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sabato 7 dicembre 2024

Segnalazione "Nicholaus Jakob e i sette volti di Praga" di Simone Colaiacomo

 Segnalazione "Nicholaus Jakob e i sette volti di Praga" di Simone Colaiacomo

Bentrovati, lettori. Oggi vi segnalo l'ultima uscita della casa editrice "Horti di Giano": "Nicholaus Jakob e i sette volti di Praga" romanzo dark fantasy di Simone Colaiacomo. Scopriamolo insieme!

 TITOLO: Nicholaus Jakob e i sette volti di Praga 

 AUTORE: Simone Colaiacomo 

 GENERE: dark fantasy/crime/mystery 

Editore: Horti di Giano 
Pagine: 240 
Formato: 152x228 mm 
Prezzo: 16,70 € 
Data di pubblicazione: 13/12/2024 
ISBN: 979-1280144720 

Nicholaus Jakob: ultimo baluardo contro la Grande Opera alchemica 
Il Male fluisce tra i vicoli gotici di Praga per sconvolgere l’ordine naturale delle cose  
 

Il 13 dicembre 2024 esce il romanzo dell’autore Simone Colaiacomo, disponibile sul sito dell’editore, su tutti gli store online e prenotabile in libreria. 
 
Praga, la cui storia è intrisa di misteri, magia e alchimia, si trova a ospitare dei delitti che di naturale hanno ben poco. L’ispettore Nicholaus Jakob deve investigare su un primo omicidio, ma capisce subito che la razionalità, seppur desideri ardentemente assecondarla, non appartiene a ciò che sta accadendo. Una setta di folli visionari sembra agire nell’oscurità dei vicoli gotici praghesi, seminando cadaveri ed enigmi incomprensibili, e tutto sembra ruotare attorno alla Grande Opera alchemica, per portare a termine un qualcosa che potrebbe sconvolgere l’ordine naturale delle cose. Per questo, Jakob chiede supporto a una vecchia conoscenza, una suora esorcista che lo potrebbe aiutare a trovare il bandolo della matassa di un caso che appare estremamente intricato. Lungo l’indagine, il lato oscuro dell’ispettore verrà fuori, sconvolgendo le dinamiche, sempre più incerte, sempre più pericolose. 
 
Spin-off di Nostra Signora delle Ceneri e prequel del fumetto Efrem. Incubo a Bruges. 
 
 
Simone Colaiacomo (in arte Là-Bas), personaggio poliedrico dalla formazione psicologica e criminologica, nasce a Ostia nel 1977, bagnato da un mare che ha sempre stimolato le sue emozioni, ispirandolo sulla linea di confine tra musica e parola. Dal 2004 a oggi ha pubblicato una trentina di libri tra romanzi, saggi, raccolte poetiche e sceneggiature per comics. Ha collaborato con diverse riviste letterarie ed è stato Direttore editoriale della rivista culturale “Fertililinfe” dal 2007 al 2010. 
Dal 2008 svolge il lavoro di editor e ghostwriter, e con l’esperienza maturata ha creato il Metodo ARGO, per insegnare agli autori a scrivere un libro, attraverso i suoi percorsi su www.coachletterario.com. Ha all’attivo alcune sceneggiature per film, tra cui quella dell’horror IVI ELV, realizzata con il regista Luigi Scarpa. È ideatore del concorso di poesia “Germogli in Fiore”, giunto alla sua VI edizione, il cui fine è stimolare i giovani studenti alla creazione poetica, e del concorso Giallo Pavese. 
Nel 2017, ha fondato le Edizioni Horti di Giano rivestendo il ruolo di Direttore editoriale, acquisendole nel gennaio 2022. Nel 2023, ha fondato in Spagna la casa editrice Argonautas Editorial, entrambe sotto il Grupo Editorial E-UTOPIA. Ha ricevuto per la poesia una menzione al merito al premio UniVersi 2006 organizzato dall’Università di Tor Vergata, nell’ambito del “Progetto Uniarts, university-creativity”. 
Con il romanzo distopico Dysangelium (2019) è risultato nel 2021 tra i finalisti al concorso nazionale “Una storia per il cinema – II ediz.”, a cui hanno partecipato più di 500 autori con le proprie opere. Lo stesso romanzo è stato consigliato dal Salone Internazionale del Libro di Torino come lettura per l’estate 2021, nell’ambito della tematica inerente alla lotta al riscaldamento climatico (Obiettivo 13 - Agenda 2023 dell’ONU). Anche il fumetto Gotico italiano – Wunderkammer (Vol.4) è stato consigliato dallo stesso Salone del Libro di Torino tra le letture di Natale 2021. È il bassista e tastierista della prog band Karmablue, con la quale ha realizzato l’album "Né apparenze né comete" (Atman Records, 2018). 
Dal 2016 al 2021 è stato speaker radiofonico su Stap Radio con la trasmissione “Genius Loci”, occupandosi di letteratura e musica; dal 2021 è Direttore artistico di Radio Decadenza. Gestisce il blog Storie Horror, per la letteratura e il cinema. 

mercoledì 19 giugno 2024

Segnalazione "Tanatofobia" di D. M. Goja

 Segnalazione "Tanatofobia" di D. M. Goja

Bentrovati, lettori. Oggi vi segnalo la nuova edizione del romanzo "Tanatofobia" di D. M. Goja, una autopubblicazione.

Titolo: “Tanatofobia”

Autrice: D. M. Goja

Autopubblicazione

Pubblicato il 22/04/2024

Genere: narrativa contemporanea, introspettivo, mistery, noir

Tematiche: ambientazione ospedaliera, rapporto tra generazioni

Numero pagine: 225

Prezzo: 3,50€ ebook, 13€ cartaceo

Disponibile su Amazon.

 

Sinossi

"Tanatofobia", un'opera letteraria che abbraccia le profondità dell'animo umano, intrecciando abilmente due esistenze in fasi opposte della loro vita nel contesto suggestivo di un ospedale nel Nord della Romania. 

Lia, una giovane tirocinante infermiera e Ghiuri, il vecchio becchino dell'ospedale, solitario e segnato dal passato, si incontrano in un momento di sospensione nel tempo, sulle sponde di un lago. Ciò che nasce da questo incontro è un legame che attraversa le barriere generazionali e le cicatrici dell’anima. 

L'autrice, D.M. Goja, dipinge la complessità dei personaggi, rivelando le incertezze e le riflessioni di Lia sul futuro, sulla malattia, sulla vita e sulla morte, mentre affronta la sua formazione nel mondo della sanità. Dall'altra parte c'è il vecchio becchino, etichettato dalla società come un individuo eccentrico, soprattutto dopo aver subito la perdita delle sue amate bambine, il cui sguardo è inchiodato al passato, intrappolato in un mistero doloroso legato a tragedie avvenute anni prima. La trama si dipana rivelando i segreti celati nell'ospedale, evidenziando una serie di insabbiamenti e misteri sepolti sotto strati di silenzio e omertà. 
È attraverso l'amicizia inaspettata tra Lia e il vecchio Ghiuri che emergono le verità nascoste, portando alla luce una storia travagliata e commovente che coinvolge il lettore sin dalle prime pagine. La narrativa del romanzo è determinata da una tensione costante tra il tema universale della morte e della perdita e quello della ricerca della verità e della redenzione.


L’autrice

Daniela Goja, laureata in scienze infermieristiche, ha da sempre coltivato la passione per la lettura e la scrittura. Tanatofobia è la sua opera prima.


venerdì 28 aprile 2023

Segnalazione "Il blues delle ombre" di Fabrizio Cennamo

   Segnalazione "Il blues delle ombre" di Fabrizio Cennamo

Bentrovati, lettori. Oggi vi segnalo la nuova uscita di Horti di Giano Edizioni, il romanzo horror mistery "Il blues delle ombre", di Fabrizio Cennamo. Scopriamolo insieme! 



IL BLUES CHE TI IMPRIGIONA L’ANIMA 

Quando il suono diviene padrone indiscusso del destino delle persone… Quando la musica riesce a possedere l’anima dei viventi... Quando il tempo e lo spazio divengono indefiniti… Quando l’oscura magia voodoo detta le condizioni… Allora non ci sarà più via di scampo e ci si ritroverà ingabbiati nella melodia del Blues delle Ombre. 

Genere: HORROR/MYSTERY 

Titolo: IL BLUES DELLE OMBRE 

Autore: Fabrizio Cennamo 

Editore: HORTI DI GIANO 

Pag. 208 

Formato: 12 x 19 cm 

Prezzo: 16.00 € 

Pubblicazione: 28/04/2023 

ISBN: 979-1280144416 

In arrivo il nuovo romanzo dello scrittore Fabrizio Cennamo, disponibile dal 28 aprile 2023 sul sito dell’editore Horti di Giano, sugli store online e nelle librerie nazionali.  

 

Quarta di copertina: In una Roma subliminale ed enigmatica, ferita nella sua arcaica sacralità e profanata dal progresso, si muovono personaggi ambigui e ombre incorporee che operano nell’oscurità di una missione demoniaca che mira alla corruzione delle anime. 

Picchio è un chitarrista dalle doti eccelse, ma anche un incallito playboy dalla vita sregolata, che a 35 anni insegue ancora i suoi demoni. Valentina è sua sorella minore, della quale si prende cura perché non hanno più nessuno, e deve farle da fratello e genitore. 

Nel confuso accavallarsi degli eventi dovrà lottare per opporsi a un destino che sembra inevitabile nella sua crudeltà, dove musica e ombre si addensano nell'aria rarefatta dei locali notturni, intrisi di malefici che vanno oltre l'umana immaginazione. 

Una voce nella notte alberga i suoi incubi e gli parla di vita, di musica e di morte. E in tutto questo, cosa c'entra il Club27 e la maledizione di molti tra i più grandi musicisti della storia? Un horror/mystery che si insinuerà tra i fumi della tua coscienza. 


BIOGRAFIA: 

Fabrizio Cennamo, nato a Roma nella calda estate del 1979, ha maturato le sue esperienze attraverso lo studio, la curiosità e il confronto con la realtà sociale dei quartieri di periferia. Chitarrista mancato, è libraio di professione e scrittore per vocazione. Cresciuto leggendo romanzi dell'orrore, nelle sue opere predilige le atmosfere da brivido, le storie di paura e di mistero. La pesca e il mare, lo sport e i viaggi, la musica rock e il cinema sono altre sue grandi passioni. È sposato, ha un figlio, una micetta, due conigli e un pesce rosso. Vive poco fuori Roma in campagna a due passi dal litorale; nel suo giardino coltiva alberi da frutto, alleva lumache e ospita una banda di gatti randagi. Nel tempo libero indaga nel mondo del paranormale e va a caccia di fantasmi in luoghi sperduti e abbandonati. 

 


sabato 17 dicembre 2022

Segnalazione "Un caffè per l'assassino" di Pamela Luidelli

 Segnalazione "Un caffè per l'assassino" di Pamela Luidelli

Bentrovati, lettori. Oggi vi segnalo la nuova uscita di Edizioni Horti di Giano: "Un caffè per l'assassino", romanzo di Pamela Luidelli. Un'indagine avventurosa e divertente.



Editore: HORTI DI GIANO

Titolo: Un caffè per l'assassino

Autrice: Pamela Luidelli

Introduzione: Gabriele Farina

Prefazione: Lina Senserini

Copertina: Fabrizio De Fabritiis

Pag. 430

Formato: 12 x 19 cm

Prezzo: 20.00 €

Pubblicazione: 15/12/2022

ISBN: 978-8412532784

Genere: giallo/cozy mystery


UN NUOVO CASO PER LA BARISTA BEATRICE TESTACCIO

Quando la sfortuna ti perseguita, puoi decidere di accettare il tuo destino o provare ad affrontarlo. Ma quando la sfortuna ti fa inciampare sui cadaveri ovunque tu vada, o sei la Signora in Giallo, oppure Beatrice Testaccio.


Quarta di copertina: Beatrice Testaccio si ritrova a vivere nel piccolo borgo di Castel Lassù, sul Lago Maggiore, dove tutti sanno di tutto e passano il tempo a spettegolare. Intanto, gestisce il bar del paese con la zia Tina, si ritrova l'ex fidanzato che non sopporta per casa e deve combattere ogni giorno con il suo corpo un po' troppo "in carne", cosa che le genera insicurezza.

Nonostante questo, la nostra barista è un vulcano di energie e ha un carattere esplosivo, tanto da far scappare tutti quando sta per arrabbiarsi: sanno che è meglio starle alla larga.

Ma ciò che più la caratterizza è quell'inspiegabile rapporto che ha con la sfortuna, che la perseguita al punto da essere sospettata di omicidio visto che, guarda caso, si ritrova sul luogo del delitto.

L'arrivo nel piccolo centro di Ares Bacardi, noto cantante in decadenza, sconvolge gli equilibri al punto da portare Beatrice alla ricerca della soluzione del caso, facendolo a modo suo e scontrandosi con il maresciallo Domiziano De Gai, in quell'intricatissimo rapporto di amore e odio che ha con lui.


Attraverso l'umorismo giallo di Pamela Luidelli, questo cozy mystery ci catapulta nelle dinamiche che il destino ha simpaticamente ordito attorno all'improvvisata investigatrice pasticciona.


BIOGRAFIA:

Pamela Luidelli vive con la sua famiglia sul Lago Maggiore, fonte d’ispirazione per i suoi romanzi ambientati nel fantasioso borgo di Castel Lassù. Tra una disavventura e l’altra trova il tempo per viaggiare e visitare castelli per l’Europa in cerca di un fantasma da intervistare. Passa le sue giornate con l’inseparabile cane Artù nel suo studio, immersa nei libri bevendo davvero troppe tazze di latte e di tè, nella fiduciosa ricerca di una storia da raccontare. Questo è il secondo romanzo con protagonista Beatrice Testaccio



domenica 17 ottobre 2021

Segnalazione "L'uomo che riavvolgeva il nastro" di Paolo Santaniello

Segnalazione "L'uomo che riavvolgeva il nastro" di Paolo Santaniello

Bentrovati, lettori. Oggi vi parlo di un nuovo romanzo, edito da La Ruota Edizioni: "L'uomo che riavvolgeva il nastro", mistery scritto da Paolo Santaniello. Scopriamolo insieme! 


Titolo del libro: L’UOMO CHE RIAVVOLGEVA IL NASTRO

Autore: PAOLO SANTANIELLO

Casa editrice: LA RUOTA 

Genere: MYSTERY / NARRATIVA

Prezzo: (cartaceo) 10,00 euro

Pagine: 252


Trama:  

In seguito a circostanze misteriose, Massimo Roma si ritrova in possesso della capacità soprannaturale di barare a una delle regole fondamentali nel gioco della vita: può “riavvolgere il nastro”, tornare indietro nel tempo di pochi minuti. Senza dirlo a nessuno, fugge in America a caccia di successo, soldi e avventure fra i tavoli dei casinò di Atlantic City; mentre i fratelli Elena e Menico, dall’Italia, si mettono sulle sue tracce partendo da pochi indizi trovati nella loro casa al mare in Calabria.

Disponibile su tutti gli store di libri!


“Volevo vincere sempre; potevo vincere sempre. Nessuno mi avrebbe mai scoperto, nessuno mi avrebbe mai fermato. Sempre di più, sempre di più. E il rischio non era quello di perdere tutto e rovinarsi: nel mio caso il rischio era di non smettere mai più di vincere.

Vincere. Vincere all’infinito”


Biografia autore

PAOLO SANTANIELLO (Caserta, 1975), docente “contrastivo” di liceo in provincia di Napoli, ama la matematica, il cinema, la letteratura, i giochi, i diritti civili e il libero pensiero.

Il suo primo libro di narrativa è "Acero e Acciaio" (Aporema Edizioni, 2020) un romanzo storico collocato nell’Europa di fine Ottocento. Nel 2021 ha pubblicato racconti di generi vari in antologie e l’audiolibro "Lo strano caso del paziente M" a cura di Modus Operandi, novella horror-gotica classificata al primo posto del concorso Creepypopcorn. Il secondo romanzo è "L'uomo che riavvolgeva il nastro" (La Ruota, 2021) un mystery ambientato nel mondo dei casinò di Atlantic City. 

Sito web dell’autore! 


venerdì 5 aprile 2019

Segnalazione “IL SIGILLO DELLE CENTO CHIAVI” di Daniela Tresconi

Segnalazione “IL SIGILLO DELLE CENTO CHIAVI” di Daniela Tresconi

Bentrovati, lettori. Pronti per il nuovo mistery storico di Daniela Tresconi? L'autrice di "La linea del destino" (recensione qua) torna con un nuovo affascinante romanzo, adatto per gli amanti dei misteri! Scopriamolo insieme. 

Titolo: IL SIGILLO DELLE CENTO CHIAVI
Autore: Daniela Tresconi
Editore: Panesi Edizioni - www.panesiedizioni.it
Formato: ebook e cartaceo
Prezzo: € 2,99 - € 10,00
Isbn: 9788899289867
Genere: narrativa, mistery, storico
Data di uscita: aprile 2019
Link Amazon!

Quarta di copertina:
Golfo della Spezia (Liguria), fine del ‘500. Due frati e il giovane novizio Sebastiano abbandonano la cappella di San Bartolomeo delle cento chiavi alla marina dopo averla data alle fiamme. Conducono con loro due preziose teche: una verrà custodita nelle viscere della collina mentre l’altra verrà portata a Francoforte in Germania dal giovane Sebastiano e dall’intraprendente Camillea. Il segreto su un misterioso quadro e sul contenuto delle due teche sarà protetto nei secoli dagli appartenenti alla Confraternita delle cento chiavi.

Francoforte (Germania), oggi. Il giovane Sebastien eredita da nonna Sibille uno scrigno che contiene uno sconvolgente segreto. Il ragazzo intraprenderà un viaggio in Italia, nel piccolo borgo di Pitelli in Liguria, alla ricerca del suo passato e di quello di un’intera comunità, trovando invece il suo futuro e l’amore di una giovane donna. Sceglieranno di continuare a proteggere il segreto?

Breve estratto:

Un agglomerato di piccole costruzioni lungo una strada di passaggio. Anonimo, avrebbero dovuto mantenerlo anonimo a tal punto che a nessuno sarebbe mai venuto in mente di trovare notizie o eventi da raccontare su un borgo nato lungo una strada. Ciascuno di loro aveva il marchio sul polso e tutti gli altri a venire avrebbero dovuto portarlo, semplicemente per riconoscersi, anche senza parlare. Ogni famiglia avrebbe scelto il suo primogenito, maschio o femmina non aveva alcuna importanza, lo avrebbe segnato e a lui sarebbe spettato il compito di controllare che la teca fosse sempre al suo posto e che nessuno mai potesse avvicinarsi ad essa.

mercoledì 30 maggio 2018

Nati per scrivere a Volterra Mistery & Fantasy

Nati per scrivere a Volterra Mistery & Fantasy

Bentrovati, amici viaggiatori! Vi informo con piacere che sabato 9 e domenica 10 giugno l'associazione Nati per scrivere sarà presente a Volterra Mistery & Fantasy, la grande festa del fantastico che animerà la bellissima città etrusca. Ci saranno eventi, incontri, tanti stand colorati e attività in piazza e per le strade. Se non ci siete mai stati, è una bella occasione per visitare Volterra.

Io sarò allo stand Nati per scrivere, nelle logge di Palazzo Pretorio (stand 29) che, come sempre, sarà pieno di libri e scrittori! Se siete in zona (e dovete esserci!), passate per un saluto, una foto, una dedica, fa sempre piacere conoscere "amici virtuali" dal vivo! Ma non vi faccio mica passare per nulla! Ora vi presento tutti i libri che troverete al nostro stand!

Ci saranno i miei libri:
- "Berserkr": urban fantasy ambientato a Berlino e ispirato a storia, leggende e miti germanici. Di recente ha ottenuto il secondo posto al Trofeo Cittadella, il premio italiano dedicato ai romanzi fantasy, di cui sono felicissimo! (Articolo qua).
- "La guerra dei lupi": primo capitolo della trilogia "Ulfhednar War", ambientato in una Toscana magica e misteriosa, popolata di lupi e stregoni (articolo qua). E questo ci porta al nuovissimo... 
- "I Figli di Cardea": secondo capitolo della trilogia "Ulfhednar War", in cui i nostri protagonisti se la vedranno con una serie di avversari, tra cui, appunto, i Figli di Cardea, una potente e antica organizzazione che mira a cancellare tutto ciò che è sovrannaturale e fuori dall'ordinario (articolo qua).


Ci saranno i libri di NPS Edizioni, il marchio editoriale dell'associazione "Nati per scrivere": 
- "I fuochi di Valencia", di Elena Covani: urban fantasy ambientato a Valencia, intriso di cultura spagnola. Una città in fiamme, uno scontro tra due razze che va avanti da secoli, una ragazza con il potere di cambiare le cose. La guerra per l'evoluzione è iniziata e si combatte proprio là, tra le strade di Valencia, durante i giorni di Las Fallas (il carnevale cittadino).
- "Venuti dal mare", di Gianluca Malato: romanzo breve, di genere horror/fantasy, per ragazzi. Una specie di "Piccoli brividi" all'italiana, diciamo così. L'ambientazione è la Sicilia di Primo Novecento, dove vive Giuseppe, un musicista dall'animo buono, che si ritroverà a combattere per la salvezza del genere umano. Un romanzo sull'importanza dell'arte, della cultura, come panacea contro i mali del mondo.
- "Il pastore di alberi", di Luciana Volante: favola per bambini, e per adulti sognatori, dal forte messaggio ecologista. Un pastore e il suo cane dovranno affrontare un drago e una strega perfida per liberare le Fate degli alberi. La favola è corredata da disegni realizzati dall'autrice, che i bambini possono colorare.
- "L'ora del diavolo", i miei racconti fantastici ispirati al folklore lucchese, usciti finalmente in una nuova edizione. Con la splendida copertina realizzata da Mauro dal Bao, l'antologia raccoglie tredici racconti fantastici (alcuni fiabeschi, altri più di terrore) ispirati alle leggende e alle tradizioni popolari della Lucchesia e delle Alpi Apuane (articolo qua).
- "Tutta colpa dello zodiaco": antologia di dodici racconti ispirati ai segni zodiacali. Storie di mistero e magia, scritte da autori toscani e liguri (articolo qua).
- infine... una nuova uscita, che vi presenterò sul blog nei prossimi giorni: "Oracoli", di Alessandra Leonardi!

Per rimanere aggiornati sulle novità NPS, seguite la pagina Facebook!

Inoltre ci saranno i libri di alcuni soci dell'associazione:
- La linea del destino, il mistery storico di Daniela Tresconi, ambientato nel borgo medievale di Arcola, in Liguria  (già recensito qua sul blog). La storia di tre donne, in tre epoche diverse, legate da un segreto celato nella torre.
- Cronache dalle tenebre, il fantasy di Simone Falorni (già recensito qua sul blog) che segue le vicende di due vampiri fiorentini durante gli anni del Regno d'Italia.
- Le avventure di Posso, il simpatico personaggio creato da Silvia Civano (articolo sul blog), che fa divertire grandi e piccini.
- Euridice, la favola di Euridice e Orfeo, narrata dal punto di vista di lei, il nuovo lavoro di Romina Bramanti, edito da Bakemono Lab.

Infine, grande news, al nostro stand troverete anche Mala Spina, con i suoi libri: "Il mangiapeccati" e la serie "Victorian Horror Story", ambientata in una Londra misteriosa e affascinante (recensita qua sul blog).

Allo stand saranno presente, inoltre, vari autori. Ci sarò io, tutti e due i giorni, Romina Bramanti (sabato 9), Daniela Tresconi (domenica 10), Simone Falorni (domenica 10), Mala Spina (domenica 10), per fare due chiacchiere e, magari, una dedica sul libro!

Per tutti i nostri acquirenti ci saranno piccoli omaggi: la mappa del borgo di Arcola (in regalo con "La linea del destino"), i segnalibri di Daniel e Ascanio (in regalo con i libri di "Ulfhednar War"), le borse dell'associazione Nati per scrivere (in regalo con i libri NPS) e segnalibri fatti in casa, cartoline... tante sorprese! Non lasciatevi scappare l'occasione di regalarvi, o di regalare, un libro con una bella dedica personalizzata, e soprattutto di sostenere scrittori emergenti. Vi aspettiamo a Volterra! ;)

lunedì 17 aprile 2017

Intervista a Daniela Tresconi

INTERVISTA A DANIELA TRESCONI

Oggi il blog "i mondi fantastici" torna a ospitare Daniela Tresconi, ciclonica scrittrice di Arcola, autrice di vari racconti ("Il piccolo faro", nella pluricitata antologia "Sognando") e del romanzo mistery storico "La linea del destino" (recensito qua), edito da Panesi Edizioni. Il libro, ambientato ad Arcola, questo bel borgo medievale, arroccato in cima a un colle e rivolto verso la valle del Magra, segue le vicende di tre donne, in tre epoche diverse, tre simboli della femminilità. 

Oggi Daniela, ospite del blog, ci racconterà di sé, del suo approccio alla scrittura e di cosa ha voluto raccontare con questo libro. Buona lettura!

Ciao Daniela, benvenuta sul blog “I mondi fantastici”.
Parlaci un po’ di te. Quali sono i tuoi interessi, le tue passioni?

Quando parlo di me, amo definirmi “chiassosa”, nel senso che ci si accorge sempre che ci sono. Rido e sorrido, sono molto estroversa e amo dare del tu a tutti. Mi appassiono alle cose e alle persone che mi fanno stare bene. Amo il mare, la buona compagnia, adoro ballare, viaggiare e camminare. Amo leggere e scrivere. Scrivo sempre, sia per lavoro (sono Giornalista iscritta all’Albo) che per passione.

Com’è stato, e com’è tutt’oggi, il tuo approccio alla scrittura? Perché scrivi? Quali generi, o quali tipi di storie, senti più affini?

La scrittura è per me quello che la cioccolata è per un goloso. A volte non riesci proprio a farne a meno. Le immagini, le trame e i personaggi bussano nella tua testa e devi per forza iniziare a scrivere. Mi capita di vedere un luogo, una foto o ascoltare qualcuno, ed ecco la storia è tutta lì, nella mia mente, devo solo trasformarla in parole. E poi scrivere è consolatorio: quando sono un po’ triste o arriva uno di quei periodi in cui ti sembra che tutto vada storto, mi siedo davanti al pc e lascio che i pensieri fluiscano lentamente, finché non si trasformano in parole scritte.
Ovviamente scrivere per la cronaca di un giornale è diverso poiché mette soprattutto in luce la capacità di sintesi e la necessità di chiarezza ma sicuramente mi ha aiutato molto nel rendere accessibile a tutti quello che scrivo.
Adoro scrivere testi dove la storia, quella con la S maiuscola si intreccia con la storia fantastica. Dove ci sia leggenda, mistero, intrigo, sovrannaturale ed esoterismo. Cerco un luogo o un evento storico reale e ci costruisco sopra una narrazione per i miei personaggi.

Quali sono, invece, le tue letture preferite? Che generi preferisci leggere? Se tu dovessi scegliere il romanzo della tua vita, qual è?

In generale sono una lettrice onnivora, con una lacuna: i romanzi sentimentali e gli “hot”. Mi piacciono i fantasy, le saghe, i grandi romanzi di avventura e i thriller storici. Ho lungamente amato “I pilastri della Terra” di Ken Follet e  "Il nome della rosa" di Eco.

Passiamo al tuo romanzo “La linea del destino”. Come è nata l’idea di questo libro? Cosa volevi raccontare?

Alla base c’è soprattutto un amore profondo per il mio paese, Arcola, dove è ambientata tutta la storia. L’idea è nata essenzialmente dall’incrocio di due momenti: il primo legato ad una lettura di un testo storico che parlava di Arcola, mi sono imbattuta in una frase per me terribile. Il paese veniva così descritto: “Arcola è come tanti altri paesi dove si mangia e si beve e si dorme e si vegeta e sterilmente s’invecchia”. Ho pensato che nessun posto è realmente così, che dietro alle quiete facciate si può sempre nascondere qualcosa. E dunque perché non qualcosa di inquietante? E qui entra in gioco il secondo evento, reale e devastante per il nostro territorio:  da lì immediatamente tutti i tasselli sono andati al loro posto, anche se c’è voluto un anno per scriverlo tutto, soprattutto perché volevo che molti eventi e i luoghi fossero reali, riconoscibili da chi avrebbe sfogliato le pagine.

C’è un personaggio, tra le tre protagoniste, a cui ti senti maggiormente legata? Se sì, perché?

Mi è difficile scegliere tra le mie protagoniste, le amo tutte e tre in egual misura ma se proprio dovessi scegliere forse sceglierei Vanda, quella più anziana. Rappresenta la “piccola storia” e la saggezza. Una di quelle migliaia di donne che durante i terribili momenti della guerra hanno continuato a portare avanti le proprie famiglie mentre gli uomini combattevano al fronte. Di loro difficilmente si parla nella grande Storia. Senza Vanda probabilmente Valentina si sarebbe arresa e non ci sarebbe stata giustizia per Amelia.

Descrivi Amelia, Vanda e Valentina con tre aggettivi per una.

Amelia: coraggiosa, vinta (ma non sconfitta), indomita
Vanda: saggia, materna e combattiva
Valentina: tenace, sensibile e intraprendente

Dal romanzo traspare un grande amore per la tua terra, Arcola (SP), dove la vicenda è ambientata. Sei legata particolarmente al territorio, vero? Come ha reagito la comunità al tuo libro?

Sono molto legata alla mia terra: per me che sono cresciuta nella Piana di Arcola (quindi nella zona che negli anni '70 era soprattutto agricola ed industriale), Arcola Ponte e il Borgo hanno sempre rappresentato il fulcro della mia infanzia ed adolescenza. Gli amici della panchina, le camminate a piedi dentro i “carobbi” e le corse sfrenate in bicicletta lungo la strada che dal paese ti riportava al piano. Ora ad Arcola io vivo e lavoro, credo di aver assimilato da questo paese e dalle sue genti, quella speciale ruvidità, tipica di chi è abituato a sudarsi tutte le cose, ma soprattutto, superata l’iniziale diffidenza, la capacità di accogliere e aprirsi agli altri. L’uscita del mio libro ha rappresentato per la comunità una ventata di ottimismo, tutti mi hanno dimostrato il loro affetto e continuano ogni giorno a sostenermi. La cosa che in qualche modo mi ha sorpreso è il fatto che La Linea del destino è diventato un romanzo corale, nel senso che tutto il paese se lo sente suo e lo sfoggia con orgoglio in ogni occasione.

Due parole sulla promozione. Come può fare un autore emergente a farsi notare?

Io sono solo all’inizio e credo che su questo argomento posso solo imparare dagli altri. Quello che ho capito sicuramente, è che è importante fare squadra: unirsi ai gruppi, ascoltare, leggere e commentare anche i libri degli altri, senza ostinarsi a parlare solo del proprio. In questo modo si crea una rete virtuosa tra esordienti e ci si sostiene gli uni con gli altri: la mia esperienza con il gruppo Nati per scrivere (scrittori toscani e non), mi sta insegnando molto da questo punto di vista. Inoltre la bellissima esperienza al Salone del libro di Firenze ha aggiunto un valore alla promozione: incontrare i lettori e promuovere il proprio libro è entusiasmante. Purtroppo questo non è sempre accessibile a tutti noi esordienti.

Infine, i tuoi progetti per il futuro? Puoi anticiparci qualcosa?

Vi annuncio con entusiasmo che il romanzo è stato ammesso alle selezioni del Premio Letterario "Il borgo italiano" e che mi aspetta una lunga estate ricca di eventi e di presentazioni, sembra che tutti vogliano avere "La Linea del Destino"!!!
Nel frattempo ho iniziato il nuovo romanzo: il genere è lo stesso e quindi al momento sono nella fase della ricerca storica. Un altro mistero sull’origine di un paese alla fine del 1500: la storia quella vera dà una versione, sarà quella giusta? O forse c’è una verità segreta che deve restare celata?

Grazie per essere stata ospite del blog “I mondi fantastici”.

venerdì 31 marzo 2017

Segnalazione "La tela del maligno" di Gianpiero Pisso

Segnalazione "La tela del maligno" di Gianpiero Pisso

Titolo: La Tela del Maligno
Autore: Gianpiero Pisso
Editore: Eretica Edizioni
Genere: Mistery storico
Formato: Cartaceo
Pagine: 254
Prezzo:15 euro
ISBN: 978-88-99466-97-8
Link acquisto: sito Eretica Edizioni

Un interesse mediatico senza precedenti si è scatenato, nel 2012, per una scoperta che ha lasciato il mondo dell’arte, la Chiesa cattolica, università, studiosi di costumi, storici e gente comune senza parole. La televisione italiana ne ha parlato diffusamente in rubriche dedicate alla Scienza e al Mistero ma nessuno, ad oggi, è stato in grado di dare una spiegazione esauriente dei fatti.
Dopo più di quattrocento anni una studiosa si è accorta casualmente che nella basilica di San Pietro a Perugia, esiste un quadro colossale, uno dei più grandi d’Europa, che cela un inquietante mistero.
La tela, un dipinto a olio, opera di un artista di scuola veneziana, Antonio Vassilacchi, vissuto attorno al 1600 e contemporaneo di Tiziano, del Tintoretto e di Paolo Veronese, osservata da breve distanza mostra santi, papi, alti prelati attorno a san Benedetto da Norcia, ma scrutata dall’altare maggiore, dove è possibile una veduta d’assieme, mette in luce un volto demoniaco.
Come è possibile che nessuno se ne sia accorto prima? Per quale ragione si è introdotta l’effigie del Maligno in un luogo consacrato? Che significato e quale fine può avere avuto un atto del genere?


Il Trionfo dell’Ordine dei Benedettini di Antonio Vassilacchi (1597) 
Basilica di San Pietro a Perugia

Trama: il romanzo è retroattivo. L'incipit è la fine del racconto. Antonio Vassilacchi, insigne pittore di scuola veneziana, greco di origine, nato sull'isola di Milos ma vissuto sulla laguna ai tempi dei grandi Tiziano, Tintoretto e Veronese e allievo di quest'ultimo prima di diventare uno dei pittori preferiti dai dogi per affrescare le sale di Palazzo Ducale, si sobbarca in diligenza un lungo viaggio da Venezia a Perugia, unicamente per osservare come si comportano i fedeli durante la santa messa domenicale nella chiesa di San Pietro, adiacente al convento benedettino della città. Lì, alcuni anni prima, aveva dato una valida dimostrazione della sua arte, dipingendo ben undici tele della vita del Cristo, commissionate dal priore benedettino del convento.
Lo scopo della sua visita a Perugia è di costatare personalmente come i perugini avessero accolto il suo undicesimo dipinto, il più grande, quello che raffigura San Benedetto da Norcia, attorniato da santi, papi, porporati, che aveva denominato "Trionfo dell'Ordine dei Benedettini" e che faceva bella mostra sulla parete di ingresso alla chiesa. In quella tela aveva portato a termine la sua vendetta, mimetizzando il volto di un demone che si poteva però scorgere solo facendo molta attenzione alla visione d'assieme e non avvicinandosi troppo al dipinto. Altrimenti si sarebbero scorti solo i particolari, una schiera di prelati.
Perugia non aveva reagito come si sarebbe atteso. il suo piano di scandalizzare la città era fallito. Nessuno si era accorto delle sue intenzioni.

Durante il viaggio di ritorno in diligenza alla laguna ripercorre le tappe più significative e anche più dolorose della sua vita che lo avevano portato, giovanissimo, a Venezia: il suo apprendistato alla bottega del Veronese, il suo amore platonico per Marietta, l'infuriare della peste, la sua amicizia con un frate scomunicato nolano, Giordano Bruno, gli amori carnali con Marzia, disinibita perugina, l'incontro con padre Arnold, tutti i suoi tormenti per l'apparizione di una figura misteriosa che lo aveva in varie occasioni spaventato. Il demonio sembra accanirsi in modo particolarmente violento contro di lui. A Perugia, con il suo allievo prediletto, Tommaso, termina i lavori della commessa e consegna al priore benedettino le sue tele, compresa l'undicesima, quella con la quale condanna il Maligno a respirare ogni giorno il fumo delle candele, prigioniero in un luogo consacrato. Ci può essere punizione più grande per un angelo decaduto, causa di tanti mali? Poco importa se sinora i perugini non si siano ancora accorti di nulla.
L’aria era pregna di vapor acqueo, di fumo delle candele e dell’alito puzzolente di centinaia di fedeli, di ogni estrazione sociale, che affollavano, quella domenica, le tre navate della chiesa di San Pietro, edificata attorno all’anno mille sopra la precedente cattedrale, sede vescovile della città di Perugia, che esisteva sin dal sesto secolo. Ora l’edificio religioso aveva annesso un monastero benedettino, che ospitava un’attiva comunità di monaci, dediti ai lavori dei campi e alla preghiera, secondo il motto dell’ordine: Ora et Labora.La mattinata era abbastanza fresca e dalla campagna si alzava dalla terra una densa bruma, che avvolgeva i casolari e le fattorie in un abbraccio intimo e ovattato, quasi volesse proteggere la riservatezza di quei luoghi e dei suoi abitanti, abituati ad alzarsi all’alba a trascinare l’aratro, a liberare le zolle dalle erbacce e a mantenere il terreno costantemente umido, condizione necessaria per un buon raccolto. La terra era la principale risorsa per chi avesse buona salute, robuste braccia e una forte schiena, oltre alla ferrea volontà di voler ricavare dalla natura buona parte del cibo che sarebbe servito ad alimentare l’intera famiglia. Il resto, carne, uova, latte e formaggio, sarebbero venuti dagli armenti, greggi e pollame, che avrebbero assicurato le giuste proteine animali di alto valore nutrizionale.
La domenica mattina, però, così come in ogni altro giorno di festa, i contadini lasciavano i loro campi incustoditi, indossavano il loro abito migliore, abbandonavano i loro attrezzi di lavoro nei magazzini o nei loro capanni e con tutta la famiglia si recavano alla chiesa più vicina, perché santificare le feste comandate era una delle premesse per mantenersi in buoni rapporti con l’Altissimo.
Là, sul sagrato dei luoghi di culto ed entro gli edifici religiosi, si mescolavano con coloro che abitavano entro le mura della città, gli artigiani, i bottegai, i commercianti, i faccendieri, che disponevano in genere di entrate superiori e di un tenore di vita più elevato, come si poteva percepire dalla foggia dei loro abiti e soprattutto dall’eleganza delle loro mogli e madri, dalle acconciature ricercate, che tenevano per la mano giovinetti dai capelli impomatati e dalle movenze contenute e sempre improntate a un certo controllato ritegno che, talvolta, era però scambiato per arrogante freddezza.
Un sommesso brusio, trattenuto a stento, saliva sino al soffitto a cassettoni, intagliati e dorati, della navata principale della chiesa, ma non disturbava più di tanto la funzione di padre Vincenzo, uno tra i benedettini più anziani del monastero, intabarrato nel suo pesante saio e con guanti di lana dalle dite mozzate, per ripararsi dal freddo.
Tutta quell’animazione era diretta alle prime panche della chiesa dove, imperturbabili, sedevano monsignor Innocenzo Malvasia, governatore della città, avvolto in un mantello verde oliva e il cardinale Bonifacio Bevilacqua, legato pontificio di Perugia e di tutta l’Umbria, dopo essere stato, a soli ventotto anni, patriarca di Costantinopoli.
Le male lingue insinuavano che la sua amicizia con il nipote di papa Clemente VIII Aldobrandini, cardinal Pietro Aldobrandini, gli avesse permesso di raggiungere quella posizione così importante e di entrare nelle grazie del clero di Roma. Avvolto nella sua mantellina color porpora, teneva il busto eretto e lo sguardo fisso sull’altare.
Innocenzo Malvasia aveva invece svolto, per il papato, delicati incarichi all’estero: commissario apostolico delle truppe pontificie, che papa Clemente aveva destinato a sostegno della Lega cattolica in Francia, era stato poi nunzio presso l’arciduca Ernesto d’Asburgo, governatore delle Fiandre, prima di essere nominato prima prefetto dell’Annona in Umbria e nella Marca anconetana, poi governatore di Perugia.Appena alle spalle delle due eminenti personalità, tutto il loro codazzo di servitori e aiutanti, in mezzo ai quali sedevano i membri della Confraternita dell’Orazione e della Morte, fondata trent’anni prima da sedici dinamici perugini, la cui missione principale era quella di dare sepoltura a chi non avesse ancora una tomba.Perugia, da sessant’anni, era stata conglobata nello Stato Pontificio e da due anni anche il ducato di Ferrara aveva subito la stessa sorte, essendo il duca Alfonso II d’Este morto senza eredi. 

Chi è l'autore? Scopriamo Gianpiero Pisso:

Nato in provincia di Varese, sul Lago Maggiore, dove attualmente risiede con la sua famiglia, l’autore è laureato in ingegneria aeronautica e ha, per molti anni, lavorato come dirigente industriale in grosse società italiane e multinazionali straniere.
Ama viaggiare e dedicarsi alle sue tre principali passioni: scrivere, leggere e dipingere ad acquarello.
La sua narrativa, sempre attuale e talvolta ironica, rifugge dagli eccessi e vuole proporsi come una lettura spensierata, disinvolta e scacciapensieri.
Vincitore del premio nazionale “Le Porte del Tempo” 2012, categoria Saggistica, con l’opera: La profezia del Cristo Pagano, edita da Eremon Edizioni. Ha pubblicato anche con Kindle l’e-book Rudiobus, il cavallo d’oro e con Eretica Edizioni, nel 2016, il suo romanzo mistery: La Tela del Maligno.

Lo trovate su Twitter per parlare di libri! 

mercoledì 22 febbraio 2017

Recensione "La linea del destino", di Daniela Tresconi

Recensione "LA LINEA DEL DESTINO", di Daniela Tresconi

L'articolo di oggi è dedicato al romanzo d'esordio di Daniela Tresconi, nuova autrice del team Panesi Edizioni: "La linea del destino" (segnalato qualche giorno fa), un libro mistery storico ambientato ad Arcola. Siamo vicino a Sarzana (SP), in Liguria, in questo bellissimo borgo arroccato che si affaccia sulla vallata del fiume Magra. Il suo castello e la sua torre pentagonale osservano da millenni lo svolgersi delle vite dei suoi abitanti, testimoni silenziosi di amori e passioni, atrocità e delitti. Quante storie avrebbero da raccontare la torre merlata e le mura dell'edificio? Ecco, Daniela Tresconi parte proprio da qua, dalla volontà di raccontare una storia, una storia iniziata nel Quattordicesimo secolo e che ancora non è giunta a conclusione, perché la protagonista... è sparita. Cancellata dalla storia come non fosse mai esistita. Com'è possibile?

Tutto ha inizio quando Valentina, una delle tre donne del romanzo, arriva ad Arcola dalla periferia milanese, in cerca di un posto tranquillo dove scrivere. Stava conducendo una ricerca sull'uso di alcune piante nella farmaceutica moderna e, dopo aver raccolto tutte le informazioni, doveva scrivere una ricerca e inviarla al suo editore. Arcola era il posto che faceva per lei. L'aveva scoperta mesi addietro in occasione di un matrimonio ed era rimasta impressionata dalla chiesa sotto il castello e da tutto il borgo, che ancora appariva pregno di quell'atmosfera suggestiva tramandatasi nel corso del tempo. Questo fascino, del piccolo borgo medievale, permane per tutto il romanzo, frutto dell'amore incondizionato dell'autrice per la sua terra e per la sua gente, che ha voluto omaggiare con un libro in cui Arcola stessa svolge il ruolo di quarto protagonista, dopo Valentina, Vanda e Amelia. Il borgo, infatti, non è soltanto sfondo in cui si svolgono le vicende, ma è parte integrante della storia, con le sue case e le sue piazze, i suoi profumi di passato e presente, il cicaleccio della gente, sempre incuriosita dalle novità, gli aromi dei suoi piatti (di cui Daniela ci offre anche alcune ricette gustose!). Il borgo è Storia e la storia, perno attorno al quale si snoda il romanzo.

E la Storia, quella vera, parte da una notte terribile del 1339, quando una povera ragazza dai capelli rossi fugge per le vie del borgo, inseguita da crudeli servitori di un ancor più crudele signorotto. Proprio la ricerca della verità su ciò che accadde quella notte spinge Valentina a unire le proprie forze a quelle di Vanda, un'anziana signora di Arcola che, come lei, percepisce qualcosa. Valentina e Vanda non si accontentano della vita di tutti i giorni, di ciò che vedono, ma vogliono andare oltre, scoprire i segreti che si annidano all'ombra della torre, là dove gli occhi degli uomini spesso non vedono. Perché non vogliono guardare.


Un romanzo di scoperta, del borgo e dei suoi segreti, ma anche della storia di Amelia. Un romanzo sorretto da uno stile veloce, essenziale a tratti, che trasporta il lettore nella vicenda, che lo risucchia persino, trascinandolo al gran finale. Un finale volutamente aperto per dare spazio a possibili nuovi vicende, ma che al tempo stesso chiude la trama principale, rendendo il libro perfettamente fruibile da chiunque. Un buon lavoro d'esordio per Daniela Tresconi.

Per chi desidera, il romanzo è scaricabile in ebook su tutti gli store, acquistabile in cartaceo sullo store Panesi Edizioni di Amazon oppure ordinabile in cartaceo contattando l'editore Panesi. Buona lettura!



giovedì 16 febbraio 2017

Segnalazione "La linea del destino", di Daniela Tresconi

Segnalazione "LA LINEA DEL DESTINO", di Daniela Tresconi

L'articolo di oggi è dedicato al romanzo d'esordio di Daniela Tresconi, scrittrice emergente, del team Panesi Edizioni, che ci porta ad Arcola, nella sua terra natia, un paesino arroccato in cima a un colle, a pochi passi dal mare, dove storia e leggenda si confondono. Uno dei borghi più affascinanti d'Italia a cui l'autrice ha ben pensato di dedicare il proprio romanzo: "La linea del destino", un mistery storico che lega tre donne in epoche diverse. Pronti per scoprirlo?


Titolo: La linea del destino
Autore: Daniela Tresconi
Editore: Panesi Edizioni
Genere: romanzo mistery storico
Formato: digitale e cartaceo
Prezzo: 2,99 euro (ebook)
Disponibile in digitale su tutti gli store di ebook
Disponibile in cartaceo contattando la casa editrice
Su Amazon potete leggere un estratto

Trama: Arcola è un tipico borgo arroccato che si affaccia sulla Vallata del Magra. Il suo Castello e la sua Torre Pentagonale da millenni osservano silenziosi le vicende delle genti che lo abitano. Valentina arriva in paese alla ricerca della tranquillità, ma ben presto tutte le sue scientifiche certezze verranno scosse da inquietanti e quanto mai misteriose sensazioni.
Tre donne, tre epoche e tre mondi completamente diversi, eppure legati da un unico indissolubile destino e dal mistero di un atroce delitto. Quanto tempo per scoprire che non si può sfuggire a se stessi e che la fine spesso è solo un altro inizio?

Intrigante, vero?

Per scoprire qualcosa di più sull'autrice e sull'amore per la sua terra, che ha voluto omaggiare rendendola protagonista del suo romanzo, potete leggere l'intervista sul sito Panesi Edizioni. Presto arriverà anche la recensione, qui sul blog! 

Chi è Daniela Tresconi?
Daniela è soprattutto una donna felice: felice della vita che ha, degli amici che ha intorno e delle scelte che ha fatto. Affronto ogni momento con il sorriso e sono sempre disposta a prendermi un po’ in giro. Come dico sempre, ognuno ha una vita pubblica, una privata e una segreta. Nella mia vita pubblica sono dipendente comunale e una giornalista per passione, in quella privata una moglie e una madre, e in quella segreta, che poi tanto segreta non è, sono soprattutto una coraggiosa, perché ci vuole coraggio ad inseguire i propri sogni e quello di scrivere è sempre stato il mio. Fin da bambina scrivevo, a volte erano le recite natalizie alle quali partecipavano tutti i cugini o gli spettacoli di marionette che organizzavamo a scuola, o ancora le frasi e i biglietti per le più svariate occasioni. Però, per decidere di mandare un manoscritto ad un editore, il coraggio ci vuole davvero, perché accetti di essere giudicato e soprattutto devi essere in grado di sopportare i giudizi degli altri. Questa è anche la maturità e forse ora per Daniela è arrivato il momento della maturità… o chi lo sa… so solo che mi sto divertendo moltissimo.