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giovedì 19 ottobre 2017

Segnalazione "La spia e il guaritore" di Cristina Azzali

Segnalazione "La spia e il guaritore" di Cristina Azzali

Bentrovati, amici dei mondi fantastici! Oggi vi presento "La spia e il guaritore", nuovo romanzo fantasy di Cristina Azzali, secondo capitolo della saga "L'eredità della spada" (di cui vi avevo già parlato del primo volume: L'eredità della spada, appunto, qua). Pronti per proseguire le avventure di Arthur?

Titolo: La spia e il guaritore (L’eredità della spada – Vol. II)
Autore: Cristina Azzali
Editore: SensoInverso Edizioni
Genere: fantasy
Formato: cartaceo e ebook (disponibile a breve)
Pagine: 462
Prezzo: 21€   cartaceo; 4,99€ ebook
ISBN: 9788867933327

Trama: Una notte di tempesta. Una corsa contro il tempo. La vita di un cavaliere appesa a un filo.

L'agguato subito dal giovane Arthur si abbatte come un fulmine improvviso sul gruppo dei viandanti, sconvolgendone dinamiche e piani. La missione incombe, ora impossibile da rimandare. Cedere ai sensi di colpa sarà rischioso, poiché ad attenderli c'è un viaggio avventuroso verso l'assolata Vhalesia; qui, Gwinneth e gli altri dovranno stringere nuove, curiose alleanze, muovendosi con cautela nel dominio di un avversario insidioso e potente. Un gioco fatto di astuzie, sotterfugi e inganni, che potrebbe mutare le sorti dell'intero Continente.
 La tempesta era tutt’altro che morta. 
Sebbene tuoni e lampi si fossero trasformati in sommessi brontolii e deboli bagliori di luce, era rimasta la pioggia, che ora scrosciava abbattendosi su di loro come tanti secchi d’acqua svuotati uno dopo l’altro. Rayleigh penso che quella fosse l’atmosfera più indicata per recarsi ad assistere alla dipartita di un giovane che, in qualche modo, aveva contribuito a far uccidere.

Biografia dell’autore: Cristina Azzali è nata nel 1989 e vive a Lazise (VR) con tre gatti: Akira, William Shakespeare e Regan. Coltiva, fin dalla più tenera età, l'amore per la lettura, al quale, nel corso degli anni, si sono affiancate la passione per la storia del cinema e quella per la scrittura. Con SensoInverso Edizioni, ha già pubblicato L'eredità della spada, suo romanzo d'esordio.

Per rimanere aggiornati sulla saga "L'eredità della spada", è in rete la pagina Facebook!
Buona lettura!

venerdì 14 luglio 2017

Segnalazione "L'eredità della spada" di Cristina Azzali

Segnalazione "L'eredità della spada" di Cristina Azzali

Bentrovati, amici lettori. Oggi vi porto nel continente di Eryon, in un viaggio fantastico assieme ad Arthur Dalen, tra magie e cavalieri, avventure e colpi di scena, con il fantasy "L'eredità della spada", di Cristina Azzali. Scopriamolo insieme!

Titolo: L’eredità della spada
Autore: Cristina Azzali
Editore: SensoInverso Edizioni
Genere: fantasy
Formato: cartaceo e ebook
Pagine: 630
Prezzo: 25€ cartaceo; 6,99€ ebook
ISBN: 978-8867931743

Disponibile su tutti gli store di libri.
Su Amazon potete leggere un estratto.

Trama: Il giovane Arthur Dalen ha un unico desiderio: seguire le orme del defunto padre e diventare un cavaliere. Il suo sogno lo porterà a scegliere tra un'esistenza sicura, ma monotona, e un'avventura piena di insidie e incognite; a sfidare il volere della famiglia e ad esplorare il continente di Eryon, in compagnia di tre misteriosi viandanti. Tra duelli, tornei e inseguimenti nei boschi, Arthur sarà chiamato a mettere alla prova tutto il proprio coraggio e la propria determinazione, per trovare finalmente un posto nel mondo e plasmare il suo futuro.
“Chissà per quale motivo voi ragazzi siete tanto attratti dalle armi; dalle spade, soprattutto. Per curiosità, suppongo; se ne aveste impugnata una, anche solo una volta, in un combattimento reale, cambiereste subito idea.”

 Se volete scoprire di più del romanzo e della sua autrice, visitate la pagina facebook!

lunedì 22 agosto 2016

L'ora del diavolo - racconto "Che fine ha fatto Babbo Natale?"

L'ORA DEL DIAVOLO - Racconto "Che fine ha fatto Babbo Natale?"


Ultimo appuntamento con i dietro le quinte dell'antologia "L'ora del diavolo", dedicato a "Che fine ha fatto Babbo Natale?", un racconto che è una fiaba di Natale. Nato per un concorso a tema natalizio, ho deciso di posizionarlo in chiusura per smorzare i toni più crudi e sanguigni di molti racconti precedenti, e poi perché Natale richiama dicembre, ossia l'ultimo mese dell'anno, per cui la posizione finale mi è sembrata la più appropriata.


"Che fine ha fatto Babbo Natale?" è un racconto fantastico che parte da un assunto reale, ossia l'ansia e il dispiacere del povero Daniele che, da quando si è trasferito a Levigliani (un paese sulle Alpi Apuane meridionali), non ha più ricevuto la visita di Babbo Natale. Il poveretto è disperato, non sa più come fare, pensa di averlo offeso, le tenta tutte pur di ricevere una nuova visita, salvo poi scoprire la terribile verità dietro la scomparsa di Babbo Natale e farsi carico di un compito importantissimo: quello di salvare il Natale.


Daniele era proprio soddisfatto. Quell’anno aveva superato se stesso. Non vi era stanza della casa priva di decorazioni, pure in bagno era riuscito a piazzare una ghirlanda di aghifoglio, tingendo di colore le bianche mattonelle. Dall’esterno poi, era impossibile non notarla. Un pugno di luce in una marea verde, così l’aveva definita sua madre quando era passata a salutarlo. Uno stupro all’armonia dei boschi in cui era immersa.
«E non voglio pensare alla bolletta della luce!» aveva bofonchiato, prima di andarsene, rivolgendo la solita preghiera a Dio, agli spiriti del Natale o a chiunque fosse in ascolto ai piani alti. «Trovategli una fidanzata! Vi prego!»
A quei commenti, Daniele aveva imparato a non prestare attenzione. Gli scivolavano addosso da quando aveva lasciato Viareggio e la stupida della sua ex moglie, che a nient’altro anelava se non a sfoggiare, ogni domenica, un vestito nuovo. Se proprio doveva buttar via dei soldi, li avrebbe spesi per ristrutturare la vecchia casa di suo nonno e renderla di nuovo abitabile. Era stata una sfida durata due anni, ma alla fine l’aveva vinta e si era trasferito a Levigliani, pochi chilometri sopra Stazzema, nel silenzio delle sue boscose colline. Un luogo ideale per uno scrittore in cerca di ispirazione.
Solo un pensiero lo infastidiva, cresciuto di anno in anno fino a divenire una malattia. Babbo Natale non era più venuto a fargli visita e lui non riusciva a capire perché.

Come negli altri racconti, anche qua vengono citate alcune leggende lucchesi, ad esempio il linchetto, questo dispettoso folletto delle montagne (secondo alcuni, anche malizioso e maligno!), la strega nel bozzo (rinchiusa in un antro sotterraneo dalle sorelle) e la già citata Cascata dell'Acquapendente, presso Pruno, dove si radunano le fate.

Se volete scoprire che fine ha fatto Babbo Natale, potete trovare il racconto nell'antologia "L'ora del diavolo", su tutti gli store di libri. Buona lettura! :)

martedì 21 giugno 2016

L'ora del diavolo - racconto: "Il mercante di sogni"

L'ORA DEL DIAVOLO - racconto: "IL MERCANTE DI SOGNI"


Nuovo appuntamento con i "dietro le quinte" dei miei racconti fantastici ispirati a leggende lucchesi. Oggi tocca a un racconto molto particolare, che, devo dire, è uno dei miei preferiti: "Il mercante di sogni", un racconto posizionato al centro dell'antologia "L'ora del diavolo", in cui il buon vecchio diavolo esprime, diciamo così, il suo punto di vista sugli uomini, riassumendo quello che è lo spirito dell'antologia.

Una piccola nota: questo racconto è stato originariamente inserito nel numero tre “Dietro le quinte” della rivista di narrativa inedita Contempo, una free press molto bella e ben curata, distribuita gratuitamente in numerose librerie, biblioteche e centri culturali di Firenze e della Toscana. Per l’elenco completo, consultare il sito di Contempo e la relativa pagina Facebook.
Chi sono io? Beh, di nomi ne ho avuti tanti. Sulle colline di Camaiore mi chiamano “l’avversieri”, altrove sono il Caprone, Lucifero oppure il Concialana, un folletto molto cattivo; in Versilia mi identificano con il Linchetto e, per non farmi entrare, mettono fuori dalle case un fiocco rosso o un santino o un ramo di ulivo benedetto, con cui al massimo posso pulirmi il naso. Possono edificare tutte le marginette e le maestaine che vogliono, recitare i loro avemaria e fingersi buoni fratelli ma io, che ho passato secoli a scrutare nel loro cuore, so quello che covano e quello che sono, forse anche più di quanto loro ne siano consapevoli.
Questo racconto nasce da una traccia data appunto dalla rivista, ossia “Dietro le quinte”. Cosa c’è, o forse meglio dire “chi c’è” dietro le quinte? Un’entità misteriosa, che osserva in silenzio, con molta attenzione, i comportamenti umani, li studia, li sviscera, capisce quello che gli uomini vogliono e poi glielo offre, a modo suo, di solito pretendendo qualcosa in cambio, come un affarista praticamente.

Numerose le leggende lucchesi citate in questo racconto: si parla degli streghi e dei Serpenti Volastri, che popolano le Apuane, delle fate che stanno alla Buca delle Fate presso Cardoso o presso Candalla (località delle basse Apuane), della Cascata dell'Acquapendente (già citata in altri racconti), di Lucida Mansi (protagonista del primo racconto "L'ora del diavolo"), della leggenda della capra che aspetta fuori dalla galleria del Cipollaio, prima di Arni; e ancora delle Buche della Neve, dell'edificazione del Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano (ricordate? Il racconto è "Quando il diavolo abbaia") e di altre leggende folkloristiche note in Lucchesia e nelle Alpi Apuane.

Buona lettura! 
Vi lascio i riferimenti per chi fosse interessato a scoprire "L'ora del diavolo" e le leggende lucchesi:

Titolo: L'ora del diavolo
Autore: Alessio Del Debbio Editore: Sensoinverso Edizioni Genere: Antologia di racconti fantastici Formato: cartaceo Pagine: 126 Prezzo: 15 euro

ISBN: 9788867932184

Disponibile sul sito della casa editrice e sui principali store di libri (Amazon, store IBS, Libreria Universitaria ecc)
Pagina Facebook dell'autore.
Sito dell'autore.



lunedì 6 giugno 2016

L'ora del diavolo - racconto "Il violinista del diavolo"

L'ORA DEL DIAVOLO - racconto "IL VIOLINISTA DEL DIAVOLO"

Nuovo appuntamento con i "dietro le quinte" della mia antologia "L'ora del diavolo", dedicato oggi a un racconto che vede anche il diavolo come protagonista. Ambientato nelle Apuane meridionali, tra i paesini di Terrinca e Retignano, "Il violinista del diavolo" è la storia di Sandorino, che voleva fare il violinista, lo voleva così tanto che un giorno trova per caso (per caso? o per volere di qualcun'altro?) una custodia abbandonata con dentro un violino, iniziando a suonare e non desiderando fare altro. Tanto coinvolgente e appassionata è la sua musica, che gli abitanti del paese non riescono a smettere di ballare, un'arcana malia che seduce anche gli Streghi, gli antichi Signori dei Boschi e della Natura. Sarà possibile spezzarla? E come?



"Il violinista del diavolo" è stato pubblicato originariamente sul numero 3 della rivista “Streetbook Magazine”, dell’associazione culturale “Three Faces”. La rivista è disponibile gratuitamente in vari centri culturali di Firenze oppure può essere sfogliata online su Issuu. Adesso è stato inserito, in una versione rinnovata, con qualche piccola modifica, anche nell'antologia "L'ora del diavolo", come ottavo racconto della raccolta.

Sandorino voleva fare il violinista. C’era poco che sua madre potesse dire o fare, lui proprio non sembrava ascoltarla, e più gli dava addosso più lui prendeva il violino e cominciava a strimpellare, catturando l’attenzione degli abitanti di Terrinca. Succedeva sempre così, qualunque cosa stessero facendo, tutti in quel momento si fermavano e alzavano la testa, prestando orecchio alle note del violino di Sandorino.
Erano tempi bui quelli, soprattutto nei paesini dell’Alta Versilia. Se il clima era stato inclemente, i raccolti potevano essere seccati o spazzati via, per cui i contadini dovevano sempre stare all’erta e non perdere tempo in sciocchi diletti. Motivo per cui, a breve, in paese Sandorino non fu più voluto.
«Smettila di suonare e vieni ad aiutarci nei campi!» divenne l’opinione popolare. Ma per quanto la sua povera madre provasse, pregasse e si prostrasse, il ragazzo non ne voleva sapere. Lui, a rufolare nei campi non ci voleva andare.
«Maledetto quel giorno che ti portai a Retignano» diceva sempre la donna, riferendosi a un viaggio intrapreso anni addietro verso un paese vicino, quando, durante una tempesta, erano stati costretti a trovare riparo in una grotta presso Levigliani. Una grotta da cui gli abitanti del luogo si tenevano a distanza, non soltanto perché era tenebrosa, ma perché di notte ne uscivano vampe di fuoco, urla inquietanti e tanfate di zolfo, da far credere ai più che fosse l’anticamera dell’inferno.
In questo racconto mi sono divertito a citare e a mescolare varie leggende, come appunto quelle del violinista di Terrinca, la focaccia degli streghi, gli streghi stessi e ovviamente il diavolo che ci mette sempre lo zampino. L'ambientazione è quella delle Alpi Apuane meridionali, versante versiliese.

L'antologia "L'ora del diavolo" è acquistabile su tutti gli store di libri.