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giovedì 10 dicembre 2015

Il Calibrario dell'Avvento - Giorno 10: Il demone di fuoco

IL CALIBRARIO DELL'AVVENTO - GIORNO 10: IL DEMONE DI FUOCO


Grande evento oggi sul blog "I mondi fantastici": per il decimo giorno del Calibrario dell'Avvento, ospitiamo Gianluca Malato, autore fantasy italiano, con un'intervista inedita e soprattutto con la presentazione del suo nuovissimo (è uscito ieri!) racconto fantasy sword & sorcery "Il demone di fuoco", edito da Nativi Digitali. Come ricorderete, Gianluca ha pubblicato "Il cuore di Quetzal", un'avventuroso romanzo ispirato alla mitologia nordica (già recensito qui sul blog) con protagonista Baltak. Ecco, adesso Baltak, questo spregiudicato mercenario, ritorna in una nuova entusiasmante avventura, che promette fuoco e fiamme! Scopriamo qualcosa di più su "Il demone di fuoco".

Titolo: Il demone di fuoco
Autore: Gianluca Malato
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Genere: Fantasy (sword & sorcery)
Formato: Digitale
Pagine: 35
Prezzo: 0,99 euro
Il romanzo è disponibile sui principali store di ebook.
Su Amazon possibilità di leggere un estratto.
Sito di Gianluca Malato.
Pagina Facebook di Gianluca Malato.
Sito di Nativi Digitali Edizioni.

Figa la copertina, eh?


Trama: Baltak, mercenario dal passato misterioso, è di nuovo nei guai: questa volta tre briganti gli stanno dando la caccia. Cercando di eludere il loro inseguimento, si troverà in una valle innevata, popolata da bizzarre creature. Ma, nel sottosuolo di quelle lande, il ghiaccio e la neve celano una minaccia fatta di fuoco e fiamme. Il sesto senso di Baltak gli suggerisce che in quel luogo si possa celare una traccia del malvagio Loki, il suo più terribile nemico. Qual è il senso di tutto ciò, e quali scontri e pericoli attendono il nostro guerriero solitario?
Ancora una volta, il tenebroso Baltak vi accompagnerà in un mondo fatto di culti segreti, creature demoniache e scontri... all'ultima runa.
Secondo l'autore, questo racconto è a tutti gli effetti un prequel de Il Cuore di Quetzal. Vedremo Baltak combattere contro nemici soprannaturali ma, soprattutto, contro un’ombra che lo perseguita dal passato.

***

INTERVISTA A GIANLUCA MALATO

Ciao Gianluca, iniziamo parlando di te: quali sono le tue passioni, i tuoi interessi e, nello specifico, com’è stato il tuo approccio alla scrittura?


Ciao Alessio, grazie per l'ospitalità sul tuo blog. La mia passione principale è ovviamente la scrittura, ma mi piace tantissimo anche la musica, in particolare suonare il pianoforte. Inoltre, avendo una formazione scientifica, mi piacciono le sfide analitiche ed è per questo che di recente mi sono avvicinato al mondo del trading. Il mio approccio con la scrittura è stato una sorta di fulmine a ciel sereno. Un bel giorno mi sono svegliato e mi sono detto “sarebbe bello scrivere un romanzo”. Da allora non ho più smesso.


Quali sono le tue letture preferite? Che generi preferisci leggere? Se tu dovessi scegliere il romanzo della tua vita, qual è?


Mi piace immensamente il lavoro di Valerio Evangelisti. In generale, tutto ciò che ha a che fare con il fantastico è ben accetto tra le mie letture. Non c'è un romanzo più bello di un altro, ma alcuni capolavori di Jules Verne mi hanno letteralmente rapito. Cito, tra i tanti, Ventimila leghe sotto i mari e Viaggio al centro della Terra. Capolavori assoluti. Adoro anche il noir di Massimo Carlotto, del quale più volte ho letto interi libri in una sola sera poiché non riuscivo proprio a staccare gli occhi dalla pagina. Anche lui è un autore che mi ispira tantissimo.


Passiamo ai tuoi lavori. Il tuo genere è sicuramente il fantasy, nel senso più esteso del termine, anche se ho notato che ti piace molto giocare con la mitologia, anzi con le mitologie. Ad esempio in “Il cuore di Quetzal”, per quanto la mitologia principale sia quella nordica, compaiono accenni anche ad altre culture. Ti piace, da scrittore, giocare con la storia e i miti, mescolandoli e creando un tuo proprio stile, un tuo personale universo narrativo?


Si, assolutamente. Mi piace prendere elementi dal mondo reale, anche molto diversi, e mescolarli tra loro per creare un mondo completamente diverso. Questo vale anche con le mitologie di culture molto differenti. È quello che ho fatto con le storie che hanno Baltak come protagonista ed è ciò che farò ancora.


A proposito di Baltak, protagonista di “Il cuore di Quetzal” e di “La maschera d’oro”, come è nata l’idea di un protagonista anti-eroe? Ci saranno altre storie da raccontare con Baltak?


Volevo creare un personaggio diverso dal classico eroe senza macchia e senza paura. Baltak è un protagonista cattivo, scontroso e, in generale, un personaggio negativo. Penso che il lettore si affezioni maggiormente a personaggi più realistici che a idoli stilizzati e decisamente fuori della realtà. Con Baltak mi sono concentrato sui suoi conflitti interiori, sul suo passato e sulla sua metamorfosi umana. Spero di esserci riuscito.


Passando ai tuoi lavori recenti, sei approdato al (sotto)genere “steampunk”. Puoi spiegare in breve, ai profani, cosa significa “Letteratura steampunk”? Come ti sei trovato? È molto diverso dallo scrivere fantasy più classico? È più difficile?


La letteratura steampunk è un sotto genere della fantascienza nel quale la tecnologia è governata prevalentemente dal vapore e da dispositivi meccanici. Non esistono circuiti elettrici, ma solo dispositivi azionati dal vapore o da altre forme di energia precedenti la rivoluzione industriale del silicio. Non è difficile da scrivere, anche perché ha dei canoni molto gestibili all'interno dei quali si può costruire qualsiasi storia. È sicuramente diverso dal fantasy classico, ma tutto dipende dal tipo di storia che si vuole raccontare.



In “Vapore nero”, oltre ad avventura e amore, affronti un tema importante, e anche attuale, ovvero la ricerca di nuove fonti di energia “pulite”. La trovo un’ottima scelta, non solo educativa, ma anche un modo per dire a chi critica spesso il fantasy di essere letteratura di serie B, o di puro edonismo, che così non è e che è possibile usare “il fantastico” anche per affrontare tematiche più serie. Cosa ne pensi?


Sicuramente il fantastico non è letteratura di serie B. Si presta, infatti, ad affrontare tematiche più serie come la ricerca di fonti di energia alternative. C'è molta serietà nel mio romanzo, che sicuramente non va letto solo nell'ottica di una novella di intrattenimento.



Infine “Il sogno di Icarus”, una bonus track inserita nell’ebook di “Vapore Nero”. È indiscutibile, anche qua, l’influenza mitologica, stavolta della mitologia greca, sebbene si tratti di un racconto distopico. Come è nato questo lavoro? Hai scelto prima il (sotto)genere, ossia il distopico, e poi hai inserito gli elementi (simil)mitologici o viceversa? O l’idea è nata già spontaneamente?


Con Il sogno di Icarus tutto è nato dalla voglia di scrivere un racconto steampunk con un protagonista di nome Icarus. Poi, da lì ho scelto la tematica (il mito originale) e infine l'ambientazione distopica, che è venuta fuori completamente in automatico. Non ho deciso di scrivere un racconto distopico, semplicemente è così che ho cominciato a pensarlo fin dall'inizio. 

Puoi raccontarci, inoltre, qualche aneddoto su come lavori, su come procedi quando scrivi un racconto, o un romanzo? Sei uno scrittore preciso, metodico, che realizza prima una scaletta degli eventi oppure ti capita di scrivere di getto, lasciando scorrere le dita sulla tastiera (o su carta)?

Quando scrivo, di solito butto giù alcune idee sparse, lasciando viaggiare la fantasia intorno all'idea portante della storia. Poi comincio a scrivere qualche brano, improvvisando senza un particolare schema. La scrittura è un mestiere ricorsivo; più scrivi, più stimoli la fantasia a creare nuovo materiale da scrivere e questo circolo virtuoso continua fino a quando non ho le idee abbastanza chiare per buttare giù una prima stesura. Nel caso dei romanzi, dove tanti pezzi eterogenei devono incastrarsi bene tra loro, scrivo sempre una scaletta degli eventi e alcune schede che caratterizzano i personaggi. A volte lo faccio anche con i racconti, ma non sempre. Poi procedo con la prima stesura, che fluisce di getto. Una volta terminata, la lascio riposare qualche giorno e poi comincio una revisione di tutto, correggendo le imprecisioni, sistemando lo sviluppo della trama, il ritmo e quant'altro. Dopo diversi cicli di revisione, il lavoro è completo e pronto per essere inviato a un editore.


Progetti per il futuro? A cosa stai lavorando? Puoi anticiparci qualcosa?


Ho appena finito di scrivere la prima stesura di un racconto legato alla letteratura di Lovecraft. È il mio primo esperimento di scrittura a mano libera. Di solito scrivo sempre con il computer, ma questo racconto l'ho scritto interamente con carta e penna. Sono decisamente incuriosito dal risultato. Anche la forma narrativa che ho scelto è abbastanza nuova per me. Vediamo come va!


Infine, se tu dovessi consigliare un libro da regalare a Natale, quale sarebbe? E perché? 



Consiglierei di andare il libreria e lasciarsi guidare dal proprio istinto. Non ha importanza quale libro leggi. L'importante è leggere.


Grazie per essere stato ospite del blog “i mondi fantastici”.


Grazie a te per avermi ospitato e un grazie di cuore ai tuoi lettori.
 

sabato 10 ottobre 2015

Un viaggio nella mitologia nordica: Il cuore di Quetzal

 UN VIAGGIO NELLA MITOLOGIA NORDICA: IL CUORE DI QUETZAL

L'articolo di oggi è dedicato agli amanti del fantasy battagliero, ricco di azione e magia: ho appena terminato la lettura (tanto attesa ma, ahimè, messa da parte per precedenti letture) di "Il cuore di Quetzal", romanzo fantasy di Gianluca Malato, di cui avevo già parlato in un precedente articolo sul blog. Due righe di presentazione, prima di passare ai commenti sul testo: è un romanzo fantastico, ambientato nella mitica terra di Midgard (secondo la mitologia nordica, il recinto di mezzo, ovvero il mondo in cui vivono gli uomini, opposto ad Asgard, il regno degli Dei), con protagonista Baltak, un mercenario freddo e spietato che persegue i propri interessi e che si ritrova a dover recuperare nientemeno che un Dio: Quetzal. Rapito da Loki e dai suoi servitori per scatenare l'ultima guerra che distruggerà i mondi. Dalla sua salvezza dipende il difficile equilibrio di Midgard.

Come si evince, la trama è quindi quella di un'avventura, anzi potremmo dire che è una vera e propria quest, una cerca, come la cerca del Graal nel ciclo bretone. Una missione, quindi, in cui l'eroe deve recuperare un oggetto (o, come in questo caso, una persona), fondamentale per la risoluzione dei conflitti in corso. Infatti, Quetzal, mitica divinità alata, è stata rapita da Loki allo scopo di fomentare uno scontro tra i giganti e gli uomini del regno di re Galaghor, che si accusano l'un l'altro del rapimento. Ciò non bastasse, lo stesso sovrano, inizialmente lungimirante, si fa tentare dal lato oscuro, deciso a rendere immortale il suo nome e le sue gesta, anche a costo di far massacrare l'intero reame. Sullo sfondo, gli intrighi di Loki, e dei suoi scagnozzi, miranti a destabilizzare il regno degli uomini, preparandolo per il giorno di Ragnarok.

Due parole subito su Loki. Dimenticate il Loki della Marvel (film o fumetti), e anche quello che, a volte, nei miti nordici aiuta gli Asi. Il Loki di "Il cuore di Quetzal" è un Loki cazzuto, demoniaco, crudele, è il principe delle tenebre, il re del male, una figura più simile a quella di Lucifero (l'angelo seduttore, che tenta con le lusinghe ed è pronto a sferzare i malcapitati con la sua verga di fuoco) o del diavolo, che non al mitologico Ingannatore. Una caratterizzazione forte, intensa, che emerge nel corso della lettura del romanzo, nonostante il Dio stesso compaia ben poco, che ne fa un Signore Oscuro sul modello di Sauron o Darth Sidious, un villain senza rimorsi che libera per il mondo i suoi servitori (Hersir e Druhar) per far strage di uomini e assorbire le loro anime, facendole proprie e condannandoli così a un'eterna schiavitù. Come accade al povero Banthus.
Si dice che i Druhar siano malvagi e senz'anima, privi di sentimenti e pietà. Non è che una falsa diceria. Intrappolato dentro quella gabbia di ossa c'è uno spirito vivente che osserva inerme ciò che la perfida volontà di Loki fa compiere al suo corpo. Impossibilitato a reagire, lo spirito vede il proprio corpo uccidere e massacrare, senza possibilità di fermarlo. 
Una caratterizzazione che ho apprezzato molto, amando, nei romanzi fantasy, trovare dei cattivi forti, e non di quelli che, alla fin fine, si ravvedono. Peccato soltanto che Loki compaia poco, ma la sua ombra aleggia comunque su tutti (e anche dentro tutti!). Del resto, che le tinte siano fosche, che la guerra incomba ovunque e che i personaggi si muovano sempre sul filo del baratro tra vita e morte, è evidente fin dall'inizio, con la prima avventura notturna di Baltak in un bordello e, soprattutto, è evidente dalla scelta del protagonista. Baltak è un antieroe, diverso da quello che ci aspetteremmo da un romanzo fantastico: non è Bilbo, non è Re Artù, non è nemmeno Luke Skywalker (al massimo è un pò Boba Fett!). Baltak, infatti, è un mercenario, un guerriero abile e potente che, però, si fa pagare, mettendo quindi i propri servigi (ottimi servigi!) a disposizione di chi lo paga di più, indipendentemente da quali che siano le sue motivazioni o da qualsivoglia remora morale. Fa il lavoro sporco: ruba, uccide, recupera manufatti, si sporca le mani, e non gli importa particolarmente, purché sia pagato bene! 


Va detta una cosa. Personalmente l'ho intuito fin dall'inizio, ma i capitoli nel passato l'hanno confermato. Ogni persona è quello che è, in virtù di ciò che ha vissuto fino a quel momento. Baltak ha subito traumi notevoli (come rivelato nei capitoli del passato, sulle sorti del fratello, ad esempio), per cui si è indurito, la vita l'ha indurito e gli ha fatto capire che, a volte, per sopravvivere bisogna essere molto forti e azzannare gli altri prima che ti mordano. Per sua stessa ammissione: Ho viaggiato a lungo, ho conosciuto gente di ogni tipo, costumi vari e differenti. Ma una caratteristica che ho sempre trovato in tutti gli esseri umani è la propensione al muovere guerre. A me poco importa, anzi più guerre ci sono, più lavoro c'è per me.

Un protagonista che, quindi, si fa notare, non solo agli occhi del lettore ma anche di chi lo incontra. Tutti, infatti, risultano colpiti da Baltak, da Elisandra a re Galaghor, persino a Thor e Loki. Il motivo lo scopriremo leggendo il libro e, devo dire, la rivelazione sull'origine di quella voce che a volte parla a Baltak (e che io pensavo essere i suoi pensieri!) è stato un piccolo ma ben studiato colpo di scena.

Questo il protagonista, Loki il nemico principale. Poi ci sono una decina di altri personaggi secondari che completano il quadro. Sul fronte Divinità, c'è ovviamente Quetzal, il leggendario Dio della fertilità che porta la vita ovunque, anche nelle desolate Terre delle nebbie, e i più "classici" Heimdall, custode del Ponte Arcobaleno dalla vista e dall'udito così acuti da riuscire a cogliere anche la crescita di un filo d'erba, Thor il possente, glorioso figlio di Odino in possesso del martello scaglia-fulmini, e infine Odino stesso. Oltre a loro, compaiono le Valchirie, le emissarie di Odino, e una mostruosa figura, relitto di culti della Prima Era, nota come Chimera, la Dea del sangue e della morte, al centro di un orribile culto sanguinoso. Divinità, quindi, che ai nostri orecchi suonano come appartenenti a pantheon diversi ma che nel romanzo "Il cuore di Quetzal" si fondono in una cosmogonia unica, la cui storia è facilitata anche dalle righe introduttive di ogni capitolo, solitamente "estratti" da qualche opera storica o canzone popolare. Altro simpatico stratagemma che ho molto apprezzato e che permette al lettore, più avido di notizie sulla Storia, di scoprire come si è evoluto il mondo nelle quattro Ere finora vissute. Ultima leggendaria figura è quella della Fenice, che vive da sola in un'isola sperduta; una figura leggendaria che trasuda però solitudine, come scoprirete.

Nel campo umano, troviamo Re Galaghor (dalla morale altalenante), Helke e Elisandra, Banthus, soldati pregni d'onore che però non amano combattere, re che vorrebbero essere ricordati per l'eternità, damigelle in pericolo, e ovviamente maghi, stregoni, monaci che vivono in località sperdute, contadini indifesi e villaggi sempre alla mercè del potente più potente. Va detto che, a mio parere, il punto di forza del romanzo non sta nei personaggi (a parte Baltak, gli altri non sono molto approfonditi, sappiamo quel che ci interessa sapere ai fini dello svolgimento della storia), in quanto è un romanzo "monopersonaggistico" (un pò come Lo Hobbit, di Tolkien, ad esempio, ben diverso dalla pluralità di personaggi de Il Signore degli Anelli), bensì nel dipanarsi della vicenda nel corso di una trama ben articolata, che si muove non soltanto nello spazio (ovvero nei tanti luoghi diversi attraversati da Baltak, città, regni e castelli, villaggi sperduti, montagne, caverne, isole e terre nebbiose) ma anche nelle vicende in cui il protagonista si imbatte nel corso della sua cerca di Quetzal. Un viaggio che permette al lettore di scoprire anche come è strutturato il mondo in cui  Baltak si muove, con i suoi culti, le sue leggi, i suoi Dei, e anche un viaggio nel tempo. Ho già detto infatti che ai capitoli nel presente (la maggioranza) sono periodicamente intervallati capitoli nel passato, che raccontano la fanciullezza di Baltak e la sua forzata maturazione. Una stranezza: i primi capitoli nel passato hanno l'indicazione "Il passato - parte prima, seconda ecc.." poi gli altri no, e ammetto che in un paio di occasioni ciò mi ha lasciato un momento confuso nella lettura.

Una parola sullo stile dell'autore, che già avevo apprezzato in "La torre del gigante". Niente introspezione alla George Martin, niente paroloni pesanti e giri di parole, Gianluca Malato scrive in modo semplice, diretto, chiaro, raccontando la storia senza troppi fronzoli. Non si perita di mostrare il sangue che scorre, la violenza e il sesso, ma con un leggero distacco che rende il romanzo quasi una cronaca. C'è qualche refuso e qualche tempo verbale da rivedere, in vista di una futura edizione, ma per essere un'opera d'esordio il livello è decisamente buono. 

Concludendo, "Il cuore di Quetzal" è un romanzo che ho amato leggere, non soltanto perché è stata una lettura scorrevole e non pesante, non soltanto per l'ambientazione ispirata alla mitologia nordica (gli Asi, Asgard, i viaggi tra i mondi), ma anche per la trama che, lungi dall'essere l'ennesima storia d'amore tra impossibili creature paranormali, ha messo in campo personaggi cazzuti e pronti a usare le mani (in questo caso, le rune!) quando ci vuole, con tante avventure, battaglie e colpi di scena continui. Certo, alla fine viene da chiedersi se sia tutto qui o non ci sia altro, come il finale aperto fa pensare, ma quantomeno la cerca di Quetzal (e il salvataggio del suo cuore) è conclusa. Altre avventure per Baltak di certo arriveranno. A proposito, ricordo che Baltak è protagonista anche del racconto "La maschera d'oro", sempre di Gianluca Malato, disponibile gratuitamente sugli store.


 

Per info su "Il cuore di Quetzal":
Sito dell'autore Gianluca Malato
Sito della casa editrice Nativi Digitali
Approfondimenti e curiosità sul romanzo.

 
 

sabato 25 luglio 2015

Segnalazione fantasy sword & sorcery

SEGNALAZIONE FANTASY - Sword & sorcery

L'aggiornamento di oggi è dedicato al genere fantasy e, nello specifico, al sottogenere (che brutta, come parola, ma in questo caso ci aiuta a definire meglio, soprattutto per i profani, il tipo di libro che ci troveremo in mano!) "Sword & Sorcery". Cosa significano queste parole? In inglese significano "spada e stregoneria" e indicano, infatti, quei romanzi fantastici dove la componente di battaglia (la spada, appunto) e quella magica (streghe, stregoni, magie e incantesimi vari) sono prevalenti. A volte questo tipo di romanzi fantastici sono definiti anche "heroic fantasy", dove cioé vi è un eroe, un personaggio principale, che intraprende una serie di avventure e battaglie contro le forze del male, magari uno stregone malvagio o altre creature sovrannaturali. Se pensiamo ai giochi di ruolo, viene subito in mente "Dungeons & Dragons". Se restiamo invece in ambito puramente letterario, segnalerei, per la narrativa internazionale, il ciclo di Conan The Barbarian, di Robert E. Howard, oppure John Carter di Marte di Edgar Rice Burroughs, o infine i racconti di Zotique di Clark Ashton Smith.

Passando all'Italia, un talentuoso rappresentante di questa visione eroica e combattiva della narrativa fantasy è Gianluca Malato. Giovane appassionato di letteratura fantastica, ci ha regalato il romanzo breve "Il golem", il racconto "Razziatori di tombe" (disponibile sul sito "Fantasy Magazine") e, di recente, il romanzo "La torre del gigante" (a cui è dedicato un articolo nel blog). Oggi parliamo però delle avventure che hanno protagonista Baltak, lo spietato e rude mercenario che combatte a suon di rune.

L'esordio di Baltak avviene nel romanzo fantastico "Il cuore di Quetzal", edito da Nativi Digitali Edizioni (giovane casa editrice, dedita esclusivamente alla pubblicazione digitale), nel 2014, e prosegue con il racconto "La maschera d'oro", sempre edito da Nativi Digitali, quest'ultimo disponibile gratuitamente sui principali store.

Titolo: Il cuore di Quetzal
Autore: Gianluca Malato
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Genere: Fantasy
Pagine: 300
Formato: Ebook
Link per acquisto: tutti gli store (Amazon, Ibs...)
Pagina ufficiale sul sito della casa editrice.
Sito dell'autore: http://www.gianlucamalato.it/
Twitter dell'autore: https://twitter.com/gianlucamalato

Trama: Baltak è un mercenario freddo e riservato, che vaga per le terre di Midgard accettando i lavori più pericolosi e cruenti. Una missione in particolare, la ricerca del dio Quetzal, la cui scomparsa sta causando una guerra tra umani e giganti, lo porta sulle tracce della Terra delle Nebbie, dominata dal malvagio Loki e dal suo seguace Regas. L’avventura di Baltak, tra scontri di magia, indagini, tradimenti e trappole, rivelerà progressivamente il mistero dietro il cupo mercenario: perché padroneggia le rune, poteri tipici dei druidi, e di chi è la voce di tenebra che lo accompagna e lo tormenta continuamente?  

Il Cuore di Quetzal, romanzo fantasy con sfumature sword and sorcery, raccoglie a piene mani personaggi, suggestioni e tematiche dei miti nordici per raccontare da una parte una storia di guerra, complotti e macchinazioni, tra dei e uomini, tra sete di potere e virtù, e dall’altra quella di Baltak, un antieroe che cela dietro la sua immagine burbera e scontrosa un terribile dramma e un disperato desiderio di vendetta. Quale sarà il destino del cuore di Quetzal e del mercenario?


Sul sito dell'autore sono disponibili anche interessanti articoli di approfondimento sulla mitologia e sulle creature leggendarie citate, come la fenice, i giganti e le Divinità norrene.

"La maschera d'oro" invece è un racconto, scorrevole e ben strutturato, disponibile gratuitamente sui principali store di ebook, che presenta una nuova e autoconclusiva avventura di Baltak. Così, chi ancora non ha letto il romanzo "Il cuore di Quetzal" può farsi un'idea delle atmosfere e anche dello stile, semplice e curato, dell'autore.

Titolo: La maschera d'oro
Autore: Gianluca Malato
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Genere: Fantasy
Formato: Ebook
Link per acquisto: tutti gli store (Amazon, Ibs...)
Ad esempio disponibile su Amazon.
Sito dell'autore: http://www.gianlucamalato.it/
Twitter dell'autore: https://twitter.com/gianlucamalato

Trama: Lo spietato mercenario Baltak è sulle tracce di Hazim, famoso e ricercato ladro. Ma si troverà di fronte a un’ardua decisione: consegnare il criminale e incassare la sostanziosa taglia, oppure imbarcarsi in una missione molto più pericolosa ma potenzialmente ben più redditizia, alla ricerca della Maschera d’Oro del gigante Aron?

Tra osterie malfamate, cacciatori di taglie, culti segreti e stregoni, una nuova avventura in pieno stile Sword And Sorcery attende il misterioso Baltak, già protagonista di “Il Cuore di Quetzal”. Quali misteri cela “La Maschera d’Oro”?

In attesa di scoprirli, godetevi questa fighissima copertina!

BREVE BIOGRAFIA DELL'AUTORE

Gianluca Malato è nato a Erice nel 1986. Scrive per diletto sin dall'età di 16 anni, scrivendo romanzi brevi e racconti di genere fantastico pubblicati in vari siti Internet specializzati. Nel 2008 entra a far parte della redazione del giornale online Fantascienza.com, per il quale scrive notizie sul mondo del cinema e articoli di divulgazione scientifica. Ha inoltre collaborato come redattore con il portale Silenzio-In-Sala.com, con la rivista Fantasy Magazine e con il blog Ossblog.it.
 
Trasferitosi a Roma, si laurea in Fisica Teorica con indirizzo Meccanica Statistica dei Sistemi Complessi presso l'Universita "La Sapienza", trovando successivamente lavoro nel settore informatico. Nel 2014 ripropone il suo primo romanzo, Il Golem, in una seconda edizione pubblicata con la formula del self-publishing. Nello stesso anno la rivista Fantasy Magazine pubblica il suo racconto di genere sword and sorcery Razziatori di tombe, ambientato nello stesso contesto fantasy del romanzo Il cuore di Quetzal, sempre del 2014 ed edito da Nativi Digitali Edizioni, cui seguirà il racconto La maschera d'oro. Nel 2015 invece esce il romanzo autopubblicato La Torre del Gigante.