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lunedì 9 aprile 2018

Dietro le quinte di "L'ora del diavolo" - Leggende lucchesi


Dietro le quinte di “L’ora del diavolo” – Leggende lucchesi

Quando scrivo racconti fantastici, mi piace attingere dalle leggende locali, quelle tramandate oralmente o note in una zona soltanto, ricostruirle, ampliarle, lavorarle in modo da creare una storia autonoma e (spero) ben funzionante, anche perché credo che la nostra bella terra italiana sia ricca di affascinanti leggende (quasi sempre legate a posti ben precisi, castelli, boschi, fiumi o altri paesaggi naturali e storici che così poco conosciamo!) da non rendere necessario andare ad attingere a tradizioni straniere (ben più note e commerciali). In questo articolo indicherò alcune leggende della zona della Versilia, Apuane e Lucchesia, a cui mi sono ispirato per alcuni miei racconti di “L’ora del diavolo”.


SIRENE

Le sirene sono una leggenda non tipica della Versilia, bensì di molte località di mare, dove si mescolano al sostrato locale. Paolo Fantozzi, nel suo libro "Storie e Leggende della Versilia" ne cita alcune, ad esempio parla di sirene che vivono in cavità sottomarine, al largo della costa, o in palazzi di madreperla sul fondo del mare. Sono, queste sirene, dedite ad attirare, incantare e far prigionieri i pescatori troppo curiosi (anche se a volte possono persino aiutare gli uomini, come accadde a un pescatore che stava per sfasciarsi sugli scogli con la nave) e sono pure molto civettuole, trascorrono il tempo a cantare, farsi belle e specchiarsi nell'acqua.

Ho ripreso le sirene nei miei racconti sul ciclo degli Oceanini: "Il guardiano degli Oceanini", inserito nell'antologia "Racconti toscani" di Historica Edizioni, 2014, e "Il risveglio degli Oceanini", inserito nell'antologia "I racconti del fantasy V", di Limana Umanita Edizioni. Sempre il popolo degli Oceanini viene ripreso nel romanzo “Berserkr”.

Entrambi i racconti "Il guardiano degli Oceanini" e "Il risveglio degli Oceanini" compaiono nella mia antologia "L'ora del diavolo".

LA LUNA IN FONDO AL MARE

Questa leggenda mi ha ispirato il racconto "La luna sul fondo", inserito nell'antologia "Racconti d'estate. Terza edizione" di Ensemble Edizioni, edito a luglio 2015. Racconta, la leggenda, di un uomo che durante la luna piena andava a pescare sulla spiaggia e una volta gli venne in mente di provare a pescare la luna, ma per quanto allungasse la lenza, niente, non riusciva ad afferrarla. Una notte sentì che ebbe afferrato qualcosa, così si gettò in acqua e scese giù per afferrare la luna, che, vedendolo così ingenuo, lo fece salire in cielo. Disperato, realizzò di sentirsi solo sulla luna e volle tornare a casa ma la luna glielo impedì, e tutt'oggi, guardando il disco lunare, si può vedere la sagoma di un uomo che piange.


Il mio racconto riprende l'idea della luna in fondo al mare ma l'uomo, che alla luna si rivolge, non lo fa per ingenuità bensì per cercare di salvare il figlio malato. "La luna sul fondo" è stato inserito nella mia antologia "L'ora del diavolo".

LUCIDA MANSI

Una delle più celebri leggende lucchesi. Lucida Mansi era una nobildonna (cantata anche da Mario Tobino, scrittore viareggino, in "La bella degli specchi") vissuta a Lucca nel Diciassettesimo Secolo, famosa per i suoi molti amanti e anche per il metodo (pare, ovviamente!) di eliminazione degli stessi. Una donna che faceva dell'uomo, quindi, un oggetto usa e getta, di cui servirsi per soddisfare il suo piacere e rimanere giovane. Pare infatti che avesse stipulato un patto con il diavolo, per conservare la sua bellezza anche con il passare del tempo, incurante se tutti la chiamavano strega o poco di buono.

Parlo di lei nel racconto "L'ora del diavolo", inserito nell'antologia "I mondi del fantasy IV" di Limana Umanita, 2014, uno dei miei racconti preferiti, dove descrivo le ultime ore di Lucida Mansi, che, poco prima dello scoccare della mezzanotte dell'ultimo giorno datole a disposizione dal diavolo, attraversa una nebbiosa Lucca per cercare di fermare l'orologio della Torre delle Ore e bloccare lo scorrere del tempo. Ma il diavolo, che sa bene come non farsi fregare, la insegue, scatenando dietro di lei una pioggia di demoni del suo passato e tutti i suoi rimpianti.

Lucida Mansi è citata anche nei racconti "La donna di fuoco" e “Il mercante di sogni”. Entrambi sono presenti nell'antologia "L'ora del diavolo".

LA BUSDRAGA

Simile alla leggenda di Lucida Mansi, c'è quella della Busdraga, sebbene qua siamo sul versante versiliese delle Alpi Apuane, la zona sopra Camaiore circa. Un'altra donna che non vuole accettare la vecchiaia e fa un patto con il diavolo per rimanere giovane, ma, in questo caso, il diavolo ha in serbo per lei una bella pena, in perfetto stile contrappasso dantesco. Ogni notte infatti la Busdraga vaga tra i boschi, condannata a distendere una tela di fuoco (molto lunga e decisamente fastidiosa da portarsi dietro!) ma non ce la fa, perché la tela si arriccia sempre, si arrotola e lei deve ricominciare. Ci mette dei massi sopra ma non basta, il fuoco li brucia, il fuoco della passione avuta in vita. E così, al mattino, arrabbiata per essere stata di nuovo sconfitta, la Busdraga dà un calcio al tombolo di fuoco che, come una meteora incandescente, solc il cielo fino alla vetta del Monte Prano, e tutti sanno che inizia una nuova giornata.

"La donna di fuoco" è un racconto lungo, vincitore del concorso "Primavera di racconti", organizzato da Panesi Edizioni e dal blog The Bibliophile Girl, e apre l'antologia, appunto, "Primavera di racconti", di Panesi Edizioni, scaricabile GRATIS su tutti gli store di ebook.

Ovviamente è presente anche nell'antologia "L'ora del diavolo".

MANDRAGOLA SUL MONTE PROCINTO:

La mandragola è una pianta che gli appassionati di letteratura fantastica conoscono sicuramente; è citata in molti libri, ad esempio nella saga di Harry Potter, e in serie tv (chi ha visto Merlin?) e non ha bisogno di spiegazioni. Io ne parlo nel racconto "La donna di fuoco", recuperando una leggenda locale raccontata da Paolo Fantozzi nel suo libro "Storie e leggende della Versilia". Intanto a volte è possibile trovarla scritta "mandragora", poi è noto che è diffusa sulla cima del Monte Procinto (una delle Alpi Apuane meridionali). Come noto, "per potere avere inalterate le proprietà di questa pianta, è necessario asportare interamente la radice che ha l'aspetto di un corpo umano. Quando si estrae questa pianta da terra, al chiaro di luna, si sentono grida strazianti, paurose, così forti da impressionare una persona e portarla alla morte per spavento. Chi però riesce in questa impresa e la conserva bene, avendo cura di rinnovare a ogni luna il panno che la racchiude, ne ricaverà numerosi benefici". Il panno deve essere di lino bianco e rosso.

Lo sa bene la Busdraga che, nel suo disperato tentativo di vincere la senilità, ricorre a far uso di piante particolari, facendosi accompagnare da un servo sul Procinto ed estraendo una radice di mandragola.

A presto con altre leggende!

sabato 19 marzo 2016

PRIMAVERA DI LIBRI - L'ORA DEL DIAVOLO

PRIMAVERA DI LIBRI - L'ORA DEL DIAVOLO

Siamo quasi in fondo al Calibrario della Primavera. Due giorni e poi inizierà la nuova stagione che, spero, possiate godere con uno (o più) dei tanti libri segnalati sul blog in quest'iniziativa. Oggi vi presento il mio nuovo libro "L'ora del diavolo", un'antologia di racconti fantastici ispirati a tradizioni e leggende popolari della Lucchesia e delle Alpi Apuane. Ne ho già parlato in un articolo quando è uscito, due mesi fa; da oggi inizierò una piccola rubrica di approfondimento dedicata alle leggende e alle tradizioni folkloristiche che stanno dietro a ciascun racconto. Iniziamo proprio con il racconto "L'ora del diavolo", che dà il titolo all'intera raccolta. E', tra l'altro, anche il primo racconto che ho scritto della serie.

Originariamente questo racconto è comparso nell'antologia "I mondi del fantasy IV" di Limana Umanita Edizioni, presentata a Lucca Comics and Games nel 2014.


"L'ora del diavolo" è un racconto fantastico, dalle sfumature horror, ambientato in una Lucca nebbiosa, con protagonista Lucida Mansi, che si ritrova a correre disperata per le strade della città, inseguita dai cerberi infernali e dai fantasmi del suo passato, che non la lasciano in pace, continuano a perseguitarla fino alla fine.

Questo racconto è ispirato a una celebre figura, ossia quella di Lucida Mansi, una nobildonna lucchese vissuta nel Diciassettesimo Secolo, che ha dato adito addirittura a una leggenda, in cui storia e mito si intersecano, influenzandosi a vicenda. Il sito "La soglia oscura" riporta che "la leggenda sostiene che la ricca nobildonna Lucida Mansi, oltre ad avere una spiccata attitudine all’omicidio dei suoi numerosi amanti, temesse la vecchiaia e la perdita della bellezza. Quando si accorse che il suo volto accennava a lasciare spazio alla maturità, con la comparsa delle prime rughe, stipulò un patto scellerato col demonio in persona: la sua anima in cambio della bellezza e della giovinezza nei 30 anni successivi." Ma, come tutti i patti con il diavolo, c'è sempre il rovescio della medaglia e infatti trenta anni dopo il diavolo venne a reclamare il suo tributo, che Lucida però, così aggrappata alla vita, non voleva pagare. Così "la donna scappò, cercando di raggiungere la Torre delle Ore per fermare l’orologio, pensando così di annullare il contratto diabolico. Salì velocemente la rampa delle scale, ogni gradino la faceva ansimare, il cuore impazziva nel petto ma doveva bloccare le lancette… Sarebbe riuscita ad ingannare il terrificante richiedente?"

Lo scoprirete nel racconto "L'ora del diavolo", di cui vi lascio l'incipit:
Correva. Da ore correva, da quanto non lo sapeva più neppure lei, per le strade di una città immersa nella nebbia e sorda alle sue grida. Com’era possibile che nessuno la udisse? Che nessuno sentisse le invocazioni disperate che stava rivolgendo al Salvatore e a tutti i suoi angeli?
Affannata, si voltò a guardarsi indietro, inciampando nella lunga gonna col pizzo e cadendo a terra, tra le pietre umide dell’acciottolato. Aveva piovuto per tutto il giorno, quel lunghissimo giorno che avrebbe dovuto essere l’ultimo della sua vita, impedendole di ammirare la sua città risplendere sotto il sole. Una città forte, elegante e stoica, proprio come lei.
Quando la pioggia era cessata, era calata la sera brumosa, sprofondando Lucca e la sua campagna nel silenzio. Che ci fosse il suo zampino, Lucida Mansi non aveva dubbi. Il diavolo non si era dimenticato di lei e voleva divertirsi un po’, torturandola fino a farle implorare la morte. Fino a farle desiderare lo scoccare dell’ultima ora e il pagamento del conto.
Tutti i crediti, in fondo, dovevano essere pagati, e lei lo sapeva bene, lei che per trent’anni aveva avuto tutto dalla vita.
Il latrare furioso la riscosse, portandola a rialzarsi, stringendo i denti per il dolore alla caviglia e per i piedi gonfi, non abituati a correre in scarpe eleganti. Dietro di lei non c’era nessuno, solo una foschia scura che aveva invaso tutta Via Fillungo, nascondendone i palazzi antichi, le botteghe e i ricordi di giorni in cui vi aveva camminato ammirata da tutti. Ma Lucida sapeva che stavano arrivando, le sembrava quasi di sentirli ansimare sul collo, quei fetidi cani infernali.
«Manca poco! Ce la posso fare!», si disse, voltandosi e fissando un punto imprecisato davanti a sé, nel cuore di Lucca, dove stava cercando di arrivare da ore. Di certo il diavolo doveva aver compreso il suo proposito, cambiando la disposizione dei palazzi della città e generando illusioni che Lucida non riusciva a superare. Era impossibile, del resto, che non fosse ancora giunta alla Torre delle Ore.
Riprendendo fiato, la nobildonna ricominciò a correre, incurante dei ringhi alle sue spalle. Non doveva farsi distrarre; contro i cerberi non avrebbe avuto speranza. La sua unica possibilità era lassù, nascosta oltre la cappa di morte che saturava l’aria di Lucca, nella più alta torre della città.
Per chi vuole approfondire consiglio "La bella degli specchi", di Mario Tobino, e il saggio "Lucida Mansi nella leggenda e nella storia" di Eugenio Lazzereschi (segnalato pure qui sul blog). La prossima volta scopriremo il racconto "Il guardiano degli Oceanini".

L'antologia "L'ora del diavolo" è disponibile su tutti gli store di libri (Amazon, Ibs, Mondadori Store, Libreria Universitara) e sul sito della casa editrice Sensoinverso Edizioni.
 

mercoledì 30 settembre 2015

Leggende toscane - Lucida Mansi e Fortezze, rocche e castelli

LEGGENDE TOSCANE - LUCIDA MANSI e FORTEZZE, ROCCHE E CASTELLI

L'aggiornamento di oggi è dedicato a due libriccini che ho scovato girovagando in una libreria in una stradina di Lucca, non una libreria di catena ma una di quelle "vecchio stile" dove i librai fanno i librai e non i commessi. Insomma, in un cesto con altre offerte c'erano questi due libretti della casa editrice lucchese Maria Pacini Fazzi Editore, che consiglio agli appassionati di leggende toscane ma anche di storia e di girate all'aperto. Eccoli nel dettaglio:

Titolo: Lucida Mansi nella leggenda e nella storia
Autore: Eugenio Lazzareschi
Editore: Maria Pacini Fazzi Editore
Collana: La città e la memoria (dedicata alla memorialistica lucchese)
Formato: cartaceo
Pagine: 128
Prezzo: 8 euro
L'immagine in copertina: Particolare della specchiera nella camera di parata di Villa Mansi, con ritratto di Ersilia Santini.
Disponibile su vari store, ad esempio IBS; Amazon.
Pagina ufficiale sul sito della casa editrice.

Di cosa si tratta? Questo è il breve saggio scritto da Eugenio Lazzareschi su Lucida Mansi, nel 1930 e originariamente pubblicato dalla Scuola Tipografica Artigianelli. Preceduto da un articolo sulla Nazione, dal titolo Gli epigoni del mito di Faust: Lucida Mansi, il saggio è emblematico del modo in cui il saggista lucchese (che ha scritto tante opere sulla storia e cultura del territorio) lavorava, studiando come un umanista la figura sfuggente della nobildonna lucchese.

Lucida Mansi chi è? Una leggendaria figura femminile che fonde in sé i motivi di suggestione del Faust di Goethe e del Dorian Gray di Oscar Wilde, il fascino della quale è aumentato dalla grande bellezza, dall’infelicità e da una tenebrosa leggenda. Non fa meraviglia che essa continui ad attrarci a secoli di distanza, anche quando le basi storiche del mito sono quasi del tutto messe in luce nella loro esiguità; in più, ora più che mai, in tempi in cui la cultura femminile e l’interesse storico-antropologico per la stregoneria segnanno così profondamente il dibattito storiografico, il caso di Lucida non può che apparire di stretta attualità.

Per la cronaca, a Lucida Mansi ho dedicato il mio racconto "L'ora del diavolo", inserito nella quarta antologia "I mondi del fantasy IV" di Limana Umanìta Edizioni, 2014.

 ***

Titolo: Fortezze rocche e castelli in Lucchesia e Garfagnana
Autore: Andrea Santoro
Editore: Maria Pacini Fazzi Editore
Collana: Appunti di viaggio
Formato: cartaceo
Pagine: 72
Prezzo: 7 euro
Disponibile su vari store, ad esempio IBS; Siena Libri, Mondadori Store.
Pagina ufficiale sul sito della casa editrice.

Andrea Santoro ci presenta le fortezze, le rocche e i castelli della Lucchesia e della Garfagnana, non dal punto di vista storico, ma valorizzando le rocche meglio conservate, con particolare attenzione alle manifestazioni folcroristiche che caratterizzano queste zone. Nonostante ciò, l’autore non dimentica di fornire alcuni accenni storici sulle fortezze. Ogni capitolo è dedicato ad una fortezza di cui Santoro offre una descrizione, senza trascurare il paesaggio che le abbraccia in un’armonia che si estende agli orgogliosi cittadini che le abitano, i quali offrono la possibilità di provare la magia del vivere nel castello tramite le rievocazioni storiche, come quella che ha luogo a Nozzano nel mese di Settembre. Alcuni dei castelli toccati dall’autore sono accompagnati da leggende che danno un tocco in più a rocche e fortezze già di per sé affascinanti. Il volume è inoltre arricchito dai disegni di Pierluigi Puccini che riescono a completare con una visione immediata e semplice i luoghi descritti dal Santoro per coloro che queste fortezze non hanno potuto ancora visitarle.

Tra le costruzioni prese in analisi troviamo: la fortezza di Castiglione, in Garfagnana, che ogni giovedi Santo ripropone il cosidetto rito delle Crocioni, una rievocazione dell’Ascesa al Calvario di Gesù che ha inizio nella Chiesa tardo gotica di San Michele. Sempre in Garfagnana è situata la rocca di Camporgiano, famosa per le sue proporzioni armoniche e delicate, la fortezza di Verrucole, situata presso il Parco Naturale dell’Orecchiella, antico carcere protagonista di una misteriosa leggenda riguardo un bandito ivi torturato ed impiccato. 

Vengono presi in esame anche: il castello di Castelnuovo, che nel 1500 ospitò l’illustre Ludovico Ariosto, la fortezza di Montalfonso, il cui nome deriva dal fondatore Alfonso II d’Este di Ferrara, quella di Ghivizzano, protagonista nel 1300 della resistenza guelfa contro Castruccio Castracani ed infine quella di Lucchio, immersa nel verde dei boschi della Mediavalle e resa celebre da una leggenda medievale circa il coraggio di due giovani donne. Per quanto riguarda la Piana di Lucca troviamo il castello di Montecarlo, fondato da Carlo IV di Boemia e attualmente rinomato per il suo interesse enologico che si manifesta a pieno nella festa del vino che si svolge a settembre. Infine troviamo al confine tra Lucca e Pisa il castello di Nozzano, antica difesa militare, anch’essa riattualizzata e resa popolare dalla manifestazione “Il castello rivive” che riporta l’intero borgo all’epoca medievale grazie a danze, costumi e cucina risalenti a nove secoli fa.



ANDREA SANTORO, dopo essersi laureato all’ Università di Pisa in Storia Medievale, discutendo una tesi su San Jacopo di Altopascio, si è affermato come ricercatore e autore di saggi storici sul Medioevo, intervenendo inoltre in convegni promossi da enti e istituzioni locali.

venerdì 7 agosto 2015

Le leggende toscane dietro ai miei racconti

LE LEGGENDE (TOSCANE) DIETRO AI MIEI RACCONTI

Quando scrivo racconti fantastici, mi piace attingere dalle leggende locali, quelle tramandate oralmente o note in una zona soltanto, ricostruirle, ampliarle, lavorarle in modo da creare una storia autonoma e (spero) ben funzionante, anche perché credo che la nostra bella terra italiana sia ricca di affascinanti leggende (quasi sempre legate a posti ben precisi, castelli, boschi, fiumi o altri paesaggi naturali e storici che così poco conosciamo!) da non rendere necessario andare ad attingere a tradizioni straniere (ben più note e commerciali). In questo articolo indicherò alcune leggende della zona della Versilia, Apuane e Lucchesia, a cui mi sono ispirato per alcuni miei racconti, assieme ai dati bibliografici dei libri dove è possibile leggerli.

SIRENE
Le sirene sono una leggenda non tipica della Versilia, bensì di molte località di mare, dove si mescolano al sostrato locale. Paolo Fantozzi, nel suo libro "Storie e Leggende della Versilia" ne cita alcune, ad esempio parla di sirene che vivono in cavità sottomarine, al largo della costa, o in palazzi di madreperla sul fondo del mare. Sono, queste sirene, dedite ad attirare, incantare e far prigionieri i pescatori troppo curiosi (anche se a volte possono persino aiutare gli uomini, come accadde a un pescatore che stava per sfasciarsi sugli scogli con la nave) e sono pure molto civettuole, trascorrono il tempo a cantare, farsi belle e specchiarsi nell'acqua.

Ho ripreso le sirene nei miei racconti sul ciclo degli Oceanini: "Il guardiano degli Oceanini", inserito nell'antologia "Racconti toscani" di Historica Edizioni, 2014, e "Il risveglio degli Oceanini", inserito nell'antologia "I racconti del fantasy V", di Limana Umanita Edizioni, in uscita per ottobre 2015. Sempre le sirene e il popolo sottomarino degli Oceanini sono ripresi in altri racconti fantastici.

Entrambi i racconti "Il guardiano degli Oceanini" e "Il risveglio degli Oceanini" compaiono nella mia antologia "L'ora del diavolo".


LA LUNA IN FONDO AL MARE
Questa leggenda mi ha ispirato il racconto "La luna sul fondo", inserito nell'antologia "Racconti d'estate. Terza edizione" di Ensemble Edizioni, edito a luglio 2015. Racconta, la leggenda, di un uomo che durante la luna piena andava a pescare sulla spiaggia e una volta gli venne in mente di provare a pescare la luna, ma per quanto allungasse la lenza, niente, non riusciva ad afferrarla. Una notte sentì che ebbe afferrato qualcosa, così si gettò in acqua e scese giù per afferrare la luna, che, vedendolo così ingenuo, lo fece salire in cielo. Disperato, realizzò di sentirsi solo sulla luna e volle tornare a casa ma la luna glielo impedì, e tutt'oggi, guardando il disco lunare, si può vedere la sagoma di un uomo che piange.

Il mio racconto riprende l'idea della luna in fondo al mare ma l'uomo, che alla luna si rivolge, non lo fa per ingenuità bensì per cercare di salvare il figlio malato. "La luna sul fondo" è stato inserito nella mia antologia "L'ora del diavolo".


LUCIDA MANSI
Una delle più celebri leggende lucchesi. Lucida Mansi era una nobildonna (cantata anche da Mario Tobino, scrittore viareggino, in "La bella degli specchi") vissuta a Lucca nel Diciassettesimo Secolo, famosa per i suoi molti amanti e anche per il metodo (pare, ovviamente!) di eliminazione degli stessi. Una donna che faceva dell'uomo, quindi, un oggetto usa e getta, di cui servirsi per soddisfare il suo piacere e rimanere giovane. Pare infatti che avesse stipulato un patto con il diavolo, per conservare la sua bellezza anche con il passare del tempo, incurante se tutti la chiamavano strega o poco di buono.

Parlo di lei nel racconto "L'ora del diavolo", inserito nell'antologia "I mondi del fantasy IV" di Limana Umanita, 2014, uno dei miei racconti preferiti, dove descrivo le ultime ore di Lucida Mansi, che, poco prima dello scoccare della mezzanotte dell'ultimo giorno datole a disposizione dal diavolo, attraversa una nebbiosa Lucca per cercare di fermare l'orologio della Torre delle Ore e bloccare lo scorrere del tempo. Ma il diavolo, che sa bene come non farsi fregare, la insegue, scatenando dietro di lei una pioggia di demoni del suo passato e tutti i suoi rimpianti.

Lucida Mansi è citata anche nel racconto "La donna di fuoco". Entrambi sono presenti nell'antologia "L'ora del diavolo", disponibile su tutti gli store di libri.



LA BUSDRAGA
Simile alla leggenda di Lucida Mansi, c'è quella della Busdraga, sebbene qua siamo sul versante versiliese delle Alpi Apuane, la zona sopra Camaiore circa. Un'altra donna che non vuole accettare la vecchiaia e fa un patto con il diavolo per rimanere giovane, ma, in questo caso, il diavolo ha in serbo per lei una bella pena, in perfetto stile contrappasso dantesco. Ogni notte infatti la Busdraga vaga tra i boschi, condannata a distendere una tela di fuoco (molto lunga e decisamente fastidiosa da portarsi dietro!) ma non ce la fa, perché la tela si arriccia sempre, si arrotola e lei deve ricominciare. Ci mette dei massi sopra ma non basta, il fuoco li brucia, il fuoco della passione avuta in vita. E così, al mattino, arrabbiata per essere stata di nuovo sconfitta, la Busdraga dà un calcio al tombolo di fuoco che, come una meteora incandescente, solc il cielo fino alla vetta del Monte Prano, e tutti sanno che inizia una nuova giornata.

"La donna di fuoco" è un racconto lungo, vincitore del concorso "Primavera di racconti", organizzato da Panesi Edizioni e dal blog The Bibliophile Girl, e apre l'antologia, appunto, "Primavera di racconti", di Panesi Edizioni, scaricabile GRATIS su tutti gli store di ebook.

PONTE DEL DIAVOLO
Ci sono tanti ponti del diavolo in Italia, uno dei più famosi, e dei più antichi, è quello costruito nel Dodicesimo Secolo a Borgo a Mozzano, sopra il fiume Serchio (in provincia di Lucca). Una spettacolare e ardita costruzione medievale a tre arcate che si eleva verso il cielo incurante delle piene del fiume. Secondo la leggenda, il povero capomastro non sapeva proprio come fare per costruire un ponte in poco tempo in quel tratto di fiume, così, una notte, il diavolo gli fece visita e lui accettò il patto. In cambio della prima vita che avesse oltrepassato il ponte l'indomani, il diavolo avrebbe costruito il ponte, cosa che infatti fece, gli bastò schioccare le dita e eccolo lì, il ponte che resiste tutt'oggi e che tutti, quando passano dalla Garfagnana, si fermano ad ammirare. Purtroppo per il diavolo, il capomastro lo fregò e l'indomani fece avanzare un maiale (o un asino?) sul ponte, lasciandolo all'asciutto.

Il Ponte del Diavolo è la location dove è ambientato il mio racconto "Quando il diavolo abbaia", inserito nell'antologia "Racconti da brivido" di Alcheringa Edizioni, e nella mia antologia personale "L'ora del diavolo".

Presto altri aggiornamenti su altre leggende nei miei racconti. Nell'attesa, questo il mio sito internet con i miei lavori. Tutti i racconti citati sono disponibili singolarmente in antologie miste, assieme ai racconti di altri scrittori italiani, oppure sono disponibili riuniti nella mia antologia "L'ora del diavolo"; che tratta esclusivamente racconti fantastici ispirati a leggende lucchesi.