lunedì 7 settembre 2015

Onirica - Le leggende metropolitane di Aurora Stella

ONIRICA - AURORA STELLA


Aurora Stella in "Onirica" presenta un'interessante, e coinvolgente, raccolta di leggende metropolitane in chiave horror, ambientate non in una fantomatica cittadina americana, bensì a Roma, nella nostra capitale e nei suoi dintorni, un ambiente quindi che dovrebbe essere tranquillizzante, noto, e che invece si rivela infido e pieno di inaspettati pericoli. L'autrice attinge alle più varie leggende (dai viaggi nel tempo agli alieni, passando per mostri e creature non umane), innestandoli su uno sfondo tipicamente locale, e italiano, e creando piccoli ma deliziosi racconti, scritti con uno stile curato e molto scorrevole, quasi una videocamera che, messa sulle spalle dello sfortunato protagonista, accompagna anche noi lettori/spettatori nelle sue (dis)avventure.

Qualche dato sul libro, prima di passare ad analizzarlo nel dettaglio:

Titolo: Onirica
Autore: Aurora Stella
Editore: Panesi Edizioni (ebook)
(ne esiste anche una precedente versione cartacea edita da Gruppo Albatros Il Filo, reperibile sugli store a 12,90 euro)
Genere: Raccolta di racconti horror/fantastici
Formato: Ebook
Prezzo: al momento dell'articolo, gratuito.
Pagine: 98.
Disponibile su Amazon e altri store.
Su Amazon disponibile un breve estratto.
Pagina Facebook di "Onirica".
Un'intervista all'autrice.
Una bella recensione su "Onirica".

"Onirica" ospita al suo interno otto racconti, scritti in uno stile scorrevole, molto immediato e d'impatto.

- A pochi passi da Roma: un inizio davvero appetitoso per gli amanti della letteratura di tensione, con i protagonisti che si ritrovano in una specie di bolla temporale dove convivono persone prese da epoche diverse, un Festival dei Mondi, che però, per loro, si rivelerà più un Festival dei Morti. Costruito in maniera impeccabile, è un crescendo di tensione.

- Bioagriturismo 100% naturale: a ripensare a quanto accade nel racconto, il titolo fa decisamente sorridere. Comunque, un racconto un po' horror, un po' di fantascienza, che ti porta a chiederti... cosa cavolo mangiamo al ristorante?

- Nemesi: tra tutti, è il racconto che mi è piaciuto meno. Il tema dell'entità creata in laboratorio era interessante ma forse avrei speso qualche parola in più, l'ho trovato un pò troppo veloce. Di certo fa riflettere su quali confini debba avere la scienza e quali competenze spettino agli uomini e a Dio.

- Il mostro: il racconto più strutturato e complesso e anche quello che tocca forse il tema più delicato, presentando un mostro umano, ossia un assassino seriale di ragazzine, che le segue, le studia, le pedina, finché poi non le aggredisce, le violenta e le uccide, dopo averle barbaramente massacrate, considerandole alla stregua di pericolose streghe. Protagonista del racconto è la caparbia e selvaggia Selvaggia, addestrata alla lotta fin da piccola, un maschiaccio con le palle che non esita a farsi avanti a proteggere i più deboli dai soprusi degli altri. Seguita quasi interamente dal suo punto di vista, la storia prosegue con l'avvicendarsi dei pensieri di Selvaggia di catturare e fargliela pagare cara a questo serial killer. Diciamo la verità, ce ne vorrebbe un po' di più, anche nella vita reale, di queste Selvagge, alla faccia di un certo buonismo! ;) Ottima storia, forse la meno sovrannaturale, ma non per questo meno (ahimè) mostruosa.

"La paura è un meccanismo primordiale che serve a salvarci da situazioni che altrimenti metterebbero a rischio la nostra esistenza. È nostra amica, non dobbiamo temerla, dobbiamo rispettarla".
- I racconti del gatto nero sono infine una piccola raccolta nella raccolta composta da quattro raccontini caratterizzati dalla presenza di un gatto nero con gli occhi gialli (Poe style):
- Prologo: una vecchietta amica dei gatti (una gattara, appunto) si prodiga per salvare per un gatto nero, proprio mentre due malfattori stanno per rapinarla, rimanendo fregati.

- Gli orchi: protagonisti sono due orchi che, per quanto non siano quelli di Tolkien, sono comunque mostruosi, intenti a progettare violenze e abusi ai danni di donne e bambini. Ma non hanno fatto i conti con il gatto.

- La gattara: una falsa gattara di nome Giuseppina (nome, ahimè, della mia gatta!) vende cani e gatti randagi alla vivisezione, ma imparerà a sue spese che, in fondo, una giustizia c'è.

- Cuore di lupo: dei quattro finali, il racconto più interessante e che getta anche luce sugli avvenimenti dei tre racconti precedenti e il ruolo del gatto. Molto interessante il riferimento allo spirito del lupo (o del cane), che ho decisamente apprezzato. C'è spazio, comunque, alla fine anche per nuove storie, eventualmente, di questo filone, per proseguire lo scontro tra il Ragnaccio e il Gatto.

Tra gli altri libri dell'autrice, ricordo "E vissero? Raccolta di fiabe horror", edito da Panesi Edizioni e recensito anche qui sul blog "I mondi fantastici", e poi "Furens lupus sum" e il recentissimo "Tiger indomabilis"; tutti disponibili in ebook su Amazon e sui principali store. Non perdeteli!




domenica 6 settembre 2015

Il giardino degli aranci - Il mondo di nebbia di Ilaria Pasqua

IL GIARDINO DEGLI ARANCI - IL MONDO DI NEBBIA di ILARIA PASQUA

L'articolo di oggi è dedicato al primo capitolo della trilogia distopica "Il giardino degli aranci", scritto da Ilaria Pasqua e pubblicato in ebook da Nativi Digitali Edizioni, dal titolo "Il mondo di nebbia", come appunto il mondo in cui Aria e i suoi amici si ritrovano a vivere. Un mondo che, come la nebbia, confonde i sensi, li attenua, obnubilando le percezioni di chi si ritrova a viverci, che infatti neppure ricorda da quanto ci viva, portando a un progressivo annullamento di sé. Inizia proprio così il romanzo, con un'introduzione a questo "mondo" (una città senza nome ma che potrebbe essere una qualunque, all'apparenza, tranquilla cittadina americana, con le sue villette con giardino, le sue strade ordinate e i licei di quartiere) e sopratutto alla protagonista, Aria, che invece in questo mondo tanto bene non si trova. Eh sì, perché è l'unica (o almeno crede di esserlo!) a percepire che c'è qualcosa che non va, che tutto quel ripetersi di gesti sempre uguali, di quella vita quasi tediosa, non può essere tutto, ma deve esserci per forza qualcos'altro.

E infatti qualcosa c'è. Sarà l'incontro con l'enigmatico Will (e il ciuffo ribelle di capelli scuri, che fa da contraltare al suo collo bianco!) a dare nuova linfa a quelle che finora erano per Aria soltanto paranoie, spingendola a mettere in gioco e soprattutto in discussione se stessa, scardinando certezze date per scontato da tutti gli abitanti di quel mondo. Il romanzo inizia molto lentamente (con dei primi capitoli molto descrittivi), con la presentazione del mondo di nebbia, della protagonista e degli antagonisti, un gruppo di cinque Sacerdoti, ognuno con un mantello diverso, che, è chiaro fin dall'inizio, hanno qualcosa in mente, oltre a comandare in questo mondo. Sembra infatti che stiano cercando qualcosa...



La vita nel mondo di nebbia è scandita in modo regolare, con una particolarità. Al mattino tutti gli abitanti devono andare alle centrali a consegnare il proprio... incubo! Durante la notte, infatti, gli incubi delle persone si solidificano assumendo delle forme più o meno bizzarre. L'incubo di Aria si presenta sotto forma di procione, altri sotto forma di serpenti, anelli, uccelli o quant'altro. 

Nessuno può fabbricare incubi, è solo l'inconscio che lo fa. Siamo noi stessi, sono le nostre inquietudini, i ricordi, le esperienze che abbiamo vissuto: quelle nessuno può cancellarle, ci appartengono.

I cinque Sacerdoti si nutrono dell'energia di questi incubi che, in realtà, scandagliano alla ricerca di una misteriosa chiave. Questo Aria lo apprende grazie all'incontro/scontro con Will, il personaggio, a mio parere, più interessante del romanzo. La sua entrata in scena ma soprattutto l'inizio della sua interazione con Aria aumenta il ritmo della storia, modificando non solo gli equilibri stantii della vita nel mondo di nebbia ma anche la personalità di Aria, che diventa molto più interessata a quanto avviene realmente nella loro città, indagatrice, anche a costo di distaccarsi dalle persone con cui ha sempre (da quanto? boh) vissuto assieme, in primis il suo amico d'infanzia Henry (che ha una cotta per lei, come nelle migliori tradizioni di amicizie d'infanzia) e dalla mamma e nonna. Da lì Aria e Will iniziano a lavorare assieme sugli incubi, sulla possibilità di controllarli e anche "navigare" al loro interno, cercando di anticipare i Cinque Sacerdoti nella loro ricerca, finché nuovi particolari non emergono e la trama si complica. La struttura, e anche la bellezza, di questo romanzo è che è un crescendo, come un diesel. Dovessi azzardare un paragone direi che somiglia a un albero che, partendo da un punto unico (ossia il tronco) e scendendo in profondità (quindi addentrandoci nella storia!) si ramifica in tante radici diverse, parallele, intrecciate, vicine, dando vita quindi a una storia più complessa. E infatti, a mio parere, proprio quando queste trame aumentano anche il romanzo diventa più interessante e ricco di conflitti, rispetto all'inizio che ho trovato lentuccio. Conflitti non solo tra i "buoni" contro i "cattivi" ma anche all'interno del gruppo dei personaggi "buoni", conflitti che ho trovato molto graditi, soprattutto perché permettono di approfondire i personaggi.

Era meglio una vita eterna ma senza emozioni? Senza progressi? No di certo, la vita è bella proprio perché ha un tempo limitato.

Due parole sui personaggi, che, secondo me, sono l'elemento meglio riuscito del romanzo, seguiti dall'ambientazione e dall'originalità della "cosmogonia" che ha creato quel mondo. Aria, Will e Henry, i tre personaggi principali, presentano tratti ben definiti, in particolare la protagonista, che è un vero peperino (e ogni tanto si meriterebbe un bel ceffone!). Tra i tre, Will è quello che ho apprezzato di più, forse il più umano, tormentato al punto giusto (ma non troppo da essere frignone) e legato a doppio filo ad Aria. Anche Henry è una buona figura, forse più di contorno, ma comunque necessaria all'equilibrio della narrazione. Sui cinque sacerdoti invece non viene detto molto e, a parte il Quinto, che sembra sempre fare squadra a sé, rimangono molto nebulosi e poco caratterizzati, anche se immagino che nei romanzi successivi li rivedremo. Interessanti invece altri personaggi secondari, come la vecchia e la voce nell'ombra, che appaiono e non appaiono, rendendo il loro ruolo decisamente intrigante.

L'ambientazione pure è interessante, con questo giardino degli aranci che sembra rappresentare il fulcro del mondo, un luogo temuto persino dagli stessi Sacerdoti. Già l'idea rimanda alla freschezza, alla primavera, al sole, qualcosa forse in grado di trapassare la nebbia stessa. Chissà? Immagino che, anche nei libri successivi, il giardino tornerà ad avere il suo ruolo e a raccontare qualcosa! 

Nel complesso, un romanzo carino e gradevole che, per essere un "urban fantasy" o un "distopico" (o qualunque etichetta si voglia dare a questi romanzi molto diffusi oggigiorno), offre un'ambientazione originale e pone più l'accento sugli affetti, sui legami tra i personaggi, che non sull'azione (mancano ad esempio scene di battaglia o scontri aperti tra "buoni" e "cattivi" come solitamente accade in romanzi simili). Forse c'è qualche ingenuità nella trama, discorsi che potevano essere scorciati e refusi sparsi, ma nell'insieme l'impressione è positiva per quella che di certo è un'interessante nuova voce della narrativa fantastica italiana e da cui mi aspetto un secondo e terzo romanzo in crescendo.

Qualche info sul libro la trovate sul sito dell'autrice o in un precedente articolo su questo blog. Questa la pagina Google+ dell'autrice.


Eventi della settimana - 7/13 settembre 2015

EVENTI DELLA SETTIMANA - 7/13 SETTEMBRE 2015

Riprendono gli aggiornamenti dedicati agli Eventi della Settimana. Chi volesse segnalare la propria presentazione di un libro o altro evento letterario, può contattare il blog tramite la pagina dei contatti. Questa settimana gli eventi segnalati riguardano tutti la Toscana.

7 SETTEMBRE, alle ore 18 (FIRENZE):

Per il festival “Fiume d’arte”, organizzato da Deliri Progressivi e Negroni Florence Bar, verrà presentato il romanzo "Nelle case della gente" di MIRKO TONDI, alla Casetta del buon vino, nei giardini di Piazza Demidoff di Firenze. Oltre alla presenza dell’autore, quelle della scrittrice Chiara Novelli, di Gianni L’Abbate alle musiche e dei lettori Massimo Maniezzi e Maria Gloria Messeri.
Pagina Facebook evento. 

9 SETTEMBRE, alle ore 18.30 (VIAREGGIO):

Divier Nelli, giallista viareggino, sarà ospite di "Villa Argentina", dove proseguono gli incontri del mercoledì in terrazza. L'autore parlerà dei suoi lavori, in particolare di "Coma".

Questa la trama del romanzo e un articolo su COMA:
Una donna si risveglia dal coma. Non ricorda nulla dell'incidente stradale di cui è stata vittima, non ricorda nulla della sua vita, neppure il proprio nome. Si chiama Claudia Volpi, così le hanno detto. Ma chi è Claudia? Nell'ospedale in cui ha ripreso conoscenza dopo il coma, è sola. Nessuno che possa aiutarla a recuperare la propria identità, né amici né familiari. Claudia studia i propri documenti e man mano scopre di essere stata una stimata docente di diritto, razionale e distaccata. Dimessa dall'ospedale, torna in una casa isolata e in disordine che fatica a riconoscere come propria. Da lì comincia ad affiorare il suo passato, con un segreto che sembrava ormai sepolto.

9 SETTEMBRE, dalle 19.00 alle 22.00 (FIRENZE):
In attesa dell'uscita del numero tre della rivista "Con.tempo", aperitivo letterario con mercatino di libri usati. Una bella iniziativa per diffondere cultura e riciclare vecchi libri. Si terrà a Firenze, presso il Circolo la Rondinella del Torrino, in Lungarno Soderini 2. Questa la pagina facebook dell'evento.

11 SETTEMBRE, alle ore 18.00 (VIAREGGIO):
Leandra Cazzola, già ospite della rassegna "Un libro al tramonto", presenterà la sua raccolta di storie "Se son rose... fioriranno", presso il Museo della Marineria di Viareggio, in Darsena. Un'occasione per ricordare la Versilia degli anni Settanta e Ottanta.

Infine, anche se è all'inizio della settimana successiva, segnaliamo:

15 SETTEMBRE, alle ore 18.00 (FIRENZE):
Nuova presentazione di "Nelle case della gente", romanzo intimistico di Mirko Tondi, presso la Libreria Salvemini di Firenze, in Piazza Salvemini 18. Per info sul romanzo, visitare il sito dello scrittore fiorentino. Qui una bella recensione del romanzo. Infine, una pagina per conoscere bene Mirko Tondi e i suoi lavori.

Ricordo inoltre che sono aperte le iscrizioni a vari Corsi e Laboratori di Scrittura curati da Mirko Tondi in Toscana, in particolare a Viareggio e Firenze. Gli interessati possono navigare sul suo sito per scoprire tutti i corsi in partenza a Firenze e sul sito della Scuola di Scrittura "Le otto querce" per scoprire quello di Viareggio.




giovedì 3 settembre 2015

Segnalazione - La figlia della vendetta di Giada Bafanelli

LA FIGLIA DELLA VENDETTA e I GIARDINI DI ASGARD
IL FANTASY MITOLOGICO DI GIADA BAFANELLI

Aggiornamento di oggi dedicato a una giovane scrittrice italiana, che ho scoperto su Amazon, e di cui ho piacere di presentare i suoi lavori, non soltanto perché bisogna valorizzare gli autori italiani, soprattutto quelli giovani, non soltanto perché sono scritti bene (sembra ovvio, ma per chi si cimenta con la scrittura non lo è) ma anche perché trattano argomenti di carattere mitologico che apprezzo tantissimo, in particolare la mitologia nordica (sì, quella del Ragnarok, Loki, Idunn ecc.).

Titolo: I Giardini di Asgard
Autore: Giada Bafanelli
Editore: autopubblicato
Genere: racconto fantasy
Formato: Ebook
Disponibile sui principali store.
Su Amazon è disponibile un estratto.
Prezzo: al momento è gratuito, altrimenti 1 euro.
Pagine: 32
Nota: il racconto è il prequel del romanzo "La figlia della vendetta"
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Twitter dell'autrice.


Trama
La dea Idun ha rinunciato da tempo a vivere ad Asgard: da quando suo marito Bragi, dio della poesia e consigliere di Odino, è stato tradito e assassinato, preferisce vivere nel mondo degli uomini e confondersi con loro piuttosto che tornare là. Però, quando sua figlia viene colpita da una malattia che nemmeno le sue arti magiche riescono a curare, Idun si trova costretta a scegliere inevitabilmente tra il suo orgoglio e la vita della persona che ama di più. 

Una bella recensione per "I Giardini di Asgard" su Briciole di Parole.

***


Titolo: La figlia della vendetta
Autore: Giada Bafanelli
Editore: autopubblicato
Genere: romanzo fantasy
Formato: Ebook
Disponibile sui principali store.
Su Amazon è disponibile un estratto.
Prezzo: 1,49 euro
Pagine: 197
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Blog dell'autrice.

Trama
Una profezia di morte scuote Asgard dopo secoli di pace: qualcuno tradirà gli dei e scorrerà il sangue di molti innocenti. Mentre Loki viene additato come traditore e Idun si trova invischiata negli intrighi di una corte di cui non le importa nulla, le valchirie, guidate dalla coraggiosa Brunilde, escogitano in segreto un piano per fuggire dalla città degli dei. E Sif, divisa tra l’amore nei confronti di chi l’ha salvata e il desiderio di vendetta, rischierà di cambiare per sempre il destino degli Æsir. 

Note di merito: 1) le copertine sono fighissime, davvero molto accattivanti. 2) le sinossi di presentazione su Amazon sono scritte davvero bene, dicono il giusto, stuzzicando il lettore, ma senza perdersi in frasi da televendita. Semplici e efficaci.

 
BREVE BIOGRAFIA DELL'AUTRICE

Giada Bafanelli è nata a Viterbo nel 1988. Sin da piccola ha sempre coltivato una grande passione per la musica e per la narrativa. Ha inciso gli album indipendenti Frozen Flowers e Fly in the Darkness con il gruppo rock Frozen Flowers nel ruolo di tastierista e corista. Ha sempre adorato scrivere e leggere storie fantasy. Nel 2012 è stata finalista del concorso “I-fantasy” indetto dalla Fazi Editore con il romanzo breve Satyros. Dal 2013 gestisce il blog letterario Pagine Magiche.




mercoledì 2 settembre 2015

Le leggende toscane dietro ai miei racconti - 2

LE LEGGENDE TOSCANE DIETRO AI MIEI RACCONTI - 2

Articolo dedicato alle leggende toscane a cui mi sono ispirato nella stesura di alcuni racconti. Nel precedente articolo ho presentato Lucida Mansi, le sirene, la Busdraga e il Ponte del Diavolo, oggi restiamo in ambito Alpi Apuane, ovvero le Montagne della Luna per gli antichi Liguri Apuani, località molto affascinanti, non solo da un punto di vista turistico e paesaggistico, ma anche leggendario. Ci sono molti libri al riguardo, che consiglierò nella nota biografica finale. Prima le leggende.

Partiamo con le FATE.
Le fate occupano l'immaginario di tantissime culture e, ovviamente, sono presenti anche sulle Alpi Apuane, che, tra grotte, boschi e laghi, offrono davvero tanti rifugi possibili per queste creature.
Ad esempio, sopra il paese di Basati (in Alta Versilia), si ritiene che quando il vento soffi tanto forte (dalle cime dei monti vicini, come il Corchia e il monte Altissimo) ed è accompagnato dalla pioggia, allora appaiono le "fate di pioggia", che ondeggiano lungo i fianchi dei monti, come lenzuoli d'acqua, quasi trasparenti, difficili da individuare (si sa, le fate sono molto timide e riservate!) e vagano tra le montagne, scomparendo poi allo sguardo umano.

Parlo di questa leggenda in un racconto, finora, inedito, intitolato appunto "Le fate di pioggia", che ho inviato a un concorso e, se sarà selezionato, entrerà a far parte di un'antologia. 

Sempre di fate, parlo nei racconti "La donna di fuoco", vincitore del concorso "Primavera di racconti" di Panesi Edizioni, e "La guerra del Fatonero", vincitore del concorso "Tenebrae" indetto da Isola Illyon, il portale di informazione fantasy. Il primo è disponibile in ebook antologico, il secondo uscirà in un'apposita antologia a ottobre. Infine, di nuovissima uscita, parlo delle fate (anzi, è il diavolo a parlarne!) nel racconto "Il mercante di sogni", pubblicato sul numero tre della rivista Con.tempo.



Ma dove si ritrovano le fate? Hanno i loro luoghi, preclusi ai più. A Cardoso c'è la Buca delle Fate, mentre vicino a Pruno c'è la Cascata dell'Acquapendente. Proprio a questa cascata, si recano sia la Busdraga, nel racconto "La donna di fuoco", che Gianni, nell'inedito "Le fate di Pioggia". È una cascata composta da meravigliosi balzi d'acqua, nascosta dal fitto del bosco, proprio sotto il paese di Pruno. Per raggiungerla bisogna scendere lungo una mulattiera, superare un ponte di pietra e scendere la Scala Santa, una serie di gradini molto ripidi scolpiti direttamente nella roccia. Là, ai piedi della scalinata, si apre uno specchio d'acqua dove le fate si radunano, facendo un po' le civette, danzando sull'acqua, lavandosi e pettinandosi l'un l'altra i capelli, solitamente di notte, per non essere viste. Va detto che, solitamente, sono un po' disinteressate dei problemi degli uomini, infatti rifiutano di aiutare la Busdraga, o forse pensavano che non meritasse il loro aiuto.

In "La guerra del Fatonero", come leggerete, quando uscirà, le fate sono molto attive nel combattere apertamente il diavolo, aiutando i loro amici streghi.

STREGHI:
Già, gli streghi. Una meravigliosa leggenda versiliese. Sono nientepopodimeno che degli stregoni o, come mi piace definirli nei miei racconti, i Signori dei Boschi e della Natura, degli officianti che conoscono i segreti della natura e se ne servono per difenderla dalle forze oscure. Ci sono tante leggende sugli Streghi, un po' bizzarre in verità. Anche loro, come le fate, tendono a evitare il contatto umano e a volte si divertono a spaventare gli uomini, ma non sono cattivi, sono, diciamo, un gruppo autonomo. Si ritrovano in cima al Monte Matanna, alla Tavola degli Streghi (una grossa tavola di pietra, forse quella che Re Artù aveva a Camelot e loro hanno salvato? Chissà!), e si spostano per i cieli a cavallo dei loro Serpenti Volastri. Forse è anche per questo che gli uomini hanno paura di loro.

Gli streghi compaiono in vari miei racconti, ad esempio in "La guerra del Fatonero", dove combattono contro il diavolo, "Le fate di pioggia", "Il mercante di sogni" e "Gli uomini della neve".

SERPENTI VOLASTRI:
Sono diffusi sulle Apuane, in particolare nella zona di Camaiore. Sono grossi serpenti che si avvolgono ai rami o alle torri dei campanili, particolarmente temuti dai pastori. Si diceva infatti che la loro vista potesse far diventare ciechi i malcapitati che si ritrovavano a guardarli negli occhi e a respirare il loro soffio. Di notte, questi Serpenti Volastri spalancavano le ali e volavano in cielo, apparendo come scie luminose a chiunque li guardasse e portando in groppa gli Streghi.

Ne parlo in vari racconti, "La guerra del Fatonero" e "Le fate di pioggia", ad esempio, dove sono le cavalcature degli Streghi.

DIAVOLO:
Contraltare delle fate e degli streghi, che, per quanto non vivano tra gli esseri umani, non vogliono neppure fare loro del male, è il diavolo, il maligno, presente in tantissime culture. Tutte le tradizioni, soprattutto quelle tramandate oralmente in zone di collina e montagna, vedono i vari protagonisti alle prese con i trucchi del diavolo e solitamente presentano uno schema molto semplice, con il protagonista che disperato ha bisogno di qualcosa (un lavoro? una cura per un figlio/una moglie malata? una cura per non invecchiare?), qualcosa di difficile, quasi impossibile da ottenere, che soltanto il diavolo può dargli, e che infatti gli dà, in cambio di qualcos'altro, ovviamente. Denaro, una vita o magari l'anima di qualcuno. Quindi il protagonista, ricevuto il dono dal diavolo, cerca un modo per farlo fesso e, raramente, ci riesce.

Uno schema simile compare in tanti miei racconti, ad esempio in "L'ora del diavolo", incentrato su Lucida Mansi, nobildonna che ha stretto un patto con il diavolo: lui le ha donato degli specchi in grado di assorbire l'energia vitale dei suoi numerosi amanti (ecco perché ne voleva tanti! Perché le permettevano di restare giovane!) e darla a lei, però, dopo trent'anni, è tornato a riscuotere quanto dovuto, e lei cerca di fregarlo, senza riuscirsi. Anche la Busdraga di Camaiore, in "La donna di fuoco", stringe un patto simile, per quanto non abbia una durata ben precisa, ma anch'ella, allo scadere del contratto, viene ridotta a una vecchia incartapecorita costretta a stendere un tombolo di fuoco per l'eternità, senza mai riuscirci. E che dire del capomastro che doveva erigere il Ponte del Diavolo, sul fiume Serchio, presso Borgo a Mozzano? Come scopriamo nel racconto "Quando il diavolo abbaia", ce l'ha fatta sì, ma con l'aiuto del diavolo, che però chiede un tributo umano, come scopre il povero Gianni, scrittore in cerca di pace ma che incontra soltanto sangue, guerra e morte, inseguito dai cerberi del diavolo. 



Ma non diamo tutta la colpa al diavolo! Come racconto nel nuovissimo "Il mercante di sogni", la colpa è anche degli uomini, che non sono mai contenti di quello che hanno, vogliono sempre di più, anche quando non sanno o non possono averlo, e allora si riducono a stringere patti con il diavolo, che sa bene cosa vogliono e glielo offre e loro, deboli, subito accettano.



MANDRAGOLA E MONTE PROCINTO:
Le Apuane, dicevamo, sono montagne splendide da un punto di vista paesaggistico, ricche di flora e fauna incredibili. Sulla cima del Monte Procinto, infatti, cresce una pianta dalle virtù magiche, si tratta della mandragola. Questa doveva essere estirpata in una notte di luna piena ma era un affare bell'e complicato perché la pianta non amava farsi strappar via dalla terra, così, quando veniva afferrata, mandava degli strilli acutissimi, che potevano far morire dallo spavento chi tentava di estirparla. Bisognava essere quindi molto coraggiosi (o sciocchi) e determinati. Come la Busdraga, nel racconto "La donna di fuoco", che cerca un rimedio per vincere la vecchiaia incombente.

 (il Monte Procinto si riconosce bene, per la caratteristica forma tozza e isolata)

Un'altra pianta che cito sempre in "La donna di fuoco", è l'erba luccica (o lancia cristi) che, si diceva, avesse il potere di guarire alcune malattie.

LENCIO MEO:
Infine, sempre nelle Apuane, si racconta la leggenda del giovane pastore Lencio Meo, innamorato di una bellissima ragazza dai capelli biondi, quasi d'oro, con cui vive una tragica storia d'amore. Pare che i loro spiriti vaghino adesso in una grotta, ritrovatisi per l'eternità.
Per il momento non ho ancora scritto un racconto su Lencio Meo, ma un personaggio con questo nome compare in un paio di racconti: "La luna sul fondo" e "La guerra del Fatonero"

Bibliografia:
- racconto "La donna di fuoco", inserito in "Primavera di racconti", Panesi Edizioni, disponibile qua.
- racconto "Quando il diavolo abbaia", inserito in "Racconti da brivido", Alcheringa Edizioni, disponibile qua.
- racconto "L'ora del diavolo", inserito in "I mondi del fantasy IV", Limana Umanìta Edizioni, disponibile qua.
- racconto "La luna sul fondo", inserito in "Racconti d'estate", Edizioni Ensemble
- racconto "La guerra del Fatonero", vincitore del contest "Tenebrae" di Isola Illyon, di prossima uscita.
- racconto "Il mercante di sogni", inserito nel numero tre della rivista Con.tempo
- racconto "Le fate di pioggia", inedito

- libro "Storie e leggende della Versilia", Paolo Fantozzi, Edizioni Le Lettere, 2003, disponibile qua.
- libro "Racconti e tradizioni popolari della Versilia", Paolo Fantozzi, Edizioni Le Lettere, 2013, disponibile qua.