate fuori il coraggio alzaniano. Dimostrate che nelle vostre vene scorre lo stesso sangue dei leggendari Ammazza-troll o degli antichi cacciatori di tigri giganti. Possibile che solo Jak e pochi altri siano rimasti fedeli alle tradizioni guerriere di Alkum? Io non sono originario dell’Alzania eppure Finché una goccia di sangue scorrerà nelle mie vene, un alito di vita sarà nel mio corpo, combatterò per la libertà! Per sconfiggere il Tiranno. Dateci fiducia, lottiamo insieme e nessuno potrà sconfiggerci! E poi che cosa possono toglierci ancora?» 
***


Titolo: Il mondo di Omega
Autore: Max Peronti
Illustratore: Mauro Dal Bo
Genere: Ambientazione della saga medieval fantasy "Omega"
Formato: cartaceo
Pagine: 127
Prezzo: 10,90 euro
Target: Lettori a partire da 14 anni

Disponibile sul sito Astro Edizioni e su tutti gli store di libri.

Trama: Il mio nome è Jean de Pois. Dopo aver passato tutta la vita a cercare testimonianze su testi antichi, ascoltare leggende e ballate, finalmente, nell’anno 1085 della Quinta era, sono pronto per narrare come gli dei hanno creato Nahurm e le vicende dei popoli che l’hanno popolato, dall’alba dei tempi sino a oggi.

Approfondimenti ed epica dietro l’epopea fantasy Omega, di Max Peronti.
1. Storia di Nahrum dalla Prima alla Quinta era
 2. Le divinità e l’equilibrio
 3. La magia
4. La vita nella Quinta era 
5. La storia dei regni degli uomini  




Biografia autore. Chi è Max Peronti?
Max Peronti, appassionato di Storia militare antica e medioevale, si è laureato in Scienze
strategiche nel 2002. Zaino in spalla, ha solcato i deserti dell’Iraq e dell’Afghanistan, le savane
africane e le antiche terre dei celti. Chitarra e musica rock sono le sue compagne di viaggio,

un dado a venti facce la sua bussola.

Per essere aggiornati sul mondo di Omega, ecco la pagina Facebook! Buon viaggio!